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	<description>Il coraggio di conoscere</description>
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		<title>Premio “Arte: sostantivo femminile 2023” a Cristina Fogazzi, l&#8217;Estetista cinica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberta Valerioti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2023 08:54:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Visibilmente emozionata Cristina Fogazzi (aka L&#8217;Estetista Cinica) annuncia alla sua community di essere vincitrice del premio &#8220;Arte: sostantivo femminile 2023&#8220;, il riconoscimento in rosa promosso dalla Presidente dell’Associazione A3M – Amici dell’Arte Moderna a Valle Giulia Maddalena Santeroni e dalla Direttrice della Galleria Nazionale Cristiana Collu. L&#8217;edizione 2022 ha visto premiate, tra le altre, la Senatrice Liliana Segre, la scrittrice Dacia Maraini e, come ricorda l&#8217;imprenditrice della skin care, nel&#8230;</p>
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<p>Visibilmente emozionata Cristina Fogazzi (aka L&#8217;<strong>Estetista Cinica</strong>) annuncia alla sua community di essere vincitrice del premio &#8220;<strong>Arte: sostantivo femminile 2023</strong>&#8220;, il riconoscimento in rosa promosso dalla Presidente dell’Associazione A3M – Amici dell’Arte Moderna a Valle Giulia Maddalena Santeroni e dalla Direttrice della Galleria Nazionale Cristiana Collu. L&#8217;edizione 2022 ha visto premiate, tra le altre, la <strong>Senatrice Liliana Segre</strong>, la scrittrice <strong>Dacia Maraini</strong> e, come ricorda l&#8217;imprenditrice della skin care, nel 2019 anche Marina Abramović ha ricevuto lo stesso onore presso la Galleria Nazionale di Arte moderna e contemporanea di Roma.</p>



<p>La Fogazzi non nasconde il proprio genuino imbarazzo e il suo sentirsi poco meritevole nel ricevere un premio che vanta di edizione in edizione una rosa di donne brillanti che si sono distinte per aver apportato beneficio al mondo dell&#8217;<strong>arte</strong> e della<strong> cultura</strong>.<br>Umiltà e inadeguatezza cronica a parte, il premio è invece esattamente nelle mani della persona giusta, una donna che ha messo a servizio della cultura la propria voce social, una voce che viene ascoltata quotidianamente da un milione di persone.</p>



<p><strong>Cristina Fogazzi</strong>, CEO della sua azienda Veralab, assoluta eccellenza del beauty made in Italy, sui social elargisce consigli di bellezza, non limitandosi però alla sola cura di quella esteriore, riferendosi spesso invece alla bellezza eterna, quella che non è vittima della cellulite e del segno del tempo, quella che non sfiorisce mai:<strong> il Bello assoluto, il Bello dell&#8217;arte</strong>. <br>Da una passione personale per il mondo dell&#8217;arte e per i musei che la custodiscono la bresciana Fogazzi alimenta la buona pratica comunicativa che si concretizza in una peculiare divulgazione democratica dell&#8217;arte, in particolare contemporanea, ben più efficace di molte politiche di promozione tradizionali. A lei va il plauso per saper veicolare il messaggio artistico attraverso un medium digitale che troppo di frequente viene bistrattato e banalizzato, ma, come testimonia il fare della Fogazzi, se gestito da mani competenti e da occhi che fagocitano bellezza, esso diventa un canale preferenziale di <strong>diffusione culturale</strong>.</p>



<p>È proprio questo il merito della Fogazzi: essere una eccellente promotrice/supporter dell&#8217;Arte.  Dai &#8220;biglietti sospesi&#8221; per le mostre da lei visitate e promosse sui propri profili social, all&#8217;organizzazione del tour &#8220;<strong>Bellezze al museo</strong>&#8220;, fino alla pubblicazione del suo libro &#8220;<strong>Il mio Grand tour</strong>&#8221; in cui l&#8217;esperienza artistica e l&#8217;esperienza di vita si rincorrono, l&#8217;Estetista cinica rimane fedele ad una<strong> mission ben precisa</strong>: praticare un&#8217;idea più alta di Bellezza, darle risonanza, renderla fruibile ad una più larga platea di &#8220;<em>followers</em>&#8220;, accorciare la distanza tra le sale museali e le Instagram stories.</p>



<p>L&#8217;azione artistica della Fogazzi si può registrare come una forma moderna di Mecenatismo, volta alla valorizzazione mediatica del patrimonio culturale italiano e al marketing della destinazione turistica che si attiva attorno ai siti e alle istituzioni museali coinvolti nell&#8217;esperienza virtuosa di essere esposti alla benefica &#8220;Luce liquida&#8221;.</p>
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		<title>Sant’Agata – La festa che non c&#8217;è. Il devoto catanese “mantiene il bacio”</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2023/02/11/giuffrida-santagata-festa-catania-bacio-3-5-febbraio-2023/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberta Giuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Feb 2023 16:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tradizionario]]></category>
		<category><![CDATA[ACAF]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quest’anno, per la gioia e la commozione di tutti, la Santuzza è tornata per le vie della Sua città, tra i Suoi devoti, ed è stata una felicità immensa. Sono certa che tutti noi abbiamo desiderato ardentemente esserci, ma sono altresì certa che difficilmente dimenticheremo le immagini della “festa che non c’è stata” e di contro dell’amore che dura. Questo raccontano le immagini qui proposte, realizzate dai soci dell’Acaf (Associazione&#8230;</p>
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<p>Quest’anno, per la gioia e la commozione di tutti, la Santuzza è tornata per le vie della Sua città, tra i <em>Suoi</em> devoti, ed è stata una felicità immensa. Sono certa che tutti noi abbiamo desiderato ardentemente esserci, ma sono altresì certa che difficilmente dimenticheremo le immagini della “festa che non c’è stata” e di contro dell’amore che dura.</p>



<p>Questo raccontano le immagini qui proposte, realizzate dai soci dell’<a href="http://www.acaf.it/new/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Acaf</a> (Associazione Catanese Amatori Fotografia) tra il febbraio 2021 e il febbraio 2022, ovvero in piena pandemia, quando le restrizioni per Covid hanno indotto a cancellare gli eventi come la festa di Sant’Agata e non solo.  Le immagini raccontano del devoto catanese che “mantiene il bacio” (<em>M. Recalcati “Mantieni il bacio &#8211; Lezioni brevi sull&#8217;amore&#8221;, Feltrinelli</em>). </p>



<p>Perché in quei momenti bui in cui il futuro era un’incognita tutt’altro che luminosa, nei giorni dal 3 al 5 febbraio, il devoto catanese era lì; era nei luoghi della festa sebbene non ci fosse; era davanti ai cancelli chiusi della Cattedrale a pregare e lasciare in dono il fazzoletto; era presso gli altarini votivi con un piccolo cero; era nelle chiese ad omaggiare una candelora immobile; era lì con la sua giovanissima età, a volte, e un sorriso carico di speranza.</p>



<p>Il devoto catanese allora “manteneva il bacio”, ovvero dava prova del suo amore per la Santuzza, un amore che parla attraverso la sfida del tempo, io ci sarò qualunque cosa accada, e attraverso la cura del gesto d’amore, indosserò il saio, accenderò un cero, ti aspetterò dietro i cancelli serrati della <em>Tua</em> dimora. </p>



<p>Ed è così che ognuno di noi fotografando la “festa che non c’è”, non ha potuto fare a meno di raccontare piuttosto la festa che nonostante tutto si è manifestata attraverso la devozione incrollabile, la speranza, l’amore che dura. <strong>E da qui vogliamo ricominciare</strong>.</p>



<p>Clicca qui per visualizzare le fotografie della mostra:<br><a href="https://ilcaffeonline.it/2023/02/11/redazione-santagata-festa-catania-febbraio-mostra-acaf/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sant&#8217;Agata- la festa che non c&#8217;è</a></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2023/02/11/giuffrida-santagata-festa-catania-bacio-3-5-febbraio-2023/">Sant’Agata – La festa che non c&#8217;è. Il devoto catanese “mantiene il bacio”</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
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		<title>Sant’Agata – La festa che non c’è</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2023/02/11/redazione-santagata-festa-catania-febbraio-mostra-acaf/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Feb 2023 08:18:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La galleria fotografica della mostra realizzata dai soci ACAF di Catania in occasione della festa di Sant&#8217;Agata. Clicca qui per leggere la presentazione di Roberta Giuffrida:Sant&#8217;Agata &#8211; la festa che non c&#8217;è. Il devoto catanese &#8220;mantiene il bacio&#8221;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2023/02/11/redazione-santagata-festa-catania-febbraio-mostra-acaf/">Sant’Agata – La festa che non c’è</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La galleria fotografica della mostra realizzata dai soci ACAF di Catania in occasione della festa di Sant&#8217;Agata.</p>



<p>Clicca qui per leggere la presentazione di Roberta Giuffrida:<br><a href="https://ilcaffeonline.it/2023/02/11/giuffrida-santagata-festa-catania-bacio-3-5-febbraio-2023/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sant&#8217;Agata &#8211; la festa che non  c&#8217;è. Il devoto catanese &#8220;mantiene il bacio&#8221;</a></p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/01-Giuseppe-Nastasi.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="01 &#8211; Giuseppe Nastasi" data-rl_caption="Giuseppe Nastasi" title="01 &#8211; Giuseppe Nastasi"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="685" data-id="4891" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/01-Giuseppe-Nastasi.jpg" alt="" class="wp-image-4891" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/01-Giuseppe-Nastasi.jpg 1024w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/01-Giuseppe-Nastasi-300x201.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/01-Giuseppe-Nastasi-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>Giuseppe Nastasi</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/02-Francesco-Barbera.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="02 &#8211; Francesco Barbera" data-rl_caption="Francesco Barbera" title="02 &#8211; Francesco Barbera"><img decoding="async" width="1024" height="685" data-id="4892" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/02-Francesco-Barbera.jpg" alt="" class="wp-image-4892" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/02-Francesco-Barbera.jpg 1024w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/02-Francesco-Barbera-300x201.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/02-Francesco-Barbera-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>Francesco Barbera</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/03-Cosimo-Di-Guardo-1.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="03 &#8211; Cosimo Di Guardo" data-rl_caption="Cosimo Di Guardo" title="03 &#8211; Cosimo Di Guardo"><img decoding="async" width="1024" height="685" data-id="4893" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/03-Cosimo-Di-Guardo-1.jpg" alt="" class="wp-image-4893" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/03-Cosimo-Di-Guardo-1.jpg 1024w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/03-Cosimo-Di-Guardo-1-300x201.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/03-Cosimo-Di-Guardo-1-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>Cosimo Di Guardo</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/04-Pippo-Sergi.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="04 &#8211; Pippo Sergi" data-rl_caption="Pippo Sergi" title="04 &#8211; Pippo Sergi"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="685" data-id="4895" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/04-Pippo-Sergi.jpg" alt="" class="wp-image-4895" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/04-Pippo-Sergi.jpg 1024w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/04-Pippo-Sergi-300x201.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/04-Pippo-Sergi-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>Pippo Sergi</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/05-Fia-Zappala.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="05 &#8211; Fia Zappalà" data-rl_caption="Fia Zappalà" title="05 &#8211; Fia Zappalà"><img loading="lazy" decoding="async" width="685" height="1024" data-id="4896" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/05-Fia-Zappala.jpg" alt="" class="wp-image-4896" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/05-Fia-Zappala.jpg 685w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/05-Fia-Zappala-201x300.jpg 201w" sizes="(max-width: 685px) 100vw, 685px" /></a><figcaption>Fia Zappalà</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/06-Roberta-Giuffrida.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="06 &#8211; Roberta Giuffrida" data-rl_caption="Roberta Giuffrida" title="06 &#8211; Roberta Giuffrida"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="685" data-id="4897" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/06-Roberta-Giuffrida.jpg" alt="" class="wp-image-4897" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/06-Roberta-Giuffrida.jpg 1024w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/06-Roberta-Giuffrida-300x201.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/06-Roberta-Giuffrida-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>Roberta Giuffrida</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/07-Francesco-Fichera.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="07 &#8211; Francesco Fichera" data-rl_caption="Francesco Fichera" title="07 &#8211; Francesco Fichera"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="685" data-id="4898" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/07-Francesco-Fichera.jpg" alt="" class="wp-image-4898" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/07-Francesco-Fichera.jpg 1024w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/07-Francesco-Fichera-300x201.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/07-Francesco-Fichera-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>Francesco Fichera</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/08-Massimo-Malgioglio.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="08 &#8211; Massimo Malgioglio" data-rl_caption="Massimo Malgioglio" title="08 &#8211; Massimo Malgioglio"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="685" data-id="4899" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/08-Massimo-Malgioglio.jpg" alt="" class="wp-image-4899" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/08-Massimo-Malgioglio.jpg 1024w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/08-Massimo-Malgioglio-300x201.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/08-Massimo-Malgioglio-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>Massimo Malgioglio</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/09-Maurizio-Maugeri.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="09 &#8211; Maurizio Maugeri" data-rl_caption="Maurizio Maugeri" title="09 &#8211; Maurizio Maugeri"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="685" data-id="4900" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/09-Maurizio-Maugeri.jpg" alt="" class="wp-image-4900" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/09-Maurizio-Maugeri.jpg 1024w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/09-Maurizio-Maugeri-300x201.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/09-Maurizio-Maugeri-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>Maurizio Maugeri</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/10-Consuelo-Riela.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="10 &#8211; Consuelo Riela" data-rl_caption="Consuelo Riela" title="10 &#8211; Consuelo Riela"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="685" data-id="4901" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/10-Consuelo-Riela.jpg" alt="" class="wp-image-4901" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/10-Consuelo-Riela.jpg 1024w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/10-Consuelo-Riela-300x201.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/10-Consuelo-Riela-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>Consuelo Riela</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/11-Tiziana-Sparaccino.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="11 &#8211; Tiziana Sparaccino" data-rl_caption="Tiziana Sparaccino" title="11 &#8211; Tiziana Sparaccino"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="685" data-id="4902" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/11-Tiziana-Sparaccino.jpg" alt="" class="wp-image-4902" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/11-Tiziana-Sparaccino.jpg 1024w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/11-Tiziana-Sparaccino-300x201.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/11-Tiziana-Sparaccino-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>Tiziana Sparaccino</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/12-Rosalia-cuccia.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="12 &#8211; Rosalia cuccia" data-rl_caption="Rosalia Cuccia" title="12 &#8211; Rosalia cuccia"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="685" data-id="4903" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/12-Rosalia-cuccia.jpg" alt="" class="wp-image-4903" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/12-Rosalia-cuccia.jpg 1024w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/12-Rosalia-cuccia-300x201.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/12-Rosalia-cuccia-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>Rosalia Cuccia</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/13-Emanuele-Rapisardi.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="13 &#8211; Emanuele Rapisardi" data-rl_caption="Emanuela Rapisardi" title="13 &#8211; Emanuele Rapisardi"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="685" data-id="4904" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/13-Emanuele-Rapisardi.jpg" alt="" class="wp-image-4904" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/13-Emanuele-Rapisardi.jpg 1024w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/13-Emanuele-Rapisardi-300x201.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/13-Emanuele-Rapisardi-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>Emanuela Rapisardi</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/14-Miriam-Scalisi.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="14 &#8211; Miriam Scalisi" data-rl_caption="Miriam Scalisi" title="14 &#8211; Miriam Scalisi"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="685" data-id="4905" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/14-Miriam-Scalisi.jpg" alt="" class="wp-image-4905" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/14-Miriam-Scalisi.jpg 1024w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/14-Miriam-Scalisi-300x201.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/14-Miriam-Scalisi-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>Miriam Scalisi</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/15-Antonio-Pignato.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="15 &#8211; Antonio Pignato" data-rl_caption="Antonio Pignato" title="15 &#8211; Antonio Pignato"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="685" data-id="4906" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/15-Antonio-Pignato.jpg" alt="" class="wp-image-4906" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/15-Antonio-Pignato.jpg 1024w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/15-Antonio-Pignato-300x201.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/02/15-Antonio-Pignato-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>Antonio Pignato</figcaption></figure>
</figure>
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		<title>Ecco perché abbiamo camminato senza memoria</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2023/01/30/deluca-perche-abbiamo-camminato-senza-memoria-senatrice-segre/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Pietro De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2023 13:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Whatever it takes]]></category>
		<category><![CDATA[27 gennaio]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Frank]]></category>
		<category><![CDATA[Auschwitz]]></category>
		<category><![CDATA[campi di concentramento]]></category>
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		<category><![CDATA[Giornata della Memoria]]></category>
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		<category><![CDATA[per non dimenticare]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Levi]]></category>
		<category><![CDATA[se questo è un uomo]]></category>
		<category><![CDATA[Senatrice]]></category>
		<category><![CDATA[shoah]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La senatrice a vita Liliana Segre si è lasciata sfuggire – lei, ottimista e coraggiosa come pochi in questa nostra Italia – un lieve lamento: “Fra qualche anno della Shoah non rimarrà che qualche riga appena nei libri di storia” perché già si brontola “basta con questi ebrei, che cosa noiosa!”. Desidereremmo tanto rassicurarla che così non sarà. E questo perché siamo solo all’inizio di questo capitolo storico tutto da&#8230;</p>
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<p>La senatrice a vita <strong>Liliana Segre</strong> si è lasciata sfuggire – lei, ottimista e coraggiosa come pochi in questa nostra Italia – un lieve lamento: “<em>Fra qualche anno della Shoah non rimarrà che qualche riga appena nei libri di storia” perché già si brontola “basta con questi ebrei, che cosa noiosa!</em>”.</p>



<p>Desidereremmo tanto rassicurarla che così non sarà. E questo perché siamo solo all’inizio di questo capitolo storico tutto da leggere e studiare. Se solo interviene chi può mostrare una laurea in lettere, ma anche in filosofia e forse pure in storia, conseguita nei primi decenni del secolo scorso, candidamente e sia pure con scorno, confesserà: “E’ stato il mio caso che qualche riga ho letto, adesso e solo adesso ne so di più”. Se questo è accaduto al laureato, peggio ancora se l’è trascorsa il liceale o il ragazzo di terza media di primo grado per il semplice fatto che quel laureato è stato poi insegnante nelle due scuole. Da qui viene fuori il triste ritornello che in tanti, tantissimi, finiamo per snocciolare: “Con il programma di storia sono arrivato alle ‘cause dello scoppio della seconda guerra mondiale’, in terza media così come all’ultimo delle superiori”. Ed è detto tutto, quasi per dichiarare che c’è sempre qualcuno prima di me che ha un po’ della mia colpa. Allo scoppio della seconda guerra mondiale la conoscenza della storia si è inceppata nella mente di molti che oggi hanno età matura.</p>



<p>Norimberga 1946, Gerusalemme 1961, respiro europeo di storia per saperne di più, sono stati autentici tabù per libri di testo, riviste, giornali e televisione. <strong>Primo Levi </strong>con “<em>Se questo è un uomo</em>” è stato letto quasi in clandestinità perché pubblicato anche in clandestinità prima che apparire nei tipi della casa editrice Einaudi. </p>



<p>Siamo in tanti digiuni o a mezzo cervello in conoscenza di storia, materia scolastica che prima di andare in uggia agli studenti lo era agli insegnanti a loro volta studenti. E anche quei professori di storia e filosofia di liceo conoscevano bene il trucco di prolungarsi o sbrodolarsi in filosofia e tenersi avari di storia che, per essere raccontata agli studenti, doveva comunque essere almeno letta il giorno prima sul manuale di classe. Affidata alla sola cura degli studenti, leggete e poi interroghiamo? Un po’ come dire: “A voi lupi affido queste pecore!”. </p>



<p>Ed è avvenuto anche per questo che abbiamo camminato senza memoria, senza sapere chi ci ha preceduto, come e perché, per quali vie. Negli anni del dopoguerra abbiamo chinato la testa e ci siamo dedicati alla ricostruzione fino alle soglie del boom economico. Nessuno sguardo all’indietro, tutti protesi in avanti, tutti a ritenerci gli inventori di ogni cosa e di qualsiasi corso della storia a venire. Fino al punto di sbandierare nostalgie di fascismo, ignorandolo e pertanto fantasticandone gesta e urgenza di ripristino. Nessun racconto critico, nessun cenno alle leggi razziali e alla deriva razzistica. Quasi un silenzio tombale. Per non dire che a tanto fascismo si contrapponeva nei discorsi un antifascismo senza punteggiatura, senza citazioni, senza andare a vedere – e quindi senza conoscenza – se nello stesso album di famiglia c’erano parenti o congiunti che nei campi di concentramento erano caduti o se a quei campi di concentramento avevano accompagnato in divisa qualche altro.</p>



<p>Alla senatrice Segre vorremmo dire che oggi abbiamo altra consapevolezza, sappiamo almeno che il problema esiste, che tanti come lei hanno parlato e scritto e ci hanno fatto il gran dono di conoscere, afferrare il toro dell’ignoranza per le corna ed eseguire una ricerca anatomopatologica come mai prima era avvenuta. </p>



<p>A scuola, di questi giorni, si lavora sulla <strong>Shoah</strong> come mai era avvenuto nei decenni passati. I ragazzi mostrano empatia verso<strong> Anna Frank</strong> e vivono la loro condizione squisitamente affettuosa e ricca di tenerezza e di ascolto verso quelle donne e uomini – nonni per loro, padri per noi – che ci stanno insegnando la fecondità della memoria. Che non è solo recupero della loro storia. E’ anche recupero della nostra identità. Non sapevamo come era andata. Non sapevamo neanche chi siamo, che cos’è il bene e che cos’è il male, di che cosa è capace l’uomo che sognavamo di essere. E, adesso, se proprio vogliamo, qualcosa di più vero possiamo scoprire. E dire <strong>grazie.</strong></p>
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		<title>Capitale italiana della cultura 2025: selezionate le dieci città finaliste</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ippolito Gualtieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2023 08:34:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#cafechantant]]></category>
		<category><![CDATA[Agrigento]]></category>
		<category><![CDATA[Aosta]]></category>
		<category><![CDATA[Assisi]]></category>
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		<category><![CDATA[Capitale della cultura 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Città finaliste]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero della Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Pescina]]></category>
		<category><![CDATA[Roccasecca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Entra nel vivo la corsa per conoscere quale sarà la “Capitale italiana della cultura” per il 2025. Il Ministero della Cultura ha comunicato gli esiti della selezione, operata dalla giuria indipendente, composta da sette membri. Le dieci città selezionate concorreranno al titolo e al premio di 1 milione di euro, che annualmente è destinato alla città che più delle altre è riuscita a coinvolgere con il proprio progetto. Le dieci&#8230;</p>
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<p>Entra nel vivo la corsa per conoscere quale sarà la “<strong>Capitale italiana della cultura</strong>” per il 2025. Il Ministero della Cultura ha comunicato gli esiti della selezione, operata dalla giuria indipendente, composta da sette membri. Le dieci città selezionate concorreranno al titolo e al premio di 1 milione di euro, che annualmente è destinato alla città che più delle altre è riuscita a coinvolgere con il proprio progetto.</p>



<p> Le <strong>dieci finaliste</strong> sono: Agrigento, Aosta, Assisi (Perugia), Asti, Bagnoregio (Viterbo), Monte Sant’Angelo (Foggia), Orvieto (Terni), Pescina (L’Aquila), Roccasecca (Frosinone) e Spoleto (Perugia). </p>



<p>Ogni città illustrerà il proprio progetto durante le audizioni pubbliche, uno degli elementi caratterizzanti del bando. Sarà la sede centrale del Ministero della Cultura ad ospitare l’incontro tra i rappresentanti delle città e la giuria, nei giorni 20 e 21 marzo 2023. </p>



<p>Per l’anno in corso, il titolo di “Capitale italiana della cultura” è condiviso tra le città di Bergamo e Brescia. E’ stata una scelta effettuata dal Consiglio dei ministri, al di fuori delle normali procedure, per dare una risposta culturale alla grave crisi determinata dalla pandemia da Covid-19, dando una risposta e un segnale di sostegno a un territorio che è stato colpito duramente dagli eventi pandemici. </p>



<p>A questo link il progetto delle due città:<br><a href="https://bergamobrescia2023.it/">https://bergamobrescia2023.it/</a></p>
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		<title>Un viaggio introspettivo nella Sicilia di Libero Elio Romano</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2023/01/18/di-stefano-viaggio-introspettivo-nella-sicilia-di-libero-elio-romano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Simona Di Stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2023 18:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tradizionario]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia Belle Arti]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Assoro]]></category>
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		<category><![CDATA[Palazzo della Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una mostra che racconta una Sicilia famigliare e familiare, quella di Libero Elio Romano 1909-1996, ancora attiva al Palazzo della Cultura di Catania fino al 20 gennaio 2023. La mostra, nata da un’idea del Centro Studi d’Arte “Elio Romano”, dal figlio Guido Romano e nipote Elio, poi studiata e progettata nei minimi dettagli dal curatore il Prof. Vittorio Ugo Vicari docente di Storia dell’arte contemporanea e Storia della moda e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2023/01/18/di-stefano-viaggio-introspettivo-nella-sicilia-di-libero-elio-romano/">Un viaggio introspettivo nella Sicilia di Libero Elio Romano</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
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<p>Una mostra che racconta una Sicilia famigliare e familiare, quella di Libero Elio Romano 1909-1996, ancora attiva al Palazzo della Cultura di Catania<strong> fino al 20 gennaio 2023</strong>. <br><br>La mostra, nata da un’idea del <strong>Centro Studi d’Arte</strong> <strong>“Elio Romano”</strong>, dal figlio Guido Romano e nipote Elio, poi studiata e progettata nei minimi dettagli dal curatore il Prof. Vittorio Ugo Vicari docente di Storia dell’arte contemporanea e Storia della moda e del costume presso l’Accademia di Belle Arti di Catania, è stata anche e soprattutto un laboratorio didattico e occasione di collaborazione professionale tra docenti, cultori e studenti dell’Accademia.   <br><br>Il percorso è un crescendo di emozioni osservando le opere di uno dei maestri del Novecento che meglio ha saputo narrare gli spazi e i luoghi dell’entroterra siciliano con la sua capacità di raffigurare realmente l’aria pallida dell’estate e i cieli assolati. Gli spazi, intesi come le ampie distese di colline e prati in quel di Assoro in provincia di Enna, e i luoghi, quelli più calorosi, ci immergono nella vita casalinga dell’artista e ci mostrano momenti di vita quotidiana tra uno sguardo e l’altro. Con le sue pennellate è riuscito nell’intento probabilmente di comunicare la realtà cruda e nuda senza enfatizzare il sottile sentimento che abbraccia le terre siciliane, così aride ma anche così amate. <br><br>Sono cinque le sezioni in cui si divide il percorso. La prima parte racconta gli anni della formazione a Catania, la gioventù nella sua casa a Morra raccontata attraverso scorci di ricordi tra l’interno famigliare e il paesaggio dei “<em><strong>Mandorli spogli</strong></em>” dal nome di una delle opere esposte. La mostra prosegue poi con la sezione fotografica, caratterizzata da una produzione in bianco e nero, anche questa volta a raccontare le emozioni di una vita vissuta godendo di attimi di felicità. Nella terza sezione si può notare il suo naturalismo dettagliato espresso tramite dipinti raffigurati di un Guido Romano ancora bimbo.<br><br>Continua con la quarta parte caratterizzata in particolare da una serie di incisioni a china, produzione derivata dalla sua esperienza come professore all’Istituto d’Arte di Catania, e da ritratti/studio di donna come “Nudo disteso” conferendo un’autentica e naturale intimità al suo lavoro.  Novità espositive all’interno del percorso sono l’istallazione rappresentativa del giardino dell’artista, creata dal Prof. Umberto Naso nonché ex allievo di Romano, ed un emozionante racconto animato in cui le opere di Elio Romano prendono vita come in una pellicola cinematografica.<br><br>Le opere di Libero Elio Romano sono caratterizzate da un mix di tecniche, dai ritratti in carboncino, ai dipinti su tela, alla fotografia e dulcis in fundo anche dalle mini sculture come la “<em><strong>Giovinetta stante</strong></em>” tra le altre, che ritroviamo nella quinta e ultima sezione della mostra a conclusione del percorso espositivo, un viaggio introspettivo nella vita di Libero Elio Romano.</p>
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		<title>Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2023 09:41:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Care concittadine e cari concittadini,un anno addietro, rivolgendomi a voi in questa occasione, definivo i sette anni precedenti come impegnativi e complessi.Lo è stato anche l’anno trascorso, così denso di eventi politici e istituzionali di rilievo. L’elezione del Presidente della Repubblica, con la scelta del Parlamento e dei delegati delle Regioni che, in modo per me inatteso, mi impegna per un secondo mandato.Lo scioglimento anticipato delle Camere e le elezioni&#8230;</p>
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<p>Care concittadine e cari concittadini,<br>un anno addietro, rivolgendomi a voi in questa occasione, definivo i sette anni precedenti come impegnativi e complessi.<br>Lo è stato anche l’anno trascorso, così denso di eventi politici e istituzionali di rilievo.</p>



<p>L’elezione del Presidente della Repubblica, con la scelta del Parlamento e dei delegati delle Regioni che, in modo per me inatteso, mi impegna per un secondo mandato.<br>Lo scioglimento anticipato delle Camere e le elezioni politiche, tenutesi, per la prima volta, in autunno.<br>Il chiaro risultato elettorale ha consentito la veloce nascita del nuovo governo, guidato, per la prima volta, da una donna.</p>



<p>E’ questa una novità di grande significato sociale e culturale, che era da tempo matura nel nostro Paese, oggi divenuta realtà.<br>Nell’arco di pochi anni si sono alternate al governo pressoché tutte le forze politiche presenti in Parlamento, in diverse coalizioni parlamentari.<br>Quanto avvenuto le ha poste, tutte, in tempi diversi, di fronte alla necessità di misurarsi con le difficoltà del governare.</p>



<p>Riconoscere la complessità, esercitare la responsabilità delle scelte, confrontarsi con i limiti imposti da una realtà sempre più caratterizzata da fenomeni globali: dalla pandemia alla guerra, dalla crisi energetica a quella alimentare, dai cambiamenti climatici ai fenomeni migratori.<br>La concretezza della realtà ha così convocato ciascuno alla responsabilità.<br>Sollecita tutti ad applicarsi all’urgenza di problemi che attendono risposte.</p>



<p>La nostra democrazia si è dimostrata dunque, ancora una volta, una democrazia matura, compiuta, anche per questa esperienza, da tutti acquisita, di rappresentare e governare un grande Paese.</p>



<p>E’ questa consapevolezza, nel rispetto della dialettica tra maggioranza e opposizione, che induce a una comune visione del nostro sistema democratico, al rispetto di regole che non possono essere disattese, del ruolo di ciascuno nella vita politica della Repubblica.<br>Questo corrisponde allo spirito della Costituzione.</p>



<p>Domani, primo gennaio, sarà il settantacinquesimo anniversario della sua entrata in vigore.<br><strong>La Costituzione resta la nostra bussola, il suo rispetto il nostro primario dovere</strong>; anche il mio.</p>



<p>Siamo in attesa di accogliere il nuovo anno ma anche in queste ore il pensiero non riesce a distogliersi dalla guerra che sta insanguinando il nostro Continente.<br>Il 2022 è stato l’anno della folle guerra scatenata dalla Federazione russa. La risposta dell’Italia, dell’Europa e dell’Occidente è stata un pieno sostegno al Paese aggredito e al popolo ucraino, il quale con coraggio sta difendendo la propria libertà e i propri diritti.</p>



<p>Se questo è stato l’anno della guerra, dobbiamo concentrare gli sforzi affinché il 2023 sia l’anno della fine delle ostilità, del silenzio delle armi, del fermarsi di questa disumana scia di sangue, di morti, di sofferenze.<br>La pace è parte fondativa dell’identità europea e, fin dall’inizio del conflitto, l’Europa cerca spiragli per raggiungerla nella giustizia e nella libertà.<br>Alla pace esorta costantemente Papa Francesco, cui rivolgo, con grande affetto, un saluto riconoscente, esprimendogli il sentito cordoglio dell’Italia per la morte del Papa emerito Benedetto XVI.</p>



<p>Si prova profonda tristezza per le tante vite umane perdute e perché, ogni giorno, vengono distrutte case, ospedali, scuole, teatri, trasformando città e paesi in un cumulo di rovine. Vengono bruciate, per armamenti, immani quantità di risorse finanziarie che, se destinate alla fame nel mondo, alla lotta alle malattie o alla povertà, sarebbero di sollievo per l’umanità.</p>



<p>Di questi ulteriori gravi danni, la responsabilità ricade interamente su chi ha aggredito e non su chi si difende o su chi lo aiuta a difendersi.<br>Pensiamoci: se l’aggressione avesse successo, altre la seguirebbero, con altre guerre, dai confini imprevedibili.<br>Non ci rassegniamo a questo presente.<br>Il futuro non può essere questo.</p>



<p>La speranza di pace è fondata anche sul rifiuto di una visione che fa tornare indietro la storia, di un oscurantismo fuori dal tempo e dalla ragione. Si basa soprattutto sulla forza della libertà. Sulla volontà di affermare la civiltà dei diritti.<br>Qualcosa che è radicato nel cuore delle donne e degli uomini. Ancor più forte nelle nuove generazioni.<br>Lo testimoniano le giovani dell’Iran, con il loro coraggio. Le donne afghane che lottano per la loro libertà. Quei ragazzi russi, che sfidano la repressione per dire il loro no alla guerra.</p>



<p>Gli ultimi anni sono stati duri. Ciò che abbiamo vissuto ha provocato o ha aggravato tensioni sociali, fratture, povertà.<br>Dal Covid &#8211; purtroppo non ancora sconfitto definitivamente – abbiamo tratto insegnamenti da non dimenticare.<br>Abbiamo compreso che la scienza, le istituzioni civili, la solidarietà concreta sono risorse preziose di una comunità, e tanto più sono efficaci quanto più sono capaci di integrarsi, di sostenersi a vicenda. Quanto più producono fiducia e responsabilità nelle persone.<br>Occorre operare affinché quel presidio insostituibile di unità del Paese rappresentato dal Servizio sanitario nazionale si rafforzi, ponendo sempre più al centro la persona e i suoi bisogni concreti, nel territorio in cui vive.</p>



<p>So bene quanti italiani affrontano questi mesi con grandi preoccupazioni. L’inflazione, i costi dell’energia, le difficoltà di tante famiglie e imprese, l’aumento della povertà e del bisogno.<br>La carenza di lavoro sottrae diritti e dignità: ancora troppo alto è il prezzo che paghiamo alla disoccupazione e alla precarietà.<br>Allarma soprattutto la condizione di tanti ragazzi in difficoltà. La povertà minorile, dall’inizio della crisi globale del 2008 a oggi, è quadruplicata.<br>Le differenze legate a fattori sociali, economici, organizzativi, sanitari tra i diversi territori del nostro Paese – tra Nord e Meridione, per le isole minori, per le zone interne &#8211; creano ingiustizie, feriscono il diritto all’uguaglianza.</p>



<p>Ci guida ancora la Costituzione, laddove prescrive che la Repubblica deve rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che ledono i diritti delle persone, la loro piena realizzazione. Senza distinzioni.<br><strong>La Repubblica siamo tutti noi. Insieme.</strong></p>



<p>Lo Stato nelle sue articolazioni, le Regioni, i Comuni, le Province. Le istituzioni, il Governo, il Parlamento. Le donne e gli uomini che lavorano nella pubblica amministrazione. I corpi intermedi, le associazioni. La vitalità del terzo settore, la generosità del volontariato.</p>



<p>La Repubblica – la nostra Patria – è costituita dalle donne e dagli uomini che si impegnano per le loro famiglie.<br>La Repubblica è nel senso civico di chi paga le imposte perché questo serve a far funzionare l’Italia e quindi al bene comune.</p>



<p>La Repubblica è nel sacrificio di chi, indossando una divisa, rischia per garantire la sicurezza di tutti. In Italia come in tante missioni internazionali.<br>La Repubblica è nella fatica di chi lavora e nell’ansia di chi cerca il lavoro. Nell’impegno di chi studia. Nello spirito di solidarietà di chi si cura del prossimo. Nell’iniziativa di chi fa impresa e crea occupazione.</p>



<p>Rimuovere gli ostacoli è un impegno da condividere, che richiede unità di intenti, coesione, forza morale.<br>E’ grazie a tutto questo che l’Italia ha resistito e ha ottenuto risultati che inducono alla fiducia.</p>



<p>La nostra capacità di reagire alla crisi generata dalla pandemia è dimostrata dall’importante crescita economica che si è avuta nel 2021 e nel 2022.<br>Le nostre imprese, a ogni livello, sono state in grado, appena possibile, di ripartire con slancio: hanno avuto la forza di reagire e, spesso, di rinnovarsi.<br>Le esportazioni dei nostri prodotti hanno tenuto e sono anzi aumentate.</p>



<p>L’Italia è tornata in brevissimo tempo a essere meta di migliaia di persone da ogni parte del mondo. La bellezza dei nostri luoghi e della nostra natura ha ripreso a esercitare una formidabile capacità attrattiva.<br>Dunque ci sono ragioni concrete che nutrono la nostra speranza ma è necessario uno sguardo d’orizzonte, una visione del futuro.</p>



<p>Pensiamo alle nuove tecnologie, ai risultati straordinari della ricerca scientifica, della medicina, alle nuove frontiere dello spazio, alle esplorazioni sottomarine. Scenari impensabili fino a pochi anni fa e ora davanti a noi.<br>Sfide globali, sempre.</p>



<p>Perché è la modernità, con il suo continuo cambiamento, a essere globale.<br>Ed è in questo scenario, per larghi versi inedito, che misuriamo il valore e l’attualità delle nostre scelte strategiche: l’Europa, la scelta occidentale, le nostre alleanze. La nostra primaria responsabilità nell’area che definiamo Mediterraneo allargato. Il nostro rapporto privilegiato con l’Africa.</p>



<p>Dobbiamo stare dentro il nostro tempo, non in quello passato, con intelligenza e passione.<br>Per farlo dobbiamo cambiare lo sguardo con cui interpretiamo la realtà. Dobbiamo imparare a leggere il presente con gli occhi di domani.</p>



<p>Pensare di rigettare il cambiamento, di rinunciare alla modernità non è soltanto un errore: è anche un’illusione. Il cambiamento va guidato, l’innovazione va interpretata per migliorare la nostra condizione di vita, ma non può essere rimossa.</p>



<p>La sfida, piuttosto, è <strong>progettare il domani con coraggio.</strong><br>Mettere al sicuro il pianeta, e quindi il nostro futuro, il futuro dell’umanità, significa affrontare anzitutto con concretezza la questione della transizione energetica.</p>



<p>L’energia è ciò che permette alle nostre società di vivere e progredire. Il complesso lavoro che occorre per passare dalle fonti tradizionali, inquinanti e dannose per salute e ambiente, alle energie rinnovabili, rappresenta la nuova frontiera dei nostri sistemi economici.</p>



<p>Non è un caso se su questi temi, e in particolare per l’affermazione di una nuova cultura ecologista, registriamo la mobilitazione e la partecipazione da parte di tanti giovani.</p>



<p>L’altro cambiamento che stiamo vivendo, e di cui probabilmente fatichiamo tuttora a comprendere la portata, riguarda la trasformazione digitale.<br>L’uso delle tecnologie digitali ha già modificato le nostre vite, le nostre abitudini e probabilmente i modi di pensare e vivere le relazioni interpersonali. Le nuove generazioni vivono già pienamente questa nuova dimensione.</p>



<p>La quantità e la qualità dei dati, la loro velocità possono essere elementi posti al servizio della crescita delle persone e delle comunità. Possono consentire di superare arretratezze e divari, semplificare la vita dei cittadini e modernizzare la nostra società.<br>Occorre compiere scelte adeguate, promuovendo una cultura digitale che garantisca le libertà dei cittadini.</p>



<p>Il terzo grande investimento sul futuro è quello sulla scuola, l’università, la ricerca scientifica. E’ lì che prepariamo i protagonisti del mondo di domani. Lì che formiamo le ragazze e i ragazzi che dovranno misurarsi con la complessità di quei fenomeni globali che richiederanno competenze adeguate, che oggi non sempre riusciamo a garantire.</p>



<p>Il Piano nazionale di ripresa e resilienza spinge l’Italia verso questi traguardi. Non possiamo permetterci di perdere questa occasione.<br>Lo dobbiamo ai nostri giovani e al loro futuro.</p>



<p>Parlando dei giovani vorrei – per un momento &#8211; rivolgermi direttamente a loro:<br>siamo tutti colpiti dalla tragedia dei tanti morti sulle strade.<br>Troppi ragazzi perdono la vita di notte per incidenti d’auto, a causa della velocità, della leggerezza, del consumo di alcol o di stupefacenti.<br>Quando guidate avete nelle vostre mani la vostra vita e quella degli altri. Non distruggetela per un momento di imprudenza.<br>Non cancellate il vostro futuro.</p>



<p>Care concittadine e cari concittadini,<br><strong>guardiamo al domani con uno sguardo nuovo. Guardiamo al domani con gli occhi dei giovani. Guardiamo i loro volti, raccogliamo le loro speranze. Facciamole nostre.</strong></p>



<p>Facciamo sì che il futuro delle giovani generazioni non sia soltanto quel che resta del presente ma sia il frutto di un esercizio di coscienza da parte nostra. Sfuggendo la pretesa di scegliere per loro, di condizionarne il percorso.</p>



<p><strong>La Repubblica vive della partecipazione di tutti.</strong><br>E’ questo il senso della libertà garantita dalla nostra democrazia.<br>E’ anzitutto questa la ragione per cui abbiamo fiducia.<br><strong>Auguri!</strong></p>
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		<title>Letterina di Natale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nada Roberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2022 08:32:37 +0000</pubDate>
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<p><strong>Natale. </strong>L&#8217;albero luccica, i regali sono impacchettati, la stella di Natale stranamente non è appassita, la ghirlanda dà il benvenuto sulla porta, la tavola sbrilluccica di ori e argenti, c&#8217;è anche un delizioso profumino di cibo e ho aggiunto un tocco di rosso sul vestito. Ho ancora tutto il tempo per prepararmi un profumato Tè di Natale. La cannella, lo zenzero, la scorza di arancia diffondono tutto intorno il loro inebriante aroma. Questa pausa in solitaria è proprio quello che ci vuole prima e dopo la grande attesa baraonda. </p>



<p>E allora da dove viene questa sensazione di mancanza? Cosa non ho preparato? Sollevo il piatto a capotavola. Ecco, manca la letterina di Natale. Bisogna scriverla, in fretta. Ma a chi?<br><strong>Cari Genitori?</strong><br>No, non si può più. Impossibile copiare dalla lavagna di II elementare: Cari Genitori, vi voglio tanto bene, perdonatemi i capricci e le disubbidienze, d&#8217;ora in avanti sarò più buona, il Bambino Gesù vi colmi di salute e ogni bene.<br>Ma lo sapeva suor Carolina, che scriveva col gesso bianco e la calligrafia infantile, che Michele aveva un padre ubriacone che la sera di Natale avrebbe mandato all&#8217;aria i piatti? Che Assuntina era tanto se festeggiava il cenone con una minestra? Che a Carmela erano i genitori a dover chiedere perdono per le disattenzioni, le mancanze, i rimproveri? Che Antonio ubbidiva a capo chino al padre che lo teneva in bottega tutto il pomeriggio e solo a notte riusciva a fare i compiti? Che Giuseppe, sua mamma la odiava per tutto il rossetto e il profumo con cui usciva di sera? E Matilde che i genitori non ricordava nemmeno più come erano fatti? Suor Carolina sapeva che non c&#8217;eravamo in classe solo io, Carmen, Paola, Alessandro, Katia, Francesco con le nostre letterine filigranate e il vestitino nuovo e i giocattoli pronti e nascosti nell&#8217;armadio, e i baci e le coperte rimboccate?</p>



<p>Allora meglio indirizzarla ai <strong>figli</strong>, da parte di noi, i Cari Genitori che siamo diventati?<br>Riusciremo noi genitori nella nostra letterina a proclamare che ci vogliamo bene? Ora che è tempo di consuntivi? Oppure compileremo lunghe liste nere? Tutte le volte che non abbiamo avuto tempo, tutte le volte che abbiamo fatto altro, tutte le volte che vi abbiamo detto sì perché era tanto più facile, e le altre che abbiamo detto no senza ascoltare, senza capire. Gli incoraggiamenti che non vi abbiamo dato, le strade che vi abbiamo troppo facilitato e quelle che vi abbiamo chiuso, le prove che abbiamo affrontato al vostro posto. Lo sforzo che non abbiamo fatto di ascoltare i vostri silenzi o i vostri sproloqui. La musica , i libri, i film, le mode, le battaglie, i cortei, le compagnie che non ci è sembrato valesse la pena di vivere con voi, fenomeni adolescenziali, come i brufoli: Passeranno, ci siamo detti. Ebbene sì, siamo stati un po&#8217; cattivelli, abbiamo fatto i nostri capricci e le nostre marachelle, abbiamo spesso disubbidito al nostro compito, ma vi vogliamo, e voluto, tutto il bene del mondo e oggi vi promettiamo di essere più attenti a quello che vi aspettate da noi, più vicini o più assenti secondo i vostri bisogni. Ora che anche voi siete genitori, siamo certi del vostro perdono.</p>



<p>Forse la cosa più facile è rivolgerci a voi, <strong>Cari nipoti</strong>.<br>Qui la letterina scorre liscia liscia. È un andirivieni di baci e abbracci, giochi e canzoncine, passeggiate nel parco, cartoni alla TV, Tik tok, messaggi e videochiamate su WhatsApp e faccine. Con leggerezza ritroviamo il tempo che non avevamo con i figli e insieme la pazienza, l&#8217;allegria, l&#8217;attenzione. Sarà che prima il tempo era lungo e ora tanto breve? Niente per cui chiedere perdono allora? Siete troppo piccoli per parlarvi del mondo che vi lasciamo? Dell&#8217;inquinamento della terra, delle corruzioni materiali e morali, delle guerre e delle violenze, delle discriminazioni di ogni genere, delle diseguaglianze ed egoismi? Della Bellezza che stiamo distruggendo? Siamo ancora in tempo a fare i buoni? Possiamo ancora augurarvi, con ragionevole ottimismo un futuro di salute pace e amore?</p>



<p><strong>Come è difficile stasera scrivere la letterina di Natale</strong>. Sarà perché ho perso l&#8217;esercizio. Perché non c&#8217;è una lavagna da cui copiare. Sarà perché non so a chi indirizzarla? Forse allora è meglio che la scriva a me.<br><strong>Cara Nada…</strong> ti voglio bene (?) , perdonami tutti gli sbagli, le mancanze, le disattenzioni, le viltà, le occasioni perse, gli occhi troppo chiusi o troppo aperti, le rinunce, gli sguardi e e le parole non dette. I sogni perduti. Ti ringrazio per tutto il bene e il bello, l&#8217;ordinario e lo straordinario, le presenze e le assenze, il dono sfaccettato della vita, tutto questo che ti è stato regalato e che hai costruito. Faccio ancora in tempo a diventare più buona? Certo, pregherò il bambino Gesù che mi faccia credere, almeno un po&#8217;, che &#8220;<strong>un meglio può ancora arrivare</strong>&#8220;.</p>



<p><strong>Patologia</strong>: sensazione di una mancanza indefinita<br><strong>Terapia</strong>: un buon Tè di Natale molto aromatizzato e la lettura di una vecchia Letterina di Natale, se cercate bene la troverete di sicuro. Non importa chi ne sia l&#8217;autore.</p>
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		<title>Polis delle Arti: l’orchestra giovanileporta nelle chiese un incontro di tradizioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Turco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2022 10:23:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 14, 15 e 16 dicembre la giovane orchestra – formata in occasione della rassegna “La Polis delle Arti” – ha portato in tre chiese un concerto d’orchestra con il coordinamento artistico di Maurizio Cuzzocrea, musicista, ricercatore e presidente dell’associazione locale AreaSud, e la direzione del Maestro Alberigo Maria Ferlito. I tre concerti hanno ravvivato le chiese catanesi di Santa Maria dell’Aiuto, Santa Maria della Salute e Santa Rita. Non&#8230;</p>
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<p>Il 14, 15 e 16 dicembre la giovane orchestra – formata in occasione della rassegna “<strong>La Polis delle Arti</strong>” – ha portato in tre chiese un concerto d’orchestra con il coordinamento artistico di <strong>Maurizio Cuzzocrea</strong>, musicista, ricercatore e presidente dell’associazione locale AreaSud, e la direzione del Maestro <strong>Alberigo Maria Ferlito</strong>.</p>



<p>I tre concerti hanno ravvivato le chiese catanesi di Santa Maria dell’Aiuto, Santa Maria della Salute e Santa Rita. Non una novità per gli eventi firmati <strong>AreaSud</strong> e <strong>Associazione Darshan</strong>: le due associazioni mettono sempre in primo piano l’importanza del locale, unendo allo spettacolo dal vivo la riscoperta di luoghi in periferia che<strong> raccontano l’arte e la storia della propria terra</strong>.</p>



<p>La riscoperta dei luoghi di culto e della propria storia è una tematica presente anche nel laboratorio che i musicisti della giovane orchestra. Tutti provenienti da indirizzi scolastici musicali, hanno frequentato dopo esser stati selezionati da una vera e propria commissione di professionisti del Teatro Massimo Vincenzo Bellini. Infatti, il repertorio scelto per le tre serate è il risultato del lavoro di fusione della <strong>tradizione colta</strong> (Bartòk, Verdi, Barch e altri della tradizione europea) e quella <strong>popolare</strong>, <strong>siciliana </strong>e <strong>meridionale</strong>, proprio con l’obiettivo di creare un dialogo fra le due e di poter riappropriarsi della propria storia.</p>



<p>Il ritrovo sotto un unico tetto di studenti con la stessa passione riesce a creare un <strong>clima sociale positivo</strong> e la <strong>valorizzazione dei singoli e delle loro peculiarità</strong>. La scelta del laboratorio prima e dei concerti porta i ragazzi a creare più situazioni nel tempo di ritrovo e d’inclusione culturale e sociale. Vedere questi giovani musicisti mostrare al pubblico – composto principalmente dalle loro famiglie e i loro cari – il risultato di un percorso artistico e d’apprendimento è stato magico soprattutto sotto Natale. Un periodo un cui lo stare insieme e la condivisione non possono mancare. I ragazzi hanno conquistato così tanto il pubblico da fare pure dei bis!</p>



<p>“La Polis delle Arti” continua, dunque, il suo lavoro con i giovani con l’obiettivo di sviluppare il loro potenziale, spesso nascosto. Questo lo fa unendo virtualmente tre aree della città di Catania &#8211; i quartieri di<strong> </strong>Antico Corso, Cibali e Picanello &#8211; pensate come luoghi ideali nei quali i giovani possano venire aiutati a recuperare il valore della propria persona mediante il <strong>potente mezzo dell’arte</strong>. La rassegna vuole ricreare il clima delle piazze di una volta, come la Polis dell’antica Grecia, dove le persone si incontravano e si trasferivano conoscenze e abilità con l’apprendimento e la pratica.</p>
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		<title>Lu neu, un’opera da camera dedicata al compositore trapanese Antonio Scontrino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2022 08:14:40 +0000</pubDate>
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<p>“<em>Troppo italiano per essere tedesco, troppo tedesco per essere italiano davvero</em>”, questo riportavano le cronache del tempo parlando del contrabbassista e compositore trapanese Antonio Scontrino che, fra la seconda metà dell’Ottocento e i primi del Novecento, si dedicó alla scrittura operistica, da camera e alla musica strumentale.<br><strong>Martedì 20 e mercoledì 21 dicembre</strong>, alle ore 21.00 e nei matinèè alle ore 11.00, negli spazi della Chiesa di San Nicola a Trapani, il Luglio Musicale Trapanese,<strong> in occasione del centenario della morte di Antonio Scontrino,</strong> metterà <strong>in scena l’opera da camera “Lu Neu ovvero Tutturintra”</strong>, unica nel suo genere, una prima assoluta nazionale liberamente ispirata all&#8217;opera mai realizzata “Lu Neu”, con libretto di Luigi Capuana. Musiche di Fabio Correnti, Maurizio Maiorana, Salvatore Passantino. Regia di Fabrizio Lupo.<br>Un moderno tripudio di tradizioni musicali siciliane fra Trapani e Palermo, lungo il gran tour fantastico di Antonio Scontrino, giovane contrabbassista-compositore tedesco appena tornato in Sicilia, sua terra d’origine.</p>



<p>Un <em>pastiche</em> contemporaneo divertente che nella fantasia del regista ha assunto la forma del ‘tutto dentro’ d’ortaggi dove gli ingredienti, senza perdere la loro identità, magicamente si mescolano in un tripudio di colori e sapori.<br>Momenti musicali, immagini visive, scenografie e costumi originali, un vortice di travestimenti e incastri condotti dal narratore/cantastorie nello spirito carnevalesco della Commedia del Regno delle due Sicilie.</p>



<p>Un’opera da camera del Luglio Musicale Trapanese ideata e messa in scena grazie alla nuova sinergia fra importanti istituzioni musicali e culturali siciliane: il Conservatorio di Musica “Antonio Scontrino” di Trapani, il Conservatorio di Musica “Alessandro Scarlatti” di Palermo, il Conservatorio di Musica “Arturo Toscanini” di Ribera, l&#8217;Istituto di Cultura Italo-Tedesco di Trapani con il Goethe-Institut Italien, l’Associazione “AreaSud” di Catania, l’Accademia di Belle Arti di Palermo, l’Associazione culturale Alf Leila.</p>



<p>Oltre trenta i protagonisti sulla scena, un ensemble strumentale e il coro dei Conservatori di Trapani, Palermo e Ribera. Il direttore d’orchestra sarà Fabio Ciulla. Il coordinamento del progetto per i Conservatori di Trapani e Palermo è di Ugo Guagliardo e Consuelo Giglio, tra i principali studiosi del noto musicista siciliano.</p>



<p><em>La 74a Stagione Lirica è organizzata dal Luglio Musicale Trapanese con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Siciliana e del Comune di Trapani, in collaborazione con l’Unione Maestranze.</em></p>



<p><br> </p>
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