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	<title>UNESCO Archivi - ilcaffeonline</title>
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	<title>UNESCO Archivi - ilcaffeonline</title>
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		<title>Requiem in memoria di Yuri Kerpatenko</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Ugo Vicari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Oct 2022 08:40:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tradizionario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non che la dittatura despotica e imperialista di Putin non si fosse già distinta per ferocia nella repressione degli oppositori politici. Basta richiamare alla memoria il caso Politkovskaja per far cadere ogni barriera ideologica in difesa della Grande Russia.Ma l&#8217;uccisione del direttore d&#8217;orchestra Yuri Kerparenko si fa più sapida perché richiama alla memoria l&#8217;esecuzione di Khaled al-Asaad, l&#8217;anziano archeologo fatto fuori, decapitato ed esposto alla pubblica gogna a Palmira nel&#8230;</p>
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<p>Non che la dittatura despotica e imperialista di Putin non si fosse già distinta per ferocia nella repressione degli oppositori politici. Basta richiamare alla memoria il caso Politkovskaja per far cadere ogni barriera ideologica in difesa della Grande Russia.<br>Ma l&#8217;uccisione del direttore d&#8217;orchestra <strong>Yuri Kerparenko</strong> si fa più sapida perché richiama alla memoria l&#8217;esecuzione di Khaled al-Asaad, l&#8217;anziano archeologo fatto fuori, decapitato ed esposto alla pubblica gogna a Palmira nel 2015 per mano di quei buontemponi dell&#8217;ISIS.</p>



<p>Sul tema della tutela dei beni culturali in tempo di guerra si è discusso lungamente e si continua a discutere.</p>



<p>L&#8217;UNESCO è nata, all&#8217;indomani della Seconda Guerra mondiale, con precisi scopi a tutela della vita e della civiltà democratica. Tutti i suoi atti dal 1945 in avanti contengono, a uno stadio germinale o in forme pienamente compiute, chiari indirizzi agli stati membri sulla tutela dei beni monumentali e delle opere d&#8217;arte in caso di conflitto armato (L&#8217;<strong>Aia</strong> 1954).</p>



<p>La tenuta delle Carte che da quel primo atto sono derivate al patrimonio mondiale è stata sempre precaria, in virtù dell&#8217;ipocrita adesione da parte di molti stati a vocazione guerrafondaia: quelli cattivi che la guerra la fanno e quelli buoni che la guerra la procacciano agli altri. Ad ogni buon conto, esse riguardavano le sole cose mobili e immobili, più di recente il patrimonio intangibile (Parigi 2003), ma mai le persone fisiche.</p>



<p>La morte di Khaled al-Asaad ha spostato l&#8217;asse semantico del meccanismo di tutela internazionale, significando soprattutto questo: la presa di una nuova coscienza internazionale, volta a considerare gli eroi che si immolano in difesa dei beni culturali e ambientali come nuovi oggetti di tutela.</p>



<p>La persona-<em>memoria</em>, la persona-<em>memento</em>, la persona-<em>monumento</em>.</p>



<p>Come in Fahrenheit 451 di Broadbury-Truffaut, l&#8217;eroe Kalhed al-Asaad, l&#8217;eroe Yuri Kerpatenko sono destinati a tramandare un sapere di valore inestimabile, il più alto dei saperi che corrisponde con i principi di giustizia e libertà che ispirano la fondazione dell&#8217;UNESCO. </p>



<p>Vladimir Putin carnefice, Benito Mussolini carnefice, Iosif Stalin carnefice, Adolf Hitler carnefice, Augusto Pinochet carnefice, Pol Pot carnefice, le Giunte militari sud americane carnefici, Francisco Franco carnefice, l&#8217;ISIS carnefice, tutti i dittatori, i despoti e i fanatici tra XX e XXI secolo saranno destinati alla fine ingloriosa che si riserva ai vinti solo se inizieremo a considerare gli eroi della salvaguardia di beni culturali come &#8220;monumenti&#8221; e la loro morte violenta per mano dei carnefici un crimine contro l&#8217;umanità.</p>



<p>Da tali presupposti, gente come Putin non solo non dovrebbe più avere legittimazione alcuna sul piano dei rapporti internazionali, ma andrebbe perseguito per legge e giudicato da un tribunale apposito.</p>



<p>Stabilito a priori questo ineludibile principio di legalità, sul Parnaso Apollo e Mnemosine torneranno a darci sempre nuove muse; siederanno ai loro piedi le figure allegoriche della Giustizia, della Fama e della Libertà; e tutti additando i martiri come Yuri Kerparenko a esempio per il futuro.</p>
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		<title>Un nuovo museo del costume in Sicilia: il MUDECO a Donnafugata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Ugo Vicari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2020 16:45:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tradizionario]]></category>
		<category><![CDATA[Brancaccio]]></category>
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		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri ho visitato il MUDECO, Museo del Costume al Castello di Donnafugata, rinnovata struttura espositiva allestita nelle scuderie del palazzo in territorio di Ragusa. Si tratta di un progetto che parte da lontano e che è stato portato a compimento per la strenua volontà di Giuseppe Nuccio Iacono, architetto museologo di solida formazione. Il museo accoglie il nucleo originario di &#8216;Tre secoli di moda in Sicilia&#8217;, la più importante e&#8230;</p>
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<p>Ieri ho visitato il MUDECO, Museo del Costume al Castello di Donnafugata, rinnovata struttura espositiva allestita nelle scuderie del palazzo in territorio di Ragusa. Si tratta di un progetto che parte da lontano e che è stato portato a compimento per la strenua volontà di Giuseppe Nuccio Iacono, architetto museologo di solida formazione.</p>



<p>Il museo accoglie il nucleo originario di &#8216;Tre secoli di moda in Sicilia&#8217;, la più importante e cospicua collezione di abiti e loro accessori nell&#8217;isola, tra le più grandi ed eminenti d&#8217;Europa, già raccolta da Gabriele Arezzo di Trifiletti ed acquistata dal Comune di Ragusa in anni recenti.</p>



<p>Si tratta di una fondo che conosco molto bene per trascorsi che non è il caso di approfondire in questa sede. Quello che posso dire è che esso rappresenta, con i suoi tremila e passa esemplari, lo specchio maggiormente fedele e rappresentativo delle élite siciliane tra Sette e Novecento, anche perché supportato, a differenza di altre esperienze collezionistiche, da un nutritissimo archivio storico, maggior vanto ed intuizione del suo ideatore.</p>



<p>Il nuovo allestimento del MUDECO (negli anni passati la collezione era transitoriamente ordinata al piano nobile del maniero) è davvero ben fatto, in linea con le più recenti guide internazionali d&#8217;indirizzo museologico e museografico. Sviluppato prevalentemente in senso cronologico, esso ci conduce in un breve e suggestivo viaggio nel tempo, senza cadere, come spesso si fa in Sicilia sbagliando grandemente, nella oleografia gattopardesca, ultima cosa di cui sentiamo il bisogno per uscire finalmente dalle false vestigia del passato. Al contrario, l&#8217;allestimento di Iacono e dello staff di progettazione parla una lingua contemporanea ed intellettuale, se per &#8216;intellettuale&#8217; intendiamo la capacità di muovere le idee verso il futuro.</p>



<p>Chiaramente, a Donnafugata come nel resto della Sicilia e del Meridione d&#8217;Italia, molto resta ancora da fare. Ad esempio, è auspicabile che il MUDECO non rimanga isolato nel dibattito museologico internazionale, e subito si agganci ad una rete virtuosa di altre esperienze collezionistiche in Italia e nel mondo. Recentemente, da consulente storico, mi è capitato di fare un&#8217;esperienza simile a Palermo, per la realizzazione di &#8216;Palazzo Chiazzese&#8217;, la Casa museo del costume teatrale della famiglia Pipi. Anche lì, nel cuore del quartiere Brancaccio, nasceva l&#8217;esigenza di sottrarre la splendida collezione della più grande, illustre e rinomata Sartoria teatrale del Meridione d&#8217;Italia, a uno statuto localistico. Ed anche lì si è subito provveduto a stabilire contatti sodali con il mondo della ricerca scientifica e della museologia contemporanea, con risultati incoraggianti.</p>



<p>Questo è l&#8217;auspicio anche per il MUDECO di Donnafugata, che rispetto a Brancaccio, capirete bene, ha potenzialità territoriali di gran lunga superiori. Se la sua direzione avrà la forza di dialogare ai più alti livelli con il mondo della cultura museale; se sarà capace di non scivolare sulle molte bucce di banana che l&#8217;isola ancora getta sul suo cammino, contribuirà fattivamente al prestigio dell&#8217;antica Contea di Modica ed ai fasti della Val di Noto, primo e più importante distretto UNESCO della Sicilia.</p>
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