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	<title>Fuoco Archivi - ilcaffeonline</title>
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	<description>Il coraggio di conoscere</description>
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	<title>Fuoco Archivi - ilcaffeonline</title>
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		<title>Ma il bidello non è servo di nessuno</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/08/16/deluca-il-bidello-non-e-servo-di-nessuno/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Pietro De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Aug 2021 18:47:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>C’è un’esclamazione che spesso esce di bocca quando ai nostri occhi appaiono cumuli di immondizie lasciate ai bordi delle strade o veri e propri tappeti di ogni residuo che lastricano al mattinino le nostre piazze e i nostri lungomari dopo il bivacco notturno. Si tratta di un’esclamazione che riproduce un luogo comune: “Che schifo! Ma qui nessuno pulisce, questa amministrazione deve essere scarsa”. Scarsa l’amministrazione o corta la veduta? La&#8230;</p>
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<p>C’è un’esclamazione che spesso esce di bocca quando ai nostri occhi appaiono cumuli di immondizie lasciate ai bordi delle strade o veri e propri tappeti di ogni residuo che lastricano al mattinino le nostre piazze e i nostri lungomari dopo il bivacco notturno.</p>



<p>Si tratta di un’esclamazione che riproduce un luogo comune: “Che schifo! Ma qui nessuno pulisce, questa amministrazione deve essere scarsa”. Scarsa l’amministrazione o corta la veduta?</p>



<p>La seconda. Il problema è un altro ed è tristemente più grave. Il problema è che dove non si è pulito, qualcuno prima ancora ha sporcato. E questa città o questo borgo, non è vero che non sanno pulire. E’ vero che sanno sporcare. Il valore assente è la considerazione per il decoro, l’ordine e la pulizia. Tant’è vero che una formula sensata parla di “mantenere pulito” per significare che la pulizia viene prima, lo sporco viene, eventualmente, dopo.</p>



<p>Un quadretto eloquente? A scuola i ragazzini amano lanciare le carte nel cestino. Si divertono. Non sempre, però, fanno centro. Cosicché alle 13,30 il cestino è semivuoto, mentre d’intorno le cartacce abbondano. Quando l’insegnante fa notare la sconcezza c’è sempre qualcuno che esclama: “E non c’è il bidello per raccoglierle?”. “Il bidello – avverte l’insegnante – non è il riparatore dei tuoi fondi mancati, egli è qui per lucidare i nostri ambienti, per renderli ancora più sani e ospitali”.</p>



<p>Forse inizia qui il malinteso. Per i nostri ragazzi esisterebbero due agenti: chi ha licenza di sporcare, chi ha dovere di raccogliere. Sporcare non costa nulla; pulire, una barca di denari. Se il malinteso persiste e accompagna, oltre l’età evolutiva, la giovinezza e la maturità di uomini e donne, il sistema non solo non muta, ma si afferma e consolida fino a costituire un modello perverso per come situa i cittadini negli ambienti comuni e nello spazio più esteso di questo nostro mondo.</p>



<p>E’ un po’ come dire: “Perché d’estate appicchi il fuoco?”. “Facile, perché esistono le squadre che spengono”. Bisognerebbe appena ricordare che le squadre che spengono propriamente non esistono, esistono i vigili del fuoco, ovvero coloro che prima ancora che il fuoco arrivi, lo prevengono. Spegnere è operazione disperata che scatta allorquando alla vigilanza è scappato di mano il pericolo. Il bilancio lavorativo dei vigili del fuoco non si dovrebbe fare sugli incendi spenti, ma su quelli che non sono divampati.</p>



<p>Allo stesso modo, una città, un borgo non meriterebbe i complimenti perché la sua amministrazione sa pulire. Solamente perché non ama sporcare, ossia coltiva la virtù dell’armonia, del decoro e della bellezza. Non si fanno i complimenti ai genitori perché il bambino è educato, potrebbero offendersi con giusta ragione, potrebbero rispondere: “E come immaginavi mio figlio? Maleducato?”. La buona educazione non si ha, beneducati si è. Pulita, una città non lo diventa perché altri hanno rimosso residui, rifiuti e immondizie. Pulita, lo è o non lo è per sua virtù, se è virtuosa. Rimettere ordine presuppone il ristabilimento di un valore precedentemente affermato.</p>



<p>Nell’estetica si esprime l’etica di cui si è capaci. I visitatori dei nostri centri storici – molti di questi, veri e propri salotti di pietre antiche – restano ammirati e hanno gli occhi pieni di soddisfazione quando ne percorrono strade, vie e vicoli. Si parla di accoglienza e si pensa a chissà che e magari si trascura il pensiero che il primo benvenuto è farsi trovare in ordine. Un vestito lindo e sobriamente elegante è il grande segnale che rivela due moti dell’animo: mi rispetto e ti rispetto, ho cura di me e ti accolgo. Quella che noi definiamo ospitalità. Desidero che i tuoi occhi guardino il meglio perché la tua visita mi onora e perché anche questo angolo di mondo è casa tua.</p>



<p>I calabresi conservano un’espressione meravigliosa che i nostri padri rivolgevano agli ospiti: “Favorite, fate come a casa vostra” per dire “sotto questo cielo ogni agio è per tutti, casa mia è anche casa vostra, la curo per me e la curo anche per voi”. C’è un però, però. Le carte non si lanciano, e neanche le buste dei rifiuti. C’è il cestino. E il bidello non è servo di nessuno.</p>
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		<title>Chicco Testa: vietare qualsiasi attività nelle zone bruciate, in modo che gli intenti speculativi siano fiaccati dall’inizio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Aug 2021 17:44:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo viso non mi è nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché la terra brucia in queste settimane?Mi par di capire che buona parte di questi incendi siano di tipo doloso. Così dicono i sindaci e la Protezione civile. D’altra parte i fuochi in autocombustione sono veramente pochi. Di certo il caldo e il vento aumentano fortemente la pervasività degli incendi, ma che l’origine sia dolosa mi pare ormai accertato. Qual è la sua proposta per evitare la speculazione sui terreni&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/08/13/raco-chicco-testa-vietare-qualsiasi-attivita-nelle-zone-bruciate-in-modo-che-gli-intenti-speculativi-siano-fiaccati-da-inizio/">Chicco Testa: vietare qualsiasi attività nelle zone bruciate, in modo che gli intenti speculativi siano fiaccati dall’inizio</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
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<p><strong>Perché la terra brucia in queste settimane?</strong><br>Mi par di capire che buona parte di questi incendi siano di tipo doloso. Così dicono i sindaci e la Protezione civile. D’altra parte i fuochi in autocombustione sono veramente pochi. Di certo il caldo e il vento aumentano fortemente la pervasività degli incendi, ma che l’origine sia dolosa mi pare ormai accertato.</p>



<p><strong>Qual è la sua proposta per evitare la speculazione sui terreni bruciati?</strong><br>Io ho scritto che bisogna vietare qualsiasi attività nelle zone bruciate, in modo che gli intenti speculativi siano fiaccati dall’inizio. Una normativa di questo genere in realtà esiste già da parecchi anni a livello nazionale. Il problema però non è stato risolto dalla normativa nazionale per vari motivi: prima di tutto perché non si è provveduto a censire le aree bruciate e neppure alla modifica degli strumenti urbanistici necessari a far si che queste zone siano classificate come non utilizzabili.</p>



<p><strong>A carico di chi è questa competenza?</strong><br>Dei comuni che, soprattutto nelle zone dove ci sono gli incendi, sono spesso molto poveri e disorganizzati. Si tratta spesso di piccoli comuni dell’entroterra.</p>



<p><strong>La legge ha altri limiti?</strong><br>Come è scritta oggi rischia di innescare un elemento di ingiustizia nei confronti delle persone cui è stata bruciata una determinata area. Questi soggetti potrebbero subire, oltre al danno causato dal fuoco, anche quello di non poter utilizzare i terreni neppure per fini agricoli o di allevamento del bestiame.</p>



<p><strong>In passato l’incendio era una tecnica molto utilizzata dagli stessi pastori.</strong><br>Si calcola che in passato siano stati messi a fuoco milioni di ettari per ricavare zone coltivabili o per la pastorizia. Yuval Noah Harari nel suo libro “Sapiens. Da animali a dèi” calcola che le distruzioni realizzate dai nostri progenitori per questi motivi siano state largamente superiori a tutte quelle realizzate dalla civiltà industriale in avanti.</p>



<p><strong>Una legge fatta male insomma.</strong><br>Andrebbe supportata da adeguati strumenti, anche compensativi, nel caso in cui fossero necessari, e comunque di programmazione dettagliata del territorio. Una cosa è se brucia un pascolo un conto è se brucia un bosco. Almeno quando bruciano i boschi andrebbe introdotto un divieto assoluto e immediato di farci qualunque altra cosa, censendo dettagliatamente le aree andate a fuoco. Però c’è una bella notizia.</p>



<p><strong>Quale?</strong><br>Al contrario di quello che pensa un sacco di gente e che fanno credere i titoli dei giornali, i boschi fortunatamente ricrescono. Il fuoco non è la distruzione totale e completa. Normalmente il bosco si riprende e anche in un arco di tempo relativamente breve. Certo, se brucia una foresta secolare ci vuole molto tempo perché torni nelle stesse condizioni. C’è un caso ormai noto relativo al parco di Yellowstone.</p>



<p><strong>Ce lo racconti.</strong><br>Nel parco di Yellowstone, nel giugno del 1988, scoppiò un grande incendio a causa di un fulmine. Si trattava dell’ennesimo incendio nel giro di poche settimane. In quel caso il direttore del parco decise di non spegnere le fiamme e di lasciar fare alla natura. Nello sconcerto degli americani lasciò bruciare il bosco per settimane. Quando l’incendio si estinse, alle prime piogge, ci si accorse che il 65% della riserva naturale era sopravvissuta e ad andare bruciate erano state soprattutto le parti rinsecchite, causa principale di tutti gli incendi. Ci fu una ripartenza con alberi completamente nuovi.</p>



<p><strong>La morale?</strong><br>Se non si interviene sulle superfici bruciate con azioni speculative, la natura riprende sempre il suo corso.</p>



<p><strong>Come andrebbe cambiata la legge già esistente?</strong><br>Bisogna specificare meglio le responsabilità ed eventualmente prevedere anche, per chi è stato vittima degli incendi, per evitare che abbia un secondo danno, delle forme di ristoro destinate a ristabilire lo stato precedente ed evitare ogni speculazione.</p>
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