<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Cottarelli Archivi - ilcaffeonline</title>
	<atom:link href="https://ilcaffeonline.it/tag/cottarelli/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/cottarelli/</link>
	<description>Il coraggio di conoscere</description>
	<lastBuildDate>Sat, 20 Mar 2021 16:56:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.4.2</generator>

<image>
	<url>https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/cropped-avatar-ilcaffeonline-32x32.png</url>
	<title>Cottarelli Archivi - ilcaffeonline</title>
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/cottarelli/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Accelerare sull&#8217;offerta liberaldemocratica</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/03/18/susta-accelerare-su-offerta-liberaldemocratica/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/03/18/susta-accelerare-su-offerta-liberaldemocratica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Susta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2021 21:33:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#iltempodiuncaffe]]></category>
		<category><![CDATA[+Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Bentivogli]]></category>
		<category><![CDATA[Bersani]]></category>
		<category><![CDATA[Bicameralismo]]></category>
		<category><![CDATA[Bipolarismo]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Calenda]]></category>
		<category><![CDATA[Centro]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Cottarelli]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[Darhendorf]]></category>
		<category><![CDATA[DC]]></category>
		<category><![CDATA[De Nicola]]></category>
		<category><![CDATA[Destra]]></category>
		<category><![CDATA[Dini]]></category>
		<category><![CDATA[Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[Emma Bonino]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Job Act]]></category>
		<category><![CDATA[Liberal-democratici]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[M5S]]></category>
		<category><![CDATA[Marxismo]]></category>
		<category><![CDATA[Meloni]]></category>
		<category><![CDATA[Monti]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Popolare Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Populisti]]></category>
		<category><![CDATA[Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[Riformismo]]></category>
		<category><![CDATA[Salvini]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Veil]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Sovranismo]]></category>
		<category><![CDATA[Sturzo]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[Totalitarismi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2787</guid>

					<description><![CDATA[<p>Anche a me, come a Carlo Calenda, non piace qualificare come “centro” l&#8217;idea di un partito liberal-democratico che concorra a superare la crisi del sistema politico che purtroppo caratterizza la vita del Paese da quasi 30 anni. Con la sua proverbiale arroganza D&#8217;Alema ha sempre ripetuto che “al di là della sinistra c&#8217;è solo la destra” e Bersani gli ha fatto eco più volte per ribadire che, nel campo riformista,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/03/18/susta-accelerare-su-offerta-liberaldemocratica/">Accelerare sull&#8217;offerta liberaldemocratica</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Anche a me, come a Carlo Calenda, non piace qualificare come “centro” l&#8217;idea di un partito liberal-democratico che concorra a superare la crisi del sistema politico che purtroppo caratterizza la vita del Paese da quasi 30 anni.</p>



<p>Con la sua proverbiale arroganza D&#8217;Alema ha sempre ripetuto che “<em>al di là della sinistra c&#8217;è solo la destra</em>” e Bersani gli ha fatto eco più volte per ribadire che, nel campo riformista, “<em>fuori dalla sinistra non c&#8217;è nulla</em>”. Sulla stessa lunghezza d&#8217;onda molti esponenti del “fu” Partito Popolare, già sinistra D.C., per i quali dal PD indietro non si torna, e alcuni esponenti del mondo laico riformista e ambientalista.</p>



<p>Non sono riusciti a dare in 15 anni un&#8217;identità nuova al PD “<em>al di là delle ideologie che hanno contrapposto i riformisti nel &#8216;900</em>”, come recitava il mantra iniziale; non sono riusciti a realizzare nessuna riforma di fondo del nostro sistema politico e costituzionale pur essendo stati al Governo negli ultimi 25 anni, direttamente o indirettamente (Governi Dini e Monti), per ben 16 anni ed esprimendo ben sei Presidenti del Consiglio; non vogliono ammettere che se c&#8217;è stato uno che ha cercato di rendere più concreta l&#8217;idea di un riformismo del 21° secolo è stato Matteo Renzi (riforma costituzionale, unioni civili, job act, riforma del terzo settore, legge sul caporalato, ecc.), ma continuano a voler difendere con le unghie e con i denti, al pari di Salvini e Meloni, un bipolarismo &#8211; unico in Europa – radicato sulle estreme e non convergente “al centro”.</p>



<p>Neanche un&#8217;emorragia di 6 milioni di voti assoluti tra il 2008 e il 2018 (ben più indicativo delle %) ha fatto deflettere un gruppo dirigente dalla convinzione che ci voglia “più sinistra”, accompagnata da alleanze esplicite con i populisti (M5S e la sinistra-sinistra), per superare la crisi istituzionale ed economico-sociale del Paese, esattamente in modo speculare ad una destra che, invece, ha optato per una deriva nazionalsovranista, rafforzata dai disastri provocati dalle conseguenze della crisi finanziaria del 2006, soprattutto nel mondo occidentale.</p>



<p>Il Governo Draghi, frutto della paura più che della saggezza, non cambia questo sfondo perché il dibattito interno al PD e il protagonismo competitivo tra Meloni e Salvini ci fanno capire quale sarà il leit motiv e il possibile sbocco della prossima campagna elettorale, in cui le parole d&#8217;ordine pescheranno, ancora una volta, all&#8217;armamentario “storico” della sinistra e della destra italiana.</p>



<p>C&#8217;è dunque da scandalizzarsi se, con questo bel quadretto, qualcuno pensa di evocare la cultura politica, i valori, la visione dello Stato, dell&#8217;Europa, dell&#8217;Occidente, di un mondo sempre più interdipendente e multilaterale, di Darhendorf, di Ropke, di Sturzo, di Simone Veil, di Einaudi, di Ernesto Rossi? Che guardi all&#8217;incontro tra liberali, democratici di tradizione risorgimentale e cristiano-democratici che Sturzo, nel suo esilio londinese, avvicinandosi all&#8217;Internazionale libdem, individuava come il presupposto per costruire la nuova Europa sulle ceneri degli opposti totalitarismi?</p>



<p>E&#8217; proprio privo di senso o velleitario immaginare un&#8217;opzione liberaldemocratica, tra una destra sociale e nazionalsovranista che non riesce a liberarsi dei disvalori che hanno provocato immani tragedie nel XX secolo e una parte preponderante della sinistra che ha troppo frettolosamente dimenticato che una parte consistente di sé fa parte degli sconfitti della storia, che la forza della Libertà e della democrazia ha vinto sulle tragiche utopie derivanti dall&#8217;ideologia marxista e tutto ciò senza che i suoi eredi fossero capaci di assumere un&#8217;autentica dimensione socialdemocratica?  No! Non è né privo di senso né velleitario!</p>



<p>E&#8217;, invece, necessaria la nascita di una forza autenticamente liberademocratica, che creda davvero in uno sviluppo sostenibile che esalti e non svilisca la libera impresa in logiche assistenzialiste e neo stataliste; che liberi le risorse di un mercato interno retto da una regolata concorrenza; che restituisca dignità alla politica, rendendola efficace con profonde riforme istituzionali e costituzionali che rafforzino, insieme, Parlamento (superamento del bicameralismo) e Governo; che ridefinisca confini e competenze del sistema regionale e delle autonomie; che affronti il tema della giustizia, della scuola, della formazione e della PA, ponendosi dal punto di vista delle esigenze dei giovani, dei cittadini, degli utenti e non delle corporazioni che dovrebbero servire questi ultimi; che creda in un&#8217;Europa davvero federale.</p>



<p>Se questa necessità c&#8217;è, i vari Cottarelli, Calenda, Bonino, Della Vedova, Renzi, De Nicola, Bentivogli, non si perdano in sterili chiacchiere e in inutili polemiche interne (quanto sta accadendo in + EUROPA in questi giorni fa tristezza e rabbia insieme), vadano il più in fretta possibile al cuore del problema e offrano agli elettori sbandati da questo bipolarismo farlocco una nuova casa; elaborino una “carta dei valori” da far sottoscrivere a chi intende aderire al progetto e indichino una data per un&#8217;Assemblea costituente nazionale a cui possano intervenire (COVID permettendo) alcune migliaia di persone elette in assemblee provinciali dai sottoscrittori della carta dei valori condivisi. Difficile? No! Basta volerlo e non confondere la politica con i tweet e la partecipazione con l&#8217;agitarsi sulla tastiera o davanti alle telecamere dei propri telefoni.</p>



<p>Non è più tempo di tergiversare! Proprio perché il Governo del Paese è in buone mani dobbiamo sfruttare il tempo che ci è dato per mettere in campo non il “centro” soporifero e indolente di un moderatismo buono per una lenta decadenza, ma una proposta politica forte, liberaldemocratica nei valori e assertiva nell&#8217;agire, che sappia interpretare bisogni e dare risposte all&#8217;altezza della sfida di questo tempo, senza rifugiarsi in recinti ideologici che, invece, hanno caratterizzato e ancora caratterizzano il dibattito interno nei principali schieramenti del bipolarismo italiano, con i risultati che tutti abbiamo davanti agli occhi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/03/18/susta-accelerare-su-offerta-liberaldemocratica/">Accelerare sull&#8217;offerta liberaldemocratica</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/03/18/susta-accelerare-su-offerta-liberaldemocratica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sulla sanità in Calabria serve piena assunzione di responsabilità da parte di Conte e Speranza</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/11/09/raco-sulla-sanita-in-calabria-serve-piena-assunzione-di-responsabilita-da-parte-di-conte-e-speranza/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2020/11/09/raco-sulla-sanita-in-calabria-serve-piena-assunzione-di-responsabilita-da-parte-di-conte-e-speranza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2020 12:12:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Whatever it takes]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Mantovani]]></category>
		<category><![CDATA[calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[Competenza]]></category>
		<category><![CDATA[Conte]]></category>
		<category><![CDATA[Cottarelli]]></category>
		<category><![CDATA[Cotticelli]]></category>
		<category><![CDATA[Giletti]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Viva]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[LEU]]></category>
		<category><![CDATA[M5S]]></category>
		<category><![CDATA[Mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Speranza]]></category>
		<category><![CDATA[Zuccatelli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2167</guid>

					<description><![CDATA[<p>50 anni sono passati dall’ultima volta che i calabresi si sono incazzati. Era il luglio del 1970. Lo hanno fatto in modo particolare i reggini, contro lo Stato, accusato (a loro avviso e per me, reggino, giustamente) di aver commesso una profonda ingiustizia assegnando il capoluogo di regione a Catanzaro invece che a Reggio Calabria. Fu una rivolta di popolo, dei cittadini, tutti, di ogni classe sociale, di ogni ideologia&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/11/09/raco-sulla-sanita-in-calabria-serve-piena-assunzione-di-responsabilita-da-parte-di-conte-e-speranza/">Sulla sanità in Calabria serve piena assunzione di responsabilità da parte di Conte e Speranza</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>50 anni sono passati dall’ultima volta che i calabresi si sono incazzati. Era il luglio del 1970. Lo hanno fatto in modo particolare i reggini, contro lo Stato, accusato (a loro avviso e per me, reggino, giustamente) di aver commesso una profonda ingiustizia assegnando il capoluogo di regione a Catanzaro invece che a Reggio Calabria. Fu una rivolta di popolo, dei cittadini, tutti, di ogni classe sociale, di ogni ideologia politica. Per lunghe settimane nessun partito avallò la rivolta. Solo a un certo punto il MSI di Almirante capì che poteva essere conveniente sostenere le ragioni dei cittadini reggini. Ma chi conosce quel moto di indignazione e rabbia, per averlo vissuto o per averlo studiato davvero, in modo non ideologico, sa bene che è stato e resta una rivolta di popolo.</p>



<p>Dieci, cento, mille volte i calabresi avrebbero avuto le ragioni per tornare a protestare. Non lo hanno potuto fare, in questi decenni, per non protestare contro se stessi, contro la classe dirigente &#8211; politica e non solo &#8211; scelta dagli stessi calabresi, che ha sprecato ingenti, enormi, non quantificabili risorse economiche destinate alla Calabria dallo Stato italiano e dall’Europa. Soldi finiti nel buco nero degli interessi particolari e non investiti per il bene della comunità. E così è nata e cresciuta una cittadinanza abituata a chiedere assistenza e non pretendere opportunità.</p>



<p>Questo è il contesto in cui anche Giuseppi, l’avvocato del popolo, durante il governo M5S-Lega, ha chiesto il 7 dicembre 2018 a Saverio Cotticelli, generale dei Carabinieri in pensione, di fare da commissario straordinario della sanità calabrese. Solo chi non si è mai interessato di come era organizzata, di come è organizzata, la sanità della regione Calabria; solo chi non ha messo neppure una segretaria a fare un foglio excel con i posti covid da approntare negli ospedali, durante l’estate, in vista della certa seconda fase pandemica, poteva pensare di confermare il generale Cotticelli. Lo ha fatto il Conte due, a guida M5S-PD-LEU-IV.</p>



<p>Lo dico da calabrese, lo dico da reggino che per varie ragioni conosce come è organizzata la sanità regionale. Quello dei posti covid è l’ultimo e il meno importante forse dei problemi. E’ solo la punta dell’iceberg, contro la quale oggi l’opinione pubblica nazionale è andata a scontrarsi. Alla Calabria serviva e serve una guida, politica o commissariale, autorevole e competente. Competente. COM &#8211; PE &#8211; TEN &#8211; TE.</p>



<p>Il governo Conte due, a guida M5S-PD-LEU-IV, cosa fa? Si accorge, grazie a una inchiesta giornalistica, che Cotticelli sembra essere davvero inadeguato a ricoprire quell’incarico. Fiat Lux. Tardi ma non tardissimo. Manderanno il più bravo che c’è in Italia. Ma che dico in Italia, in Europa. Ma quale Europa, manderanno il più bravo al mondo, ho pensato. Si, sarà Carlo Cottarelli oppure chiederanno aiuto a Anthony Fauci. E Fauci indicherà probabilmente Alberto Mantovani, il direttore scientifico dell’Humanitas, il più autorevole e competente scienziato italiano al mondo.</p>



<p>Sveglia, il nuovo commissario non sarà Alberto Mantovani e neppure Carlo Cottarelli, ma Giuseppe Zuccatelli. Nel 2018 candidato con LEU, il partito del ministro Speranza. Ha esordito nel suo nuovo incarico spiegando che le mascherine non servono a un piffero e che per prendere il covid bisogna limonare almeno 15 minuti con un positivo o una positiva. Ora capisco anche perché non funziona la APP Immuni, scelta sempre dallo stesso ministero alla Sanità: chi volete che si metta a dichiarare di questi tempi di aver limonato per 15 minuti con qualcuno?</p>



<p>Mentre il ministro Speranza era impegnato a difendere Zuccatelli, “Frasi sbagliate non cancellano 30 anni di curriculum” (che ancora non abbiamo visto), domenica sera ci è toccato ascoltare, grazie a Massimo Giletti, la difesa di Saverio Cotticelli: “Non mi riconosco. Ero in stato confusionale. Forse mi hanno drogato”.</p>



<p>Sono cresciuto, come uomo e come cittadino, cercando di rispettare sempre alcune regole: una su tutte, non derogare mai al principio dell’assunzione piena di responsabilità individuale. E mai mi sarei aspettato che un generale dei Carabinieri in pensione si potesse comportare come un mediocre politico qualunque: “Quel tweet? Non sono stato io ma uno dei miei collaboratori”.</p>



<p>Almeno la dignità di una piena assunzione di responsabilità. Non ci sentiamo di poterla chiedere né a Cotticelli né a Zuccatelli, sarebbe tempo perso. Ma se lo stato confusionale non ha finito per travolgere l’intero governo, cosa di cui dubitiamo considerati i provvedimenti che sono stati presi dall’esecutivo da giugno in avanti e in modo particolare dall’inizio della seconda fase pandemica, questa assunzione di responsabilità la pretendiamo da Conte e da Speranza, la chiediamo ai segretari di tutti i partiti di maggioranza. Da chi è perché è stato scelto e confermato Cotticelli? Da chi e perché è stato scelto Zuccatelli? Chi ha deciso? Chi sapeva? Chi ha avallato?</p>



<p>Nello spirito di solidarietà nazionale invocato dal Presidente Sergio Mattarella, l’unica Istituzione che oggi può ancora chiedere fiducia agli italiani, noi facciamo finta che Zuccatelli non sia stato mai indicato dal Governo. Ha sbagliato un segretario, un social media manager, un addetto stampa, un autista. Ancora meglio, è stata colpa del T9. Conte e Speranza volevano indicare Cottarelli e il T9 ha scritto Zuccatelli. Chiediamo scusa al signor Zuccatelli per il disturbo arrecato, gli consentiamo di tornare a studiare a tempo pieno la teoria alquanto affascinante del Covid-19 trasmesso solo limonando, e chiediamo a Carlo Cottarelli o Alberto Mantovani, o a entrambi, di occuparsi della sanità calabrese. Lo pretendiamo. E’ davvero uno dei motivi per cui i cittadini calabresi, nel rispetto delle regole imposte dalla legge, dovrebbero sentire l’esigenza di tornare a esprimere tutta la propria indignazione. Se ritengono di averne ancora.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/11/09/raco-sulla-sanita-in-calabria-serve-piena-assunzione-di-responsabilita-da-parte-di-conte-e-speranza/">Sulla sanità in Calabria serve piena assunzione di responsabilità da parte di Conte e Speranza</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2020/11/09/raco-sulla-sanita-in-calabria-serve-piena-assunzione-di-responsabilita-da-parte-di-conte-e-speranza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>No al populismo, No alla mediocrità, No al referendum costituzionale</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/09/20/raco-no-al-populismo-no-al-referendum-costituzionale/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2020/09/20/raco-no-al-populismo-no-al-referendum-costituzionale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2020 22:19:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Whatever it takes]]></category>
		<category><![CDATA[#iovotoNO]]></category>
		<category><![CDATA[Bicameralismo]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Cottarelli]]></category>
		<category><![CDATA[Di Maio]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[M5S]]></category>
		<category><![CDATA[Meloni]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Rancore]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Salvini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=1851</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nelle ultime settimane le fila dei sostenitori del NO al referendum costituzionale contro il taglio lineare dei parlamentari si sono ingrossate sino a trasmettere per la prima volta la sensazione che il risultato della consultazione possa ritenersi aperto e la vittoria contendibile. Ben altro era il quadro quando la Fondazione Luigi Einaudi decise di farsi promotrice della raccolta firme tra i parlamentari per indire il referendum. Il tema è così&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/09/20/raco-no-al-populismo-no-al-referendum-costituzionale/">No al populismo, No alla mediocrità, No al referendum costituzionale</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nelle ultime settimane le fila dei sostenitori del NO al referendum costituzionale contro il taglio lineare dei parlamentari si sono ingrossate sino a trasmettere per la prima volta la sensazione che il risultato della consultazione possa ritenersi aperto e la vittoria contendibile. Ben altro era il quadro quando la Fondazione Luigi Einaudi decise di farsi promotrice della raccolta firme tra i parlamentari per indire il referendum.</p>



<p>Il tema è così definito e divisivo da rendere vano ogni tentativo, condotto da diversi leader politici negli ultimi giorni, di tenere il piede in due staffe. Se ne accorgeranno presto tutti coloro che ci hanno provato. Se passerà il SI ci sarà un unico vincitore: il M5S, il suo vero leader che è Luigi Di Maio, il populismo che ne contraddistingue la loro azione.</p>



<p>Non potrà dichiararsi vincitore il Partito Democratico, che per tre volte ha votato NO, cambiando parere solo alla fine, per compiacere l’alleato di governo. Non potrà farlo Giorgia Meloni, che ha sostenuto in modo coerente il SI nel suo percorso parlamentare ma nell’ultima settimana ha trasmesso un messaggio insolitamente confuso, affermando che il referendum è nelle mani dei cittadini e non dei partiti e che una eventuale vittoria del NO costituirebbe una possente spallata al governo giallo-rosso. Non riuscirà a dichiararsi vincitore Matteo Salvini, che ha dovuto rintuzzare pesanti dissensi nel partito, a cominciare da Giancarlo Giorgetti, e come la Meloni ha passato gli ultimi giorni di campagna elettorale a spiegare che il partito è per il SI ma la Lega non è una caserma. A buon intenditor, poche parole.</p>



<p>In questo contesto ci si recherà alle urne per tagliare in modo lineare 350 parlamentari, in nome di un risparmio impalpabile per le casse dello stato: 57 milioni su un bilancio annuale di 850 miliardi. Come se un cittadino con uno stipendio di duemila euro pensasse di risolvere le economie della propria famiglia tagliando spese per due euro al mese. Non è neppure un segnale, è una stupidaggine.</p>



<p>L’altra motivazione che va di moda è che le camere sarebbero più efficienti. Carlo Cottarelli, nell’intervista che ha rilasciato al nostro giornale, ha spiegato che soprattuto il Senato avrà enormi problemi di funzionamento con soli duecento componenti. Altro che velocizzazione e semplificazione. L’unico modo per rendere il sistema più efficiente resta quello di passare al monocameralismo, con una sola Camera che legifera, che a quel punto potrebbe essere composta anche da 600 deputati o meno.</p>



<p>La più strampalata delle ragioni a sostegno del SI è quella in base alla quale il taglio lineare dei parlamentari è un modo per avviare le riforme della Costituzione. Nessuna rettifica propedeutica alla riduzione dei parlamentari è però stata avviata nell’ultimo anno se non la variazione dell’elettorato attivo e passivo per il Senato, che ha trasformato il nostro bicameralismo da paritario a perfettissimo. Un modo per peggiorare le cose insomma. Il tutto con l’aggravante che si sta subordinando la modifica della Costituzione alla riforma di una legge ordinaria come quella elettorale.</p>



<p>La verità è che questo taglio è niente altro che il sangue promesso da anni a tutti quei cittadini italiani che hanno seguito il M5S in un baratro di odio sociale nei confronti di chiunque ha un tenore di vita ritenuto superiore al proprio, indipendentemente dalla formazione, dal rischio, dalla qualità. Il Partito Democratico, la Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Italia Viva, i sindacati, nessuno ha avuto il coraggio di andare controcorrente, di porre un argine a tanta scempiaggine, di denunciare questa deriva populista, miope, rancorosa, rabbiosa. Un atto di codardia politica che pagheremo tutti a lungo.</p>



<p>Il punto non è se la prossima Camera sarà composta da 400 deputati invece che da 630 e se il Senato avrà 200 senatori invece che 315. Al netto delle difficoltà che abbiamo descritto, resteremo una Repubblica democratica. Il problema è il segnale che farebbe passare una vittoria del SI. Un inno alla mediocrità che spingerebbe sempre più le nostre eccellenze ad abbandonare l’Italia per poter mettere alla prova le proprie competenze in paesi che premiano la qualità, la competitività e la professionalità. C’è un solo modo per evitare tutto questo: No al populismo, No al referendum costituzionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/09/20/raco-no-al-populismo-no-al-referendum-costituzionale/">No al populismo, No alla mediocrità, No al referendum costituzionale</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2020/09/20/raco-no-al-populismo-no-al-referendum-costituzionale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pierluigi Castagnetti: se prevale il SI vince il M5S. Se passa il NO a festeggiare saranno i cittadini</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/09/11/cuzzocrea-castagnetti-se-prevale-il-si-vince-il-m5s-se-passa-il-no-festeggiano-i-cittadini/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2020/09/11/cuzzocrea-castagnetti-se-prevale-il-si-vince-il-m5s-se-passa-il-no-festeggiano-i-cittadini/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Cuzzocrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2020 16:01:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo viso non mi è nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Camera dei Deputati]]></category>
		<category><![CDATA[Camere]]></category>
		<category><![CDATA[Casta]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Cottarelli]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Legge elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamentari]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente della Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[Salvini]]></category>
		<category><![CDATA[Senato della Repubblica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=1791</guid>

					<description><![CDATA[<p>La storia delle riforme costituzionali in Italia è la storia di una lunga serie di fallimenti. Tra qualche giorno potremo decidere sulla legge che riduce di oltre un terzo i parlamentari. Quali sono le sue impressioni sul dibattito che si è sviluppato?In effetti il dibattito è stato intenzionalmente tenuto di tono basso sino a pochi giorni fa. Non essendoci il quorum, la speranza dei proponenti era quella di un cammino&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/09/11/cuzzocrea-castagnetti-se-prevale-il-si-vince-il-m5s-se-passa-il-no-festeggiano-i-cittadini/">Pierluigi Castagnetti: se prevale il SI vince il M5S. Se passa il NO a festeggiare saranno i cittadini</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>La storia delle riforme costituzionali in Italia è la storia di una lunga serie di fallimenti. Tra qualche giorno potremo decidere sulla legge che riduce di oltre un terzo i parlamentari. Quali sono le sue impressioni sul dibattito che si è sviluppato?</strong><br>In effetti il dibattito è stato intenzionalmente tenuto di tono basso sino a pochi giorni fa. Non essendoci il quorum, la speranza dei proponenti era quella di un cammino elettorale il più felpato possibile: pochi elettori, poche spiegazioni e discussioni, e tutto passa.</p>



<p><strong>La riduzione dei parlamentari, non accompagnata da altre modifiche, che impatto avrà sugli equilibri disegnati dalla Carta costituzionale e sul funzionamento delle Camere?</strong><br>Obiettivamente scarso. Se possibile, poiché il bicameralismo diventerà ancora più paritario ora che si omogeneizzano anche gli elettorati delle due camere, l’efficienza del lavoro parlamentare diminuirà ulteriormente. Se lo stesso lavoro legislativo dopo essere stato fatto da una camera di 400 membri passerà a quella di 200, composta nello stesso modo della prima, questa impiegherà prevedibilmente il doppio tempo.</p>



<p><strong>Il referendum confermativo sulle leggi di revisione costituzionale è l’unico valido a prescindere dal quorum dei votanti. Come giudica la scelta di accorparlo con le elezioni amministrative?</strong><br>Non opportuno per la sovrapposizione di due campagne elettorali molto diverse, ma comprensibilmente quasi inevitabile.</p>



<p><strong>Come influirà la riforma sulla composizione dell&#8217;Assemblea dei grandi elettori del Presidente della Repubblica?</strong><br>In parte dipenderà anche dall’esito delle contestuali elezioni regionali. Se si verificasse ciò che auspica Salvini, cioè un 7 a 0 a favore della destra, ma io lo escludo, gli equilibri si modificherebbero in modo decisivo. In ogni caso l’equilibrio parlamento/consigli regionali verrà alterato in una direzione non prevista e non voluta dal costituente.</p>



<p><strong>È corretto subordinare la riforma della Costituzione alla modifica di una legge ordinaria come quella elettorale?</strong><br>No, non lo è, trattandosi di ranghi legislativi diversi anche se correlati. Ma si rende necessario per attenuare l’impatto negativo di alterazione della rappresentanza con la riduzione del numero dei parlamentari: se oggi il nostro rapporto è tra i più alti d’Europa, con l’approvazione di questa sedicente riforma diventerà il più alto in assoluto: 1 deputato ogni 150.000 abitanti, 1 senatore ogni 300.000. Le minoranze politiche e territoriali verranno fortemente penalizzate, cioè non garantite. In ciò consiste il grosso sfregio del principio della rappresentanza voluto dal costituente. Anche se il tema della rappresentanza evoca anche altri dati di cui le forze politiche negli ultimi decenni non hanno voluto tenere conto.</p>



<p><strong>Gli argomenti principali di chi sostiene il Sì sono sempre stati il risparmio di spesa pubblica e la lotta alla casta. Valgono una riforma costituzionale?</strong><br>Il risparmio, come Cottarelli ha dimostrato, sarà esiguo e non vale il costo democratico. La lotta alla casta è esattamente ciò che viene perseguito, in modo paradossale e masochistico, dalle forze politiche che non si accorgono di esserne loro stesse il bersaglio. </p>



<p><strong>C’è poi chi ha detto che voterà Sì perché così si dovrà necessariamente mettere mano ad altre riforme. Cosa ne pensa?</strong><br>Penso che sia un atto di fede, non supportato da alcun argomento. Anzi si potrebbe/dovrebbe sostenere il contrario.</p>



<p><strong>Il bicameralismo perfetto voluto dai costituenti sembra aver fatto il suo tempo, ma il potere legislativo risiede ancora nelle Camere? La riduzione dei parlamentari che impatto avrebbe sui diversi organi coinvolti nella costruzione della legislazione?</strong><br>Evidentemente no. Il trasferimento di competenze all’Unione Europea e alle Regioni, ha ridotto di molto le competenze legislative del Parlamento nazionale. Ma soprattutto lo ha fatto l’ormai strutturale avocazione di poteri legislativi di cosiddetta urgenza da parte del governo, da molti anni per la verità. Però il Parlamento continua a dimenticarsi dell’altra sua grande prerogativa costituzionale: il sindacato sugli atti del Governo. Dovrebbe essere il Parlamento a controllare il Governo, mentre si sta verificando, ormai senza reazione alcuna, esattamente il contrario: il governo controlla sempre di più il parlamento. Proprio in questi giorni un sottosegretario dei 5S ha dichiarato: un Parlamento ridotto è più facile da controllare. Ormai ci si abitua a tutto, senza mai reagire. Io penso che sia giunto il momento di farlo. Io personalmente mi rifiuto di diventare capote.</p>



<p><strong>Il PD in Parlamento ha votato per tre volte contro la riduzione dei parlamentari, cambiando la propria scelta nell’ultima votazione in funzione dell’accordo di governo attuale e della promessa dell’adozione di correttivi, che però non sono arrivati. Non si rischia così di confondere i propri elettori? </strong><br>Assolutamente si. Ma soprattutto ha sbagliato quando ha definito l’accordo politico di governo, scelta che io ho condiviso, accettando il taglio dei parlamentari senza pretendere il contestuale avvio di un altro disegno di riforma costituzionale per differenziare ruoli e competenze delle due camere. Oggi non ci troveremmo in questa palude. E senza pretendere l’intesa su una nuova legge elettorale che restituisse agli elettori la prerogativa di scegliere i propri rappresentanti, o con l’introduzione delle preferenze o con la definizione di collegi abbastanza piccoli, sì da poter scegliere veramente. Da dove nasce molta parte della sfiducia popolare? Da questa confisca di potere di scelta dei propri rappresentanti. Perché mai partiti che non sono più tali, essendosi perlopiù ridotti a un leader e i suoi fedelissimi, dovrebbe continuare ad avere il potere di scegliere non già i candidati ma gli eletti in parlamento? Se le forze politiche non si decidono di uscire dal bunker in cui si sono ficcate rischiano di essere travolte.</p>



<p><strong>Tutti i partiti principali sono schierati per il Sì. Se la riforma passa chi festeggia? </strong><br>Legittimamente il Movimento 5S</p>



<p><strong>E se vincesse il No?</strong><br>I cittadini</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/09/11/cuzzocrea-castagnetti-se-prevale-il-si-vince-il-m5s-se-passa-il-no-festeggiano-i-cittadini/">Pierluigi Castagnetti: se prevale il SI vince il M5S. Se passa il NO a festeggiare saranno i cittadini</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2020/09/11/cuzzocrea-castagnetti-se-prevale-il-si-vince-il-m5s-se-passa-il-no-festeggiano-i-cittadini/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
