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	<title>accademiabellearti Archivi - ilcaffeonline</title>
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	<description>Il coraggio di conoscere</description>
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		<title>Ubuntu: quando le lettere cambieranno il mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Ugo Vicari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jun 2022 07:06:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 18 al 30 giugno 2022 è allestita all&#8217;Accademia di Belle Arti di Catania una mostra itinerante di Armando Milani, co-curata da Gianni Latino, intitolata Ubuntu. All&#8217;inaugurazione è stato presente il graphic design che forse più di tutti in Italia ha parlato, col segno, la lingua della pace, dei diritti civili, della tolleranza, dell&#8217;ecumenismo e del cosmopolitismo tra i popoli. Nell&#8217;occasione Milani ha tenuto una lectio magistralis seguitissima da un&#8230;</p>
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<p>Dal 18 al 30 giugno 2022 è allestita all&#8217;<strong>Accademia di Belle Arti</strong> di <strong>Catania</strong> una mostra itinerante di <strong>Armando Milani</strong>, co-curata da <strong>Gianni Latino</strong>, intitolata <em>Ubuntu. </em>All&#8217;inaugurazione è stato presente il graphic design che forse più di tutti in Italia ha parlato, col segno, la lingua della pace, dei diritti civili, della tolleranza, dell&#8217;ecumenismo e del cosmopolitismo tra i popoli. Nell&#8217;occasione Milani ha tenuto una <em>lectio magistralis</em> seguitissima da un folto pubblico di studenti e follower.</p>



<p><em>Ubuntu</em> è una parola di origine sudafricana che <strong>Nelson Mandela</strong> ebbe a pronunciare molte volte nella sua lotta epica contro l&#8217;apartheid. In estrema sintesi essa significa: <em>io sono perché Noi siamo</em>. Un messaggio di fraternità universale che Milani ha interpretato con due segni semplicissimi e di immediata leggibilità: un cuore rosso appuntato in una graffetta. L&#8217;icona che ne deriva è solo la punta dell&#8217;iceberg, perché la serie di manifesti presenti in mostra vi è intimamente consonante: un miscuglio di &#8216;cambi&#8217; enigmistici in cui la sostituzione di una lettera, la sua sottrazione oppure l&#8217;aggiunta modificano il significato delle parole migrandole verso una dimensione pacifista. È il caso della A di <em>War</em> che una colomba in volo sottrae al lemma trascinandola verso l&#8217;alto, verso lo spazio vuoto in Pe_ce che così, compiutamente, diventa <em>Peace</em> (2005).</p>



<p>Nell&#8217;opera di Milani la parola è il segno grafico che modifica lo statuto del nostro essere al mondo, una chiara &#8216;poesia visiva&#8217;, saremmo portati a dire se lo stesso autore non si sottraesse alla natura poetica dei suoi interventi. Egli precisa e rivendica, invece, la sola forza del segno grafico, la sua chiarezza, l&#8217;immediata sua comprensione se e quando esso si spoglia d&#8217;ogni artificioso intendimento, rimanendo nudo e immanente a se stesso. Si prenda la E che percorre tutte le parole maggiormente significanti l&#8217;Unione Europea (2004): happinEss, pEace, tolErance, poEtry, resEarch, culturE, valuEs, Ethics, naturE; Milani le dispone una sotto l&#8217;altra formando un binario campito d&#8217;azzurro, come una via serena verso l&#8217;unità continentale. Oppure, per sottrazione, si prenda <em>The forgoTTen conTinenT</em> (2011), manifesto campito di nero (nero d&#8217;Africa &gt; nero di lutto) il quale denuncia i milioni di bambini che ogni anno muoiono di stenti nel continente africano. Le t che diventano croci vi sono disseminate come su un cimitero australe.</p>



<p>Le meditazioni linguistiche di Armando Milani fanno parte di una campagna etica generazionale che potrebbe annoverare artisti come Oliviero Toscani, se non fosse che il medium del fotografo milanese è quasi interamente votato al marketing del brand Benetton. Oppure il Robert Indiana di <em>Love</em>, che negli anni sessanta elaborava una delle sculture maggiormente iconiche del secondo novecento, partendo da lettere-<em>objet trouvé</em> tinte di rosso. Anche in quel caso il valore fondamentale della scultura si rafforzava per via di scostamenti linguistici minimi: quella O che piega d&#8217;un lato, <em>O, </em>conferendo alla parola &#8216;amore&#8217; un valore universalmente riconoscibile.</p>



<p>La tappa catanese, magistralmente allestita da Armando Milani e Gianni Latino, si arricchisce del contributo grafico di dieci docenti e quaranta allievi dei bienni specialistici di Design per l&#8217;editoria e di Design della comunicazione visiva, portando al numero di ottanta gli originari trenta manifesti. La mostra rafforza la vocazione internazionale che l&#8217;Accademia di Belle Arti etnea va costruendo da qualche tempo a questa parte. È la giusta direzione da intraprendere in una stagione fondamentale per l&#8217;affermazione culturale dell&#8217;Alta Formazione Artistica e Musicale in Italia.</p>



<pre class="wp-block-preformatted">Note immagine: Armando Milani all'ABACatania durante la lectio magistralis del 18 giugno 2022, mostra al pubblico il prototipo di Ubuntu. 
Ph. Alessandro Spitale</pre>
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