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Il Duca e Il [email protected] – Castello di Nelson: il racconto delle prime due giornate di Festival

Si sono concluse le prime due giornate de “Il Duca e Il Ciclope”, Festival multidisciplinare, organizzato dall’associazione Areasud, con il patrocinio del Comune di Bronte e i Italiafestival, la principale associazione che riunisce gli eventi artistici italiani.In un contesto storico incerto come quello che stiamo vivendo, “Il Duca e Il Ciclope” è una boccata d’aria fresca e non soltanto per il clima montano, offerto dal magnifico Castello brontese, appartenuto all’ammiraglio Nelson.

Si tratta di una rassegna che promette di accogliere le arti sotto tutte le possibili declinazioni e scoprire che non si tratta solo di una promessa vana è davvero una splendida sorpresa: dalla musica tradizionale, alla danza, alla poesia, alla fotografia, fino ad arrivare alle esperienze – latu sensu – artistiche e sociali.

Alla Mostra “Dentro l’eco dei nostri Passi” è affidato il compito di inaugurare la rassegna brontese: una raccolta di immagini dell’Etna allegorica, espressiva, sincronizzata con tutti gli elementi naturali che ne fanno parte, catturate dall’obiettivo di Eletta Massimino e Salvo Cuscunà. Mentre si calpestano i basoli del cortile antistante il granaio, riaperto al pubblico in occasione del Festival, si ascolta il Poeta Piero Ristagno leggere versi tratti dalla sua raccolta “Viaggiatori” insieme a Patrizia Curatolo, accompagnati dalle improvvisazioni di Roberto Catalano al mandoloncello e tamburo a cornice. La prima giornata si conclude con tre performance sonore, delle quali la terza del tutto improvvisata, dal fortissimo impatto sonoro ed emotivo: Luca Recupero insieme a una piccola rappresentanza della Nuova Accademia degli Spensierati, seducono il pubblico presente con marranzani e scacciapensieri, lasciando il posto, senza soluzione di continuità alle atmosfere trasognate di Angelo Salerno e della sua zampogna. In conclusione, una jam di marranzani, zampogne e tamburo a cornice di Maurizio Cuzzocrea, direttore del Festival coinvolge il pubblico in danze improvvisate, all’interno del cortile del Castello in un’atmosfera lunare. 

La seconda giornata si apre con la presentazione di “Il Libro dei Bisogni” secondo libro di Stefania Licciardello, pubblicato da Néon Edizioni. A seguire, un dialogo sagace e peculiare su cosa sia la normalità, in temi di quarantena e non, tra il giornalista e attore catanese Danilo Ferrari e il presidente del Centro Studi Don Milani, Salvo Spagano. A chiudere le prime due giornate, la performance “L’eco dei passi”, ispirata alle fotografie della mostra, con le ballerine Martina Di Prato, Elettra Giunta, la regia e la voce di Monica Felloni e il violoncello di Raffaella Suriano, lascia il pubblico attònito.

Un Festival nascosto in uno dei luoghi più affascinanti dell’isola, dalla cui montagna si vede il mare, si ascoltano venti, marranzani, zampogne e viole, si respira, si danza, si torna a casa e si ricomincia. 

Prossimo appuntamento, sabato 8 e domenica 9 agosto.

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