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Il Museo del mito a Enna

Sono nato su di un monte intriso di miti fondativi, e vissuto sulle rive di un lago carico di segni. Ho viaggiato molto ed oggi vivo nel ventre di un altro gigante della mitologia classica. Sin dall’infanzia ho udito molte narrazioni su Demetra e Kore, alcune dotte, ctonie, discendenti verso il centro della terra, altre più lievi, perfino maccheroniche, ascendenti verso la luce. Ma mai nessuna mi aveva colpito così duramente come il racconto per suoni, parole e immagini del nuovo ‘Museo del mito’ ad Enna.

L’avverbio non è usato a caso né ha valore negativo, tutt’altro. Per ‘duramente’ intendo un fortissimo impatto poetico di fronte alla bellezza di un territorio che si pensava di conoscere a fondo ma che si era sempre meditato da una prospettiva convenzionale. Qui invece tutto è aereo, vertiginoso.

Un museo senza oggetti e di due sole sale che museo è, vi chiederete, e perché dargli tanta importanza? Un museo senza oggetti e con due sale pirotecniche è un ‘grande museo’, da annoverare tra i migliori della sua generazione. La vertigine non è data solamente dall’esperienza che compi, come “al paese dei Tarahumara”, al punto che sei costretto a tenerti su di una mensola per non cadere; vertiginosi sono anche i suoni uditi, la lingua parlata, le immagini composte intorno al mito delle Dee madre e figlia nella ‘caverna d’antimateria’ della seconda sala.

Se Landart e videoarte hanno significato qualcosa dagli anni ’60 in avanti, l’uso che ne fanno i progettisti di questo piccolo gioiello posto al centro dell’isola è magistrale. Visitandolo, molti si concentreranno sugli aspetti ludici della tecnologia 3D nella prima sala, rimarranno con il naso all’insù nel diorama della seconda sala, come quando si chiudono le feste patronali nelle notti d’estate. Sotto il profilo museologico, già questo è un ottimo risultato. Altri potranno spingersi oltre e cogliere l’arditezza non del mezzo (fatalmente destinato all’obsolescenza tecnologica), ma del fine mitopoietico.

Non aggiungo altro. La peste finirà, Trittolemo avrà successo e Demetra ci ridarà le sospirate messi. Quando sarà nuovamente possibile andate a visitare la rocca come in pellegrinaggio, in espiazione entrate nell’antro e fate esperienza di questo museion come in un volo estatico. Siate sciamani con la sola forza dei sensi risvegliati e riappropriatevi per un istante del principale mito di fondazione culturale a Eleusi con nuova e potente consapevolezza.

Museo del mito
Comune di Enna
Rocca di Cerere, i Capannicoli
Realizzazione: Sarteria, Roma
Info e prenotazioni: [email protected]

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