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	<title>FDP Archivi - ilcaffeonline</title>
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		<title>Antonio Martino: sono soltanto un liberale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Mar 2022 17:42:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo viso non mi è nuovo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Antonio Martino, cosa possiamo intendere per liberalismo?Il liberalismo è molto poco conosciuto anche se il numero di quelli che si dicono liberali aumenta a ritmo costante. In realtà, ci sono moltissimi italiani che sono liberali ma non lo sanno e tantissimi pseudo liberali che si professano liberali ma non lo sono. Questo è stato un problema storico per il liberismo in Italia. Quanto fondamentale è stato il pensiero liberale per&#8230;</p>
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<p><strong>Antonio Martino, cosa possiamo intendere per liberalismo?</strong><br>Il liberalismo è molto poco conosciuto anche se il numero di quelli che si dicono liberali aumenta a ritmo costante. In realtà, ci sono moltissimi italiani che sono liberali ma non lo sanno e tantissimi pseudo liberali che si professano liberali ma non lo sono. Questo è stato un problema storico per il liberismo in Italia.</p>



<p><strong>Quanto fondamentale è stato il pensiero liberale per lei?</strong><br>Io credo di essere nato liberale e temo che morirò liberale. Non è che il timore sia dovuto al liberalismo ma alla morte, che ahimè è inevitabile. Mia madre diceva sempre che i nipoti sono il surrogato dell&#8217;immortalità. Aveva ragione. Il nipote ti fa capire che tu sei soltanto anello di una catena che dura nel tempo. L&#8217;anello, si sa, è circolare. Ha un inizio e una fine. Nascita e morte sono inevitabili, tutto ciò che vive nasce prima e muore dopo ma non muore del tutto perché la catena continua nel tempo. Ecco perché i nipoti sono importanti.</p>



<p><strong>A tal proposito, ci dia un ricordo politico e umano di suo padre.</strong><br>Io ero molto attaccato a mio padre. La sua morte è stata per me un colpo devastante. Era un uomo che mi dava coraggio, io sapevo che con lui non avrei mai avuto problemi perché avrei avuto il suo aiuto. Una volta un diplomatico, riferendosi a lui, disse: la “terribile logica del ministro”. È vero, mio padre aveva una logica implacabile, da scienziato, e poi una prontezza nell&#8217;interpretare gli eventi eccezionale. Mio padre quando una volta gli dissi: “tu ci lasci un&#8217;eredità molto scomoda, siamo figli di una persona illustre” replicò “anch&#8217;io ho avuto lo stesso problema”.</p>



<p><strong>Lei è stato la tessera numero due di Forza Italia nel 1994 e per anni parte fondamentale e punto di riferimento di tantissimi liberali appartenenti a quel partito. Poi, nel 2018, decise di non ricandidarsi. Perché?</strong><br>Per la legge di Martino, chiamata così per modestia.</p>



<p><strong>Ce la spieghi.</strong><br>Ogni legislatura è migliore della successiva ed è peggiore della precedente. Questa è una tendenza confermata con precisione svizzera nelle sei legislature che ho fatto. Nei miei 25 anni di attività politica, ho visto questo declino in maniera chiarissima. Siamo arrivati a un punto in cui non c&#8217;è più niente da perdere perché il Parlamento non esiste più, non esistono più i partiti, non ci sono più ideologie, non ci sono più idee. È un quadro desolante.</p>



<p><strong>Ne è dimostrazione la rielezione del Capo dello Stato?</strong><br>Esattamente. Prendete la vicenda del Presidente della Repubblica, come si è svolta e come si è conclusa. Il Parlamento ha rinunciato a scegliere perché non era capace di scegliere. Il Parlamento vive solo se c&#8217;è una contrapposizione ideologicamente motivata di idee, di programmi. Si formano così le alleanze tra chi crede più a un certo tipo di programma e chi in altri. Questo non c&#8217;è più. In che cosa credono quelli dei 5 stelle? Io non lo so.</p>



<p><strong>Secondo lei ci sono le condizioni per cui possa nascere in Italia un vero partito liberale, come il partito FDP tedesco?</strong><br>Perché nasca un Partito Liberale sarebbe necessario che i liberali non fossero così intelligenti. Un giovane liberale è intelligente e la vita gli offre una infinità di cose da fare che sono più attraenti della politica. I liberali si fanno gli affari loro, ma se tutti si fanno gli affari loro nessun partito liberale può sorgere.</p>



<p><strong>Si avvicinano le elezioni. Andremo a votare secondo lei con questa legge elettorale? Se verrà modificata, lei è più favorevole ad una legge proporzionale oppure a una legge maggioritaria?</strong><br>Al proporzionale rispondo “no, grazie”. L&#8217;abbiamo già testato e non è andato bene. Il proporzionale nella prima repubblica ci ha insegnato che non è una buona legge per il governo del paese. Per via del proporzionale la nostra Repubblica non era democratica, perché in democrazia sono gli elettori che scelgono chi debba governare. E non era così. Era un governo scelto dagli eletti dagli elettori. Con la Democrazia Cristiana condannata sempre a stare in maggioranza e il Partito Comunista condannato sempre a stare all’opposizione. Non era una democrazia, era una falsa democrazia.</p>



<p><strong>Ma oggi non abbiamo più partiti che si pongono fuori dall’arco costituzionale.</strong><br>Non solo non abbiamo più partiti anti sistema, non abbiamo nemmeno più partiti che ci dicono quale sistema vogliono. Nessuno di loro dice che tipo di organizzazione politica l’Italia dovrebbe seguire.</p>



<p><strong>Quindi la possibilità di costruire un campo largo di centrosinistra e un campo largo di centrodestra può funzionare?</strong><br>La parola chiave di questi campi quale sarebbe? Cosa hanno in comune centrosinistra e centrodestra? Vede, io ho sempre avuto molti più amici nell&#8217;estrema sinistra che nel centrosinistra. Ho grande stima, simpatia e amicizia per gli unici due comunisti rimasti nel nostro paese, che sono Marco Rizzo e Piero Sansonetti. Non ho stima invece per gli innumerevoli veri comunisti che hanno paura e vergogna di dire che lo sono.</p>



<p><strong>E a destra cosa c’è?</strong><br>Anche peggio. Forza Italia dovrebbe essere ancora un movimento liberale ma il normale invecchiamento di Silvio Berlusconi ha praticamente privato la direzione del partito. Questo è stato uno degli errori che ha commesso Berlusconi, il non aver scelto accuratamente un sostituto.</p>



<p><strong>Una delle battaglie più importanti del M5S è stata quella del reddito di cittadinanza. Potremo mai vedere applicata in Italia l’imposta negativa sul reddito, uno strumento di politica fiscale puramente liberista, ideato da un suo caro amico Milton Friedman?</strong><br>Tra reddito di cittadinanza e imposta negativa sul reddito c&#8217;è una differenza abissale. Mentre l’imposta negativa sul reddito lascia intatti gli incentivi a lavorare e produrre, il reddito di cittadinanza è un&#8217;invenzione che aiuta il diffondersi della disoccupazione. Nessuno rinuncerebbe al reddito di cittadinanza se non guadagnasse abbastanza più di quanto gli garantisce il reddito gli garantisca. Demagogia pura.</p>



<p><strong>Quali gradi di libertà dobbiamo ancora conquistare in Italia?</strong><br>C&#8217;è un intero universo di libertà che dobbiamo recuperare, perché prima esistevano, o inventarci, perché si riferiscono a problemi nuovi e alla nostra realtà moderna. Io sono favorevole a qualsiasi provvedimento che accresca le libertà personali. Ci sono libertà che esistevano e che oggi non ci sono più, libertà che esistono e che vanno difese sempre, libertà nuove da conquistare, anche con la rivoluzione!</p>



<p><strong>Lei che liberale è?</strong><br>Io sono reazionario per recuperare libertà che sono state perdute, conservatore per difendere libertà ancora esistenti, rivoluzionario quando la situazione non ci consente altra via per tornare liberi, progressista sempre perché senza libertà non c&#8217;è progresso. Sembrerebbe quindi che io sia un animale pieno di contraddizioni ma invece no, sono semplicemente un liberale.</p>
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		<title>Germania: Verdi e Liberali dialogano, si intravede il “semaforo” verde</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ottavia Munari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Oct 2021 08:42:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le elezioni tedesche hanno riportato numerosi curiosi risvolti sulla scena politica berlinese. I socialdemocratici hanno ricevuto il 25,7% dei voti, il blocco dell’Unione il 24,1%. Nessun partito vittorioso alle elezioni tedesche era mai sceso sotto il 31%. Il distacco tra i due partiti è scarso nonostante la combattuta campagna elettorale che vede una leader storica e indiscussa come Angela Merkel uscente. Chi sarà alla guida della più grande potenza economica&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/10/11/munari-germania-verdi-e-liberali-dialogano-si-intravede-il-semaforo-verde/">Germania: Verdi e Liberali dialogano, si intravede il “semaforo” verde</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
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<p>Le elezioni tedesche hanno riportato numerosi curiosi risvolti sulla scena politica berlinese. I socialdemocratici hanno ricevuto il 25,7% dei voti, il blocco dell’Unione il 24,1%. Nessun partito vittorioso alle elezioni tedesche era mai sceso sotto il 31%. Il distacco tra i due partiti è scarso nonostante la combattuta campagna elettorale che vede una leader storica e indiscussa come Angela Merkel uscente. Chi sarà alla guida della più grande potenza economica europea?</p>



<p>Al terzo posto sono i Grünen che hanno conquistato il 14,8%, un notevole risultato per il partito verde. Altra grandiosa somma di voti è stata quella ottenuta dalla Fdp, i liberali, ultimi ma con un 11,5%. Paradossalmente sono proprio questi ultimi due partiti ad essere i due vincitori delle elezioni tedesche. Essi rappresentano infatti il vero ago della bilancia.</p>



<p>La Fdp ha accettato l’invito dei Grünen: i colloqui sono stati avviati con notevole velocità e tanto di selfie di gruppo con Baerbock, Habeck, Lindner e Wissing come protagonisti.</p>



<p>Tradizionalmente, i Verdi propendono per i socialdemocratici e i Liberali per l&#8217;Unione.&nbsp; Eppure Scholz, il vincitore socialdemocratico, è fermamente convinto di poter raggiungere un accordo con i due partiti, ribadendo più volte la solidità alla base della coalizione sociale, ecologica e libera.</p>



<p>Spd e il blocco dell’Unione potrebbero nuovamente governare insieme, con una maggioranza solida, ma sembra esser già definito che non vogliano rinnovare l’alleanza. Anche la coalizione Giamaica (Unione, Fdp, Verdi), pur non essendo stata esclusa dai liberali, sembra passata in secondo piano &#8211; Verdi e Liberali potrebbero rischiare un danno d&#8217;immagine notevole avvicinandosi a Laschet, leader dell’Unione, ora considerato debole e sconfitto. A patto che dei punti in comune siano trovati, il governo semaforo (Spd, Fdp, Verdi) sembra esser la via prescelta.</p>



<p>Niels Diederich, politologo della Freie Universität Berlin, in una intervista rilasciata a Il Giornale, afferma che è nell&#8217;interesse di entrambi i partiti entrare nel governo federale: arriveranno a un compromesso. Tanto Lindner quanto Habeck puntano al ministero-chiave delle Finanze e al titolo di vicecancelliere ma, sempre secondo Diederich, la questione dei nomi è successiva all’intesa sui progetti centrali del governo.</p>



<p>I programmi dei Liberali e dei Verdi presentano delle convergenze, come, naturalmente, anche delle notevoli divergenze, soprattutto in materia fiscale ed economica. Gli approcci metodologici che i due partiti promuovono per incentivare l’economia sono quasi agli antipodi: i Verdi spingono per un massiccio intervento dello Stato e maggior flessibilità sul pareggio di bilancio mentre i Liberali si concentrano di più su market-based solutions o riduzione della burocrazia. Intervento dello Stato contro Stato minimo: due filoni di pensiero ben distanti ma dal divario non insormontabile.</p>



<p>Al di là di tematiche come diritti civili e libertà, in cui delle somiglianze sono facilmente rintracciabili, è proprio sul tema del clima che vi sono le divergenze più spinose. I Grünen favoriscono sussidi&nbsp;e&nbsp;divieti, la Fdp invece crede che sia il mercato ad andare naturalmente verso&nbsp;la transizione ecologica. Entrambe le parti sostengono prezzi più elevati per le emissioni di CO2 e il sistema di scambio di quote ETS esistente. L’utilizzo del guadagno ricavato da questi certificati per finanziare misure sociali e ammortizzare l&#8217;impatto della transizione verde è un punto in comune, seppur Fdp creda fermamente che il prezzo di tali certificati debba essere determinato dal mercato, e non dallo Stato come i Verdi auspicano.</p>



<p>Entrambi i partiti spingono per la modernizzazione e la digitalizzazione nella sfera dell’istruzione e non solo, anche in quella sanitaria per esempio. Eppure, sulla sanità, Fdp e Verdi presentano differenze notevoli per quanto riguarda l’assistenza sanitaria.</p>



<p>Nonostante ciò, sedersi ad un tavolo e parlare, con molta pazienza, è ciò che Fdp e Verdi hanno deciso di fare. Si sa, la politica è fatta di compromessi. La posta in gioco è davvero alta e i due partiti sembrano essere davvero disposti a trattare, progetto per progetto, pur di raggiungere un accordo. Piuttosto che vedere tali negoziati come una lotta di supremazia per il Bundestag è auspicabile riconoscere la volontà diplomatica di due partiti, dalle radici molto distaccate, nel trovare punti comuni e non soltanto criticità, per il bene del loro paese. Deutschland über alles.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/10/11/munari-germania-verdi-e-liberali-dialogano-si-intravede-il-semaforo-verde/">Germania: Verdi e Liberali dialogano, si intravede il “semaforo” verde</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
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