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	<title>Costruttori Archivi - ilcaffeonline</title>
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		<title>Un nuovo governo è un dovere, non un errore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Jan 2021 21:41:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La democrazia è fatta di precedenti, che una volta affermati e concessi restano e divengono consuetudini. Comportamenti che ispirano e regolano per il futuro ulteriori decisioni delle Istituzioni, perché equiparati a fonti non scritte della Repubblica. Perciò il Quirinale, da sempre, presta molta attenzione a stabilire precedenti. Fu questo uno dei motivi che indusse il Presidente Mattarella a non concedere a Salvini l’opportunità di reclutare i voti necessari a conquistare&#8230;</p>
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<p>La democrazia è fatta di precedenti, che una volta affermati e concessi restano e divengono consuetudini. Comportamenti che ispirano e regolano per il futuro ulteriori decisioni delle Istituzioni, perché equiparati a fonti non scritte della Repubblica. Perciò il Quirinale, da sempre, presta molta attenzione a stabilire precedenti.</p>



<p>Fu questo uno dei motivi che indusse il Presidente Mattarella a non concedere a Salvini l’opportunità di reclutare i voti necessari a conquistare la maggioranza in Parlamento. Chiese che i deputati e i senatori interessati a sostenere quel governo si palesassero, unendosi in gruppi. Ciò non accadde. Nacque così il Conte I, sostenuto dal M5S e dalla Lega. Come non ricordare la fotografia di Conte, Di Maio e Salvini, soddisfatti e sorridenti, con le slide dei decreti sicurezza!</p>



<p>L’opposizione del Partito Democratico a quel governo fu decisa e risoluta. Il PD era definito dal M5S come “il partito di Bibbiano”, che “toglieva i figli alle famiglie con l’elettroshock per venderseli”.</p>



<p>Dopo neppure un anno il M5S, rivendicando la propria natura di movimento post-ideologico, ruppe l’accordo con la Lega e ne sottoscrisse uno proprio con il PD e poi anche con Italia Viva. A guidarlo, ancora una volta, Giuseppe Conte, pronto a sostituire con disinvoltura la foto di Salvini con quella di Renzi e Zingaretti.</p>



<p>Una unione apparentemente solida. Tanto da far affermare a Conte: “Che io possa andare in Parlamento a cercare maggioranze alternative o che io voglia addirittura dare vita a un mio partito è pura fantasia. Non facciamo i peggiori ragionamenti da Prima Repubblica. Restituiamo alla politica la sua nobiltà, la sua nobile vocazione. Voliamo alto”.</p>



<p>Allo stesso modo Luigi Di Maio, dopo il taglio dei parlamentari, spiegava così il progetto di legge per imporre (contro la Costituzione) il vincolo di mandato, la battaglia finale del M5S per aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno: “i partiti sono terrorizzati. Con questo metodo i traditori non potranno più vendersi al miglior offerente”.</p>



<p>Proprio in queste ore si è invece aperta una affannata caccia ai senatori disponibili a sostenere il terzo governo Conte, questa volta sostenuto da Clemente Mastella, tra i politici più disprezzati della cosiddetta prima Repubblica. Il Pd e il M5S, nella convinzione, forse fondata, di poter far digerire tutto agli italiani, con un prodigio linguistico, hanno addirittura trasformato i disprezzati Razzi e Scilipoti di Denis Verdini nei Responsabili e Costruttori di Conte e Mastella.</p>



<p>Molti ritengono che sia stato un errore, un azzardo, un atto irresponsabile aprire una verifica o, che dir si voglia, una crisi di governo in un momento tanto delicato, in piena pandemia e con la gestione del Recovery Fund. Questo giornale, al contrario, pensa che sia stata una scelta colpevolmente tardiva da parte di chi aveva il potere di farlo.</p>



<p>Abbiamo avuto, sin da marzo, una gestione caotica e confusa della pandemia: dalla mancata decisione sulla zona rossa di Alzano e Nembro alla dissennata estate che ha diffuso il virus in tutto il Paese sino al caos nelle scuole. Per non parlare del piano per l’utilizzo dei fondi del Next Generation EU, arrivato con ritardo e senza una chiara e definita idea di progresso e sviluppo per l’Italia. Irragionevole infine l’ottuso rifiuto, puramente ideologico, a utilizzare il MES, un prestito a interessi negativi per finanziare l’ammodernamento del nostro sistema sanitario.</p>



<p>Proprio perché l’Italia è chiamata a scelte di portata straordinaria ha bisogno di un governo guidato da un presidente con uno spessore politico superiore a quello che Conte ha dimostrato di avere governando senza soluzione di continuità con Salvini, Trump, Zingaretti e Renzi. I fatti dimostrano che i governi Conte uno e due sono tra i peggiori della storia della Repubblica. Provare a inserire maggiore qualità e competenza nell’esecutivo che per due anni ancora sarà chiamato a governare l’Italia non è un errore, è un dovere.</p>
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		<title>In piedi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvo Spagano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jan 2021 11:32:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eppur si muove]]></category>
		<category><![CDATA[Capo dello Stato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il consueto messaggio di fine anno del Capo dello Stato quest’anno ha perso qualcosa della sua provata consuetudine. Il Presidente ha parlato in piedi per la prima volta nella storia repubblicana. Il contenuto del messaggio ha detto molte cose, sul suo personale futuro politico e sul fatto che sia giunto il tempo dei costruttori e finito quello dei demolitori –o rottamatori, qual dir si voglia. Inviti, sollecitazioni e prese di&#8230;</p>
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<p>Il consueto messaggio di fine anno del Capo dello Stato quest’anno ha perso qualcosa della sua provata consuetudine. Il Presidente ha parlato in piedi per la prima volta nella storia repubblicana. Il contenuto del messaggio ha detto molte cose, sul suo personale futuro politico e sul fatto che sia giunto il tempo dei costruttori e finito quello dei demolitori –o rottamatori, qual dir si voglia. Inviti, sollecitazioni e prese di posizione hanno occupato in questi giorni gli scritti dei decodificatori di professione.</p>



<p>Fatto sta che tutto ciò che Sergio Mattarella ha detto, lo ha detto in piedi. La sua postura credo abbia raccontato, più del messaggio, qualcosa di sé e qualcosa di noi. Stare in piedi è indice di precarietà, di fretta, di allerta. Rimanda alla Pasqua del popolo ebraico, il pasto consumato in fretta, coi calzari ai piedi, mentre il paese viene colpito da un flagello. Lo stare in piedi dice di non cullarsi, di stare pronti. E questo lo ha detto a tutti, il Presidente, ché dobbiamo reagire alla crisi che c’è piovuta addosso, al disincanto. Non restare fermi ma collettivamente assumerci la responsabilità di noi stessi e dell’altro accanto a noi –vaccinarsi questo è: sfidare le narrazioni ignoranti e muoversi a tutela della comunità.</p>



<p>Un’altra cosa dice lo stare in piedi di un uomo politico, e cioè che egli per primo è disposto a cambiare, a mettere in discussione se stesso e il ruolo che ricopre. Dice la vicinanza al Paese, il rigetto del privilegio in un momento in cui la comunità che rappresenta è piagata. È il rifiuto di accomodarsi in poltrona, che peraltro come pochi altri egli merita di occupare, è la vigilanza cui la politica è chiamata. È già in piedi il Presidente, pronto a partecipare alla ricostruzione per tutto il tempo rimanente del mandato.</p>



<p>Quarantuno anni fa gli moriva tra le braccia il fratello, vittima della mafia, colpevole di non aver voluto restare seduto a sorbire i privilegi spettanti al Presidente della regione siciliana. Si chiamava Piersanti.</p>
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