<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Demagogia Archivi - ilcaffeonline</title>
	<atom:link href="https://ilcaffeonline.it/tag/demagogia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/demagogia/</link>
	<description>Il coraggio di conoscere</description>
	<lastBuildDate>Wed, 31 Aug 2022 13:32:27 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.4.2</generator>

<image>
	<url>https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/cropped-avatar-ilcaffeonline-32x32.png</url>
	<title>Demagogia Archivi - ilcaffeonline</title>
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/demagogia/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Sull&#8217;età della nostra Repubblica, sui recenti spauracchi elettorali, su una futura politica di sinistra</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/08/21/vicari-su-eta-della-nostra-repubblica-sui-recenti-spauracchi-elettorali-su-una-futura-politica-di-sinistra/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/08/21/vicari-su-eta-della-nostra-repubblica-sui-recenti-spauracchi-elettorali-su-una-futura-politica-di-sinistra/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Ugo Vicari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Aug 2022 10:24:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Whatever it takes]]></category>
		<category><![CDATA[25 settembre]]></category>
		<category><![CDATA[Alternanza]]></category>
		<category><![CDATA[Anni di piombo]]></category>
		<category><![CDATA[Borghesia]]></category>
		<category><![CDATA[cattolicesimo]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Demagogia]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Destra]]></category>
		<category><![CDATA[Destre]]></category>
		<category><![CDATA[Di Maio]]></category>
		<category><![CDATA[Dottrina]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Mafie]]></category>
		<category><![CDATA[monarchia]]></category>
		<category><![CDATA[Occidente]]></category>
		<category><![CDATA[Opposizione]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[Popolo]]></category>
		<category><![CDATA[Populismo]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Stragi]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4363</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 25 settembre è molto probabile che i connotati del Parlamento e della compagine di governo cambieranno. Ed è un bene che cambino, per il principio dell'alternanza richiamata dai valori di una sana democrazia. Se dovessimo per questo temere rischi per la Repubblica, significherebbe che i nostri padri costituenti avevano preso un'emerita cantonata, loro che inglobarono, all'indomani dell'odiato fascismo e della miserabile monarchia che ci erano toccati in sorte, fascisti e monarchici pentiti e irredentisti nel nuovo assetto costituzionale. Se ci sono riusciti loro, all'indomani della più drammatica pagina di storia dell'Occidente, vuoi che non ci si riesca noi, che pettiniamo bambole dalla mattina alla sera?</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/08/21/vicari-su-eta-della-nostra-repubblica-sui-recenti-spauracchi-elettorali-su-una-futura-politica-di-sinistra/">Sull&#8217;età della nostra Repubblica, sui recenti spauracchi elettorali, su una futura politica di sinistra</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Se fosse una donna o un uomo le si attribuirebbe ciò che si dice un&#8217;incipiente vecchiaia. Eppure, giovanissima, non regge il confronto con i fasti di Atene o di Roma, né potremo paragonarla alla ultramillenaria Venezia. Dunque, con i suoi settantasei anni, sebbene avanti negli anni, è poco più che un&#8217;adolescente.<br> <br>Se penso ai tentati colpi di stato, agli anni di piombo, alla strategia della tensione, alle stragi, all&#8217;innumerevole sequenza di morti che le mafie e il terrorismo hanno lasciato sul campo nel secondo novecento, lo spauracchio agitato in questi giorni da certa parte giornalistica e opinionistica nella prospettiva di un prossimo governo di destra, appare come un futile trastullo di bambini.</p>



<p>Nel sistema costituzionale italiano, fatto di pesi e contrappesi, c&#8217;è una cosa, vivaddio!, che si chiama &#8216;democrazia dell&#8217;alternanza&#8217;, ed è non solo lecito ma auspicabile che a una fase di governo ne segua un&#8217;altra di diverso segno.</p>



<p>Certo, sarebbe bello godere di una classe politica intellettualmente onesta, di scuola e dottrina, qualcosa di cui vantarsi nel consesso internazionale, concretamente risolutiva dei problemi del paese, ma se così non è bisognerà pure rassegnarsi alla sconcertante sequela di ignorantoni presuntuosi e arroganti che si presenta alle elezioni da trent&#8217;anni a questa parte. E dico una &#8216;classe politica&#8217; per non tirare dentro alcune singole personalità che invece eccellono, come perle tra i porci, nel confuso panorama dei governi della seconda Repubblica.<br> <br>Sarebbe bello e sarebbe anche giusto, considerato che la fase d&#8217;incubazione della civiltà repubblicana è passata da un pezzo e finalmente bisognerebbe raccogliere i frutti di tanto sacrificio. Invece dobbiamo accontentarci del giacobinismo di facciata delle già ex &#8216;nuove leve&#8217;, degli incontri negli autogrill con l&#8217;agente segreto in pensione, dei comunicati al popolo sullo sfondo ben studiato di rosari, santini e Marie Vergini, e quasi sorridiamo alle imprese di inizio secolo, quando fiorivano le orgette nel castello incantato del cavaliere plenipotenziario.<br>Ma tant&#8217;è, questa è l&#8217;Italia.<br> <br>Ora, il 25 settembre è molto probabile che i connotati del Parlamento e della compagine di governo cambieranno. Ed è un bene che cambino, per il principio dell&#8217;alternanza richiamata dai valori di una sana democrazia. Se dovessimo per questo temere rischi per la Repubblica, significherebbe che i nostri padri costituenti avevano preso un&#8217;emerita cantonata, loro che inglobarono, all&#8217;indomani dell&#8217;odiato fascismo e della miserabile monarchia che ci erano toccati in sorte, fascisti e monarchici pentiti e irredentisti nel nuovo assetto costituzionale. Se ci sono riusciti loro, all&#8217;indomani della più drammatica pagina di storia dell&#8217;Occidente, vuoi che non ci si riesca noi, che pettiniamo bambole dalla mattina alla sera?</p>



<p>Suvvia, siamo seri, e se dovessimo perdere le prossime elezioni, lavoriamo sodo all&#8217;opposizione, per costruire una valida alternativa di sinistra, che assomigli il meno possibile all&#8217;imbarazzante pastrocchio in cui fino ad ora ci siamo crogiolati. E non dimentichiamo un fondamentale, come nel calcio: le politiche di sinistra si fanno a diretto contatto col popolo, in costante ascolto e dialogo con esso, non dalle torri d&#8217;avorio delle segreterie politiche, né dalle torbide leve dei patronati e delle consorterie locali.</p>



<p>Voi direte, ma questa prerogativa è anche delle destre, populiste per antonomasia. No, non in quel senso. Per un militante di sinistra &#8211; ma anche per un moderno cattolico, a ben pensarci &#8211; &#8216;col popolo&#8217; significa &#8216;con tutti i popoli&#8217;, con tutte le confessioni religiose, con tutti i generi umani, con tutti gli esseri viventi. Con tutti, lasciando alla demagogia catto-fascista, catto-nazionalista, catto-leghista e chi più ne ha più ne metta, il nobile compito di immaginare un mondo fatto di soli bianchi, di soli cristiani, di soli italiani, di soli … appunto &#8216;soli&#8217;.</p>



<p>E non dimentichiamo un dolo che tutti, proprio tutti ci accomuna: siamo borghesi, e se non lo siamo lo diventeremo in capo a una generazione politica, talvolta anche in minor tempo, Di Maio docet. Da una tale prospettiva quasi nessuno si salva e dunque, quasi nessuno dovrebbe avere diritto di eleggibilità a sinistra, a meno che non ci si rivesta, come una rinuncia ai beni, dei panni che eravamo soliti portare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/08/21/vicari-su-eta-della-nostra-repubblica-sui-recenti-spauracchi-elettorali-su-una-futura-politica-di-sinistra/">Sull&#8217;età della nostra Repubblica, sui recenti spauracchi elettorali, su una futura politica di sinistra</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/08/21/vicari-su-eta-della-nostra-repubblica-sui-recenti-spauracchi-elettorali-su-una-futura-politica-di-sinistra/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il campo stretto</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/07/13/susta-il-campo-stretto/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/07/13/susta-il-campo-stretto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Susta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jul 2022 15:53:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Whatever it takes]]></category>
		<category><![CDATA[Agenda Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[Alitalia]]></category>
		<category><![CDATA[Assistenzialismo]]></category>
		<category><![CDATA[Azione]]></category>
		<category><![CDATA[Bipolarismo]]></category>
		<category><![CDATA[Bipopulismo]]></category>
		<category><![CDATA[Bonus]]></category>
		<category><![CDATA[Calenda]]></category>
		<category><![CDATA[Campo largo]]></category>
		<category><![CDATA[Campo stretto]]></category>
		<category><![CDATA[CDU]]></category>
		<category><![CDATA[Combustibili fossili]]></category>
		<category><![CDATA[Conte]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Debito]]></category>
		<category><![CDATA[Decreto Aiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Demagogia]]></category>
		<category><![CDATA[Destra]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti civili]]></category>
		<category><![CDATA[Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[Emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Letta]]></category>
		<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Evasione]]></category>
		<category><![CDATA[Finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Fonti rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Ilva]]></category>
		<category><![CDATA[Imprese]]></category>
		<category><![CDATA[Inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[IVA]]></category>
		<category><![CDATA[La Pira]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[M5S]]></category>
		<category><![CDATA[Maneskin]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[movimento cinque stelle]]></category>
		<category><![CDATA[nazionalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Occidente]]></category>
		<category><![CDATA[Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Parisi]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[PCI]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[PNRR]]></category>
		<category><![CDATA[Populismo]]></category>
		<category><![CDATA[Proporzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Reddito di cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum]]></category>
		<category><![CDATA[Romano Prodi]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Salari]]></category>
		<category><![CDATA[Sindacati]]></category>
		<category><![CDATA[Sovranismo]]></category>
		<category><![CDATA[Spesa pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Statalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
		<category><![CDATA[Stipendi]]></category>
		<category><![CDATA[Sud]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[Termovalorizzatori]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4341</guid>

					<description><![CDATA[<p>Prima del campo occorre discutere del tipo di gioco che vogliamo fare e una cosa è certa: vista l'impraticabilità del campo di questa destra, che poco o nulla ha a che fare con la destra di Governo europea per la sua deriva nazionalsovranista, euroscettica e ultra conservatrice in tema di diritti civili, se il campo dovesse essere di centro sinistra non può essere un campo largo, ma deve necessariamente essere stretto perché in una parte della sinistra, anche al Governo, ritroviamo proposte e presupposti ideali e politici che riscontriamo nel M5S e coi quali si potrebbe anche vincere, ma non governare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/07/13/susta-il-campo-stretto/">Il campo stretto</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Non credo che sfugga a nessuno che le fibrillazioni che scuotono il Governo Draghi abbiano un nome e un cognome solo: M5S e Giusepp(i)e Conte. E&#8217; un&#8217;antica tentazione dei reazionari e dei populisti, quando avvertono il fine corsa, di gettare scompiglio, agitare il corpo sociale, solleticare paure, accarezzare speranze, assecondare umori.</p>



<p>Conte e il M5S hanno scelto di fare la parodia del partito di lotta e di governo di berlingueriana memoria, ma quel PCI era una “cosa” seria, mentre questa è l&#8217;ennesima prova della tragedia che diventa farsa.</p>



<p>Draghi fa quel che può. Con non poca (e imprevista) ingenuità ha ribadito che non esiste altro Governo che con il M5S; ha assecondato alcune richieste del “movimento” indulgendo anche a qualche deriva demagogica e populista; ha mandato messaggi rassicuranti al mondo che conta, ma la decisione della maggioranza dei parlamentari pentacosi di non votare il c.d. “decreto aiuti” segna un punto di non ritorno nella vicenda di questo Governo. </p>



<p>Salvo ripensamenti che il solleone non favorisce mai, si va verso l&#8217;approvazione di una finanziaria che raffazzona il consenso un po&#8217; qua e un po&#8217; là, che mette in sicurezza il PNRR, che cerca di sostenere le imprese e le persone in difficoltà, ma, per dirla con linguaggio antico ma efficace, la sua spinta propulsiva è esaurita.</p>



<p>Il problema, però, è che non è esaurita la necessità dell&#8217;agenda Draghi, quella originale e vera, quella – per dirla col Premier – che accompagnava un&#8217;Italia a cui – da Berrettini agli europei, da Parisi ai Meneskin – sembrava essere tutto (prima della guerra…ahinoi..) a nostro favore.</p>



<p>Quella che vediamo oggi è la solita agenda dell&#8217;emergenza, quella che guarda a…ieri…al massimo a oggi, ma che non affronta nessuno dei nodi veri di un Paese che deve superare un gap importante con gli altri competitor/partner europei.</p>



<p>E allora il tema non è quanto dura il Governo (speriamo che duri almeno fino all&#8217;approvazione del bilancio, quindi a fine anno, ovviamente), ma verso cosa stiamo andando, qual è lo scenario politico che abbiamo di fronte, chi e come è in grado di superare la perenne emergenza.</p>



<p>Prima del “campo”, su cui ostinatamente si è cimentato in questi mesi il Segretario del PD Letta, occorre definire il “cosa” fare. Il “campo” dipende dal “cosa”, se no ricaschiamo in questo orrendo bipopulismo, una camicia di forza che ci impedisce di aggredire e sciogliere i nodi gordiani che attanagliano da alcuni decenni il sistema-Paese.</p>



<p>La prima cosa da dire – anche in riferimento agli incontri dei giorni scorsi con sindacati e M5S – è che non si esce più forti dalla pandemia dilatando ulteriormente la spesa pubblica. Alta inflazione=alti interessi=alto debito e= riduzione reale dei salari.</p>



<p>Come all&#8217;inizio degli anni &#8217;80 e fino agli &#8217;90 dobbiamo evitare che quella tassa perversa sulla povera gente che è l&#8217;alta inflazione freni lo sviluppo e faccia perdere potere d&#8217;acquisto a stipendi e salari.</p>



<p>Come uscirne? Non certo favorendo ulteriori scostamenti di bilancio; al massimo ci è consentito di utilizzare le maggiori entrate da IVA e lotta all&#8217;evasione per ridurre il cuneo fiscale e rilanciare l&#8217;apparato produttivo.</p>



<p>Occorre essere convinti che per ridare centralità al lavoro e sconfiggere il precariato bisogna ridare centralità alle imprese. Lo Stato deve, con interventi normativi e incentivi efficaci (il superbonus ha drogato, non aiutato il sistema), favorire il passaggio di ricchezza dal risparmio privato agli investimenti. Bene la riduzione del cuneo fiscale se i risparmi sul costo del lavoro vanno nelle buste paga e negli investimenti, non se vanno solo nei profitti.</p>



<p>E&#8217; d&#8217;accordo il M5S su questo? E la sinistra? A quando una presa di coscienza vera che la spesa pubblica a “go go” non è la soluzione, neanche nell&#8217;emergenza pandemica, figuriamoci ora!</p>



<p>Sul piano energetico, una volta deciso – giustamente – di dire basta ai combustibili fossili dal 2035, abbiamo il coraggio di dire che le fonti rinnovabili non sono da sole in grado di rappresentare la svolta per la loro precarietà e discontinuità? Vogliamo parlare davvero di termovalorizzatori e riaprire (abbiamo 12/13 anni davanti) il tema del nucleare? O un referendum di 34 anni fa deve fermare il tempo a quando non c&#8217;erano né internet né i telefonini?</p>



<p>Il M5S dice no, il PD non si sa, ma si sa, ad esempio, che importanti esponenti del PD in una Regione industriale come la mia (Piemonte) hanno detto no al nucleare la settimana scorsa.</p>



<p>E riteniamo una sciagura – come credo io – o uno strumento utile scelte come quella su ILVA, ALITALIA? Anche qui, che dicono i possibili partner del “campo largo”?</p>



<p>Ancora troppi, poi, a sinistra si sentono alleggeriti rispetto al peso della cosiddetta “deriva liberista” che (sic!) avrebbe caratterizzato il centro sinistra negli anni passati e da cui sarebbero stati liberati grazie al dilatare senza limiti della spesa pubblica, non rendendosi conto che ciò che ha senso fare nell&#8217;emergenza diventa inaccettabile se perpetuato al di là del dovuto.</p>



<p>La realtà ci dice che oggi, se consideriamo il rapporto tra spesa pubblica e reddito, l&#8217;Italia è il Paese più “socialista” tra i grandi Paesi europei, non avendo però uno Stato efficiente come quello francese (per non parlare di quelli scandinavi).</p>



<p>Infine, come avveniva quando la politica era una cosa seria, senza una visione comune di politica estera nessuna coalizione può nascere e governare.</p>



<p>La posizione di Enrico Letta sull&#8217;aggressione russa all&#8217;Ucraìna è stata limpida. Chapeau! Ma non è tutto così dentro il campo largo da lui invocato. Permangono derive “terzaforziste” tra UE/Occidente da un lato e Russia dall&#8217;altro. Alcuni secredenti&nbsp; tessitori ritengono che l&#8217;Italia debba essere con la UE e con gli USA “ma…però..”; evocano La Pira e il suo ponte verso il Mediterraneo e l&#8217;Oriente, ma alla fine si ritrovano a scimmiottare Nasser, il Pandith Nehru e Indira Ghandi…nella migliore delle ipotesi.</p>



<p>Insomma, a pochi mesi dalle elezioni, assistiamo a una rincorsa alla spesa pubblica che assomiglia all&#8217;assalto alla diligenza dei conti di inizio anni &#8217;80 e ciò riguarda sia la destra sovranista e nazionalista, sempre più statalista e assistenzialista, se non altro perché sta ereditando i voti pentacosi al Sud, sia un pezzo della sinistra e dello stesso PD che in alcuni suoi esponenti, dopo il confronto di ieri con il M5S, rincorre questi ultimi su amenità come il reddito di cittadinanza (che va azzerato per ripensare totalmente sia le forme di sostegno al reddito sia le politiche attive del lavoro).</p>



<p>Prima del campo occorre, quindi, discutere del tipo di gioco che vogliamo fare e una cosa è certa: vista l&#8217;impraticabilità del campo di questa destra, che poco o nulla ha a che fare con la destra di Governo europea (penso alla CDU, agli stessi Republicains, ai liberalconservatori scandinavi), per la sua deriva nazionalsovranista, euroscettica e ultra conservatrice in tema di diritti civili, se il campo dovesse essere di centro sinistra non può essere un campo largo, ma deve necessariamente essere stretto perché in una parte della sinistra, anche al Governo, ritroviamo proposte e presupposti ideali e politici che riscontriamo nel M5S (l&#8217;intervento di Calenda al congresso di Articolo 1 è illuminante a questo proposito) e coi quali si potrebbe anche vincere, ma non governare (V. ultimo Governo Prodi).</p>



<p>E se il campo dovesse essere per forza “largo”, in nome dell&#8217;ennesimo appello “contro la destra” e per la paura di perdere, allora ai liberal demcoratici non resterebbe che la strada della solitudine, già sperimentata in molte realtà alle ultime elezioni amministrative.</p>



<p>Una strada difficile quest&#8217;ultima, ma l&#8217;unica, se le condizioni dovessero permanere quelle attuali, che potrebbe mettere in difficoltà un bipolarismo inconcludente e gettare le basi di una rinnovata dialettica democratica, magari con un sistema proporzionale rafforzato, che metta al centro alcuni valori di fondo (Costituzione, diritti civili, Europa unita, scelta occidentale) e un programma serio e pragmatico di sviluppo del Paese, scevro da ogni deriva populista e demagogica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/07/13/susta-il-campo-stretto/">Il campo stretto</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/07/13/susta-il-campo-stretto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Antonio Martino: sono soltanto un liberale</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/03/05/raco-munari-antonio-martino-sono-soltanto-un-liberale/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/03/05/raco-munari-antonio-martino-sono-soltanto-un-liberale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Mar 2022 17:42:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo viso non mi è nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Martino]]></category>
		<category><![CDATA[Capo dello Stato]]></category>
		<category><![CDATA[Conservatore]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Demagogia]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Destra]]></category>
		<category><![CDATA[FDP]]></category>
		<category><![CDATA[Forza Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Imposta negativa sul reddito]]></category>
		<category><![CDATA[Legge elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[Liberale]]></category>
		<category><![CDATA[Liberalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Liberismo]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[M5S]]></category>
		<category><![CDATA[Maggioritario]]></category>
		<category><![CDATA[Milton Friedman]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Liberale]]></category>
		<category><![CDATA[PLI]]></category>
		<category><![CDATA[Proporzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Reddito di cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4109</guid>

					<description><![CDATA[<p>Antonio Martino, cosa possiamo intendere per liberalismo?Il liberalismo è molto poco conosciuto anche se il numero di quelli che si dicono liberali aumenta a ritmo costante. In realtà, ci sono moltissimi italiani che sono liberali ma non lo sanno e tantissimi pseudo liberali che si professano liberali ma non lo sono. Questo è stato un problema storico per il liberismo in Italia. Quanto fondamentale è stato il pensiero liberale per&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/03/05/raco-munari-antonio-martino-sono-soltanto-un-liberale/">Antonio Martino: sono soltanto un liberale</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Antonio Martino, cosa possiamo intendere per liberalismo?</strong><br>Il liberalismo è molto poco conosciuto anche se il numero di quelli che si dicono liberali aumenta a ritmo costante. In realtà, ci sono moltissimi italiani che sono liberali ma non lo sanno e tantissimi pseudo liberali che si professano liberali ma non lo sono. Questo è stato un problema storico per il liberismo in Italia.</p>



<p><strong>Quanto fondamentale è stato il pensiero liberale per lei?</strong><br>Io credo di essere nato liberale e temo che morirò liberale. Non è che il timore sia dovuto al liberalismo ma alla morte, che ahimè è inevitabile. Mia madre diceva sempre che i nipoti sono il surrogato dell&#8217;immortalità. Aveva ragione. Il nipote ti fa capire che tu sei soltanto anello di una catena che dura nel tempo. L&#8217;anello, si sa, è circolare. Ha un inizio e una fine. Nascita e morte sono inevitabili, tutto ciò che vive nasce prima e muore dopo ma non muore del tutto perché la catena continua nel tempo. Ecco perché i nipoti sono importanti.</p>



<p><strong>A tal proposito, ci dia un ricordo politico e umano di suo padre.</strong><br>Io ero molto attaccato a mio padre. La sua morte è stata per me un colpo devastante. Era un uomo che mi dava coraggio, io sapevo che con lui non avrei mai avuto problemi perché avrei avuto il suo aiuto. Una volta un diplomatico, riferendosi a lui, disse: la “terribile logica del ministro”. È vero, mio padre aveva una logica implacabile, da scienziato, e poi una prontezza nell&#8217;interpretare gli eventi eccezionale. Mio padre quando una volta gli dissi: “tu ci lasci un&#8217;eredità molto scomoda, siamo figli di una persona illustre” replicò “anch&#8217;io ho avuto lo stesso problema”.</p>



<p><strong>Lei è stato la tessera numero due di Forza Italia nel 1994 e per anni parte fondamentale e punto di riferimento di tantissimi liberali appartenenti a quel partito. Poi, nel 2018, decise di non ricandidarsi. Perché?</strong><br>Per la legge di Martino, chiamata così per modestia.</p>



<p><strong>Ce la spieghi.</strong><br>Ogni legislatura è migliore della successiva ed è peggiore della precedente. Questa è una tendenza confermata con precisione svizzera nelle sei legislature che ho fatto. Nei miei 25 anni di attività politica, ho visto questo declino in maniera chiarissima. Siamo arrivati a un punto in cui non c&#8217;è più niente da perdere perché il Parlamento non esiste più, non esistono più i partiti, non ci sono più ideologie, non ci sono più idee. È un quadro desolante.</p>



<p><strong>Ne è dimostrazione la rielezione del Capo dello Stato?</strong><br>Esattamente. Prendete la vicenda del Presidente della Repubblica, come si è svolta e come si è conclusa. Il Parlamento ha rinunciato a scegliere perché non era capace di scegliere. Il Parlamento vive solo se c&#8217;è una contrapposizione ideologicamente motivata di idee, di programmi. Si formano così le alleanze tra chi crede più a un certo tipo di programma e chi in altri. Questo non c&#8217;è più. In che cosa credono quelli dei 5 stelle? Io non lo so.</p>



<p><strong>Secondo lei ci sono le condizioni per cui possa nascere in Italia un vero partito liberale, come il partito FDP tedesco?</strong><br>Perché nasca un Partito Liberale sarebbe necessario che i liberali non fossero così intelligenti. Un giovane liberale è intelligente e la vita gli offre una infinità di cose da fare che sono più attraenti della politica. I liberali si fanno gli affari loro, ma se tutti si fanno gli affari loro nessun partito liberale può sorgere.</p>



<p><strong>Si avvicinano le elezioni. Andremo a votare secondo lei con questa legge elettorale? Se verrà modificata, lei è più favorevole ad una legge proporzionale oppure a una legge maggioritaria?</strong><br>Al proporzionale rispondo “no, grazie”. L&#8217;abbiamo già testato e non è andato bene. Il proporzionale nella prima repubblica ci ha insegnato che non è una buona legge per il governo del paese. Per via del proporzionale la nostra Repubblica non era democratica, perché in democrazia sono gli elettori che scelgono chi debba governare. E non era così. Era un governo scelto dagli eletti dagli elettori. Con la Democrazia Cristiana condannata sempre a stare in maggioranza e il Partito Comunista condannato sempre a stare all’opposizione. Non era una democrazia, era una falsa democrazia.</p>



<p><strong>Ma oggi non abbiamo più partiti che si pongono fuori dall’arco costituzionale.</strong><br>Non solo non abbiamo più partiti anti sistema, non abbiamo nemmeno più partiti che ci dicono quale sistema vogliono. Nessuno di loro dice che tipo di organizzazione politica l’Italia dovrebbe seguire.</p>



<p><strong>Quindi la possibilità di costruire un campo largo di centrosinistra e un campo largo di centrodestra può funzionare?</strong><br>La parola chiave di questi campi quale sarebbe? Cosa hanno in comune centrosinistra e centrodestra? Vede, io ho sempre avuto molti più amici nell&#8217;estrema sinistra che nel centrosinistra. Ho grande stima, simpatia e amicizia per gli unici due comunisti rimasti nel nostro paese, che sono Marco Rizzo e Piero Sansonetti. Non ho stima invece per gli innumerevoli veri comunisti che hanno paura e vergogna di dire che lo sono.</p>



<p><strong>E a destra cosa c’è?</strong><br>Anche peggio. Forza Italia dovrebbe essere ancora un movimento liberale ma il normale invecchiamento di Silvio Berlusconi ha praticamente privato la direzione del partito. Questo è stato uno degli errori che ha commesso Berlusconi, il non aver scelto accuratamente un sostituto.</p>



<p><strong>Una delle battaglie più importanti del M5S è stata quella del reddito di cittadinanza. Potremo mai vedere applicata in Italia l’imposta negativa sul reddito, uno strumento di politica fiscale puramente liberista, ideato da un suo caro amico Milton Friedman?</strong><br>Tra reddito di cittadinanza e imposta negativa sul reddito c&#8217;è una differenza abissale. Mentre l’imposta negativa sul reddito lascia intatti gli incentivi a lavorare e produrre, il reddito di cittadinanza è un&#8217;invenzione che aiuta il diffondersi della disoccupazione. Nessuno rinuncerebbe al reddito di cittadinanza se non guadagnasse abbastanza più di quanto gli garantisce il reddito gli garantisca. Demagogia pura.</p>



<p><strong>Quali gradi di libertà dobbiamo ancora conquistare in Italia?</strong><br>C&#8217;è un intero universo di libertà che dobbiamo recuperare, perché prima esistevano, o inventarci, perché si riferiscono a problemi nuovi e alla nostra realtà moderna. Io sono favorevole a qualsiasi provvedimento che accresca le libertà personali. Ci sono libertà che esistevano e che oggi non ci sono più, libertà che esistono e che vanno difese sempre, libertà nuove da conquistare, anche con la rivoluzione!</p>



<p><strong>Lei che liberale è?</strong><br>Io sono reazionario per recuperare libertà che sono state perdute, conservatore per difendere libertà ancora esistenti, rivoluzionario quando la situazione non ci consente altra via per tornare liberi, progressista sempre perché senza libertà non c&#8217;è progresso. Sembrerebbe quindi che io sia un animale pieno di contraddizioni ma invece no, sono semplicemente un liberale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/03/05/raco-munari-antonio-martino-sono-soltanto-un-liberale/">Antonio Martino: sono soltanto un liberale</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/03/05/raco-munari-antonio-martino-sono-soltanto-un-liberale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bartolomeo Romano: bene Cartabia ma c&#8217;è tanto ancora da fare, a cominciare dalla divisione delle carriere</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/07/10/raco-bartolomeo-romano-bene-riforma-cartabia-ma-ce-tanto-da-fare-a-cominciare-dalla-divisione-delle-carriere/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/07/10/raco-bartolomeo-romano-bene-riforma-cartabia-ma-ce-tanto-da-fare-a-cominciare-dalla-divisione-delle-carriere/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jul 2021 09:33:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo viso non mi è nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Abuso d&#039;ufficio]]></category>
		<category><![CDATA[Bancarotta]]></category>
		<category><![CDATA[Bartolomeo Romano]]></category>
		<category><![CDATA[Bonafede]]></category>
		<category><![CDATA[Burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Carceri]]></category>
		<category><![CDATA[Cartabia]]></category>
		<category><![CDATA[CdM]]></category>
		<category><![CDATA[Concussione]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Superiore della Magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[Convenzione Europea Diritti dell&#039;Uomo]]></category>
		<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[CSM]]></category>
		<category><![CDATA[Demagogia]]></category>
		<category><![CDATA[Depenalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto amministrativo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto civile]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto penale]]></category>
		<category><![CDATA[Divisione carriere]]></category>
		<category><![CDATA[Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Giudici]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Imputato]]></category>
		<category><![CDATA[Magistrati]]></category>
		<category><![CDATA[Onestà]]></category>
		<category><![CDATA[Populismo]]></category>
		<category><![CDATA[Prescrizione]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblici ministeri]]></category>
		<category><![CDATA[Tangentopoli]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3282</guid>

					<description><![CDATA[<p>E’ soddisfatto dell’accordo raggiungo in Consiglio dei Ministri sulla Giustizia?Moderatamente soddisfatto. Partivamo da una riforma Bonfavede che aveva sostanzialmente eliminato la prescrizione dopo il primo grado di giudizio; venivamo da un disegno di legge, presentato dall’ex ministro Bonafede, che aveva tanti punti forcaioli e comunque in grado di limitare le libertà dei cittadini e delle loro difese nei processi. E’ evidente che qualunque intervento non poteva che migliorare lo statu&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/07/10/raco-bartolomeo-romano-bene-riforma-cartabia-ma-ce-tanto-da-fare-a-cominciare-dalla-divisione-delle-carriere/">Bartolomeo Romano: bene Cartabia ma c&#8217;è tanto ancora da fare, a cominciare dalla divisione delle carriere</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>E’ soddisfatto dell’accordo raggiungo in Consiglio dei Ministri sulla Giustizia?</strong><br>Moderatamente soddisfatto. Partivamo da una riforma Bonfavede che aveva sostanzialmente eliminato la prescrizione dopo il primo grado di giudizio; venivamo da un disegno di legge, presentato dall’ex ministro Bonafede, che aveva tanti punti forcaioli e comunque in grado di limitare le libertà dei cittadini e delle loro difese nei processi. E’ evidente che qualunque intervento non poteva che migliorare lo statu quo ante. In questo senso la riforma Cartabia non è la riforma auspicabile in assoluto ma certamente è migliorativa.</p>



<p><strong>Evidentemente di più era davvero difficile.</strong><br>Bisogna tenere presente il contesto nella quale questa riforma nasce, quella di un governo “patchwork”, fatto da tanti piccoli pezzi di tessuto che nell’insieme non danno il senso di un colore prevalente o dominante. Tuttavia questa complessità di colori ha attenuato le asperità più evidenti che c’erano nei passati progetti di riforma in materia penale.</p>



<p><strong>Cosa pensa della prescrizione sospesa dopo il primo grado di giudizio?</strong><br>Penso che era una assoluta inciviltà giuridica. Dirò di più, dal mio punto di vista era una norma che chiaramente confliggeva con l’articolo 111 della Costituzione, che pretende un processo rapido; confliggeva con l’impianto complessivo della Costituzione, che mette al centro la persona umana e non mette la persona umana nelle mani dello Stato per tutta la sua vita. La riforma Bonafede trasformava il cittadino in un potenziale perenne imputato e la vittima in un soggetto questuante, che cercava giustizia nelle aule senza mai vedere la fine del processo penale.</p>



<p><strong>Dannosa per tutti quindi, sia per gli imputati che per le vittime.</strong><br>Precisamente, la riforma Bonafede, quella che sospendeva la prescrizione dopo il primo grado di giudizio, era dannosa sia per i potenziali autori del reato sia per le potenziali vittime, era in contrasto con i principi di civiltà giuridica, peraltro anche riaffermati dalla Convenzione Europea dei diritti dell’uomo. Quella riforma andava superata.</p>



<p><strong>Cosa c’è di preciso che non va nella riforma Cartabia?</strong><br>La riforma Cartabia l’ha superata in modo migliorativo, non certamente il migliore, perché pasticcia un po’ tra la prescrizione sostanziale, alla Bonafede, che in qualche modo apparentemente rimane, e la introdotta improcedibilità del processo in grado di appello e in grado di Cassazione che è una misura di stampo processual penalistico. Insomma questa riforma mette insieme due cose che non parlano un linguaggio comune e un po’ complicano agli occhi dei cittadini la soluzione prospettata.</p>



<p><strong>Per completare la riforma quali temi occorre ancora affrontare?</strong><br>Bisognerebbe dare uno scossone forte all’albero della Giustizia. Bisognerebbe avere, la forza, il coraggio e la visione prospettica di introdurre una serie di misure. In pillole potremmo così riassumerle: bisognerebbe inserire una forte opera di depenalizzazione, in grado di togliere le erbacce sotto l’albero e consentire un numero di reati più smaltitili dalla macchina processuale attuale: ci sono troppi processi e le forze in campo per smaltirli non ci sono.</p>



<p><strong>Secondo?</strong><br>Rafforzare in modo deciso i riti alternativi, dal patteggiamento all’abbreviato. Cercare di portare al processo il meno numero di casi possibili smaltendoli in forma alternativa. Bisogna avere il coraggio di dare alla persona sottoposta alle indagini da un lato e alla vittima dall’altro dei mezzi di risoluzione del contrasto molto più appetibili e convincenti. In questo senso sarebbe da rafforzare ulteriormente la giustizia riparativa, che pure finalmente fa il suo ingresso nel progetto Cartabia in sede penale.</p>



<p><strong>Basta così?</strong><br>No, poi bisognerebbe rafforzare gli organici perché i magistrati che abbiamo a fronte della popolazione e ai processi esistenti è un numero ancora insufficiente. Infine bisognerebbe avere il coraggio di fare la riforma delle riforme.</p>



<p><strong>Quale?</strong><br>Quella che allineerebbe la cultura giuridica del processo penale italiano all’art. 111 della Costituzione, cioè la separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici.</p>



<p><strong>Tanta roba.</strong><br>Tante cose si potrebbero fare, ne ho potuto enumerare soltanto alcune, ma queste cose richiederebbero grande coraggio, un polso fermo e sapere resistere all’inevitabile contrasto di certe parti della politica e di certe parti, prevalenti forse, di magistratura associata. Bisognerebbe avere un coraggio e una visione che, mi rendo conto, la struttura del Governo attuale forse non riesce ad avere fino in fondo.</p>



<p><strong>L’ossessione dei reati contro la PA porta davvero a raggiungere, nelle riforme, compromessi al ribasso?</strong><br>Ho dedicato un volume di 700 pagine al tema dei delitti contro la Pubblica Amministrazione. Io penso che a partire dal 1992 almeno, da tangentopoli, ci sia stata una vera e propria ossessione per il contrasto alla corruzione. E’ sacrosanto che la corruzione, la concussione, i reati contro la pubblica amministrazione vadano perseguiti sino in fondo, che i colpevoli vadano individuati e condannati, ma utilizzando reati seri. Un altro volume l’ho dedicato all’abuso d’ufficio, che io preferirei fosse addirittura eliminato dal panorama giuridico italiano per i tanti difetti che presenta.</p>



<p><strong>Tutto nasce da tangentopoli quindi.</strong><br>Dal 1992 c’è stata una vera ossessione per il contrasto alla corruzione, dimenticando che la Pubblica Amministrazione interessa i cittadini prevalentemente per la sua efficienza, per la sua produttività, per la sua capacità di accompagnare il Paese, mentre noi abbiamo creato un mostro giuridico e amministrativo che è la burocrazia, che finisce per ingabbiare le capacità produttive del Paese, terrorizzata &#8211; giustamente devo dire &#8211; dalle azioni sparse dei pubblici ministeri sul territorio. Questa ossessione per l’onestà, che è assolutamente condivisibile ma dovrebbe essere una condizione generalizzata e comune, finisce per far guardare il dito e non la luna.</p>



<p><strong>Cos’è la luna che non riusciamo a vedere?</strong><br>Il vero problema in Italia è che la Pubblica Amministrazione non funziona. Se le forze politiche dedicassero maggiore attenzione a questo profilo forse il Paese camminerebbe più speditamente, punendo i colpevoli ma non bloccando l’apparato statuale con minacce di indagini. Noi dobbiamo lavorare seriamente per migliorare il nostro Stato non per fare riforme di facciata. Questo allungamento soltanto per la corruzione e per la concussione e non per esempio per le bancarotte e altri reati particolarmente gravi appare veramente frutto di una demagogia e di un populismo legislativo che speravamo di aver dimenticato.</p>



<p><strong>La riforma della giustizia è una delle condizioni poste dall’UE per avere i fondi previsti dal PNRR. E’ il primo passo che ci consentirà finalmente di realizzare riforme da troppo tempo rimandate?</strong><br>Che ce lo chieda l’Europa in realtà è un di più perché lo avremmo dovuto fare da noi, non avremmo dovuto aspettare che l’Unione Europea ce lo imponesse nei fatti per darci quei fondi così ampi. Lo avremmo dovuto dire noi a voce forte e a testa alta: la riforma penale, civile, amministrativa non va e la dobbiamo cambiare. Se l’Europa ci aiuta a farlo dandoci i mezzi economici è una buona cosa. Ogni tanto la carota va accompagnata dal bastone. L’Europa in questo caso ci dà sia la carota che il bastone. Prendiamoli entrambi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/07/10/raco-bartolomeo-romano-bene-riforma-cartabia-ma-ce-tanto-da-fare-a-cominciare-dalla-divisione-delle-carriere/">Bartolomeo Romano: bene Cartabia ma c&#8217;è tanto ancora da fare, a cominciare dalla divisione delle carriere</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/07/10/raco-bartolomeo-romano-bene-riforma-cartabia-ma-ce-tanto-da-fare-a-cominciare-dalla-divisione-delle-carriere/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vincenzo De Luca: sono stracandidato. Avrei chiuso la Campania in 24 ore. Voto a settembre è sconvolgente</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/06/03/raco-de-luca-sono-stracandidato/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2020/06/03/raco-de-luca-sono-stracandidato/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2020 20:56:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo viso non mi è nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Amministrative]]></category>
		<category><![CDATA[Burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[Demagogia]]></category>
		<category><![CDATA[Einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[MES]]></category>
		<category><![CDATA[Movida]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Partiti]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=1265</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quello di oggi è un giorno importante per l’Italia: cadono le barriere tra le regioni. È stato corretto trattare l’intero territorio nazionale come un’unica area?Credo di no. Io ho sollevato delle perplessità relative al metodo seguito. Avrei preferito che il governo nazionale avesse fissato un criterio oggettivo per l’apertura della mobilità. La mia proposta era: togliamo i nomi delle regioni perché altrimenti ci si espone a polemiche e strumentalizzazioni. Decidiamo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/06/03/raco-de-luca-sono-stracandidato/">Vincenzo De Luca: sono stracandidato. Avrei chiuso la Campania in 24 ore. Voto a settembre è sconvolgente</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Quello di oggi è un giorno importante per l’Italia: cadono le barriere tra le regioni. È stato corretto trattare l’intero territorio nazionale come un’unica area?</strong><br>Credo di no. Io ho sollevato delle perplessità relative al metodo seguito. Avrei preferito che il governo nazionale avesse fissato un criterio oggettivo per l’apertura della mobilità. La mia proposta era: togliamo i nomi delle regioni perché altrimenti ci si espone a polemiche e strumentalizzazioni. Decidiamo che da una regione si può partire tranquillamente se, ad esempio, per quindi giorni o un mese i contagi sono al di sotto delle cinquanta o delle cento unità. Questo criterio non è stato adottato e si è dunque deciso di andare alle riaperture senza base oggettiva. Ormai la decisione è stata presa.</p>



<p><strong>La Campania adotterà misure particolari?</strong><br>Adotteremo qualche misura di prevenzione in più, ad esempio prenderemo la temperatura a chi viene dalle regioni interessate e, laddove risulti superiore ai 37 gradi e mezzo, procederemo al test rapido. Un minimo di ragionevolezza e buonsenso per evitare l’accendersi di focolai sui nostri territori. Io sono per prendere comunque atto che siamo ormai di fronte a una nuova fase e per fare in modo che in questa nuova fase si valorizzino la solidarietà e l’unità nazionale. Credo che dovremo accogliere, ferme restando le precauzioni dette, tutti i cittadini che vengono dalle regioni più colpite dal virus con grande senso di accoglienza e con spirito fraterno.</p>



<p><strong>La Campania è oggettivamente stata una delle regioni che ha affrontato meglio la pandemia sia dal punto di vista sanitario che nell’assistenza ai cittadini più deboli. Quali sono stati i passaggi chiave?</strong><br>La questione è stata affrontata su due piani, quello sanitario e quello socio-economico. Sul piano sanitario credo che si sia fatto davvero un miracolo. Si tenga conto che siamo usciti da un commissariamento decennale della sanità solo due mesi prima dell’inizio della pandemia. Abbiamo dovuto fare cose da paese in guerra, come liberare in tempi rapidissimi interi reparti, o convertire interi ospedali a strutture covid-dedicate, e ancora separare negli ospedali, con percorsi dedicati, i malati covid dagli altri. Abbiamo poi rivolto una grande attenzione alle residenze sanitarie per anziani. Riporto un dato: nella provincia di Bergamo ci sono stati 2.000 decessi nelle RSA. In Campania, in tutta la Regione, quasi sei milioni di abitanti, su 99 residenze abbiamo avuto 16 decessi. Abbiamo evitato di ospedalizzare tutti i pazienti, ma credo sia stato decisivo avere anticipato di quindici giorni alcune misure di chiusura rispetto ad altre regioni e rispetto al livello nazionale.</p>



<p><strong>I tempi sono stati essenziali?</strong><br>Abbiamo assunto la decisione, e questo ha richiesto un po’ di coraggio, di chiudere la movida, di chiudere i parchi, di sospendere l’attività del pubblico impiego. Ci siamo assunti la responsabilità di chiudere con quindici giorni di anticipo. Questo credo che ci abbia salvato. Infine, sempre sul piano sanitario, abbiamo avuto una risposta di eccellenza dalle nostre strutture. In Italia magari non tutti se ne sono accorti e abbiamo dovuto aspettare che i giornali americani raccontassero che il Cutugno, un ospedale di Napoli, è risultato il più efficace al mondo nella cura del Coronavirus.</p>



<p><strong>E sul piano socio-economico?</strong><br>È stato avviato un grande piano del valore di quasi un miliardo. Abbiamo deciso di dare 2.000 euro di contributi alle microimprese chiuse per il virus, e in tre mesi questo contributo ha raggiunto 130.000 imprese. Abbiamo dato un contributo di 1.000 euro ai professionisti, 60.000 pagamenti; aumentato di 300 euro per quattro mesi la cassa integrazione dei lavoratori stagionali del settore turistico e stanziato risorse per le famiglie con disabili e per quelle con minori al di sotto dei quindici anni. Infine abbiamo fatto una cosa di cui siamo orgogliosi: abbiamo raddoppiato tutte le pensioni minime per i mesi di maggio e giugno. Stiamo parlando di 230.000 pensionati. Uno sforzo gigantesco, per il quale devo ringraziare i dirigenti dell’Inps, di cui siamo francamente orgogliosi. Abbiamo deciso e abbiamo pagato.</p>



<p><strong>Quello che lei racconta mostra che tutto ciò si poteva fare. Una delle critiche principali, tra quelle rivolte al governo, è di aver tardato moltissimo nella erogazione dei fondi a favore dei cittadini. Perché a livello regionale si è riusciti a farlo e a livello nazionale no?</strong><br>Diciamo che ci sono stati problemi, via! Sono situazioni complicate che vanno affrontate avendo quasi l’ossessione nell’amministrare. Bisogna avere un rigore e una tenacia davvero al limite dell’ossessione. Capiamoci bene: in Italia veniamo da decenni di palude burocratica, e se devo essere sincero non c’è stato nessun governo che abbia avuto né gli attributi, né la capacità, né il coraggio per affrontare di petto il problema. Questa è la verità e questa è la principale emergenza dell’Italia. Noi facciamo le polemiche con l’Unione Europea: “ci vogliono i soldi, dateci soldi!”, ma sono certo che se arrivassero domani mattina 100 miliardi di euro non saremmo in grado di spenderli con queste macchine amministrative.</p>



<p><strong>È colpa della cosiddetta burocrazia?</strong><br>Da cinque anni chiedo, scontrandomi con l’opportunismo di tutte le forze politiche, di cancellare la figura del reato di abuso in atti d’ufficio, così come prevista dalla legge Severino. L’Italia, andando avanti così, rimarrà paralizzata. Una autentica oscenità dal punto di vista del diritto. In un Paese in cui ci sono 150.000 leggi, centinaia di migliaia di regolamenti e norme d’attuazione, un codice degli appalti che cambia ogni sette mesi, abbiamo una legge che prevede che per una condanna per abuso di ufficio in primo grado un dirigente pubblico riceve automaticamente il dimezzamento dello stipendio, il demansionamento e il trasferimento a settori non operativi. Ma lei pensa che in queste condizioni ci sarà un dirigente pubblico disposto a mettere più una firma? Ma le pare che nel Paese del diritto si debba immaginare una figura di reato che non distingue tra piano amministrativo e piano penale? Con questo groviglio burocratico l’errore amministrativo è dietro l’angolo. Un conto è commettere l’errore in una procedura amministrativa, altro conto è essere dei ladri, prendere tangenti, fare concussione. Ma è tanto difficile comprendere che bisogna almeno distinguere i due piani? Bene, ad oggi non abbiamo fatto nulla. Mi pare di aver letto che il Presidente del Consiglio intenda mettere mano a questa figura di reato. Mi auguro che lo faccia e l’Italia torni a essere un Paese civile dal punto di vista del diritto.</p>



<p><strong>Se Codogno fosse stato in Campania, lei avrebbe aspettato il governo nazionale per chiudere tutta la regione?</strong><br>Avrei chiuso dopo 24 ore.</p>



<p><strong>Si poteva fare?</strong><br>Lo abbiamo fatto in alcuni territori. Ad Ariano Irpino, che è più grande di Codogno, abbiamo messo in quarantena la città e i comuni limitrofi. Abbiamo messo in quarantena tutto il Vallo di Diano, perché in seguito ad alcune manifestazioni e cerimonie più o meno religiose si era determinato un focolaio estremamente pericoloso: abbiamo messo tutto in quarantena. Ci siamo permessi di farlo anche quando hanno celebrato un funerale, facendo un corteo in un comune. Io penso che di fronte a pericoli come quelli rappresentati da un’epidemia bisogna avere il coraggio di decidere. Per quello che mi riguarda, chi è competente o non competente lo vedo dopo, prima prendo la decisione. Se aspettiamo sempre di chiarire tutto quello che è aggrovigliato in Italia moriamo di carte bollate, e moriamo in questo caso anche di epidemia.</p>



<p><strong>Quindi avremmo potuto chiudere le regioni?</strong><br>Avrei chiuso sicuramente. Ovviamente si può ragionare sull’ambito del territorio da chiudere, sono scelte delicate. Vorrei essere chiaro: io non mi permetto di dare suggerimenti, ma ci sono regioni in cui l’epidemia è stata davvero una tragedia di proporzioni immani. Parlo di quello che avrei fatto io nella mia regione, ecco, parlo di me e non di altri.</p>



<p><strong>Che ne pensa dei commercianti e dei piccoli imprenditori che sono stati multati per aver organizzato una manifestazione di protesta, in modo civile e ordinato, rispettando le distanze?</strong><br>C’è l’immagine di un Paese geneticamente propenso all’opportunismo, di un Paese del “mezzo mezzo” e del “fai finta”, un Paese nel quale non si decide mai una cosa fino in fondo, e non si fa mai la verifica laica delle conseguenze delle leggi che si approvano o degli atti che si pongono in essere. Mica ci si rende conto di quale è poi la realtà concreta. Questo dei commercianti è uno degli esempi dell’Italia del “mezzo mezzo” e del “fai finta”. Io credo che tanti operatori economici, in modo particolare del mondo del commercio e dell’artigianato, meritino rispetto perché hanno vissuto davvero mesi pesanti: mi riferisco soprattutto a piccoli e piccolissimi esercenti. In Campania da quando abbiamo deciso a quando sono arrivati i soldi sui conti correnti sono passate tre settimane: una bella prova di efficacia amministrativa e di concretezza.</p>



<p><strong>Poi però vediamo migliaia di persone chiamate dai partiti in piazza, senza alcuna protezione. C’è qualcosa che non torna?</strong><br>Quello che davvero stona &#8211; e dal mio punto di vista è intollerabile – è la strafottenza di esponenti politici nazionali che danno vita a manifestazioni sgangherate, volgari, prive di stile e provocatorie. Ma lei pensa che in un Paese serio, nella giornata in cui si celebra la festa dell’unità nazionale, possa essere tollerato che non ci si raccolga intorno alla figura del Presidente della Repubblica che rappresenta l’Italia, e si mettano in piedi delle provocazioni? Ma ci vuole tanto a capire che fare il 2 giugno una manifestazione, quale che sia la forza politica che la promuove, è una provocazione ed è un’offesa alla dignità dell’Italia? Ci vuole tanto a capirlo? Il 2 giugno dovete fare la manifestazione?! È stato un atto di provocazione e di volgarità da parte di qualche personaggio che quando era al governo, come vicepresidente del Consiglio, si è rifiutato di andare in piazza a celebrare il 2 giugno. Adesso pare che si sia convertito sulla via di Damasco: un altro esempio di opportunismo e di cialtroneria politica da parte di un noto esponente sovranista che non nomino per non fargli pubblicità gratuita.</p>



<p><strong>Lei ha parlato di rabbia che sale nei cittadini, soprattutto a causa delle difficoltà economiche che questa pandemia ha creato. La rabbia è destinata a salire ancora con l’aumentare della crisi che esploderà nei prossimi mesi?</strong><br>Guardo con grande preoccupazione a quello che succederà in autunno. Per tornare ai commercianti, sono convinto che se le decisioni prese dal governo &#8211; che sono giuste &#8211; si fossero tradotte in risultati concreti, i commercianti e gli artigiani avrebbero capito. Ma è chiaro: se prendi una decisione e i soldi non arrivano, se ti impegni a dare la cassa integrazione e poi magari la cassa integrazione deve essere anticipata addirittura dagli imprenditori, è evidente che la gente inizia a innervosirsi e perde fiducia nelle Istituzioni. Io mi auguro che ci sia un’operazione di sburocratizzazione radicale, che si utilizzino al meglio i fondi europei, facendola finita ovviamente con le volgarità sovraniste, le stupidaggini che abbiamo sentito.</p>



<p><strong>Si può fare a meno dell’Europa?</strong><br>Ho sentito qualche settimana fa: o ci danno 100 miliardi, 200 miliardi, oppure faremo da soli. Faremo da soli: e che facciamo da soli?! Le pastiere, i babà, i cannoli, che facciamo da soli?! Sono cose da pazzi. Hanno diffuso l’idea che al nostro Paese fosse doveroso regalare 100 o 200 miliardi di euro così, senza colpo ferire. Quando si dice che l’Europa ci chiederà delle condizioni, la risposta è che quelle condizioni dovremmo porle noi a noi stessi. Evitare di utilizzare questi miliardi per rigonfiare la spesa pubblica, utilizzare queste risorse per creare lavoro, economia, creare innovazione tecnologica, creare politiche ambientali serie, sono tutte richieste che dovrebbero partire innanzitutto da noi nei confronti del nostro governo. Io mi auguro che queste risorse siano utilizzate al meglio, che si abbia il coraggio di fare una sburocratizzazione radicale, che si metta un’impresa, un imprenditore in condizione di realizzare la propria attività in 24 ore non in 24 anni, mi auguro che se dobbiamo fare il dragaggio in un porto non siamo condannati più a perdere cinque anni di tempo, ma lo facciamo come capita a Rotterdam in due settimane. Se ci sarà questa svolta radicale, credo che avremo una possibilità di reggere. Questo è un Paese che non vuole morire. Possiamo fare miracoli con le energie che abbiamo nel campo dell’imprenditoria, della scienza e della ricerca. Dobbiamo superare la palude burocratica nella quale davvero ogni energia rischia di spegnersi.</p>



<p><strong>Come è possibile che il governo non dica ancora con chiarezza che useremo il Mes?</strong><br>Per motivi di ottusità ideologica, di stupidità ideologica. Diciamolo più correttamente: bisogna essere davvero imbecilli. Parliamoci con chiarezza, un conto è avere condizionalità che mettono a repentaglio l’autonomia internazionale, altro conto è dire “mettiamo a disposizione dell’Italia 70 miliardi di euro, con tassi di interesse quasi a zero, assicurando il risparmio di centinaia di milioni di interesse, a condizione di avere la garanzia che queste risorse siano utilizzare per migliorare il sistema sanitario e non per rigonfiare la spesa pubblica improduttiva”. A me pare del tutto ragionevole che il governo dica all’Italia e all’Europa che, se ne avremo necessità, utilizzeremo anche il Mes, così come è configurato. Non è un attacco all’autonomia nazionale ma una richiesta di chiarezza nell’impiego di queste decine di miliardi di euro.</p>



<p><strong>Perché questo non avviene?</strong><br>Perché purtroppo abbiamo nel governo componenti politiche che vivono di questa lunga scia di ideologismi e di imbecillità, che abbiamo ascoltato per anni e anni. Questa imbecillità rispetto all’Europa fa il paio con un’altra imbecillità, che abbiamo ascoltato per dieci anni: il movimento dei no vax, dell’uno vale uno. Quando si sta al governo e bisogna fare in modo che le decisioni assunte si traducano in pagamenti reali agli imprenditori, allora viene fuori il fatto che è una stupidaggine dire “uno vale uno”. Se vuoi governare devi avere capacità di governo, capacità di padroneggiare la macchina amministrativa, esperienza di governo, altro che “uno vale uno”. Sono curioso di vedere se i no vax si faranno il vaccino contro il Covid quando sarà scoperto. Andrò a indagare, voglio vedere se lo fanno.</p>



<p><strong>La Fondazione Einaudi ha promosso la raccolta delle firme che ha portato all’indizione del referendum per l’abrogazione della legge sul taglio dei parlamentari. Il prof. Cottarelli ha dimostrato che il taglio comporterebbe un risparmio ridicolo per il bilancio dello Stato. Lei cosa ne pensa?</strong><br>La legge sul taglio dei parlamentari è una iniziativa demagogica che non serve assolutamente a niente. È una delle tante espressioni di demagogia del nostro Paese. Io sono per toglierli i parlamentari. Se il problema è risparmiare perché fermarsi a 600 milioni di euro? Riduciamo tutto a 50 milioni. Anzi, non li paghiamo proprio, riduciamo la politica al censo, alla ricchezza familiare. Riduciamo la politica al volontariato. Vediamo chi è in grado di fare politica così. Sa qual è l’unico risultato concreto che otterremo se passerà la riforma? Avremo dei collegi elettorali immensi e il rapporto tra l’eletto e il suo territorio diventerà ingestibile, perché un conto è avere un collegio limitato, che consente il rapporto con i cittadini, altro conto è avere collegi grandi quanto tutta una regione. Si voteranno i simboli ma il rapporto tra cittadino ed eletto scomparirà completamente. Il problema è il risparmio economico? Stiamo parlando di stupidaggini, non cambierà il bilancio dello Stato con questa riforma.</p>



<p><strong>Il taglio dei parlamentari risolverebbe almeno il problema della funzionalità del Parlamento?</strong><br>Il problema vero sono i regolamenti parlamentari. Se non cambiano i regolamenti parlamentari puoi averne cento, duecento, mille ma non cambia l’efficacia dell’azione legislativa. Abbiamo leggi scritte da persone che sono in guerra con la grammatica e la sintassi. Vanno decifrate con l’algoritmo. C’è un tale abbassamento della qualità amministrativa che la cosa fa impressione. In Campania abbiamo fatto una bella esperienza quando si è trattato di discutere del famoso vitalizio. In Campania il vitalizio è stato superato, come in tutta Italia: c’è una indennità di 600 euro che viene concessa dopo una legislatura parlamentare. Io mi sono permesso di inserire una premessa nella legge che ha cambiato il vitalizio. Nella legge regionale così è scritto: i consiglieri regionali che intendono rinunciare ai 600 euro possono farlo con una semplice comunicazione al presidente del Consiglio regionale. Nessuno è andato a firmare, neppure quelli che sono per l’uno vale uno e che promuovono il taglio dei parlamentari. Tanto per descrivere il livello di credibilità e di serietà di quelli che fanno finta di essere i moralisti, sulla pelle degli altri. Molte cose sono cambiate: quelli che hanno votato questa legge sul taglio dei parlamentari sono gli stessi che sostenevano, qualche anno fa, che bastava un avviso di garanzia per essere costretti a dare le dimissioni. Poi abbiamo avuto sindaci che hanno avuto non uno ma dieci avvisi di garanzia e continuano a fare i sindaci. Il livello di demagogia del nostro Paese è arrivato a punte inimmaginabili. Da questo punto di vista la vicenda drammatica del Covid ha riportato un po’ tutti con i piedi per terra.</p>



<p><strong>Condivide la scelta di votare a settembre per le elezioni amministrative?</strong><br>Qui abbiamo un altro problema. Uno dei motivi di critica che io ho rivolto al governo è proprio nella fissazione della data per le elezioni regionali. Siamo di fronte ad una vicenda che è sconvolgente. C’è un decreto nazionale che dichiara lo stato di emergenza fino a fine luglio. Quel decreto è già stato modificato. Come abbiamo visto sono state aperte le fabbriche, gli uffici, le attività alla persona, le palestre, ora apriamo anche gli stadi. È tutto aperto in Italia, la circolazione è libera. Avevamo proposto di andare a votare l’ultima settimana di luglio, cioè tra due mesi, non domani mattina. Con quale motivazione? La prima è che già siamo in ritardo di tre mesi, e poi siamo convinti che a settembre sarà un inferno, sia perché a settembre avremo l’inizio dell’epidemia di influenza, sia perché rischiamo di avere un ritorno del Covid, ma soprattutto perché dobbiamo aprire l’anno scolastico. Se andiamo a votare il 20 settembre, come è stato ipotizzato, dobbiamo fare la sanificazione tre o quattro giorni prima, poi collocare i seggi elettorali, votare e poi sanificare nuovamente gli ambienti. Dove c’è il ballottaggio, si arriva a ottobre. Ma è possibile essere così irresponsabili e non votare l’ultima settimana di luglio? Aprire l’anno scolastico quest’anno non sarà un fatto banale. La Campania ha deciso di fare i tamponi a tutto il personale scolastico, docente e non docente. Ci stiamo preparando, da fine agosto a tutto settembre, a fare un lavoro di controllo e prevenzione nelle scuole e nelle università. Ma vi pare possibile che dovendo fare tutto questo lavoro rinviamo le elezioni a settembre? Siamo a livelli di totale irresponsabilità. Hanno paura di votare e chi ha più paura di votare sono quelli che sono andati in piazza ieri a rivendicare il voto nei confronti del presidente del Consiglio. Però per le regionali non vogliono votare. Che Paese!</p>



<p><strong>Questo mi lascia immaginare che lei sarà candidato?</strong><br>Sono stracandidato. A Dio piacendo.</p>



<p><strong>Lei viene definito “lo sceriffo”, per la determinazione e il rapporto diretto che ha instaurato con i cittadini. Che ruolo hanno i partiti nella politica oggi?</strong><br>C’è in atto un processo generale che riguarda la personalizzazione della politica. Può piacere o non piacere, ma oggi una forza politica senza leader fa fatica a imporsi. È una tendenza che si è ormai affermata a livello internazionale. Noi in modo particolare abbiamo un problema che riguarda la selezione delle classi dirigenti. A volte si ha la sensazione che in Italia la selezione venga fatta in negativo, non in positivo. Antonio Gramsci parlava del rapporto tra il grande uomo e il cameriere: fare il deserto per emergere e distinguersi. A volte i mezzi leader che abbiamo nel nostro Paese hanno interesse più a fare il vuoto intorno a sé che a valorizzare le competenze e le energie o quelle espressioni politiche che sulla base della realtà e della verifica dei fatti hanno dimostrato una qualche capacità. La selezione delle classi dirigenti in qualche misura è saltata in tutti i partiti. A questo bisogna aggiungere un altro problema: non c’è chiarezza sui grandi problemi, c’è ambiguità, c’è un impapocchiamento generale. O confusione o demagogia.</p>



<p><strong>Si discute molto sul tema della sicurezza ultimamente in Italia. È un problema vero?</strong><br>Per me il tema della sicurezza è decisivo, ed è un tema che riguarda la povera gente, chi vive la propria vita sociale nei quartieri, nei parchi pubblici, nelle ville comunali. Chi ha i miliardi la sua vita sociale se la vive altrove. Io mi sono limitato a dire una cosa semplice in questi anni: il tema della sicurezza ha due facce, che sono ugualmente essenziali. La prima, irrinunciabile, è quella della solidarietà umana: se perdiamo l’anima, la politica perde ogni significato. Io non credo che possiamo far morire la gente in mare, non credo che possiamo girare la testa quando abbiamo persone che lottano per avere il pane. Poi c’è un’altra faccia, quella della tutela, della serenità di vita dei cittadini e delle loro famiglie. Se io torno a casa di sera e trovo gente ubriaca che minaccia mia figlia o mia nipote, non guardo in faccia nessuno. Dico che deve andare in galera chi rompe le scatole. Non credo che questa sia repressione, significa rispetto delle regole. Quindi accoglienza per la povera gente, ma chi delinque, spaccia droga e minaccia la serenità di vita delle nostre famiglie deve essere messo nelle condizioni di non nuocere. Non mi pare di fare ragionamenti estremistici ma di tenere insieme solidarietà e anche diritto della nostra gente di vivere in serenità e in tranquillità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/06/03/raco-de-luca-sono-stracandidato/">Vincenzo De Luca: sono stracandidato. Avrei chiuso la Campania in 24 ore. Voto a settembre è sconvolgente</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2020/06/03/raco-de-luca-sono-stracandidato/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
