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	<title>#biblioterapia Archivi - ilcaffeonline</title>
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	<description>Il coraggio di conoscere</description>
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		<title>Questione di indirizzi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nada Roberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2021 14:52:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scrivevo diari, tanti diari che avendo seguito la mia evoluzione dall’infanzia all’adolescenza alla gioventù, si presentavano molto variegati, tranne nella prima pagina, quella d’inizio d’anno. Lì il copione, con le variabili legate al lessico alla sintassi allo stile alla scrittura, è identico nella sostanza: vertigine di fronte a tutti quei fogli bianchi che avrei riempito di un futuro sconosciuto e imprevedibile; rimpianto appena accennato, il passato essendo ancora allora limitato,&#8230;</p>
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<p>Scrivevo diari, tanti diari che avendo seguito la mia evoluzione dall’infanzia all’adolescenza alla gioventù, si presentavano molto variegati, tranne nella prima pagina, quella d’inizio d’anno. Lì il copione, con le variabili legate al lessico alla sintassi allo stile alla scrittura, è identico nella sostanza: vertigine di fronte a tutti quei fogli bianchi che avrei riempito di un futuro sconosciuto e imprevedibile; rimpianto appena accennato, il passato essendo ancora allora limitato, per l’anno trascorso; propositi per l’anno nuovo.</p>



<p>Ora ho davanti una pagina immacolata di Word e un anno nuovo appena cominciato. Questa volta la vertigine diventa un vero mancamento di fronte ad una sequela di giorni che sono pur sempre pagine bianche da riempire di un futuro sempre più sconosciuto, sempre meno prevedibile, decisamente incerto. Un rimpianto, malgrado tutto, per l’anno passato che oggi se non altro sappiamo come è passato e che tutto sommato diviene rassicurante per il solo fatto che è trascorso.</p>



<p>E i propositi? Beh, quelli si possono sempre fare non sono pericolosi come i progetti.</p>



<p>Vediamo un po’. Per schiarirmi le idee mi conviene prepararmi un tè, un buon tè, uno di quelli che ti fanno volare in alto con la mente. Fra le lattine schierate è lui il più alto, cresce a Darjeeling, alle pendici dell’Himalaya a più di 2000 m. di altitudine, è un tè blu dal nome accattivante liquido luminoso Ambre. Sembra di gustare aria pura, acqua cristallina e velluto di cielo. Un tè così non può che fare scaturire grandi propositi.</p>



<p>Potrei ripromettermi di non intervenire con buoni consigli nella vita dei miei figli, di non essere petulante, di collaborare ad educare e non solo viziare i miei nipoti, di essere più presente con le mie sorelle, con gli amici, di non entrare in letargo davanti al camino, di credere fermamente che ritornerò a viaggiare, di leggere fino in fondo l’Ulisse di Joyce, di preparare qualcosa per cena, di chiudere la TV quando ci sono <em>Quelli </em>ai talk show, di mandare al diavolo Luisa.</p>



<p>Decisamente questo tè è frizzante come l’aria dell’Himalaya, mi potrebbe far continuare all’infinito, tanto si sa che i propositi non si mantengono, lo si constaterà nell’ultima pagina, quella di fine anno.</p>



<p>Mi metto comoda e prendo in mano il libro che sto rileggendo e che ho destinato a questi pomeriggi tranquilli dopo le feste,<em> Diario d’inverno</em>. L’autore Paul Auster, ha, più o meno la mia età e nel libro la stessa urgenza di ripercorrere la propria vita, lo stesso sbalordimento di fronte ai propri anni e a quelli che restano. Lui si racconta tramite il corpo, legge la sua vita attraverso le cicatrici, i cambiamenti, i dolori e i piaceri fisici. Si narra elencando i 21 indirizzi in cui ha abitato, si rivolge a se stesso in seconda persona quasi a volere mantenere le giuste distanze per analizzare e capire. Ti piacerebbe sapere chi sei, si dice. Gli piacerebbe poter mettere indirizzi anche ai suoi amori, ai sapori di cibo, di sesso, di vista, gustati o disgustati negli anni, agli incontri, agli errori, fallimenti, successi. Alle parole, ai silenzi, alle angosce e alle certezze, al passato e al presente. E conclude dicendo che bisogna accettare di cambiare ancora indirizzo: Una porta si è chiusa. Un’altra si è aperta. Sei entrato nell’inverno della tua vita.</p>



<p>Guardo la copertina, l’intenso viso di Auster, gli occhi grandi, i capelli lunghi e grigi. Grigi? In realtà, solo ora mi viene in mente, in questi ultimi giorni due propositi li ho fatti: rinnovare colorandolo il mio guardaroba prevalentemente grigio e distruggere i miei diari. Chi dice che l&#8217;inverno della vita debba per forza essere noioso?</p>



<p><strong>Patologia:</strong> stati di vertigine e smarrimento</p>



<p><strong>Terapia:</strong> il miglior tè che possedete, da bere da una certa altezza, se non altro in piedi e <em>Diario d&#8217;inverno</em> di Paul Auster, da leggere solo se avete una certa età e una poltrona molto comoda.</p>
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		<title>Sindrome della portinaia: spettegolare fa bene all&#8217;umore e alla salute</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nada Roberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2020 13:29:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non si può dire assembramento, siamo distanziate, all’aperto, e solo in tre. Abbiamo ordinato tè, Earl Grey, Frutti di bosco, un semplice verde e qualche mignon. Stiamo amichevolmente chiacchierando e inevitabilmente &#8211; non ci vedevamo da un bel po’ &#8211; raccontandoci le ultime di tutte le altre amiche, naturalmente quelle che non sono presenti. Insieme ai fatti stiamo riportando confidenze, sentiti dire, supposizioni. Stiamo commentando qualche sottinteso. Stiamo facendo qualche risatina con&#8230;</p>
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<p>Non si può dire assembramento, siamo distanziate, all’aperto, e solo in tre. Abbiamo ordinato tè, Earl Grey, Frutti di bosco, un semplice verde e qualche mignon. Stiamo amichevolmente chiacchierando e inevitabilmente &#8211; non ci vedevamo da un bel po’ &#8211; raccontandoci le ultime di tutte le altre amiche, naturalmente quelle che non sono presenti. Insieme ai fatti stiamo riportando confidenze, sentiti dire, supposizioni. Stiamo commentando qualche sottinteso. Stiamo facendo qualche risatina con la mano sulla bocca. Ci stiamo sorprendendo, meravigliando, sbalordendo. Non dirmi… Non è possibile… Chi l’avrebbe mai immaginato… Non posso crederci. E invece ci crediamo,  eccome, anzi ce l’aspettavamo da Donatella, e in fondo in fondo se lo merita se&#8230;</p>



<p>Dite che stiamo spettegolando?&nbsp;</p>



<p>Naturalmente tutte e tre vi risponderemmo No, e il bello è che ne siamo convinte. Ma se per eccesso di pignoleria dovessimo ammettere che sì, forse un poco ci stiamo lasciando andare al pettegolezzo,&nbsp;&nbsp;facciamolo a cuor leggero, anzi facciamolo per dovere verso noi stessi e gli altri.&nbsp;</p>



<p>Spettegolare infatti fa bene alla nostra salute, al nostro umore. Ci allunga la vita e ce l’arricchisce di relazioni più intime. E questo per quanto riguarda noi. Mentre i soggetti, i prescelti, i selezionati&nbsp;&nbsp;dei nostri pettegolezzi, ci dovrebbero ringraziare perché li mettiamo al centro dell’attenzione (cosa non si farebbe per dieci minuti di celebrità a prescindere?) e in compagnia di Oscar Wilde che affermava “C’è solo una cosa peggiore dell’essere vittima di pettegolezzi. Ed è non essere vittima di pettegolezzi”.<br>Dopo avere parlato male dei vicini, degli amici , ma soprattutto dei colleghi di lavoro perché in questo caso l’ossiticina raggiunge livelli decisamente superiori e provoca quindi benefici incalcolabili al nostro organismo, proclamiamo con serenità che stiamo solo mettendo in pratica gli studi di eccellenti scuole universitarie: Boston, Harvard, Columbia Business School di New York, Hebrew University di Gerusalemme, Oxford, e per non essere da meno a nessuno Università di Pavia. Professoroni titolati insieme ai loro studenti e a moltitudini di volontari che si prestano a eseguire test con conseguente analisi di saliva, ritmo cardiaco, stati di stress e di ansia, livelli di &nbsp;ossiticina nel sangue, impiegano le loro ore preziose per farci stare meglio, per rassicurarci una volta per tutte che essere virtuosi e mantenere segreti ha un elevato costo emotivo e fisico ( Scienziati Columbia Business School New York). Bisogna spifferare e in fretta. E qui c’è una piccola sorpresa, se le donne impiegano mediamente 3 ore e trenta minuti per svelare una confidenza, il 50% dei maschi lo fa in pochi minuti.&nbsp;&nbsp;C’è da dire che un considerevole aiuto a questo riguardo lo forniscono i social network.<br>Spettegolando inoltre mostriamo a tutti che abbiamo fatto tesoro dell’evoluzione del linguaggio attraverso i millenni, è infatti proprio questa raffinata conquista, lo sostiene Yuval Noah Harari professore di storia, che ci rende abili al gossip “tanto da sembrare che il linguaggio si sia evoluto per questo proposito”. E io che pensavo fosse merito della letteratura.<br>Ultimo vantaggio di essere messi al corrente di un pettegolezzo o gossip o inciucio è che funziona da cura preventiva: ci mette in guardia sul nostro prossimo (nel caso avessimo a che fare proprio con quella persona),&nbsp;&nbsp;lo sostiene autorevolmente un articolo della rivista Scienze di Boston e più patriotticamente Giulio Andreotti “A parlar male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina”.<br>E se proprio siete intenzionati a prendervi cura della vostra salute sappiate che oltre allo spettegolare abbiamo a disposizione almeno altre otto cattive abitudini che sono una vera terapia per il nostro benessere: non resistere alle tentazioni, perdere la calma, cedere al cibo, bere caffè e, questa potete iniziarla da stasera, saltare la doccia.<br>Si preannuncia veramente un nuovo mondo.</p>



<p>Vi chiederete a questo punto da dove mi viene tanta erudizione sul tema e quali approfonditi studi vi suggerirò. Ve lo dico in un orecchio: basta fare un giro in Rete, ma mi raccomando non lo dite a nessuno.Patologia: sindrome della portinaia. Terapia: mi hanno confidato, in segreto, che i manuali di psicologia non valgono niente,&nbsp;&nbsp;piuttosto navigare in Rete. Ma naturalmente lo dico solo a voi. Sono certa che&nbsp; non andrete in giro a spifferarlo.</p>
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