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	<title>Ceto medio Archivi - ilcaffeonline</title>
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	<title>Ceto medio Archivi - ilcaffeonline</title>
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		<title>Enrico Zanetti: sull’imposta sulle successioni un dibattito intriso di ideologia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 May 2021 18:42:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo viso non mi è nuovo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa pensa della proposta di Enrico Letta sulle successioni?L’Italia è quello strano Paese in cui milioni di persone convivono con serena rassegnazione con una tassazione sui redditi espropriativa che scatta già al 38% (40-41% con le addizionali) per ogni euro di reddito superiore a 28.000 euro, ma ci si indigna, come fosse un affronto personale, di fronte all’ipotesi di aumentare la tassazione sui patrimoni superiori a 5 milioni di euro.&#8230;</p>
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<p><strong>Cosa pensa della proposta di Enrico Letta sulle successioni?</strong><br>L’Italia è quello strano Paese in cui milioni di persone convivono con serena rassegnazione con una tassazione sui redditi espropriativa che scatta già al 38% (40-41% con le addizionali) per ogni euro di reddito superiore a 28.000 euro, ma ci si indigna, come fosse un affronto personale, di fronte all’ipotesi di aumentare la tassazione sui patrimoni superiori a 5 milioni di euro.</p>



<p><strong>Quindi è d’accordo?</strong><br>La proposta di aggiungere tassazione patrimoniale al quadro esistente per finanziare altri interventi di spesa, è totalmente irricevibile, ma qualunque ridisegno del sistema fiscale che prevedesse un riequilibrio tra la tassazione dei redditi di lavoro dipendente e autonomo delle persone fisiche (alla quale dobbiamo aggiungere anche l’onerosissimo prelievo contributivo) e la tassazione di altri presupposti imponibili, ivi compresi i patrimoni, meriterebbe ben altra accoglienza.</p>



<p><strong>Ci spieghi meglio</strong><br>E’ risibile pensare di incidere in modo concreto sugli equilibri dei circa 750 miliardi di euro di entrate tributarie prelevate ai cittadini (scese del 6,9%, a 700 miliardi, nell’anno “covid” 2020), soltanto con modifiche, ad alto impatto ideologico, ma a basso impatto di gettito, su una imposta sulle successioni e donazioni che cuba gettito per circa 800 milioni (sceso del 50,4%, a meno di 400 milioni, nell’anno “covid” 2020: un bel mistero, tra l’altro) e che, anche ove fosse quadruplicata, continuerebbe a pesare meno del 4% delle entrate tributarie totali.</p>



<p><strong>Cosa bisognerebbe fare?</strong><br>Tutt’altra cosa sarebbe se il ridisegno dell’imposta sulle successioni e donazioni (che in Italia, oltre a prevedere sacrosante esenzioni integrali con riguardo ai patrimoni aziendali, volte a favorirne il passaggio generazionale, è oggettivamente molto contenuta anche sugli altri patrimoni) si inserisse in un più ampio contesto di ridisegno del prelievo, per spostarne il baricentro dal momento della produzione del reddito, al momento del suo impiego in consumo e del suo accumulo in patrimonio, per la parte che eccede una soglia di fisiologico risparmio.</p>



<p><strong>Oggi come funziona?</strong><br>L’attuale sistema penalizza in modo spaventoso chi non ha già accumulato un patrimonio e tutela in modo indiscriminato chi invece ne ha già uno: non è un sistema che guarda alla crescita, al merito, all’impegno; è un sistema che guarda al passato e valorizza la buona vecchia regola del “chi c’è, c’è”.</p>



<p><strong>Che soluzione adottare allora?</strong><br>Soluzioni tecniche per cambiare schema di gioco ce ne sono, senza penalizzare, nel passaggio dal vecchio al nuovo, chi ha ingenti patrimoni che corrispondono però ad una storia reddituale da cui si evince che sono stati formati negli anni con la parte non spesa di redditi da lavoro che hanno subito quella stessa espropriativa pressione fiscale che, cambiando le regole del gioco, si va a cambiare per il futuro.</p>



<p><strong>Però?</strong><br>Serve però l’intelligenza della politica di valutarle, senza arroccarsi nella contrapposizione tra chi promette consistenti riduzioni miracolose delle imposte sui redditi di lavoro, senza contropartite almeno parziali su altri versanti; e chi sbandiera l’incremento della tassazione patrimoniale semplicemente per aggiungere altro prelievo al quadro esistente.</p>



<p><strong>E il ceto medio?</strong><br>Serve infatti la consapevolezza del ceto medio di under 60, con redditi di lavoro sopra la media, ma patrimoni tutt’altro che plurimilionari, che chiunque alimenta questa contrapposizione, da entrambe le parti, contribuisce a tenerlo ostaggio di un sistema che, tutelando chi non ha nulla o chi ha già molto e bastonando chi lavora, pare fatto apposta per distruggerlo.</p>
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		<title>Chi è in confusione?</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/05/11/susta-chi-e-in-confusione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Susta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 May 2021 10:00:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ex Capogruppo del PD in Senato, Marcucci, leader dell&#8217;anima &#8220;liberale&#8221; del PD, (ex?) renziano di ferro, dice che i &#8220;5S sono in confusione&#8221; e che questo &#8220;rende difficile il dialogo con loro&#8221;. Ricapitolando: il M5S ha piazzato due assessori nella Giunta regionale del Lazio (Zingaretti), disinnescando così la candidatura dell&#8217;ex segretario del PD a Sindaco di Roma (non ci si può dividere sul Campidoglio e rimanere insieme a guidare la&#8230;</p>
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<p>L&#8217;ex Capogruppo del PD in Senato, Marcucci, leader dell&#8217;anima &#8220;liberale&#8221; del PD, (ex?) renziano di ferro, dice che i &#8220;5S sono in confusione&#8221; e che questo &#8220;rende difficile il dialogo con loro&#8221;.</p>



<p>Ricapitolando: il M5S ha piazzato due assessori nella Giunta regionale del Lazio (Zingaretti), disinnescando così la candidatura dell&#8217;ex segretario del PD a Sindaco di Roma (non ci si può dividere sul Campidoglio e rimanere insieme a guidare la Regione); ha messo Conte leader e Casaleggio alle corde archiviando il regno della sua &#8220;piattaforma Rousseau&#8221;; ha mantenuto tutti i ministri, compresi alcuni inguardabili, nel Governo Draghi; ha rispolverato e rilanciato la disastrosa Raggi che, stando ai sondaggi, va dritta al ballottaggio vanificando il corteggiamento di Letta (che, nonostante tutte queste amenità, continua a vedere solo &#8220;il patto strategico con il M5S e con Conte&#8221;). E questi sarebbero in confusione? Pensate cosa farebbero se fossero lucidi!</p>



<p>Ma quando la smettono dalle parti del Nazareno di considerare gli altri sempre o dei deficienti o degli incapaci o dei soggetti pericolosi? Che piaccia o no il M5S ha messo il PD alle corde nelle ultime settimane e, adesso, Letta sposta tutto &#8220;ai ballottaggi&#8221; e invece di puntare a Roma su Calenda, facendo capire ai grillini che un&#8217;alternativa al populismo sinistrorso c&#8217;è, lancia Gualtieri, chiudendosi nel fortino delle antiche certezze dei vari Bettini, Morassut, D&#8217;Alema.</p>



<p>Spero proprio che Calenda non si ritiri e che finisca questo perenne ricatto secondo cui, così facendo, &#8220;si fa un regalo alla destra&#8221; (quanti regali alla destra &#8211; storicamente &#8211; hanno fatto i tragici errori della sinistra?).</p>



<p>Se solo il PD riscoprisse un minimo dello &#8220;spirito&#8221; che ne ha determinato la nascita capirebbe che la via per battere la destra nazionalista e sovranista non è quella di assecondare il populismo o la sinistra d&#8217;antan fondandola sull&#8217;assistenzialismo e sullo statalismo (nel giro di un paio d&#8217;anni il nodo del debito pubblico tornerà a gravare sul Paese), ma basandola su un patto tra i produttori che liberi le energie delle imprese, del lavoro autonomo, delle professioni, represse da un sistema soffocante. </p>



<p>Ma quando capiranno i &#8220;capi&#8221; del PD che il lavoro non lo crea la politica, che bisogna combattere la povertà e non la ricchezza, che la &#8220;giustizia giusta&#8221; non tollera né giustizialismi né violazioni del rispetto del principio di presunzione d&#8217;innocenza, che la svolta green dell&#8217;economia è incompatibile con le battaglie del M5S e di parte del PD stesso e della sinistra contro eolico, solare termico, gasdotti, ecc., che la rivoluzione digitale esige la diffusione del 5G, che la scuola è fatta per gli alunni/studenti e non per gli insegnanti, che il merito è la condizione perché la PA produca servizi di qualità? </p>



<p>Queste battaglie non si possono fare con il M5S che è tutto un trionfo di &#8220;decrescita (in)felice&#8221;, appiattimento, assistenzialismo, immobilismo. Certo, senza il M5S e una sinistra costretta nei suoi vecchi recinti mentali, che non sa vedere chi sono i veri impoveriti dalla crisi finanziaria prima e dal Covid dopo, si può anche perdere la competizione contro questa destra. Ma non è proprio la storia del PCI che ci dimostra che anche dall&#8217;opposizione si può concorrere al Governo del Paese? </p>



<p>Prima, però, di dare per scontato che un&#8217;aggregazione diversa da quella con M5S e sinistra sia perdente per definizione, guardiamoci intorno. Sarebbe stata possibile l&#8217;esplosione dei Verdi in Germania se l&#8217;SPD si fosse alleata a sinistra con la LINKE invece che accettare la &#8220;grossa coalizione&#8221; con la CDU? </p>



<p>E Macron in Francia non è forse la risposta alla scomparsa del Partito Socialista e della profonda crisi della destra gollista? E credete che sia davvero possibile liquidare solo come pericoloso il successo a Madrid della popolare Ayuso senza riflettere sull&#8217; altrettanto inaccettabile, perché evanescente e populista, parabola di Podemos che adesso mette in difficoltà un PSOE che, pure, è molto più riformista del PD (si guardi solo a come ha gestito la finanza pubblica in questi anni)?</p>



<p>L&#8217;Italia ha bisogno di una proposta innovatrice e riformatrice. Di scomporre destra e sinistra e di una coalizione fondata su un diverso blocco sociale che veda al centro il ceto medio impoverito, riconverta i disoccupati con politiche attive del lavoro efficaci e non con meri sussidi (si riparta da Biagi ed Ichino), incoraggi gli investimenti privati produttivi. Occorre avere il cuore a sinistra e il volante (cioè il cervello) al centro. Solo così sconfiggeremo la destra, riformeremo l&#8217;Italia e davvero potremo dire di aver saputo coniugare le due eterne parole del progresso: Libertà e Giustizia sociale.</p>
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		<title>Enrico Zanetti: se vogliamo ridisegnare il fisco interveniamo su ceto medio e fattore famiglia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2020 07:43:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa cambierebbe applicando in Italia il sistema tedesco?I dipendenti con redditi fino a 20.000 euro pagherebbero abbastanza di più, mentre quelli tra 25.000 e 55.000 abbastanza di meno. Sui redditi medio-alti poche differenze. Chi dice che ci vuole più progressività e però parla di modello tedesco dovrebbe almeno degnarsi di studiare che, sotto alla mitica “aliquota progressiva continua” sta una curva meno progressiva di quella Italiana, dove c’è una progressività&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Cosa cambierebbe applicando in Italia il sistema tedesco?</strong><br>I dipendenti con redditi fino a 20.000 euro pagherebbero abbastanza di più, mentre quelli tra 25.000 e 55.000 abbastanza di meno. Sui redditi medio-alti poche differenze. Chi dice che ci vuole più progressività e però parla di modello tedesco dovrebbe almeno degnarsi di studiare che, sotto alla mitica “aliquota progressiva continua” sta una curva meno progressiva di quella Italiana, dove c’è una progressività espropriativa che, per far pagare praticamente nulla ai redditi bassi, tartassa brutalmente i redditi medi. A me la curva tedesca piace, ma proprio perché è meno progressiva tra redditi bassi e medi.</p>



<p><strong>Semplificherebbe il sistema?</strong><br>Non vedo francamente grande differenza tra un sistema ad aliquota continua per il cui calcolo ti serve un software e un sistema di scaglioni e detrazioni decrescenti che con un software traduci nell’aliquota corrispondente. A dirla tutta, con il nostro sistema è più facile fare i conti manualmente con l’ausilio di un foglio excel e si capisce in modo più trasparente la tassazione che colpisce eventuali redditi incrementali che si dovessero aggiungere a quelli che già ho.</p>



<p><strong>Basta questo per ridisegnare il fisco in Italia?</strong><br>La vera differenza tra Italia e Germania sta nel peso del “fattore famiglia”: da noi è basso per i redditi bassi, impercettibile per i redditi medi, scandalosamente inesistente per i redditi alti. In Germania, un lavoratore che guadagna 75mila euro lordi, se mantiene solo se stesso paga il 33,1%, se mantiene coniuge e 2 figli il 15,6%. In Italia, invece gli cambia uno zero virgola. Se vogliamo ridisegnare il fisco parliamo di queste cose: ceto medio e fattore famiglia. Non di pure alchimie formali tipo è meglio l’aliquota continua o gli scaglioni con detrazioni.</p>



<p><strong>Gualtieri parla di &#8220;debonusizzazione&#8221;. Ripulire l&#8217;irpef dai bonus è utile?</strong><br>È cosa buona e giusta. È da fine 2014, quando lo abbiamo reso strutturale, che iniziai a dire che il bonus 80 euro andava strutturalizzato nella detrazione per lavoro dipendente. Dopodiché resta il problema di un divario troppo ampio, sui redditi bassi, tra dipendenti e autonomi, solo in parte attenuato dalla flat tax per le partite IVA individuali.</p>



<p><strong>Sul pagamento delle tasse mensili per le partite IVA i commercialisti sono scettici. Temono sia solo un modo di fare cassa. È così?</strong><br>È oggettivo che nel 2021 consentirebbe all’Erario di incassare a partire da febbraio importi che in larga parte non vedrebbe altrimenti prima del giugno 2022, con il versamento del saldo 2021. Mi preoccupa però più l’aspetto a regime: se mi semplifichi di 100 volte i conteggi per determinare reddito e imposte, come ha proposto il direttore Ruffini, ci può anche stare che mi chiedi in cambio il sacrificio di fare quei conti 12 volte invece che una. Se però le semplificazioni a monte non ci fossero o fossero minime, moltiplicarmi per 12 il delirio, che oggi va fatto una sola volta, significherebbe che come partita IVA ti sto proprio assai antipatico.</p>
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