<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Docenti Archivi - ilcaffeonline</title>
	<atom:link href="https://ilcaffeonline.it/tag/docenti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/docenti/</link>
	<description>Il coraggio di conoscere</description>
	<lastBuildDate>Tue, 13 Apr 2021 10:22:02 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.4.2</generator>

<image>
	<url>https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/cropped-avatar-ilcaffeonline-32x32.png</url>
	<title>Docenti Archivi - ilcaffeonline</title>
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/docenti/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>La cacciatrice di pregiudizi. Studiare non rende più intelligenti</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/04/13/falciola-la-cacciatrice-di-pregiudizi-studiare-non-rende-piu-intelligenti/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/04/13/falciola-la-cacciatrice-di-pregiudizi-studiare-non-rende-piu-intelligenti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuliana Falciola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Apr 2021 10:21:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#ilsorpasso]]></category>
		<category><![CDATA[Critica]]></category>
		<category><![CDATA[Docenti]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza]]></category>
		<category><![CDATA[Logica]]></category>
		<category><![CDATA[Pregiudizi]]></category>
		<category><![CDATA[Problem solving]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Studiare]]></category>
		<category><![CDATA[Studio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2860</guid>

					<description><![CDATA[<p>I pregiudizi somigliano ai miti, perché mescolano elementi veri &#8211; o verosimili &#8211; a fantasie. Quello che li differenzia, a mio parere, è che il pregiudizio si forma prima della nostra esperienza reale, mentre il mito ricrea, o meglio rinarra, gli eventi a posteriori. Il pericolo è quando, per pigrizia, per ignoranza, per abitudine, ma più spesso, per educazione ricevuta, sostituiamo con pregiudizi e miti la realtà oggettiva ed esperienziale&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/04/13/falciola-la-cacciatrice-di-pregiudizi-studiare-non-rende-piu-intelligenti/">La cacciatrice di pregiudizi. Studiare non rende più intelligenti</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I pregiudizi somigliano ai miti, perché mescolano elementi veri &#8211; o verosimili &#8211; a fantasie. Quello che li differenzia, a mio parere, è che il pregiudizio si forma prima della nostra esperienza reale, mentre il mito ricrea, o meglio rinarra, gli eventi a posteriori. Il pericolo è quando, per pigrizia, per ignoranza, per abitudine, ma più spesso, per educazione ricevuta, sostituiamo con pregiudizi e miti la realtà oggettiva ed esperienziale dei fatti, costringendo persino il nostro sguardo a censurare le prove che smontano questo tipo di mis-conoscenza.</p>



<p>Pregiudizio odierno: studiare non rende più intelligenti.</p>



<p>L’assunto che se incontri un laureato imbecille, allora significa che laurearsi non serva ad avere più strumenti al servizio della tua intelligenza, dimostra che non… sei intelligente.</p>



<p>Chiuderei qui l’articolo, di cui proprio non avrei pensato ci fosse la necessità, eppure. Eppure siamo passati dal lodevole apprezzamento di ogni autodidatta, che si è formato seriamente, anche non potendo accedere all’istruzione istituzionale, all’eccesso opposto, per cui, chi studia anni nei luoghi consoni, si colma di ben poco utile aria fritta.</p>



<p>Ovviamente decine di studi confermano che la formazione aumenta la nostra capacità di utilizzare le rotelle che ci girano nella testa, così come è impossibile compiere bene qualsiasi cosa, di cui non si conoscono regole, storia, errori, eccetera (dalla cucina al calcio, eh, non parlo solo certo di astrofisica) e allora perché, sempre più persone aderiscono all’elogio dell’ignoranza? Perché l’ultimo della classe è visto con simpatia, mentre il primo è dispregiativamente denominato secchione? Forse per la stessa ragione per cui la volpe finì col disprezzare l’uva.</p>



<p>Quando qualche ex discolo si vanta di aver smentito un suo ex docente che prevedeva per lui gravi disfatte e anzi di aver raggiunto grandi risultati con l’impegno e la dedizione, è proprio sicuro di… averlo smentito?</p>



<p>L’intelligenza è tante cose, di cui due mi interessano particolarmente: una è il problem solving, che in pratica ha permesso l’evoluzione umana e non ci ha fatto fare la fine della capra pyrenaica – la cui ultima esemplare si schiantò sotto un albero &#8211; per cui tramandarsi informazioni e utilizzare il sistema scientifico, ha segnato la strada che ci ha permesso di avanzare fin qui dalle palafitte e dalle clave.</p>



<p>L’altra, molto più stimolante, e forse meno irritantemente ovvia, è l’intelligenza creativa, l’esplosione comunicativa di Monet o di Bach o di Spielberg. Chi può pensare che, senza conoscere il loro strumento, senza aver studiato (e goduto) di migliaia di opere del loro ambito, senza volersi aggiornare continuamente, le loro menti avrebbero prodotto tutto quanto? Possono i delfini o le formiche, che hanno capacità adattive e comunicative notevoli, creare? No, perché non bastano gli strumenti ma ne va STUDIATO l’uso, il valore, la storia, ne va SPERIMENTATA la potenzialità…</p>



<p>Tornerò anche sugli esempi basici di prima: un cuoco inventa nuove ricette, se prima ha praticato per anni quelle tradizionali e un calciatore diventa stratega se osserva per ore le vecchie partite e si forma sulle regole e sulle novità fisioterapiche, alimentari, attrezzistiche, psicodinamiche, eccetera.</p>



<p>Infine, io mi ritengo più intelligente dopo un master e una specializzazione? Sì. E, si badi bene, non tanto più intelligente di altri, ma di me stessa. La mia capacità critica, la mia velocità logica, la mia competenza di problem solving, sono potenziate.</p>



<p>La scuola non è più, da decenni, almeno nei nostri fortunati lidi d’Occidente, un appannaggio per pochi, quindi annoverare i titoli non è neanche lontanamente una forma di snobismo, ma di invito a fare delle studio la più stimolante e proficua delle challenge.</p>



<p>L’intelligenza potenziale è una fortuna, ma darle strumenti, è solamente una scelta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/04/13/falciola-la-cacciatrice-di-pregiudizi-studiare-non-rende-piu-intelligenti/">La cacciatrice di pregiudizi. Studiare non rende più intelligenti</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/04/13/falciola-la-cacciatrice-di-pregiudizi-studiare-non-rende-piu-intelligenti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Non è mai troppo tardi per tornare a scuola e lavorare per un mondo migliore</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/09/17/cuzzocrea-non-e-mai-troppo-tardi-per-tornare-a-scuola/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2020/09/17/cuzzocrea-non-e-mai-troppo-tardi-per-tornare-a-scuola/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Cuzzocrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2020 11:20:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#iltempodiuncaffe]]></category>
		<category><![CDATA[Alunni]]></category>
		<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[Docenti]]></category>
		<category><![CDATA[Edilizia scolastica]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[Figli]]></category>
		<category><![CDATA[Liceo]]></category>
		<category><![CDATA[Maestri]]></category>
		<category><![CDATA[Mense]]></category>
		<category><![CDATA[Palestre]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=1828</guid>

					<description><![CDATA[<p>14 settembre, cena: “Tu quando cominci?”, “Tu in che plesso sarai?” “Tu quante ore farai?”. Ricomincia la scuola, meglio, inizia la scuola post coronavirus dopo sei mesi di alterne fortune della didattica italiana, a distanza, casalinga, a tratti sgangherata e a volte efficace. Tre figli, distribuiti equamente tra elementari, medie e liceo, sono stati un buon campo di studio e sperimentazione. Mettiamoci anche il sud e due genitori che lavorano&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/09/17/cuzzocrea-non-e-mai-troppo-tardi-per-tornare-a-scuola/">Non è mai troppo tardi per tornare a scuola e lavorare per un mondo migliore</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>14 settembre, cena: “Tu quando cominci?”, “Tu in che plesso sarai?” “Tu quante ore farai?”. Ricomincia la scuola, meglio, inizia la scuola post coronavirus dopo sei mesi di alterne fortune della didattica italiana, a distanza, casalinga, a tratti sgangherata e a volte efficace. Tre figli, distribuiti equamente tra elementari, medie e liceo, sono stati un buon campo di studio e sperimentazione. Mettiamoci anche il sud e due genitori che lavorano e il quadro dei sei mesi trascorsi inizia a delinearsi.</p>



<p>Guardare la scuola dei figli con occhio benevolo mi è sempre stato facile, perché comunque è migliore di quella che ho vissuto io, almeno dal punto di vista dell’edilizia scolastica. Ho affrontato le scuole medie in un condominio, palazzo di proprietà privata, niente cortile, stanze mal adattate; intervallato da uffici di patronato e studi legali, barriere architettoniche che oggi farebbero gridare allo scandalo e un livello di sicurezza e comfort prossimo allo zero assoluto. Poi al liceo le cose non sono state molto diverse. Sempre un condominio, palazzo di cinque piani, scuola al primo, secondo e quarto, famiglie al terzo e al quinto. Le due scuole in comune avevano la totale assenza di spazi, di mense, di palestre. Educazione fisica era pura invenzione.</p>



<p>Allo stesso modo non potrò che essere benevolo se la didattica quest’anno non funzionerà a dovere in classe e nel caso in cui una delle classi dei figli dovesse finire in quarantena. La domanda che mi assilla è: “quanto durerà?”. Perché la sensazione è che &#8211; a turni, a zone, a regioni, a gruppi &#8211; in quarantena ci torneremo e la scuola sarà la prima a farlo, come successo a marzo dello scorso anno.</p>



<p>Sarebbe stato bello se questi ultimi mesi, in cui si è discusso quasi esclusivamente di banchi a rotelle o senza rotelle, di aule alternative, doppi turni ed edifici fatiscenti, fossero stati dedicati a capire cosa hanno davvero appreso i nostri ragazzi. La stessa cosa per i docenti, soprattutto per quelli che hanno ritenuto di non fare lezione per mesi per poi avere anche il coraggio di dare un voto e un giudizio. Meglio sarebbe stato: “fa quel che può, quel che non può non fa”. Ci vorrebbero però maestri veri per capire che la vita si affronta per quella che è ma anche con la responsabilità dei diversi ruoli.</p>



<p>Se ai ragazzi è mancato il contatto, lo sguardo, l’interazione, il detto e il non detto, la paura dell’interrogazione e l’ansia; se è mancato crescere fianco a fianco con i coetanei e imparare regole nuove; se è mancata la merenda e il batticuore, allora questi giorni saranno belli ed emozionanti. E sarà perdonato alla scuola italiana di essere probabilmente ancora impreparata ad affrontare il coronavirus, perché tutto il mondo è ancora impreparato e la convivenza non sarà breve. Di una cosa c’è certezza, per grandi e piccini, non è mai troppo tardi, per tornare a scuola e lavorare per un mondo migliore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/09/17/cuzzocrea-non-e-mai-troppo-tardi-per-tornare-a-scuola/">Non è mai troppo tardi per tornare a scuola e lavorare per un mondo migliore</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2020/09/17/cuzzocrea-non-e-mai-troppo-tardi-per-tornare-a-scuola/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Per&#8230;plessi</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/09/07/falciola-scuola-per-plessi/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2020/09/07/falciola-scuola-per-plessi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuliana Falciola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2020 12:24:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eppur si muove]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere da una quarantena]]></category>
		<category><![CDATA[Banchi]]></category>
		<category><![CDATA[DAD]]></category>
		<category><![CDATA[distanziamento]]></category>
		<category><![CDATA[Docenti]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori]]></category>
		<category><![CDATA[Infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[Insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[Maestri]]></category>
		<category><![CDATA[professori]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=1776</guid>

					<description><![CDATA[<p>La scuola è morta, viva la scuola! I docenti di ruolo hanno ricominciato a riunirsi anche in presenza nei vari plessi scolastici, ma soprattutto hanno spostato, in questi giorni, centinaia di banchi. L’idea originale di distanziamento, molto più severa di quella attuale, prevedeva un piccolo numero di studenti per classe, con turnazioni e riduzioni significative di orario. Anche se questo è parzialmente mantenuto alle scuole superiori, per tutti gli altri&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/09/07/falciola-scuola-per-plessi/">Per&#8230;plessi</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La scuola è morta, viva la scuola! I docenti di ruolo hanno ricominciato a riunirsi anche in presenza nei vari plessi scolastici, ma soprattutto hanno spostato, in questi giorni, centinaia di banchi. L’idea originale di distanziamento, molto più severa di quella attuale, prevedeva un piccolo numero di studenti per classe, con turnazioni e riduzioni significative di orario. Anche se questo è parzialmente mantenuto alle scuole superiori, per tutti gli altri ragazzi, dall’infanzia al primo grado (le medie, per intenderci) alla fine si è arrivati a ricollocare fino a 25 studenti per aula, che, sommati a uno o due docenti – se c’è un alunno diversamente abile nel gruppo &#8211; indica un vero e proprio assembramento, di 27 persone in una stanza. Ci dicono allora che potremo aprire le finestre: a quel punto, alzo gli occhi e ricordo che, quando hai a che fare con adolescenti, ormoni e sneakers, le finestre non le chiudi mai comunque, nemmeno con la tormenta di neve, già da ben prima del covid e delle mascherine.</p>



<p>A proposito di mascherine.. i ragazzi dovranno usarle negli spostamenti, ma non quando sono seduti ai banchi. Come si sa, uno starnuto ha un raggio di circa 5 metri, quindi il fatto che i ragazzi siano seduti, ovviamente non li esimerebbe dal tenere le mascherine, ma in questo paese con tante mamme miopi, si pensa prima a non contrariare il pupo che “non sopporta la mascherina per tanto tempo”, che a tutelarne la salute. (Se il suddetto pupo, fra qualche anno, studierà da infermiere o farà il saldatore, terrà sul volto la mascherina per ben più di circa 4 ore filate al giorno &#8211; 5 moduli da 50 minuti &#8211; ma si dovrebbe essere certi che ci arrivi in salute a quell’età.)</p>



<p>Dicevamo.. docenti “di ruolo”. Sì perché ad oggi, nonostante le rocambolesche promesse politiche, non esiste ancora una linea guida aggiornata, per chiamare al lavoro lo sterminato numero di insegnanti mai assunti (il 40 % del totale), che, per l’ansia, ha smesso di dormire a giugno, quando è stato sistematicamente licenziato, con buona pace di affitto, spesa e bollette, e verrà sistematicamente richiamato come precario, nelle prossime settimane. Costoro, ovviamente, attualmente non possono neanche accedere allo screening dei test sierologici.</p>



<p>A questo proposito, più del virus, ai docenti, negli ultimi mesi ha fatto male l’attacco mediatico. Intendiamoci, siamo abituati che, sotto elezioni, a tutti gli schieramenti fa comodo trovare qualcuno da far odiare e quindi gettare fango sulla nostra categoria, perché ciò crea simpatie in molti elettori con ehm.. qualche pregiudizio (i docenti cattivoni che lavorano 7 mesi all’anno e, magari, neanche quelli, con il covid!).</p>



<p>Curiosamente, la maggioranza dei genitori ha provato in quarantena, sulla propria pelle, l’enorme difficoltà di aiutare un ragazzino a rimanere concentrato e a comprendere ed applicare dei concetti, ma, lungi dall’apprezzare, per logica conseguenza, la professionalità degli insegnanti, in alcuni casi, li ha irrazionalmente odiati, perché la chiusura delle scuole ha generato questa fatica. Queste persone, hanno creduto ad ogni sciocchezza pubblicata sui docenti, non ultimo il rifiuto generalizzato dei test sierologici.</p>



<p>In realtà, per lo più, i docenti che hanno potuto, si sono sottoposti al test, solo che il suddetto 40% di precari… non ne ha avuto possibilità. E, concludo, tutti noi prof siamo felicissimi di rivedere i ragazzi fisicamente all’interno dei plessi e delle aule, solo che avremmo preferito farlo in maggiore sicurezza, proprio perché sì, noi, anche più dei genitori, paventiamo un ritorno alla d.a.d., che è un modo di far lezione, ma non di fare SCUOLA.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/09/07/falciola-scuola-per-plessi/">Per&#8230;plessi</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2020/09/07/falciola-scuola-per-plessi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Linee guida per il rientro a scuola: rispondere per le rime</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/07/10/falciola-rispondere-per-le-rime/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2020/07/10/falciola-rispondere-per-le-rime/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuliana Falciola]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2020 08:27:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eppur si muove]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[distanziamento]]></category>
		<category><![CDATA[Docenti]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[Febbre]]></category>
		<category><![CDATA[Linee guida]]></category>
		<category><![CDATA[Quarantena]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Studenti]]></category>
		<category><![CDATA[Tosse]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=1460</guid>

					<description><![CDATA[<p>Pochi giorni fa sono finalmente state pubblicate le linee guida ministeriali per il rientro degli studenti a settembre. Per riuscire a lavorare nella scuola, si attinge ad ogni riserva di positività, quindi partirò da due parole che leggo molto volentieri, nelle 54 facciate del pamphlet: presenza e valorizzazione. A quasi 45 anni, cioè a metà strada fra i docenti più giovani, buttati con poca esperienza nell’anno scolastico più difficile dai&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/07/10/falciola-rispondere-per-le-rime/">Linee guida per il rientro a scuola: rispondere per le rime</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Pochi giorni fa sono finalmente state pubblicate le linee guida ministeriali per il rientro degli studenti a settembre. Per riuscire a lavorare nella scuola, si attinge ad ogni riserva di positività, quindi partirò da due parole che leggo molto volentieri, nelle 54 facciate del pamphlet: presenza e valorizzazione.</p>



<p>A quasi 45 anni, cioè a metà strada fra i docenti più giovani, buttati con poca esperienza nell’anno scolastico più difficile dai tempi delle guerre, e quelli vicini alla pensione, alla disperata scoperta della tecnologia, ritengo di aver saputo erogare una discreta dad, ma sono certa che la presenza fisica a scuola, sia una condizione irrinunciabile, perché essa è fatta di persone – non account! &#8211; banchi, palloni e gessetti. Valorizzazione è, o dovrebbe essere, la parola più preziosa per un educatore: perché ogni ragazzo è diverso, con tutte le sue imperfezioni, ma, soprattutto con tutti i suoi talenti da far fiorire. E, questo, in generale, deve allargarsi alle classi, ai plessi, agli istituti, pieni delle persone di cui sopra. Ma queste linee guida contengono anche molti concetti discutibili, che, lungi dal chiarire, mi pare portino altre incertezze.</p>



<p>Ad esempio: avete mail provato ad attuare anche un piccolo intervento a casa vostra, che so, rifare un bagno, con tutta la burocrazia e i costi e i tempi, mai veramente preventivabili? Bene nella pubblicazione, così tanto tardiva, si accenna ai possibili lavori da fare negli edifici scolastici. Certo fra luglio e agosto, nel mondo reale, sarà molto probabile che si appaltino le progettazioni, si ottengano i permessi, si bandino le ditte, si strutturino impalcature o impiantistica per decine di metri di cubatura.. come no. Ma chi vogliamo prendere in giro?</p>



<p>Questa parte delle linee guida è uno specchietto per le allodole, onde poter affermare che si è fatto di tutto per ammodernare e mettere in sicurezza le scuole, ma ciò è poi risultato inattuabile per ragioni indipendente dalla volontà istituzionale. Mettere &#8211; letteralmente – in cantiere queste opere negli scorsi mesi di chiusura delle scuole? Nooooo troppo logico. Farò un esempio che ho trovato esilarante. Prendetevi il tempo di andare a cercare, fra quelle pagine, le voci “persiane” e “infissi”, per rifare tre semplici finestre. Se in una, volete sostituire una parte della persiane, dovrete riferirvi alla “manutenzione interna”, se però, nella finestra a fianco, dovete cambiare tutta la persiana, seguirete l’iter per “manutenzione ordinaria”; nella terza è rotto l’infisso? Quello fa tutt’altra procedura, ossia “manutenzione straordinaria”. Moltiplicate per ogni finestra scolastica italica, che potrebbe dover essere sistemata, e fatevi qualche domanda sulla coerenza del concetto di “semplificazione burocratica”.</p>



<p>Passiamo alla geniale idea di non misurare la temperatura agli studenti, affidandosi al buon senso delle famiglie (spesso impossibilitate a perdere giorni di lavoro e che quindi mollano creature catarrose negli atri, ad ogni campanella). Poche righe dopo, si legge che la scuola deve gestire “le sintomatologie e la febbre” con l’immediato isolamento del malato. Ora dirò un’altra ovvietà: come verifico la febbre senza misurarla? Come diagnostico una “sintomatologia” senza essere medico? Migliaia di euro spesi per consulenti ministeriali e ne escono queste contraddizioni?!</p>



<p>Due cose, solo due, volevamo sapere e questi stuoli di pediatri, pedagoghi e psicologi non ce le hanno dette: 1) come convincere i ragazzini a non toccarsi fra loro (a 6 anni per delle ragioni, a 15.. per altre) 2) come assicurarci di non richiuderci a breve in quarantena, quando ci sarà un banalissimo colpo di tosse in un’aula. Infatti non compare in nessunissimo punto delle 54 pagine, se allora dovremo mettere in quarantena chi, al momento del colpo di tosse, si trova nella classe o nel piano o in tutto l’istituto! In pratica, non c’è alcuna indicazione sul più ovvio dei quesiti: dobbiamo chiudere, se qualcuno sta male? Questo naturalmente i consulenti &#8211; che guadagnano molto più dei docenti, al pari di equipollenti lauree – non lo scrivono. E si sa che alle domande, rispondere è cortesia. In questo caso ci hanno risposto per le rime, intendo le burocratiche rime buccali da distanziare un metro. Certo, se convinci milioni di ragazzini a stare fermi, immobili e seduti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/07/10/falciola-rispondere-per-le-rime/">Linee guida per il rientro a scuola: rispondere per le rime</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2020/07/10/falciola-rispondere-per-le-rime/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;acquario scolastico</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/06/12/falciola-acquario-scolastico/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2020/06/12/falciola-acquario-scolastico/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuliana Falciola]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2020 16:16:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lettere da una quarantena]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[distanziamento]]></category>
		<category><![CDATA[Docenti]]></category>
		<category><![CDATA[plexiglass]]></category>
		<category><![CDATA[Quarantena]]></category>
		<category><![CDATA[Ripartenza]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Studenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=1308</guid>

					<description><![CDATA[<p>In principio fu la geniale proposta di raddoppiare le ore di docenza – per lo stesso lauto stipendio ovviamente – in modo che le classi fossero sdoppiate fra mattina e pomeriggio. Perché, per distanziare gli studenti, promiscui untori di Covid, a settembre, l’idea brillante era di farlo a costo zero, tanto, com’è noto, gli insegnanti hanno un sacco di tempo libero per fare volontariato. Poi c’è stata l’illuminante pensata di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/06/12/falciola-acquario-scolastico/">L&#8217;acquario scolastico</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In principio fu la geniale proposta di raddoppiare le ore di docenza – per lo stesso lauto stipendio ovviamente – in modo che le classi fossero sdoppiate fra mattina e pomeriggio. Perché, per distanziare gli studenti, promiscui untori di Covid, a settembre, l’idea brillante era di farlo a costo zero, tanto, com’è noto, gli insegnanti hanno un sacco di tempo libero per fare volontariato.</p>



<p>Poi c’è stata l’illuminante pensata di ridurre le ore di lezione a 40 minuti, così da far turnare piccoli gruppi di ragazzi nelle aule. A questa saggia invenzione si accompagnava il pedagogo di turno che, con l’aria di chi la sa lunga, aggiungeva che tanto gli alunni hanno al massimo 30 minuti di concentrazione continuativa. Naturalmente il suddetto pedagogo non ha mai lavorato a scuola in vita sua, perché qualunque insegnante, dalla prima elementare alla Maturità, sa che, in un normale modulo di lezione di 55 minuti, si spiega per 15, 20 minuti al massimo, date le incombenze di registro, assenze, circolari, richiami… (e sempre che non si perda tempo con le connessioni ballerine degli appalti al risparmio delle scuole italiane, altrimenti tutte queste azioni vanno raddoppiate: prima si appuntano sulla carta e solo dopo, se e quando tutto funziona, si possono inserire nelle piattaforme digitali).</p>



<p>Recentemente la Ministra ha consigliato di sostituire le mascherine, con le visiere di plastica trasparente, perché ciò, a suo parere, permette finalmente di guardarsi negli occhi. Ora, a parte il fatto che una visiera costa 5 euro e non 60 centesimi, e che bisogna capire se l’efficacia sia la medesima, ma &#8211; mi chiedo &#8211; come indosserà costei la mascherina, se pensa che questa le ostacoli la vista? La cosa interessante è lo scambio concettuale, per cui gli studenti si trasformerebbero in piccoli sub, all’interno degli edifici di lavoro, mentre nelle spiagge, si pensa di erigere divisori da ufficio: il mondo alla rovescia!</p>



<p>A proposito di questo ipotetico uso del plasticoso divisore (che non è il massimo, ma che sarà comune, probabilmente&#8230;) l’ultima trovata è di installarli fra i banchi, con l’ennesima metamorfosi: i miei studenti sub, ora diverrebbero&#8230; pesci nell’acquario. Avete presente quei film americani anni ‘80, con le distese di impiegati separati dalle paretine di plastica? Ecco le aule dovrebbero diventare così: con decine di bambini che sembrano pesci rossi o… ciliegie sotto spirito.<br>(Com’è noto, neppure le minacce di morte riuscirono ad impedire alle quattordicenne Giulietta e al sedicenne Romeo, di toccarsi abbondantemente, e dubito che schermare i ragazzi abbia una qualche reale efficacia.)</p>



<p>In ogni caso, già immagino che si possa obiettare a questo mio articolo, che io smonto tutte queste belle soluzioni, ma non propongo nulla. Ebbene, io voglio rendermi utile: siccome insegno arte, immagino che dovrò progettare delle unità d’apprendimento, in cui spiego le tecniche di incisione e bassorilievo. Perché è ovvio che, già dopo pochi minuti che i ragazzi saranno circondati dal plexiglass, inizieranno a… decorarlo artisticamente con illustrazioni… ehm anatomiche, e sculture di chewingum appiccicato.<br>E, per una volta, non mi passerà per la mente di sanzionarli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/06/12/falciola-acquario-scolastico/">L&#8217;acquario scolastico</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2020/06/12/falciola-acquario-scolastico/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>E-same&#8230; E-different</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/05/21/falciola-e-same-e-different/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2020/05/21/falciola-e-same-e-different/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuliana Falciola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2020 13:31:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lettere da una quarantena]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[DAD]]></category>
		<category><![CDATA[Docenti]]></category>
		<category><![CDATA[esami]]></category>
		<category><![CDATA[Quarantena]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Studenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=1132</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quando leggo “Esami 2020, la versione DEFINITIVA”, la mia mente va sempre all’ultimo arrangiamento della canzone del decennio, o al reboot d’autore del filmone. E invece&#8230;Negli ultimi mesi, per i ragazzi di terza media, che sono circa 100.000 in più dei maturandi, ma siccome non votano, non contano niente per l’opinione pubblica, si sono alternate molte ipotesi sulla gestione 2020 covid-free dell’uscita dalla scuola secondaria primo grado.Nell’ordine, se ricordo tutto:l’esame&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/05/21/falciola-e-same-e-different/">E-same&#8230; E-different</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quando leggo “Esami 2020, la versione DEFINITIVA”, la mia mente va sempre all’ultimo arrangiamento della canzone del decennio, o al reboot d’autore del filmone. E invece&#8230;<br>Negli ultimi mesi, per i ragazzi di terza media, che sono circa 100.000 in più dei maturandi, ma siccome non votano, non contano niente per l’opinione pubblica, si sono alternate molte ipotesi sulla gestione 2020 covid-free dell’uscita dalla scuola secondaria primo grado.<br>Nell’ordine, se ricordo tutto:<br>l’esame si fa, magari distanziando i banchi;<br>l’esame non si fa;<br>l’esame si fa, ma si riduce a poche prove;<br>l’esame non si fa, ma si espone un’esperienza significativa, entro l’8 giugno;<br>l’esame si fa, ma consiste in un lavoro multidisciplinare assegnato dai docenti in tempi da definirsi;<br>l’esame si fa, ma tramite un lavoro proposto dall’alunno e approvato dai docenti, da esporre in 15 minuti&#8230;<br>Fino a sabato 16 maggio, quando si evince che l’esame sarà la discussione on line di un elaborato concordato, da realizzarsi entro il 30 giugno, per l’ovvia ragione che in una normale scuola pubblica cittadina, come ad esempio la mia, stiamo parlando di 270 studenti da interrogare e, in meno di 20 giorni, è infattibile!</p>



<p>Nell’attesa di capire come ratificare e valorizzare (che comprende il concetto di valutare, ma lo supera largamente, per rispetto e affetto verso i ragazzi), noi docenti abbiamo tirato fuori le nostre note capacità di adattamento e sopravvivenza, cercando di dare qualche indicazione agli alunni, più per<br>rassicurare – noi e loro – che per esprimere certezze. Poi, una volta imbastito il progetto e creati i punti d’appoggio, abbiamo issato le impalcature, cercando di mostrarci coesi e con contenuti univoci, davanti agli studenti.</p>



<p>Molti di loro ci hanno posto innumerevoli volte le stesse domande, oscillando da una parte fra la comprensibilissima ansia e dall’altra l’irritante ritrito giochino di far domande per far perdere tempo durante le (video)lezioni. Cosa per altro ovviata da alcuni ragazzi, perché quando li chiami per interrogarli, non hanno più bisogno di nascondersi sotto il banco, ma semplicemente si<br>disconnettono, simulando un provvidenziale calo di rete.</p>



<p>Comunque gestiremo anche questa conclusione d’anno, in cui la situazione emergenziale è ovviamente chiarissima a tutti, ma quel che è meno evidente, è comprendere perché, quando già ad inizio aprile si evinceva che l’esame non sarebbe stato in presenza &#8211; e quindi la faccenda sicurezza da covid sarebbe<br>stata risolta &#8211; abbiamo dovuto attendere un altro mese per avere le ordinanze (fra l’altro in evoluzione) della gestione.<br>Ogni anno, anche senza covid, emergono carenze organizzative, per cui, genitori e docenti, che educano i ragazzi a gestire seriamente la vita e, in particolare, queste tappe così significative, vorrebbero coerentemente riferirsi e addurre ad esempio una seria e univoca gestione e comunicazione dai vertici istituzionali. E invece.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/05/21/falciola-e-same-e-different/">E-same&#8230; E-different</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2020/05/21/falciola-e-same-e-different/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli invalutabili</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/05/11/falciola-gli-invalutabili/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2020/05/11/falciola-gli-invalutabili/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuliana Falciola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2020 16:06:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lettere da una quarantena]]></category>
		<category><![CDATA[Alunni]]></category>
		<category><![CDATA[Compiti]]></category>
		<category><![CDATA[DAD]]></category>
		<category><![CDATA[Docenti]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Valutazione]]></category>
		<category><![CDATA[Voti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=879</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il tema della valutazione è sempre fonte di dibattiti. In 21 anni di docenza, compresi 6 a capo del piano dell’offerta formativa, ne ho sentiti parecchi. A mio parere, sbaglia sia chi usa i voti come deterrenti disciplinari, sia chi, all’estremo opposto, cita ricerche psico-pedagogiche della Fanta University, per cui bisognerebbe sostituire i voti negativi, con emoji più o meno sorridenti, ritenendo così di evitare supposti traumi agli alunni. Magari&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/05/11/falciola-gli-invalutabili/">Gli invalutabili</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il tema della valutazione è sempre fonte di dibattiti. In 21 anni di docenza, compresi 6 a capo del piano dell’offerta formativa, ne ho sentiti parecchi. A mio parere, sbaglia sia chi usa i voti come deterrenti disciplinari, sia chi, all’estremo opposto, cita ricerche psico-pedagogiche della Fanta University, per cui bisognerebbe sostituire i voti negativi, con emoji più o meno sorridenti, ritenendo così di evitare supposti traumi agli alunni. Magari fosse tanto facile preservarne la serenità!</p>



<p>La realtà è ben più complessa. I due eccessi di cui sopra, sono frutto dell’erroneo scambio fra la misurazione qualitativa di un’azione e la descrizione globale di un individuo: certi docenti e genitori non vedono i compiti fatti bene o male, ma se i ragazzi sono “bravi” o meno. Altri, al contrario, guardano ai compiti, soprattutto per avere alunni “felici”… Valutare invece è dare strumenti di misurazione consapevole, per far fruttare nel miglior modo possibile, quanto appreso (a scuola o fuori) nel fare cose e risolvere problemi.</p>



<p>E dunque, che dire dei genitori che, particolarmente in tempo di DAD, si sostituiscono ai figli nei compiti? A che pro, invieranno disegni geometrici degni di un…ingegnere o temi in tedesco universitario? (Io, assegnando il testo “quale museo hai più amato nel triennio?” ho ricevuto il resoconto della visita ad un luogo non più visitabile. Qualcuno alle medie ci sarà pur andato, ma non da 10 anni in qui!) Poi ci sono gli alunni che, interrogati, si levano “di nascosto” l’auricolare dall’orecchio e allontanano il viso dalla webcam, per sentire meglio… le voci! Già Hermione Granger redarguiva Harry Potter che sentire le voci non fosse un bene nemmeno nel mondo della magia. Ci fa sorridere? Sì, ma anche riflettere. L’altra sera, dopo una mail di una mamma adirata per una valutazione minima al compito del figlio, ho scoperto che si era offesa… perché lo aveva fatto lei!</p>



<p>Sarà pure che siamo tutti stanchi: si sa che, in molte case, l’accesso al pc e al wifi, è suddiviso fra tanti parenti, quindi il proprio turno di utilizzo del device, per l’invio di compiti e messaggi, può avvenire anche tardissimo, mentre nella vita pre-DAD, i prof comunicavano con genitori e ragazzi solo di giorno. Attualmente il rischio per molti docenti è che invece che dedicare la notturna, accorata preghierina per la divina protezione ai propri studenti più scapestrati, si finisca col recitarla direttamente insieme a loro on line.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/05/11/falciola-gli-invalutabili/">Gli invalutabili</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2020/05/11/falciola-gli-invalutabili/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le deriva esotica. Controcanto della didattica a distanza</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/04/19/vicari-le-deriva-esotica-controcanto-della-didattica-a-distanza/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2020/04/19/vicari-le-deriva-esotica-controcanto-della-didattica-a-distanza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Ugo Vicari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2020 14:49:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lettere da una quarantena]]></category>
		<category><![CDATA[Allivei]]></category>
		<category><![CDATA[Aula]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[Docenti]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=595</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ampio dibattito di queste settimane sulla didattica a distanza ha fatto breccia in tutti gli strati dell&#8217;istruzione. Come se la tecnologia informatica non avesse mai scalfito le nostre abitudini, ci siamo trovati a fare per la prima volta i conti con un tangibile processo di smaterializzazione intellettuale. A nulla varrà dire che siamo in enorme ritardo rispetto ai sistemi educativi delle civiltà avanzate. Pachidermici, entriamo nel merito di una questione&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/04/19/vicari-le-deriva-esotica-controcanto-della-didattica-a-distanza/">Le deriva esotica. Controcanto della didattica a distanza</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;ampio dibattito di queste settimane sulla didattica a distanza ha fatto breccia in tutti gli strati dell&#8217;istruzione. Come se la tecnologia informatica non avesse mai scalfito le nostre abitudini, ci siamo trovati a fare per la prima volta i conti con un tangibile processo di smaterializzazione intellettuale. A nulla varrà dire che siamo in enorme ritardo rispetto ai sistemi educativi delle civiltà avanzate. Pachidermici, entriamo nel merito di una questione divenuta ineludibile per contingenza, quand&#8217;essa avrebbe dovuto diventare ineludibile per evoluzione.</p>



<p>Taluni prefigurano la fine del docente in carne ed ossa, spostando il dibattito verso il rischio occupazionale e generando ulteriore preoccupazione ed incertezza; avventurieri, immaginano che la tragedia ci dia agio di continuare la carriera lavorando da casa fino alla pensione. Nel mentre, le esigenze del giovani vengono messe in subordine ora come ai tempi della Pantera, ma senza la rabbia ferina di allora.</p>



<p>Il fatto è che nei prossimi mesi della didattica a distanza non si potrà fare a meno se non mettendo a rischio l&#8217;intero sistema; che una pronta risposta alla pandemia per il tramite del dialogo nell&#8217;asse sociale istituto-docente-allievo-famiglia, sta garantendo continuità di rapporto. Pur sapendo benissimo che l&#8217;insegnamento è arte dell&#8217;incontro, so altrettanto bene che una frattura netta, anche solo di un anno, in quel fragile asse, equivarrebbe ad una futura ricostruzione come dopo una guerra e le guerre, si sa, mietono le maggiori vittime tra i più giovani</p>



<p>L&#8217;esperienza di formatore nel tempo del Covid19 l&#8217;affronto così: con la curiosità di chi ama la vita e le sue inattese novità. Insegnare Storia dell&#8217;arte dalla quarta parete di un computer non ha lo stesso sapore dell&#8217;aula, ma costringe a un esercizio virtuoso. La voce scorre velocemente, non c&#8217;è tempo per rimestare pensieri, devi trovare, trovare, trovare. L&#8217;occhio è in continua fibrillazione, la sintassi è completamente nuova. I ragazzi sembrano apprezzare; il livello di interazione non è maggiore che in aula, ma differente. Le domande si fanno più argute, le risposte ponderate. Finita la lezione organizzo le idee senza pigrizia, seleziono le fonti migliori, elaboro nuove strategie. Insomma, vivo. Una vitalità che non sostituisce la bellezza del confronto diretto ma vi si affianca con dignità, squarciando il velatino tra me e loro, così giovani, così diversi.</p>



<p>Penso sempre alla città cinese di Shenzhen, una megalopoli nuova che sarebbe piaciuta molto al futurista Sant&#8217;Elia, in cui i giovani abitanti vengono assunti a sedici anni e tutti parlano la lingua della post modernità. Ci penso e misuro la nostra distanza. Non mi date del provinciale, la mia è una deriva esotica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/04/19/vicari-le-deriva-esotica-controcanto-della-didattica-a-distanza/">Le deriva esotica. Controcanto della didattica a distanza</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2020/04/19/vicari-le-deriva-esotica-controcanto-della-didattica-a-distanza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
