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	<title>Cibo Archivi - ilcaffeonline</title>
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		<title>L&#8217;ambasciatore dell&#8217;Ucraina Yaroslav Melnyk alla FLE: dobbiamo trovare il coraggio di non essere falsi pacifisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Mar 2022 16:19:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nella foto l&#8217;ambasciatore Yaroslav Melnyk in visita alla Fondazione Luigi Einaudi con l&#8217;ambasciatore Giulio Terzi di Sant&#8217;Agata Ambasciatore, cosa sta succedendo in Ucraina?Nelle prime ore di giovedì 24 febbraio, il mondo si è svegliato in una nuova realtà quando le città ucraine si sono svegliati dalle esplosioni e bombardamenti. Per la prima volta nel dopoguerra uno Stato ha avviato una guerra aperta contro il suo vicino sovrano e democratico. È&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/03/28/raco-ambasciatore-ucraina-yaroslav-melnyk-alla-fle-dobbiamo-trovare-il-coraggio-di-non-essere-falsi-pacifisti/">L&#8217;ambasciatore dell&#8217;Ucraina Yaroslav Melnyk alla FLE: dobbiamo trovare il coraggio di non essere falsi pacifisti</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
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<p>Nella foto l&#8217;ambasciatore Yaroslav Melnyk in visita alla Fondazione Luigi Einaudi con l&#8217;ambasciatore Giulio Terzi di Sant&#8217;Agata</p>



<p><strong>Ambasciatore, cosa sta succedendo in Ucraina?</strong><br>Nelle prime ore di giovedì 24 febbraio, il mondo si è svegliato in una nuova realtà quando le città ucraine si sono svegliati dalle esplosioni e bombardamenti. Per la prima volta nel dopoguerra uno Stato ha avviato una guerra aperta contro il suo vicino sovrano e democratico. È passato un mese da quando la vita di milioni di ucraini è stata divisa in due parti. Un passato pacifico, pieno di gioia, felicità, lavoro, sviluppo e piani per il futuro, e il presente, con la guerra, la sofferenza, la morte e la distruzione. Migliaia di ucraini hanno perso la vita in questo mese: bambini e anziani, donne e uomini, civili e militari. Sono morti perché la Russia ha deciso di attaccare. Attaccare l&#8217;Ucraina, attaccare la pace, attaccare tutti noi, attaccare i nostri valori.</p>



<p><strong>Nessuno poteva immaginare tanta violenza nel cuore dell’Europa.</strong><br>Ci sono decine e decine di crimini russi. Ma certamente non sono gli edifici che rappresentano la tragedia più grave, perché quelli lo ricostruiremo, ma le persone, che sono morte e continuano a morire. Le persone muoiono di fame e di sete nelle aree occupate o assediate. Le persone vengono uccise nel tentativo di fuggire dalle aree colpite dalla guerra. Le città vengono rase al suolo da bombardamenti e attacchi aerei. Le vittime vengono sepolte nei cortili dei palazzi residenziali o nelle fosse comuni. Sono uccisi 136 bambini. Questo è la realtà che ha il suo luogo in Ucraina oggi.<br>Quello che sta succedendo in Ucraina ora riguarda tutti. La guerra in Ucraina non è solo un altro conflitto locale. Questa è una guerra mondiale che è al momento in corso nel nostro Paese.</p>



<p><strong>Una situazione di catastrofe che rischia di coinvolgere tutto il mondo.</strong><br>L&#8217;Ucraina già si trova in una situazione di catastrofe umanitaria e alcune regioni sono completamente tagliate fuori da elettricità, gas, riscaldamento, cibo e acqua. E in questa situazione attuale, vedo i fantasmi del passato, quando circa 10 milioni di ucraini morirono in meno di un anno a causa della carestia organizzata artificialmente dal regime del Cremlino nel 1932-1933. E la guerra, avviata contro l&#8217;Ucraina dallo stesso Cremlino ma già nel 2022, potrebbe portare a una crisi alimentare globale, poiché l&#8217;Ucraina è sempre stata uno dei principali garanti della sicurezza alimentare nel mondo. Più a lungo non c&#8217;è pace sul suolo ucraino, meno cibo riceverà il mercato mondiale. Il terrore è la base del regime, la base dell’ordinamento statale della Russia, la base della sua strategia militare. Ecco perché oggi, insieme a molti paesi, diciamo che la Russia dovrebbe essere definita uno stato terrorista.</p>



<p><strong>Qual è l’obiettivo della Russia?</strong><br>Vorrei sottolineare e spero che nessuno abbia più illusioni che le aspirazioni d’invasione della Russia vanno ben oltre l&#8217;Ucraina. Il Cremlino sta cercando di ripristinare la sfera di influenza sovietica sia in Europa che in Asia. Negli ultimi giorni i politici e propagandisti russi hanno chiesto l&#8217;ampliamento della zona della cosiddetta operazione speciale su Polonia, paesi Baltici, Moldova e Kazakistan. Ecco perché noi, insieme ai nostri partner, dobbiamo concentrarci in questo momento per fare tutto il possibile, in tempo e in pieno, per fermare l&#8217;aggressore e portarlo a una legittima responsabilità.</p>



<p><strong>L’Italia sta facendo la sua parte.</strong><br>Siamo grati all’Italia per le decisioni storiche che ha preso il Governo con il sostegno di tutte le forze di maggioranza, e non solo, riguardo le armi e sanzioni, ma vediamo che questo non basta. &nbsp;</p>



<p><strong>Cosa si può fare di più per fermare questa guerra al più presto?</strong><br>Abbiamo sentito tanti appelli alla pace durante il mese della guerra e anche prima che iniziasse. In questo contesto mi sono ricordato la citazione di Luigi Einaudi, secondo Presidente della Repubblica Italiana: “Il grido: &#8220;Vogliamo la Pace!&#8221; è troppo umano, troppo bello, troppo naturale per un&#8217;umanità uscita da due spaventose guerre mondiali e minacciata da una terza guerra sterminatrice, perché ad esso non debbano far eco e dar plauso tutti gli uomini, i quali non abbiano cuore di belva feroce.” Ed è giusto! Tutti noi vogliamo pace. Ma dobbiamo trovare il coraggio di non essere falsi pacifisti. Dovrebbe essere chiaro che la vittima dell&#8217;aggressione non deve pagare per la pace. Gli appelli alla pace devono essere rivolti al Paese dell&#8217;aggressore. Non abbiamo noi iniziato questa guerra. Vogliamo che finisca più di chiunque altro al mondo. Stiamo facendo uno sforzo incredibile per farlo.</p>



<p><strong>Quali sono le vostre richieste all’Occidente?</strong><br>La chiusura del cielo sull&#8217;Ucraina, cosa che nella versione base può essere eseguita trasferendo caccia e sistemi di difesa aerea a lungo raggio all’Ucraina; il rafforzamento della capacità difensiva delle forze armate d’Ucraina; l’introduzione dell’embargo totale commerciale nei confronti della Russia, anche nel settore petrolifero e del gas, per bloccare le fonti di finanziamento della macchina militare russa; l’isolamento della Russia nell&#8217;arena internazionale; il blocco della propaganda russa; la chiusura dei porti per le navi russe; l’ulteriore rafforzamento delle misure restrittive già esistenti nei confronti della Russia.</p>



<p><strong>Molti temono una ulteriore escalation.</strong><br>La guerra è attualmente in corso non solo sul fronte militare, ma anche in molti altri ambiti: cibernetico, informativo, psicologico e mediatico, economico e finanziario, culturale e sportivo. Se pensiamo, che con questi passi possiamo salvare migliaia di vite umane, le nostre richieste non devono sembrare eccedenti a nessuno. La paura della possibile escalation è comprensibile ma questa paura non salverà le vite. Purtroppo, l’aggressore capisce solo il linguaggio di forza.&nbsp;La Russia deve sentire cosa significa essere totalmente isolata dal mondo democratico.<br>&nbsp;<br><strong>La Nato non basta più?</strong><br>Questa guerra ha completamente distrutto il vecchio sistema di sicurezza internazionale, perché vediamo che dall’inizio dell’aggressione i meccanismi esistenti non funzionano. Abbiamo saputo bene il valore del Memorandum di Budapest, abbiamo visto la posizione d’osservatore della NATO. Quindi, già nel prossimo futuro dobbiamo costruire un sistema nuovo, rapido, solido ed efficace. L’Ucraina ha dimostrato di meritare di essere non solo un partecipante di questo processo, ma anche un fondatore.</p>



<p><strong>Qual è la vostra proposta?</strong><br>Per questo motivo il nostro Presidente Zalensky ha lanciato un’iniziativa U-24 – United for Peace – un&#8217;unione di Stati responsabili che hanno la forza e la coscienza per fermare immediatamente i conflitti. Un’unione capace di dare la risposta immediata e complessiva entro 24 ore nel caso di qualsiasi aggressione. L&#8217;Ucraina sta coinvolgendo i suoi partner che potrebbero diventare garanti della sicurezza.</p>



<p><strong>Chi dovrebbe far parte di U-24?</strong><br>Secondo il nostro Presidente, tra i garanti della sicurezza dell&#8217;Ucraina dovrebbero esserci i membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell&#8217;ONU più Germania, Turchia, Israele, Canada e l&#8217;Italia. Sono molto contento di vedere l’Italia in questo elenco. Ultimamente il vostro Paese sta seriamente aiutando l’Ucraina, fornendoci armi, aiuti finanziari e umanitari, ma non solo.</p>



<p><strong>Cos’altro?</strong><br>Qualche giorno fa messaggio il Presidente Draghi ha dichiarato che l’Italia sostiene la futura adesione dell’Ucraina all’Unione Europea. E’ un’altra forma di sostegno importante al nostro popolo. Il popolo ucraino vede il suo futuro nella grande famiglia dei paesi dell’UE e lo meritiamo.</p>



<p><strong>Cosa vede dopo la fine di questa guerra?</strong><br>Sono certo, che dopo questa guerra saremo tutti diversi, più liberi e più forti e sicuramente l’Ucraina vincerà, perché la verità è al nostro fianco, noi difendiamo il nostro Paese, combattiamo per i valori democratici, per il nostro futuro comune, per la nostra libertà.</p>
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		<title>Vaccini, che cosa significa saltare la fila</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pietro De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2021 20:35:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Esiste un linguaggio che fa parte del patrimonio dell’umanità. Lo adoperiamo poco, però, anche quando occorrerebbe per chiamare le cose per nome, noi che pure ci vantiamo di dire pane al pane e vino al vino. Proviamo a riportare qui in pagina quanto si può leggere in una Costituzione del Concilio Vaticano secondo. Si tratta di una citazione presa dagli antichi padri della Chiesa: “Dà da mangiare a colui che&#8230;</p>
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<p>Esiste un linguaggio che fa parte del patrimonio dell’umanità. Lo adoperiamo poco, però, anche quando occorrerebbe per chiamare le cose per nome, noi che pure ci vantiamo di dire pane al pane e vino al vino.</p>



<p>Proviamo a riportare qui in pagina quanto si può leggere in una Costituzione del Concilio Vaticano secondo. Si tratta di una citazione presa dagli antichi padri della Chiesa: “Dà da mangiare a colui che è moribondo per fame, perché se non gli avrai dato da mangiare, lo avrai ucciso”.</p>



<p>Sembra questo argomentare una dimostrazione, per così dire, matematica, che prende per il bavaro della giacca l’ascoltatore più attento che si dia. La situazione che descrive è quella di un moribondo per fame. Il moribondo non è in grado di procurarsi da sé il cibo che gli occorre. Si dà l’impellenza che un altro si adoperi in sua vece. E se ciò non dovesse accadere? Presto detto: il moribondo muore.</p>



<p>Apparentemente ci troviamo dinanzi ad un’azione mancata, appunto un’omissione. Si poteva fare una buona azione e non è stata fatta. Il rischio è sempre quello di mancare il bersaglio. Ma qui c’è di più: non si trattava di una buona azione alla stregua di tante altre. Qui c’è un soccorso al morente, una vita da salvare. Il cibo offerto era per vivere e scongiurare la morte.</p>



<p>Per questa ragione è necessario interporre tra il cibo e la destinazione un’altra categoria imperante, appunto il tempo. Se presto arriva il cibo, la morte è messa in discussione e il pericolo allontanato. Tanto è vero che, qualora il cibo dovesse arrivare in ritardo, la morte avrebbe il sopravvento.<br>L’espressione evidenzia, però, con forza, come il soggetto che omette è lo stesso che produce la morte del moribondo. Non si tratta più del cibo che manca, ma di colui che agisce o non agisce.</p>



<p>Proviamo ad applicare adesso questo schemino al tempo nostro della pandemia. Sin dall’inizio è stato acclarato che la nostra salvezza sarebbe stata il vaccino. Il vaccino è stato inventato e la produzione è attivata. Con un postulato: vaccinare tutta la popolazione. Tutti e non una parte perché la salvezza sta nell’interezza.</p>



<p>Domanda: chi non si vaccina, manca a qualcosa (farsi vaccinare) o manca all’operazione in cui è impegnata tutta la popolazione per debellare il virus? Perché le assenze sono due: il soggetto senza vaccino, la popolazione senza un combattente.</p>



<p>Secondo dispositivo regolatore: il vaccino va somministrato primariamente alle persone fragili e vulnerabili. Domanda: e chi ha saltato la fila, che cosa ha combinato? Ha sottratto vaccino a chi ne aveva più urgente bisogno. L’ha pure esposto al rischio di morire?</p>



<p>Se dobbiamo rispondere la risposta è sì. Potessimo non rispondere e neanche farci la domanda sarebbe comodo e sbrigativo, ma ci fermeremmo solo ad osservare che, nel caso, si è trattato solo di un malvezzo italiano e portoghese, quello di saltare la fila, aver fatto una cosa che sempre si è fatta e continuata a fare.</p>



<p>Quei padri della Chiesa non la pensano come noi. Tentano ancora di invitarci a guardare un po’ più lontano, all’esito di quel che si fa e non si fa. Che senza conseguenze mai si consuma. Tante volte è questione di vita o di morte. Anche quando non è apparente.</p>
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