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	<title>Fox News Archivi - ilcaffeonline</title>
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	<title>Fox News Archivi - ilcaffeonline</title>
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		<title>Se nel primo atto c’è una pistola, è probabile che nell’ultimo atto sparerà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Maran]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2021 15:31:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Doveva succedere. Dopo quattro anni di incitamenti all’odio, complotti, allarmi e menzogne che hanno messo uno contro l’altro gli americani, un’esplosione di collera era nell’aria. Doveva succedere e ieri è successo. A Washington una folla inferocita ha assalito il Campidoglio, la sede dei due rami del Parlamento degli Stati Uniti (per la prima volta dopo l’assalto inglese nel 1814), interrompendo l’assemblea plenaria convocata per confermare la vittoria elettorale di Joe&#8230;</p>
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<p>Doveva succedere. Dopo quattro anni di incitamenti all’odio, complotti, allarmi e menzogne che hanno messo uno contro l’altro gli americani, un’esplosione di collera era nell’aria. Doveva succedere e ieri è successo. A Washington una folla inferocita ha assalito il Campidoglio, la sede dei due rami del Parlamento degli Stati Uniti (per la prima volta dopo l’assalto inglese nel 1814), interrompendo l’assemblea plenaria convocata per confermare la vittoria elettorale di Joe Biden.</p>



<p>«Se nella prima scena del dramma, c&#8217;è un fucile appeso alla parete, nel terzo atto dovrà sparare», diceva Anton Cechov. Lo ha ricordato, qualche giorno fa sul Wall Street Journal, prima che i rivoltosi, tutti sostenitori di Trump, invadessero il Campidoglio, il senatore repubblicano Ben Sasse, che si è opposto al tentativo, spalleggiato da Trump, di contestare la vittoria elettorale di Biden. Troppi americani, ha ammonito Sasse, si sono abituati a sentirsi dire quel che vogliono sentire, in particolare riguardo alle elezioni presidenziali di novembre, e la cosa è pericolosa. Fatto sta che, alla fine, l’arma che in molti hanno contribuito a caricare (bastava dare un’occhiata, in questi anni, ai servizi di Fox News) ha sparato.</p>



<p>Per chiunque abbia visitato il Campidoglio e abbia una certa familiarità con le sue restrizioni (che impongono di muoversi attraverso controlli di sicurezza e di esibire in ogni momento il badge identificativo, mentre i turisti vengono condotti con circospezione attraverso le sale), le immagini e i suoni di ieri sono davvero scioccanti. Mentre scoppiava il caos, il deputato repubblicano Mike Gallagher ha detto alla CNN: «Non vedo niente del genere da quando ero in Iraq»; e il repubblicano Adam Kinzinger lo ha definito un tentativo «colpo di stato». Josep Borrell, l’alto rappresentante della Unione Europea, si è fatto poi interprete dell’incredulità e della preoccupazione del mondo intero dicendo «Questa non è l’America».</p>



<p>Perché è successo? La CNN ha subito sottolineato che è stato il presidente americano ad incoraggiare i manifestanti a marciare sul Campidoglio, ma Trump va ripetendo da mesi che le elezioni di novembre sono state manipolate e da tempo sono in molti tra gli analisti ad interrogarsi sulle possibili conseguenze delle sue dichiarazioni senza fondamento. Anne Applebaum sull’Atlantic ha scritto che Trump ha propagandato la pericolosa idea che le elezioni sono per loro natura illegittime a meno che non sia il suo partito a vincerle; e Michael Kruse su Politico ha descritto la riunione plenaria del Congresso interrotta ieri dalla sommossa (nella quale i legislatori avrebbero dovuto riconoscere la vittoria di Biden) come l’ultimo «test di fedeltà» preteso dal presidente: o sei con Trump o sei contro di lui, costi quel che costi.</p>



<p>E pensare che ieri, per alcune ore, la notizia del giorno era stata la vittoria dei democratici nei due ballottaggi in Georgia che assicura loro il controllo di entrambe le camere per la prima volta negli ultimi dieci anni. Si sa che la maggioranza democratica al Senato è risicatissima e si regge sul voto decisivo della futura vicepresidente Kamala Harris. Un margine così ristretto implica che i democratici non potranno vincere, se non raramente, l’ostruzionismo parlamentare e dovranno contare sui loro senatori più moderati come Joe Manchin del West Virginia (che è membro, per capirci, della National Rifle Association) e Kyrsten Sinema dell’Arizona (che fa parte della Blue Dog Coalition). </p>



<p>Ma la maggioranza al Senato farà comunque la differenza. L’amministrazione Biden potrà approvare le leggi di bilancio e confermare i giudici (nessuna delle due cose è esposta al filibustering) finché i democratici rimarranno uniti. Mitch McConnell non sarà più il leader di maggioranza, con il potere di decidere su quali provvedimenti votare. E sarà il democratico Chuck Schumer ad assumere, per la prima volta, quel ruolo e a decidere il calendario dei lavori.</p>



<p>È in gioco buona parte dell’agenda economica che Biden ha proposto nel corso della campagna elettorale. E si tratta di una agenda coraggiosamente progressista, che comprende programmi per ridurre i costi sanitari, espandere Medicare, creare nuovi posti di lavoro nella manifattura e promuovere l’energia pulita, oltre ad alzare le tasse per i più ricchi; e molte di questi provvedimenti (assiemo alle misure per accelerare le vaccinazioni di massa e aumentare gli incentivi all’economia) possono essere inseriti nella legge di bilancio di quest’anno.</p>



<p>Prima di ieri, la netta vittoria contro il presidente uscente dei democratici era bilanciata dalla prestazione, sorprendentemente buona, dei repubblicani a livello locale e di collegio. La giornata di ieri non cancella i risultati ottenuti dai repubblicani, ma ha sottratto loro il premio più ambito: il controllo del Senato. Senza contare che l’assalto al Campidoglio accelererà probabilmente la resa dei conti interna al GOP. E senza dubbio Biden ha ora molte più possibilità di portare a termine il suo lavoro.</p>
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		<title>In gioco, in America, è lo stesso processo democratico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Maran]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2020 14:23:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per dirla in una parola, come ha scritto Chris Cillizza della CNN, il primo dibattito tra il presidente Donald Trump e l’ex vicepresidente Joe Biden, è stato «orribile». Quello dell’altra sera, è stato diverso da ogni altro dibattito precedente. Fin dal primo momento, il presidente Trump ha interrotto ripetutamente Joe Biden mentendo spudoratamente riguardo al pagamento delle tasse, al piano sanitario di Biden, all’ambiente e al voto per posta. Di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/10/01/maran-in-gioco-in-america-lo-stesso-processo-democratico/">In gioco, in America, è lo stesso processo democratico</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
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<p>Per dirla in una parola, come ha scritto Chris Cillizza della CNN, il primo dibattito tra il presidente Donald Trump e l’ex vicepresidente Joe Biden, è stato «orribile».</p>



<p>Quello dell’altra sera, è stato diverso da ogni altro dibattito precedente. Fin dal primo momento, il presidente Trump ha interrotto ripetutamente Joe Biden mentendo spudoratamente riguardo al pagamento delle tasse, al piano sanitario di Biden, all’ambiente e al voto per posta. Di conseguenza, il dibattito è risultato praticamente inguardabile e non ha aiutato a fare chiarezza sui principali problemi che il paese deve affrontare o sulle differenze sostanziali tra i due candidati.</p>



<p>Nel suo articolo, il commentatore politico della CNN ha, infatti, lasciato di proposito in bianco lo spazio riservato ai colpi messi a segno. «Si è trattato di un dibattito davvero atroce che non ha contribuito in nessun modo ad informare il pubblico sui due candidati e sulle loro intenzioni», ha scritto Cillizza, che poi ha aggiunto: «È stato senza dubbio il peggior dibattito che abbia seguito nei miei due decenni di lavoro. Ciò è accaduto proprio mentre più di 200.000 americani sono morti a causa del Covid-19 e le proiezioni fanno presagire che il numero potrebbe raddoppiare entro il primo gennaio, rendendo la mancanza di serietà del dibattito ancora più impressionante &#8211; e penosa. È stato, a farla breve, un grave danno per la democrazia».</p>



<p>Uno dei consiglieri di Trump, l’ex governatore Chris Christie del New Jersey, ha definito la sua performance «eccessiva». Ad un certo punto del dibattito, perfino il moderatore, Chris Wallace di Fox News (il canale televisivo spesso criticato per gli evidenti favoritismi verso il conservatorismo e le politiche di destra), è sbottato: «Signor presidente, il suo comitato elettorale ha convenuto che entrambe le parti abbiano a disposizione due minuti per la risposta. Senza interruzioni. La sua parte si è detta d’accordo. Si attenga agli impegni assunto dal suo comitato elettorale».</p>



<p>Jonathan Martin del New York Times ha scritto che «la tattica stile bulldozer» di Trump è molto rischiosa per un presidente in carica «indietro rispetto a Biden in gran parte perché gli elettori, compresi diversi elettori che lo hanno sostenuto nel 2016, sono stanchi dei suoi attacchi dei suoi scoppi d’ira quotidiani». Ma come ha scritto Anne Applebaum sull’Atlantic, «il senso della performance di Trump nel dibattito era quello di minare la fiducia nelle elezioni e nella democrazia stessa».</p>



<p>Biden non è stato sempre vivace. Lo è raramente durante i dibattiti. L’altra sera, a volte inciampava sulle parole e ha faticato a spiegarsi. Quando Trump gli ha offerto dei varchi, Biden non ne ha sempre approfittato. In altri momenti, tuttavia, ha espresso le sue idee in modo chiaro. «Biden ha parlato del paese e degli americani, non di Trump», ha scritto la storica Heather Cox Richardson nella sua newsletter. Si è comportato, insomma, come molti dei precedenti candidati presidenziali di entrambi i partiti. Trump non lo ha fatto. Con la sua performance, ha voluto respingere la possibilità stessa di permettere agli elettori americani di ascoltare entrambi candidati.</p>



<p>Quando poi Biden ed il conduttore Wallace gli hanno chiesto di condannare il suprematismo bianco, Trump ha detto «sicuro» ma poi ha rifiutato di farlo. Biden ha indicato The Proud Boys, un gruppo di estrema destra, e Trump ha replicato. «Proud Boys? State fermi e state pronti …Qualcuno deve fare qualcosa riguardo agli antifa e alla sinistra». Il gruppo ha festeggiato la sua risposta online e ha cominciato ad usare la frase «Stand back and stand by». La conclusione di Biden è stata: «Con questo presidente siamo diventati più deboli, più malati, più poveri, più divisi e più violenti». Quella di Trump: «In 47 mesi ho fatto più di quello che tu hai fatto in 47 anni».</p>



<p>Chi ha tratto vantaggio dal dibattito? La maggior parte degli analisti pensa che Trump non ci sia riuscito. Un instant poll della CBS ha mostrato che un numero di elettori leggermente maggiore pensa che Biden abbia vinto. Doug Rivers, dell’agenzia di sondaggi YouGov ha scritto: «Trump ha fatto male con la sua base. Il 15% dei suoi supporter pensa sia stato un pareggio, rispetto al solo 4% dei supporter di Biden. Soltanto il 49% dei supporter di Trump pensa che il dibattito sia servito loro per farsi un’idea migliore di Trump». Secondo Rick Lowry, della National Revue, «il punto chiave è che Trump ha cercato di far crollare Biden e non c’è riuscito». Nate Cohn, che analizza i sondaggi per il New York Times, ha scritto invece: «Che disastro. Non c’è stato alcun vincitore, certamente non gli Stati Uniti. E ciò fa di Biden il vincitore. È in testa. È Trump che ha bisogno di vincere, e penso che quasi tutti saranno d’accordo nel ritenere che, come ha detto Chris Wallace, il presidente è stato in grandissima parte l’artefice di quel dibattito».</p>



<p>È, infatti, il presidente Trump ad aver bisogno di questi dibattiti «per cambiare la dinamica della gara». Perché se non riuscirà a farlo è probabile che perda. «Nel corso di 90 strazianti minuti &#8211; ha scritto Cillizza &#8211; non ho visto nulla che possa cambiare qualcosa. Sì, Trump ha dominato il dibattito, ma è stato così perché, in ogni sua fase, ha maltrattato, interrotto e imbrogliato sia Biden che il moderatore Chris Wallace. Sicuramente, potrà aver scaldato i suoi più accesi sostenitori. Ma pensate davvero che avessero bisogno di una performance come questa per eccitarsi all’idea di votarlo?».</p>



<p>Date le continue interruzioni e «il messaggio sinistramente ambiguo ai nazionalisti bianchi», la redazione del Financial Times ha scritto: «Nessuno a cui importi la democrazia americana può non sentirsi inquieto al riguardo». Ipotizzando che Trump punti a rimanere in sella contestando i risultati elettorali, il giornale conclude che sebbene l’anno sia stato segnato da «un contagio letale, dalla violenza di Stato e dalla strage economica, nessuno di questi problemi è la posta più grande in gioco a novembre. In ballo, in America, è lo stesso processo democratico. Il peggior dibattito presidenziale che si ricordi è stato anche il più inquietante. Nessuno lo avrà gustato meglio dei nemici autocratici dell’America». Non per caso, Global Times, il giornale edito in inglese dal Partito comunista cinese, titolava ieri: «Il primo dibattito Trump &#8211; Biden, il simbolo del caos e delle profonde divisioni sociali degli Stati Uniti».</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/10/01/maran-in-gioco-in-america-lo-stesso-processo-democratico/">In gioco, in America, è lo stesso processo democratico</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
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