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	<title>Ansa Archivi - ilcaffeonline</title>
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	<title>Ansa Archivi - ilcaffeonline</title>
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		<title>Luigi Contu: l&#8217;informazione serve a riflettere. Non bisogna cercare quello che si vuole sentirsi dire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jun 2022 15:42:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per informarsi non bisogna cercare quello che si vuole sentirsi dire. L'informazione serve a riflettere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/06/02/raco-luigi-contu-per-informarsi-non-bisogna-cercare-quello-che-si-vuole-sentirsi-dire-informazione-serve-a-riflettere/">Luigi Contu: l&#8217;informazione serve a riflettere. Non bisogna cercare quello che si vuole sentirsi dire</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
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<p><strong>Direttore, come è cambiata la comunicazione negli ultimi due anni?</strong><br>C’è stato uno sconvolgimento a tutti i livelli. Da parte degli attori, quindi il Governo, le Istituzioni, gli Enti locali, da parte del mondo scientifico e da parte dei giornalisti che hanno il dovere di raccogliere e raccontare informazioni. Io credo che questi due anni siano stati davvero importanti per l’opinione pubblica perché hanno reso abbastanza evidente quanto sia fondamentale una informazione corretta, accurata e verificata. Durante la prima fase della pandemia abbiamo assistito, in diretta, a una enorme confusione nella comunicazione: non solo i giornalisti ma anche la comunità scientifica e le grandi organizzazioni internazionali hanno dato messaggi fuorvianti e incompleti, che hanno causato panico e difficoltà.</p>



<p><strong>Un virus nel virus</strong>?<br>Col tempo si sono prese le misure e penso che alla lunga la prudenza e la preparazione abbiano prevalso e l’opinione pubblica si sia è resa conto che l’informazione è un bene prezioso. Non si può prendere per oro colato qualsiasi studio o notizia scientifica che viene diffusa. Soprattutto si è preso atto che bisogna cercare di informarsi nei luoghi e con le persone che sono preparate a farlo. Sempre col beneficio dell’inventario, perché la possibilità che si commettano degli errori esiste. La pandemia ha fatto capire alle persone che non si può prendere per buona qualunque cosa tratta da Facebook solo perché è stata pubblicata: bisogna vedere di chi è il profilo, chi ne ha la responsabilità. E’ stata una grande crisi che ha messo alla luce molte nostre difficoltà ma è stata anche un’occasione di far capire al pubblico che è determinante essere preparati e accorti.</p>



<p><strong>Spesso si utilizza il termine “ANSA” per definire un’ultima ora sicuramente verificata. Quando la riporta l’Ansa la notizia è vera. Quanto lavoro c’è dietro questo timbro di qualità?</strong><br>Dovrebbe essere vera e noi mettiamo in atto, per quanto è possibile, tutti gli accorgimenti perché sia verificata. Sia sulla fonte che da un punto di vista tecnologico, perché c’è un tema tecnologico sulla veridicità delle notizie. Ad inizio pandemia l’Ansa poteva disporre di una rete di colleghi che nel mondo sono sui posti e possono verificare quello che succede, una rete importante di fonti nelle organizzazioni, nei ministeri e soprattutto di giornalisti che sapevano già di cosa stavamo parlando, che non si sono dovuti improvvisare. Noi abbiamo un servizio scientifico, una redazione che si occupa di scienza, salute e ricerca e che da trent’anni forma dei giornalisti. Questo è quello che può fare la differenza: avere il numero di telefono dello scienziato che sa dare una lettura corretta di uno studio scientifico, conoscere le fonti, avere studiato e quindi avere una carriera alle spalle che ti consenta di dire cosa è autorevole e cosa non lo è. Questo significa partire con il piede giusto. In questo senso noi diciamo che se è una notizia è un’Ansa, perché mettiamo in atto tutto quello che possiamo fare per essere certi che stiamo pubblicando una cosa vera.</p>



<p><strong>Spesso il nemico è il tempo, il rischio di farsi battere dalla concorrenza.</strong><br>Vero, c’è purtroppo un elemento che è in conflitto d’interesse con la verità che è la rapidità. Noi dobbiamo essere velocissimi per cui il tempo di approfondimento non è lo stesso che può essere concesso a un settimanale, a un quotidiano ma anche a una trasmissione televisiva di approfondimento. E li sta la differenza. Bisogna verificare in tempo breve per uscire prima possibile, per avvisare i lettori, il mondo e le Istituzioni che sta accadendo qualcosa. Li c’è la difficoltà del giornalismo: essere certi di pubblicare un contenuto verificato in tempi molto brevi. Devo dire che i colleghi dell’Ansa, e non solo dell’Ansa, da questo punto di vista sono molto affidabili.</p>



<p><strong>Ci sono momenti in cui devi dire di no?</strong><br>In questi due anni abbiamo avuto diverse occasioni in cui abbiamo preferito non pubblicare una notizia in quel momento perché il livello di sicurezza, di accuratezza, di verifica non era sufficiente. Noi abbiamo raddoppiato dal primo giorno di pandemia il controllo delle notizie. Genericamente all’Ansa c’è un collega che scrive la notizia, un collega che legge, rilegge e controlla e, se ci sono dei dubbi, interviene un terzo livello di verifica che è quello centrale della direzione. Noi ne abbiamo introdotto un altro ancora sulle principali notizie che riguardano il virus. Ci siamo detti: facciamo un doppio controllo, prendiamoci il rischio di uscire qualche minuto più tardi ma con la garanzia di offrire una informazione più accurata. E questo credo che abbia funzionato.</p>



<p><strong>Il giornalismo può assumersi la responsabilità di decidere chi può parlare e chi no e quindi, in fondo, chi ha ragione e chi torto?</strong><br>Ma certo. Il giornalismo deve scegliere e a volte può scegliere di dare il contraddittorio, di dare le due voci. Anzi, è auspicabile che nella maggior parte dei casi questo accada. Anche perché ognuno di noi può scegliere di andare a informarsi da un’altra parte. Siamo tutti liberi, non soltanto i giornalisti ma anche chi ci ascolta e i cittadini. A chi non piace l’informazione che fa l’Ansa o un telegiornale, è libero di andare da un’altra parte. Ma attenzione, io penso che per informarsi non bisogna cercare quello che si vuole sentirsi dire. Questo è il grande problema che hanno innescato i social media. Nei nostri telefonini e nei nostri profili ci arriva l’informazione che noi già vogliamo sapere. Quindi se siamo a favore di Putin ci arriveranno contenuti favorevoli a Putin. Invece l’informazione serve a riflettere. Quindi è giusto fare il contraddittorio ma il contraddittorio non significa mettere sullo stesso piano uno scienziato che per tutta la vita ha studiato il virus e un no vax che fa il corridore in bicicletta. Questo è il grande inganno.</p>



<p><strong>E’ quello che sta accadendo anche sulla guerra in Ucraina?</strong><br>Precisamente, è il grande equivoco che accade anche nella polemica che sentiamo in questi giorni sulla propaganda. Per dire che alla fine sono tutti uguali si dice che anche gli Ucraini fanno la propaganda. Anche Goebbels faceva la propaganda e anche Roosevelt la faceva ma non era lo stesso tipo di propaganda. Bisogna saper discernere. Non si possono mettere tutte le opinioni sullo stesso piano. Le opinioni vanno sostanziate coi fatti. Se io stravolgo i fatti e racconto delle storielle non posso essere messo a confronto con uno che i fatti li ha analizzati e studiati. Questa credo sia una regola basilare.</p>



<p><strong>Come giudichi la controversia che si è creata sulle armi da dare agli Ucraini?</strong><br>Se non diamo agli Ucraini la possibilità di difendersi diciamo a Putin di accomodarsi e conquistare tutto. Questo non significa non cercare la via diplomatica. Qui c’è una semplificazione nel dibattito che lascia davvero esterrefatti. La capacità di risposta militare degli ucraini è la base essenziale per far sedere Putin alla trattativa. Quando si arriverà, speriamo presto, al tavolo di pace, è possibile che gli ucraini possano decidere &#8211; per chiudere questa pace con negoziato &#8211; di perdere qualcosa e lo stesso potrà accadere dall’altra parte. Questo però non significa che non dare le armi all’Ucraina aiuti a far finire la guerra. A perdere non sarebbero solo gli ucraini, significherebbe non sostenere chi nel mondo sostiene i nostri valori. E attenzione al fatto che questa è una guerra che potrà ripetersi, perché ci sono grandi potenze nel mondo che hanno dichiaratamente l’obiettivo di mettere in crisi il sistema democratico. Quindi non è in gioco la sorte di Bucha o di Kiev, ma è in gioco il modo di vivere libero e democratico che noi abbiamo costruito e che dal &#8217;45 ha consentito all’Europa e al mondo di vivere in pace e in prosperità. Con tutte le difficoltà che conosciamo. Non è il mondo migliore ma è sicuramente meglio di quello che ci prospettano i cinesi e i russi.</p>
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		<title>Scivolata ANSA sul referendum: ricostruire catena delle responsabilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2020 08:43:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri sera, a Roma non a Minsk, è accaduto qualcosa di molto grave. Alle 19:29 è stata battuta un’Ansa con i risultati di un sondaggio effettuato da IPSOS per conto della Presidenza del Consiglio dei ministri. Non riporteremo i dati perché la legge impone di non diffondere, nei 15 giorni precedenti il voto, sondaggi politico-elettorali. Non è difficile immaginare però che si parlava di un importante successo del SI. Alle&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/09/12/raco-scivolata-ansa-sul-referendum-ricostruire-catena-responsabilita/">Scivolata ANSA sul referendum: ricostruire catena delle responsabilità</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
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<p>Ieri sera, a Roma non a Minsk, è accaduto qualcosa di molto grave. Alle 19:29 è stata battuta un’Ansa con i risultati di un sondaggio effettuato da IPSOS per conto della Presidenza del Consiglio dei ministri. Non riporteremo i dati perché la legge impone di non diffondere, nei 15 giorni precedenti il voto, sondaggi politico-elettorali. Non è difficile immaginare però che si parlava di un importante successo del SI. Alle 20:07 un secondo lancio, con gli stessi contenuti ma con titolo dedicato al presidente del Consiglio sempre più solo, con distacco, in testa alla classifica sul gradimento dei leader politici. Una sequenza capace di far impallidire Putin e Itar-Tass, l’agenzia di stampa della Russia. Alle 21:29 nuovo lancio, con richiesta di annullare la notizia delle 19:29 perché “trasmessa per errore”. Troppo tardi. Il pasticciaccio è servito.</p>



<p>Non si ricorda un episodio simile nella storia della Repubblica. Almeno da quando esistono i sondaggi. Almeno da quando la legge impone di non diffonderli. Non stiamo affermando che i sondaggi non possano essere realizzati. Né ci scandalizziamo all’idea che a commissionarlo sia stato lo stesso Governo. Sappiamo bene anche che ci sono diversi stratagemmi per aggirare la legge che ne limita la pubblicazione nelle settimane che portano al voto: il più noto e diffuso, negli ultimi anni, consiste nel pubblicare le previsioni sui risultati elettorali come se si stesse parlando di una corsa di cavalli. Mai però è successo che la principale agenzia di stampa italiana diffondesse un sondaggio commissionato dal Governo e, ovviamente, favorevole all’esecutivo. A pensar male si fa peccato, per chi crede ai peccati, ma ci si azzecca. Ma soprattutto, crepi l’avarizia: un indizio è un indizio, due indizi sono una prova.</p>



<p>Il primo indizio è stato il teatrino messo in piedi dall’INPS, con modalità improprie e inusuali, sui parlamentari furbetti del bonus di 600 euro. Una tempesta perfetta che ha consentito al M5S e al ministro Di Maio in particolare di rinfocolare i sentimenti anticasta che sono alla base della riduzione dei parlamentari, con taglio orizzontale, realizzato dalla legge sottoposta a referendum confermativo il prossimo 20 e 21 settembre. Il secondo indizio, che alimenta il forte sospetto &#8211; se non costituisce la prova &#8211; di una precisa strategia messa in campo dal Governo per agevolare la vittoria del SI, è il grave episodio accaduto ieri sera. Aggiungiamo che l’incidente si registra proprio il giorno in cui due importanti esponenti politici della Lega, Giorgetti e Centinaio, decidono di annunciare il loro sostegno al NO, in dissenso rispetto all’indicazione ufficiale di voto diffusa dal leader Salvini.</p>



<p>Non sappiamo immaginare come andrà il voto. Nel 2016 si respirava nell’aria la sensazione di una pesante sconfitta, motivata dalla mobilitazione trasversale contro Matteo Renzi che aveva commesso l’errore di personalizzare il risultato del voto. Questa volta la sensazione è che il NO, partito in grande svantaggio, abbia realizzato una rimonta importante. Sarà la conseguenza del cosiddetto “filter bubble”, quel processo che induce Facebook e gli altri social a mostrare sulla home di ognuno di noi soltanto le notizie che possono piacerci, escludendo quelle che potremmo non approvare, ma sul web &#8211; stranamente &#8211; non sembra prevalere il rancore anticasta ma la difesa della Costituzione. Magari ci troveremo con una valanga di preferenze per il taglio dei parlamentari, che per noi, così come è stato concepito, è taglio della democrazia, ma episodi come quello di ieri rafforzano la convinzione che questa sia una battaglia che è giusto condurre con determinazione sino all’ultimo momento utile.</p>



<p>Resta la gravità di un episodio che va indagato in modo severo e per il quale è bene che venga ricostruita e resa pubblica nel più breve tempo possibile la catena delle responsabilità. Nel paese che non conosce il principio dell&#8217;assunzione di responsabilità e l’istituto delle dimissioni, finirà con un giornalista dell’Ansa a cui sarà affibbiata la colpa di aver messo in rete, per errore, una notizia che non doveva essere diffusa. Conoscendo la serietà professionale del direttore Luigi Contu, tendiamo a ritenere che l’Ansa &#8211; che comunque non può incorrere in tali &#8220;leggerezze&#8221; &#8211; sia stata indotta in errore. Una cosa sembra evidente, infatti: quella notizia è stata inviata da una fonte ritenuta affidabile, sotto forma di nota. Vogliamo sapere da chi e perché. Solo così potrà essere risolto il giallo, che in questo caso sembra essere molto più che un colore o un genere letterario. E’ un indizio. Il secondo. Quello che avvicina alla prova.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/09/12/raco-scivolata-ansa-sul-referendum-ricostruire-catena-responsabilita/">Scivolata ANSA sul referendum: ricostruire catena delle responsabilità</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
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