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	<title>Demos Archivi - ilcaffeonline</title>
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		<title>Governo Draghi occasione unica per superare divisione dell&#8217;area liberal-democratica in Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2021 12:27:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Continua il confronto avviato da ilcaffeonline sul modo in cui le tradizioni politiche italiane ed europee affronteranno i cambiamenti di scenario dovuti alla pandemia. Pubblichiamo il contributo di Gianluca Susta, già vicepresidente dell&#8217;ALDE Group al Parlamento Europeo e capo-delegazione della Margherita. Il Presidente della Fondazione Luigi Einaudi, Giuseppe Benedetto, sul Corriere della Sera del 24 febbraio, ha posto con lucidità il tema della mancanza di riferimenti politici per l&#8217;area liberal-democratica&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/03/03/susta-governo-draghi-occasione-unica-per-superare-divisione-area-liberal-democratica-in-italia/">Governo Draghi occasione unica per superare divisione dell&#8217;area liberal-democratica in Italia</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
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<p><em>Continua il confronto avviato da ilcaffeonline sul modo in cui le tradizioni politiche italiane ed europee affronteranno i cambiamenti di scenario dovuti alla pandemia. Pubblichiamo il contributo di Gianluca Susta, <em>già vicepresidente dell&#8217;ALDE Group al Parlamento Europeo e capo-delegazione della Margherita</em>.</em></p>



<p>Il Presidente della Fondazione Luigi Einaudi, Giuseppe Benedetto, sul Corriere della Sera del 24 febbraio, ha posto con lucidità il tema della mancanza di riferimenti politici per l&#8217;area liberal-democratica nel nostro Paese.</p>



<p>Il ripiegamento su stessa della politica italiana, l&#8217;incapacità di guardare le vicende politiche al di là del proprio naso, l&#8217;incoerenza tra scelte nazionali e scelte europee di forze politiche e loro leadership che dovrebbero avere, invece, saldi riferimenti nelle famiglie europee, richiede oggi un cambiamento radicale di approccio e una coerenza coraggiosa, guardando proprio all&#8217;esperienza europea. Vale per tutti, ma vale soprattutto per l&#8217;area liberal-democratica.</p>



<p>Sono non da oggi tra i fautori di una “Margherita 2.0” che, in un quadro che pare orientarsi verso un sistema fondamentalmente proporzionale, guardi all&#8217;esperienza di Renew Europe, nata nel 2019, con l&#8217;ingresso di “En marche” di Macron, sulle ceneri dell&#8217;Alleanza dei Liberali e Democratici Europei, promossa dai liberali dell&#8217;ELDR (poi divenuto Alde party) e dal Partito Democratico Europeo (PDE) dopo le elezioni europee del 2004.</p>



<p>Per dirla in sintesi occorre riprendere quell&#8217; esperienza e dare vita a una “cosa” che sia la proiezione politica in Italia di Renew Europe, che unisce il liberalismo dell&#8217; “Alde Party” con la tradizione democratica e liberalsociale del Partito Democratico Europeo che, fin dal 2004, è stata la casa europea della Margherita presieduta da Francesco Rutelli.</p>



<p>La crisi di sistema sfociata nel Governo Draghi spinge le forze politiche a scomporsi e ricomporsi in un&#8217;ottica che ha come riferimento le grandi famiglie europee.</p>



<p>Mi pare di poter azzardare la previsione che in Europa il M5S verrà assorbito dal Gruppo socialista, presidiato da PD e LeU e l&#8217;intergruppo formato da queste forze in Senato, oltre alla rivendicazione dell&#8217;esperienza del Governo Conte II, siano segni inequivocabili della direzione presa dal nuovo corso della sinistra democratica e del PD in particolare. </p>



<p>Non si può, inoltre, non vedere la marcia di avvicinamento della Lega al PPE, da tempo “casa comune” di Forza Italia e UDC. E la stessa presidenza da parte di Giorgia Meloni del Partito Conservatore Europeo (ECR), che raccoglie la destra euroscettica e nazionalista, indica il profilo che vuole assumere Fratelli d’Italia.</p>



<p>In questo quadro solo la famiglia liberal-democratica, da sempre terza o quarta forza al Parlamento Europeo, parte determinate della “maggioranza Ursula”, resta priva di riferimenti nel panorama politico italiano.</p>



<p>Non so se Renzi voglia davvero indicare a Italia Viva questo obiettivo, come anche alcuni parlamentari a lui vicini hanno lasciato intendere nei giorni scorsi. Tutto lascia presumere di sì e ciò è bene e anche gli altri leader delle formazioni “di area” dovrebbero cogliere questa opportunità.</p>



<p>Penso che questo obiettivo sia ciò che si attende una fetta significativa di opinione pubblica; che in questa direzione va l&#8217;appello firmato da personalità di diversa estrazione apparso su Linkiesta qualche giorno fa, poi ripreso dal Corriere e su cui è intervenuto il Presidente della Fondazione Einaudi. </p>



<p>So che da sole Azione, Italia Viva, +Europa, Demos, Base Italia, ecc. non possono più concepirsi come “cespugli” sotto una metaforica e rassicurante “quercia”, in un centro sinistra di derivazione ulivista che non ha più senso in uno schema maggioritario bipolare travolto dagli eventi.</p>



<p>E penso che occorra riprendere, pur nell&#8217;emergenza che viviamo o forse proprio per questo, un disegno di riforma complessivo delle nostre Istituzioni che ripensi al rapporto tra Stato centrale e governance locale; al rapporto tra governabilità e rappresentanza; tra libertà economica e giustizia sociale, temi a cui la cultura liberale e democratica nonché il popolarismo hanno dedicato gran parte della loro elaborazione politica (si pensi a Sturzo, Dahrendorf, Popper, Ropke, solo per citarne alcuni).</p>



<p>Una sfida grande, in cui il riferimento alla Margherita non è tanto per la sua collocazione, visto che quella esperienza era funzionale a caratterizzare in senso “democratico”, all&#8217;interno di un sistema bipolare, un centro sinistra destinato ad essere invece caratterizzato in senso “socialista”quanto all&#8221;intuizione, che fu soprattutto di Rutelli, di dare vita ad un partito unendo e non dividendo ciò che c&#8217;era di disponibile e indicandone, immediatamente, la proiezione europea nella famiglia liberal-democratica.</p>



<p>Chi come me non vive (più) la dimensione politica nazionale e da tempo non frequenta “il palazzo” può dire che nella base del corpo elettorale la divisione in tanti frammenti dell&#8217;area liberal-democratica è vissuta come un grave e grande limite, che va superato con uno sforzo di generosità e di sapiente visione, analogo a quello che compirono nel 2001 i promotori della Margherita i quali non avevano meno ragioni di diversità e, in qualche caso, di risentimento tra loro per scelte precedenti, di quanto non abbiano oggi le formazioni e i leader che dovrebbero concorrere a definire questa operazione.</p>



<p>Ecco perché bisogna sforzarsi di includere il più possibile tutto ciò che si muove in quest&#8217;area, fin dai primi passi. A mio giudizio hanno…abbiamo… una sola opzione: provarci! Perché un&#8217;occasione come questa potrebbe non ripresentarsi per lungo tempo.</p>
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