<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Verità Archivi - ilcaffeonline</title>
	<atom:link href="https://ilcaffeonline.it/tag/verita/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/verita/</link>
	<description>Il coraggio di conoscere</description>
	<lastBuildDate>Mon, 24 Oct 2022 08:16:22 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.4.2</generator>

<image>
	<url>https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/cropped-avatar-ilcaffeonline-32x32.png</url>
	<title>Verità Archivi - ilcaffeonline</title>
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/verita/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Non fate troppi pettegolezzi</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/10/24/roberti-non-fate-troppi-pettegolezzi/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/10/24/roberti-non-fate-troppi-pettegolezzi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nada Roberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2022 08:13:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tradizionario]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Brancaleone]]></category>
		<category><![CDATA[calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cesare Pavese]]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[fanciulizza]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Figura femminile]]></category>
		<category><![CDATA[filo conduttore]]></category>
		<category><![CDATA[introspezione]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[monotonia]]></category>
		<category><![CDATA[Morte]]></category>
		<category><![CDATA[omar pedrini]]></category>
		<category><![CDATA[opere]]></category>
		<category><![CDATA[Paesaggio]]></category>
		<category><![CDATA[parola]]></category>
		<category><![CDATA[Pavese Festival]]></category>
		<category><![CDATA[perdono]]></category>
		<category><![CDATA[pettegolezzi]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[ricordo]]></category>
		<category><![CDATA[Santo Stefano Belbo]]></category>
		<category><![CDATA[scoperta]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittore]]></category>
		<category><![CDATA[Terra]]></category>
		<category><![CDATA[Verità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4667</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si è concluso a settembre a Brancaleone il Pavese Festival.Festival dedicato da 22 anni a Cesare Pavese, ma che solo quest’anno è approdato come ultima tappa, il 17 settembre, in Calabria. Nell’estrema punta della penisola, infatti, Cesare Pavese trascorse il tempo del confino per attività antifascista, dal 4 agosto 1935 al 15 marzo 1936. Solo sette mesi a fronte dei 3 anni stabiliti, la restante pena essendo condonata. A Santo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/10/24/roberti-non-fate-troppi-pettegolezzi/">Non fate troppi pettegolezzi</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si è concluso a settembre a Brancaleone il <strong>Pavese Festival</strong>.<br>Festival dedicato da 22 anni a <strong>Cesare Pavese</strong>, ma che solo quest’anno è approdato come ultima tappa, il 17 settembre, in Calabria. Nell’estrema punta della penisola, infatti, Cesare Pavese trascorse il tempo del confino per attività antifascista, dal 4 agosto 1935 al 15 marzo 1936. Solo sette mesi a fronte dei 3 anni stabiliti, la restante pena essendo condonata.</p>



<p>A Santo Stefano Belbo, ai margini delle Langhe, paese natale dello scrittore, si sono svolti gli eventi dei primi cinque giorni, il sesto e ultimo a Brancaleone, in una commistione di letteratura, musica, arte, teatro splendidamente interpretata da qualificati ospiti.<br>Filo conduttore è stata la figura femminile cercata ma mai raggiunta dallo scrittore.</p>



<p>“<em>La donna per Pavese è parola. Una parola che è ricerca, dialogo, scoperta, ricordo, introspezione, fanciullezza, verità: poesia</em>” .</p>



<p>Noi ci lasceremo guidare dalla scritta che, come un tatuaggio, compare nell’acquerello che fa da locandina, di Paolo Galetto. Tutto in bianco e nero, ma segnato da sparsi petali rossi, quasi una festa o forse ferita sanguinante: “<em>Tu sei come una terra che nessuno ha mai detto</em>”.</p>



<p>La <strong>terra</strong> e la <strong>donna</strong>, due temi che si intrecciano e si respingono nell’opera di Pavese. La nostalgia, la mancanza, il desiderio, la perdita dell’una e dell’altra incideranno profondamente nella sua vita e nella sua arte.</p>



<p>La Donna continuamente inseguita in vaghe figure femminili.<br>La ballerina che lo lascerà ad aspettarla sotto la pioggia e che De Gregori canterà in Alice (E Cesare perduto nella pioggia/sta aspettando da sei ore il suo amore, ballerina).<br>La voce rauca e fresca di Tina militante comunista.<br>Fernanda Pivano e la comune passione per la letteratura americana.<br>Elena amore di necessità.<br>La selvatica Concia bella come una capra nel tempo del confino.<br>Bianca con la quale tenterà la scrittura di un libro a due mani.<br>Costance l’allodola e quegli occhi che rivedrà nella stanza d’albergo a Torino dove darà fine alla sua vita. Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.</p>



<p>La figura femminile è costantemente presente nell’itinerario personale e artistico di Pavese.<br>La racconterà soprattutto nei versi, in quell’incedere narrativo di righe lunghe costrette dal ritmo attraverso la parola, unica realtà. Donna mito di una fanciullezza felice e perduta che si identifica nel paesaggio delle langhe e in contrasto con la donna-compagna riconosciuta nei percorsi metropolitani di Torino. Ma sia l’una o sia l’altra, quello che è certo è che né l’uomo né il poeta riusciranno mai a raggiungerla. Non incontrerà nella sua strada quotidiana quella donna che, pregata, vorrebbe dar mano alla casa e non riuscirà nei suoi scritti a darle del tutto voce con parole inghiottite.<br><strong>Sei buia. Per te l’alba è silenzio.</strong><br>La Terra, che nelle prime poesie è raccontata più che cantata nella realtà delle colline o in contrappunto nella squallida visione delle periferie di Torino, è fondamentalmente la geografia della propria solitudine, dell’inadeguatezza a condividere spazi e circostanze e rapporti con gli altri.<br>Nella vita e nel mondo, la condizione di Pavese è quella dell’espatriato che continuamente e ripetutamente cerca di tornare. Ma anche quando la ricerca lo riporterà, come Anguilla de <strong>La luna e i falò,</strong> nel suo paese di origine dovrà constatare che in realtà non si torna mai al passato, al tempo inesorabilmente andato, agli eventi che ormai parlano lingue sconosciute: “<em>Un paese ci vuole…vuol dire non essere soli…nella terra c’è qualcosa di tuo che anche quando non ci sei resta ad aspettarti</em>”.<br>Sì, i falò si accendono ancora, ma per divorare con le loro fiamme quel che mai più ritornerà.<br>Il mito della fanciullezza con il suo bagaglio di ingenue felicità, di speranze che volano alte, di certezze si è concluso.<br>Si accendono nuovi falò che distruggono, divampano dolore, illuminano sinistramente tragedie.<br>Non resta che la sconfitta.<br>Non resta che guardare dalla finestra di quella cameretta al primo piano di un paese, Brancaleone, che per lui resterà sempre un paese straniero.<br>No, non troverà pace né tra quei muri né nel Bar Roma, dove legge quotidianamente il giornale, né sullo scoglio dal quale guarda senza vedere un inutile mare.</p>



<p>Ancora oggi andando a Brancaleone si può visitare la casa, la stanza in cui visse, il lettuccio stretto, la scrivania che è solo uno sbilenco tavolo, l’avara lampada e la finestra che racconta la “<em>monotonia di un paesaggio sempre uguale”.</em><br>Da quella finestra &#8211; quarta parete della sua prigione &#8211; Pavese fisserà i binari. Quegli stessi binari sui quali si è fermata la littorina con la quale è giunto insieme a due valigie cariche di libri. Su quelle linee parallele scorreranno le nostalgie di un paese diverso e lontano, di una vita condivisa di amore e di impegno mentre le ore scorrono nel tedio, sempre uguali.<br>“<em>Acchiappo mosche, traduco dal greco, mi astengo dal guardare il mare (che d’altronde è una gran vaccata), giro i campi, fumo, tengo lo zibaldone, serbo un’inutile castità.</em>”<br>No, il confinato non avrà voglia di incontrare veramente né il paese né i suoi abitanti. Un rapporto tra lui e i brancaleonesi superficiale e di condiviso rispetto. Un accennato interesse verso la letteratura orale e le tradizioni popolari, un amore di necessità e una fantasia erotica. Una lettura della Calabria, tuttavia, fuori da ogni retorica.</p>



<p>E forse tra le note di quel <em>on the road</em> musicale di Omar Pedrini, che ha concluso il Festival nella struggente malinconia di una notte calabrese, ci sembrerà di riconoscere l&#8217;ombra di un uomo solo, con la pipa e gli occhiali, che ancora cerca un senso a una vita vuota che nemmeno il profumo dei gelsomini, la dotta lentezza delle tartarughe e il vento diviso dal vicino Capo Spartivento e un mare di verdi e di azzurri, sono riusciti a regalargli.</p>



<p>A Brancaleone Pavese conferma di non essere in grado di imparare il mestiere di vivere, che la sua è la condizione di una straziante solitudine, che l’unico mestiere che conosce, quel vizio assurdo vissuto quasi come un dovere, corteggiato più di un amore, idolatrato e temuto, è quello di morire.</p>



<p>Lui che aveva dichiarato di non avere più parole, riuscirà a scovarne una manciata da scrivere con mano ferma su un foglio lasciato su un anonimo comodino di un&#8217;anonima stanza d&#8217;albergo:</p>



<p> “<em><strong>Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi.</strong></em>&#8220;<br></p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/10/24/roberti-non-fate-troppi-pettegolezzi/">Non fate troppi pettegolezzi</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/10/24/roberti-non-fate-troppi-pettegolezzi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Luigi Contu: l&#8217;informazione serve a riflettere. Non bisogna cercare quello che si vuole sentirsi dire</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/06/02/raco-luigi-contu-per-informarsi-non-bisogna-cercare-quello-che-si-vuole-sentirsi-dire-informazione-serve-a-riflettere/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/06/02/raco-luigi-contu-per-informarsi-non-bisogna-cercare-quello-che-si-vuole-sentirsi-dire-informazione-serve-a-riflettere/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jun 2022 15:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo viso non mi è nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Ansa]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Diplomazia]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[ilcafFLEdelmercoledì]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Contu]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[Rapidità]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Verifica]]></category>
		<category><![CDATA[Verità]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4295</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per informarsi non bisogna cercare quello che si vuole sentirsi dire. L'informazione serve a riflettere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/06/02/raco-luigi-contu-per-informarsi-non-bisogna-cercare-quello-che-si-vuole-sentirsi-dire-informazione-serve-a-riflettere/">Luigi Contu: l&#8217;informazione serve a riflettere. Non bisogna cercare quello che si vuole sentirsi dire</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Direttore, come è cambiata la comunicazione negli ultimi due anni?</strong><br>C’è stato uno sconvolgimento a tutti i livelli. Da parte degli attori, quindi il Governo, le Istituzioni, gli Enti locali, da parte del mondo scientifico e da parte dei giornalisti che hanno il dovere di raccogliere e raccontare informazioni. Io credo che questi due anni siano stati davvero importanti per l’opinione pubblica perché hanno reso abbastanza evidente quanto sia fondamentale una informazione corretta, accurata e verificata. Durante la prima fase della pandemia abbiamo assistito, in diretta, a una enorme confusione nella comunicazione: non solo i giornalisti ma anche la comunità scientifica e le grandi organizzazioni internazionali hanno dato messaggi fuorvianti e incompleti, che hanno causato panico e difficoltà.</p>



<p><strong>Un virus nel virus</strong>?<br>Col tempo si sono prese le misure e penso che alla lunga la prudenza e la preparazione abbiano prevalso e l’opinione pubblica si sia è resa conto che l’informazione è un bene prezioso. Non si può prendere per oro colato qualsiasi studio o notizia scientifica che viene diffusa. Soprattutto si è preso atto che bisogna cercare di informarsi nei luoghi e con le persone che sono preparate a farlo. Sempre col beneficio dell’inventario, perché la possibilità che si commettano degli errori esiste. La pandemia ha fatto capire alle persone che non si può prendere per buona qualunque cosa tratta da Facebook solo perché è stata pubblicata: bisogna vedere di chi è il profilo, chi ne ha la responsabilità. E’ stata una grande crisi che ha messo alla luce molte nostre difficoltà ma è stata anche un’occasione di far capire al pubblico che è determinante essere preparati e accorti.</p>



<p><strong>Spesso si utilizza il termine “ANSA” per definire un’ultima ora sicuramente verificata. Quando la riporta l’Ansa la notizia è vera. Quanto lavoro c’è dietro questo timbro di qualità?</strong><br>Dovrebbe essere vera e noi mettiamo in atto, per quanto è possibile, tutti gli accorgimenti perché sia verificata. Sia sulla fonte che da un punto di vista tecnologico, perché c’è un tema tecnologico sulla veridicità delle notizie. Ad inizio pandemia l’Ansa poteva disporre di una rete di colleghi che nel mondo sono sui posti e possono verificare quello che succede, una rete importante di fonti nelle organizzazioni, nei ministeri e soprattutto di giornalisti che sapevano già di cosa stavamo parlando, che non si sono dovuti improvvisare. Noi abbiamo un servizio scientifico, una redazione che si occupa di scienza, salute e ricerca e che da trent’anni forma dei giornalisti. Questo è quello che può fare la differenza: avere il numero di telefono dello scienziato che sa dare una lettura corretta di uno studio scientifico, conoscere le fonti, avere studiato e quindi avere una carriera alle spalle che ti consenta di dire cosa è autorevole e cosa non lo è. Questo significa partire con il piede giusto. In questo senso noi diciamo che se è una notizia è un’Ansa, perché mettiamo in atto tutto quello che possiamo fare per essere certi che stiamo pubblicando una cosa vera.</p>



<p><strong>Spesso il nemico è il tempo, il rischio di farsi battere dalla concorrenza.</strong><br>Vero, c’è purtroppo un elemento che è in conflitto d’interesse con la verità che è la rapidità. Noi dobbiamo essere velocissimi per cui il tempo di approfondimento non è lo stesso che può essere concesso a un settimanale, a un quotidiano ma anche a una trasmissione televisiva di approfondimento. E li sta la differenza. Bisogna verificare in tempo breve per uscire prima possibile, per avvisare i lettori, il mondo e le Istituzioni che sta accadendo qualcosa. Li c’è la difficoltà del giornalismo: essere certi di pubblicare un contenuto verificato in tempi molto brevi. Devo dire che i colleghi dell’Ansa, e non solo dell’Ansa, da questo punto di vista sono molto affidabili.</p>



<p><strong>Ci sono momenti in cui devi dire di no?</strong><br>In questi due anni abbiamo avuto diverse occasioni in cui abbiamo preferito non pubblicare una notizia in quel momento perché il livello di sicurezza, di accuratezza, di verifica non era sufficiente. Noi abbiamo raddoppiato dal primo giorno di pandemia il controllo delle notizie. Genericamente all’Ansa c’è un collega che scrive la notizia, un collega che legge, rilegge e controlla e, se ci sono dei dubbi, interviene un terzo livello di verifica che è quello centrale della direzione. Noi ne abbiamo introdotto un altro ancora sulle principali notizie che riguardano il virus. Ci siamo detti: facciamo un doppio controllo, prendiamoci il rischio di uscire qualche minuto più tardi ma con la garanzia di offrire una informazione più accurata. E questo credo che abbia funzionato.</p>



<p><strong>Il giornalismo può assumersi la responsabilità di decidere chi può parlare e chi no e quindi, in fondo, chi ha ragione e chi torto?</strong><br>Ma certo. Il giornalismo deve scegliere e a volte può scegliere di dare il contraddittorio, di dare le due voci. Anzi, è auspicabile che nella maggior parte dei casi questo accada. Anche perché ognuno di noi può scegliere di andare a informarsi da un’altra parte. Siamo tutti liberi, non soltanto i giornalisti ma anche chi ci ascolta e i cittadini. A chi non piace l’informazione che fa l’Ansa o un telegiornale, è libero di andare da un’altra parte. Ma attenzione, io penso che per informarsi non bisogna cercare quello che si vuole sentirsi dire. Questo è il grande problema che hanno innescato i social media. Nei nostri telefonini e nei nostri profili ci arriva l’informazione che noi già vogliamo sapere. Quindi se siamo a favore di Putin ci arriveranno contenuti favorevoli a Putin. Invece l’informazione serve a riflettere. Quindi è giusto fare il contraddittorio ma il contraddittorio non significa mettere sullo stesso piano uno scienziato che per tutta la vita ha studiato il virus e un no vax che fa il corridore in bicicletta. Questo è il grande inganno.</p>



<p><strong>E’ quello che sta accadendo anche sulla guerra in Ucraina?</strong><br>Precisamente, è il grande equivoco che accade anche nella polemica che sentiamo in questi giorni sulla propaganda. Per dire che alla fine sono tutti uguali si dice che anche gli Ucraini fanno la propaganda. Anche Goebbels faceva la propaganda e anche Roosevelt la faceva ma non era lo stesso tipo di propaganda. Bisogna saper discernere. Non si possono mettere tutte le opinioni sullo stesso piano. Le opinioni vanno sostanziate coi fatti. Se io stravolgo i fatti e racconto delle storielle non posso essere messo a confronto con uno che i fatti li ha analizzati e studiati. Questa credo sia una regola basilare.</p>



<p><strong>Come giudichi la controversia che si è creata sulle armi da dare agli Ucraini?</strong><br>Se non diamo agli Ucraini la possibilità di difendersi diciamo a Putin di accomodarsi e conquistare tutto. Questo non significa non cercare la via diplomatica. Qui c’è una semplificazione nel dibattito che lascia davvero esterrefatti. La capacità di risposta militare degli ucraini è la base essenziale per far sedere Putin alla trattativa. Quando si arriverà, speriamo presto, al tavolo di pace, è possibile che gli ucraini possano decidere &#8211; per chiudere questa pace con negoziato &#8211; di perdere qualcosa e lo stesso potrà accadere dall’altra parte. Questo però non significa che non dare le armi all’Ucraina aiuti a far finire la guerra. A perdere non sarebbero solo gli ucraini, significherebbe non sostenere chi nel mondo sostiene i nostri valori. E attenzione al fatto che questa è una guerra che potrà ripetersi, perché ci sono grandi potenze nel mondo che hanno dichiaratamente l’obiettivo di mettere in crisi il sistema democratico. Quindi non è in gioco la sorte di Bucha o di Kiev, ma è in gioco il modo di vivere libero e democratico che noi abbiamo costruito e che dal &#8217;45 ha consentito all’Europa e al mondo di vivere in pace e in prosperità. Con tutte le difficoltà che conosciamo. Non è il mondo migliore ma è sicuramente meglio di quello che ci prospettano i cinesi e i russi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/06/02/raco-luigi-contu-per-informarsi-non-bisogna-cercare-quello-che-si-vuole-sentirsi-dire-informazione-serve-a-riflettere/">Luigi Contu: l&#8217;informazione serve a riflettere. Non bisogna cercare quello che si vuole sentirsi dire</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/06/02/raco-luigi-contu-per-informarsi-non-bisogna-cercare-quello-che-si-vuole-sentirsi-dire-informazione-serve-a-riflettere/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lia Quartapelle: la cittadinanza italiana a Zaki è un segno molto forte di pressione sull’Egitto</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/07/09/cuzzocrea-quartapelle-la-cittadinanza-italiana-a-zaki-e-un-segno-molto-forte-di-pressione-sullegitto/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/07/09/cuzzocrea-quartapelle-la-cittadinanza-italiana-a-zaki-e-un-segno-molto-forte-di-pressione-sullegitto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Cuzzocrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2021 08:18:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo viso non mi è nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Sisi]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Ballerini]]></category>
		<category><![CDATA[Arresti]]></category>
		<category><![CDATA[Carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione d&#039;inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[Corea del Sud]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia Liberale]]></category>
		<category><![CDATA[Diplomazia]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[FdI]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli d&#039;Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Regeni]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Lia Quartapelle]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Occidente]]></category>
		<category><![CDATA[Orban]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi Arabi]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[Patrick Zaki]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia]]></category>
		<category><![CDATA[Regeni]]></category>
		<category><![CDATA[Regime egiziano]]></category>
		<category><![CDATA[Regimi]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Colaiocco]]></category>
		<category><![CDATA[Strasburgo]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[Unheria]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Verità]]></category>
		<category><![CDATA[Zaki]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3278</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Camera ha approvato all&#8217;unanimità la mozione per la cittadinanza a Patrick Zaki. E&#8217; un messaggio per il governo italiano, cosa dobbiamo aspettarci?In verità c’è stata l’astensione di FdI, comunque il consenso parlamentare è stato davvero molto ampio. Ora tocca al governo fare la sua parte, ci aspettiamo che l’istruttoria già avviata dal ministero dell’Interno sulla concessione della cittadinanza arrivi a un esito positivo. Se venisse concessa la cittadinanza italiana&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/07/09/cuzzocrea-quartapelle-la-cittadinanza-italiana-a-zaki-e-un-segno-molto-forte-di-pressione-sullegitto/">Lia Quartapelle: la cittadinanza italiana a Zaki è un segno molto forte di pressione sull’Egitto</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>La Camera ha approvato all&#8217;unanimità la mozione per la cittadinanza a Patrick Zaki. E&#8217; un messaggio per il governo italiano, cosa dobbiamo aspettarci?</strong><br>In verità c’è stata l’astensione di FdI, comunque il consenso parlamentare è stato davvero molto ampio. Ora tocca al governo fare la sua parte, ci aspettiamo che l’istruttoria già avviata dal ministero dell’Interno sulla concessione della cittadinanza arrivi a un esito positivo.</p>



<p><strong>Se venisse concessa la cittadinanza italiana a Zaki, quali sarebbero i passi successivi?</strong><br>La cittadinanza italiana a Zaki è un segno molto forte di pressione sull’Egitto. Credo che serva – nell’attesa che si completi l’istruttoria – continuare a fare tutta la pressione possibile, sia a livello bilaterale, sia a livello europeo, affinché Zaki sia liberato. Ogni giorno di carcere è un giorno in più di una situazione intollerabile. Ci aspettiamo che oltre alle valutazioni sulla cittadinanza il governo aumenti la pressione sull’Egitto, facendosi aiutare anche dall’Europa. I promotori della petizione della cittadinanza a Zaki sono andati a Strasburgo per chiedere sostegno anche dalle Istituzioni europee.</p>



<p><strong>Sarebbe anche cittadino europeo. Gli stati della UE condividono posizioni e azioni sui diritti umani o il recente caso della legge ungherese è la dimostrazione che si va in ordine sparso?</strong><br>Altri stati hanno casi simili, ma non tutti i governi europei agiscono allo stato modo e credo che questo ci indebolisca molto. Credo anche che i governi europei debbano rendersi conto della vera natura del regime egiziano.</p>



<p><strong>Del caso Regeni ancora non abbiamo chiarezza. Perché?</strong><br>Non è vero che non c’è chiarezza sul caso Regeni. E’ in corso un processo al Tribunale di Roma, che è stato possibile grazie al lavoro straordinario della procura di Roma e del sostituto procuratore Sergio Colaiocco e al lavoro investigativo svolto dalle tante articolazioni dello Stato. Si è arrivati a questo anche grazie alla pressione diplomatica e soprattutto grazie alla tenacia della famiglia e dell’avvocato Alessandra Ballerini. Non è vero che è un caso insoluto.</p>



<p><strong>Come andrà a finire il processo?</strong><br>Per quello che abbiamo potuto vedere, come Commissione d’inchiesta, è un’indagine molto solida. Quello che non c’è, è un segno di collaborazione da parte della giustizia egiziana e questo è molto grave. Tutto quello che è stato ottenuto per costruire il quadro indiziario del processo, è stato ottenuto grazie alla professionalità italiana. L’Egitto non ci ha aiutato. In alcuni casi ha organizzato materialmente dei depistaggi. Questo è il problema, noi avremo la verità ma non avremo mai giustizia.</p>



<p><strong>Cosa lega i casi Regeni e Zaki?</strong><br>Sono due casi per certi versi distinti, nel senso che Giulio non c’è più, era un italiano messo per lungo tempo nel mirino dei servizi egiziani, rapito torturato ed ucciso. Patrick è un ragazzo egiziano che è stato arrestato al suo rientro in patria. Sappiamo dove si trova al contrario di Giulio, di cui non si è saputo dove si trovasse. Ciò che li accomuna è che entrambi i casi svelano la reale natura del regime egiziano, che è un regime brutale, molto violento e che opera nella totale arbitrarietà organizzata da corpi dello Stato.</p>



<p><strong>La democrazia liberale può essere un modello anche per i paesi arabi?</strong><br>Credo che possano esistere democrazie in contesti diversi da quello occidentale. La Corea del Sud e la Tunisia rappresentano la prova che le democrazie possono attecchire in contesti diversi, come l’Asia e paesi musulmani. Certo, come in tutti i luoghi le istituzioni democratiche hanno bisogno di tempo per poter maturare e radicarsi. Anche in Occidente ci sono democrazie in grande crisi, i cui principi sono messi in discussione. Pensiamo all’Ungheria o alla Polonia.</p>



<p><strong>Cosa può fare l’Occidente?</strong><br>Lottare per i diritti, per la libertà, per lo stato di diritto, per un processo giusto, per arrivare alla verità di quello che hanno fatto gli apparati egiziani nel caso ad esempio di Giulio Regeni, significa lottare anche per principi democratici universali che devono valere anche in un Paese come l’Egitto. Così, contrapporsi all’arbitrarietà degli arresti, al fatto che le accuse non vengono mai formalizzate in quel Paese, al fatto che gli arresti possono essere rinnovati ogni quarantacinque giorni, a tutti questi elementi di una giustizia persecutoria in cui il cittadino non può difendersi, equivale a lottare per dei principi di carattere universale. Sostenere che la democrazia sia appannaggio esclusivo dell’OccIdente equivale a lasciare miliardi di persone in balia di regimi fortemente brutali e fortemente arbitrari.</p>



<p><strong>L&#8217;Italia, storicamente, ha avuto un ruolo strategico nella diplomazia mediterranea. Negli ultimi anni lo abbiamo perso?</strong><br>Penso che sia giunto il momento di un ripensamento strategico del tipo di interazione che la politica estera italiana vuole avere nel Mediterraneo. Negli anni passati siamo rimasti molto disorientati dalle iniziative del presidente Trump, che ha completamente sposato le cause di alcuni autocrati: non dimentichiamo che chiamava Al Sisi “il mio dittatore preferito”, con un certo compiacimento. Ora è il tempo di ripensare ad una presenza strategica in quel contesto, una presenza che parli di sviluppo, di migliori condizioni di libertà e di migliore distribuzione della ricchezza, perché non dobbiamo dimenticare che questi paesi spesso viaggiano con un sistema corruttivo e di appropriazione delle ricchezze molto accentrato sui detentori del potere. Su tutto questo l’Italia, essendo una potenza regionale importante, può dire la propria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/07/09/cuzzocrea-quartapelle-la-cittadinanza-italiana-a-zaki-e-un-segno-molto-forte-di-pressione-sullegitto/">Lia Quartapelle: la cittadinanza italiana a Zaki è un segno molto forte di pressione sull’Egitto</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/07/09/cuzzocrea-quartapelle-la-cittadinanza-italiana-a-zaki-e-un-segno-molto-forte-di-pressione-sullegitto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Stragi: basta annunci da chi ha il potere di desecretare gli atti, non lo fa ma fa appello alla piena verità</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/08/02/raco-stragi-basta-annunci-chi-ha-le-carte-tolga-segreto/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2020/08/02/raco-stragi-basta-annunci-chi-ha-le-carte-tolga-segreto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2020 11:14:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Whatever it takes]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Partiti]]></category>
		<category><![CDATA[Piazza Fontana]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Stragi]]></category>
		<category><![CDATA[Ustica]]></category>
		<category><![CDATA[Verità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=1525</guid>

					<description><![CDATA[<p>Provocano irritazione e fastidio le dichiarazioni delle Istituzioni (con esclusione, sempre, del capo dello Stato) e dei leader di partito che invocano piena luce sulla strage di Bologna. A chi la chiedono precisamente? Negli ultimi 10 anni tutte le forze politiche presenti oggi in Parlamento sono state al Governo. Le principali addirittura sono state in Consiglio dei ministri negli ultimi due anni. Chi dovrebbe desecretare gli atti? Chi conserva i&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/08/02/raco-stragi-basta-annunci-chi-ha-le-carte-tolga-segreto/">Stragi: basta annunci da chi ha il potere di desecretare gli atti, non lo fa ma fa appello alla piena verità</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Provocano irritazione e fastidio le dichiarazioni delle Istituzioni (con esclusione, sempre, del capo dello Stato) e dei leader di partito che invocano piena luce sulla strage di Bologna. A chi la chiedono precisamente? Negli ultimi 10 anni tutte le forze politiche presenti oggi in Parlamento sono state al Governo. Le principali addirittura sono state in Consiglio dei ministri negli ultimi due anni. Chi dovrebbe desecretare gli atti? Chi conserva i fascicoli da aprire? Sono forse nel mio garage e non me ne sono accorto? Palazzo Chigi, il Viminale, la Farnesina, la Difesa sono state e sono presidiate da chi si ostina a invocare un atto che doveva essere compiuto l&#8217;altroieri, ieri o che potrebbe realizzarsi oggi pomeriggio. Chi li conserva ci dia gli atti e la smetta di comportarsi da alice nel paese delle meraviglie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/08/02/raco-stragi-basta-annunci-chi-ha-le-carte-tolga-segreto/">Stragi: basta annunci da chi ha il potere di desecretare gli atti, non lo fa ma fa appello alla piena verità</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2020/08/02/raco-stragi-basta-annunci-chi-ha-le-carte-tolga-segreto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
