<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Onestà Archivi - ilcaffeonline</title>
	<atom:link href="https://ilcaffeonline.it/tag/onesta/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/onesta/</link>
	<description>Il coraggio di conoscere</description>
	<lastBuildDate>Wed, 16 Feb 2022 17:37:24 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.4.2</generator>

<image>
	<url>https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/cropped-avatar-ilcaffeonline-32x32.png</url>
	<title>Onestà Archivi - ilcaffeonline</title>
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/onesta/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>30 anni fa mani pulite. Ma l&#8217;Italia non sognò di cambiare</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/02/16/deluca-30-anni-fa-mani-pulite-ma-italia-non-sogno-di-cambiare/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/02/16/deluca-30-anni-fa-mani-pulite-ma-italia-non-sogno-di-cambiare/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pietro De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2022 15:16:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#iltempodiuncaffe]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Di Pietro]]></category>
		<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Galera]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Goffredo Buccini]]></category>
		<category><![CDATA[Magistrati]]></category>
		<category><![CDATA[Mani pulite]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Onestà]]></category>
		<category><![CDATA[Pio Albergo Trivulzio]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Saverio Borrelli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4079</guid>

					<description><![CDATA[<p>Chissà perché, appena si avverte che le cose non vanno per il verso giusto, il primo provvedimento che scatta è sempre lo stesso: mani pulite. Forse perché le mani trasportano da una parte all’altra, e in questo incessante movimento non sempre prelevano dalla parte giusta e depositano in quella altrettanto legittimata a ricevere. Fu così che, trent’anni orsono, di questi giorni stava giungendo ai nastri di partenza una bufera giudiziaria&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/02/16/deluca-30-anni-fa-mani-pulite-ma-italia-non-sogno-di-cambiare/">30 anni fa mani pulite. Ma l&#8217;Italia non sognò di cambiare</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Chissà perché, appena si avverte che le cose non vanno per il verso giusto, il primo provvedimento che scatta è sempre lo stesso: mani pulite. Forse perché le mani trasportano da una parte all’altra, e in questo incessante movimento non sempre prelevano dalla parte giusta e depositano in quella altrettanto legittimata a ricevere. Fu così che, trent’anni orsono, di questi giorni stava giungendo ai nastri di partenza una bufera giudiziaria che ebbe inizio il 17 febbraio e che fece tremare letteralmente l’Italia e gli italiani.</p>



<p>Sulla scrivania di Antonio Di Pietro, allora pubblico ministero della procura della Repubblica presso il tribunale di Milano, arrivò una cartellina con una querela per diffamazione nei confronti di un imprenditore che, sul quotidiano nazionale Il Giorno, aveva denunciato il racket delle pompe funebri nel Pio Albergo Trivulzio, residenza di 1600 anziani. Il dott. Di Pietro decise di archiviare la questione, forse perché la valutò piccola cosa, o forse perché fece questo ragionamento: se toccano persino i morti, vuol dire che siamo arrivati al capolinea della corruzione.</p>



<p>E così decise di rimanere sulla palla, seguì le orme dei trascinatori di denaro e li visitò dal luogo di prelievo alle banche di destinazione. Il primo nome che venne fuori fu quello di Mario Chiesa, sorpreso con le mani nel barattolo della marmellata. La marmellata sarà stata sicuramente di ciliegie perché da quel giorno nome chiama nome e il susseguirsi degli arresti sembrava quasi non doversi più fermare.</p>



<p>“Mani pulite” fu la denominazione dell’inchiesta che sempre più si allargava fino a far nascere il famoso pool di pubblici ministeri guidato dal procuratore Saverio Borrelli. Tremò dapprima il mondo della politica e dell’imprenditoria. E furono giorni di lacrime e sangue poiché dalla disperazione uomini in vista ma anche fino a quel momento talaltri sconosciuti arrivarono alla determinazione di togliersi la vita.</p>



<p>E’ ancora in corso di lettura e quindi di riflessione tutto quello che accadde in quei mesi. E si capisce benissimo come non sia facile ancora oggi una comprensione unitaria di fatti, protagonisti e vicende che richiedono la partecipazione di storici, giuristi, analisti di costume, politologi e sociologi per venirne a capo. Fra qualche decennio le cose per chi leggerà risulteranno più chiare di quanto lo siano ai nostri giorni.</p>



<p>Per Goffredo Buccini, allora giovane cronista del Corriere della Sera, che ne ha composto in un recente volume lo scorrimento, si è trattato di “un’illusione, quella cioè dell’idea fuorviante di poter rammentare il tessuto etico di un Paese, attraverso un processo penale”.</p>



<p>E questo perché: la corruzione c’era e c’è nella nostra cara Italia. E’ più diffusa di quanto si pensi. La stagione di Mani Pulite approdò a Tangentopoli per significare che la tangente non è fatto isolato ma coinvolge la città e ogni città ha la sua con proprie e codificate ritualità attraverso le quali ammorba l’aria, rende tortuosa la vivibilità, uccide l’economia, adultera i rapporti, inclina la fiducia, recide sul nascere tentativi di impresa e chiude la porta ad investimenti promozionali.</p>



<p>Gli italiani divennero tifosi di Mani Pulite dalla sera alla mattina senza farsi ingaggiare da alcuno. Erano certi che in galera sarebbero andati politici famosi, capitani d’industria e boiardi di Stato. Come a indicare che la corruzione era là, comunque lontana, molto lontana da casa mia, dal mio quartiere e dalla mia città. Poi le inchieste cominciarono ad espandersi. Della materia economica e degli ingranaggi oleati con denaro sporco fu sollevato solo il lembo del mantello che tutto copriva. </p>



<p>Allorché l’operazione verità fu proclamata solennemente, il tifo si abbassò, come a dire: “Non è che questi signori magistrati abbiano in mente di venire a verificare come va l’orticello di casa mia? E, no. Che vadano altrove”. E questo perché l’infermiere (o anche il dottore) sarebbe potuto essere sorpreso mentre intascava 200mila lire per la soffiata alle onoranze funebri per l’avvenuto decesso, l’ispettore del lavoro per i pochi soldi ottenuti in cambio di un occhio chiuso sulle misure di sicurezza inesistenti in un cantiere, il vigile urbano compensato con la spesa gratis in cambio del mancato controllo delle bilance.</p>



<p>Insomma, Mani Pulite come una specie di ispezione generale ma anche singolo per singolo per verificare la correttezza di ogni cittadino? E fu così che Mani Pulite finì per essere il sogno di una nazione che neanche per sogno invocava un’era nuova. Tanto meno, stante così le cose, poteva aspettarsela dall’operato della magistratura. Ha detto Norberto Bobbio ad un amico: “Le vere rivoluzioni sono quelle del costume, non quelle politiche”.</p>



<p>Sono trascorsi 30 anni da quando accadde qualcosa che doveva fare lezione alla politica e al costume degli italiani. Ciò che accadde punì alcuni, fece spaventare molti, persuase non pochi che l’onestà premia, rilasciò il permesso a tanti che delinquere si può perché la giustizia quando arriva, e se arriva, è sempre tardi e serve a poco.</p>



<p>Quel che resta certa è l’impresa quotidiana di costruire un mondo nuovo, ma non con le regole e la conseguente punizione se non le assecondi, ma con la semplice convinzione che una vita onesta e pulita è garanzia di una esistenza più felice. E questa si costruisce.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/02/16/deluca-30-anni-fa-mani-pulite-ma-italia-non-sogno-di-cambiare/">30 anni fa mani pulite. Ma l&#8217;Italia non sognò di cambiare</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/02/16/deluca-30-anni-fa-mani-pulite-ma-italia-non-sogno-di-cambiare/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La fatica della democrazia</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/10/10/raco-la-fatica-della-democrazia/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/10/10/raco-la-fatica-della-democrazia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Oct 2021 16:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Whatever it takes]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Mantovani]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiguità]]></category>
		<category><![CDATA[Campidoglio]]></category>
		<category><![CDATA[CGIL]]></category>
		<category><![CDATA[Cinque Stelle]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[Complottismo]]></category>
		<category><![CDATA[Conte]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Destra]]></category>
		<category><![CDATA[Di Maio]]></category>
		<category><![CDATA[Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[Fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Forza Nuova]]></category>
		<category><![CDATA[Forze dell&#039;ordine]]></category>
		<category><![CDATA[Ignoranza]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[M5S]]></category>
		<category><![CDATA[Mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[Meloni]]></category>
		<category><![CDATA[Onestà]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Partiti]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Polizia]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Romano Prodi]]></category>
		<category><![CDATA[Salvini]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[Squadrismo]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
		<category><![CDATA[Uno vale uno]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccino]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3651</guid>

					<description><![CDATA[<p>Inutile girarci intorno, ieri in piazza a Milano e soprattutto a Roma sono scesi l’ignoranza e lo squadrismo fascista. La solidarietà deve andare non solo a tutte le forze armate impegnate a mantenere l’ordine ma anche alle Istituzioni e alle parti sociali che sono state oggetto degli attacchi violenti. Il problema non sta nella sola gestione dell’ordine pubblico, che per l’ennesima volta è sembrata impreparata, ma nella definitiva presa d’atto&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/10/10/raco-la-fatica-della-democrazia/">La fatica della democrazia</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Inutile girarci intorno, ieri in piazza a Milano e soprattutto a Roma sono scesi l’ignoranza e lo squadrismo fascista. La solidarietà deve andare non solo a tutte le forze armate impegnate a mantenere l’ordine ma anche alle Istituzioni e alle parti sociali che sono state oggetto degli attacchi violenti. </p>



<p>Il problema non sta nella sola gestione dell’ordine pubblico, che per l’ennesima volta è sembrata impreparata, ma nella definitiva presa d’atto che nel nostro Paese esiste una frangia di destra squadrista, da emarginare e combattere con determinazione, ma anche una importante porzione di cittadinanza che manifesta con violenza contro lo Stato.</p>



<p>Ha ben ragione Romano Prodi a dire che la sua paura “è la stanchezza della democrazia” che si avverte tra molti cittadini. “Perché la democrazia è faticosa”, ha aggiunto. Si Professore, è faticoso far capire a molti italiani che proprio la democrazia, che ritengono sospesa, consente loro di andare in piazza a manifestare contro lo Stato, fianco a fianco, colpevolmente e forse ambiguamente, con i più violenti ed eversivi gruppi para politici che agiscono nel nostro Pese.</p>



<p>Al grido “libertà libertà”, che ricorda tanto “onestà onestà”, migliaia di cittadini hanno invaso la sede della CGIL e hanno aggredito le nostre Forze dell’ordine per sostenere sciocche e folli teorie complottiste e antiscientifiche sull’efficacia del vaccino e l’utilizzo del green pass da parte dello Stato. </p>



<p>A questo punto ci auguriamo tre cose: che la gestione dell’ordine pubblico sia in futuro capace di prevedere e gestire meglio questo tipo di azioni violente. Ieri quei facinorosi hanno attaccato la sede del primo sindacato italiano e sono arrivati a dieci passi dai portoni delle nostre Istituzioni. La capitale del Paese è stata tenuta in ostaggio per un intero pomeriggio. Non è la prima volta e speriamo che sia l’ultima.</p>



<p>Che i partiti di destra si impegnino senza ambiguità ad allontanare ed emarginare tutti i gruppi violenti e nostalgici ancora attivi in Italia e che si preveda lo scioglimento di alcune organizzazioni come Forza nuova</p>



<p>Che il M5S, fautore della teoria dell’uno vale uno, in base alla quale nella lotta alla pandemia &#8211; ad esempio &#8211; il parere del primo ignorante vale quanto quello del prof. Mantovani, compia un ulteriore passo verso la democratizzazione di un partito nato per aprire le Istituzioni come scatolette di tonno e finito per sigillarsi dentro quelle scatolette, nel timore di perdere il potere conquistato.</p>



<p>Abbiamo le foto di Mattarella e Draghi che fanno il vaccino. Ci mancano quelle di Conte, Di Maio, Meloni e Salvini. Questa ambiguità deve finire. Non può più essere accettata in modo particolare dopo la serata di ieri che tanto ci ha ricordato l’attacco del 6 gennaio al Campidoglio.</p>



<p>Servono parole di chiarezza. Si al vaccino, Si al green pass, No ad ogni tipo di ambiguità su questi temi. Basta tollerare ancora episodi di violenza nei confronti delle Istituzioni nella speranza di conquistare una manciata di voti in libera uscita che vanno semmai allenati nuovamente a confrontarsi con la fatica della democrazia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/10/10/raco-la-fatica-della-democrazia/">La fatica della democrazia</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/10/10/raco-la-fatica-della-democrazia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bartolomeo Romano: bene Cartabia ma c&#8217;è tanto ancora da fare, a cominciare dalla divisione delle carriere</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/07/10/raco-bartolomeo-romano-bene-riforma-cartabia-ma-ce-tanto-da-fare-a-cominciare-dalla-divisione-delle-carriere/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/07/10/raco-bartolomeo-romano-bene-riforma-cartabia-ma-ce-tanto-da-fare-a-cominciare-dalla-divisione-delle-carriere/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jul 2021 09:33:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo viso non mi è nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Abuso d&#039;ufficio]]></category>
		<category><![CDATA[Bancarotta]]></category>
		<category><![CDATA[Bartolomeo Romano]]></category>
		<category><![CDATA[Bonafede]]></category>
		<category><![CDATA[Burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Carceri]]></category>
		<category><![CDATA[Cartabia]]></category>
		<category><![CDATA[CdM]]></category>
		<category><![CDATA[Concussione]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Superiore della Magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[Convenzione Europea Diritti dell&#039;Uomo]]></category>
		<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[CSM]]></category>
		<category><![CDATA[Demagogia]]></category>
		<category><![CDATA[Depenalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto amministrativo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto civile]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto penale]]></category>
		<category><![CDATA[Divisione carriere]]></category>
		<category><![CDATA[Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Giudici]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Imputato]]></category>
		<category><![CDATA[Magistrati]]></category>
		<category><![CDATA[Onestà]]></category>
		<category><![CDATA[Populismo]]></category>
		<category><![CDATA[Prescrizione]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblici ministeri]]></category>
		<category><![CDATA[Tangentopoli]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3282</guid>

					<description><![CDATA[<p>E’ soddisfatto dell’accordo raggiungo in Consiglio dei Ministri sulla Giustizia?Moderatamente soddisfatto. Partivamo da una riforma Bonfavede che aveva sostanzialmente eliminato la prescrizione dopo il primo grado di giudizio; venivamo da un disegno di legge, presentato dall’ex ministro Bonafede, che aveva tanti punti forcaioli e comunque in grado di limitare le libertà dei cittadini e delle loro difese nei processi. E’ evidente che qualunque intervento non poteva che migliorare lo statu&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/07/10/raco-bartolomeo-romano-bene-riforma-cartabia-ma-ce-tanto-da-fare-a-cominciare-dalla-divisione-delle-carriere/">Bartolomeo Romano: bene Cartabia ma c&#8217;è tanto ancora da fare, a cominciare dalla divisione delle carriere</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>E’ soddisfatto dell’accordo raggiungo in Consiglio dei Ministri sulla Giustizia?</strong><br>Moderatamente soddisfatto. Partivamo da una riforma Bonfavede che aveva sostanzialmente eliminato la prescrizione dopo il primo grado di giudizio; venivamo da un disegno di legge, presentato dall’ex ministro Bonafede, che aveva tanti punti forcaioli e comunque in grado di limitare le libertà dei cittadini e delle loro difese nei processi. E’ evidente che qualunque intervento non poteva che migliorare lo statu quo ante. In questo senso la riforma Cartabia non è la riforma auspicabile in assoluto ma certamente è migliorativa.</p>



<p><strong>Evidentemente di più era davvero difficile.</strong><br>Bisogna tenere presente il contesto nella quale questa riforma nasce, quella di un governo “patchwork”, fatto da tanti piccoli pezzi di tessuto che nell’insieme non danno il senso di un colore prevalente o dominante. Tuttavia questa complessità di colori ha attenuato le asperità più evidenti che c’erano nei passati progetti di riforma in materia penale.</p>



<p><strong>Cosa pensa della prescrizione sospesa dopo il primo grado di giudizio?</strong><br>Penso che era una assoluta inciviltà giuridica. Dirò di più, dal mio punto di vista era una norma che chiaramente confliggeva con l’articolo 111 della Costituzione, che pretende un processo rapido; confliggeva con l’impianto complessivo della Costituzione, che mette al centro la persona umana e non mette la persona umana nelle mani dello Stato per tutta la sua vita. La riforma Bonafede trasformava il cittadino in un potenziale perenne imputato e la vittima in un soggetto questuante, che cercava giustizia nelle aule senza mai vedere la fine del processo penale.</p>



<p><strong>Dannosa per tutti quindi, sia per gli imputati che per le vittime.</strong><br>Precisamente, la riforma Bonafede, quella che sospendeva la prescrizione dopo il primo grado di giudizio, era dannosa sia per i potenziali autori del reato sia per le potenziali vittime, era in contrasto con i principi di civiltà giuridica, peraltro anche riaffermati dalla Convenzione Europea dei diritti dell’uomo. Quella riforma andava superata.</p>



<p><strong>Cosa c’è di preciso che non va nella riforma Cartabia?</strong><br>La riforma Cartabia l’ha superata in modo migliorativo, non certamente il migliore, perché pasticcia un po’ tra la prescrizione sostanziale, alla Bonafede, che in qualche modo apparentemente rimane, e la introdotta improcedibilità del processo in grado di appello e in grado di Cassazione che è una misura di stampo processual penalistico. Insomma questa riforma mette insieme due cose che non parlano un linguaggio comune e un po’ complicano agli occhi dei cittadini la soluzione prospettata.</p>



<p><strong>Per completare la riforma quali temi occorre ancora affrontare?</strong><br>Bisognerebbe dare uno scossone forte all’albero della Giustizia. Bisognerebbe avere, la forza, il coraggio e la visione prospettica di introdurre una serie di misure. In pillole potremmo così riassumerle: bisognerebbe inserire una forte opera di depenalizzazione, in grado di togliere le erbacce sotto l’albero e consentire un numero di reati più smaltitili dalla macchina processuale attuale: ci sono troppi processi e le forze in campo per smaltirli non ci sono.</p>



<p><strong>Secondo?</strong><br>Rafforzare in modo deciso i riti alternativi, dal patteggiamento all’abbreviato. Cercare di portare al processo il meno numero di casi possibili smaltendoli in forma alternativa. Bisogna avere il coraggio di dare alla persona sottoposta alle indagini da un lato e alla vittima dall’altro dei mezzi di risoluzione del contrasto molto più appetibili e convincenti. In questo senso sarebbe da rafforzare ulteriormente la giustizia riparativa, che pure finalmente fa il suo ingresso nel progetto Cartabia in sede penale.</p>



<p><strong>Basta così?</strong><br>No, poi bisognerebbe rafforzare gli organici perché i magistrati che abbiamo a fronte della popolazione e ai processi esistenti è un numero ancora insufficiente. Infine bisognerebbe avere il coraggio di fare la riforma delle riforme.</p>



<p><strong>Quale?</strong><br>Quella che allineerebbe la cultura giuridica del processo penale italiano all’art. 111 della Costituzione, cioè la separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici.</p>



<p><strong>Tanta roba.</strong><br>Tante cose si potrebbero fare, ne ho potuto enumerare soltanto alcune, ma queste cose richiederebbero grande coraggio, un polso fermo e sapere resistere all’inevitabile contrasto di certe parti della politica e di certe parti, prevalenti forse, di magistratura associata. Bisognerebbe avere un coraggio e una visione che, mi rendo conto, la struttura del Governo attuale forse non riesce ad avere fino in fondo.</p>



<p><strong>L’ossessione dei reati contro la PA porta davvero a raggiungere, nelle riforme, compromessi al ribasso?</strong><br>Ho dedicato un volume di 700 pagine al tema dei delitti contro la Pubblica Amministrazione. Io penso che a partire dal 1992 almeno, da tangentopoli, ci sia stata una vera e propria ossessione per il contrasto alla corruzione. E’ sacrosanto che la corruzione, la concussione, i reati contro la pubblica amministrazione vadano perseguiti sino in fondo, che i colpevoli vadano individuati e condannati, ma utilizzando reati seri. Un altro volume l’ho dedicato all’abuso d’ufficio, che io preferirei fosse addirittura eliminato dal panorama giuridico italiano per i tanti difetti che presenta.</p>



<p><strong>Tutto nasce da tangentopoli quindi.</strong><br>Dal 1992 c’è stata una vera ossessione per il contrasto alla corruzione, dimenticando che la Pubblica Amministrazione interessa i cittadini prevalentemente per la sua efficienza, per la sua produttività, per la sua capacità di accompagnare il Paese, mentre noi abbiamo creato un mostro giuridico e amministrativo che è la burocrazia, che finisce per ingabbiare le capacità produttive del Paese, terrorizzata &#8211; giustamente devo dire &#8211; dalle azioni sparse dei pubblici ministeri sul territorio. Questa ossessione per l’onestà, che è assolutamente condivisibile ma dovrebbe essere una condizione generalizzata e comune, finisce per far guardare il dito e non la luna.</p>



<p><strong>Cos’è la luna che non riusciamo a vedere?</strong><br>Il vero problema in Italia è che la Pubblica Amministrazione non funziona. Se le forze politiche dedicassero maggiore attenzione a questo profilo forse il Paese camminerebbe più speditamente, punendo i colpevoli ma non bloccando l’apparato statuale con minacce di indagini. Noi dobbiamo lavorare seriamente per migliorare il nostro Stato non per fare riforme di facciata. Questo allungamento soltanto per la corruzione e per la concussione e non per esempio per le bancarotte e altri reati particolarmente gravi appare veramente frutto di una demagogia e di un populismo legislativo che speravamo di aver dimenticato.</p>



<p><strong>La riforma della giustizia è una delle condizioni poste dall’UE per avere i fondi previsti dal PNRR. E’ il primo passo che ci consentirà finalmente di realizzare riforme da troppo tempo rimandate?</strong><br>Che ce lo chieda l’Europa in realtà è un di più perché lo avremmo dovuto fare da noi, non avremmo dovuto aspettare che l’Unione Europea ce lo imponesse nei fatti per darci quei fondi così ampi. Lo avremmo dovuto dire noi a voce forte e a testa alta: la riforma penale, civile, amministrativa non va e la dobbiamo cambiare. Se l’Europa ci aiuta a farlo dandoci i mezzi economici è una buona cosa. Ogni tanto la carota va accompagnata dal bastone. L’Europa in questo caso ci dà sia la carota che il bastone. Prendiamoli entrambi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/07/10/raco-bartolomeo-romano-bene-riforma-cartabia-ma-ce-tanto-da-fare-a-cominciare-dalla-divisione-delle-carriere/">Bartolomeo Romano: bene Cartabia ma c&#8217;è tanto ancora da fare, a cominciare dalla divisione delle carriere</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/07/10/raco-bartolomeo-romano-bene-riforma-cartabia-ma-ce-tanto-da-fare-a-cominciare-dalla-divisione-delle-carriere/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
