<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Democrazia Archivi - ilcaffeonline</title>
	<atom:link href="https://ilcaffeonline.it/tag/democrazia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/democrazia/</link>
	<description>Il coraggio di conoscere</description>
	<lastBuildDate>Mon, 16 Jan 2023 16:13:39 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.4.2</generator>

<image>
	<url>https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/cropped-avatar-ilcaffeonline-32x32.png</url>
	<title>Democrazia Archivi - ilcaffeonline</title>
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/democrazia/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2023/01/01/redazione-messaggio-di-fine-anno-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2023/01/01/redazione-messaggio-di-fine-anno-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jan 2023 09:41:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Whatever it takes]]></category>
		<category><![CDATA[2023]]></category>
		<category><![CDATA[coraggio]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[crisi energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[dovere]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Federazione Russa]]></category>
		<category><![CDATA[Futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Messaggio di fine anno]]></category>
		<category><![CDATA[Occidente]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[papa benedetto XVI]]></category>
		<category><![CDATA[papa emerito]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[PNRR]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente della Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[rispetto]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[sfide globali]]></category>
		<category><![CDATA[Speranza]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[trasformazione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4842</guid>

					<description><![CDATA[<p>Care concittadine e cari concittadini,un anno addietro, rivolgendomi a voi in questa occasione, definivo i sette anni precedenti come impegnativi e complessi.Lo è stato anche l’anno trascorso, così denso di eventi politici e istituzionali di rilievo. L’elezione del Presidente della Repubblica, con la scelta del Parlamento e dei delegati delle Regioni che, in modo per me inatteso, mi impegna per un secondo mandato.Lo scioglimento anticipato delle Camere e le elezioni&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2023/01/01/redazione-messaggio-di-fine-anno-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella/">Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Care concittadine e cari concittadini,<br>un anno addietro, rivolgendomi a voi in questa occasione, definivo i sette anni precedenti come impegnativi e complessi.<br>Lo è stato anche l’anno trascorso, così denso di eventi politici e istituzionali di rilievo.</p>



<p>L’elezione del Presidente della Repubblica, con la scelta del Parlamento e dei delegati delle Regioni che, in modo per me inatteso, mi impegna per un secondo mandato.<br>Lo scioglimento anticipato delle Camere e le elezioni politiche, tenutesi, per la prima volta, in autunno.<br>Il chiaro risultato elettorale ha consentito la veloce nascita del nuovo governo, guidato, per la prima volta, da una donna.</p>



<p>E’ questa una novità di grande significato sociale e culturale, che era da tempo matura nel nostro Paese, oggi divenuta realtà.<br>Nell’arco di pochi anni si sono alternate al governo pressoché tutte le forze politiche presenti in Parlamento, in diverse coalizioni parlamentari.<br>Quanto avvenuto le ha poste, tutte, in tempi diversi, di fronte alla necessità di misurarsi con le difficoltà del governare.</p>



<p>Riconoscere la complessità, esercitare la responsabilità delle scelte, confrontarsi con i limiti imposti da una realtà sempre più caratterizzata da fenomeni globali: dalla pandemia alla guerra, dalla crisi energetica a quella alimentare, dai cambiamenti climatici ai fenomeni migratori.<br>La concretezza della realtà ha così convocato ciascuno alla responsabilità.<br>Sollecita tutti ad applicarsi all’urgenza di problemi che attendono risposte.</p>



<p>La nostra democrazia si è dimostrata dunque, ancora una volta, una democrazia matura, compiuta, anche per questa esperienza, da tutti acquisita, di rappresentare e governare un grande Paese.</p>



<p>E’ questa consapevolezza, nel rispetto della dialettica tra maggioranza e opposizione, che induce a una comune visione del nostro sistema democratico, al rispetto di regole che non possono essere disattese, del ruolo di ciascuno nella vita politica della Repubblica.<br>Questo corrisponde allo spirito della Costituzione.</p>



<p>Domani, primo gennaio, sarà il settantacinquesimo anniversario della sua entrata in vigore.<br><strong>La Costituzione resta la nostra bussola, il suo rispetto il nostro primario dovere</strong>; anche il mio.</p>



<p>Siamo in attesa di accogliere il nuovo anno ma anche in queste ore il pensiero non riesce a distogliersi dalla guerra che sta insanguinando il nostro Continente.<br>Il 2022 è stato l’anno della folle guerra scatenata dalla Federazione russa. La risposta dell’Italia, dell’Europa e dell’Occidente è stata un pieno sostegno al Paese aggredito e al popolo ucraino, il quale con coraggio sta difendendo la propria libertà e i propri diritti.</p>



<p>Se questo è stato l’anno della guerra, dobbiamo concentrare gli sforzi affinché il 2023 sia l’anno della fine delle ostilità, del silenzio delle armi, del fermarsi di questa disumana scia di sangue, di morti, di sofferenze.<br>La pace è parte fondativa dell’identità europea e, fin dall’inizio del conflitto, l’Europa cerca spiragli per raggiungerla nella giustizia e nella libertà.<br>Alla pace esorta costantemente Papa Francesco, cui rivolgo, con grande affetto, un saluto riconoscente, esprimendogli il sentito cordoglio dell’Italia per la morte del Papa emerito Benedetto XVI.</p>



<p>Si prova profonda tristezza per le tante vite umane perdute e perché, ogni giorno, vengono distrutte case, ospedali, scuole, teatri, trasformando città e paesi in un cumulo di rovine. Vengono bruciate, per armamenti, immani quantità di risorse finanziarie che, se destinate alla fame nel mondo, alla lotta alle malattie o alla povertà, sarebbero di sollievo per l’umanità.</p>



<p>Di questi ulteriori gravi danni, la responsabilità ricade interamente su chi ha aggredito e non su chi si difende o su chi lo aiuta a difendersi.<br>Pensiamoci: se l’aggressione avesse successo, altre la seguirebbero, con altre guerre, dai confini imprevedibili.<br>Non ci rassegniamo a questo presente.<br>Il futuro non può essere questo.</p>



<p>La speranza di pace è fondata anche sul rifiuto di una visione che fa tornare indietro la storia, di un oscurantismo fuori dal tempo e dalla ragione. Si basa soprattutto sulla forza della libertà. Sulla volontà di affermare la civiltà dei diritti.<br>Qualcosa che è radicato nel cuore delle donne e degli uomini. Ancor più forte nelle nuove generazioni.<br>Lo testimoniano le giovani dell’Iran, con il loro coraggio. Le donne afghane che lottano per la loro libertà. Quei ragazzi russi, che sfidano la repressione per dire il loro no alla guerra.</p>



<p>Gli ultimi anni sono stati duri. Ciò che abbiamo vissuto ha provocato o ha aggravato tensioni sociali, fratture, povertà.<br>Dal Covid &#8211; purtroppo non ancora sconfitto definitivamente – abbiamo tratto insegnamenti da non dimenticare.<br>Abbiamo compreso che la scienza, le istituzioni civili, la solidarietà concreta sono risorse preziose di una comunità, e tanto più sono efficaci quanto più sono capaci di integrarsi, di sostenersi a vicenda. Quanto più producono fiducia e responsabilità nelle persone.<br>Occorre operare affinché quel presidio insostituibile di unità del Paese rappresentato dal Servizio sanitario nazionale si rafforzi, ponendo sempre più al centro la persona e i suoi bisogni concreti, nel territorio in cui vive.</p>



<p>So bene quanti italiani affrontano questi mesi con grandi preoccupazioni. L’inflazione, i costi dell’energia, le difficoltà di tante famiglie e imprese, l’aumento della povertà e del bisogno.<br>La carenza di lavoro sottrae diritti e dignità: ancora troppo alto è il prezzo che paghiamo alla disoccupazione e alla precarietà.<br>Allarma soprattutto la condizione di tanti ragazzi in difficoltà. La povertà minorile, dall’inizio della crisi globale del 2008 a oggi, è quadruplicata.<br>Le differenze legate a fattori sociali, economici, organizzativi, sanitari tra i diversi territori del nostro Paese – tra Nord e Meridione, per le isole minori, per le zone interne &#8211; creano ingiustizie, feriscono il diritto all’uguaglianza.</p>



<p>Ci guida ancora la Costituzione, laddove prescrive che la Repubblica deve rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che ledono i diritti delle persone, la loro piena realizzazione. Senza distinzioni.<br><strong>La Repubblica siamo tutti noi. Insieme.</strong></p>



<p>Lo Stato nelle sue articolazioni, le Regioni, i Comuni, le Province. Le istituzioni, il Governo, il Parlamento. Le donne e gli uomini che lavorano nella pubblica amministrazione. I corpi intermedi, le associazioni. La vitalità del terzo settore, la generosità del volontariato.</p>



<p>La Repubblica – la nostra Patria – è costituita dalle donne e dagli uomini che si impegnano per le loro famiglie.<br>La Repubblica è nel senso civico di chi paga le imposte perché questo serve a far funzionare l’Italia e quindi al bene comune.</p>



<p>La Repubblica è nel sacrificio di chi, indossando una divisa, rischia per garantire la sicurezza di tutti. In Italia come in tante missioni internazionali.<br>La Repubblica è nella fatica di chi lavora e nell’ansia di chi cerca il lavoro. Nell’impegno di chi studia. Nello spirito di solidarietà di chi si cura del prossimo. Nell’iniziativa di chi fa impresa e crea occupazione.</p>



<p>Rimuovere gli ostacoli è un impegno da condividere, che richiede unità di intenti, coesione, forza morale.<br>E’ grazie a tutto questo che l’Italia ha resistito e ha ottenuto risultati che inducono alla fiducia.</p>



<p>La nostra capacità di reagire alla crisi generata dalla pandemia è dimostrata dall’importante crescita economica che si è avuta nel 2021 e nel 2022.<br>Le nostre imprese, a ogni livello, sono state in grado, appena possibile, di ripartire con slancio: hanno avuto la forza di reagire e, spesso, di rinnovarsi.<br>Le esportazioni dei nostri prodotti hanno tenuto e sono anzi aumentate.</p>



<p>L’Italia è tornata in brevissimo tempo a essere meta di migliaia di persone da ogni parte del mondo. La bellezza dei nostri luoghi e della nostra natura ha ripreso a esercitare una formidabile capacità attrattiva.<br>Dunque ci sono ragioni concrete che nutrono la nostra speranza ma è necessario uno sguardo d’orizzonte, una visione del futuro.</p>



<p>Pensiamo alle nuove tecnologie, ai risultati straordinari della ricerca scientifica, della medicina, alle nuove frontiere dello spazio, alle esplorazioni sottomarine. Scenari impensabili fino a pochi anni fa e ora davanti a noi.<br>Sfide globali, sempre.</p>



<p>Perché è la modernità, con il suo continuo cambiamento, a essere globale.<br>Ed è in questo scenario, per larghi versi inedito, che misuriamo il valore e l’attualità delle nostre scelte strategiche: l’Europa, la scelta occidentale, le nostre alleanze. La nostra primaria responsabilità nell’area che definiamo Mediterraneo allargato. Il nostro rapporto privilegiato con l’Africa.</p>



<p>Dobbiamo stare dentro il nostro tempo, non in quello passato, con intelligenza e passione.<br>Per farlo dobbiamo cambiare lo sguardo con cui interpretiamo la realtà. Dobbiamo imparare a leggere il presente con gli occhi di domani.</p>



<p>Pensare di rigettare il cambiamento, di rinunciare alla modernità non è soltanto un errore: è anche un’illusione. Il cambiamento va guidato, l’innovazione va interpretata per migliorare la nostra condizione di vita, ma non può essere rimossa.</p>



<p>La sfida, piuttosto, è <strong>progettare il domani con coraggio.</strong><br>Mettere al sicuro il pianeta, e quindi il nostro futuro, il futuro dell’umanità, significa affrontare anzitutto con concretezza la questione della transizione energetica.</p>



<p>L’energia è ciò che permette alle nostre società di vivere e progredire. Il complesso lavoro che occorre per passare dalle fonti tradizionali, inquinanti e dannose per salute e ambiente, alle energie rinnovabili, rappresenta la nuova frontiera dei nostri sistemi economici.</p>



<p>Non è un caso se su questi temi, e in particolare per l’affermazione di una nuova cultura ecologista, registriamo la mobilitazione e la partecipazione da parte di tanti giovani.</p>



<p>L’altro cambiamento che stiamo vivendo, e di cui probabilmente fatichiamo tuttora a comprendere la portata, riguarda la trasformazione digitale.<br>L’uso delle tecnologie digitali ha già modificato le nostre vite, le nostre abitudini e probabilmente i modi di pensare e vivere le relazioni interpersonali. Le nuove generazioni vivono già pienamente questa nuova dimensione.</p>



<p>La quantità e la qualità dei dati, la loro velocità possono essere elementi posti al servizio della crescita delle persone e delle comunità. Possono consentire di superare arretratezze e divari, semplificare la vita dei cittadini e modernizzare la nostra società.<br>Occorre compiere scelte adeguate, promuovendo una cultura digitale che garantisca le libertà dei cittadini.</p>



<p>Il terzo grande investimento sul futuro è quello sulla scuola, l’università, la ricerca scientifica. E’ lì che prepariamo i protagonisti del mondo di domani. Lì che formiamo le ragazze e i ragazzi che dovranno misurarsi con la complessità di quei fenomeni globali che richiederanno competenze adeguate, che oggi non sempre riusciamo a garantire.</p>



<p>Il Piano nazionale di ripresa e resilienza spinge l’Italia verso questi traguardi. Non possiamo permetterci di perdere questa occasione.<br>Lo dobbiamo ai nostri giovani e al loro futuro.</p>



<p>Parlando dei giovani vorrei – per un momento &#8211; rivolgermi direttamente a loro:<br>siamo tutti colpiti dalla tragedia dei tanti morti sulle strade.<br>Troppi ragazzi perdono la vita di notte per incidenti d’auto, a causa della velocità, della leggerezza, del consumo di alcol o di stupefacenti.<br>Quando guidate avete nelle vostre mani la vostra vita e quella degli altri. Non distruggetela per un momento di imprudenza.<br>Non cancellate il vostro futuro.</p>



<p>Care concittadine e cari concittadini,<br><strong>guardiamo al domani con uno sguardo nuovo. Guardiamo al domani con gli occhi dei giovani. Guardiamo i loro volti, raccogliamo le loro speranze. Facciamole nostre.</strong></p>



<p>Facciamo sì che il futuro delle giovani generazioni non sia soltanto quel che resta del presente ma sia il frutto di un esercizio di coscienza da parte nostra. Sfuggendo la pretesa di scegliere per loro, di condizionarne il percorso.</p>



<p><strong>La Repubblica vive della partecipazione di tutti.</strong><br>E’ questo il senso della libertà garantita dalla nostra democrazia.<br>E’ anzitutto questa la ragione per cui abbiamo fiducia.<br><strong>Auguri!</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2023/01/01/redazione-messaggio-di-fine-anno-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella/">Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2023/01/01/redazione-messaggio-di-fine-anno-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Apertura della XIX legislatura del Senato della Repubblica. Discorso della senatrice a vita Liliana Segre</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/10/14/redazione-discorso-di-apertura-xix-legislatura/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/10/14/redazione-discorso-di-apertura-xix-legislatura/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Oct 2022 16:02:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Whatever it takes]]></category>
		<category><![CDATA[ancien regime]]></category>
		<category><![CDATA[Art. 3]]></category>
		<category><![CDATA[articolo 138]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni 25 settembre]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Matteotti]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[istituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Liliana Segre]]></category>
		<category><![CDATA[Marcia su Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[Partiti]]></category>
		<category><![CDATA[Piero Calamandrei]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Senato]]></category>
		<category><![CDATA[Senato della Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Uguaglianza]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[XIX legislatura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4646</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Buongiorno a tutti, colleghe senatrici e colleghi senatori.Rivolgo il più caloroso saluto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e a quest&#8217;Assemblea. Con rispetto, rivolgo un pensiero a Papa Francesco. Certa di interpretare i sentimenti di tutta l&#8217;Assemblea, desidero indirizzare al presidente emerito Giorgio Napolitano, che non ha potuto presiedere la seduta odierna, i più fervidi auguri, con la speranza di vederlo ritornare presto ristabilito in Senato. Il presidente Napolitano mi incarica&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/10/14/redazione-discorso-di-apertura-xix-legislatura/">Apertura della XIX legislatura del Senato della Repubblica. Discorso della senatrice a vita Liliana Segre</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>&#8220;Buongiorno a tutti, colleghe senatrici e colleghi senatori.<br>Rivolgo il più caloroso saluto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e a quest&#8217;Assemblea. Con rispetto, rivolgo un pensiero a Papa Francesco.</p>



<p>Certa di interpretare i sentimenti di tutta l&#8217;Assemblea, desidero indirizzare al presidente emerito Giorgio Napolitano, che non ha potuto presiedere la seduta odierna, i più fervidi auguri, con la speranza di vederlo ritornare presto ristabilito in Senato. Il presidente Napolitano mi incarica di condividere con voi queste sue parole: «<em>Desidero esprimere a tutte le senatrici e i senatori di vecchia e nuova nomina i migliori auguri di buon lavoro al servizio esclusivo del nostro Paese e dell&#8217;istituzione parlamentare, ai quali ho dedicato larga parte della mia vita</em>».&nbsp;</p>



<p>Anch&#8217;io, ovviamente, rivolgo un saluto particolarmente caloroso a tutte le nuove colleghe e a tutti i nuovi colleghi, che immagino sopraffatti dal pensiero della responsabilità che li attende e dall&#8217;austera solennità di quest&#8217;Aula, così come fu per me quando vi entrai per la prima volta in punta di piedi. Come da consuetudine, vorrei però anche esprimere alcune brevi considerazioni personali.</p>



<p>Incombe su tutti noi, in queste settimane, l&#8217;atmosfera agghiacciante della guerra tornata nella nostra Europa, vicino a noi, con tutto il suo carico di morte, distruzione, crudeltà, terrore, in una follia senza fine. Mi unisco alle parole puntuali del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «<em>La pace è urgente e necessaria. La via per ricostruirla passa da un ristabilimento della verità, del diritto internazionale, della libertà del popolo ucraino</em>».</p>



<p>Oggi sono particolarmente emozionata di fronte al ruolo che in questa giornata la sorte mi riserva. In questo mese di ottobre, nel quale cade il centenario della marcia su Roma, che dette inizio alla dittatura fascista, tocca proprio a me assumere momentaneamente la Presidenza di questo tempio della democrazia che è il Senato della Repubblica. Il valore simbolico di questa circostanza casuale si amplifica nella mia mente, perché &#8211; vedete &#8211; ai miei tempi la scuola iniziava in ottobre ed è impossibile, per me, non provare una specie di vertigine ricordando che quella stessa bambina che in un giorno come questo del 1938, sconsolata e smarrita, fu costretta dalle leggi razziste a lasciare vuoto il suo banco della scuola elementare e oggi si trova, per uno strano destino, addirittura sul banco più prestigioso del Senato.&nbsp;</p>



<p>Il Senato della XIX legislatura è un&#8217;istituzione profondamente rinnovata non solo negli equilibri politici e nelle persone degli eletti, non solo perché per la prima volta hanno potuto votare anche per questa Camera i giovani dai diciotto ai venticinque anni, ma anche e soprattutto perché per la prima volta gli eletti sono ridotti a duecento.</p>



<p>L&#8217;appartenenza a un così rarefatto consesso non può che accrescere in tutti noi la consapevolezza che il Paese ci guarda, che grandi sono le nostre responsabilità, ma al tempo stesso grandi le opportunità di dare l&#8217;esempio. Dare l&#8217;esempio non vuol dire solo fare il nostro semplice dovere, cioè adempiere al nostro ufficio con disciplina e onore, impegnarsi per servire le istituzioni e non per servirsi di esse. Potremmo anche concederci il piacere di lasciare fuori da questa Assemblea la politica urlata, che tanto ha contribuito a far crescere la disaffezione dal voto<em>,</em>&nbsp;interpretando invece una <strong>politica alta e nobile </strong>che, senza nulla togliere alla fermezza dei diversi convincimenti, dia prova di rispetto per gli avversari, si apra sinceramente all&#8217;ascolto, si esprima con gentilezza, perfino con mitezza.</p>



<p>Le elezioni del 25 settembre hanno visto &#8211; come è giusto che sia &#8211; una vivace competizione tra i diversi schieramenti che hanno presentato al Paese programmi alternativi e visioni spesso contrapposte. Il popolo ha deciso: è l&#8217;essenza della democrazia. La maggioranza uscita dalle urne ha il diritto-dovere di governare; le minoranze hanno il compito altrettanto fondamentale di fare opposizione. Comune a tutti deve essere l&#8217;imperativo di preservare le istituzioni della Repubblica, che sono di tutti, che non sono proprietà di nessuno, che devono operare nell&#8217;interesse del Paese e devono garantire tutte le parti.</p>



<p>Le grandi democrazie mature dimostrano di essere tali se, al di sopra delle divisioni partitiche e dell&#8217;esercizio dei diversi ruoli, sanno ritrovarsi unite in un nucleo essenziale di valori condivisi, di istituzioni rispettate, di emblemi riconosciuti.</p>



<p>In Italia il principale ancoraggio attorno al quale deve manifestarsi l&#8217;unità del nostro popolo è la Costituzione repubblicana che &#8211; come dice Piero Calamandrei &#8211; non è un pezzo di carta, ma il testamento di 100.000 morti caduti nella lunga lotta per la libertà; una lotta che non inizia nel settembre del 1943, ma che vede idealmente come capofila Giacomo Matteotti.</p>



<p>Il popolo italiano ha sempre dimostrato grande attaccamento alla sua Costituzione, l&#8217;ha sempre sentita amica. In ogni occasione in cui sono stati interpellati, i cittadini hanno sempre scelto di difenderla, perché da essa si sono sentiti difesi. Anche quando il Parlamento non ha saputo rispondere alla richiesta di intervenire su normative non conformi ai principi costituzionali &#8211; e purtroppo questo è accaduto spesso &#8211; la nostra Carta fondamentale ha consentito comunque alla Corte costituzionale e alla magistratura di svolgere un prezioso lavoro di applicazione giurisprudenziale, facendo sempre evolvere il diritto.</p>



<p>Naturalmente anche la Costituzione è perfettibile e può essere emendata, come essa stessa prevede all&#8217;articolo 138. Ma consentitemi di osservare che, se le energie che da decenni vengono spese per cambiare la Costituzione, peraltro con risultati modesti, talora peggiorativi, fossero state invece impiegate per attuarla&nbsp;, il nostro sarebbe un Paese più giusto e anche più felice.</p>



<p>Il pensiero corre inevitabilmente all&#8217;articolo 3, nel quale i Padri e le Madri costituenti non si accontentarono di bandire quelle discriminazioni basate su sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali, che erano state l&#8217;essenza dell&#8217;<em>ancien régime</em>. Essi vollero anche lasciare un compito perpetuo alla Repubblica: «<em>rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese</em>». Non è poesia&nbsp;e non è utopia. È la stella polare che dovrebbe guidarci tutti, anche se abbiamo programmi diversi per seguirla: rimuovere gli ostacoli.</p>



<p>Le grandi Nazioni, poi, dimostrano di essere tali anche riconoscendosi coralmente nelle festività civili, ritrovandosi affratellate attorno alle ricorrenze scolpite nel grande libro della storia patria. Perché non dovrebbe essere così per il popolo italiano? Perché mai dovrebbero essere vissute come date divisive, anziché con autentico spirito repubblicano, il 25 aprile, festa della liberazione, il 1° maggio, festa del lavoro, il 2 giugno, festa della Repubblica? Anche su questo tema della piena condivisione delle feste nazionali, delle date che scandiscono un patto tra le generazioni, tra memoria e futuro, grande potrebbe essere il valore dell&#8217;esempio, di gesti nuovi e magari inattesi.</p>



<p>Altro terreno sul quale è auspicabile il superamento degli steccati e l&#8217;assunzione di una comune responsabilità è quello della lotta contro la diffusione del linguaggio dell&#8217;odio, contro l&#8217;imbarbarimento del dibattito pubblico&nbsp;e contro la violenza dei pregiudizi e delle discriminazioni.</p>



<p>Permettetemi di ricordare un precedente virtuoso della passata legislatura, i lavori della Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo, istigazione all&#8217;odio e alla violenza; questi lavori si sono conclusi con l&#8217;approvazione all&#8217;unanimità di un documento di indirizzo, segno di una consapevolezza e di una volontà trasversali agli schieramenti politici, che è essenziale permangano.</p>



<p><strong>Concludo con due auguri</strong>. Mi auguro che la nuova legislatura veda un impegno concorde di tutti i membri di quest&#8217;Assemblea per tenere alto il prestigio del Senato, tutelare in modo sostanziale le sue prerogative e riaffermare, nei fatti e non a parole, la centralità del Parlamento. Da molto tempo vengono lamentate, da più parti, una deriva e una mortificazione del ruolo del potere legislativo, a causa dell&#8217;abuso della decretazione d&#8217;urgenza e del ricorso al voto di fiducia, e le gravi emergenze che hanno caratterizzato gli ultimi anni non potevano che aggravare la tendenza.</p>



<p>Nella mia ingenuità di madre di famiglia, ma anche secondo un mio fermo convincimento, credo che occorra interrompere la lunga serie di errori del passato e per questo basterebbe che la maggioranza si ricordasse degli abusi che denunciava da parte dei Governi quando era minoranza e che le minoranze si ricordassero degli eccessi che imputavano alle opposizioni quando erano loro a governare.</p>



<p><strong>Una sana e leale collaborazione istituzionale</strong>, senza nulla togliere alla fisiologica distinzione dei ruoli, consentirebbe di riportare la gran parte della produzione legislativa nel suo alveo naturale, garantendo al tempo stesso tempi certi per le votazioni.</p>



<p>Auspico, infine, che tutto il Parlamento, con unità di intenti, sappia mettere in campo, in collaborazione col Governo, un impegno straordinario e urgentissimo per rispondere al grido di dolore che giunge da tante famiglie e da tante imprese che si dibattono sotto i colpi dell&#8217;inflazione e dell&#8217;eccezionale impennata dei costi dell&#8217;energia, che vedono un futuro nero e che temono che disuguaglianze e ingiustizie si dilatino ulteriormente, anziché ridursi.</p>



<p>In questo senso, avremo sempre al nostro fianco l&#8217;Unione europea, con i suoi valori e la concreta solidarietà di cui si è mostrata capace negli ultimi anni di grave crisi sanitaria e sociale. Non c&#8217;è un momento da perdere. Dalle istituzioni democratiche deve venire il segnale chiaro che nessuno verrà lasciato solo, prima che la paura e la rabbia possano raggiungere livelli di guardia e tracimare.</p>



<p><strong>Senatrici e senatori, cari colleghi, buon lavoro</strong>.&#8221;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/10/14/redazione-discorso-di-apertura-xix-legislatura/">Apertura della XIX legislatura del Senato della Repubblica. Discorso della senatrice a vita Liliana Segre</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/10/14/redazione-discorso-di-apertura-xix-legislatura/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Putin punta a indebolire il tessuto della società occidentale e la stessa legittimità della democrazia liberale</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/09/17/maran-putin-punta-a-indebolire-il-tessuto-della-societa-occidentale-e-la-stessa-legittimita-della-democrazia-liberale/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/09/17/maran-putin-punta-a-indebolire-il-tessuto-della-societa-occidentale-e-la-stessa-legittimita-della-democrazia-liberale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Maran]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Sep 2022 15:06:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eppur si muove]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Bianca]]></category>
		<category><![CDATA[Conservatori]]></category>
		<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia Liberale]]></category>
		<category><![CDATA[Destra]]></category>
		<category><![CDATA[Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[estrema destra]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Federalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo Giorgetti]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgia Meloni]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Liberaldemocratici]]></category>
		<category><![CDATA[Liberali]]></category>
		<category><![CDATA[Massimiliano Fedriga]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Salvini]]></category>
		<category><![CDATA[Multilateralismo]]></category>
		<category><![CDATA[nazionalismo]]></category>
		<category><![CDATA[New York Times]]></category>
		<category><![CDATA[Occidente]]></category>
		<category><![CDATA[Perón]]></category>
		<category><![CDATA[Populisti]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Belusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Sovranismo]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Stephen Bannon]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4556</guid>

					<description><![CDATA[<p>Putin punta a indebolire il tessuto della società occidentale e la stessa legittimità della democrazia liberale. Putin sta, insomma, dall’altra parte della barricata e converrebbe tenerlo presente. Converrebbe anche alla Lega. Ma, dicevamo, bisogna farsene una ragione. E come scrive la redazione del Washington Post, “gli italiani dovrebbero pensarci due volte prima di fare un regalo del genere a Putin.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/09/17/maran-putin-punta-a-indebolire-il-tessuto-della-societa-occidentale-e-la-stessa-legittimita-della-democrazia-liberale/">Putin punta a indebolire il tessuto della società occidentale e la stessa legittimità della democrazia liberale</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Che abbiano preso i soldi dalla Russia o che l’abbiano fatto “gratuitamente”, senza compenso; che, insomma, se lo siano scelto per professione o l’abbiano fatto per passione, é da un pezzo che i nazionalisti e i populisti conservatori, sia negli Stati Uniti che in Europa, stanno con Putin. Perché? Perché vedono in Putin un potenziale alleato, in quanto hanno gli stessi obiettivi politici e le loro priorità internazionali sono le stesse: la difesa dei valori tradizionali, il nazionalismo, l’opposizione all’islam e puntano a smantellare l’integrazione economica globale, indebolire l’Europa e combattere la secolarizzazione delle società occidentali.</p>



<p>Anche i consiglieri di alto livello di Trump come Stephen Bannon, il chief strategist della Casa Bianca, e il consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn, hanno espresso (ricordate?) punti di vista molto simili. I populisti conservatori come Marine Le Pen o Matteo Salvini guardano all’avversione di Putin nei confronti delle istituzioni globali come a un modello da imitare per ritornare alla “sovranità nazionale” in opposizione alla cooperazione multilaterale e all’integrazione. E Putin da tempo (in particolare dopo il suo ritorno alla presidenza russa nel 2012) si é posizionato come un baluardo dei valori conservatori, specialmente in opposizione ai diritti degli omosessuali e come alternativa, in linea con i precetti religiosi, ai paesi occidentali che, come si affanna a ripetere, “stanno negando i principi morali e tutte le identità tradizionali: nazionale, culturale, religiosa e perfino sessuale”.</p>



<p>Che sia proprio Putin ad impartire lezioni al mondo sui “principi morali” è piuttosto irritante, eppure è un atteggiamento che suscita l’ammirazione non solo dei populisti di destra in Europa ma anche di quegli attivisti americani che la pensano allo stesso modo, come Patrick J. Buchanan, la cui candidatura per la nomination repubblicana ha anticipato molti dei temi isolazionisti di Trump.</p>



<p>Fatalmente, anche la destra italiana, priva di un forte partito liberal‑democratico, non è “estranea” a questa “relazione pericolosa”. Che Silvio Berlusconi e Vladimir Putin si piacciano molto è evidente da un ventennio. Prima della conversione atlantica, anche Giorgia Meloni, ha avuto delle sbandate putiniane non inferiori a quelle di Salvini (“Putin difende i valori europei e l’identità cristiana”, ha scritto nel suo libro “Io sono Giorgia”).</p>



<p>Del resto, come abbiamo visto, non è bastato certo l’ingresso della Lega nel governo Draghi per traghettare Salvini da Perón a Pera, per dargli, cioè, quella credibilità e quell’affidabilità che ancora non ha. Anzi la caduta del governo di unità nazionale di Draghi ci ha restituito il Carroccio dell’invettiva anti-europea e della protesta contro l’immigrazione, cancellando ogni sforzo dell’area governista del partito, quella incarnata da Giancarlo Giorgetti e dai governatori del Nord, di archiviare il populismo salviniano e la fase antisistema.</p>



<p>C’era chi credeva davvero che Salvini avrebbe anteposto gli interessi degli imprenditori del Nord al mero calcolo elettorale ed erano in molti ad aspettarsi che Giancarlo Giorgetti e Massimo Fedriga avrebbero finalmente capeggiato la rivolta e spaccato il partito pur di salvare il governo. Ma da tempo la Lega ha scelto di posizionarsi nell’area dell’estrema destra, passando dal federalismo al sovranismo, e bisogna farsene una ragione.</p>



<p>L’abbiamo detto molte volte: se la Lega di Matteo Salvini, che ha strappato a Silvio Berlusconi la leadership della destra e che adesso deve vedersela con la Meloni, dovesse proseguire la marcia di avvicinamento al Ppe, potrebbe diventare il perno di un centrodestra moderato, pienamente legittimato come coalizione di governo. Ma la Lega resiste a questa prospettiva proprio perché il suo appeal si è diffuso più a sud, via via che Salvini, messa la sordina ai temi “nordisti” delle origini, ha puntato (emulando altri nazional‑populisti) sulle questioni “culturali”, enfatizzando cioè la minaccia che viene dall’islam e che molti collegano alla crisi dei rifugiati. Per questo, come molti nazionalisti e populisti conservatori, sia negli Stati Uniti sia in Europa, la Lega considera Putin un potenziale alleato.</p>



<p>Ma Putin punta a indebolire il tessuto della società occidentale e la stessa legittimità della democrazia liberale. “Un viaggiatore nel tempo proveniente dagli anni Trenta non avrebbe nessuna difficoltà ad identificare il regime di Putin come fascista”, ha scritto Timothy Snyder sul New York Times. Putin sta, insomma, dall’altra parte della barricata e converrebbe tenerlo presente. Converrebbe anche alla Lega. Ma, dicevamo, bisogna farsene una ragione. E come scrive la redazione del Washington Post, “gli italiani dovrebbero pensarci due volte prima di fare un regalo del genere a Putin (<a href="https://www.washingtonpost.com/…/europe-elections-right" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.washingtonpost.com/…/europe-elections-right</a>).</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/09/17/maran-putin-punta-a-indebolire-il-tessuto-della-societa-occidentale-e-la-stessa-legittimita-della-democrazia-liberale/">Putin punta a indebolire il tessuto della società occidentale e la stessa legittimità della democrazia liberale</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/09/17/maran-putin-punta-a-indebolire-il-tessuto-della-societa-occidentale-e-la-stessa-legittimita-della-democrazia-liberale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ursula Von Der Leyen: &#8220;Viva L&#8217;Europa!&#8221;. Il discorso sullo Stato dell&#8217;Unione</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/09/16/munari-ursula-von-der-leyen-viva-europa-discorso-sullo-stato-dellunione/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/09/16/munari-ursula-von-der-leyen-viva-europa-discorso-sullo-stato-dellunione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ottavia Munari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2022 07:21:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eppur si muove]]></category>
		<category><![CDATA[Bielorussia]]></category>
		<category><![CDATA[Bollette]]></category>
		<category><![CDATA[Caro bollette]]></category>
		<category><![CDATA[Comunità Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Extra-profitti]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
		<category><![CDATA[Green Deal]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Maastricht]]></category>
		<category><![CDATA[Ottavia Munari]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[solidarità]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[Unione]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Ursula von der Leyen]]></category>
		<category><![CDATA[Von der Leyen]]></category>
		<category><![CDATA[Zelensky]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4512</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ursula Von Der Leyen, Presidente della Commissione Europea, pronuncia parole forti e decise nel suo discorso sullo Stato dell'Unione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/09/16/munari-ursula-von-der-leyen-viva-europa-discorso-sullo-stato-dellunione/">Ursula Von Der Leyen: &#8220;Viva L&#8217;Europa!&#8221;. Il discorso sullo Stato dell&#8217;Unione</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il discorso sullo Stato dell’Unione di quest’anno è decisamente molto diverso da quello che venne pronunciato lo scorso settembre. Le parole della Presidente della Commissione sono risuonate non solo nell’aula del Parlamento ma anche nelle <em>petites rues</em> di Strasburgo, nelle larghe vie di Bruxelles e in tutte le altre città europee.</p>



<p>Ursula Von Der Leyen, vestita di giallo e di blu, ha iniziato il suo intervento con una constatazione: <em>“Mai prima d&#8217;ora questo Parlamento si è trovato a discutere lo stato della nostra Unione mentre<br>sul suolo europeo infuriava la guerra”</em>. </p>



<p>Davanti ad Olena, la consorte di Zelensky, ha infatti ricordato l’immenso coraggio che la popolazione ucraina continua a dimostrare contro l’aggressione di Putin. Ha puntualizzato: “<em>Le sanzioni resteranno in vigore. È il momento della risolutezza, non delle concessioni</em>”. </p>



<p>Secondo Ursula questa guerra è l’apice di uno scontro ben delineato, quello tra autocrazia e democrazia, tra valori occidentali e credi zaristi. </p>



<p>L’Europa ha reagito coesa a questa guerra alla sua economia, alla sua energia, al suo futuro. La Presidente porta un esempio italiano virtuoso, quello dei ceramifici al centro della nostra penisola che hanno deciso di spostare i turni al mattino presto per beneficiare delle tariffe più basse dell&#8217;energia. </p>



<p>Entra così nell’argomento letteralmente più scottante e impellente: quello energetico. </p>



<p>La proposta europea è quella di mitigare il carobollette con oltre 140 miliardi di euro. Come? Tassando gli extra-profitti. La Presidente ha infatti dichiarato “<em>ci sono grandi compagnie petrolifere, del gas e del carbone, che stanno realizzando profitti enormi e inaspettati, che non si sarebbero mai nemmeno immaginate</em>”. </p>



<p>E ancora, due riforme necessarie sono quella radicale del mercato dell’energia elettrica e, in linea con il Green Deal, l’introduzione di una Banca europea dell’idrogeno, fonte che verrà trasformata in un mercato di massa con ingenti investimenti nei prossimi decenni. </p>



<p>Ursula è pronta a sostenere gli avanzamenti e la rilevanza del progetto green europeo nelle due prossime occasioni internazionali, alla conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità di Montreal e alla COP27 di Sharm el-Sheikh. </p>



<p>Ha colto l’occasione poi per annunciare una nuova legislazione europea sulle materie prime critiche, punto cruciale per il successo della transizione sostenibile nell’economia e nel mondo digitale, in continuità con il Chips Act.</p>



<p>Altra tematica fondamentale toccata nel discorso sullo Stato dell’Unione è stata l’importanza di combattere la disinformazione nella rete ma anche nelle università europee; “<em>queste menzogne<br>sono tossiche per le nostre democrazie</em>”. </p>



<p>Citando la Regina Elisabetta e David Sassoli, Ursula ha ricordato a tutti i presenti l’essenzialità di difendere sempre il nostro modello occidentale. Migliorarlo ogni giorno significa crescita collettiva, per tutti gli individui.</p>



<p>L’Europa sarà in grado di guardare oltre e cercare nuovi orizzonti?</p>



<p>Si, se coltiverà lo spirito di Maastricht, dove stabilità e crescita vanno necessariamente di pari passo; dove si uniscono tutte le forze in nome di un comune obiettivo; dove volontà e solidarietà si mescolano; dove ogni cittadino europeo si sente a casa.</p>



<p>Ursula auspica che questo spirito europeo, cresciuto moltissimo dopo lo scoppio della pandemia, possa crescere ancor più forte e in armonia. </p>



<p>Come esempio finale della sua riflessione, ha elogiato Magdalena e Agnieszka, due giovani polacche che in pochi giorni hanno organizzato migliaia di volontari per accogliere i rifugiati ucraini. Un esempio di altruismo e umanità. </p>



<p>La loro storia è, secondo la Von Der Leyen, emblematica e rappresenta al meglio il sentimento dell’Unione e della nostra comunità europea.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/09/16/munari-ursula-von-der-leyen-viva-europa-discorso-sullo-stato-dellunione/">Ursula Von Der Leyen: &#8220;Viva L&#8217;Europa!&#8221;. Il discorso sullo Stato dell&#8217;Unione</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/09/16/munari-ursula-von-der-leyen-viva-europa-discorso-sullo-stato-dellunione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sull&#8217;età della nostra Repubblica, sui recenti spauracchi elettorali, su una futura politica di sinistra</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/08/21/vicari-su-eta-della-nostra-repubblica-sui-recenti-spauracchi-elettorali-su-una-futura-politica-di-sinistra/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/08/21/vicari-su-eta-della-nostra-repubblica-sui-recenti-spauracchi-elettorali-su-una-futura-politica-di-sinistra/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Ugo Vicari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Aug 2022 10:24:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Whatever it takes]]></category>
		<category><![CDATA[25 settembre]]></category>
		<category><![CDATA[Alternanza]]></category>
		<category><![CDATA[Anni di piombo]]></category>
		<category><![CDATA[Borghesia]]></category>
		<category><![CDATA[cattolicesimo]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Demagogia]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Destra]]></category>
		<category><![CDATA[Destre]]></category>
		<category><![CDATA[Di Maio]]></category>
		<category><![CDATA[Dottrina]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Mafie]]></category>
		<category><![CDATA[monarchia]]></category>
		<category><![CDATA[Occidente]]></category>
		<category><![CDATA[Opposizione]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[Popolo]]></category>
		<category><![CDATA[Populismo]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Stragi]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4363</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 25 settembre è molto probabile che i connotati del Parlamento e della compagine di governo cambieranno. Ed è un bene che cambino, per il principio dell'alternanza richiamata dai valori di una sana democrazia. Se dovessimo per questo temere rischi per la Repubblica, significherebbe che i nostri padri costituenti avevano preso un'emerita cantonata, loro che inglobarono, all'indomani dell'odiato fascismo e della miserabile monarchia che ci erano toccati in sorte, fascisti e monarchici pentiti e irredentisti nel nuovo assetto costituzionale. Se ci sono riusciti loro, all'indomani della più drammatica pagina di storia dell'Occidente, vuoi che non ci si riesca noi, che pettiniamo bambole dalla mattina alla sera?</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/08/21/vicari-su-eta-della-nostra-repubblica-sui-recenti-spauracchi-elettorali-su-una-futura-politica-di-sinistra/">Sull&#8217;età della nostra Repubblica, sui recenti spauracchi elettorali, su una futura politica di sinistra</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Se fosse una donna o un uomo le si attribuirebbe ciò che si dice un&#8217;incipiente vecchiaia. Eppure, giovanissima, non regge il confronto con i fasti di Atene o di Roma, né potremo paragonarla alla ultramillenaria Venezia. Dunque, con i suoi settantasei anni, sebbene avanti negli anni, è poco più che un&#8217;adolescente.<br> <br>Se penso ai tentati colpi di stato, agli anni di piombo, alla strategia della tensione, alle stragi, all&#8217;innumerevole sequenza di morti che le mafie e il terrorismo hanno lasciato sul campo nel secondo novecento, lo spauracchio agitato in questi giorni da certa parte giornalistica e opinionistica nella prospettiva di un prossimo governo di destra, appare come un futile trastullo di bambini.</p>



<p>Nel sistema costituzionale italiano, fatto di pesi e contrappesi, c&#8217;è una cosa, vivaddio!, che si chiama &#8216;democrazia dell&#8217;alternanza&#8217;, ed è non solo lecito ma auspicabile che a una fase di governo ne segua un&#8217;altra di diverso segno.</p>



<p>Certo, sarebbe bello godere di una classe politica intellettualmente onesta, di scuola e dottrina, qualcosa di cui vantarsi nel consesso internazionale, concretamente risolutiva dei problemi del paese, ma se così non è bisognerà pure rassegnarsi alla sconcertante sequela di ignorantoni presuntuosi e arroganti che si presenta alle elezioni da trent&#8217;anni a questa parte. E dico una &#8216;classe politica&#8217; per non tirare dentro alcune singole personalità che invece eccellono, come perle tra i porci, nel confuso panorama dei governi della seconda Repubblica.<br> <br>Sarebbe bello e sarebbe anche giusto, considerato che la fase d&#8217;incubazione della civiltà repubblicana è passata da un pezzo e finalmente bisognerebbe raccogliere i frutti di tanto sacrificio. Invece dobbiamo accontentarci del giacobinismo di facciata delle già ex &#8216;nuove leve&#8217;, degli incontri negli autogrill con l&#8217;agente segreto in pensione, dei comunicati al popolo sullo sfondo ben studiato di rosari, santini e Marie Vergini, e quasi sorridiamo alle imprese di inizio secolo, quando fiorivano le orgette nel castello incantato del cavaliere plenipotenziario.<br>Ma tant&#8217;è, questa è l&#8217;Italia.<br> <br>Ora, il 25 settembre è molto probabile che i connotati del Parlamento e della compagine di governo cambieranno. Ed è un bene che cambino, per il principio dell&#8217;alternanza richiamata dai valori di una sana democrazia. Se dovessimo per questo temere rischi per la Repubblica, significherebbe che i nostri padri costituenti avevano preso un&#8217;emerita cantonata, loro che inglobarono, all&#8217;indomani dell&#8217;odiato fascismo e della miserabile monarchia che ci erano toccati in sorte, fascisti e monarchici pentiti e irredentisti nel nuovo assetto costituzionale. Se ci sono riusciti loro, all&#8217;indomani della più drammatica pagina di storia dell&#8217;Occidente, vuoi che non ci si riesca noi, che pettiniamo bambole dalla mattina alla sera?</p>



<p>Suvvia, siamo seri, e se dovessimo perdere le prossime elezioni, lavoriamo sodo all&#8217;opposizione, per costruire una valida alternativa di sinistra, che assomigli il meno possibile all&#8217;imbarazzante pastrocchio in cui fino ad ora ci siamo crogiolati. E non dimentichiamo un fondamentale, come nel calcio: le politiche di sinistra si fanno a diretto contatto col popolo, in costante ascolto e dialogo con esso, non dalle torri d&#8217;avorio delle segreterie politiche, né dalle torbide leve dei patronati e delle consorterie locali.</p>



<p>Voi direte, ma questa prerogativa è anche delle destre, populiste per antonomasia. No, non in quel senso. Per un militante di sinistra &#8211; ma anche per un moderno cattolico, a ben pensarci &#8211; &#8216;col popolo&#8217; significa &#8216;con tutti i popoli&#8217;, con tutte le confessioni religiose, con tutti i generi umani, con tutti gli esseri viventi. Con tutti, lasciando alla demagogia catto-fascista, catto-nazionalista, catto-leghista e chi più ne ha più ne metta, il nobile compito di immaginare un mondo fatto di soli bianchi, di soli cristiani, di soli italiani, di soli … appunto &#8216;soli&#8217;.</p>



<p>E non dimentichiamo un dolo che tutti, proprio tutti ci accomuna: siamo borghesi, e se non lo siamo lo diventeremo in capo a una generazione politica, talvolta anche in minor tempo, Di Maio docet. Da una tale prospettiva quasi nessuno si salva e dunque, quasi nessuno dovrebbe avere diritto di eleggibilità a sinistra, a meno che non ci si rivesta, come una rinuncia ai beni, dei panni che eravamo soliti portare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/08/21/vicari-su-eta-della-nostra-repubblica-sui-recenti-spauracchi-elettorali-su-una-futura-politica-di-sinistra/">Sull&#8217;età della nostra Repubblica, sui recenti spauracchi elettorali, su una futura politica di sinistra</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/08/21/vicari-su-eta-della-nostra-repubblica-sui-recenti-spauracchi-elettorali-su-una-futura-politica-di-sinistra/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I nuovi diritti vanno scritti in Costituzione</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/07/04/davola-i-nuovi-diritti-vanno-scritti-in-costituzione/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/07/04/davola-i-nuovi-diritti-vanno-scritti-in-costituzione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Davola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2022 13:01:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eppur si muove]]></category>
		<category><![CDATA[Aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Davola]]></category>
		<category><![CDATA[Corte Suprema]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti civili]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti fondamentali]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Justice Alito]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà personale]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[Piero Calamandrei]]></category>
		<category><![CDATA[Progresso]]></category>
		<category><![CDATA[Roe vs Wade]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4337</guid>

					<description><![CDATA[<p>Questa sentenza ci ha ricordato che la tutela dei diritti civili non è una linea retta verso il progresso. A momenti storici di forte espansione delle libertà e dei diritti si alternano epoche reazionarie, che pongono in pericolo secoli di lotte democratiche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/07/04/davola-i-nuovi-diritti-vanno-scritti-in-costituzione/">I nuovi diritti vanno scritti in Costituzione</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sgomento e precarietà. Sono questi i sentimenti che ha suscitato l’overruling di Roe vs Wade. Dopo quasi cinquant’anni, è caduta una delle sentenze storiche della Corte Suprema americana. Il diritto all’aborto non è previsto in Costituzione, né è sedimentato nella storia e nella tradizione degli Stati Uniti d’America. Questa è l’argomentazione con cui i sei giudici conservatori, guidati dal Justice Alito, hanno segnato uno spartiacque sulla strada per la tutela dei diritti fondamentali.</p>



<p>Il fatto era stato preannunciato. Circa un mese prima della sentenza, una fuori uscita di notizie, senza precedenti nella storia della Corte, parlava di overruling. Già allora vi furono veementi reazioni di molte donne, timorose di perdere quanto conquistato nel corso del tempo. Gli stati nazionali potranno ora vietare o consentire l’aborto, incidendo in modo irreversibile sulla libertà di autodeterminazione.</p>



<p>La tesi della Corte Suprema è che le decisioni sull’aborto debbano essere rimesse al gioco democratico, dove maggioranza e minoranza si confrontano. Qui risiede il carattere miope e reazionario della pronuncia. In una democrazia liberale i diritti fondamentali non sono alla mercé della maggioranza. Nessuno in Italia può essere privato della libertà personale, se non alle condizioni previste all’art. 13 Cost., quand’anche tutti gli altri cinquantanove milioni di cittadini lo volessero.</p>



<p>“Crediamo in una Costituzione che ponga dei limiti al principio maggioritario”, affermano nella dissenting opinion i tre giudici rimasti in minoranza.</p>



<p>Questa sentenza ci ha ricordato che la tutela dei diritti civili non è una linea retta verso il progresso. A momenti storici di forte espansione delle libertà e dei diritti si alternano epoche reazionarie, che pongono in pericolo secoli di lotte democratiche.</p>



<p>Una tutela però esiste: è la lettera della Costituzione. I nuovi diritti vanno scritti nella Carta fondamentale al fine di prevenire che la storia torni indietro. Questa funzione compete al Parlamento. Sono i rappresentanti dei cittadini a dover sancire i nuovi diritti fondamentali. Lasciare decisioni così cruciali ai giudici è un profondo errore, perché un diritto, riconosciuto mediante un’interpretazione evolutiva, verrà meno mediante una mera interpretazione di segno contrario.</p>



<p>L’integrazione del testo costituzionale ad opera del Parlamento garantirà i nuovi diritti e assicurerà il necessario dibattito politico al riguardo. Piero Calamandrei diceva: “la libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare”. Il Parlamento agisca prima che l’aria manchi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/07/04/davola-i-nuovi-diritti-vanno-scritti-in-costituzione/">I nuovi diritti vanno scritti in Costituzione</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/07/04/davola-i-nuovi-diritti-vanno-scritti-in-costituzione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Luigi Contu: l&#8217;informazione serve a riflettere. Non bisogna cercare quello che si vuole sentirsi dire</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/06/02/raco-luigi-contu-per-informarsi-non-bisogna-cercare-quello-che-si-vuole-sentirsi-dire-informazione-serve-a-riflettere/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/06/02/raco-luigi-contu-per-informarsi-non-bisogna-cercare-quello-che-si-vuole-sentirsi-dire-informazione-serve-a-riflettere/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jun 2022 15:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo viso non mi è nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Ansa]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Diplomazia]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[ilcafFLEdelmercoledì]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Contu]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[Rapidità]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Verifica]]></category>
		<category><![CDATA[Verità]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4295</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per informarsi non bisogna cercare quello che si vuole sentirsi dire. L'informazione serve a riflettere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/06/02/raco-luigi-contu-per-informarsi-non-bisogna-cercare-quello-che-si-vuole-sentirsi-dire-informazione-serve-a-riflettere/">Luigi Contu: l&#8217;informazione serve a riflettere. Non bisogna cercare quello che si vuole sentirsi dire</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Direttore, come è cambiata la comunicazione negli ultimi due anni?</strong><br>C’è stato uno sconvolgimento a tutti i livelli. Da parte degli attori, quindi il Governo, le Istituzioni, gli Enti locali, da parte del mondo scientifico e da parte dei giornalisti che hanno il dovere di raccogliere e raccontare informazioni. Io credo che questi due anni siano stati davvero importanti per l’opinione pubblica perché hanno reso abbastanza evidente quanto sia fondamentale una informazione corretta, accurata e verificata. Durante la prima fase della pandemia abbiamo assistito, in diretta, a una enorme confusione nella comunicazione: non solo i giornalisti ma anche la comunità scientifica e le grandi organizzazioni internazionali hanno dato messaggi fuorvianti e incompleti, che hanno causato panico e difficoltà.</p>



<p><strong>Un virus nel virus</strong>?<br>Col tempo si sono prese le misure e penso che alla lunga la prudenza e la preparazione abbiano prevalso e l’opinione pubblica si sia è resa conto che l’informazione è un bene prezioso. Non si può prendere per oro colato qualsiasi studio o notizia scientifica che viene diffusa. Soprattutto si è preso atto che bisogna cercare di informarsi nei luoghi e con le persone che sono preparate a farlo. Sempre col beneficio dell’inventario, perché la possibilità che si commettano degli errori esiste. La pandemia ha fatto capire alle persone che non si può prendere per buona qualunque cosa tratta da Facebook solo perché è stata pubblicata: bisogna vedere di chi è il profilo, chi ne ha la responsabilità. E’ stata una grande crisi che ha messo alla luce molte nostre difficoltà ma è stata anche un’occasione di far capire al pubblico che è determinante essere preparati e accorti.</p>



<p><strong>Spesso si utilizza il termine “ANSA” per definire un’ultima ora sicuramente verificata. Quando la riporta l’Ansa la notizia è vera. Quanto lavoro c’è dietro questo timbro di qualità?</strong><br>Dovrebbe essere vera e noi mettiamo in atto, per quanto è possibile, tutti gli accorgimenti perché sia verificata. Sia sulla fonte che da un punto di vista tecnologico, perché c’è un tema tecnologico sulla veridicità delle notizie. Ad inizio pandemia l’Ansa poteva disporre di una rete di colleghi che nel mondo sono sui posti e possono verificare quello che succede, una rete importante di fonti nelle organizzazioni, nei ministeri e soprattutto di giornalisti che sapevano già di cosa stavamo parlando, che non si sono dovuti improvvisare. Noi abbiamo un servizio scientifico, una redazione che si occupa di scienza, salute e ricerca e che da trent’anni forma dei giornalisti. Questo è quello che può fare la differenza: avere il numero di telefono dello scienziato che sa dare una lettura corretta di uno studio scientifico, conoscere le fonti, avere studiato e quindi avere una carriera alle spalle che ti consenta di dire cosa è autorevole e cosa non lo è. Questo significa partire con il piede giusto. In questo senso noi diciamo che se è una notizia è un’Ansa, perché mettiamo in atto tutto quello che possiamo fare per essere certi che stiamo pubblicando una cosa vera.</p>



<p><strong>Spesso il nemico è il tempo, il rischio di farsi battere dalla concorrenza.</strong><br>Vero, c’è purtroppo un elemento che è in conflitto d’interesse con la verità che è la rapidità. Noi dobbiamo essere velocissimi per cui il tempo di approfondimento non è lo stesso che può essere concesso a un settimanale, a un quotidiano ma anche a una trasmissione televisiva di approfondimento. E li sta la differenza. Bisogna verificare in tempo breve per uscire prima possibile, per avvisare i lettori, il mondo e le Istituzioni che sta accadendo qualcosa. Li c’è la difficoltà del giornalismo: essere certi di pubblicare un contenuto verificato in tempi molto brevi. Devo dire che i colleghi dell’Ansa, e non solo dell’Ansa, da questo punto di vista sono molto affidabili.</p>



<p><strong>Ci sono momenti in cui devi dire di no?</strong><br>In questi due anni abbiamo avuto diverse occasioni in cui abbiamo preferito non pubblicare una notizia in quel momento perché il livello di sicurezza, di accuratezza, di verifica non era sufficiente. Noi abbiamo raddoppiato dal primo giorno di pandemia il controllo delle notizie. Genericamente all’Ansa c’è un collega che scrive la notizia, un collega che legge, rilegge e controlla e, se ci sono dei dubbi, interviene un terzo livello di verifica che è quello centrale della direzione. Noi ne abbiamo introdotto un altro ancora sulle principali notizie che riguardano il virus. Ci siamo detti: facciamo un doppio controllo, prendiamoci il rischio di uscire qualche minuto più tardi ma con la garanzia di offrire una informazione più accurata. E questo credo che abbia funzionato.</p>



<p><strong>Il giornalismo può assumersi la responsabilità di decidere chi può parlare e chi no e quindi, in fondo, chi ha ragione e chi torto?</strong><br>Ma certo. Il giornalismo deve scegliere e a volte può scegliere di dare il contraddittorio, di dare le due voci. Anzi, è auspicabile che nella maggior parte dei casi questo accada. Anche perché ognuno di noi può scegliere di andare a informarsi da un’altra parte. Siamo tutti liberi, non soltanto i giornalisti ma anche chi ci ascolta e i cittadini. A chi non piace l’informazione che fa l’Ansa o un telegiornale, è libero di andare da un’altra parte. Ma attenzione, io penso che per informarsi non bisogna cercare quello che si vuole sentirsi dire. Questo è il grande problema che hanno innescato i social media. Nei nostri telefonini e nei nostri profili ci arriva l’informazione che noi già vogliamo sapere. Quindi se siamo a favore di Putin ci arriveranno contenuti favorevoli a Putin. Invece l’informazione serve a riflettere. Quindi è giusto fare il contraddittorio ma il contraddittorio non significa mettere sullo stesso piano uno scienziato che per tutta la vita ha studiato il virus e un no vax che fa il corridore in bicicletta. Questo è il grande inganno.</p>



<p><strong>E’ quello che sta accadendo anche sulla guerra in Ucraina?</strong><br>Precisamente, è il grande equivoco che accade anche nella polemica che sentiamo in questi giorni sulla propaganda. Per dire che alla fine sono tutti uguali si dice che anche gli Ucraini fanno la propaganda. Anche Goebbels faceva la propaganda e anche Roosevelt la faceva ma non era lo stesso tipo di propaganda. Bisogna saper discernere. Non si possono mettere tutte le opinioni sullo stesso piano. Le opinioni vanno sostanziate coi fatti. Se io stravolgo i fatti e racconto delle storielle non posso essere messo a confronto con uno che i fatti li ha analizzati e studiati. Questa credo sia una regola basilare.</p>



<p><strong>Come giudichi la controversia che si è creata sulle armi da dare agli Ucraini?</strong><br>Se non diamo agli Ucraini la possibilità di difendersi diciamo a Putin di accomodarsi e conquistare tutto. Questo non significa non cercare la via diplomatica. Qui c’è una semplificazione nel dibattito che lascia davvero esterrefatti. La capacità di risposta militare degli ucraini è la base essenziale per far sedere Putin alla trattativa. Quando si arriverà, speriamo presto, al tavolo di pace, è possibile che gli ucraini possano decidere &#8211; per chiudere questa pace con negoziato &#8211; di perdere qualcosa e lo stesso potrà accadere dall’altra parte. Questo però non significa che non dare le armi all’Ucraina aiuti a far finire la guerra. A perdere non sarebbero solo gli ucraini, significherebbe non sostenere chi nel mondo sostiene i nostri valori. E attenzione al fatto che questa è una guerra che potrà ripetersi, perché ci sono grandi potenze nel mondo che hanno dichiaratamente l’obiettivo di mettere in crisi il sistema democratico. Quindi non è in gioco la sorte di Bucha o di Kiev, ma è in gioco il modo di vivere libero e democratico che noi abbiamo costruito e che dal &#8217;45 ha consentito all’Europa e al mondo di vivere in pace e in prosperità. Con tutte le difficoltà che conosciamo. Non è il mondo migliore ma è sicuramente meglio di quello che ci prospettano i cinesi e i russi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/06/02/raco-luigi-contu-per-informarsi-non-bisogna-cercare-quello-che-si-vuole-sentirsi-dire-informazione-serve-a-riflettere/">Luigi Contu: l&#8217;informazione serve a riflettere. Non bisogna cercare quello che si vuole sentirsi dire</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/06/02/raco-luigi-contu-per-informarsi-non-bisogna-cercare-quello-che-si-vuole-sentirsi-dire-informazione-serve-a-riflettere/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Enzo Amendola: delineare una forma sempre più ambiziosa di Unione Europea. L’Ucraina ha diritto alla resistenza in base alla Carta dell’ONU</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/05/28/raco-enzo-amendola-delineare-una-forma-sempre-piu-ambiziosa-di-unione-europea-ucraina-ha-diritto-alla-resistenza-in-base-alla-carta-onu/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/05/28/raco-enzo-amendola-delineare-una-forma-sempre-piu-ambiziosa-di-unione-europea-ucraina-ha-diritto-alla-resistenza-in-base-alla-carta-onu/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 May 2022 09:19:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo viso non mi è nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[Confederazione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Conferenza sul Futuro dell&#039;Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Conservatori]]></category>
		<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[David Sassoli]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Letta]]></category>
		<category><![CDATA[Enzo Amendola]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Gentiloni]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Green]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Macron]]></category>
		<category><![CDATA[Next Generation EU]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Patto di stabilità]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Progressisti]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Trattati europei]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[Zelensky]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4271</guid>

					<description><![CDATA[<p>Noi sappiamo che il prolungarsi della guerra produce atrocità e vittime civili, e la politica non è ciò che segue allo sforzo bellico ma è ciò che è negato dallo sforzo bellico, e quindi la priorità che volgiamo affermare è quella di riaprire, in qualunque forma e in qualunque luogo, termini anche che portino al dialogo tra le parti. Ovviamente la precondizione è il cessate il fuoco, ma dalla Russia non arrivano ancora risposte adeguate su questo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/05/28/raco-enzo-amendola-delineare-una-forma-sempre-piu-ambiziosa-di-unione-europea-ucraina-ha-diritto-alla-resistenza-in-base-alla-carta-onu/">Enzo Amendola: delineare una forma sempre più ambiziosa di Unione Europea. L’Ucraina ha diritto alla resistenza in base alla Carta dell’ONU</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Uno spiraglio a una guerra devastante nel cuore dell’Europa viene proprio da una proposta di pace avanzata dall’Italia. Quali sono, per quello che è possibile dire, i termini di questa proposta?</strong><br>Noi affermiamo un bisogno. Che la politica e il negoziato abbiano una forza superiore alle atrocità di ciò che si va compiendo, e quindi testardamente cerchiamo di indicare i possibili termini per la riapertura del negoziato. Stessa cosa fa l’Italia con i propri alleati, poiché è evidente che come Unione siamo uniti nella difesa del popolo e delle Istituzioni ucraine, per il diritto alla sovranità che la Carta dell’ONU le riconosce, dandole la facoltà di resistere all’invasore. Noi sappiamo che il prolungarsi della guerra produce atrocità e vittime civili, e la politica non è ciò che segue allo sforzo bellico ma è ciò che è negato dallo sforzo bellico, e quindi la priorità che volgiamo affermare è quella di riaprire, in qualunque forma e in qualunque luogo, termini anche che portino al dialogo tra le parti. Ovviamente la precondizione è il cessate il fuoco, ma dalla Russia non arrivano ancora risposte adeguate su questo.</p>



<p><strong>E’ giusto parlare di pace, come l’Italia e l’Europa fanno dal primo giorno di guerra, ma è corretto precisare che la resistenza dell’Ucraina è una resistenza per la democrazia e la libertà. In fondo gli ucraini stanno difendendo i nostri principi e valori fondamentali.</strong><br>L’Ucraina ha diritto alla resistenza in base alla Carta dell’ONU. È un Paese sovrano, libero, con&nbsp;Istituzioni proprie, che si può poi discutere quanto siano fragili. Ma è un diritto sancito che un Paese pacifico, che non ha offeso i suoi Paesi confinanti, che non ha dichiarato nessuno sforzo bellico, possa difendersi. Quello che ha portato la UE a sostenere Zelensky sta nel fatto che il popolo ucraino è legato a questo, alla salvaguardia del diritto internazionale. E poi perché il nostro vicino russo, con cui ci sono rapporti commerciali e culturali, scambi che nel corso degli ultimi decenni si sono rafforzati, ha violato le regole della convivenza pacifica. Il nostro sostegno alla resistenza ucraina è il sostegno a un diritto a scegliere il proprio futuro, la propria traiettoria. Questo non poteva vederci voltati dall’altra parte ad attendere gli esiti dell’invasione militare. Tra l’altro l’Ucraina ha con la Russia un rapporto che va al fondamento stesso del Stato russo, si tratta di secoli di commistione non solo di lingua ma di legami culturali, religiosi, di scambi commerciali: questa è una guerra fratricida che ha portato il popolo ucraino in armi a difendere i propri diritti, rompendo quindi anche dei legami storici. Per tutte queste ragioni l’UE ha la responsabilità politica di far cessare il conflitto, di difendere il diritto negoziale ucraino e soprattutto di difendere un popolo che è stato violentato dalle armi russe.</p>



<p><strong>La Francia sembra aver gelato le richieste dell’Ucraina di entrare rapidamente nell’Unione Europea, parlando di un processo che potrebbe durare 15 o 20 anni. La soluzione potrebbe essere la Confederazione Europea proposta dal segretario del Partito democratico, Enrico Letta?</strong><br>A norma dei Trattati il processo di integrazione di un candidato avviene con tempi purtroppo lunghi, e la burocrazia è dovuta a dei processi di riforma, di adeguamento della legislazione nazionale a quella europea. Ma noi sappiamo che siamo a un tornante della storia in cui non può prevalere soltanto la procedura ma deve valere anche il sentimento politico, innanzitutto verso i Balcani occidentali, che sono parte della comunità europea, poi dell’Ucraina e degli altri paesi che potrebbero rischiare la stessa sorte. Per queste ragioni Enrico Letta ha parlato di una Confederazione, cioè di uno spazio politico che faciliti l’allargamento dei membri dell’UE. Ma lo stesso Macron il 9 maggio ha parlato di una comunità politica europea, quindi di uno spazio similare a quello indicato da Letta. Bisognerà, da qui al 23 giugno, quando la Commissione europea proporrà una strada, ragionare non soltanto di procedure ma anche di visione di un’Europa del futuro, che sarà certamente più grande ma che dovrà essere anche più unita.</p>



<p><strong>L’Europa in due anni ha fatto passi da gigante: la condivisione del debito per affrontare la crisi derivante dal diffondersi del Covid e poi una forte unione per attivare pacchetti di sanzioni sempre più duri contro la Russia, resasi colpevole di aver aggredito uno stato libero e sovrano. Cosa manca a questo punto all’Europa per essere considerata una potenza mondiale?</strong><br>La storia europea negli ultimi anni ha visto l&#8217;esplosione con effetti drammatici della pandemia con effetti drammatici sulla coesione sociale, e poi la guerra, che è tornata nel nostro continente. Di qui le nostre responsabilità, che vanno oltre gli effetti economici sulla tenuta sociale che ci riguardano. La risposta è stata all’altezza dei bisogni. L’altezza per costruire politiche fiscali non soltanto solidali ma anche improntate ad investimenti per rafforzare e cambiare la nostra economia, la nostra industria, la nostra coesione sociale. Sono scelte che secondo me descrivono un’Europa che non può tornare a quella pre-Covid, con le regole di un mondo che non esiste più. Ora bisognerà, nella congiuntura drammatica del conflitto in Ucraina, reggere l’unità e allo stesso tempo descrivere i salti di integrazione che dobbiamo fare. Penso all’unione per l’energia, a politiche di governance economica improntate alla stabilità ma anche agli investimenti, a politiche di coesione sociale finanziate dai fondi europei ma anche ad investimenti nella transizione ecologica e nella tecnologia digitale, che ha bisogno anche di un pilastro sociale per accompagnare il mondo del lavoro e delle imprese in questo momento. Quindi l’unità serve per affrontare le crisi ma anche per delineare le novità che sono necessarie per il nostro continente nello scrivere questa storia nuova.</p>



<p><strong>Il 9 maggio, in occasione della festa europea, la Conferenza sul futuro dell’Europa ha concluso i suoi lavori frutto di una non di discussioni e collaborazioni tra cittadini e politici. Cosa pensa del rapporto finale che è stato presentato alle Istituzioni europee?</strong><br>La Conferenza per il futuro dell’Europa, che è stata inaugurata una anno fa dal compianto presidente David Sassoli, è un esperimento di democrazia partecipativa realizzato anche grazie ad una piattaforma digitale che ha disintermediato tutte le procedure burocratiche di discussione: ognuno poteva iscriversi nella propria lingua e proporre idee e soluzioni. Credo che si tratti di un meccanismo che rafforza la democrazia rappresentativa, e soprattutto risponde a quella ricorrente e stereotipata critica secondo cui i cittadini sono lontani dall’Europa. Aver costruito questo percorso tra istituzioni europee, istituzioni nazionali, parlamenti, governi, rappresentati selezionati dei cittadini, ha prodotto delle indicazioni, ha prodotto i caratteri di una visione di cambiamento dell’Europa. Sarebbe stato paradossale che questi lavori si concludessero con report che dicevano che l’Europa è bella così com’è. Dobbiamo prendere sul serio queste indicazioni. Alcune possono essere assunte a trattati esistenti. Altre credo che bisognerebbe avere il coraggio di innestarle anche con dei cambiamenti dei trattati. Molte di queste materie, cito l’unione per l’energia e i mercati regolatori, cito il green e la trasformazione digitale che abbiamo già realizzato in alcuni negoziati, ma anche la configurazione delle norme che guardano l’Unione che deve affrontare una competizione globale, credo che meritino degli approfondimenti. Solo per citare la governance economica, alcuni dati del patto di stabilità e crescita sono basati su dati macroeconomici degli anni Ottanta. È passato un po’ di tempo e alcune regole, che spesso non vengono applicate, meriterebbero di essere cambiate. Noi come Italia siamo aperti ai cambiamenti. Per rafforzare l’Unione, non per aprire un inutile dibattito, per darle più strumenti. La sanità, per esempio. Prima del Covid non c’era l’unione europea della sanità, c’era solo un coordinamento. La spinta dei cittadini è sempre utile perché indirizzata al cambiamento, ai bisogni e agli interessi materiali di ogni giorno.</p>



<p><strong>La vittoria di Macron in Francia ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tutti gli europeisti. Dal voto francese arriva però anche una forte domanda di protezione sociale, dove affondano le radici del populismo. L’Italia, che andrà al voto tra pochi mesi, cosa può e deve apprendere dal risultato delle presidenziali francesi?</strong><br>Gli effetti economici dello shock pandemico e del conflitto pesano anzitutto sulle fasce deboli, pesano sulle industrie che vedono materie prime e costi dell’energia a rischio, come a rischio è la ripresa che appariva l’anno passato molto potente. L’Europa non è assente, lo dico anche per noi italiani. Abbiamo per la prima volta fondi sufficienti, tra il Next Generation e i fondi ordinari del bilancio europeo. Abbiamo la possibilità di un regime di investimenti di quaranta miliardi solo per quest’anno. Ciò implica la possibilità di allargare le opportunità del nostro Paese di non limitarsi a lenire le ferite delle crisi ma di investire su quelli che saranno i settori della nuova competizione. Questo sarà fondamentale. Io credo che questo sia il migliore antidoto a chi dice che l’Europa è lontana e ci danneggia. Sinceramente, quando un Paese come il nostro riceve più di trecento miliardi per i prossimi sei anni, io avrei un po’ di pudore a sostenere cose come queste. Quello che sta a noi è delineare una forma sempre più ambiziosa di Unione europea perché nel mondo contemporaneo, con crisi che superano qualunque confine, l’unità dei ventisette è necessaria, perché nessuno può pensare che chiudere i confini, con un nazionalismo fuori tempo, sia in grado di risolvere le crisi. Credo quindi che questo sia l’atteggiamento: avere una sovranità condivisa in un processo di integrazione che deve guardare non solo ai rapporti tra i ventisette, ma ai rapporti tra l’Europa come continente e attore globale, e il mondo, che è sempre più competitivo, pieno di nuove opportunità ma anche di enormi rischi.</p>



<p><strong>La Commissione Europea ha deciso che saranno sospesi per un altro anno gli obblighi del Patto di Stabilità. Che segnale è?</strong><br>Si tratta di una scelta improntata al realismo, perché vediamo il rallentamento dell’economia per l’effetto dell’invasione russa, e allora è bene essere saggiamente orientati verso una coesione sociale, orientati a tenere il mercato europeo, ma soprattutto le economie nazionali, allineate a una forte prudenza ma anche a una forte cooperazione. La scelta del commissario Gentiloni è stata molto saggia.</p>



<p><strong>Stiamo per andare a votare, sottosegretario. Che forma dovrebbe avere un partito moderno? Ha ancora senso parlare di centrodestra e centrosinistra?&nbsp;</strong><br>I fondamenti di una visione contrapposta tra noi progressisti e i conservatori sono radicati non solo negli slogan, ma in come proponiamo soluzioni per i nostri società, nel come aggrediamo le grandi rivoluzioni come quella ecologica e quella digitale. La nostra parte, quella progressista, si fida dei cambiamenti e in essi vuole costruire sempre più protezione sociale ed equità, anche nuove forme di welfare appropriate per il mondo che cambia. La mia parte viene da un passato composito, di grandi e differenti culture, ma ha anche un futuro con fondamenti anche nel lavoro che si fa a livello europeo. Sarà un dibattito spero non tra chi crede nell’Europa e chi no. Mi augurerei un dibattito un po’ più maturo nel nostro Paese. L’Europa, quando abbiamo fatto scelte fondamentali per l’interesse nazionale, ha rafforzato la cosiddetta sovranità, non l’ha indebolita, quindi mi auguro che questo dibattito sia superato. Meglio essere leader in un Europa di un continente che lavora per la propria sovranità, per la propria autonomia strategica a livello globale, che declamare una sovranità a casa nostra che poi invece non produce nessun miglioramento per gli interessi nazionali. Io spero che questo dibattito venga rimosso, ma a volte ho dei dubbi. Ciò che sarà fondamentale, invece, come è stato in Germania e in Francia, sarà il dibattito sui livelli di crescita e protezione sociale. Non c’è una forte crescita se non ci sono meccanismi di protezione sociali adeguati ai cambiamenti, soprattutto per i segmenti più deboli della nostra società, che devono essere inclusi in un grande cambiamento che sta avvenendo non soltanto a livello nazionale, ma a livello internazionale. Questo credo sia il vero terreno su cui le due differenti opzioni si misureranno, a condizione di partire da una base di realtà, perché ciò in cui il populismo non ha aiutato in questi ultimi anni, in alcune forme politiche non solo in Italia ma in Europa, è a dire la verità, a vedere la realtà, a indicare i cambiamenti globali, a suggerire le motivazioni per cui su taluni aspetti anche della nostra coesione sociale ci sono stati gravi contraccolpi. Dobbiamo aver fiducia, nel progresso tecnologico e nell’umanismo che deve alimentare, con la sua cultura, i grandi cambiamenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/05/28/raco-enzo-amendola-delineare-una-forma-sempre-piu-ambiziosa-di-unione-europea-ucraina-ha-diritto-alla-resistenza-in-base-alla-carta-onu/">Enzo Amendola: delineare una forma sempre più ambiziosa di Unione Europea. L’Ucraina ha diritto alla resistenza in base alla Carta dell’ONU</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/05/28/raco-enzo-amendola-delineare-una-forma-sempre-piu-ambiziosa-di-unione-europea-ucraina-ha-diritto-alla-resistenza-in-base-alla-carta-onu/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Resistenza con l’Ucraina per la Giustizia, la Libertà e la Democrazia</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/04/25/resistenza-con-lucraina-per-la-giustizia-la-liberta-e-la-democrazia/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/04/25/resistenza-con-lucraina-per-la-giustizia-la-liberta-e-la-democrazia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Apr 2022 18:21:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Whatever it takes]]></category>
		<category><![CDATA[25 aprile]]></category>
		<category><![CDATA[Bella Ciao]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Nato]]></category>
		<category><![CDATA[nazifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[Partigiani]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Zelensky]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4244</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oggi festeggiamo il 25 aprile. Dalla Resistenza e dalla Liberazione è nata l’Italia, democratica e libera dalla dittatura del nazifascismo. E noi oggi celebriamo la Liberazione e la Resistenza, che mantengono eternamente intatti i propri valori e i propri ideali. Gli stessi che sta difendendo il popolo ucraino, 77 anni dopo quello italiano. L’Ucraina è stata aggredita e invasa dalla Russia. L’Ucraina, insieme alla sua indipendenza, sta combattendo per difendere&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/04/25/resistenza-con-lucraina-per-la-giustizia-la-liberta-e-la-democrazia/">Resistenza con l’Ucraina per la Giustizia, la Libertà e la Democrazia</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Oggi festeggiamo il 25 aprile. Dalla Resistenza e dalla Liberazione è nata l’Italia, democratica e libera dalla dittatura del nazifascismo. E noi oggi celebriamo la Liberazione e la Resistenza, che mantengono eternamente intatti i propri valori e i propri ideali. Gli stessi che sta difendendo il popolo ucraino, 77 anni dopo quello italiano.</p>



<p>L’Ucraina è stata aggredita e invasa dalla Russia. L’Ucraina, insieme alla sua indipendenza, sta combattendo per difendere con noi e per noi la Libertà e la Democrazia. Non possiamo, non vogliamo, non dobbiamo lasciarli senza lo stesso sostegno che il mondo libero e democratico, anche con la forza delle armi, garantì all’Italia per combattere l’invasore nazifascista. Ce lo impone la nostra storia. Oggi più che mai.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/04/25/resistenza-con-lucraina-per-la-giustizia-la-liberta-e-la-democrazia/">Resistenza con l’Ucraina per la Giustizia, la Libertà e la Democrazia</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/04/25/resistenza-con-lucraina-per-la-giustizia-la-liberta-e-la-democrazia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In Francia lo “spirito repubblicano” dovrebbe confermare  Macron</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/04/13/susta-in-francia-lo-spirito-repubblicano-dovrebbe-confermare-macron/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/04/13/susta-in-francia-lo-spirito-repubblicano-dovrebbe-confermare-macron/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Susta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Apr 2022 12:18:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eppur si muove]]></category>
		<category><![CDATA[Ambientalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Autoritarismo]]></category>
		<category><![CDATA[Bernie Sanders]]></category>
		<category><![CDATA[Biden]]></category>
		<category><![CDATA[Chirac]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Decrescita felice]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Destra]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti civili]]></category>
		<category><![CDATA[Disagio]]></category>
		<category><![CDATA[Eliseo]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Identità nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Jospin]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Le Pen]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Macron]]></category>
		<category><![CDATA[Mélenchon]]></category>
		<category><![CDATA[Occidente]]></category>
		<category><![CDATA[Pacifismo]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Povertà]]></category>
		<category><![CDATA[Presidenziali]]></category>
		<category><![CDATA[Radicali]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Sovranismo]]></category>
		<category><![CDATA[Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4214</guid>

					<description><![CDATA[<p>Chi vincerà le presidenziali in Francia? Di di sicuro il quadro non è così chiaro come 5 anni fa. Sulla carta lo “spirito repubblicano”, sostenuto, oltre che da chi al primo turno ha già votato Macron, anche da ciò che resta dei Republicains, dei centristi, dei Verdi e di una sinistra che mai sosterrebbe la destra estrema, dovrebbe confermare l&#8217;attuale inquilino dell&#8217;Eliseo, ma questa è un&#8217;elezione completamente diversa da quella&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/04/13/susta-in-francia-lo-spirito-repubblicano-dovrebbe-confermare-macron/">In Francia lo “spirito repubblicano” dovrebbe confermare  Macron</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Chi vincerà le presidenziali in Francia? Di di sicuro il quadro non è così chiaro come 5 anni fa. Sulla carta lo “spirito repubblicano”, sostenuto, oltre che da chi al primo turno ha già votato Macron, anche da ciò che resta dei Republicains, dei centristi, dei Verdi e di una sinistra che mai sosterrebbe la destra estrema, dovrebbe confermare l&#8217;attuale inquilino dell&#8217;Eliseo, ma questa è un&#8217;elezione completamente diversa da quella di 5 anni fa.</p>



<p>E&#8217; dal 2002, da quando cioè Le Pen padre giunse al ballottaggio contro Chirac, che in Francia assistiamo a fenomeni che abbiamo poi visto in Europa, nel mondo occidentale e in Italia, anche se da noi, qualche volta, tutto si presenta più come farsa che come tragedia.</p>



<p>La crisi finanziaria che per anni ha scosso le fondamenta economiche e sociali dell&#8217;Occidente, la pandemia, l&#8217;ondata migratoria dei popoli in fuga dalla guerra e dalla povertà, hanno scosso non poco le basi delle democrazie liberali occidentali favorendo la crescita, a destra come a sinistra, di posizioni sempre più radicali che stanno presentando il conto ai sistemi politici usciti dalla seconda guerra mondiale.</p>



<p>In Francia le aree più tradizionali, più esposte alla concorrenza internazionale, i ceti sociali che meno sono stati in grado di adeguarsi alle sfide della globalizzazione si riversano a destra, chiudendosi nel recinto concettuale del “Prima la Francia”, che viene dopo al “prima l&#8217;America” di Trump e che ritroviamo sui muri d&#8217;Italia nei manifesti col faccione di Salvini e con scritto “Prima l&#8217;Italia”.</p>



<p>Per contro vediamo che Mélenchon, l&#8217;ex socialista massimalista già ministro di Jospin nel Governo di “coabitazione” con Chirac Presidente, ottiene il voto di moltissimi giovani, esattamente come Bernie Sanders, il vecchio leone socialista americano, alle primarie che hanno poi consacrato candidato Biden, col che emerge un disagio giovanile profondo in Occidente, fatto di speranze deluse, di incerte e mancate prospettive di vita e di lavoro.</p>



<p>Da un lato sventolano nuovamente le bandiere del pacifismo a senso unico, dei diritti civili, dell&#8217;ambientalismo assoluto, del mito della decrescita felice e del ritorno alla natura; dall&#8217;altro quelle dell&#8217;identità nazionale, del sovranismo, dell&#8217;autoritarismo.</p>



<p>C&#8217;è però un dato che accomuna queste posizioni apparentemente così distanti tra loro &#8211; e che emerge chiaramente nel dibattito in corso sulla guerra in Ucraina &#8211;&nbsp; ed è lo spirito antioccidentale e antiUE e da una visione economica dirigista, fondata su una concezione della spesa pubblica che, con linguaggio d&#8217;altri tempi, potremmo definire una “variabile indipendente”.</p>



<p>In un simile quadro, che capovolge i paradigmi delle democrazie liberali, in cui l&#8217;estrema sinistra sfiora il 30% e l&#8217;estrema destra lo supera, se anche Macron – come auspico – dovesse vincere dovrà affrontare una crisi sociale che, se non governata, rischia di aprire un solco ancora maggiore tra la maggioranza di governo e pezzi importanti della società francese.</p>



<p>La verità è che le conseguenze della crisi finanziaria, della pandemia e della guerra in Ucraina ci consegnano un mondo profondamente cambiato in cui la politica, anche quella con la “P” maiuscola, fa fatica a spiegare a 50 milioni di cittadini dell&#8217;UE poveri ed impoveriti da questi anni difficili le ricette per uscire dalle difficoltà.</p>



<p>E ciò vale, soprattutto, per le forze democratiche, che credono nel metodo liberale, che non hanno dimenticato che c&#8217;è una superiore esigenza di giustizia sociale ma che per distribuire la ricchezza occorre innanzi tutto produrla e che solo un&#8217;Europa federale può consentire a noi tutti di rimanere l&#8217;area del mondo col benessere più diffuso.</p>



<p>La destra nazionalista, la sinistra massimalista o quella populista questo non lo vogliono capire; d&#8217;altra parte se lo capissero perderebbero la loro stessa ragione di essere.</p>



<p>Ciò non toglie che questo sia il problema che hanno davanti a sé i governanti dell&#8217;Europa in questa fase storica: quello di proteggere i ceti popolari più colpiti dalla crisi e, nello stesso tempo, rilanciare un protagonismo economico e politico che dia una prospettiva alle nuove generazioni e che solo una condivisione della politica economica a livello europeo può rappresentare.</p>



<p>Un voto per la Le Pen – che non a caso ha abbassato i toni in campagna elettorale per accreditarsi come affidabile – se non produrrà nell&#8217;immediato conseguenze irrimediabili al quadro di unità europea (e non le produrrà!), certamente costituirà un impedimento al rafforzamento del processo di integrazione dell&#8217;UE che, corrodendone le basi fondative, aprirà scenari dissolutori dello spirito solidaristico che ha caratterizzato nel vecchio continente questi quasi 80 anni di storia.</p>



<p>C&#8217;è da augurarsi, quindi, che l&#8217;appello del vecchio socialista massimalista Mélenchon a non votare la destra venga raccolto dalla “France insoumise” e che Macron venga messo in condizione di portare a compimento le riforme che ridanno fiato all&#8217;economia francese e di poter così porre in essere un progetto di redistribuzione della ricchezza, senza il quale diventerà inevitabile l&#8217;ulteriore rafforzamento degli opposti radicalismi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/04/13/susta-in-francia-lo-spirito-repubblicano-dovrebbe-confermare-macron/">In Francia lo “spirito repubblicano” dovrebbe confermare  Macron</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/04/13/susta-in-francia-lo-spirito-repubblicano-dovrebbe-confermare-macron/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
