<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>PPI Archivi - ilcaffeonline</title>
	<atom:link href="https://ilcaffeonline.it/tag/ppi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/ppi/</link>
	<description>Il coraggio di conoscere</description>
	<lastBuildDate>Fri, 04 Jun 2021 08:54:44 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.4.2</generator>

<image>
	<url>https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/cropped-avatar-ilcaffeonline-32x32.png</url>
	<title>PPI Archivi - ilcaffeonline</title>
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/ppi/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Pierluigi Castagnetti: restituire ai cittadini la soggettività politica. Così tornerà la credibilità della politica</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/06/02/cuzzocrea-castagnetti-restituire-ai-cittadini-la-soggettivita-politica-cosi-tornera-anche-la-credibilita-della-politica/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/06/02/cuzzocrea-castagnetti-restituire-ai-cittadini-la-soggettivita-politica-cosi-tornera-anche-la-credibilita-della-politica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Cuzzocrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jun 2021 08:54:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo viso non mi è nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[1946]]></category>
		<category><![CDATA[2 Giugno]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Moro]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea Costituente]]></category>
		<category><![CDATA[Capo dello Stato]]></category>
		<category><![CDATA[DC]]></category>
		<category><![CDATA[De Gasperi]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Dossetti]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Letta]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Legge elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[M5S]]></category>
		<category><![CDATA[Mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[monarchia]]></category>
		<category><![CDATA[Pierluigi Castagnetti]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[PPI]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3125</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 2 giugno è iniziata la nostra avventura repubblicana e le donne votano per la prima volta. Perché la condizione femminile è ancora un tema di grande attualità?Perché la condizione femminile non allude solo a materie di competenza della legge, ma a un quadro più generale che coinvolge la dimensione culturale in generale e quella antropologica in particolare, a pregiudizi e a giudizi molto risalenti, indotti dai costumi, abitudini e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/06/02/cuzzocrea-castagnetti-restituire-ai-cittadini-la-soggettivita-politica-cosi-tornera-anche-la-credibilita-della-politica/">Pierluigi Castagnetti: restituire ai cittadini la soggettività politica. Così tornerà la credibilità della politica</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Il 2 giugno è iniziata la nostra avventura repubblicana e le donne votano per la prima volta. Perché la condizione femminile è ancora un tema di grande attualità?</strong><br>Perché la condizione femminile non allude solo a materie di competenza della legge, ma a un quadro più generale che coinvolge la dimensione culturale in generale e quella antropologica in particolare, a pregiudizi e a giudizi molto risalenti, indotti dai costumi, abitudini e spesso influenze morali di natura religiosa, i cui cambiamenti normalmente non avvengono rapidamente, in Italia e anche negli altri paesi. Con ciò non voglio negare la responsabilità della politica nel ritardo con cui si è provveduto a estendere una parte dei diritti costituzionali alle donne. Se pensiamo che le donne fino al 1956 non potevano accedere ai concorsi in magistratura, che il nuovo diritto di famiglia è stato approvato solo negli anni settanta e che ancora alla fine degli anni sessanta Aldo Moro accusava la maggioranza delle forze politiche di non accorgersi che stavano maturando nel paese le condizioni di una sorta di “rivoluzione femminile e giovanile”, ben si capisce a cosa mi riferisco.</p>



<p><strong>Il 2 giugno va anche ricordato per la prima applicazione del suffragio universale.</strong><br>Il 75’ anniversario di questo “2 giugno” va anche ricordato per la prima applicazione del suffragio universale, prima nelle elezioni amministrative nella primavera del 1946 poi in quelle referendarie e costituenti, voluto dal governo De Gasperi e da tutte le forze della Resistenza. Era diffusa in quei mesi la convinzione che l’estensione del voto alle donne avrebbe aumentato l’astensionismo, e invece accadde il contrario, anche nel mezzogiorno votarono più donne che uomini. Sul tema del referendum istituzionale vi erano delle resistenze in alcune forze della sinistra convinte che il voto femminile avrebbe favorito la monarchia, e invece si verificò uno scarto di ben 2 milioni di voti a favore della repubblica.</p>



<p><strong>Ha avuto ragione De Gasperi?</strong><br>Si, ha avuto ragione De Gasperi, che pure non volle che la DC facesse una scelta di merito precisa per non regalare il consenso monarchico tutto alla destra, pur non impedendo ai suoi due vicesegretari, Dossetti e Mattarella, di fare campagna attivissima a favore della repubblica – quando, assieme ad altri per la verità, si oppose all’idea di affidare la scelta istituzionale all’Assemblea costituente, nella convinzione che per non spaccare il paese occorresse mettere tale scelta nelle sue mani. E così il 2 giugno divenne veramente festa di tutti.</p>



<p><strong>Lo stesso referendum segnava una differenza di consenso tra Repubblica e Monarchia tra nord e sud. Le differenze di allora sono state motivo del diverso modello di crescita politica ed economica del secondo dopoguerra?</strong><br>No. Le ragioni furono diverse. Al sud non c’era, diversamente dal nord, una preesistenza industriale importante, se si fa eccezione per il polo di Napoli che, ad esempio nell’industria bellica, non era inferiore. Ma al sud mancava un vero spirito d’impresa: ciò che esisteva era industria di stato. Dipendenza dallo Stato vs. intraprendenza privata fu il dilemma decisivo. E poi le infrastrutture. Non solo nella viabilità, ma anche nei nascenti settori della finanza, della ricerca e dell’università. Tutti gap che hanno trascinato la loro influenza nei decenni successivi. Senza parlare della criminalità organizzata per lo più risalente alla fine dell’ottocento: già allora si parlava di mafia, ‘ndrangheta e camorra. E, purtroppo, del suo rapporto con la politica (al riguardo mi permetto suggerire la lettura di un testo di storia interessantissimo, uscito nel 1904 e ristampato in anastatica da Laterza nel 2001, “L’Italia d’oggi” di Bolton King e Thomas Okey).</p>



<p><strong>In una sola tornata elettorale gli italiani scelsero la Repubblica e la composizione dell&#8217;Assemblea Costituente. Cosa pensa della proposta di una nuova costituente?</strong><br>Non sono d’accordo. I vecchi costituzionalisti erano soliti dire che “le costituzioni sono quelle leggi che i popoli si danno nei loro momenti di maggiore saggezza per difendersi dai momenti di maggiore dissennatezza”. La nostra costituzione assolve ancora benissimo a questa missione di difesa del popolo italiano e del suo destino.</p>



<p><strong>Dopo l&#8217;ultima riforma costituzionale erano stati promessi dei correttivi alla riduzione dei parlamentari. Cosa pensa del ritardo a riguardo?</strong><br>Ne penso malissimo. Sono molto preoccupato. Paradossalmente l’attuale condizione parlamentare che non definisce maggioranze veramente autosufficienti, rappresenta una condizione ideale per scrivere una riforma elettorale genuinamente condivisa. Il rischio è che torniamo a votare con questa legge elettorale e che nella prossima legislatura, se si determinerà una maggioranza netta, si faccia una legge elettorale secondo le proprie convenienze, come è accaduto purtroppo più di una volta negli ultimi venti anni. Ma non si capisce perché non si proceda neppure a modificare i regolamenti delle Camere per adeguarli al minor numero di parlamentari, disattendendo a indicazioni precise della Corte e a ripetute esortazioni del Capo dello Stato.</p>



<p><strong>In Italia l&#8217;affluenza al voto è andata diminuendo&nbsp;con il tempo. Il diritto di voto ai sedicenni può dare un impulso alla partecipazione democratica?</strong><br>Personalmente ho molte riserve al riguardo. Sono d’accordissimo con la scelta di Enrico Letta di mettere al centro del dibattito parlamentare e della politica del governo la “questione giovanile” e la perdurante “questione femminile”. Però dubito che l’estensione del voto ai sedicenni sia decisiva al riguardo. Non ne faccio questione di maturità, i giovani oggi sono maturi più di quanto non si pensi. Semmai di interesse per la politica, in un’età in cui ancora nessuno li ha preparati, neppure la scuola. Ma occorre andare al cuore del problema che è quello di offrire ai ragazzi una prospettiva di futuro concreta e credibile. Non sono un “benaltrista”, anzi, tutto quello che muove la storia mi interessa. Ma penso appunto a una strategia di lotta alle diseguaglianze crescenti, tra generazioni, condizioni occupazionali, accessibilità ai servizi nei diversi contesti territoriali, rimozione degli ostacoli di partenza. Occorre agire urgentemente, prima che la situazione possa esplodere.</p>



<p><strong>I partiti del 1946 sono molto diversi da quelli di oggi, così come è molto diversa la società. È il momento di dare piena attuazione alla previsione del &#8220;metodo democratico&#8221; richiamata dall&#8217;art 49?</strong><br>È sempre il momento, visto che tutti i tentativi al riguardo sono falliti. Dal punto di vista democratico ciò continua a rappresentare oggettivamente un vulnus. I partiti non si capisce cosa siano oggi: non hanno sedi, non hanno organi decisionali collegiali, non hanno controlli nell’uso delle risorse, non c’è neppure un “diritto dei partiti” nell’ordinamento e, per questo, neppure una giurisprudenza, al punto che quando si manifestano conflitti – come accadde ieri nel PPI e oggi nei 5S – tutto si paralizza. Mi rendo conto che la situazione della forma-partito è molto cambiata rispetto a 75 anni fa, la rivoluzione digitale ha cambiato le modalità di partecipazione non solo per la politica, ma non si può accettare il totale capovolgimento della soggettività politica definita dall’art.49. Dobbiamo restituire ai cittadini ciò che loro è stato confiscato, la soggettività politica, appunto. E così tornerà anche la credibilità della politica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/06/02/cuzzocrea-castagnetti-restituire-ai-cittadini-la-soggettivita-politica-cosi-tornera-anche-la-credibilita-della-politica/">Pierluigi Castagnetti: restituire ai cittadini la soggettività politica. Così tornerà la credibilità della politica</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/06/02/cuzzocrea-castagnetti-restituire-ai-cittadini-la-soggettivita-politica-cosi-tornera-anche-la-credibilita-della-politica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Franco Marini e il ruolo dei cattolici</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/02/10/assogna-franco-marini-e-il-ruolo-dei-cattolici/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/02/10/assogna-franco-marini-e-il-ruolo-dei-cattolici/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonello Assogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2021 11:31:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eppur si muove]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Moro]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Donat Cattin]]></category>
		<category><![CDATA[CGIL]]></category>
		<category><![CDATA[CISL]]></category>
		<category><![CDATA[DC]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia Cristiana]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Tarantelli]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Marini]]></category>
		<category><![CDATA[L&#039;Aquila]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Popolare Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Pierre Carniti]]></category>
		<category><![CDATA[PPI]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblico impiego]]></category>
		<category><![CDATA[Senato della Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[sindacato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2645</guid>

					<description><![CDATA[<p>Devo tornare alla mia infanzia per ricordare il primo incontro con Franco Marini. Era il periodo a cavallo tra gli anni ’60 e ’70; il fermento sociale nel Paese stava raggiungendo l’apice e il sindacato e ampi settori della politica cercavano di interpretare e rappresentare al meglio le istanze provenienti dal mondo del lavoro e dalla società in generale. Le fabbriche del Nord Italia rappresentavano per l’opinione pubblica l’idea di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/02/10/assogna-franco-marini-e-il-ruolo-dei-cattolici/">Franco Marini e il ruolo dei cattolici</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Devo tornare alla mia infanzia per ricordare il primo incontro con Franco Marini. Era il periodo a cavallo tra gli anni ’60 e ’70; il fermento sociale nel Paese stava raggiungendo l’apice e il sindacato e ampi settori della politica cercavano di interpretare e rappresentare al meglio le istanze provenienti dal mondo del lavoro e dalla società in generale. Le fabbriche del Nord Italia rappresentavano per l’opinione pubblica l’idea di un nuovo protagonismo dei lavoratori.</p>



<p>Erano poi gli anni in cui si stava consolidando un gruppo dirigente, che avrebbe poi caratterizzato lunghi periodi della storia del movimento sindacale italiano. Una generazione che fece del sindacato un soggetto credibile e garante non soltanto del sistema di relazioni sindacali, ma anche delle Istituzioni democratiche, sottoposte all’attacco del terrorismo, che cercava spazio a partire dai posti di lavoro.&nbsp;Di quella generazione uno dei principali interpreti fu proprio Franco Marini.</p>



<p>Franco Marini non proveniva dalle fabbriche del Nord Italia, ma dopo la formazione al Centro Studi CISL di Firenze e un periodo quale responsabile in alcune sedi zonali dell’organizzazione, assunse gradualmente un ruolo primario tra i lavoratori del Pubblico Impiego. La sua azione, a partire dalla seconda metà degli anni ’60 insieme ad altri giovani dirigenti della CISL di allora, indirizzò il tradizionale “corporativismo” dei lavoratori della Pubblica Amministrazione verso una cultura confederale, di solidarietà e di condivisione delle questioni sociali aperte nel Paese.</p>



<p>Emerse con forza proprio in quel periodo, la sua visione del ruolo dei cattolici come movimento propositivo di sollecitazioni sociali e regolatore dei meccanismi distorsivi del mercato.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Franco Marini e Pierre Carniti furono i dirigenti che ebbero la capacità di superare le diverse sensibilità culturali interne alla CISL, rafforzando la progettualità dell’organizzazione nella lotta all’inflazione – che viaggiava oltre il 20% &#8211; nel superamento delle rigidità del mercato del lavoro, nella realizzazione di nuovi assetti contrattuali con la valorizzazione del livello aziendale a garanzia del potere d’acquisto reale dei redditi da lavoro, nelle nuove politiche degli orari di lavoro. Sono i temi principali che portarono ad accordi fondamentali come il lodo Scotti del 1983 e l’accordo di San Valentino del 1984.</p>



<p>Gli anni della concertazione furono uno dei “banchi di prova” del riformismo italiano, che determinarono una frattura significativa all’interno del movimento sindacale, con la mancata sigla della CGIL all’intesa del febbraio 1984 con il Governo Craxi (il già citato accordo di San Valentino). La scelta di andare al referendum abrogativo dell’accordo da parte del PCI provocò la fine dell’esperienza federativa unitaria di CGIL-CISL e UIL. La CISL di Carniti e Marini con fermezza riaffermò la centralità della proposta riformista dell’Organizzazione, accettando la sfida elettorale e mostrandosi decisiva per la vittoria nel referendum. La CISL pagò un prezzo enorme per questa determinazione con l’uccisione da parte delle BR di Ezio Tarantelli, principale ispiratore delle politiche cisline di revisione dei meccanismi salariali.&nbsp;</p>



<p>Negli anni successivi Franco Marini, assumendo nel 1985 la guida della CISL, dopo le lacerazioni del referendum, operò pazientemente per il recupero del rapporto unitario con la CGIL senza cedimenti, ma con l’intelligenza politica che lo caratterizzava. Questa scelta di indirizzo, proseguita da Sergio D’Antoni, eletto nel 1991 alla nomina di Marini a Ministro del Lavoro, portò poi nel 1993 alla sigla del Protocollo Ciampi, uno degli accordi strutturali nella realizzazione di un modello condiviso di relazioni sindacali tra sindacato, imprese e governo.</p>



<p>La nomina a ministro del Lavoro e l’assunzione della leadership della sinistra sociale della DC con la scomparsa di Carlo Donat Cattin, fu la continuità in politica dell’esperienza sindacale.&nbsp;E poi la fermezza nella costruzione di un centrosinistra plurale, con un ruolo del PPI non subalterno e la realizzazione del progetto della Margherita e del PD, continuò a vedere Franco Marini con una sua funzione centrale e determinante, come tessitore di una rete politica a garanzia della provenienza delle varie esperienze politiche dell’alleanza progressista, senza mai perdere la capacità di dialogo con il fronte politico opposto. </p>



<p>La sua elezione a Presidente del Senato nel 2006 fu il vertice di questa parabola politica ed umana, che non meritava, a mia opinione, la mancata elezione nel 2013 a Presidente della Repubblica. A fine 2018, quando iniziò il mio lavoro nella Fondazione Ezio Tarantelli, dopo un lungo percorso nella CISL a vari livelli, ritrovai Franco Marini nella sede della Fondazione, quale componente del comitato scientifico. </p>



<p>Il mio antico rapporto con lui si è rafforzato e spesso ci siamo ritrovati in lunghi colloqui sulla politica e sulla storia degli ultimi 50 anni del Paese. Tanti sono stati gli episodi che ho avuto l’onore di sentirmi raccontare: dalla sua reazione al rapimento Moro alle tensioni successive all’accordo di San Valentino; da quando fu avvertito da parte della DIGOS dell’uccisone del Prof. Ezio Tarantelli ad alcune vicende della politica italiana che lo hanno visto protagonista. Per gran parte di noi è stato un maestro ed una guida.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/02/10/assogna-franco-marini-e-il-ruolo-dei-cattolici/">Franco Marini e il ruolo dei cattolici</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/02/10/assogna-franco-marini-e-il-ruolo-dei-cattolici/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Solidarietà, cooperazione, equità e inclusione</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/04/20/solidarieta-cooperazione-equita-inclusione/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2020/04/20/solidarieta-cooperazione-equita-inclusione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2020 13:31:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#iltempodiuncaffe]]></category>
		<category><![CDATA[Castagnetti]]></category>
		<category><![CDATA[Cattolici]]></category>
		<category><![CDATA[DC]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[PPI]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=616</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Salvatore Martino Contributo al dibattito scaturito dall’intervista a Pierluigi Castagnetti pubblicata il 18 aprile. https://ilcaffeonline.it/2020/04/18/castagnetti-18-aprile-de-gasperi-democrazia/ L&#8217;analisi che Castagnetti fa è lucida e largamente condivisibile. il problema è che, in tempi più recenti rispetto a quelli di De Gasperi, all&#8217;indomani della crisi della politica italiana, quando occorreva in maniera seria e coerente rifondare i partiti, non lo si fece perché, molti, preoccupati solo del consenso, cercarono di presentare facce nuove&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/04/20/solidarieta-cooperazione-equita-inclusione/">Solidarietà, cooperazione, equità e inclusione</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di Salvatore Martino</p>



<pre class="wp-block-verse">Contributo al dibattito scaturito dall’intervista a Pierluigi Castagnetti pubblicata il 18 aprile.
<a rel="noreferrer noopener" href="https://ilcaffeonline.it/2020/04/18/castagnetti-18-aprile-de-gasperi-democrazia/" target="_blank">https://ilcaffeonline.it/2020/04/18/castagnetti-18-aprile-de-gasperi-democrazia/</a></pre>



<p>L&#8217;analisi che Castagnetti fa è lucida e largamente condivisibile. il problema è che, in tempi più recenti rispetto a quelli di De Gasperi, all&#8217;indomani della crisi della politica italiana, quando occorreva in maniera seria e coerente rifondare i partiti, non lo si fece perché, molti, preoccupati solo del consenso, cercarono di presentare facce nuove che, nella maggior parte dei casi, erano espressione di politici impresentabili che, da dietro le quinte, continuarono a gestire il potere.</p>



<p>Per quanto riguarda poi, i cattolici, con la chiusura della Dc, si verificò ciò che in effetti doveva accadere. Una buona parte confluì col centro destra attraverso la creazione di due formazioni che, in effetti, raccolsero tanta gente che era nel partito ma che, in realtà, era sempre stata di destra. A sinistra, invece, con la fondazione del Ppi, si cercò di portare avanti quelle istanze sociali che da sempre erano appartenute al vecchio Partito Popolare e, successivamente, alla Democrazia Cristiana.</p>



<p>Purtroppo, in quella fase, che doveva segnare la vera novità all’interno del quadro politico nazionale, la fondazione del nuovo Partito Popolare, che si richiamava alla tradizione del cattolicesimo democratico, all’inizio, raccolse l’adesione non solo di soggetti appartenenti alla Dc ma anche di tanti altri provenienti dall’associazionismo cattolico e dalla società civile. Purtroppo ciò che avvenne, nonostante gli sforzi di Castagnetti, di Bianco e di Cananzi (ex Presidente nazionale dell’Aci) fu, in realtà, boicottato perché, in periferia, dove realmente occorreva piantare le radici del nuovo partito, i giovani e i nuovi aderenti, non sostenuti dagli organi centrali del partito, furono costretti ad abbandonare il campo perché i vecchi padronidella Dc, grazie ai loro agganci romani, divennero la faccia del nuovo partito che poi, chiaramente, dovette sparire dallo scenario politico anche perchénon avrebbe avuto successo. Contemporaneamente, conl’appoggio esplicito del cardinale Ruini al centro destra, il Ppi divenne un partito che nonostante si dichiarasse di ispirazione cattolica non godette della fiducia della gerarchia, per cui si trovò a navigare in acque abbastanza difficili.</p>



<p>Io credo, invece, che fu un errore grave far naufragare quella esperienza perché, per quanto giovane, le scelte a cui si ispirarono inizialmente i promotori, erano molto coerenti con la tradizione cattolica e, soprattutto, col progetto che Aldo Moro intendeva realizzare per il bene dell’Italia,e quel partitosarebbe potuto essereuno strumento importante per sperimentare un nuovo modo di far politica. Quel nuovo modo che, in Italia, non fu mai più cercato, nonostante le tappe successive che si cercò di realizzare con la istituzione di nuove aggregazioni e nuove sigle di partiti. Ovviamente, terminata quella fase, l’idea di un partito di ispirazione cattolica o di un partito di cattolici, non ha più avuto alcun senso.</p>



<p>In questi giorni, la tragedia che sta consumando la società italiana impone delle scelte che, necessariamente, si dovranno discostare dal modo precedente di fare e di intendere la politica. Ce lo dicono e ce lo impongono le decine di migliaia di morti, ce lo dice una sanità privata, che nel corso degli anni ha goduto di finanziamenti esagerati, e che ha ridotto all’impotenza l’assistenza e le cure ai cittadini. Ce lo impone un Sud completamente impreparato e privo di strutture sanitarie elementari, che, forse, solo per miracolo, non ha dovuto affrontare le situazioni estreme che si sono verificate altrove. Se ciò fosse accaduto, il Mezzogiorno sarebbe diventato un carnaio, e sarebbe stato abbandonato a se stesso. Allora, se davvero si vuole tornare a far politica in maniera intelligente e credibile, se davvero si ha a cuore il bene del Paese, occorre spazzare via ogni equivoco e dichiarare senza incertezza che il sistema liberista che è stato costruito in Italia e che ha distrutto la presenza dello stato in periferia va cancellato e va immaginato un progetto politico che abbia alla base valori importanti come la solidarietà, la cooperazione, l’equità e l’inclusione.</p>



<p>Salvatore Martino </p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/04/20/solidarieta-cooperazione-equita-inclusione/">Solidarietà, cooperazione, equità e inclusione</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2020/04/20/solidarieta-cooperazione-equita-inclusione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
