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	<title>Capitale italiana della cultura Archivi - ilcaffeonline</title>
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	<title>Capitale italiana della cultura Archivi - ilcaffeonline</title>
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		<title>Capitale italiana della Cultura 2025: l&#8217;elenco delle 15 candidate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ippolito Gualtieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2022 14:56:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È partita la corsa per la designazione della “Capitale italiana della Cultura” per l’anno 2025. Sono state 15 le città italiane che hanno risposto alla chiamata del Ministero della Cultura e hanno presentato la manifestazione d’interesse entro la scadenza e ora vedranno il proprio dossier di candidatura sottoposto alla valutazione di una commissione di esperti di chiara fama nella gestione dei beni culturali. Entro il 15 novembre la commissione definirà&#8230;</p>
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<p>È partita la corsa per la designazione della “<strong>Capitale italiana della Cultura</strong>” per l’anno 2025. Sono state 15 le città italiane che hanno risposto alla chiamata del Ministero della Cultura e hanno presentato la manifestazione d’interesse entro la scadenza e ora vedranno il proprio dossier di candidatura sottoposto alla valutazione di una commissione di esperti di chiara fama nella gestione dei beni culturali.</p>



<p>Entro il 15 novembre la commissione definirà la short list delle 10 città finaliste ed entro il 17 gennaio 2023 si concluderà la procedura di valutazione.</p>



<p>Alla città vincitrice sarà assegnato un contributo statale di un milione di euro, con il quale far conoscere la propria realtà, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo culturale dell’intero territorio e della comunità. Ogni città candidata presenta un progetto che cerca di interpretare sia la realtà attuale, sia il futuro che è immaginato, spesso tramite una capillare azione di ascolto del mondo della cultura, del turismo e dell’economia.</p>



<p>“<em>Sono orgoglioso che quell’intuizione della Capitale della Cultura, in questi anni, sia cresciuta di edizione in edizione dimostrando quanto la progettazione, la programmazione, la condivisione con le realtà locali sia fondamentale per lo sviluppo dei territori. È significativo notare, nelle ultime edizioni, la partecipazione di città anche di piccole dimensioni, a dimostrazione che questo riconoscimento sia diventato una grande opportunità che, come dimostrano i dati, assicura ritorni in termini di visibilità, di pubblico e, quindi, anche di turismo e occasioni di sviluppo</em>”, ha dichiarato il Ministro della Cultura, Dario Franceschini.</p>



<p>Il titolo di Capitale Italiana della Cultura è stato assegnato per la prima volta alle città di Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena (Capitali Italiane della Cultura 2015).  Città concorrenti insieme a Matera, per la designazione della Capitale Europea della Cultura 2019, titolo assegnato al capoluogo della Basilicata.</p>



<p>L’alta qualità delle proposte convinse il Governo a conferire il titolo nazionale ed a lanciare una selezione annuale che, dal 2016, individua la città che può fregiarsi di questo <strong>prestigioso marchio</strong>.</p>



<p>Nel 2016 Mantova fu la prima vincitrice; nel 2017 Pistoia; Palermo nel 2018; Parma nel 2020. Quest’ultimo titolo fu prorogato per il 2021 a causa dello stato di emergenza determinato dalla pandemia da Covid19. L’anno in corso vede la piccola Procida come capitale. Per il 2023 il titolo sarà condiviso da Bergamo e Brescia. Sarà, infine, Pesaro a fregiarsene nel 2024.</p>



<p>Ecco l’elenco delle città che hanno presentato la domanda per il 2025, con il relativo titolo del dossier:</p>



<p>1)<strong> Agrigento</strong> – <em>Il sé, l’altro e la natura. Relazioni e trasformazioni culturali</em></p>



<p>2) <strong>Aosta</strong> – <em>Aostæ Città Plurale</em></p>



<p>3) <strong>Assisi </strong>(Perugia) – <em>Assisi. Creature e creatori</em></p>



<p>4) <strong>Asti</strong> – <em>Dove si coltiva la cultura</em></p>



<p>5) <strong>Bagnoregio</strong> (Viterbo) – <em>Essere Ponti</em></p>



<p>6) <strong>Città Metropolitana di Reggio Calabria</strong> – <em>Locride 2025. Tutta un’altra storia</em></p>



<p>7) <strong>Enna</strong> – <em>Enna 2025. Il mito nel cuore</em></p>



<p>8) <strong>Monte Sant’Angelo</strong> (Foggia) – <em>Monte Sant’Angelo 2025: un Monte in cammino</em></p>



<p>9) <strong>Orvieto </strong>(Terni) – <em>Meta meraviglia la cultura che sconfina</em></p>



<p>10) <strong>Otranto</strong> (Lecce) – <em>Otranto 2025. Mosaico di Culture</em></p>



<p>11) <strong>Peccioli</strong> (Pisa) – <em>ValdEra Ora. L’arte di vivere insieme</em></p>



<p>12)<strong> Pescina</strong> (Aquila) – <em>La cultura non spopola</em></p>



<p>13) <strong>Roccasecca</strong> (Frosinone) – <em>Vocazioni. La cultura e la ricerca della felicità</em></p>



<p>14) <strong>Spoleto</strong> (Perugia) – <em>La cultura genera energia</em></p>



<p>15) <strong>Sulmona</strong> (L’Aquila) – <em>Cultura è metamorfosi.</em></p>
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		<title>Noi, insieme, responsabili del futuro della nostra Repubblica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Feb 2022 19:09:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Parlamento nel giorno del giuramento Signori Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, Signori parlamentari e delegati regionali, il Parlamento e i rappresentanti delle Regioni hanno preso la loro decisione. È per me una nuova chiamata – inattesa &#8211; alla responsabilità; alla quale tuttavia non posso e non ho inteso sottrarmi. Ritorno dunque di fronte a questa Assemblea, nel&#8230;</p>
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<h2 class="wp-block-heading" id="messaggio-del-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-al-parlamento-nel-giorno-del-giuramento">Messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Parlamento nel giorno del giuramento</h2>



<p>Signori Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, Signori parlamentari e delegati regionali, il Parlamento e i rappresentanti delle Regioni hanno preso la loro decisione.</p>



<p><strong>È per me una nuova chiamata – inattesa &#8211; alla responsabilità; alla quale tuttavia non posso e non ho inteso sottrarmi.</strong></p>



<p>Ritorno dunque di fronte a questa Assemblea, nel <strong>luogo più alto della rappresentanza democratica</strong>, dove la volontà popolare trova la sua massima espressione.</p>



<p>Vi ringrazio per la fiducia che mi avete manifestato chiamandomi per la seconda volta a rappresentare <strong>l’unità della Repubbl</strong>ica.</p>



<p>Adempirò al mio dovere secondo i principi e le norme della <strong>Costituzione</strong>, cui ho appena rinnovato il giuramento di fedeltà, e a cui ho cercato di attenermi in ogni momento nei sette anni trascorsi.</p>



<p>La lettera e lo spirito della nostra Carta continueranno a essere il punto di riferimento della mia azione.</p>



<p><strong>Il mio pensiero, in questo momento, è rivolto a tutte le italiane e a tutti gli italiani: di ogni età, di ogni Regione, di ogni condizione sociale, di ogni orientamento politico. E, in particolare, a quelli più in sofferenza, che si attendono dalle istituzioni della Repubblica garanzia di diritti, rassicurazione, sostegno e risposte al loro disagio.</strong></p>



<p>Queste attese sarebbero state fortemente compromesse dal prolungarsi di uno stato di profonda incertezza politica e di tensioni, le cui conseguenze avrebbero potuto mettere a rischio anche risorse decisive e le prospettive di rilancio del Paese impegnato a uscire da una condizione di gravi difficoltà.</p>



<p>Leggo questa consapevolezza nel voto del Parlamento che ha concluso i giorni travagliati della scorsa settimana.</p>



<p><strong>Travagliati per tutti, anche per me.</strong></p>



<p>È questa stessa consapevolezza la ragione del mio sì e sarà al centro del mio impegno di Presidente della nostra Repubblica nell’assolvimento di questo nuovo mandato.</p>



<p>Nel momento in cui i Presidenti di Camera e Senato mi hanno comunicato l’esito della votazione, ho parlato delle <strong>urgenze &#8211; sanitaria, economica, sociale &#8211; che ci interpellano. Non possiamo permetterci ritardi, né incertezze.</strong></p>



<p><strong>La lotta contro il virus non è conclusa</strong>, la campagna di vaccinazione ha molto ridotto i rischi, ma non ci sono consentite disattenzioni.</p>



<p>È di piena evidenza come la ripresa di ogni attività sia legata alla diffusione dei vaccini che proteggono noi stessi e gli altri.</p>



<p>Questo impegno si unisce a quello per la ripresa, per la costruzione del nostro futuro.</p>



<p>L’Italia è un grande Paese.</p>



<p>Lo spirito di iniziativa degli italiani, la loro creatività e solidarietà, lo straordinario impegno delle nostre imprese, le scelte delle istituzioni ci hanno permesso di ripartire. Hanno permesso all’economia di raggiungere risultati che adesso ci collocano nel gruppo di testa dell’Unione. Ma questa ripresa, per consolidarsi e non risultare effimera, ha bisogno di <strong>progettualità</strong>, di <strong>innovazione</strong>, di <strong>investimenti nel capitale sociale</strong>, di un vero e proprio salto di efficienza del sistema-Paese.</p>



<p>Nuove difficoltà si presentano.<strong> Le famiglie e le imprese</strong> dovranno fare i conti con gli aumenti del <strong>prezzo dell’energia</strong>. Preoccupa la scarsità e l’aumento del prezzo di alcuni beni di importanza fondamentale per i settori produttivi.</p>



<p>Viviamo una fase straordinaria in cui l’agenda politica è in gran parte definita dalla strategia condivisa in sede europea.</p>



<p>L’Italia è al centro dell’impegno di ripresa dell’<strong>Europa</strong>. Siamo i maggiori beneficiari del programma <strong>Next Generation</strong> e dobbiamo rilanciare l’economia all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione, nell’ambito della transizione ecologica e digitale.</p>



<p>La stabilità di cui si avverte l’esigenza è, quindi, fatta di dinamismo, di lavoro, di sforzo comune.</p>



<p>I tempi duri che siamo stati costretti a vivere ci hanno lasciato una lezione: dobbiamo dotarci di strumenti nuovi per prevenire futuri possibili pericoli globali, per gestirne le conseguenze, per mettere in sicurezza i nostri concittadini.</p>



<p>L’impresa alla quale si sta ponendo mano richiede il concorso di ciascuno.</p>



<p><strong>Forze politiche e sociali, istituzioni locali e centrali, imprese e sindacati, amministrazione pubblica e libere professioni, giovani e anziani, città e zone interne, comunità insulari e montane. Vi siamo tutti chiamati.</strong></p>



<p>L’esempio ci è stato offerto da medici, operatori sanitari, volontari, da chi ha garantito i servizi essenziali nei momenti più critici, dai sindaci, dalle <strong>Forze Armate e dalle Forze dell’ordine</strong>, impegnate a sostenere la campagna vaccinale: a tutti va riaffermata la nostra riconoscenza.</p>



<p>Questo è l’orizzonte che abbiamo davanti.</p>



<p>Dobbiamo disegnare e iniziare a costruire, in questi prossimi anni, l’Italia del dopo emergenza.</p>



<p>È ancora tempo di un impegno comune per rendere più forte la nostra Patria, ben oltre le difficoltà del momento.</p>



<p>Un’Italia più giusta, più moderna, intensamente legata ai popoli amici che ci attorniano.</p>



<p>Un Paese che cresca in unità.</p>



<p>In cui le disuguaglianze &#8211; territoriali e sociali &#8211; che attraversano le nostre comunità vengano meno.</p>



<p>Un’Italia che offra ai suoi giovani percorsi di vita nello studio e nel lavoro per garantire la <strong>coesione del nostro popolo.</strong></p>



<p>Un’Italia che sappia superare il <strong>declino demografico</strong> a cui l’Europa sembra condannata.</p>



<p>Un’Italia che tragga vantaggio dalla valorizzazione delle sue bellezze, offrendo il proprio modello di vita a quanti, nel mondo, guardano ad essa con ammirazione.</p>



<p>Un’Italia impegnata nella difesa dell’<strong>ambiente</strong>, della <strong>biodiversità</strong>, degli <strong>ecosistemi</strong>, consapevole delle responsabilità nei confronti delle future generazioni.</p>



<p>Una Repubblica capace di riannodare il patto costituzionale tra gli italiani e le loro istituzioni libere e democratiche.</p>



<p>Rafforzare l’Italia significa, anche, metterla in grado di orientare il processo per rilanciare l’Europa, affinché questa divenga più efficiente e giusta; rendendo stabile e strutturale la svolta che è stata compiuta nei giorni più impegnativi della <strong>pandemia.</strong></p>



<p>L’apporto dell’Italia non può mancare: servono idee, proposte, coerenza negli impegni assunti.</p>



<p>La <strong>Conferenza sul futuro dell’Europa</strong> non può risolversi in un grigio passaggio privo di visione storica ma deve essere l’occasione per definire, con coraggio, una Unione protagonista nella comunità internazionale.</p>



<p>In aderenza alle scelte della nostra <strong>Costituzione</strong>, la Repubblica ha sempre perseguito una politica di pace. In essa, con ferma adesione ai principi che ispirano l’<strong>Organizzazione delle Nazioni Unite</strong>, il <strong>Trattato del Nord Atlantico</strong>, l’<strong>Unione Europea</strong>, abbiamo costantemente promosso il dialogo reciprocamente rispettoso fra le diverse parti affinché prevalessero i principi della cooperazione e della giustizia.</p>



<p>Da molti decenni i Paesi europei possono godere del dividendo di pace, concretizzato dall’integrazione europea e accresciuto dal venir meno della Guerra fredda.</p>



<p>Non possiamo accettare che ora, senza neppure il pretesto della competizione tra sistemi politici ed economici differenti, si alzi nuovamente il vento dello scontro; in un continente che ha conosciuto le tragedie della Prima e della Seconda guerra mondiale.</p>



<p>Dobbiamo fare appello alle nostre risorse e a quelle dei <strong>Paesi alleati </strong>e amici affinché le esibizioni di forza lascino il posto al reciproco intendersi, affinché nessun popolo debba temere l’aggressione da parte dei suoi vicini.</p>



<p>I popoli dell’<strong>Unione Europea</strong> devono anche essere consapevoli che ad essi tocca un ruolo di sostegno ai processi di stabilizzazione e di pace nel martoriato panorama mediterraneo e medio-orientale. Non si può sfuggire alle sfide della storia e alle relative responsabilità.</p>



<p>Su tutti questi temi – all’interno e nella dimensione internazionale &#8211; è intensamente impegnato il Governo guidato dal <strong>Presidente Draghi</strong>; nato, con ampio sostegno parlamentare, nel pieno dell’emergenza e ora proiettato a superarla, ponendo le basi di una stagione nuova di crescita sostenibile del nostro Paese e dell’Europa. Al Governo esprimo un convinto ringraziamento e gli auguri di buon lavoro.</p>



<p>I grandi cambiamenti che stiamo vivendo a livello mondiale impongono soluzioni rapide, innovative, lungimiranti, che guardino alla complessità dei problemi e non soltanto agli interessi particolari.</p>



<p>Una riflessione si propone anche sul funzionamento della nostra democrazia, a tutti i livelli.</p>



<p>Proprio la velocità dei cambiamenti richiama, ancora una volta, al bisogno di costante inveramento della democrazia.</p>



<p>Un’autentica democrazia prevede il doveroso rispetto delle regole di formazione delle decisioni, discussione, partecipazione. L’esigenza di governare i cambiamenti sempre più rapidi richiede risposte tempestive. Tempestività che va comunque sorretta da quell’indispensabile approfondimento dei temi che consente puntualità di scelte.</p>



<p>Occorre evitare che i problemi trovino soluzione senza l’intervento delle istituzioni a tutela dell’interesse generale: questa eventualità si traduce sempre a vantaggio di chi è in condizioni di maggiore forza.</p>



<p>Poteri economici sovranazionali tendono a prevalere e a imporsi, aggirando il processo democratico.</p>



<p>Su un altro piano, i regimi autoritari o autocratici tentano ingannevolmente di apparire, a occhi superficiali, più efficienti di quelli democratici, le cui decisioni, basate sul libero consenso e sul coinvolgimento sociale, sono, invece, più solide ed efficaci.</p>



<p><strong>La sfida – che si presenta a livello mondiale – per la salvaguardia della democrazia riguarda tutti e anzitutto le istituzioni.</strong></p>



<p>Dipenderà, in primo luogo, dalla forza del Parlamento, dalla elevata qualità della attività che vi si svolge, dai necessari adeguamenti procedurali.</p>



<p>Vanno tenute unite due esigenze irrinunziabili: rispetto dei percorsi di garanzia democratica e, insieme, tempestività delle decisioni.</p>



<p>Per questo <strong>è cruciale il ruolo del Parlamento, come</strong> luogo della partecipazione. Il luogo dove si costruisce il consenso attorno alle decisioni che si assumono. Il luogo dove la politica riconosce, valorizza e immette nelle istituzioni ciò che di vivo emerge dalla società civile.</p>



<p><strong>Così come è decisivo il ruolo e lo spazio delle autonomie.</strong> Il pluralismo delle istituzioni, vissuto con spirito di collaborazione – come abbiamo visto nel corso dell’emergenza pandemica – rafforza la democrazia e la società.</p>



<p><strong>Non compete a me indicare percorsi riformatori da seguire. Ma dobbiamo sapere che dalle risposte che saranno date a questi temi dipenderà la qualità della nostra</strong> democrazia.</p>



<p>Quel che appare comunque necessario – nell’indispensabile dialogo collaborativo tra Governo e Parlamento è che &#8211; particolarmente sugli atti fondamentali di governo del Paese – il Parlamento sia posto in condizione sempre di poterli esaminare e valutare con tempi adeguati. La forzata compressione dei tempi parlamentari rappresenta un rischio non certo minore di ingiustificate e dannose dilatazioni dei tempi.</p>



<p>Appare anche necessario un ricorso ordinato alle diverse fonti normative, rispettoso dei limiti posti dalla Costituzione.</p>



<p>La qualità stessa e il prestigio della rappresentanza dipendono, in misura non marginale, dalla capacità dei partiti di esprimere ciò che emerge nei diversi ambiti della vita economica e sociale, di favorire la partecipazione, di allenare al confronto.</p>



<p><strong>I partiti sono chiamati a rispondere alle domande di apertura che provengono dai cittadini e dalle forze sociali.</strong></p>



<p><strong>Senza partiti coinvolgenti, così come senza corpi sociali intermedi, il cittadino si scopre solo e più indifeso. </strong>Deve poter far affidamento sulla politica come modalità civile per esprimere le proprie idee e, insieme, la propria appartenenza alla Repubblica.</p>



<p>Il Parlamento ha davanti a sé un compito di grande importanza perché, attraverso nuove regole, può f<strong>avorire una stagione di partecipazione.</strong></p>



<p>Anche sul piano etico e culturale è necessario – proprio nel momento della difficoltà – sollecitare questa passione che in tanti modi si esprime nella nostra comunità. <strong>Tutti i giovani in primo luogo, tutti, particolarmente loro, sentono sulle proprie spalle la responsabilità di prendere il futuro del Paese, portando nella politica e nelle istituzioni novità ed entusiasmo.</strong></p>



<p>Rivolgo un saluto rispettoso alla Corte Costituzionale, presidio di garanzia dei principi della nostra Carta.</p>



<p>Nell’inviare un saluto alle nostre Magistrature – elemento fondamentale del sistema costituzionale e della vita della società –mi preme sottolineare che un profondo processo riformatore deve interessare anche il versante della giustizia.</p>



<p>Per troppo tempo è divenuta un terreno di scontro che ha sovente fatto perdere di vista gli interessi della collettività.</p>



<p><strong>Nella salvaguardia dei principi, irrinunziabili, di autonomia e di indipendenza della Magistratura – uno dei cardini della nostra Costituzione &#8211; l’ordinamento giudiziario e il sistema di governo autonomo della Magistratura devono corrispondere alle pressanti esigenze di efficienza e di credibilità, come richiesto a buon titolo dai cittadini.</strong></p>



<p>È indispensabile che le riforme annunciate giungano con immediatezza a compimento affinché il Consiglio Superiore della Magistratura possa svolgere appieno la funzione che gli è propria, valorizzando le indiscusse alte professionalità su cui la Magistratura può contare, superando logiche di appartenenza che, per dettato costituzionale, devono restare estranee all’Ordine giudiziario.</p>



<p>Occorre per questo che venga recuperato un profondo rigore.</p>



<p>In sede di Consiglio Superiore ho da tempo sottolineato che indipendenza e autonomia sono principi preziosi e basilari della Costituzione ma che il loro presidio risiede nella coscienza dei cittadini: questo sentimento è fortemente indebolito e va ritrovato con urgenza.</p>



<p>I<strong> cittadini devono poter nutrire convintamente fiducia e non diffidenza verso la giustizia e l’Ordine giudiziario. Neppure devono avvertire timore per il rischio di decisioni arbitrarie o imprevedibili che, in contrasto con la certezza del diritto, incidono sulla vita delle persone.</strong></p>



<p>Va sempre avvertita la grande delicatezza della necessaria responsabilità che la Repubblica affida ai magistrati.</p>



<p>La Magistratura e l’Avvocatura sono chiamate ad assicurare che il processo riformatore si realizzi, facendo recuperare appieno prestigio e credibilità alla funzione giustizia, allineandola agli standard europei.</p>



<p>Alle Forze Armate, sempre più strumento di pace, elemento significativo nella politica internazionale della Repubblica, alle Forze dell<strong>’</strong>ordine, garanzia di libertà nella sicurezza, esprimo il mio apprezzamento, unitamente al rinnovo del cordoglio per quanti hanno perduto la vita nell’ assolvimento del loro dovere.</p>



<p>Nel salutare il <strong>Corpo Diplomatico accreditato</strong>,&nbsp;ringrazio per l’amicizia e la collaborazione espressa nei confronti del nostro Paese.</p>



<p>Ai numerosi nostri connazionali presenti nelle più diverse parti del globo va il mio saluto affettuoso, insieme al riconoscimento per il contributo che danno alla comprensione dell’identità italiana nel mondo.</p>



<p>A <strong>Papa Francesco</strong>, al cui magistero l’Italia guarda con grande rispetto, esprimo i sentimenti di riconoscenza del popolo italiano.</p>



<p>Un messaggio di amicizia invio alle numerose comunità straniere presenti in Italia: la loro affezione nei confronti del nostro Paese in cui hanno scelto di vivere e il loro apporto alla vita della nostra società sono preziosi.</p>



<p><strong>L’Italia è, per antonomasia, il Paese della bellezza, delle arti, della cultura.</strong> Così nel resto del mondo guardano, fondatamente, verso di noi.</p>



<p><strong>La cultura non è il superfluo: è un elemento costitutivo dell’identità italiana.</strong></p>



<p>Facciamo in modo che questo patrimonio di ingegno e di realizzazioni – da preservare e sostenere – divenga ancor più una risorsa capace di generare conoscenza, accrescimento morale e un fattore di sviluppo economico. Risorsa importante particolarmente per quei giovani che vedono nelle università, nell’editoria, nelle arti, nel teatro, nella musica, nel cinema un approdo professionale in linea con le proprie aspirazioni.</p>



<p>Consentitemi di ricordare, per renderle omaggio, una grande protagonista del nostro cinema e del nostro Paese: <strong>Monica Vitti.</strong></p>



<p><strong>Sosteniamo una scuola che sappia accogliere e trasmettere preparazione e cultura</strong>, come complesso dei valori e dei principi che fondano le ragioni del nostro stare insieme; <strong>scuola volta ad assicurare parità di condizioni e di opportunità.</strong></p>



<p>C<strong>ostruire un’Italia più moderna è il nostro compito.</strong></p>



<p>Ma affinché la modernità sorregga la qualità della vita e un modello sociale aperto, animato da libertà, diritti e solidarietà, è necessario assumere la lotta alle diseguaglianze e alle povertà come asse portante delle politiche pubbliche.</p>



<p>Nell’ultimo periodo gli indici di occupazione sono saliti &#8211; ed è un dato importante &#8211; ma ancora tante donne sono escluse dal lavoro, e la marginalità femminile costituisce uno dei fattori di rallentamento del nostro sviluppo, oltre che un segno di ritardo civile, culturale, umano.</p>



<p><strong>Tanti, troppi giovani sono sovente costretti in lavori precari e malpagati, quando non confinati in periferie esistenziali.</strong></p>



<p><strong>È doveroso ascoltare la voce degli studenti,</strong> che avvertono tutte le difficoltà del loro domani e cercano di esprimere esigenze, domande volte a superare squilibri e contraddizioni.</p>



<p><strong>La pari dignità sociale è un caposaldo di uno sviluppo giusto ed effettivo.</strong></p>



<p><strong>Le diseguaglianze non sono il prezzo da pagare alla crescita. Sono piuttosto il freno per ogni prospettiva reale di&nbsp;crescita.</strong></p>



<p>Nostro compito – come prescrive la Costituzione – è rimuovere gli ostacoli.</p>



<p>Accanto alla dimensione sociale della dignità, c’è un suo significato etico e culturale che riguarda il valore delle persone e chiama in causa l’intera società.&nbsp;&nbsp;</p>



<p><strong>La dignità.</strong></p>



<p><strong>Dignità è azzerare le morti sul lavoro,</strong> che feriscono la società e la coscienza di ognuno di noi. Perché la sicurezza del lavoro, di ogni lavoratore, riguarda il valore che attribuiamo alla vita.</p>



<p><strong>Mai più tragedie come quella del giovane Lorenzo Parelli, entrato in fabbrica per un progetto scuola-lavoro.</strong></p>



<p>Quasi ogni giorno veniamo richiamati drammaticamente a questo primario dovere del nostro Paese.</p>



<p><strong>Dignità è opporsi al razzismo e all’antisemitismo</strong>, aggressioni intollerabili, non soltanto alle minoranze fatte oggetto di violenza, fisica o verbale, ma alla coscienza di ognuno di noi.</p>



<p><strong>Dignità è impedire la violenza sulle donne</strong>, piaga profonda e inaccettabile che deve essere contrastata con vigore e sanata con la forza della cultura, dell’educazione, dell’esempio.</p>



<p><strong>La nostra dignità è interrogata dalle migrazioni,</strong> soprattutto quando non siamo capaci di difendere il diritto alla vita, quando neghiamo nei fatti dignità umana agli altri.</p>



<p><strong>È anzitutto la nostra dignità che ci impone di combattere, senza tregua, la tratta e la schiavitù degli esseri umani.</strong></p>



<p><strong>Dignità è diritto allo studio, lotta all’abbandono scolastico, annullamento del divario tecnologico e digitale.</strong></p>



<p><strong>Dignità è rispetto per gli anziani</strong> che non possono essere lasciati alla solitudine, e neppure possono essere privi di un ruolo che li coinvolga.</p>



<p><strong>Dignità è contrastare le povertà, </strong>la precarietà disperata e senza orizzonte che purtroppo mortifica le speranze di tante persone.</p>



<p><strong>Dignità è non dover essere costrette a scegliere tra lavoro e maternità.</strong></p>



<p><strong>Dignità è un Paese dove le carceri non siano sovraffollate e assicurino il reinserimento sociale dei detenuti. Questa è anche la migliore garanzia di sicurezza.</strong></p>



<p><strong>Dignità è un Paese non distratto di fronte ai problemi quotidiani che le persone con disabilità devono affrontare.</strong> Confidiamo in un Paese&nbsp;capace di rimuovere gli ostacoli che immotivatamente incontrano nella loro vita.</p>



<p><strong>Dignità è un Paese libero dalle mafie, dal ricatto della criminalità, libero anche dalla complicità di chi fa finta di non vedere.</strong></p>



<p><strong>Dignità è&nbsp;assicurare e garantire il diritto dei cittadini a un’informazione libera e indipendente.</strong></p>



<p>La dignità, dunque, come pietra angolare del nostro impegno, della nostra passione civile.</p>



<p>A questo riguardo – concludendo &#8211; desidero ricordare in quest’aula il Presidente di un’altra Assemblea parlamentare, quella europea, <strong>David Sassoli.</strong></p>



<p>La sua testimonianza di uomo mite e coraggioso, sempre aperto al dialogo e capace di rappresentare le democratiche istituzioni ai livelli più alti, è entrata nell’animo dei nostri concittadini.</p>



<p><strong>“Auguri alla nostra speranza” sono state le sue ultime parole in pubblico.</strong></p>



<p>Dopo avere appena detto: “La speranza siamo noi”.</p>



<p><strong>Ecco, noi, insieme, responsabili del futuro della nostra Repubblica.</strong></p>



<p><strong>Viva la Repubblica, viva l’Italia!</strong></p>
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		<title>Ritorna il festival Traiettorie all’insegna della musica americana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Pafumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 May 2021 05:44:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Martedì primo giugno, nella suggestiva cornice di Palazzo Cusani, dove ha sede la Casa della Musica di Parma, avrà luogo il primo concerto della XXXI edizione di Traiettorie, Rassegna Internazionale di Musica Moderna e Contemporanea. E’ una delle principali realtà nazionali ed europee dedicate alla musica moderna e contemporanea, una rassegna concertistica che ha sede nella città di Parma e che ha visto la presenza dei più importanti solisti ed&#8230;</p>
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<p>Martedì primo giugno, nella suggestiva cornice di Palazzo Cusani, dove ha sede la Casa della Musica di Parma, avrà luogo il primo concerto della XXXI edizione di <strong>Traiettorie</strong>, Rassegna Internazionale di Musica Moderna e Contemporanea.</p>



<p>E’ una delle principali realtà nazionali ed europee dedicate alla musica moderna e contemporanea, una rassegna concertistica che ha sede nella città di <strong>Parma </strong>e che ha visto la presenza dei più importanti solisti ed ensemble internazionali.</p>



<p>Ideata e diretta da <strong>Martino Traversa</strong> e organizzata dalla <strong><a href="http://www.fondazioneprometeo.org/">Fondazione Prometeo</a></strong>, la rassegna è solitamente organizzata nel periodo autunnale ma quest’anno, a fronte della situazione sanitaria e nell’ambito del rinnovato cartellone di Parma <strong>Capitale Italiana della Cultura 2020+21</strong>, si propone in una formula nuova.</p>



<p>Undici concerti che, concludendosi il quattro novembre, prevedono una pausa nei caldi mesi di luglio e agosto. In questo modo, il festival si presenta articolato in due parti nelle quali protagonista indiscussa sarà la musica americana.</p>



<p><em>«Questa edizione punta al forte impatto che questi artisti americani hanno sui più giovani volendoli coinvolgere. Oltre la pandemia – afferma <strong>Martino Traversa</strong>– la cultura è in crisi, da una parte c’è la tradizione classica che va sparendo, perché si fa poco per tutelarla, dall’altra c’è il disimpegno per l’evoluzione della musica classica contemporanea. Bisogna trovare i modi e le forme per non disperdere la ricchezza di questo patrimonio».</em></p>



<p>Il concerto di apertura è un recital del pianista <strong>Emanuele Torquati</strong>. Durante la prima parte della rassegna, in cui le note del pianoforte regnano sovrane, vedremo debuttare a «Traiettorie» due solisti: il primo è <strong>Davide Cabassi</strong> e il secondo è l’olandese <strong>Erik Bertsch</strong>. E anche quest’anno non poteva mancare l’ensemble in residence alla Fondazione, <strong>Ensemble Prometeo</strong> diretto da <strong>Marco Angius</strong> e con la partecipazione del mezzosoprano <strong>Katarzyna Otczyk</strong>.</p>



<p>Dopo la pausa estiva, il secondo tempo della rassegna inizierà il tre settembre a Teatro Due, con un concerto partecipato a cura di <strong>Simone Beneventi, Mirco Ghirardini, Giovanni Mancuso e Flavio Virzì</strong> che si impegnerà a interpretare uno dei pezzi fondanti del minimalismo e fra i più influenti del secondo Novecento:<strong> «In C» di Terry Riley</strong>, con performers reclutati tramite call insieme a un quartetto di percussioni dell’Istituto Superiore di Studi Musicale “Achille Peri” di Reggio Emilia.</p>



<p><strong>Yaron Deutsch</strong>, fondatore di Ensemble Nikel, farà della chitarra elettrica la protagonista del suo concerto alla Casa della Musica. A seguire, nel maestoso Teatro Farnese, luogo simbolo della manifestazione, il maestro <strong>Irvine Arditti</strong>, celebre per il suo violinismo spettacolare, interpreterà brani ad alto tasso virtuosistico.</p>



<p>A questi artisti seguono due ensemble. Il <strong>JACK Quartet</strong> a Teatro Farnese e <strong>Musikfabrik</strong> alla Casa della Musica, con un programma che omaggia la musica europea anziché quella americana, che torna con grande forza ed energia attraverso il pianista Emanuele Arciuli; questi non è solo interprete della musica americana ma anche un attento e appassionato studioso.</p>



<p>Infine, Traiettorie si chiude, sempre alla Casa della Musica, giovedì 4 novembre con la consueta proposta di giovani interpreti, scelti fra gli allievi del <strong>Conservatorio di Parigi</strong>.</p>



<p>Anche quest’anno il programma è di altissimo livello e punta verso il futuro, per favorire la rinascita della cultura del nostro Paese, che da più di un anno arranca a causa della pandemia.</p>
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		<title>Procida è la capitale italiana della cultura 2022</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Pafumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2021 15:16:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;E&#8217; un anno complicato per tutti, stiamo cercando di sostenere in ogni modo le attività culturali e turistiche e la designazione oggi della capitale italiana della cultura per il 2022 è un segnale per il futuro, la ripresa. Nel 2022 saremo tornati alla normalità e la cultura e il turismo torneranno importanti e fortissimi come lo erano prima della pandemia&#8221;. Con parole cariche di ottimismo il ministro per i Beni&#8230;</p>
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<p><em>&#8220;E&#8217; un anno complicato per tutti, stiamo cercando di sostenere in ogni modo le attività culturali e turistiche e la designazione oggi della capitale italiana della cultura per il 2022 è un segnale per il futuro, la ripresa. Nel 2022 saremo tornati alla normalità e la cultura e il turismo torneranno importanti e fortissimi come lo erano prima della pandemia&#8221;</em>.</p>



<p>Con parole cariche di ottimismo il ministro per i Beni Culturali e il Turismo, Dario Franceschini, ha aperto la cerimonia della proclamazione della vincitrice tra le 10 città candidate. La giuria presieduta dal prof. Stefano Baia Curioni, dopo aver esaminato i 10 progetti presentati dalle città finaliste, ha nominato Procida capitale italiana della cultura per l&#8217;anno 2022.</p>



<p><em>La Cultura non Isola</em> è il messaggio che Procida lancia attraverso il suo dossier di candidatura, incentrata sui temi della relazione, del dialogo, dell’apertura. Il sindaco della città Dino Ambrosino, presentando la candidatura, ha affermato che la competizione per il titolo è stata occasione per fortificare delle politiche dell’amministrazione locale che erano già orientate alla riflessione su temi forti quanto necessari come l’inclusione, la rigenerazione, il turismo. Tutte tematiche che possono essere opportunamente gestite con un’intelligente politica culturale, che punti un modello di vita urbana attiva, orientata ai desideri della comunità.</p>



<p>“Le rotte ci portano in un luogo, Procida. Potenza di immaginario e concretezza di visione ce la mostrano come capitale esemplare di dinamiche relazionali, di pratiche di inclusione nonché di cura dei beni naturali. Procida è aperta. Procida è l’isola che non isola, laboratorio culturale di felicità sociale”, si legge sul sito di Procida 2022.</p>



<p>Oltre a riflessioni appartenenti alla dimensione relazionale, Procida ha anche realizzato uno strumento di valutazione e monitoraggio realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Economia dell&#8217;Università Vanvitelli: 5 missioni, 10 obiettivi strategici, monitorati da 25 indicatori di performance. Ha anche messo a punto una governance pubblico-privato interpretando il nuovo Codice degli Appalti.</p>



<p><em>&#8220;Il progetto culturale presenta elementi di attrattività e qualità di livello eccellente. Il contesto di sostegni locali e regionali pubblici e privati è ben strutturato, la dimensione patrimoniale e paesaggistica del luogo è straordinaria, la dimensione laboratoriale, che comprende aspetti sociali e di diffusione tecnologica è dedicata alle isole tirreniche, ma è rilevante per tutte le realtà delle piccole isole mediterranee&#8221;</em>. Queste le motivazioni della giuria lette dal ministro Franceschini per la scelta di Procida, concludendo: <em>&#8220;Il progetto potrebbe determinare, grazie alla combinazione di questi fattori, un&#8217;autentica discontinuità nel territorio e rappresentare un modello per i processi sostenibili di sviluppo a base culturale delle realtà isolane e costiere del paese. Il progetto è inoltre capace di trasmettere un messaggio poetico, una visione della cultura, che dalla piccola realtà dell&#8217;isola si estende come un augurio per tutti noi, al paese, nei mesi che ci attendono. La capitale italiana della cultura 2022 è Procida&#8221;</em>.</p>



<p>La cultura non isola: riflessione su cui la città ha puntato ancor prima dello scoppio della pandemia e che oggi si rivela essere più attuale che mai. Per ripartire e lasciarsi alle spalle questo strano anno, non ci resta che costruire saldi ponti che ci ricordino che una comunità non è composta da una moltitudine di solitudini, ma da individui che insieme sono più forti; e scardinare la persecutoria metafora dell’isola quale generatrice di isolitudini mi sembra un ottimo punto di partenza.</p>



<p><em>“Quante isole e quante utopie emergono e affondano nel tempo? L’isola è luogo di esplorazione, sperimentazione e conoscenza, è modello delle culture contemporanee; l’isola è l’altrove per eccellenza, nasconde tesori o è meta di fuga, espediente di ricerca della felicità. L’isola è regno di doppi: apertura/chiusura, accoglienza/esclusione, libertà/reclusione, legame/distanza. Dualità identitarie che svilupperemo nei principi e nel programma culturale”</em> <a href="http://www.procida2022.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.procida2022.com</a></p>
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		<title>Capitale Italiana della Cultura 2022. Iniziano le audizioni delle città finaliste</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lina Di Lembo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2021 17:55:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni anno il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, tramite la proposta di una commissione di esperti, nomina la capitale italiana della cultura. L’iniziativa, nata nel 2014, è volta a sostenere, incoraggiare e valorizzare la autonoma capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della cultura per la coesione sociale, l&#8217;integrazione senza conflitti,&#8230;</p>
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<p>Ogni anno il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, tramite la proposta di una commissione di esperti, nomina la capitale italiana della cultura. L’iniziativa, nata nel 2014, è volta a sostenere, incoraggiare e valorizzare la autonoma capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della cultura per la coesione sociale, l&#8217;integrazione senza conflitti, la conservazione delle identità, la creatività, l&#8217;innovazione, la crescita e infine lo sviluppo economico e il benessere individuale e collettivo.</p>



<p>Si tratta di un’occasione molto importante per la cultura nazionale e per la città vincitrice (la cui proclamazione è prevista giorno 18 gennaio) perché, grazie al contributo di un milione di euro messo in palio, potrà, per la durata di un anno, rappresentare una vetrina di good practice culturale a livello nazionale e far conoscere i propri caratteri originali e identitari.</p>



<p>Negli anni precedenti il titolo è stato assegnato alle Città di Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena nel 2015; Mantova nel 2016; Pistoia nel 2017, Palermo nel 2018. Parma è la&nbsp;Capitale italiana della cultura&nbsp;2020, prorogata al 2021 come disposto dal Dl Rilancio 19 maggio 2020, n.34, che ha inoltre stabilito che la procedura di selezione per l’anno 2021, in corso alla data di entrata in vigore del decreto, si intende riferita all’anno 2022.</p>



<p>Ancona, Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo, Procida, Taranto, Trapani, Verbania e Volterra sono le 10 città finaliste le cui audizioni avranno luogo giovedì 14 gennaio e venerdì 15 gennaio. Gli incontri saranno trasmessi in diretta streaming sul canale YouTube del Mibact <a href="http://www.youtube.com/MiBACT" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.youtube.com/MiBACT</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/01/14/capitale-italiana-cultura-2022/">Capitale Italiana della Cultura 2022. Iniziano le audizioni delle città finaliste</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
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		<title>In gara per la cultura. Una short-list per scegliere la Capitale italiana della cultura 2022</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/11/24/pafumi-in-gara-per-la-cultura/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Pafumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2020 06:43:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“La bellezza salverà il mondo” affermava Dostoevskij attraverso le parole del principe Miškin ne L’Idiota. Oggi, più che mai, fra il dibattimento generale su quale colore ogni regione merita di vestire, se giallo, arancione o rosso, queste parole risuonano ancor più potenti. Chissà quante persone si chiedono come la Bellezza e la cultura dei luoghi usciranno da questo particolare momento storico. E in quanti si ricordano che oltre al giallo,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/11/24/pafumi-in-gara-per-la-cultura/">In gara per la cultura. Una short-list per scegliere la Capitale italiana della cultura 2022</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
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<p>“La bellezza salverà il mondo” affermava Dostoevskij attraverso le parole del principe Miškin ne L’Idiota. Oggi, più che mai, fra il dibattimento generale su quale colore ogni regione merita di vestire, se giallo, arancione o rosso, queste parole risuonano ancor più potenti. Chissà quante persone si chiedono come la Bellezza e la cultura dei luoghi usciranno da questo particolare momento storico. E in quanti si ricordano che oltre al giallo, all’arancione e al rosso esistano anche il blu delle riviere, il verde dei boschi e il bianco delle pietre calcaree.</p>



<p>Senza dimenticare le accortezze che siamo invitati a rispettare e le drammatiche storie di molti che con il Covid-19 hanno avuto uno scontro frontale, è possibile trovare le occasioni per dedicarsi al pensiero del Bello. E l’occasione è stata servita il 16 novembre, quando il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, guidato da Dario Franceschini, ha comunicato che la Giuria per la selezione della città &#8220;Capitale italiana della cultura&#8221; 2022, dopo aver esaminato le candidature pervenute, ha selezionato i dieci progetti finalisti:<br>Ancona (Ancona. La cultura tra l&#8217;altro), Bari (Bari 2022 Capitale italiana della cultura), Cerveteri (Cerveteri 2022. Alle origini del futuro), L’Aquila (AQ2022, La cultura lascia il segno), Pieve di Soligo (Pieve di Soligo e le Terre Alte della Marca Trevigiana), Procida (Procida &#8211; la cultura non Isola), Taranto (Taranto e Grecia Salentina. Capitale italiana della cultura 2022. La cultura cambia il clima), Trapani (Capitale italiana delle culture euro-mediterranee. Trapani crocevia di popoli e culture, approdi e policromie. Arte e cultura, vento di rigenerazione), Verbania (La cultura riflette. Verbania, Lago Maggiore) e Volterra (Volterra. Rigenerazione umana).</p>



<p>Queste le dieci città che sono state nominate e che già si impegnano a organizzare e offrire un ampio calendario di attività culturali e ricreative per l’anno 2022, un domani non troppo lontano che si vuole immaginare all’insegna della cultura e dei colori. Tutti i colori. L’azzurro lacustre di Verbania, il giallo delle rocce di Procida e il bianco delle saline di Trapani punteggiato dal rosa dei suoi fenicotteri. Solo per citare qualche esempio.</p>



<p>La cultura è identità ed è nostro dovere preservarla, anche nei momenti in cui sembra non costituire una priorità; proprio in quei momenti potrebbe rappresentare una possibile salvezza, così come suggeriva il buon vecchio principe Miškin.</p>
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