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Il Festival Traiettorie incanta tra ripartenza e nuovo dpcm

“Quello che il mondo intero sta vivendo a causa della pandemia è qualcosa di assolutamente drammatico. A seguito del lockdown l’intero comparto culturale si è fermato, con conseguenze occupazionali di cui ancora oggi ben pochi ne comprendono la reale portata. Durante i mesi passati anche la Fondazione Prometeo si è vista costretta ad annullare tutte le iniziative a causa dell’emergenza sanitaria. Adesso con la ripartenza riprendiamo a vedere un po’ di luce”.

Così il presidente della Fondazione Prometeo, Martino Traversa, si espresse alla vigilia del Festival Traiettorie, di cui cura la direzione artistica. Si tratta di una delle principali realtà nazionali ed europee dedicate alla musica moderna e contemporanea, una rassegna concertistica che ha sede nella città di Parma e che ha visto la presenza dei più importanti solisti ed ensemble internazionali.

Durante il concerto del 20 ottobre, fra gli ultimi appuntamenti del festival iniziato a fine agosto, grazie alle note dell’Ensemble intercontemporain, si è assistito all’esplosione di quella luce di cui parlava Traversa. Complice certamente il Teatro Farnese, “luogo simbolo” della stessa rassegna che, in occasione di Parma 2020+21, Capitale Italiana della Cultura, ospita la mostra Fornasetti Theatrum Mundi. Collocata all’interno del Complesso Monumentale della Pilotta, mette in dialogo le architetture e le opere della Pilotta con l’immaginario di Piero e Barnaba Fornasetti, creando un vero e proprio ‘teatro del mondo’. Parte della mostra è esposta proprio all’interno del Teatro, sopra gli spalti lignei che avvolgono il palco in cui l’Ensemble intercontemporain si è esibito.

Al flauto Emmanuelle Ophèle, al clarinetto Martin Adámek, al violino Hae-Sun Kang, John Stulz alla viola, Éric-Maria Couturier al violoncello, Dimitri Vassilakis al pianoforte e infine Samuel Favre alle percussioni. Una formazione voluta e creata da Pierre Boulez che vanta musicisti di fama internazionale e che, grazie alle sonorità complesse, sincopate e dalla natura sempre mutevole e sgretolata, ha incantato il pubblico del Farnese.

Pubblico ben distanziato, disciplinato e prontamente controllato dallo staff della fondazione; la musica e la magica atmosfera del teatro hanno lasciato il covid fuori e regalato alla città un momento di altissimo livello artistico. Una serata che costituisce un esempio di fruizione culturale sicura e consapevole, una risposta ad un’urgenza che non dimentichi il particolare momento storico che stiamo vivendo. Ma è proprio quest’ultimo che sembra non dimenticarsi di noi.

A seguito del Dpcm del 24 ottobre 2020, la trentesima edizione del festival si conclude anticipatamente. Le ultime due date non potranno aver luogo, lasciando così incompleta la programmazione organizzata con tanta cura. Il pubblico resterà anche stavolta con il fiato sospeso, ma non grazie alle note dei suoi musicisti.

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