<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Chiara Tinnirello, Autore presso ilcaffeonline</title>
	<atom:link href="https://ilcaffeonline.it/author/chiara-tinnirello/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ilcaffeonline.it/author/chiara-tinnirello/</link>
	<description>Il coraggio di conoscere</description>
	<lastBuildDate>Mon, 16 May 2022 19:43:56 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.4.2</generator>

<image>
	<url>https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/cropped-avatar-ilcaffeonline-32x32.png</url>
	<title>Chiara Tinnirello, Autore presso ilcaffeonline</title>
	<link>https://ilcaffeonline.it/author/chiara-tinnirello/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>&#8220;Un agricoltore assai smozzicato&#8221;, una ricostruzione della vita e dell&#8217;opera del pittore e scultore Libero Elio Romano</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/05/16/un-agricoltore-assai-smozzicato/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/05/16/un-agricoltore-assai-smozzicato/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Tinnirello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 May 2022 14:23:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tradizionario]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltore]]></category>
		<category><![CDATA[biografia]]></category>
		<category><![CDATA[catania]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara Tinnirello]]></category>
		<category><![CDATA[Libero Elio Romano]]></category>
		<category><![CDATA[Mancuso Editore]]></category>
		<category><![CDATA[monografia]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[opere]]></category>
		<category><![CDATA[Pittore]]></category>
		<category><![CDATA[scultore]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Vicari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4252</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il libro di Vicari riscostruisce la vita e l’opera di Libero Elio Romano avvalendosi sia del materiale bibliografico che dei racconti dei figli del pittore, in particolare&#160;di Guido e Antonella che hanno contribuito a fornire allo studioso materiale inedito e ricordi personali. Ne viene fuori un quadro dettagliato del percorso di vita e di studi dell’artista. Dalla formazione fiorentina e romana al rientro in Sicilia. Romano, che è stato anche&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/05/16/un-agricoltore-assai-smozzicato/">&#8220;Un agricoltore assai smozzicato&#8221;, una ricostruzione della vita e dell&#8217;opera del pittore e scultore Libero Elio Romano</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il libro di Vicari riscostruisce la vita e l’opera di Libero Elio Romano avvalendosi sia del materiale bibliografico che dei racconti dei figli del pittore, in particolare&nbsp;di Guido e Antonella che hanno contribuito a fornire allo studioso materiale inedito e ricordi personali. Ne viene fuori un quadro dettagliato del percorso di vita e di studi dell’artista. Dalla formazione fiorentina e romana al rientro in Sicilia. </p>



<p>Romano, che è stato anche docente di pittura presso l’Accademia di belle arti di Catania, sceglie di passare un lungo tratto della sua vita appartato in campagna, ritirandosi presso la tenuta agricola di famiglia nei pressi di Assoro nel cuore della Sicilia. Da questa località marginale (dal punto di vista storico e politico &#8211; non  artistico ed esistenziale), Romano dipinge e scolpisce ritraendo i paesaggi assolati della campagna siciliana, gli strumenti del lavoro agricolo, i volti dei suoi abitanti.</p>



<p>Il libro di Vicari, tuttavia, oltre ad avere il pregio di essere un’esaustiva monografia accademica, possiede anche alcune caratteristiche inedite per il genere, che lo rendono particolarmente interessante per il lettore. Vicari sceglie di illustrare biografia, influenze culturali, opere (molto preziose le tavole ragionate in conclusione del volume che si avvalgono delle foto di tante produzioni dell’artista), bibliografia, premi e mostre. Tuttavia, il volume su Elio Romano desidera soprattutto  raccontare l’artista nella sua peculiare umanità.</p>



<p>A questo proposito sono molto pertinenti le citazioni dal romanzo di Romano, <em>Fanuzza </em>(Maimone,  1995), nonché le molteplici riflessioni del pittore che Vicari mescola sapientemente al filo della diacronia di motivi e ispirazioni di Romano. In questo volume, l’atto ermeneutico dello studioso cede il passo a una prassi mimetica con l’artista, quasi Vicari volesse lasciagli sempre la parola. </p>



<p>Elio Romano opera come un personaggio, ridiviene tra queste pagine il protagonista della propria storia e ce la racconta grazie alla sapiente intuizione del professore Vicari: dare voce alla propria materia, corpo al proprio tema e vita al proprio lavoro di ricerca. Del pittore Vicari dice: “Tale e tanta è la commistione in Romano tra arte e vita da lasciare talvolta sbalorditi” (ivi, p. 87). Lo stesso stupore si riaccende per noi che leggiamo Vicari che, a propria volta, fa rivivere Romano.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="718" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/05/elio-romano-02.jpg" alt="" class="wp-image-4259" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/05/elio-romano-02.jpg 1024w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/05/elio-romano-02-300x210.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/05/elio-romano-02-768x539.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il professore sembra rimpiangere di non aver conosciuto personalmente Romano: “questo mio <em>vecchio amico</em> che tanto avrei voluto frequentare ma che non ho mai realmente conosciuto” (Ivi, p. 23). Come in un gioco di specchi, Vicari ci presenta Romano senza intermediazioni come e più che se lo avesse incontrato; questi è vivo nelle pagine del libro, irradia la propria presenza con la stessa potenza che appartiene alle opere d’arte.</p>



<pre class="wp-block-preformatted"><strong>Vittorio Ugo Vicari</strong> è professore di I fascia in Stile, Storia dell’arte e del costume presso l’Accademia di belle arti di Catania, dove insegna Storia dell’arte contemporanea, della moda e Stile, Storia dell’arte e del costume. I suoi principali interessi di studio e ricerca sono attualmente rivolti ai sistemi e agli autori di età moderna e contemporanea, da una prospettiva storica delle mentalità e della cultura.</pre>



<p>Vittorio Ugo Vicari, <em>Un agricoltore assai smozzicato. Formazione fiorentina e residenza siciliana di Libero Elio Romano</em>, Alessandro Mancuso editore, 2021</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/05/16/un-agricoltore-assai-smozzicato/">&#8220;Un agricoltore assai smozzicato&#8221;, una ricostruzione della vita e dell&#8217;opera del pittore e scultore Libero Elio Romano</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/05/16/un-agricoltore-assai-smozzicato/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vivi la vita più che puoi e sorridi sempre</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/04/19/tinnirello-vivi-la-vita-piu-che-puoi-e-sorridi-sempre/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/04/19/tinnirello-vivi-la-vita-piu-che-puoi-e-sorridi-sempre/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Tinnirello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 13:09:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tradizionario]]></category>
		<category><![CDATA[Adulti]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[Bimbi]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara Tinnirello]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Galleria degli Uffizi]]></category>
		<category><![CDATA[Illustrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Immagini]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Lunaria Edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Sindrome di Stendhal]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Tiziana Longo]]></category>
		<category><![CDATA[UAU che giorni]]></category>
		<category><![CDATA[Vanessa Viscogliosi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4234</guid>

					<description><![CDATA[<p>Vanessa Viscogliosi, giornalista, blogger e autrice romana, ha scritto un libro dedicato ai più piccoli che rinnova l’incanto del vivere attraverso il quotidiano e le sue meraviglie. Il suo libro, con le bellissime illustrazioni di Tiziana Longo, è uscito alla fine del 2021 ed ha subito riscosso l’attenzione di grandi e piccini per la bellezza del tema, il linguaggio vivido e immediato e le splendide immagini che lo accompagnano. Vanessa,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/04/19/tinnirello-vivi-la-vita-piu-che-puoi-e-sorridi-sempre/">Vivi la vita più che puoi e sorridi sempre</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><a href="http://www.vanessaviscogliosi.it/2021/10/uau-che-giorni-arriva-in-libreria.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vanessa Viscogliosi</a>, giornalista, blogger e autrice romana, ha scritto un libro dedicato ai più piccoli che rinnova l’incanto del vivere attraverso il quotidiano e le sue meraviglie. Il suo libro, con le bellissime illustrazioni di Tiziana Longo, è uscito alla fine del 2021 ed ha subito riscosso l’attenzione di grandi e piccini per la bellezza del tema, il linguaggio vivido e immediato e le splendide immagini che lo accompagnano.</p>



<p><strong>Vanessa, com’è nata l’idea di scrivere un libro per bambini?</strong><br>L’editoria per bambini e in special modo quella legata al mondo degli albi illustrati mi ha sempre affascinato e stimolato. Ogni pagina è il risultato di uno scambio dialogico costante, imprevedibile e per questo prezioso, tra parola e immagine. Da questo canto a due voci la lettura si espande, così anche i significati, le connessioni, i personaggi, le storie. Spesso si è portati a pensare che l’albo illustrato sia solo un prodotto per bambini destinato ad essere accantonato in età adulta. Le lunghe narrazioni, con la maturità, infatti prendono il sopravvento. Non sempre, però, i libri grandi sono grandi libri. È molto probabile, invece, che in libri brevi e dalla foliazione ridotta sbocci autorevole letteratura.</p>



<p><strong>Serviva l’incontro giusto, quello con l’editore.</strong><br>Si, perché l’idea di scrivere un libro per bambini ha sempre occupato un posto speciale nel mio cassetto dei sogni da realizzare. Questo cassetto è stato aperto da Daniele Cavallaro di <a href="https://www.gammazita.it/lunaria-edizioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lunaria Edizioni</a>, agli inizi del 2020, quando mi ha proposto di farlo per la neonata casa editrice. A marzo dello stesso anno ho scritto di getto il testo di “UAU che giorni!” e, dopo l’estate e qualche titubanza, ho deciso di sottoporlo al suo vaglio e a quello della coordinatrice editoriale, Veronica Palmeri,&nbsp; che fin da subito si è dimostrata entusiasta.</p>



<p><strong>Tu sei mamma di una bimba. La sua presenza ha giocato un ruolo importante nella genesi di questo lavoro?</strong><br>A mia figlia Cecilia ho dedicato il libro e soprattutto il messaggio primario in esso contenuto: vivi la vita più che puoi e sorridi sempre.</p>



<p><strong>Parlaci un po’ della tua collaborazione con l’illustratrice, Tiziana Longo. Come avete fatto a raggiungere una sinergia tra testo e immagini così calzante?</strong><br>Lavorare con Tiziana è stato semplice e rilassante perché siamo entrate in sintonia fin dal primo momento. Le illustrazioni non sono quindi il frutto di un lavoro travagliato e di notti in bianco, tutt’altro. Il racconto visivo e quello testuale si sostengono vicendevolmente e ben rappresentano le nostre anime e quella del libro.</p>



<p><strong>Il tuo testo è costruito sulla meraviglia destata dai cinque sensi; questi hanno un effetto sinestetico sul piccolo lettore (e non solo). Cosa ti ha spinto a partire proprio dalle sensazioni per il tuo libro?</strong><br>Mi ha spinto una giornata non proprio uau, una di quelle da dimenticare e che ho la sfortuna di vivere spesso perché soffro di attacchi di emicrania molto forti. Quando va bene durano 48 ore, quando va male il giorno e la notte si susseguono così come le nausee, i problemi con la luce, gli odori. Persino la risata di tua figlia, in quelle ore, si tramuta in un incubo sonoro. Da  pessime “esperienze” sinestetiche, paradossalmente, sono nate quelle piacevoli di “UAU che giorni!”. La scrittura, d’altronde, è sempre stata per me la migliore terapia d’urto.  </p>



<p><strong>Se dovessi descrivere il tuo libro con poche parole rivolgendoti a un pubblico adulto cosa diresti? E se invece parlassi &nbsp;direttamente ai tuoi piccoli lettori?</strong><br>Direi ai grandi, ma pure ai piccini, che il libro aiuta a disegnare stelle nei giorni neri e a restare sole nei giorni a colori.</p>



<p><strong>Leggendo il libro mi ha colpito la grande profondità del testo che si può leggere a più livelli, essendo ricco di rimandi semantici e di giochi di parole semplici che introducono termini più complessi. Come hai fatto a ottenere una notevole ricchezza di contenuto attraverso un testo che si presenta essenziale, perfetto per essere letto trasversalmente dai tre anni in su?</strong><br>Il testo nasce da un lavoro istintivo di sottrazione. Togliere senza compromettere la complessità di cui parli non è facile. Si rischia la superficialità e la banalizzazione. Ho un grande rispetto per le parole e forse anche per questo non sono una grande chiacchierona. Preferisco scrivere: il foglio bianco mi permette di sceglierle con cura.<br>Il libro, hai ragione, viaggia su più livelli. Ha più facce e offre diversi spunti di riflessione. Da un lato la mia attenzione si focalizza sull&#8217;unicità della vita e sulla gioia delle piccole cose, dall&#8217;altro cela ma non troppo le mie posizioni su alcune tematiche complesse e delicate, dall’accoglienza dei migranti ai diritti civili. Parlare di cose da grandi con i piccoli non è complicato, né occorrono grandi paroloni. Servono solo parole oneste.</p>



<p><strong>In una parte del volume, una bimba di spalle osserva “La Primavera” di Botticelli degli Uffizi e tu scrivi: (questi) “Sono i giorni capolavoro . Ti guardano dentro e tu piangi fuori”. La tua frase mi ha molto colpito perché porta i bambini al cuore dell’esperienza estetica. Anche tu hai ancora questo rapporto viscerale con l’arte? Ricordiamo ai lettori che hai ideato e diretto per anni, insieme a Giacomo Alessandro Fangano, la prima rivista dedicata alle arti visive in Sicilia, Tribe art</strong>.<br>Questa illustrazione racconta di un attacco, non emicranico, ma per fortuna da Sindrome di Stendhal: la prima volta che ho visitato la Galleria degli Uffizi ho letteralmente pianto di fronte a questo capolavoro dell’arte italiana. Ho suggerito quindi a Tiziana di tradurre in immagine la mia vertigine, che ho poi scoperto, essere stata anche la sua. La bellezza continua a commuovermi e il mio rapporto con l’arte in tutte le sue molteplici forme è ancora profondissimo. Ho ereditato da mia nonna paterna il “master” in incanti e meraviglie e non la ringrazierò mai abbastanza.<br>&nbsp;<br><strong>Vanessa Viscogliosi</strong>, giornalista, autrice e blogger romana, vive a Catania dal 2003. Sebbene non ami le etichette, si definisce un’operaia culturale con manie di piccolezza. “UAU che giorni!” è il suo primo albo illustrato.<br><strong>Tiziana Longo</strong>, illustratrice, nata a Catania, laureata in Pittura e restauro, studia poi illustrazione e ne fa la sua professione. Pubblica prevalentemente per l’editoria inglese, americana e italiana illustrando libri educativi e di narrativa per bambini e giovani adulti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/04/19/tinnirello-vivi-la-vita-piu-che-puoi-e-sorridi-sempre/">Vivi la vita più che puoi e sorridi sempre</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/04/19/tinnirello-vivi-la-vita-piu-che-puoi-e-sorridi-sempre/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sicilia mitica</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/03/20/tinirello-sicilia-mitica/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/03/20/tinirello-sicilia-mitica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Tinnirello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Mar 2022 18:36:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tradizionario]]></category>
		<category><![CDATA[Ade]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara Tinnirello]]></category>
		<category><![CDATA[Ciclopi]]></category>
		<category><![CDATA[Efesto]]></category>
		<category><![CDATA[Ellade]]></category>
		<category><![CDATA[etna]]></category>
		<category><![CDATA[Gorgone]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Isola]]></category>
		<category><![CDATA[Kore]]></category>
		<category><![CDATA[Magna Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Olimpo]]></category>
		<category><![CDATA[Plutone]]></category>
		<category><![CDATA[Proserpina]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Zeus]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4146</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ogni terra possiede un mito di fondazione. V’è però una terra ove il mito che la genera viene rovesciato ed eviscerato: la Sicilia. I Greci conquistano l’Isola con le navi; questo viaggio sigla la nascita dell’Occidente. Sull’Isola, gli Elleni- presi dalla nostalgia della madrepatria- proiettano poi il cono d’ombra del loro Pantheon luminista. La Trinacria diviene così lo spazio a rovescio, il luogo del fondo esemplificato sulle pareti cave di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/03/20/tinirello-sicilia-mitica/">Sicilia mitica</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ogni terra possiede un mito di fondazione. V’è però una terra ove il mito che la genera viene rovesciato ed eviscerato: la Sicilia. I Greci conquistano l’Isola con le navi; questo viaggio sigla la nascita dell’Occidente. Sull’Isola, gli Elleni- presi dalla nostalgia della madrepatria- proiettano poi il cono d’ombra del loro Pantheon luminista. La Trinacria diviene così lo spazio a rovescio, il luogo del fondo esemplificato sulle pareti cave di Etna.</p>



<p>Se l’Ellade è la patria storica del mito, la Sicilia ne è la regione, la casa della vita e della morte, l’incavo metafisico che ricaccia indietro ogni epos inabissandolo altrove. La Sicilia non trattiene la storia ma la rilascia sempre sotto forma di miti e leggende, differenziandosi dal nomos greco che l’ha fatta. Nell’isola non si combatte e non si comanda- si riposa del sonno mitologico, si viene per fare visita a Ade, onorare i morti, le ombre, le necropoli, le grotte, le cavità.</p>



<p>In Sicilia anche la natura è mitica. Qui i sassi parlano e sono deità residenti e immote. Pensate alle sacre pietre di Pantalica, antica dimora dei popoli nativi. Ed è così che i miti greci in Sicilia si riversano in doppi, gemelli, repliche fantasmatiche degli dèi olimpici. </p>



<p>Pensiamo ai Dioscuri al quale è consacrato un celebre tempio agrigentino. Ma, su tutti, domina Ade. Questi, fratello di Zeus, rapisce la sua sposa, Proserpina, nei pressi di Enna. Il dio infero è sovrano di un antispazio identico a quello del padre degli dèi, ma inabissato nelle viscere della terra siciliana. Il popolo dell’Ade è fatto di morti, fantasmi dei vivi, copie invisibili del corpo visibile, simulacri del vivente. Aides, re del mondo infero, governa un popolo umbratile, un regno di immagini.</p>



<p>La Sicilia, domicilio di Ade, è una terra di figurazioni, la Grecia secreta, il doppio notturno della civiltà.<br>Gli Eroi e gli dèi sono in patria a banchettare di vittorie, a dire parole che pesano come piombo. In Sicilia invece c’è l&#8217;Artefice zoppo Efesto che, dalla fucina di Etna, fabbrica armi per guerre che non deve combattere; in Sicilia ci sono i Giganti che hanno perso la grande lotta mitopolitica con gli Olimpi; qui abitano pure i Ciclopi che vedono appena e vivono al buio tra le pendici del vulcano. E sempre da questo set inesauribile di miti, Empedocle raggiunge l’altra parte gettandosi nel cratere.</p>



<p>Questa terra cintata dal mare è la regione senza ragioni, la casa delle manie, dei mostri e dello Stige e, soprattutto, la dimora della Gorgone alata che fa linguacce. Lei ci parla col suo riso arcaico e ci dice dello stupore di essere vivi in un mondo di forze sommerse, minacciose e iperboliche. Tali numi ci compaiono ancora nel sonno o mentre guardiamo un paesaggio di spighe auree nel quale Demetra ci cinge; ci invitano su una spiaggia assolata o emergono dal mare che non finisce mai sospinto dal vento di Eolo.</p>



<p>Sono i momenti del kairos, quelli nel quale le divinità ritornano come forme belle o manie oniriche e ci fanno cenno. Ci vogliono ancora, vogliono parlare attraverso la nostra bocca e riempirci gli occhi di immagini assolate per farci addormentare accecati di luce.</p>



<p>Ogni civiltà, in fondo, riposa dei suoi sonni ancora possibili. Noi possediamo questa riserva mitica ed è in un luogo ben preciso, la Sicilia. Lei ha preso spazi inespugnabili che rimangono a rimirare il fondo pieno di tesori che la storia non intacca poiché vi dimora da sempre, Plutone, il ricco, insieme alla Kore, madre di superfici e profondità e al corteo infero dai mille volti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/03/20/tinirello-sicilia-mitica/">Sicilia mitica</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/03/20/tinirello-sicilia-mitica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giuseppe Frazzetto: è il tempo dell&#8217;apocalisse estetica</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/01/21/giuseppe-frazzetto-tempo-apocalisse-estetica/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/01/21/giuseppe-frazzetto-tempo-apocalisse-estetica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Tinnirello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jan 2022 14:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tradizionario]]></category>
		<category><![CDATA[accademia di belle arti]]></category>
		<category><![CDATA[apocalisse]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[catania]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara Tinnirello]]></category>
		<category><![CDATA[Estetica]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Frazzetto]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[nuovi media]]></category>
		<category><![CDATA[quodlibet]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3917</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 26 gennaio arriva in libreria Nuvole sul grattacielo. Saggio sull’apocalisse estetica il nuovo libro del professor Giuseppe Frazzetto, critico e storico dell’arte, estetologo, esperto di nuovi media, edito per i tipi di Quodlibet. Chiara Tinnirello lo ha intervistato in anteprima e in esclusiva per ilcaffeonline.it Il volume ha il grande pregio di avviare una riflessione filosofico-estetologica che coniuga arte, media, filosofia, realtà virtuale e vita quotidiana in una prospettiva&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/01/21/giuseppe-frazzetto-tempo-apocalisse-estetica/">Giuseppe Frazzetto: è il tempo dell&#8217;apocalisse estetica</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 26 gennaio arriva in libreria <em><strong>Nuvole sul grattacielo. Saggio sull’apocalisse estetica</strong></em> il nuovo libro del professor <strong>Giuseppe Frazzetto</strong>, critico e storico dell’arte, estetologo, esperto di nuovi media, edito per i tipi di <strong>Quodlibet</strong>. <strong><a href="https://ilcaffeonline.it/author/chiara-tinnirello/">Chiara Tinnirello</a></strong> lo ha intervistato in anteprima e in esclusiva per <strong>ilcaffeonline.it</strong></p>



<p>Il volume ha il grande pregio di avviare una riflessione filosofico-estetologica che coniuga arte, media, filosofia, realtà virtuale e vita quotidiana in una prospettiva unitaria. Oramai pochi libri ardiscono a tanto e Frazzetto riesce nell’impresa (invero già avviata nei suoi lavori precedenti) ideando anche un <em>gergo </em>peculiare che il lettore scoprirà e imparerà ad apprezzare per farsi strada nel territorio del nostro mondo attuale, altrove denominato postcontemporaneo dall’autore.<br>Ne viene fuori un libro specialistico, ma che parla a tutti raccontandoci le nostre manie, i nostri desideri, i nostri svaghi. Frazzetto ci presenta il nostro quotidiano con i suoi spazi fatti di presenze e di assenze, dice dei nostri gusti in fatto di arte e di tempo libero. Ognuno ritroverà qualcosa di se stesso e potrà ragionare sui propri modi di vita.</p>



<p><strong>Il suo libro presuppone un’estetica, per così dire, <em>espansa</em>: non si parla solo d’arte, ma anche di parecchie forme di intrattenimento, nonché di comportamenti quotidiani…</strong><br>Nel saggio prendo variamente in considerazione fenomeni come la gamification, la cerimonia del me/mondo, il nichilismo situazionale. Uno dei tentativi del saggio è fornire un quadro teorico di molte produzioni odierne (i videogiochi, la cosiddetta post-fotografia, i meme, gli NFT) nei loro rapporti con le elaborazioni “alte”, d’autore.</p>



<p><strong>Può darci una definizione dell’<em>apocalisse estetica</em> che evoca nel sottotitolo del volume?</strong><br>La nozione ha un certo numero di significati. Il più ovvio (ma forse il meno interessante) fa segno a un certo qual esaurirsi delle posizioni estetiche a noi familiari. Tale crisi caratterizza una fase di sconvolgimenti che da una ventina d’anni vado definendo “postcontemporanea”. Tutto viene estetizzato, e tutto implode in una sostanziale insignificanza, non soltanto estetica. La nozione di “apocalisse estetica” descrive inoltre un atteggiamento prevalente: la pretesa di esperienze in certo modo conclusive, totalizzanti sebbene effimere. Il paradosso è che tali esperienze vengono cercate come definitive e, allo stesso tempo, ci si aspetta una loro ripetizione in una continua frammentazione. In un passo del libro si dice che la regola di questo frammentarsi dell’esperienza estetica è «Facciamola finita. Ma poi facciamola finita ancora e ancora». Spero che lettrici e lettori possano poi scoprire le implicazioni ulteriori della nozione di “apocalisse estetica”.</p>



<p><strong>Trattandosi di un lavoro marcatamente multidisciplinare, ci potrebbe dire in poche battute quali sono i riferimenti culturali che più hanno contribuito allo sviluppo della sua riflessione?</strong><br>Multidisciplinare non significa eclettico, beninteso. Tento di proporre un punto di vista unitario, per quanto possibile, mettendo in rapporto elaborazioni estetiche, antropologiche, sociologiche. La grande tradizione del pensiero europeo da Warburg ad Agamben, da Benjamin a Jesi, da Simmel a Boltanski mi sembra proporre indicazioni inequivocabili. Ma mi permetta di ricordare i nomi di due amici oggi scomparsi, cioè Sgalambro e Barcellona, profondamente diversi ma accomunati dal rigore d’un pensiero fuori dagli schemi.</p>



<p><strong>Il suo libro evoca figure mitologiche ed è mitopoietico esso stesso nella costellazione di <em>figure</em> che lo popolano (ed esplicitamente nella <em>cornice</em> che lo contorna, penso al prologo/pausa). Può raccontarci della star del corteo, il Singolo <em>solo con le macchine</em>?</strong><br>In altri miei saggi mi sono concentrato sulle disavventure dell’utente-consumatore, il prosumer. Qui ovviamente ne discuto. Ma la figura principale è quella d’un essere umano occidentale, disintermediato, <em>solo con le macchine</em>, scaraventato in una dimensione vitale quasi insostenibile che ricorda quanto De Martino definiva “crisi della presenza”. Un’esperienza che sconta il ripetersi di ciò che Blumenberg attribuiva agli stadi iniziali dell’ominazione, ovvero il “permanente stare-in-attesa di cose fino a quel momento sconosciute”. L’esperienza specificamente apocalittica qui è quella d’una esasperata stanchezza rispetto a un mondo troppo pieno di segnali, tracce, sintomi. Il sospetto diviene la regola – il suo corollario alquanto disperato è la scommessa sull’affidabilità di interpretazioni disintermediate.</p>



<p><strong>Può descriverci il <em>Terzo stato estetico</em> nel quale, se ho ben inteso, ci troviamo a vivere?</strong><br>In sintesi, si tratta della situazione in cui ognuno è spinto a prodursi come soggettività estetica “fai da te”. Il Primo stato estetico è quello in cui alcune forme artistiche sono strettamente legate a un dato identitario collettivo (si pensi alle icone). Il Secondo stato estetico è quello a noi più familiare, là dove l’artista è delegato a produrre opere che propongono stili e interpretazioni del mondo e che sono soggette al giudizio di un “pubblico”. Quando pensiamo all’arte, di solito pensiamo appunto al Secondo stato. Invece, nel Terzo stato estetico non ci sono opere bensì comportamenti e immagini con cui “ci si mette in opera”, con uno specifico nichilismo situazionale individualistico. Un esempio evidente è la pratica dei selfie; ma quanto accade usualmente nei social network è una manifestazione del Terzo stato estetico.</p>



<p><strong>Nel suo libro riesce a proporre in modo chiarissimo argomentazioni assai complesse. Vuole parlarci della struttura del testo?</strong><br>Il libro è diviso in tre parti. La prima si concentra sulla rivisitazione della nozione di crisi della presenza e sul tentativo di riscattarla mediante quella che viene definita la cerimonia del me/mondo. Tale “cerimonia” si articola nel rapporto inedito con le immagini, nel loro configurarsi appunto come inesauribile catalogo del mondo (è l’argomento della seconda parte) e nello strutturarsi di narrazioni (argomento della terza parte) spesso destabilizzanti, in quanto frammentarie, non consequenziali, contraddistinte da inconsistenza dei caratteri e da finali multipli.</p>



<p>Giuseppe Frazzetto, <em><a href="https://www.quodlibet.it/libro/9788822907301" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nuvole sul grattacielo. Saggio sull’apocalisse estetica</a></em>, Quodlibet, Macerata 2022.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/01/nuvole-sul-grattacielo-frazzetto.jpeg" alt="Giuseppe Frazzetto Nuvole sul grattacielo. Saggio sull’apocalisse estetica, Quodlibet" class="wp-image-3957" width="258" height="398" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/01/nuvole-sul-grattacielo-frazzetto.jpeg 516w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/01/nuvole-sul-grattacielo-frazzetto-195x300.jpeg 195w" sizes="(max-width: 258px) 100vw, 258px" /></figure>



<p><strong>Giuseppe Frazzetto</strong> insegna <strong>Stile, storia dell’arte e del costume</strong> presso l’Accademia di Belle Arti di Catania. Ha insegnato Storia dell’arte contemporanea presso l’Università degli studi di Catania. Tra le sue pubblicazioni più recenti: <em>Molte vite in multiversi. Nuovi media e arte quotidiana</em> (2010); <em>Epico Caotico. Videogiochi e altre mitologie tecnologiche </em>(2015); <em>Artista sovrano. L’arte contemporanea come festa e mobilitazione </em>(2017).</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/01/21/giuseppe-frazzetto-tempo-apocalisse-estetica/">Giuseppe Frazzetto: è il tempo dell&#8217;apocalisse estetica</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/01/21/giuseppe-frazzetto-tempo-apocalisse-estetica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La filosofia narrante di Sandro Bonvissuto</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/12/02/tinnirello-la-filosofia-narrante-di-sandro-bonvissuto/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/12/02/tinnirello-la-filosofia-narrante-di-sandro-bonvissuto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Tinnirello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Dec 2021 14:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tradizionario]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[autori]]></category>
		<category><![CDATA[autori italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Merleau-Ponty]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Sandro Bonvissuto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3824</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ormai da anni, pur amando la filosofia, non leggo spesso saggi. Me ne sono chiesta la ragione e ho trovato almeno un motivo: la filosofia è scomparsa dai radar dei lettori appassionati, ha smesso di nascere nei luoghi ove ci si attende di trovarla. Di questa dispersione, con alcune eccezioni importanti, sono prova i tanti filosofi e filosofe delle università che, con indefesso spirito accademico, continuano a sezionare le grandi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/12/02/tinnirello-la-filosofia-narrante-di-sandro-bonvissuto/">La filosofia narrante di Sandro Bonvissuto</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ormai da anni, pur amando la <strong>filosofia</strong>, non leggo spesso saggi. Me ne sono chiesta la ragione e ho trovato almeno un motivo: la filosofia è scomparsa dai radar dei lettori appassionati, ha smesso di nascere nei luoghi ove ci si attende di trovarla.</p>



<p>Di questa dispersione, con alcune eccezioni importanti, sono prova i tanti filosofi e filosofe delle università che, con indefesso spirito accademico, continuano a sezionare le grandi opere concettuali per stanare tracce di pensiero da riutilizzare in convegni, saggi, volumi. Si tratta di cesellature e dissezioni che offrono forse piacere intellettuale, arricchiscono la mole delle conoscenze ma non generano un eccesso di vita e di meraviglia. </p>



<p>Non così per me. Io ritengo che la filosofia sia cosa viva e che il pensiero si manifesti nella forma, nello stile per agire su di noi e trasformarci. Dalla filosofia io mi attendo una dislocazione, voglio essere spostata da dove mi trovo, rivoltata. Ed è così che mi è arrivata in soccorso un’altra grandissima fonte di dislocazione, la più grande forse: l’arte.</p>



<p>Da lei oggi, pur provata dal mercato, ci vengono le migliori concrezioni filosofiche, le più belle e durature, le più universali anche. Nelle pagine, nelle tele, in teatro, nella poesia il pensiero si vivifica. In questo mio percorso di letture alla ricerca dello stile, mi sono imbattuta nei libri di un autore italiano contemporaneo, <strong>Sandro Bonvissuto</strong>.</p>



<p>In questo caso il pensiero filosofico non si è solo rifugiato ma ha edificato una sua maniera di esistere. Nei libri di Bonvissuto infatti il concetto si presenta come immagine senza mai ostentare complessità; il pensiero accade e può essere goduto come filosofia incarnata, narrazione. Vi invito a leggere i suoi volumi come si trattasse di opere filosofiche fruibili a tutti.</p>



<p>Il libro d’esordio, <strong>Dentro </strong>(Einaudi 2012, Premio Chiara 2013) è un trattato di fenomenologia applicata (l’autore si è laureato in filosofia con una tesi su <strong>Merleau-Ponty</strong>); basta scorrerne le pagine per imbattersi in una scrittura asciutta, limpida, sostanziale che incolla il lettore alle pagine e non gli lascia scampo: bisogna restare, finire questo libro dotato di una struttura circolare (il protagonista senza nome, senza storia, senza riferimenti, vive tre esperienze di vita diverse in età dissimili- con il racconto che esordisce nella maturità e si chiude durante l’infanzia). Questa costruzione involve, imprime il suo anulus aeternitatis alla vita delle cose e delle persone che sono trattate egualmente e fenomenologicamente come “fatti”, esseri rivoltati dal loro dentro, esposti.</p>



<p>C’è poi il secondo <strong>romanzo </strong>del 2020, <strong>La gioia fa parecchio rumore</strong> (Einaudi) che ci porta su un&#8217;altra landa filosofica, quella della filosofia morale. Questo libro, il cui protagonista è un bimbo che vive un amore assoluto per la Roma di Falcão, si può leggere come un manuale di filosofia pratica, diretto, profondo, concreto. Per comprendere meglio quanto sto dicendo, aprite le prime pagine del romanzo che si configurano come un vero e proprio trattato sull’amore inteso come modo di vita, rivelazione. </p>



<p>Nel corso della storia, il bimbo viene trasformato irreversibilmente dal proprio sentimento unilaterale e perfetto per bellezza e evidenza. I bambini, del resto, sono spesso i portavoce delle storie di Bonvissuto; loro ci fanno respirare la potenza degli inizi offrendo un pensiero che coincide con le cose. Queste opere di filosofia e di letteratura ci consegnano la vita reduplicata della quale abbiamo bisogno per vivere felicemente la nostra.</p>



<p><strong><a href="http://www.sandrobonvissuto.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sandro Bonvissuto</a></strong>, esordisce nel 2012 con <strong>Dentro </strong>(Einaudi, Premio Chiara 2013) e ha pubblicato, sempre con Einaudi, <strong>Rifiuti ingombranti</strong>, in AA.VV, <strong>Scena padre</strong>, 2013 e il suo ultimo romanzo, <strong>La gioia fa parecchio rumore</strong>. (2020).</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/12/02/tinnirello-la-filosofia-narrante-di-sandro-bonvissuto/">La filosofia narrante di Sandro Bonvissuto</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/12/02/tinnirello-la-filosofia-narrante-di-sandro-bonvissuto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa possiamo pensare con il virus</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/03/24/tinnirello-filosofia-covid-pensare-virus/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/03/24/tinnirello-filosofia-covid-pensare-virus/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Tinnirello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2021 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tradizionario]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Jean-Luc Nancy]]></category>
		<category><![CDATA[Lockdown]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2804</guid>

					<description><![CDATA[<p>Siamo giunti a un anno di pandemia da coronavirus che rende persistente uno stato di emergenza generalizzato. Che ne è della filosofia in questo passaggio epocale?  “Di fatto il virus ci comunizza. Ci mette su un piano egualitario (per dirla in breve) e ci dispone insieme nella necessità di far fronte assieme. Che ciò debba passare per l’isolamento di ciascuno non è che la forma paradossale che ci viene data per riconoscere il nostro essere comunità. Non si può essere unici che assieme. È ciò a renderci più intimamente comunità: il senso condiviso delle nostre unicità”</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/03/24/tinnirello-filosofia-covid-pensare-virus/">Cosa possiamo pensare con il virus</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Siamo giunti a un anno di pandemia da coronavirus che rende persistente uno stato di emergenza generalizzato. Che ne è della filosofia in questo passaggio epocale? </p>



<p>Piuttosto che fornire una chiave ermeneutica essa potrebbe assumere il ruolo di faro per illuminare una condizione di resistenza della comunità con parole unificanti, addirittura piene di speranza. Il compito non è certo inedito per il pensiero.</p>



<p>La filosofia come stile di vita è corrente sin dagli esordi ed ha in Spinoza l’esempio invalicabile; tuttavia il pensiero si trova adesso dinanzi a una voragine lasciata aperta dalla distanza che ha intaccato ogni aspetto del vivere comunitario e, a maggior titolo, del sentire religioso che dovrebbe assicurare una riserva di significati alla comunità.</p>



<p>I teatri sono vuoti, le piazze sono vuote ma, incredibilmente, le chiese sono vuote. L’incontro fisico, anche per la preghiera, è una controindicazione per la salute &#8211; l’assenza di corporeità è invece la garanzia di sopravvivenza per la collettività. Il mondo tecnologico, che ci ha preparato a questo stato offrendoci strumenti disincarnati di relazione (non privandoci tuttavia della nostra corporeità eidetica), ci protegge dalla quasi assenza di relazione che la lontananza fisica avrebbe comportato.</p>



<p>La comunità infatti vige come un essere-insieme, qualunque siano le condizioni di questa immanenza partecipativa. A questo dobbiamo volgere il nostro sguardo per produrre significati a venire e non soltanto tragiche agnizioni.</p>



<p>Ritengo pertanto che, oltre le pur rilevanti osservazioni di Agamben sullo stato di eccezione permanente e dei rischi che questo comporta per la vita collettiva e per la democrazia (per fare un esempio illustre di pensiero “negativo” sul tema), sia necessario considerare una riflessione che trattenga la comunità ferita e cerchi di darle forma e speranza.</p>



<p><em>“Un trop humain virus”</em> (Un virus troppo umano) del filosofo francese Jean-Luc Nancy (Bayard, ottobre 2020) è, a mio avviso, <em>il </em>libro della pandemia poiché in esso l’analisi di ciò che sta avvenendo si coniuga al desiderio di mantenere la comunità, di condurla per mano nella tempesta, finanche nella tragedia; Nancy racconta il pathos della distanza etica per una vicinanza di pensiero, di emozione e di intenti.</p>



<p>Con le parole dell’autore: “Di fatto il virus ci <em>comunizza</em>. Ci mette su un piano egualitario (per dirla in breve) e ci dispone insieme nella necessità di far fronte assieme. Che ciò debba passare per l’isolamento di ciascuno non è che la forma paradossale che ci viene data per riconoscere il nostro essere comunità. Non si può essere unici che assieme. È ciò a renderci più intimamente comunità: il senso condiviso delle nostre unicità”. (J-L Nancy, <em>Communovirus </em>in <em>Un trop humain virus</em>, Bayard, p. 22, traduzione dal francese C. Tinnirello).</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/03/24/tinnirello-filosofia-covid-pensare-virus/">Cosa possiamo pensare con il virus</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/03/24/tinnirello-filosofia-covid-pensare-virus/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Questa parte di mondo</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/01/05/tinnirello-questa-parte-di-mondo/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/01/05/tinnirello-questa-parte-di-mondo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Tinnirello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jan 2021 15:14:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tradizionario]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Paratore]]></category>
		<category><![CDATA[Eletta Massimino]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[mito]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[Nèon]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Salvo Cuscunà]]></category>
		<category><![CDATA[Terra]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2452</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un sentiero incantato per pervenire alla vitalità luminosa dell’esistente a partire dalla Natura, questa è, a mio avviso, la cifra dei versi di Angela Paratore contenuti nel volume Questa parte di mondo. L’incantesimo per il lettore si produce a occhi chiusi riecheggiando le parole ed esplorandone la sonorità mantica – non a caso l’ultimo verso di ogni componimento richiama sempre il successivo in un circulus vitiosus deus che avvince al&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/01/05/tinnirello-questa-parte-di-mondo/">Questa parte di mondo</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un sentiero incantato per pervenire alla vitalità luminosa dell’esistente a partire dalla Natura, questa è, a mio avviso, la cifra dei versi di Angela Paratore contenuti nel volume <em>Questa parte di mondo</em>.</p>



<p>L’incantesimo per il lettore si produce a occhi chiusi riecheggiando le parole ed esplorandone la sonorità mantica – non a caso l’ultimo verso di ogni componimento richiama sempre il successivo in un <em>circulus vitiosus deus</em> che avvince al tempo della natura, della poesia e del mito uniti in un suggello di forma di rara eleganza.</p>



<p>Ai versi si accostano, nitide e evocative, le immagini di Eletta Massimino e Salvo Cuscunà. Queste ritraggono boschi, ruderi, mari sconfinati, tappeti di foglie oro, cieli popolati di nuvole, giunchi, radici alte e possenti, campi arati, laghetti erbosi. Non v’è scarto alcuno tra le fotografie e le immagini evocate nei versi, neppure tuttavia un mero contraltare delle immagini rispetto ai versi.</p>



<p>Scorrendo il volumetto viene da pensare che fra le parole e le fotografie viga un accordo precedente, come se si fosse giunti alla stessa radura partendo da sentieri difformi e una <em>ghiandola pineale</em> immaginifica avesse generato parole e forme in un unico getto. Dopotutto gli autori sono legati da amicizia ed insistono con devozione sulla bellezza della stessa Terra per trarne il distillato bagliore.</p>



<p>La Sicilia fantastica dei poeti e degli artisti (come direbbe un prezioso mitologo di mia conoscenza) è la fonte da cui affiora <em>questa parte di mondo </em>che empie il cuore e gli occhi della sua apparizione:</p>



<p><em>“Arrivò infine anche il vento<br>di tramontana<br>entrò nelle orecchie con il rullio del mare<br>rinchiuse ogni cosa<br>nei suoi esatti confini.<br>L’isola apparve”.</em></p>



<p><em>Questa parte di mondo</em> è un volume di poesie di Angela Paratore, pubblicato da Nèon edizioni con fotografie di Eletta Massimino e Salvo Cuscunà.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/01/05/tinnirello-questa-parte-di-mondo/">Questa parte di mondo</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/01/05/tinnirello-questa-parte-di-mondo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
