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	<title>Corte di Giustizia Archivi - ilcaffeonline</title>
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	<description>Il coraggio di conoscere</description>
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	<title>Corte di Giustizia Archivi - ilcaffeonline</title>
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		<title>L&#8217;Europa che si difende</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ottavia Munari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2022 21:08:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eppur si muove]]></category>
		<category><![CDATA[Bilancio europeo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte di Giustizia dell’Unione europea ha respinto il ricorso di Ungheria e Polonia. I due paesi si erano schierati contro il meccanismo di condizionalità europeo. La questione di base è che, per poter accedere e usufruire dei fondi economici europei, come previsto in un qualsiasi contratto o nel più banale mutuo bancario, vi sono delle condizioni. Sicuramente la condizionalità europea è ben ampia, ma va ricordato che non rispettarla&#8230;</p>
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<p>La Corte di Giustizia dell’Unione europea ha respinto il ricorso di Ungheria e Polonia. I due paesi si erano schierati contro il meccanismo di condizionalità europeo.</p>



<p>La questione di base è che, per poter accedere e usufruire dei fondi economici europei, come previsto in un qualsiasi contratto o nel più banale mutuo bancario, vi sono delle condizioni. Sicuramente la condizionalità europea è ben ampia, ma va ricordato che non rispettarla significa violare un impegno sottoscritto e firmato in piena libertà. Con l’erogazione di fondi europei vi è anche la necessità degli Stati membri di rispettare e tutelare dei valori fondanti dell’Unione tra cui, ad esempio, lo stato di diritto.</p>



<p>Essere parte dell’Unione Europea non significa soltanto adempiere ai propri economic tasks ma anche portare avanti e proteggere determinati principi ideologici comuni. L’Unione europea non è soltanto un’unione economica o politica, è anche un’unione culturale.</p>



<p>È da mesi che Ungheria e Polonia rappresentano delle realtà al limite: la Commissione europea si è scontrata più volte negli ultimi mesi con questi due stati, governati da leadership fortemente populiste e sovraniste. Naturalmente, Ungheria e Polonia si sono reciprocamente sostenuti nella loro battaglia contro la condizionalità europea, trovandosi soli di fronte agli altri Stati dell’Unione, tutti a sostegno delle istituzioni europee.</p>



<p>Budapest e Varsavia hanno accusato la Commissione di aver superato i limiti delle sue competenze, interferendo in modo inappropriato con la loro agenda governativa e violando il loro principio di sovranità. Di fatto, i due paesi hanno presentato ricorso alla Corte di Giustizia chiedendo l’annullamento del regime di condizionalità per la protezione del bilancio dell’Unione Europea in caso di violazioni dello Stato di diritto negli Stati membri.</p>



<p>La risposta giunta dalla Corte di Giustizia va attentamente letta perché ci ricorda cosa significa davvero far parte dell’Unione Europea.</p>



<p>Non vi può essere spazio ideologico per partiti le cui posizioni sono totalmente contro i principi dell’Unione, che trovano radici nel pensiero liberale e democratico. Sono dei valori su cui non possono esserci compromessi. L’identità dell’Unione non può essere messa a repentaglio da manie di protagonismo demagogiche o derive populiste, totalmente in contrasto con l’identità europea.</p>



<p>Il rispetto e la fiducia reciproca tra gli Stati membri, la cooperazione non solo economica ma anche politica, il riconoscimento dell’importanza dello Stato di diritto in quanto ordinamento giuridico comune e elemento di convivenza pacifica, sono tutti valori necessari e appartenenti alla natura più intrinseca della nostra Unione. Ed è compito dell’Europa e dei suoi membri difenderli, nel teorico e nel pratico.</p>



<p>Il bilancio europeo è uno dei principali mezzi con cui si possono realmente concretizzare e perseguire azioni e obiettivi dell’Unione, è di vitale importanza che vi sia solidarietà tra gli Stati membri.</p>



<p>La Presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, ha infatti dichiarato: “il Parlamento Europeo si aspetta ora che la Commissione applichi rapidamente il meccanismo di condizionalità. La condizionalità dei fondi europei legata al rispetto dello stato di diritto non è negoziabile per noi”. Anche Ursula Von Der Leyen ha accolto con favore la sentenza, affermando: “quando le condizioni del regolamento saranno soddisfatte, agiremo con determinazione”.</p>



<p>Lo stato di diritto è davvero il fondamento su cui sono stati costruiti i trattati europei. E&#8217; fondamentale che tutti gli Stati membri aderiscano ai Trattati che hanno sottoscritto quando hanno aderito all&#8217;Unione Europea. È diritto di ogni cittadino europeo sapere come vengono utilizzati i fondi comuni e secondo quali linee guida essi siano erogati.</p>



<p>L’affermazione del guardasigilli polacco, che descrive il meccanismo di condizionalità come incostituzionale, come un ricatto e una violenza economica è grave. Ancor più preoccupante forse l’accusa di Budapest: la Ministra della giustizia non si è limitata a dissentire con Bruxelles ma ha di fatto accusato la Corte di aver emanato una sentenza politica, “un altro strumento di pressione contro il nostro Paese solo perché l&#8217;estate scorsa abbiamo adottato la nostra legge sulla protezione dei bambini”.</p>



<p>Non solo vi è una profonda mancanza di rispetto verso lo Stato di diritto, principio consolidato nel tempo e ritenuto essere la base dell’Unione europea, ma vi sono anche dubbi sull’obbiettività della Corte.</p>



<p>Con grande saggezza, uno dei padri fondatori europei, Jean Monnet, scriveva “Non ci sarà&nbsp;pace in&nbsp;Europa finché gli stati continueranno a basarsi sulle rispettive sovranità nazionali”. Ritrovare questo spirito europeo è più urgente che mai. Speriamo di essere sulla strada giusta.</p>
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		<title>BCE, braccio di ferro per la supremazia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvo Spagano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2020 10:13:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[E' la somma che fa il totale]]></category>
		<category><![CDATA[BCE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella recente sentenza della Corte costituzionale tedesca c’è un’espressione chiave: extra vires. Significa “è oltre i suoi poteri”, e si riferisce ad un’altra sentenza, quella del 2018, con cui la Corte di giustizia europea aveva difeso il Quantitative Easing approntato della Bce dopo il 2015. Quell’espressione è cruciale perché rivela un’opzione giuridica profonda e antica che viene ben prima, e pesa ben di più, di qualunque strategia di politica economica&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/05/12/spagano-bce-braccio-di-ferro-per-la-supremazia/">BCE, braccio di ferro per la supremazia</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
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<p>Nella recente sentenza della Corte costituzionale tedesca c’è un’espressione chiave: extra vires. Significa “è oltre i suoi poteri”, e si riferisce ad un’altra sentenza, quella del 2018, con cui la Corte di giustizia europea aveva difeso il Quantitative Easing approntato della Bce dopo il 2015. Quell’espressione è cruciale perché rivela un’opzione giuridica profonda e antica che viene ben prima, e pesa ben di più, di qualunque strategia di politica economica il governo presieduto da Angela Merkel voglia adottare. È una strettoia culturale che è sempre stata lì, e dalla quale prima o poi avremmo dovuto passare, ma la Corte tedesca ha deciso che fosse questo il momento di dichiarare che certe scelte spettano soltanto a lei, e che sono quindi “oltre i poteri” di chiunque altro, Corte di giustizia compresa. </p>



<p>Il punto è che un pensiero radicato della cultura giuridica tedesca, interpretando forse quel che ritiene essere nello spirito del proprio popolo, nega che l’Unione europea costituisca un ordinamento giuridico a sé. Nega che esso possa essere indipendente e sovraordinato a quello dei singoli Stati. Per questa via l’Unione esisterebbe solo come prodotto intergovernativo, e come tale resisterebbe solo fino a che i singoli Stati continuino a volerlo: non vivrebbe di volontà propria. Lo Stato nazionale rimarrebbe così l’unica entità sovrana concepibile, nel senso etimologico di superiorem non recognoscens, che non riconosce nessuno che gli sia superiore. </p>



<p>Se così stanno le cose, ed ecco la sfida lanciata dalla Corte tedesca alla Bce, tutti i vertici del giudizio di costituzionalità, ossia tutte le Corti costituzionali di tutti i Paesi dell’Unione, possono in qualunque momento paralizzare qualunque decisione. La posta che questa sentenza ha messo in gioco è quindi niente meno che l’esistenza stessa dell’Unione Europea. Il campo di gioco è quello economico quasi incidentalmente, soltanto perché lì si concentrano oggi i maggiori interessi e perché risulta un perfetto casus belli, ma la posta è alta, culturale e politica. </p>



<p>È, tecnicamente, un caso di conflitto tra giurisdizioni senza regole o precedenti indiscussi che indichino chi e come debba dirimerlo. Nella sua versione più cruda è, quindi, un braccio di ferro per la supremazia. La Corte costituzionale tedesca ha impartito un ordine alla Bce. Dipenderà dalla Bce decidere se e in che misura rispondere, se e in che misura mediare e, dunque, abbozzare i primi contorni di uno scontro che inevitabilmente definirà le future forme del potere all’interno dell’Unione.</p>
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