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	<title>Armin Laschet Archivi - ilcaffeonline</title>
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	<title>Armin Laschet Archivi - ilcaffeonline</title>
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		<title>Germania dopo Angela Merkel</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Maran]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Sep 2021 10:45:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’instabilità politica, si sa, è uno dei mali endemici dell’Italia: nei 75 anni di storia repubblicana abbiamo avuto 66 governi e 29 presidenti del Consiglio. La politica in Germania (che oggi andrà alle urne per il rinnovo del Bundestag) è diversa. I tedeschi, è risaputo, preferiscono la stabilità. Angela Merkel, in sella dal 2005, sta per uscire di scena; e ciascuno dei due principali candidati a succederle alla guida del&#8230;</p>
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<p>L’instabilità politica, si sa, è uno dei mali endemici dell’Italia: nei 75 anni di storia repubblicana abbiamo avuto 66 governi e 29 presidenti del Consiglio. La politica in Germania (che oggi andrà alle urne per il rinnovo del Bundestag) è diversa. I tedeschi, è risaputo, preferiscono la stabilità.</p>



<p>Angela Merkel, in sella dal 2005, sta per uscire di scena; e ciascuno dei due principali candidati a succederle alla guida del governo, sta cercando di convincere gli elettori che è la persona giusta per garantire stabilità e la prosecuzione delle politiche della Cancelliera.</p>



<p>Tuttavia, l’addio di Angela Merkel costringe gli elettori ad una scelta: il paese più forte dell’Unione europea continuerà ad essere guidato da un leader di centro-destra o si affiderà al secondo leader di centrosinistra dagli anni ’80? La scelta degli elettori avrà, ovviamente, un peso e determinerà le politiche della Germania (e, di conseguenza, dell’Europa) sulle tasse, riguardo alle reti di protezione sociale, sull’innovazione e sul cambiamento climatico.</p>



<p>I due candidati principali sono Olaf Scholz (63 anni) del Partito socialdemocratico e Armin Laschet (6o anni) della CDU di Angela Merkel. Il partito di Scholz è in testa nei sondaggi da settimane, ma negli ultimi giorni il vantaggio si è ridotto.</p>



<p>Entrambi i candidati stanno cercando di incentrare la competizione sulle loro doti di leadership più che su politiche specifiche. Nel corso della campagna elettorale Scholz ha usato la forma femminile del vocabolo tedesco cancelliere con lo slogan «Può fare la cancelliera», lasciando intendere che, sebbene sia un uomo, egli potrebbe guidare il paese proprio come Angela Merkel. Laschet, invece, questa settimana ha portato con se la Merkel in campagna elettorale, nonostante lei desiderasse evitarlo: un riconoscimento dei suoi problemi a stabilire una «connessione sentimentale» con gli elettori.</p>



<p>Per un pò, prima di scomparire, la candidata dei Verdi, Annalena Baerbock (40 anni) è stata in testa nei sondaggi. Invece, Alternative für Deutschland, il partito di estrema destra, anti-immigrati, che nel 2017 divenne il primo partito di estrema destra a conquistare dei seggi in Parlamento dai tempi della Seconda guerra mondiale, è probabile che finisca al quarto o al quinto posto.</p>



<p>In Germania non sono gli elettori a scegliere il capo del governo. Come accade in Italia, è un compito che spetta ai membri del Parlamento scelti dagli elettori. Secondo un sondaggio di Politico, la SPD di Scholz è in testa con il 25% dei voti, con la CDU di Laschet al 22%, i Verdi al 16% e il partito d’estrema destra all’11%. Ci sono anche i liberali di Christian Lindner che sembrano avere il vento in poppa e potrebbero essere l’ago della bilancia.</p>



<p>Più che i grandi temi politici (dall’immigrazione ai legami politici con la Cina e la Russia), il risultato influenzerà alcuni ambiti della politica interna.</p>



<p>Ad esempio, Scholz vuole aumentare le tasse ai ricchi e propone un aumento di tre punti dell’aliquota superiore (per portarla al 45%) e la reintroduzione di una patrimoniale. Ha inoltre invocato un salario minimo più alto, dagli attuali 12 euro all’ora ai 14 euro circa. Laschet si oppone ad ogni aumento delle tasse, sostenendo che sarebbe da matti aumentare le tasse mentre l’economia si sta riprendendo dalla pandemia.</p>



<p>Anche le pensioni sono un argomento importante in Germania, dove, come dalle nostre parti, la popolazione tende sempre più al grigio. Scholz ha giurato di non aumentare ulteriormente l’età pensionabile (che ora è a 66 anni e salirà a 67 entro il 2031; il che non è molto popolare tra i tedeschi). Laschet, invece, ha detto durante un recente dibattito che mantenere la soglia a 67 anni (anziché alzarla ancora) non è molto credibile, poiché avverrebbe «a spese dei giovani».</p>



<p>Il partito di Scholz, inoltre, promette di affrontare il cambiamento climatico introducendo un limite di velocità su tutto il territorio nazionale di 130 km orari e aumentando il numero dei veicoli elettrici. Laschet ha offerto pochi dettagli sul clima e ha invece enfatizzato la necessità di proteggere i posti di lavoro. Entrambi appoggiano l’eliminazione graduale del carbone entro il 2038 (troppo tardi, secondo gli esperti). Posto che entrambi i partiti hanno detto di voler governare in coalizione con i Verdi è probabile che, in ogni caso, il global warming sarà un punto rilevante per il prossimo governo.</p>



<p>Infine, il programma di Scholz ha molto in comune con quello del presidente americano Biden. Entrambi vogliono aumentare le tasse sui ricchi per pagare quello che descrivono come un investimento decisivo per il futuro del paese: le infrastrutture. Tra le altre cose, Scholz ha sollecitato la costruzione di circa 100.000 unità abitative sovvenzionate per affrontare la mancanza di alloggi a prezzi accessibili. Laschet, invece, preferisce un approccio di mercato: vuole utilizzare gli sgravi fiscali per costruire un milione e mezzo di nuove case nei prossimi quattro anni.</p>



<p>C’è un aspetto delle elezioni che, ovviamente, genera una certa confusione. Laschet è l’erede legittimo di Angela Merkel, tuttavia Scholz è un alto esponente del suo governo, vice cancelliere e ministro delle finanze. Quello attuale è un governo di coalizione tra i due principali partiti. Ma molti osservatori ritengono che solo uno dei due partiti farà parte della prossima coalizione di governo.</p>



<p>Questa situazione mette in rilievo il ruolo che la stabilità gioca in queste elezioni e la risposta perlopiù positiva della Germania alla pandemia è uno dei motivi principali. Se le elezioni si fossero tenute prima della pandemia, sostiene Christopher Schuetze, corrispondente da Berlino del New York Times, i due candidati probabilmente avrebbero cercato di distinguersi nettamente dalla Merkel, la cui popolarità stava scemando. Invece, «ora quello che conta per questi vecchietti è mostrare che sono come lei», chiosa Schuetze.</p>
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		<title>Armin Laschet: un abbozzo di futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvo Spagano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2021 16:45:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nei giorni in cui l’Italia cominciava ad accapigliarsi su di una lineare, comprensibile e responsabile crisi di governo, certamente adeguata al contesto di un epocale flagello sanitario, la Germania si gingillava con robette di più corto respiro: il futuro suo, e quindi dell’Europa, per gli anni a venire. Perché questo è stata l’elezione di Armin Laschet a presidente della CDU il sedici di gennaio corrente anno: un abbozzo di futuro.&#8230;</p>
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<p>Nei giorni in cui l’Italia cominciava ad accapigliarsi su di una lineare, comprensibile e responsabile crisi di governo, certamente adeguata al contesto di un epocale flagello sanitario, la Germania si gingillava con robette di più corto respiro: il futuro suo, e quindi dell’Europa, per gli anni a venire. Perché questo è stata l’elezione di Armin Laschet a presidente della CDU il sedici di gennaio corrente anno: un abbozzo di futuro.</p>



<p>I congressisti da remoto della Democrazia Cristiana tedesca erano chiamati a tratteggiare la linea del dopo Merkel. Il più grande partito del più importante Stato europeo doveva cioè, fra le altre cose, decidere se confermare o discostarsi da ciò che la sua popolarissima cancelliera gli lascia in eredità. Era una scelta dirimente anche perché il presidente della CDU ha alte probabilità di essere il candidato del partito alle elezioni generali e a quel punto, a meno di disastri, il futuro cancelliere.</p>



<p>Laschet è percepito come la scelta in maggiore continuità con la Merkel. Se il quasi sessantenne presidente del Nord Reno Vestfalia potrà poi davvero essere all’altezza della statista venuta dall&#8217;Est solo la storia potrà dirlo, ma i delegati che lo hanno votato hanno già comunicato alcune cose di grande importanza. Hanno anzitutto detto no ad un’apertura all’AFD, cioè al partito tedesco di estrema destra al quale non pochi di loro avrebbero voluto invece concedere credito per escludere i Socialdemocratici dal futuro governo, e condizionare l’eventuale alleanza con i Verdi.</p>



<p>Poi quei delegati hanno sancito una continuità con la linea europeista recentemente inaugurata, il che non è poco considerato che è solo grazie a Merkel e a una pandemia se la Germania, e dunque l’Europa, ha infranto il tabù del debito comune. Laschet è stato eurodeputato, ed è la prima volta che un politico con una connotazione così fortemente europeista prende la guida del maggiore partito tedesco. </p>



<p>Infine, i delegati hanno incoraggiato la ricostituzione di una lealtà atlantista che nell’ultimo quadriennio non poteva più essere data per scontata. Complice l’elezione di Biden, e soprattutto l’ancestrale timore americano di un asse Mosca-Berlino, Germania e Stati Uniti dovrebbero trovarsi almeno un po’ più vicini di quanto non siano stati di recente.</p>



<p>Di questo si discuteva in Germania mentre più nobili vicende attiravano l’attenzione in casa nostra. Vero è che se Berlino continuerà la linea appena inaugurata i nostri conti pubblici affronteranno acque più tranquille, l’Unione Europea si rafforzerà e potremmo forse perfino archiviare certi rigurgiti nazionalisti, ma è vero anche che al cuor non si comanda e più che per le vicende di un grigio burocrate tedesco il nostro cuore romantico preferisce battere per quelle altre, fuori tempo massimo, dell’onorevole Ciampolillo Alfonso, detto Lello.</p>
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