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	<title>grammatica Archivi - ilcaffeonline</title>
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		<title>Scuola, quando una festa senza pensieri guastafeste?</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/07/27/deluca-scuola-quando-una-festa-senza-pensieri-guastafeste/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Pietro De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jul 2021 14:26:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal mondo della scuola arrivano fin sotto l’ombrellone almeno tre notizie. Due non sono proprio liete, e la terza, che invece è bella, sarebbe bellissima se riuscisse a mettere in fuga la prima e la seconda. Partiamo dalla bella perché noi all’ottimismo vogliamo più bene di quanto lui ce ne voglia. E, pertanto, guardiamo i voti della maturità 2021. In Italia hanno ottenuto il diploma di scuola media secondaria con&#8230;</p>
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<p>Dal mondo della scuola arrivano fin sotto l’ombrellone almeno tre notizie. Due non sono proprio liete, e la terza, che invece è bella, sarebbe bellissima se riuscisse a mettere in fuga la prima e la seconda.</p>



<p>Partiamo dalla bella perché noi all’ottimismo vogliamo più bene di quanto lui ce ne voglia. E, pertanto, guardiamo i voti della maturità 2021. In Italia hanno ottenuto il diploma di scuola media secondaria con 100 e lode 15.353 studenti, ovvero il 3,1 per cento dei candidati, nel 2020 erano stati il 2,6 e nel 2019 l’1,5. Il progresso c’è e si legge.</p>



<p>In Calabria hanno conseguito la maturità con voto 100 il 17,5 per cento dei candidati, mentre il 4,4 ha portato a casa anche la lode. I lodati sono la bellezza di 812.</p>



<p>Ci potessimo fermare qui staremmo bene tutti e le nostre labbra si aprirebbero al sorriso. A farci aggrottare le ciglia c’è, però, la valutazione della cosiddetta didattica a distanza (la dad) che certamente ha svolto la sua lodevole funzione vicaria, ma non ha – e non poteva – sostituire in pieno l’efficacia della scuola in presenza. La quale aveva già di suo asperità e difficoltà segnalate di anno in anno. La Dad è arrivata tardi per molti alunni, ha evidenziato penuria di attrezzi poi rimpiazzati e ha dovuto fare i conti con la Rete birichina e latitante in molti contesti.</p>



<p>Siamo adesso in grado di fare un bilancio di senso compiuto per gli anni scolastici 2020 e 2021? E’ impossibile sia pure affrontarne uno schizzo. Sapremo qualcosa alla riapertura in presenza quando avremo libri penne e fogli bianchi sotto gli occhi.</p>



<p>Se per gli effetti della Dad dovremo aspettare sperando di non incappare in sorprese sgradevoli, per un’altra fonte – che sarebbe l’Invalsi – non dobbiamo perdere tempo per riflettere sui dati che ci ha fornito dopo l’esame degli elaborati di 2 milioni di studenti. Dice l’Invalsi: 4 ragazzi su 10 (il 39 per cento) delle nostre scuole medie non raggiungono risultati adeguati in italiano e il 45 per cento non lo raggiungono in matematica. Alle medie secondarie le percentuali stanno così: il 44 per cento dei nostri ragazzi litigano di brutto con l’italiano e il 51 per cento con la matematica. E segue l’odiosa postilla “al Sud le cose stanno peggio”.</p>



<p>Se mettiamo insieme le tre notizie saprebbe qualcuno farsi una sia pur pallida idea di quel che bolle in pentola nella nostra scuola? Una specie di rompicapo.</p>



<p>Nel frattempo qualcosa sappiamo: che ai ragazzi piacciono le pagelle con bei voti che piacciono anche ai genitori che piacciono anche agli insegnanti che piacciono anche ai dirigenti scolastici e ai sovrintendenti e ai presidenti di regione. E ciascuno di costoro cui i bei voti piacciono ha le sue buone ragioni: il ragazzo, perché ce l’ho fatta; i genitori perché mio figlio è bravo e soprattutto non lo è meno degli altri; gli insegnanti perché con la bravura dei ragazzi evidenziano la loro; i dirigenti perché il loro istituto è eccellente; il sovrintendente perché la regione si sta riscattando e il presidente di regione perché la buona politica scolastica dà i suoi frutti.</p>



<p>Andiamo alla lettera che scrissero qualche anno fa alcuni intellettuali al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’istruzione e al Parlamento. Leggiamo: “Alla fine del percorso scolastico troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano ad esprimersi oralmente”. A questo si aggiunga il parere di alcuni docenti universitari: “I nostri studenti presentano carenze linguistiche (grammatica, sintassi e lessico) con errori appena tollerabili in terza elementare”. E infine c’è Tullio De Mauro (7 anni orsono): “Solo un po’ meno di un terzo della popolazione italiana ha i livelli di comprensione della scrittura e del calcolo ritenuti necessari per orientarsi nella vita di una società moderna”.</p>



<p>Buona festa a tutti. A ciascuno il suo 100 e 100 e lode, senza prevalere. Ma a quando una festa senza pensieri guastafeste?</p>
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		<title>La vera colazione calabrese</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/10/28/roberti-la-vera-colazione-calabrese/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nada Roberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2020 16:06:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#biblioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[bergamotto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Colazione. Lusso di cui ancora non riesco a capacitarmi dopo anni e anni di caffè ingollato in fretta tra figli da spronare a non fare tardi e studenti che mi aspettavano per la prima ora. Tè, un ottimo tè e i soliti biscotti del supermercato.Mi blocco con la teiera in mano. No, oggi voglio fare una colazione come si addice a una vera figlia della Calabria. &#8220;Calabria, terra mia&#8221;. Via&#8230;</p>
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<p>Colazione. Lusso di cui ancora non riesco a capacitarmi dopo anni e anni di caffè ingollato in fretta tra figli da spronare a non fare tardi e studenti che mi aspettavano per la prima ora. Tè, un ottimo tè e i soliti biscotti del supermercato.<br>Mi blocco con la teiera in mano. No, oggi voglio fare una colazione come si addice a una vera figlia della Calabria. &#8220;Calabria, terra mia&#8221;.</p>



<p>Via questi infusi provenienti direttamente dall’Inghilterra o addirittura dalla Cina, paesi stranieri che nulla hanno a che fare con le nostre belle tradizioni. Ci vuole una bella spremuta, a mano, senza spremiagrumi elettrico, (infernali aggeggi moderni) di… vediamo un po’… bergamotto. Sembra un limone, ma in realtà è tutt’altro. È l’oro della Calabria. Non lo sapevate? Ora lo sapete. Lo posso mangiare, o bere, e la buccia la farò poi macerare nell’acqua e la userò come profumo. E per la bevanda è fatta. </p>



<p>E poi? Niente dolce, salato. L’ideale è una buona fetta di soppressata. Vuoi che non l’abbia nella dispensa o nella vecchia credenza mia sorella? Presto, un salto all&#8217;antica casa con l’intonaco che cade e il portale maestoso. E sì, mia sorella me l’ha conservata la soppressata. La figlia, una ragazzina veramente a modo, con boccoli e gonna al ginocchio, mi chiede &lt;&lt;Dove vuoi che ti “porto” la soppressata? a casa?>> C’è qualcosa che non mi torna nella domanda, ma non è certo la mancanza di finocchietto. Deve essere qualcosa che ha a che fare con la grammatica della scuola elementare. Sì, grazie.</p>



<p>Torno a casa e lungo la strada approfitto per salutare la Comara che si affaccia dal balconcino e mi chiama a gran voce mentre dei ragazzi, amici dei miei figli, seduti sulla panchina (sono in ferie, hanno perso il lavoro, il lavoro non lo cercano, hanno diritto al reddito di cittadinanza, sono i risaputi fannulloni meridionali?) elegantissimi in bretelle e coppola, barba nera e folta, mi chiedono se sto andando a fare una passeggiata fra i filari di clementine. Mi fanno tornare in mente mio nonno e le profonde, esistenziali domande e risposte che ci scambiavamo.</p>



<p>A casa. Mi preparo la tavola per la sospirata colazione. Scelgo una bella tovaglia a quadretti rossi, un sobrio piatto di terracotta. Metto su una bella musichetta orecchiabile e popolare che mi accompagnerà. Mi accingo a gustare le mie delizie, ma sono interrotta da mio nipote che urla dalla strada che lo scooter non gli parte. Mi sporgo dalla finestra e lo rassicuro &lt;&lt;Puoi prendere l’asinello, a me oggi non serve>>. Mio nipote lo afferra dalla cavezza e si incammina mentre io sbracciandomi gli lancio un &#8220;Alla salute&#8221; di arrivederci.</p>



<p>Mi attardo compiaciuta a guardare la piazza sottostante dove le buone donne riempiono grandi ceste di clementine, mentre i buoni mariti fanno la partita a carte a tavoli da quattro. Meno male che hanno messo la canottiera, comincia a fare un po’ fresco, si dicono tra loro le brave massaie. Sospiro soddisfatta e chiudo le imposte dimenticando di avere poggiato sul davanzale un grande piatto rustico, ricolmo di tutti gli agrumi calabresi, che precipita giù.<br>Mi sporgo a guardare, tra il panico e la speranza, se sia caduto sulla testa giusta tutto questo bendidio della &#8220;Calabria, terra mia&#8221;.</p>



<p>Patologia: deriva insidiosa verso banalità, stereotipi, cliché.<br>Terapia: lasciate stare succhi e pregiudizi improponibili e bevete un buon tè inglese Earl Grey (tanto è aromatizzato con scorza di bergamotto) e contemporaneamente sfogliate una Grammatica italiana. Qui vi potete accontentare anche di un testo per scuola elementare.</p>
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