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	<title>Corte Suprema Archivi - ilcaffeonline</title>
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	<description>Il coraggio di conoscere</description>
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	<title>Corte Suprema Archivi - ilcaffeonline</title>
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		<title>I nuovi diritti vanno scritti in Costituzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Davola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2022 13:01:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questa sentenza ci ha ricordato che la tutela dei diritti civili non è una linea retta verso il progresso. A momenti storici di forte espansione delle libertà e dei diritti si alternano epoche reazionarie, che pongono in pericolo secoli di lotte democratiche.</p>
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<p>Sgomento e precarietà. Sono questi i sentimenti che ha suscitato l’overruling di Roe vs Wade. Dopo quasi cinquant’anni, è caduta una delle sentenze storiche della Corte Suprema americana. Il diritto all’aborto non è previsto in Costituzione, né è sedimentato nella storia e nella tradizione degli Stati Uniti d’America. Questa è l’argomentazione con cui i sei giudici conservatori, guidati dal Justice Alito, hanno segnato uno spartiacque sulla strada per la tutela dei diritti fondamentali.</p>



<p>Il fatto era stato preannunciato. Circa un mese prima della sentenza, una fuori uscita di notizie, senza precedenti nella storia della Corte, parlava di overruling. Già allora vi furono veementi reazioni di molte donne, timorose di perdere quanto conquistato nel corso del tempo. Gli stati nazionali potranno ora vietare o consentire l’aborto, incidendo in modo irreversibile sulla libertà di autodeterminazione.</p>



<p>La tesi della Corte Suprema è che le decisioni sull’aborto debbano essere rimesse al gioco democratico, dove maggioranza e minoranza si confrontano. Qui risiede il carattere miope e reazionario della pronuncia. In una democrazia liberale i diritti fondamentali non sono alla mercé della maggioranza. Nessuno in Italia può essere privato della libertà personale, se non alle condizioni previste all’art. 13 Cost., quand’anche tutti gli altri cinquantanove milioni di cittadini lo volessero.</p>



<p>“Crediamo in una Costituzione che ponga dei limiti al principio maggioritario”, affermano nella dissenting opinion i tre giudici rimasti in minoranza.</p>



<p>Questa sentenza ci ha ricordato che la tutela dei diritti civili non è una linea retta verso il progresso. A momenti storici di forte espansione delle libertà e dei diritti si alternano epoche reazionarie, che pongono in pericolo secoli di lotte democratiche.</p>



<p>Una tutela però esiste: è la lettera della Costituzione. I nuovi diritti vanno scritti nella Carta fondamentale al fine di prevenire che la storia torni indietro. Questa funzione compete al Parlamento. Sono i rappresentanti dei cittadini a dover sancire i nuovi diritti fondamentali. Lasciare decisioni così cruciali ai giudici è un profondo errore, perché un diritto, riconosciuto mediante un’interpretazione evolutiva, verrà meno mediante una mera interpretazione di segno contrario.</p>



<p>L’integrazione del testo costituzionale ad opera del Parlamento garantirà i nuovi diritti e assicurerà il necessario dibattito politico al riguardo. Piero Calamandrei diceva: “la libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare”. Il Parlamento agisca prima che l’aria manchi.</p>
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		<title>Referendum Eutanasia: la Consulta si fa Legislatore?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Davola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2022 21:37:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Inammissibile. È questo il verdetto della Corte costituzionale. L’abrogazione, seppur parziale, dell’omicidio del consenziente confligge con il dovere dello Stato di proteggere la vita delle persone più vulnerabili. Una decisione sotto alcuni profili prevedibile, ma da sviscerare a fondo per comprendere il nuovo ruolo assunto dal giudice delle leggi. Riavvolgiamo il nastro e rivediamo quanto successo. Il 23 ottobre 2018 la Corte, chiamata a pronunciarsi sulla conformità a costituzione dell’omicidio&#8230;</p>
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<p>Inammissibile. È questo il verdetto della Corte costituzionale. L’abrogazione, seppur parziale, dell’omicidio del consenziente confligge con il dovere dello Stato di proteggere la vita delle persone più vulnerabili. Una decisione sotto alcuni profili prevedibile, ma da sviscerare a fondo per comprendere il nuovo ruolo assunto dal giudice delle leggi.</p>



<p>Riavvolgiamo il nastro e rivediamo quanto successo. Il 23 ottobre 2018 la Corte, chiamata a pronunciarsi sulla conformità a costituzione dell’omicidio del consenziente, riconosce la parziale fondatezza del ricorso, ma adotta un’ordinanza di rinvio di un anno per permettere al Parlamento di legiferare sul punto. È necessario regolare rilevanti profili, quali l’obiezione di coscienza o le modalità di accertamento delle condizioni per il suicidio assistito. Si tratta di temi etici su cui è necessario coinvolgere il Legislatore, “in uno spirito di leale e dialettica collaborazione istituzionale”.</p>



<p>Quest’ultimo, ancora una volta incapace di affrontare questioni etiche e politiche rilevanti, non fa nulla. Si arriva così al 22 novembre 2019. La Corte, non potendo più attendere, dichiara la parziale incostituzionalità dell’art. 579 del Codice penale. Già qui emergono alcuni profili di incoerenza: se fosse stato necessario l’intervento del Parlamento, la Corte formalmente non si sarebbe potuta sostituire ad esso. Ciononostante, la Consulta correttamente si pronuncia perché l’immobilismo del Legislatore non può incidere sui diritti fondamentali degli individui.</p>



<p>Il suicidio assistito è così ammesso al ricorrere di precise condizioni: a) persona affetta da patologie irreversibili, b) fonte di sofferenze fisiche e psicologiche assolutamente intollerabili, c) tenuta in vita a mezzo di trattamenti di sostegno vitale e d) capace di prendere decisioni libere e consapevoli. Il dato più interessante della sentenza è però un altro: l’omicidio del consenziente è in parte imposto dalla Costituzione. È necessario proteggere la vita degli ultimi, delle persone vulnerabili e indifese, che potrebbero essere indotte a cessare la propria vita con decisioni affrettate.</p>



<p>È questa la medesima argomentazione con cui la Consulta ha dichiarato l’inammissibilità del quesito referendario.</p>



<p>Nonostante la decisione sia sotto alcuni profili condivisibile, vi sono due aspetti da sottolineare. Primo, la decisione della Corte presenta un profondo carattere etico e politico. Lo Stato, per garantire la vita dei cittadini, entra nel merito delle loro decisioni sulla propria vita, ignorando in taluni casi la loro idea di dignità. Secondo, è oggi ammesso il suicidio assistito alle condizioni sopra citate, senza che tuttavia né il Parlamento, né i cittadini si siano mai espressi sul punto. Ciò fa comprendere (gli addetti ai lavori lo sanno da tempo) che la Corte costituzionale non è un giudice come tutti gli altri. Crea il diritto, non si limita a interpretarlo. Sarebbe pertanto opportuno che crescesse l’attenzione sociale e mediatica sulle sue decisioni, così come accade per le Corti supreme di altri paesi.</p>
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		<title>Urne aperte in America</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Maran]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2020 16:28:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I democratici sono terrorizzati. I supporter del presidente Trump con in testa il cappellino MAGA sono invece sicuri che il loro eroe stia per fare un altro miracolo. Insomma, alla vigilia delle più importanti elezioni della storia moderna dell’America, nessuna delle due parti in lotta si fida dei dati che indicano il candidato democratico Joe Biden come favorito e che mostrano che il sentiero verso la vittoria di Trump è&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>I democratici sono terrorizzati. I supporter del presidente Trump con in testa il cappellino MAGA sono invece sicuri che il loro eroe stia per fare un altro miracolo. Insomma, alla vigilia delle più importanti elezioni della storia moderna dell’America, nessuna delle due parti in lotta si fida dei dati che indicano il candidato democratico Joe Biden come favorito e che mostrano che il sentiero verso la vittoria di Trump è molto più stretto (ma comunque ben evidente). Entrambe le fazioni stanno ancora combattendo l’ultima guerra, quella vinta da Trump nel 2016.</p>



<p>Molti dei supporter di Biden non hanno ancora superato il trauma dell’ultima notte elettorale, quando si aspettavano di festeggiare il primo presidente donna dell’America, Hillary Clinton, ed ebbero una terribile sorpresa. Ogni sondaggio che riveli un inasprimento della competizione e ogni minaccia da parte di Trump che evoca squadre di avvocati pronti a sfidare i risultati, non fa che approfondire l’angoscia dei democratici.</p>



<p>In pubblico e sui social media, i fan di Trump ripetono spavaldamente il leitmotiv della campagna elettorale, insistendo sul fatto che, come l’ultima volta, i sondaggi sono sbagliati, e che il presidente sta andando verso un altro mandato di quattro anni. I sostenitori di Trump vedono nelle parate dei camion e nei raduni affollati negli swing states i segni inequivocabili dello slancio irrefrenabile del presidente. Vanno anche dicendo che saranno proprio gli elettori di Trump “silenziosi”, che emergeranno a milioni dal cuore del paese, a condurlo alla vittoria.</p>



<p>La vittoria inaspettata nel 2016 e la sua resistenza sia all’impeachment che al Covid-19 hanno creato intorno a Trump un’aura magica; e aiuta naturalmente anche il fatto che i media conservatori trascurino i sondaggi sfavorevoli e dipingano Biden come un vecchio perdente.</p>



<p>Quando si conteranno i voti, una parte ne uscirà distrutta. Eppure, dopo quattro anni di acrimonia, alternative facts, sfiducia nella scienza e sfuriate su Twitter, è chiaro che un aspetto della democrazia americana, il voto, è in forma splendida. Quasi 100 milioni di persone hanno già votato per posta o in anticipo (il record di sempre) e la maggior parte proprio a causa della pandemia. Se altri 40 milioni di elettori andranno a votare si stabilirà un altro record.</p>



<p>Dobbiamo aspettare l’esito del voto. Ma in questo straordinario momento della loro storia, va detto che gli americani hanno preso il loro dovere democratico molto sul serio. Specie se si considera che si vota per parecchie cose. Ne elenco alcune:</p>



<p><strong>La presidenza.</strong> Che si voti per eleggere il presidente è ovvio. Ed ė altrettanto ovvio che gli Stati Uniti saranno un paese molto diverso sotto un secondo mandato di Trump o sotto la presidenza di Joe Biden. La prima cosa da guardare con attenzione è se Biden riesce a vincere la Florida, la Georgia o la North Carolina. Ciascuno di questi Stati gli assicurerebbe probabilmente la presidenza. Se dovesse perderli tutti, l’America potrebbe dover fronteggiare una lunga notte (o forse una lunga settimana) di conteggi, con il risultato finale che potrebbe dipendere da una qualche combinazione di Arizona e Pennsylvania.</p>



<p><strong>Il controllo del Senato.</strong> Anche se Biden dovesse vincere, dovrà faticare parecchio per far passare provvedimenti legislativi significativi a meno che i democratici non controllino anche il Senato. Se il presidente Trump dovesse vincere, il Senato determinerà inoltre quanti giudici potrà nominare nel corso del suo secondo mandato. Sembra per giunta probabile che i democratici perdano il seggio del Senato che oggi detengono in Alabama; il che significa che avranno bisogno di conquistare quattro seggi oggi in mano ai repubblicani per riprendere il controllo del Senato se la vice presidente Kamala Harris lascia il Senato (e cinque se il vicepresidente Mike Pence rimane al suo posto). I democratici mantengono stabili (anche se piccoli) vantaggi su quattro incumbent repubblicani in Arizona, in Colorado, in Maine e in North Carolina. È molto serrata anche la competizione per altri cinque seggi in mano ai repubblicani: in Iowa, in Montana, in South Carolina e due in Georgia.</p>



<p><strong>Le assemblee legislative degli Stati.</strong> Il controllo dei parlamenti statali è particolarmente importante in un anno in cui si svolge il censimento, come il 2020, perché in molti Stati si ridisegnano i distretti del Congresso. I democratici controllano 19 assemblee legislative e i repubblicani ne controllano 29, con il Minnesota “diviso” e il Nebraska “nonpartisan”. Oggi i democratici sperano di prendere il controllo completo dell’Arizona, del Minnesota e del North Carolina, e di ottenere il controllo parziale dell’Iowa, della Pennsylvania, del Michigan e del Texas.</p>



<p><strong>La Camera dei rappresentanti.</strong> È una delle cose più importanti. Ma il risultato sembra chiaro. Nella competizione per riprendere il controllo della Camera dei rappresentanti, i democratici sono i grandi favoriti e forse potrebbero espandere il loro attuale margine di 35 seggi. Inoltre, ci sono un paio di sfide da tenere sotto controllo: i repubblicani potrebbero perdere i loro seggi a New York, nel New Jersey e in Ohio. I democratici uscenti sono a rischio nel New Mexico meridionale, a Staten Island e in Minnesota.</p>



<p><strong>Prosecutors e tribunali.</strong> Alcune grandi città ed alcune contee, fra cui Los Angeles, Orlando e Maricopa County in Arizona, potrebbero eleggere pubblici ministeri che si sono battuti contro l’incarcerazione di massa. Questi candidati di solito si oppongono alla pena di morte e ai procedimenti giudiziari nel caso del semplice possesso di droga. In Michigan e in Ohio, i democratici sperano di ottenere il controllo delle Corti supreme dei due Stati; il che potrebbe limitare il gerrymandering, proteggere il lavoro e i diritti di voto e confermare le politiche dei governatori contro la pandemia.</p>



<p><strong>L’economia populista.</strong> Alcuni Stati sono alle prese con referendum popolari volti a ridurre la disuguaglianza economica che comprendono: una misura per stabilire un salario minimo di 15$ in Florida; un passo verso una imposta sul reddito più progressiva in Illinois; tasse più alte sui ricchi in Arizona e un aumento delle imposte sugli immobili delle imprese in California.</p>



<p><strong>L’aborto in Colorado.</strong> Gli elettori decideranno se proibire l’aborto dopo 22 settimane di gestazione. Molti Stati repubblicani hanno già leggi simili, ma il Colorado potrebbe diventare lo Stato più liberal a doverne adottarne una.</p>



<p><strong>La statualità di Portorico.</strong> I cittadini di Portorico voteranno per una referendum non vincolante per stabilire se vogliono che l’isola diventi uno Stato. Se dovesse passare, è più probabile che in futuro il Congresso possa aggiungere due nuovi Stati: Portorico e Washington, D. C.</p>



<p><strong>Democratici alla Bernie.</strong> Justice Democrats, il gruppo progressista che ha reclutato la deputata Alessandria Ocasio-Cortez, sostiene cinque candidati alla Camera dei rappresentanti che cercano di vincere le elezioni per la prima volta. Forse la più interessante è Kara Eastman, che sta correndo in un distretto conteso in Nebraska. Finora, tuttavia, i democratici del genere di Bernie Sanders non hanno mai vinto nessuna competizione nei distretti contesi.</p>



<p><strong>Il futuro di Uber e Lyft in California.</strong> Le due aziende stanno promuovendo un’iniziativa referendaria che permetterebbe loro di continuare a pagare gli autisti come contractors indipendenti anziché come dipendenti, sostenendo che la cosa è indispensabile per il loro modello di business. Molti sindacati si oppongono alla misura, sostenendo che impedirebbe agli autisti di guadagnare un salario sufficiente.</p>



<p><strong>Ranked-choice voting.</strong> Gli elettori americani in Alaska, in Massachusetts e in un paio di altre città decideranno se adoperare il Ranked-choice voting (si tratta di un sistema di voto nel quale se il nostro candidato preferito non ottiene abbastanza voti, il nostro voto può essere attribuito alla nostra seconda scelta), che rende più facile votare un terzo partito senza mettere i bastoni fra le ruote al candidato di un grande partito. Attualmente soltanto il Maine usa il sistema in tutto lo Stato.</p>



<p><strong>Politiche sulla droga.</strong> Arizona, Mississippi, Montana, New Jersey, e South Dakota valuteranno versioni diverse di legalizzazione della marijuana, mentre Oregon e Washington D.C. voteranno se allentare le restrizioni sui funghi.</p>



<p>Per un elenco più dettagliato suggerisco di dare un’occhiata alla guida di Daniel Nichanian (un politologo) su “What’s on the ballot” ( <a href="https://whatsontheballot.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://whatsontheballot.com/</a>). Intanto, fingers crossed.</p>
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		<title>La battaglia per conquistare il voto degli ispanici</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/09/22/maran-la-battaglia-per-conquistare-il-voto-degli-ispanici/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Maran]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2020 13:13:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente americano ha vinto alla grande le elezioni del 2016 grazie all’ampio sostegno degli elettori bianchi. Quest’anno, invece, Trump è costretto a rincorrere Joe Biden soprattutto perché una parte di quegli elettori sono tornati a votare democratico e in più di un sondaggio sembra che, in alcuni swing-state, Biden abbia conquistato perfino la maggioranza (sia pure risicata) degli elettori bianchi. Ma quella di Biden non è proprio una fuga.&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il presidente americano ha vinto alla grande le elezioni del 2016 grazie all’ampio sostegno degli elettori bianchi. Quest’anno, invece, Trump è costretto a rincorrere Joe Biden soprattutto perché una parte di quegli elettori sono tornati a votare democratico e in più di un sondaggio sembra che, in alcuni swing-state, Biden abbia conquistato perfino la maggioranza (sia pure risicata) degli elettori bianchi.</p>



<p>Ma quella di Biden non è proprio una fuga. È in testa con un vantaggio di sei punti percentuali secondo la media nazionale dei sondaggi del New York Times e dall’inizio dell’estate è sceso di quasi dieci punti. Che sta succedendo? In buona parte, Biden è alle prese con il voto ispanico. Sebbene abbia fatto appello ripetutamente al nazionalismo bianco e abbia criticato aspramente gli immigrati, tra i latinos Trump potrebbe fare meglio del 2016 e conquistare più di un terzo di quegli elettori, anche se, nel frattempo, arretra tra l’elettorato bianco.</p>



<p>Una spiegazione possibile (e, nel lungo periodo, preoccupante per i democratici) è che gli ispanici stiano seguendo un cammino non molto diverso da quello dei precedenti gruppi europei di immigrati, come gli italiani o gli irlandesi. Man mano che si assimilano, diventano dei democratici meno «affidabili». Semplificando brutalmente, prima hanno votato per F.D.R. e poi per Reagan.</p>



<p>Ross Douthat, un columnist del New York Times, sostiene che la relativa forza di Trump tra gli ispano-americani sia un segno che i democratici hanno frainteso la politica della razza. I liberal spesso tracciano una linea di demarcazione tra i bianchi e le persone di colore (come suggerisce l’acronimo BIPOC: Black, Indigenous and people of color). Ma questa ripartizione binaria non riflette la realtà, sostiene Ross.</p>



<p>Anzitutto, come ha osservato Andrea Gonzàles-Ramirez, circa il 53% dei latinos si identificano come bianchi (il che, scrive, «può fare la differenza nelle elezioni del 2020»). Altri non lo fanno ma sono conservatori: sull’aborto, le tasse, Cuba o altre questioni. In alcuni Stati, in particolare i maschi ispanici, sembrano sostenere Trump apertamente, come ha rilevato Stephane Valencia di Equis Research, un’agenzia di sondaggi.</p>



<p>Un recente sondaggio relativo a quattro Stati in dubbio, ha registrato alcune di queste dinamiche. La maggior parte degli elettori ispanici sostengono che Biden non abbia fatto abbastanza per condannare i disordini, dicono che abbia sostenuto l’idea di tagliare i fondi alla polizia (il che non è vero) e affermano di opporsi a quei tagli. Peraltro, anche la maggior parte degli elettori neri si oppongono al «Defund the police». La cosa serve a ricordare che gli attivisti e gli scrittori progressisti ben istruiti (di tutte le razze) sono ben più a sinistra della maggior parte dei neri, degli ispanici e degli elettori asiatici su tutte le questioni principali. Questi gruppi, in effetti, sono tra le parti più moderate della coalizione democratica per diversi aspetti importanti. Se i democratici non si misurano con questa realtà, rischiano di perdere una parte di quegli elettori (anche il podcast recente di FiveThirtyEight si è soffermato sul tema della relativa forza di Trump tra gli elettori ispanici).</p>



<p>Specie se si considera che, sebbene la campagna presidenziale finora si sia focalizzata principalmente sulla pandemia e sull’economia, le cose potrebbero cambiare. Anche perché la vicenda della Corte suprema potrebbe rapidamente diventare un punto dirimente per entrambi i candidati su questioni che vanno dall’aborto ai diritti dei gay, dalla libertà religiosa alla regolamentazione dell’ambiente. Joe Biden e i democratici cercheranno di legare indissolubilmente il posto vacante alla Corte suprema al futuro dell’assistenza sanitaria in America e con 23 seggi repubblicani al Senato in ballo, la lotta per rimpiazzare il giudice Ginsburg non rimarrà concentrata a Washington e si svilupperà in tutto il paese. E il denaro e le pressioni delle lobby si faranno sentire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/09/22/maran-la-battaglia-per-conquistare-il-voto-degli-ispanici/">La battaglia per conquistare il voto degli ispanici</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
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