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	<title>Vicari Archivi - ilcaffeonline</title>
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	<description>Il coraggio di conoscere</description>
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	<title>Vicari Archivi - ilcaffeonline</title>
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		<title>Cronache lacustri da Pergusa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Ugo Vicari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2022 13:11:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#iltempodiuncaffe]]></category>
		<category><![CDATA[ambientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il lago era un bene prezioso; dava anguille, pescato e caccia reale, cotone e lino, stemperava il caldo afoso del sole di ristuccia. Era anche pericoloso e infido; potevi perfino morirvi, al punto che i passaggi dalla regia trazzera che scollinava verso le terre cerealicole erano scanditi dalla somministrazione del chinino, pena la contrazione della malaria. Potevi perfino morirvi se, inavvertitamente, cadevi dalla barca o ti avventuravi in una nuotata,&#8230;</p>
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<p>Il lago era un bene prezioso; dava anguille, pescato e caccia reale, cotone e lino, stemperava il caldo afoso del sole di <em>ristuccia</em>. Era anche pericoloso e infido; potevi perfino morirvi, al punto che i passaggi dalla regia <em>trazzera</em> che scollinava verso le terre cerealicole erano scanditi dalla somministrazione del chinino, pena la contrazione della malaria. Potevi perfino morirvi se, inavvertitamente, cadevi dalla barca o ti avventuravi in una nuotata, perché il suo fango di fondo era appiccicosissimo, non lasciandoti scampo. Lo incastonava, come l&#8217;anello uno smeraldo, il bacino imbrifero verdeggiante simile a un vulcano spento, da cui zampillavano falde freatiche che irrigavano gli orti e le vigne.</p>



<p>Il lago era generoso e crudele al contempo, così esso era.</p>



<p>Poi venne l&#8217;uomo delle bonifiche, appresso all&#8217;uomo delle bonifiche l&#8217;uomo dell&#8217;utopia motoristica, appresso all&#8217;uomo dell&#8217;utopia motoristica l&#8217;uomo della domenica, appresso all&#8217;uomo della domenica un&#8217;ipotesi storta di turismo residenziale pieno di rumori e odori d&#8217;olio motore e di benzina e copertoni bruciati.</p>



<p>Il vecchio e il nuovo stavano facendo a pezzi il lago. Uno vi cacciava selvaggiamente ogni forma di vita in un fuoco incrociato dalle barche e dalla riva, l&#8217;altro imbrigliava tutte le vie di accesso e le vie di fuga in un doppio anello d&#8217;asfalto. Nessuna biscia, nessuna rana, nessun colubro, nessun topo, nessun coniglio poteva più entrare o uscire. Solo qualche uccello aveva scampo, quando non era falcidiato dalle doppiette del circo venatorio. Nemmeno i corsi d&#8217;acqua potevano più alimentarlo, deviati, trafugati, rubati dagli enti gestori e dai notabili con villa e piscina.</p>



<p>Così venne il giorno che il lago cominciò a morire, il lago che era stato di Ade e Persefone ricadeva, sprofondava, prosciugava come un piccolo deserto per lo stupore attonito dei villeggianti che si dicevano incolpevoli. Era stato di certo il cambiamento climatico, qualcuno ricordava una stagione ai primi del novecento in cui anche allora scomparve, ragione per cui non c&#8217;era da preoccuparsi: cinto d&#8217;assedio, il lago sarebbe comunque ricomparso.</p>



<p>Nel mentre, un manipolo di ambientalisti brutti e cattivi iniziava a turbare le tranquille coscienze. Li avresti detti dei pirati di mare se ci fossero stati i Caraibi, ma i Caraibi non c&#8217;erano, non c&#8217;era Tortuga, a stento c&#8217;erano delle vecchie carrette, qualche megafono, i ciclostili e tante letture corruttive: c&#8217;era Conrad, c&#8217;era Thoreau, c&#8217;era Tolstoj, c&#8217;era Gandhi, c&#8217;era Francesco d&#8217;Assisi, c&#8217;era Danilo Dolci, c&#8217;era Don Milani, c&#8217;era Buddha. Al lettore non sfuggirà il nefasto esempio e la marmaglia incivile di quei cattivi maestri; gli sarà facile, dunque, comprendere a che livello di pericolosità essi si spinsero e in che considerazione di sospetto e fastidio costoro fossero visti dentro e fuori le famiglie di appartenenza. Un giorno fermarono le barche dei cacciatori che non presero più il largo; un altro giorno salvarono i cigni che morivano intossicati dal piombo che si concentrava a tonnellate sul fondo; un altro giorno ancora realizzavano a cielo aperto un museo di reperti emersi dal prosciugamento delle acque; un altro giorno ancora iniziavano a monitorare la fauna migratoria per meglio conoscerla; un altro giorno ancora edificavano un osservatorio ornitologico; un altro giorno ancora installavano delle aree attrezzate; un altro giorno ancora iniziavano la lotta biologica agli insetti nocivi; un altro giorno ancora e un altro giorno ancora e un altro giorno ancora.</p>



<p>A quel manipolo di barbarici vandali si devono oggi le più importanti leggi di tutela delle zone umide di tutta la Regione e del lago in particolare. Un corpus solido e fragile al contempo, continuamente aggredito, diminuito, malamente interpretato, in mala fede, dalle generazioni di politici e amministratori che si sono succedute da allora fino a ora.</p>



<p>Malgrado ciò il lago resiste e, come la ginestra sotto il Vesuvio in eruzione, ci regala momenti indimenticabili a dispetto della civilissima società che lo circonda e gli blatera attorno.</p>



<p>Recentemente ho saputo di un&#8217;ennesima ingiuria. Il sistema fognario che lo lambisce per smaltire le acque reflue delle belle ville e degli ameni alberghi e ristoranti che gli gravitano attorno, funziona male o non funziona per niente. Sembrerebbe che, in corrispondenza del calo delle acque causato dalla scarsa piovosità dell’ultima stagione fredda e in parte da prelievi di falda non autorizzati, il lago accolga anche inquinanti organici e chimici provenienti dalla fogna, con un ulteriore appesantimento delle sue condizioni bioecologiche. Insomma: una sorta di tortura mortale.</p>



<p>Chissà che brutta impressione darebbe questa cronachetta se, per ipotesi, passasse sulla bocca del politico di turno che tenta la scalata alle prossime elezioni? Chissà se farebbe la sua fortuna o ne decreterebbe l&#8217;inesorabile fine. I temi ambientalisti non sono più di moda da una trentina d&#8217;anni, riprenderli con forza e determinazione ti azzoppa la carriera. Fai appena in tempo a pronunciare qualche parola sensata in difesa dell&#8217;ambiente, che ti entrano a gamba tesa i guastatori che si vedono e quelli che non si vedono, con questi ultimi le trame oscure. Ma di più ti entra a gamba molle il qualunquismo delle persone perbene, della comunità locale: quella sempre pronta a dire che tutto va bene così, che fu colpa del tempo, delle congiunzioni astrali quando non del tutto degli ambientalisti brutti e cattivi di cui sopra; quella sempre pronta a lamentarsi dietro le quinte perché intimamente convinta dello scempio, ma così, domenicalmente, senza mai schierarsi con azioni pubbliche e politiche perché non si sa mai: il numero di telefono del papavero di turno potrebbe sempre servire.</p>



<p>Eppure il lago era utile, credetemi: oltre che bello, il lago era utile.</p>



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<pre class="wp-block-preformatted"><strong>Note</strong>: Elio Romano, Miti e leggende di Enna, 1962-1963, affresco, Enna, Scuola elementare S. Onofrio</pre>
</div></div>
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		<title>&#8220;Un agricoltore assai smozzicato&#8221;, una ricostruzione della vita e dell&#8217;opera del pittore e scultore Libero Elio Romano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Tinnirello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 May 2022 14:23:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tradizionario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il libro di Vicari riscostruisce la vita e l’opera di Libero Elio Romano avvalendosi sia del materiale bibliografico che dei racconti dei figli del pittore, in particolare&#160;di Guido e Antonella che hanno contribuito a fornire allo studioso materiale inedito e ricordi personali. Ne viene fuori un quadro dettagliato del percorso di vita e di studi dell’artista. Dalla formazione fiorentina e romana al rientro in Sicilia. Romano, che è stato anche&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/05/16/un-agricoltore-assai-smozzicato/">&#8220;Un agricoltore assai smozzicato&#8221;, una ricostruzione della vita e dell&#8217;opera del pittore e scultore Libero Elio Romano</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
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<p>Il libro di Vicari riscostruisce la vita e l’opera di Libero Elio Romano avvalendosi sia del materiale bibliografico che dei racconti dei figli del pittore, in particolare&nbsp;di Guido e Antonella che hanno contribuito a fornire allo studioso materiale inedito e ricordi personali. Ne viene fuori un quadro dettagliato del percorso di vita e di studi dell’artista. Dalla formazione fiorentina e romana al rientro in Sicilia. </p>



<p>Romano, che è stato anche docente di pittura presso l’Accademia di belle arti di Catania, sceglie di passare un lungo tratto della sua vita appartato in campagna, ritirandosi presso la tenuta agricola di famiglia nei pressi di Assoro nel cuore della Sicilia. Da questa località marginale (dal punto di vista storico e politico &#8211; non  artistico ed esistenziale), Romano dipinge e scolpisce ritraendo i paesaggi assolati della campagna siciliana, gli strumenti del lavoro agricolo, i volti dei suoi abitanti.</p>



<p>Il libro di Vicari, tuttavia, oltre ad avere il pregio di essere un’esaustiva monografia accademica, possiede anche alcune caratteristiche inedite per il genere, che lo rendono particolarmente interessante per il lettore. Vicari sceglie di illustrare biografia, influenze culturali, opere (molto preziose le tavole ragionate in conclusione del volume che si avvalgono delle foto di tante produzioni dell’artista), bibliografia, premi e mostre. Tuttavia, il volume su Elio Romano desidera soprattutto  raccontare l’artista nella sua peculiare umanità.</p>



<p>A questo proposito sono molto pertinenti le citazioni dal romanzo di Romano, <em>Fanuzza </em>(Maimone,  1995), nonché le molteplici riflessioni del pittore che Vicari mescola sapientemente al filo della diacronia di motivi e ispirazioni di Romano. In questo volume, l’atto ermeneutico dello studioso cede il passo a una prassi mimetica con l’artista, quasi Vicari volesse lasciagli sempre la parola. </p>



<p>Elio Romano opera come un personaggio, ridiviene tra queste pagine il protagonista della propria storia e ce la racconta grazie alla sapiente intuizione del professore Vicari: dare voce alla propria materia, corpo al proprio tema e vita al proprio lavoro di ricerca. Del pittore Vicari dice: “Tale e tanta è la commistione in Romano tra arte e vita da lasciare talvolta sbalorditi” (ivi, p. 87). Lo stesso stupore si riaccende per noi che leggiamo Vicari che, a propria volta, fa rivivere Romano.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="718" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/05/elio-romano-02.jpg" alt="" class="wp-image-4259" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/05/elio-romano-02.jpg 1024w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/05/elio-romano-02-300x210.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/05/elio-romano-02-768x539.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il professore sembra rimpiangere di non aver conosciuto personalmente Romano: “questo mio <em>vecchio amico</em> che tanto avrei voluto frequentare ma che non ho mai realmente conosciuto” (Ivi, p. 23). Come in un gioco di specchi, Vicari ci presenta Romano senza intermediazioni come e più che se lo avesse incontrato; questi è vivo nelle pagine del libro, irradia la propria presenza con la stessa potenza che appartiene alle opere d’arte.</p>



<pre class="wp-block-preformatted"><strong>Vittorio Ugo Vicari</strong> è professore di I fascia in Stile, Storia dell’arte e del costume presso l’Accademia di belle arti di Catania, dove insegna Storia dell’arte contemporanea, della moda e Stile, Storia dell’arte e del costume. I suoi principali interessi di studio e ricerca sono attualmente rivolti ai sistemi e agli autori di età moderna e contemporanea, da una prospettiva storica delle mentalità e della cultura.</pre>



<p>Vittorio Ugo Vicari, <em>Un agricoltore assai smozzicato. Formazione fiorentina e residenza siciliana di Libero Elio Romano</em>, Alessandro Mancuso editore, 2021</p>
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