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	<title>estate Archivi - ilcaffeonline</title>
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		<title>Settembre, la fine che precede l&#8217;inizio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simona Di Stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Sep 2021 08:00:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Settembre è arrivato, con la ripresa della quotidianità a suon di “to do list” procrastinata a dopo le vacanze. Ed eccola qua la to do list, imperterrita come sempre a dettare i nostri tempi della giornata. Settembre è simbolicamente anche la fine che precede l’inizio. Con qualche promessa e buon proposito come fosse Capodanno, in realtà è il mese che più di tutti smuove l’animo intorpidito dal relax e che&#8230;</p>
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<p>Settembre è arrivato, con la ripresa della quotidianità a suon di “to do list” procrastinata a dopo le vacanze. Ed eccola qua la to do list, imperterrita come sempre a dettare i nostri tempi della giornata.</p>



<p>Settembre è simbolicamente anche la fine che precede l’inizio. Con qualche promessa e buon proposito come fosse Capodanno, in realtà è il mese che più di tutti smuove l’animo intorpidito dal relax e che pone nuovi e lungimiranti obiettivi per la nuova stagione.</p>



<p>E’ come se fosse un risveglio dei sensi, in cui tutto può essere, come lo sprint del nostro amatissimo caffè al mattino o lo scatto iniziale di una staffetta. Così inizia questo mese convergente del vecchio e del nuovo.</p>



<p>Personalmente faccio parte di quella enorme fetta di studenti, la cui routine è quella di fare in modo di alzarsi dal letto tentatore e iniziare a mettere in moto gli ingranaggi. Per noi il nuovo è ritrovare la motivazione del nostro percorso messo a dura prova dallo stress digitale della D.a.D. In che modo?</p>



<p>Una sana “beauty routine” non guasta mai davanti lo specchio, magari insieme a qualche frase motivante del tipo “oggi deve essere diverso da ieri” tanto per non cadere nella monotonia degli esami.</p>



<p>Ma questo settembre è anche diverso dagli altri, perché per quanto il mood sia sempre quello di prefissare nuove mete da raggiungere, con noi stessi, con il lavoro, con l’amore, con la palestra o con lo studio, siamo in un momento di ripresa da quello che è stato un anno di chiusura, mentale e fisica, qualcosa che ci ha limitato il pensiero di poter fare determinate cose, vivere esperienze, viaggiare e progettare, perché tutto era ed è ancora in balìa di qualcosa che ha il potere di rovesciare i piani. Un movimento dinamico a cui dobbiamo abituarci, vietata la staticità di pensiero!</p>



<p>Nella Fashion Industry si sta applicando un’azione catartica, un upcycling, una rigenerazione non solo in ambito di sprechi ma anche come gestione delle nuove tempistiche per la moda oggi.</p>



<p>Allora quali sono i buoni propositi della moda? Un approccio sempre più digitale, favorendo la “presenza on line” degli spettatori, essere portatrice di valori collettivi con la nascita di giovani brand che interpretano le esigenze della società, essere autentica e meno patinata.</p>



<p>Anche noi diventiamo sempre più autentici, abbiamo capito il valore di avere priorità, stabilire dei limiti e nuove regole che non guastino il benessere psicofisico. Abbiamo imparato di nuovo a camminare e stiamo di nuovo prendendo la rincorsa per correre più sicuri in questa staffetta di eventi.</p>
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		<title>Eco summer: il beachwear si fa green</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/08/16/distefano-eco-summer-il-beachwear-si-fa-green/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Simona Di Stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Aug 2021 15:25:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Se questo caldo non è sostenibile, la moda mare 2021 lo è! Il beachwear si fa green, nonostante quest’anno il colore must dell’estate sia l’azzurro dalle mille sfumature. Si parla di eco sostenibilità da anni ma solo negli ultimi due con la pandemia, che in questo caso si può considerare motore d’avviamento di una rivoluzione nella produzione industriale di moda, si può dire di essere migliorati surfando l’onda del cambiamento.&#8230;</p>
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<p>Se questo caldo non è sostenibile, la moda mare 2021 lo è! Il beachwear si fa green, nonostante quest’anno il colore must dell’estate sia l’azzurro dalle mille sfumature.</p>



<p>Si parla di eco sostenibilità da anni ma solo negli ultimi due con la pandemia, che in questo caso si può considerare motore d’avviamento di una rivoluzione nella produzione industriale di moda, si può dire di essere migliorati surfando l’onda del cambiamento.</p>



<p>Da una crisi sanitaria si è ha aperto un varco, una nuova visione incentrata sullo sviluppo di nuove fibre che si possano sostituire ai materiali inquinanti, uno stile di vita più sano che limita gli sprechi ma che non si fa mancare il tocco alla moda.</p>



<p>Esistono tanti brand, promotori dell’eco sostenibilità, che vogliono portare in acqua una moda fatta di tessuti riciclati, rigenerati e poco invasivi nei confronti della natura ma pur sempre resistenti alla salsedine, acerrima nemica dei tessuti, ragion per cui si deve mantenere l’aspetto sintetico per consentire l’idro-compatibilità.</p>



<p>Nonostante la base sintetica, quindi plastificata, oggi esistono materiali alternativi come l’Econyl, ovvero fibra di nylon riciclata, per cui il riutilizzo di questa fibra conferisce una percentuale di impatto ambientale molto bassa, insieme ad una qualità del tessuto elevata. Anche la Canapa inizia ad essere utilizzata in questa specifica filiera della moda. Di seguito alcuni esponenti di un ricercato beachwear sostenibile:</p>



<p>STAY WILD SWIM, è un brand con sede nel Regno Unito che ha prodotto una collezione di costumi fatti completamente in Econyl, dalle linee minimali ed essenziali adatte ad ogni tipologia di fisico, parlando di inclusività.</p>



<p>UND SWIMWEAR, brand Italiano, esattamente tra Como, Bergamo e Rimini, produce costumi 100% Made in Italy con l’intento di “eliminare il superfluo”, come ad esempio l’assenza di cuciture e la possibilità del double-face per chi ama cambiare.</p>



<p>LIDO, sempre italiano, utilizza invece la Lycra ecologica. Uno stile vintage, con lacci e spalline sottili per le eterne romantiche.</p>



<p>BATOKO, del Regno Unito, ricicla la plastica raccolta dagli oceani e la trasforma in costumi dalle texture giocose e animalier. Una collezione che ha la caratteristica di essere composta da una sola forma di costume intero, declinato nelle le varie stampe.</p>



<p>B THE BEACH BRAND, brand Spagnolo, tutto al femminile. Produce costumi dai toni monocromatici in Econyl su stampo artigianale. La scelta del tessuto è per l’80% spagnolo e per il 20% italiano con l’intenzione di mantenere la produzione il più possibile locale.</p>



<p>Oggi più che mai siamo tutti promotori di tale corrente, un nuovo lifestyle, con la possibilità di fare una scelta che duri nel tempo senza limitare la nostra voglia di essere alla moda nella selezione del costume, protagonista nelle nostre foto al mare.</p>



<p>Sulle spiagge, la destrutturazione della forma tipica del bikini e del costume intero è in primo piano, con aperture laterali, sulla schiena o davanti, lacci e fiocchi fanno un mix bon-ton, sgambato o con volà esaltanti, il costume rimane espressione della personalità classica, trasgressiva o eclettica di ognuno. Una nuance di colori pastello, color block e texture floreali o geometriche invadono le spiagge, lasciando che la moda sostenibile e glamour diventi parte integrante della nostra estate.</p>
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		<title>Incendi: chissà, forse un domani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Ugo Vicari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Aug 2021 11:19:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È stato innescato l&#8217;ennesimo incendio nelle terre del sud Italia; gli anonimi criminali si sono lasciati dietro uno scenario devastante per persone e cose, con l&#8217;aggravante della prossimità ai centri abitati. Non ci illudiamo, al momento non c&#8217;è una cura; si tratta della nostra personale pandemia e tutti sappiamo che nessun vaccino ci verrà in soccorso. Se un paragone è possibile fare, immaginiamo che l&#8217;azione popolare contro la piromania estiva&#8230;</p>
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<p>È stato innescato l&#8217;ennesimo incendio nelle terre del sud Italia; gli anonimi criminali si sono lasciati dietro uno scenario devastante per persone e cose, con l&#8217;aggravante della prossimità ai centri abitati.</p>



<p>Non ci illudiamo, al momento non c&#8217;è una cura; si tratta della nostra personale pandemia e tutti sappiamo che nessun vaccino ci verrà in soccorso. Se un paragone è possibile fare, immaginiamo che l&#8217;azione popolare contro la piromania estiva abbia la stessa portata mediatica di un movimento no vax. </p>



<p>Pensa quante poltrone scricchiolerebbero, come subito ribollirebbe l&#8217;attività legislativa e investigativa e, chissà, come più facilmente verrebbe sgominato il &#8220;sistema&#8221; incendiario che porta ogni estate al desolante stato di fatto delle nostre terre!</p>



<p>Già, le nostre terre! Ovviamente quello che formulo è un teorema indimostrabile, almeno quanto quello formulato da Pasolini in un famoso articolo dato alle stampe sul Corriere della sera tanti, troppi anni fa. Imparagonabilmente minore, beninteso, ma pur sempre un teorema.</p>



<p>Da siciliano mi sono sempre chiesto cosa sia davvero la mafia, giungendo alla tua stessa conclusione, lettore: che quella verticistica ed eversiva lo sia solo in senso stretto. Ma la mafia non è certamente un fenomeno delinquenziale circoscritto, al contrario è diffusissima, ora più che ai tempi dei corleonesi, purché si sia disposti a guardare nelle piccole cose. </p>



<p>Oggi mafia è soprattutto l&#8217;insieme di comportamenti asociali e anti repubblicani (della res pubblica) che ognuno di noi compie volontariamente o meno giornalmente, per un proprio interesse manifesto o latente.</p>



<p>Nello specifico che qui trattiamo &#8211; non apro parentesi sulla specializzazione di molti padri di famiglia nel buttare i sacchi di spazzatura ai cigli delle strade, altro e non meno devastante fenomeno paesaggistico del sud Italia -, l&#8217;arco diffusamente egoistico o più specificamente criminale cui essa tende, va dall&#8217;automobilista che ancora oggi getta con disgustosa noncuranza la cicca di sigaretta fuori dal finestrino e arriva all&#8217;anonimo esecutore della più parte dei roghi che incendiano le regioni meridionali.</p>



<p>Perché tutto questo accade? Nel primo caso per ignoranza; non quella bonaria che porta all&#8217;autoassoluzione il medesimo buon padre di famiglia, il quale ancora fuma nell&#8217;abitacolo e che mai si pone il problema delle conseguenze del gesto. Non quell&#8217;ignoranza, sempre e comunque esecrabile, no. Parlo dell&#8217;ignoranza che si forma sui banchi di scuola e nelle famiglie, in totale dispregio di un&#8217;educazione civica la quale latita, come ha sempre latitato, nei programmi scolastici ministeriali.</p>



<p>Il secondo caso è più complesso e altrettanto irrisolvibile, perché richiederebbe una volontà di governo del paesaggio fatta di febbrili attività legislative, investigative e giudiziarie a tutti i livelli di reato: dall&#8217;allevatore che brucia i campi per costringere i proprietari a vendere le terre o affittare i pascoli solo a lui e a prezzi ribassati; passando per l&#8217;operaio forestale stagionale che brucia i boschi al fine di assicurarsi la prossima chiamata alla salvaguardia (Sic) o alla riforestazione dei boschi stessi; alle più complesse politiche di gestione dei sistemi di tutela e salvaguardia del patrimonio (vedi la ricorrente polemica sulla gestione dei Canadair); su su a salire fino a chissà dove.</p>



<p>Voci che sono sempre circolate, a ogni estate, tra i cittadini indignati, ma che restano e resteranno tali fino alla validazione o smentita da parte dei settori investigativi e giudiziari. Il teorema non esclude la piromania quale patologia psichiatrica del singolo, intendiamoci; solo esso la rende residuale, puntando il dito sui comportamenti criminosi o collettivi che sono invece la stragrande maggioranza.</p>



<p>Ovviamente, come Pasolini, noi tutti sappiamo ma non abbiamo le prove. Come potrebbe essere diversamente? Né io né tu, caro lettore, siamo deputati a indagare. Nel teorema sarà possibile inserire, infine, una chiosa a mo&#8217; di speranza. Esso implica infatti la gratitudine per quell&#8217;amministrazione dichiaratamente, inequivocabilmente antimafia, sul cui territorio i piromani vengono subito individuati e arrestati; purtroppo, tocca dirlo, solo dopo che l&#8217;incendio ha fatto il danno che doveva fare. Con essa il sospetto che l&#8217;efficacia della cura sia legata a doppio filo coi vertici delle politiche amministrative locali.</p>



<p>Nel narrare agli allievi il paesaggio, la capacità che l&#8217;uomo ha di renderlo un luogo numinoso, dalla preistoria alla Land Art, non avevo riflettuto abbastanza sulla fase destruente di quest&#8217;avventura. Contemplavo le guerre, i cataclismi, le epidemie e i conseguenti abbandoni, ma mi sfuggiva un fatto cogente e attualissimo che però non ha niente di nuovo: nel meridione d&#8217;Italia molti uomini e donne non amano, se non a parole, la terra e il paesaggio in cui vivono.</p>



<p>Dirò di più, credo che essi considerino la desolazione che fa seguito a un vasto incendio, la scia maleodorante di rifiuti che imbratta i cigli delle strade, l&#8217;abusivismo edilizio, l&#8217;inquinamento marino e tanto altro ancora, un fattore endemico al pari delle belle pandemie di una volta, non come ora che ci sono gli esecrati vaccini; come allora, quando si moriva a decine di milioni in pochi anni e si potevano levare al cielo solo le preghiere, invocando gli dei.</p>



<p>Qualcosa con cui convivere come un male necessario, una sorta di estetica immunità di gregge, fatta di &#8220;badde&#8221; e &#8220;culonne d&#8217;aria&#8221; (Martoglio docet) ormai da tempo assimilata e irrisolvibile nel meridione d&#8217;Italia. Non importa quanta desolazione essa lasci dietro di sé. Si fa sempre in tempo a sostenere l&#8217;amenità dei luoghi e la bellezza del mare dalle pagine patinate degli spot pubblicitari promossi dalle regioni. Come la mafia, appunto.</p>



<p>Ne consegue uno sdegno temporaneo, di facciata e salottiero, anticamente discusso al circolo di conversione o al bar con gli amici e oggi traslato nelle stanze anestetizzanti dei social. Se almeno ne derivasse un vasto movimento che solo per analogia assomigli al no vax ma meno millenarista, un moto di sdegno umanistico e razionale in difesa dei campi e dei boschi, chissà, forse un domani …!</p>
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		<title>Scuola, quando una festa senza pensieri guastafeste?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pietro De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jul 2021 14:26:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal mondo della scuola arrivano fin sotto l’ombrellone almeno tre notizie. Due non sono proprio liete, e la terza, che invece è bella, sarebbe bellissima se riuscisse a mettere in fuga la prima e la seconda. Partiamo dalla bella perché noi all’ottimismo vogliamo più bene di quanto lui ce ne voglia. E, pertanto, guardiamo i voti della maturità 2021. In Italia hanno ottenuto il diploma di scuola media secondaria con&#8230;</p>
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<p>Dal mondo della scuola arrivano fin sotto l’ombrellone almeno tre notizie. Due non sono proprio liete, e la terza, che invece è bella, sarebbe bellissima se riuscisse a mettere in fuga la prima e la seconda.</p>



<p>Partiamo dalla bella perché noi all’ottimismo vogliamo più bene di quanto lui ce ne voglia. E, pertanto, guardiamo i voti della maturità 2021. In Italia hanno ottenuto il diploma di scuola media secondaria con 100 e lode 15.353 studenti, ovvero il 3,1 per cento dei candidati, nel 2020 erano stati il 2,6 e nel 2019 l’1,5. Il progresso c’è e si legge.</p>



<p>In Calabria hanno conseguito la maturità con voto 100 il 17,5 per cento dei candidati, mentre il 4,4 ha portato a casa anche la lode. I lodati sono la bellezza di 812.</p>



<p>Ci potessimo fermare qui staremmo bene tutti e le nostre labbra si aprirebbero al sorriso. A farci aggrottare le ciglia c’è, però, la valutazione della cosiddetta didattica a distanza (la dad) che certamente ha svolto la sua lodevole funzione vicaria, ma non ha – e non poteva – sostituire in pieno l’efficacia della scuola in presenza. La quale aveva già di suo asperità e difficoltà segnalate di anno in anno. La Dad è arrivata tardi per molti alunni, ha evidenziato penuria di attrezzi poi rimpiazzati e ha dovuto fare i conti con la Rete birichina e latitante in molti contesti.</p>



<p>Siamo adesso in grado di fare un bilancio di senso compiuto per gli anni scolastici 2020 e 2021? E’ impossibile sia pure affrontarne uno schizzo. Sapremo qualcosa alla riapertura in presenza quando avremo libri penne e fogli bianchi sotto gli occhi.</p>



<p>Se per gli effetti della Dad dovremo aspettare sperando di non incappare in sorprese sgradevoli, per un’altra fonte – che sarebbe l’Invalsi – non dobbiamo perdere tempo per riflettere sui dati che ci ha fornito dopo l’esame degli elaborati di 2 milioni di studenti. Dice l’Invalsi: 4 ragazzi su 10 (il 39 per cento) delle nostre scuole medie non raggiungono risultati adeguati in italiano e il 45 per cento non lo raggiungono in matematica. Alle medie secondarie le percentuali stanno così: il 44 per cento dei nostri ragazzi litigano di brutto con l’italiano e il 51 per cento con la matematica. E segue l’odiosa postilla “al Sud le cose stanno peggio”.</p>



<p>Se mettiamo insieme le tre notizie saprebbe qualcuno farsi una sia pur pallida idea di quel che bolle in pentola nella nostra scuola? Una specie di rompicapo.</p>



<p>Nel frattempo qualcosa sappiamo: che ai ragazzi piacciono le pagelle con bei voti che piacciono anche ai genitori che piacciono anche agli insegnanti che piacciono anche ai dirigenti scolastici e ai sovrintendenti e ai presidenti di regione. E ciascuno di costoro cui i bei voti piacciono ha le sue buone ragioni: il ragazzo, perché ce l’ho fatta; i genitori perché mio figlio è bravo e soprattutto non lo è meno degli altri; gli insegnanti perché con la bravura dei ragazzi evidenziano la loro; i dirigenti perché il loro istituto è eccellente; il sovrintendente perché la regione si sta riscattando e il presidente di regione perché la buona politica scolastica dà i suoi frutti.</p>



<p>Andiamo alla lettera che scrissero qualche anno fa alcuni intellettuali al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’istruzione e al Parlamento. Leggiamo: “Alla fine del percorso scolastico troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano ad esprimersi oralmente”. A questo si aggiunga il parere di alcuni docenti universitari: “I nostri studenti presentano carenze linguistiche (grammatica, sintassi e lessico) con errori appena tollerabili in terza elementare”. E infine c’è Tullio De Mauro (7 anni orsono): “Solo un po’ meno di un terzo della popolazione italiana ha i livelli di comprensione della scrittura e del calcolo ritenuti necessari per orientarsi nella vita di una società moderna”.</p>



<p>Buona festa a tutti. A ciascuno il suo 100 e 100 e lode, senza prevalere. Ma a quando una festa senza pensieri guastafeste?</p>
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		<title>Nuvole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nada Roberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Apr 2021 12:48:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Bastano due giorni di seguito di sole, il mese di aprile, abitare nel sud e dici, come nella canzone, l’estate è già qui. E in realtà ci sei veramente nell’estate perché l’inverno non tornerà: la sequela delle piogge e dei venti, le temperature da brividi, la luce breve di giornate brevi. Non tornerà, salvo che per qualche giorno in questo anomala Primavera.&#160; Oggi è uno di quei giorni e, come&#8230;</p>
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<p>Bastano due giorni di seguito di sole, il mese di aprile, abitare nel sud e dici, come nella canzone, l’estate è già qui. E in realtà ci sei veramente nell’estate perché l’inverno non tornerà: la sequela delle piogge e dei venti, le temperature da brividi, la luce breve di giornate brevi. Non tornerà, salvo che per qualche giorno in questo anomala Primavera.&nbsp;</p>



<p>Oggi è uno di quei giorni e, come se la stagione invernale appena dietro l’angolo fosse invece lontana come nel mese di agosto, provo un sottile appagante piacere a chiudere di nuovo balconi e finestre, riaccendere il camino non ancora definitivamente ripulito per l’estate, attrezzare il divano di libri, telefono, giornale, computer, sedermi vicino alla fiamma ed iniziare un breve pomeriggio che presto cederà a una lunga sera, complice un cielo cupo di pioggia, di assoluto far nulla.</p>



<p>E naturalmente un tè, bello caldo, aromatico, corposo. Un tè Chai, nero con tante spezie: cannella, zenzero, cardamomo, chiodi di garofano, grani di pepe. Ha un colore, di montagna, di sottobosco, di baite di antico legno, di intimità. Il profumo che si sprigiona avvolge l’angolo del camino, entra nella mente prima che nelle narici e sa di vento.</p>



<p>Ho letto che in India venditori ambulanti lo&nbsp;offrono per le strade. Immagino questa scena nelle nostre città: un uomo dalla pelle bruciata che &nbsp;in pieno gennaio quando non ci sono piumini e guanti e sciarpe che ti difendono dal gelo che &nbsp;penetra nelle ossa, &nbsp;ti offre una ciotola di tè bollente e tu gli dai una moneta, e il calore passa dalle sue alle tue mani, il sorriso dai suoi ai tuoi occhi e con il primo sorso si cancella la stratificata diffidenza e paura dell’altro e ti metti a parlare con lui e vi capite chissà come malgrado le lingue siano diverse perché le cose che vi dite non hanno bisogno di parole, e poi lui va, con la sua ciotola calda, verso un altro e tu a quello fai cenno di sì, di prenderlo quel tè perché è buono e lui capisce che non stati dicendo solo del tè.</p>



<p>Verso nella tazza il mio Chai e penso che la scena che ho immaginato è un’illusione come questo pomeriggio di finto inverno che sto inventando fra tè&nbsp;e camino.</p>



<p>Sulla esigua pila di libri che ho accanto si trova Nuvole di Clément Gilles. L’ho comprato proprio lo scorso inverno e l’ho solo sfogliato un po’. L’ho comprato su invito di Annalisa che ama molto questa opera e me ne ha parlato in modo accennato (un uomo di giardini ma anche di mari, un diario di una traversata oceanica, un’attenzione costante al cielo, un rincorrersi di cirri nembi cumoli, un mondo tutto protetto dalla volta celeste, una vaghezza  mutante inafferrabile, uno sguardo lontano) così come sempre è accennato &#8211; fra la premura e il riserbo &#8211; il porsi di Annalisa verso gli altri, il suo svelarsi in modo leggero e molteplice, il suo guardare in alto dove le nuvole sono di ogni forma e basta saperle leggere.</p>



<p>Penso a quanto ci ha tenuto lontane questa epidemia, penso che mi piacerebbe avere ora qua, accanto al camino,  mia figlia e sfogliare con lei il libro e il cielo che appare dai vetri del balcone chiuso, offrirle una tazza di tè, che peraltro a lei non piace, e vedere che accetta la tazza e la tiene fra le mani senza bere accogliendone il calore che passa da me a lei da lei a me come con il venditore indiano e sapere che questa intesa non è un’illusione, ma una bella consolidata realtà.</p>



<p><strong>Patologia:</strong> confusione meteorologica<br><strong>Terapia:</strong> una calda tazza di tè Chai da tenere tra le mani (bere o no, a piacere), uno sguardo alle nuvole dai vetri del balcone e uno alle pagine delle Nuvole di Gilles.</p>
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		<title>Foglie d&#8217;erba</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nada Roberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2020 06:29:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si, esistono ancora spiagge così. Che se la casa affaccia sul mare e ti alzi presto e ti prepari un tè e con la tazza in mano trovi sul bagnasciuga la sorpresa di un castello di sabbia che il mare notturno ha salvaguardato e il sole è  sorto da poco dietro le colline e sono sbocciati alcuni gigli di mare che dureranno giusto un mattino… hai la certezza che ogni&#8230;</p>
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<p>Si, esistono ancora spiagge così. Che se la casa affaccia sul mare e ti alzi presto e ti prepari un tè e con la tazza in mano trovi sul bagnasciuga la sorpresa di un castello di sabbia che il mare notturno ha salvaguardato e il sole è  sorto da poco dietro le colline e sono sbocciati alcuni gigli di mare che dureranno giusto un mattino… hai la certezza che ogni giorno è un nuovo inizio di vita. E che questa vita incomprensibile, complessa, misteriosa, sofferta o goduta ha di suo un’essenza invincibile di bellezza.</p>



<p>Esistono ancora spiagge, in Calabria ma anche altrove, dove non ci sono lidi e gli ombrelloni vengono piantati distanziati l’uno dall’altro, ma non tanto che non ci si possa spostare da un’ombra all’altra o non si possa chiacchierare da una famiglia all’altra, perché tanto ci si conosce tutti e sono tanti anni che si torna puntuali, sempre gli stessi con l’aggiunta di qualche bambino o fidanzatino/a o ospite nuovo ed è  grande festa, a volte invece ci si guarda intorno e il cuore ti pare che si blocchi quando capisci che c’è una mancanza non momentanea ma definitiva.</p>



<p>Esistono ancora spiagge senza lettini attrezzati e succinti ragazze e ragazzi che prendono le ordinazioni, e via vai di barche e moto d’acqua con ogni confort, al massimo la barca di Stefano il pescatore.<br>Se esistono ancora spiagge come questa che si svelano con facilità e semplicità se solo si sentono desiderate, non è detto però che tutte abbiano in dotazione un Capitano che guidi la rotta distribuendo ciambelle. Questa spiaggia ce l’ha.</p>



<p>Puntuale preciso instancabile, ligio al dovere e agli orari, lungimirante e coraggioso, elegante e socievole quel tanto che si addice al suo rango. E naturalmente con il fischietto. Ah il fischietto sotto la mascherina! Richiamo perentorio e allegro che sprona al dovere, che ti fa balzare in piedi, che risveglia appetiti sopiti e inconfessati. E sì, la ciambella del Capitano è di sproporzionato diametro, dimentica di forno e rigorosamente fritta, abbondantemente ricoperta di uno strato di zucchero a velo che il Capitano sparge con gesto ampio del braccio facendolo cadere dall’alto con gratuita generosità.</p>



<p>Dimentichi di prova costume, di diete e di regole salutiste ci abbandoniamo al piacere del primo, del secondo e di tutti i morsi necessari per arrivare alla leccata finale dello zucchero che ci è  restato sulle labbra. “O capitano, mio capitano” anche tu non disdegni la gloria, seppure di una stagione balneare, anzi la vai cercando facendoti fotografare e raccontando che tu e le tue ciambelle siete addirittura su youtube.</p>



<p>E per riaffermare che “Tutte le cose più  belle della vita o sono immorali o illegali o fanno ingrassare”, aggiungiamo al tè dei fichi freschi. Io li ho raccolti dell’albero di fronte alla mia stanza e pertanto ho potuto sistemarli sul vassoio ecologico di una grande foglia. L’esperienza di raccogliere fichi è unica,  nello stesso tempo esaltante e appiccicosa. Per quanto vi laviate le mani non vi libererete dal miele che immancabilmente colerà.</p>



<p>Basta così ? No. Per raggiungere la perfetta letizia portiamo un libro sotto il braccio. E visto che di capitani abbiamo parlato apriamo  &#8220;Foglie d&#8217;erba&#8221; di Whitman perché solo la poesia può trovare le parole e i silenzi per sostenere tanta bellezza.</p>



<p>Patologia: sindrome di Stendhal nella variante ecologica</p>



<p>Terapia: tè mattutino da bere passeggiando sulla spiaggia. Libro: &#8220;Foglie d&#8217;erba&#8221; di Whalt Whitman, da aprire a caso sperando di incappare in &#8220;O Capitano! Mio Capitano&#8221;.</p>
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		<title>Di spiagge, libri e bikini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nada Roberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Aug 2020 12:18:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non sono le cinque. A quell’ora fa ancora troppo caldo e sulla spiaggia ci sono perlopiù giovani, che per loro la giornata è cominciata solo da una manciata di ore. Noi signore, in questa strana estate in numero esiguo e piuttosto distanziate, ci ritroviamo un po’ prima delle sette, in tempo per un tè e un tramonto. Ci stendiamo su sdraio e lettini e Laura che non si arrende all’età,&#8230;</p>
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<p>Non sono le cinque. A quell’ora fa ancora troppo caldo e sulla spiaggia ci sono perlopiù giovani, che per loro la giornata è cominciata solo da una manciata di ore. Noi signore, in questa strana estate in numero esiguo e piuttosto distanziate, ci ritroviamo un po’ prima delle sette, in tempo per un tè e un tramonto.</p>



<p>Ci stendiamo su sdraio e lettini e Laura che non si arrende all’età, su un telo. Il bagno non l’abbiamo fatto &#8211; che di pomeriggio quando si esce dall’acqua non si fa in tempo ad asciugarsi e se i capelli restano bagnati è in agguato la cervicale &#8211; o se l’abbiamo fatto è stato un entrare ed uscire dal mare, badando bene a tenere la testa fuori dalle onde, che se non è la cervicale è la tinta che con l’acqua salata fa male. Indossiamo sui nostri costumi parei, sulla nostra pelle un abbondante strato di crema, sugli occhi gli occhiali e sulla testa qualcuna un cappello. Tutto sommato così corazzate riusciamo a camuffare rotolini e rotoloni, smagliature e rughe, cedimenti vari. Davanti a noi sfilano ridottissimi bikini, capelli gocciolanti, gambe e braccia &#8211; ah, le braccia &#8211; sode, abbronzature totali e perfette.</p>



<p>Stavamo dicendo? Che questo tè freddo è buono. Buono? Direi appena passabile, giusto qualcosa di fresco. Come la fai lunga tu con il tè, se non lo hai preparato tu non va mai bene. Sei proprio fanatica. Guarda non rispondo alle tue provocazioni solo in memoria di cinquanta anni di amicizia. Cinquanta anni. Restiamo tutte per un attimo in silenzio e mi piacerebbe sapere quale pensiero è passato nella mente di ognuna di noi.</p>



<p>Poi la voce conciliante di Carla &#8211; e quante volte quello stesso tono è servito a smussare una incomprensione, a riappacificare un litigio, a fugare un rancore &#8211; e la sua risata. E dai, esibisciti nella tua lezione preferita: come fare un buon tè. Ad appannaggio vostro non mio, che io l’ho sentita mille volte. Peccato che non riesci ad apprendere e comunque la preparazione di un tè freddo ha poco a che fare con quella del tè caldo. Non basta preparare un tè e metterlo in frigo. Sbagliatissimo. Bisogna mettere del buon tè in una teiera di vetro e versarvi adagio della buona acqua a temperatura ambiente. L’infusione naturalmente è lunga, da una a tre ore, solo allora si può filtrare e mettere in frigo. Se poi la caraffa la tenete su un davanzale al sole durante il tempo di riposo, il gusto è più intenso. Ora ve la do io una ricetta sicura: fate un tè con una normale bustina e lo versate in un bicchiere pieno a metà di ghiaccio. Ve lo avevo detto che è irrecuperabile sospiro.</p>



<p>Intanto i bikini, i capelli gocciolanti, le gambe e le braccia sode, le abbronzature totali continuano a sfilare accompagnate da boxer o slip più o meno ridotti; si agitano, si infilano in barche con balzi agili, si tuffano con disinvoltura, sfrecciano su moto d’acqua, si intravvedono sugli sci a largo, nuotano senza sforzo o stanno semplicemente al sole. Noi stiamo un po’ al sole un po’ all’ombra, ci bagniamo, beviamo tè, chiacchieriamo, leggiamo.</p>



<p>Tu che stai leggendo? L’hai finito Cambiare l&#8217;acqua ai fiori? Io d’estate solo thriller. Io preferisco rileggere i classici. Quelli che non si leggono ma si rileggono? Io mi dedico alla saggistica, l’avete letto l’ultimo di Vito Mancuso? Non mi parlate di libri. Sotto l’ombrellone solo ed esclusivamente cruciverba e riviste di gossip. Non vi perdete…</p>



<p>Due ragazze sul bagnasciuga si sfidano a colpi di centimetri di bikini, di capelli traslucidi, di pance incavate, di gambe chilometriche, di seni imprevedibili su tanta magrezza. Quanta fatica!<br>Noi osserviamo e sospiriamo.<br>Di soddisfazione: abbiamo già dato. Con le sfide (in amore carriera figli, vinte o perse) abbiamo imparato comunque a fare i conti. I nostri anni ci appaiono in questo momento rassicuranti, protettivi come i nostri pareo.</p>



<p>Patologia: sindrome di prova-costume</p>



<p>Terapia: Tè freddo (più o meno regolamentare), bestseller estivi, rotocalchi con dosi massicce di gossip. Il tutto perentoriamente al tramonto.</p>
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		<title>Nicola Lagioia: ai diciottenni dico entrate in libreria e trovate il libro della vostra estate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Cuzzocrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2020 14:30:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo viso non mi è nuovo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Salone del Libro è una manifestazione che ha nella partecipazione fisica un elemento centrale. Qual è stato l’impatto del coronavirus e della pandemia su un programma già avviato e quali sono state le scelte che avete compiuto per affrontare questo periodo?La pandemia ha avuto un impatto, più che importante, direi determinante su tutti gli incontri di grande assembramento, in termini di pubblico; molte manifestazioni non si sono potute tenere&#8230;</p>
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<p><strong>Il Salone del Libro è una manifestazione che ha nella partecipazione fisica un elemento centrale. Qual è stato l’impatto del coronavirus e della pandemia su un programma già avviato e quali sono state le scelte che avete compiuto per affrontare questo periodo?</strong><br>La pandemia ha avuto un impatto, più che importante, direi determinante su tutti gli incontri di grande assembramento, in termini di pubblico; molte manifestazioni non si sono potute tenere in forma tradizionale, addirittura alcune sono saltate del tutto. Pensiamo alle Olimpiadi, forse l’evento sportivo e mediatico più imponente insieme ai Mondiali di calcio. Al netto di un primo momento di stasi, dovuto a una situazione di incertezza generale, in cui davvero non capivamo quando e in che termini potesse avvenire una minima ripresa di mobilità, abbiamo ideato, in pochissimo tempo, SalTo EXTRA, nato come un Salone del Libro online ma uscito ben presto fuori dai confini virtuali. Abbiamo iniziato con una lectio magistralis a cura di Alessandro Barbero su come l&#8217;umanità sia riuscita, volta per volta, a sopravvivere e a riprendersi dalle catastrofi, tenuta all&#8217;interno della Mole Antonelliana, simbolo della città in quel momento deserta; abbiamo proseguito con una maratona di tre giorni che ha totalizzato milioni di visualizzazioni. Non posso neanche dire che si sia trattato di un evento succedaneo, perché si è trasformato in una manifestazione completamente diversa rispetto al Salone del Libro; è stato un format che ci ha portato interazioni diverse, addirittura un pubblico diverso.</p>



<p><strong>Quindi ne avete addirittura tratto dei vantaggi?</strong><br>Sì, si sono collegate a SalTo EXTRA una serie di persone che non sarebbero potute arrivare a Torino per questioni di età, per lavoro, per problemi di lontananza geografica, come ad esempio la comunità italiana in Thailandia che ci scriveva in tempo reale. SalTo EXTRA ci ha permesso anche di abbassare l’età anagrafica: ragazzi tra i venti e i trent’anni in numero di molto superiore rispetto alle presenze tradizionali del Salone del Libro. Abbiamo avuto autori che non sarebbero potuti venire alla manifestazione, pensiamo a Jared Diamond, grande saggista e studioso che il Salone corteggia da anni, ma che durante questo semestre è sempre impegnato nelle sue lezioni. Insomma, vivere SalTO EXTRA è stato un po’ come atterrare su un pianeta diverso e trovare un posto tutto sommato confortevole. Naturalmente, questo non vuol essere un auspicio affinché tutto si trasferisca in un mondo virtuale, perché il contatto fisico è insostituibile. Però ho come l&#8217;impressione che torneremo a una normalità “anfibia”, in cui l&#8217;intreccio tra mondo reale e mondo virtuale sarà più stretto rispetto al passato. Basti pensare alle riunioni di lavoro: non appena ci siamo adattati alle webinar, ci siamo resi conto che molti incontri che avvenivano nella vita reale potevano trasmigrare comodamente nel mondo virtuale. Non tutte le attività lavorative possono trovare una collocazione “liquida”, ma mi sento di affermare che questa pandemia ha accelerato un processo; pochi dubbi sul fatto che ci sia stato tolto più di quanto ci sia stato dato, la pandemia è stata e resta a tutt’oggi una disgrazia, ma per fortuna l’essere umano è una creatura estremamente adattabile.</p>



<p><strong>Una cosa che sicuramente è mancata ai frequentatori del Salone è stata vedere le folle di ragazzini delle scuole partecipare alle numerosissime attività che sono una parte fondamentale del vostro lavoro. Non sono mancati anche a lei i ragazzi, vederli circolare <strong>fisicamente</strong> tra i libri?</strong><br>Mi sono mancati tantissimo giovani, adulti e tutti i frequentatori del Salone. Ho avvertito l’assenza dal punto di vista tattile e dell’incontro fisico, “mi è mancato chiunque”, come diceva David Foster Wallace. Al tempo stesso, però, sapere che durante i programmi, pensati appositamente per le scuole da SalTo EXTRA, c&#8217;erano tantissime scuole collegate, ci ha riempiti di orgoglio. Vivevamo tutti una situazione di difficoltà che non dipendeva da nessuno di noi, ma aver trovato il modo di “incontrarci” ugualmente ci ha dato fiducia.</p>



<p><strong>Adesso state partendo immediatamente con un&#8217;altra iniziativa, SalTo Notte. É legata all&#8217;entusiasmo dell’ottima riuscita di SalTo EXTRA?</strong><br>SalTo Notte è legata tanto al successo di SalTo EXTRA quanto alla nostra voglia di sperimentare. Questo è un periodo in cui la difficoltà ti aiuta a osare senza la paura che potrebbe emergere in una situazione di normalità. È un momento perfetto per sperimentare. Abbiamo provato a lanciare un progetto in orario notturno, una fascia completamente diversa rispetto a SalTo EXTRA, ma si trattava di un rischio relativo dato che i programmi online rimangono fruibili anche in orari diversi. SalTo Notte è stata anche un’ottima occasione per restare in contatto con il nostro pubblico, con gli autori e gli editori.</p>



<p><strong>Com’è stato il rapporto con i partner istituzionali in questa fase di cambiamento? Avete condiviso con loro alcune scelte o avete rimandato a una relazione di tipo tradizionale alla prima occasione possibile?</strong><br>Noi abbiamo consegnato al Comune e alla Regione un progetto che prevede la prosecuzione delle attività e stiamo aspettando un riscontro. Ognuno ha i suoi tempi di risposta, stiamo ad aspettare per capire cosa succederà.</p>



<p><strong>Avete parlato dei “libri della ripartenza”. Ci vuole suggerire qualcosa?</strong><br>Il primo suggerimento a cui penso è: rientrate in una libreria fisica e sfogliate i libri. La gente deve tornare dentro le librerie, soprattutto in quelle di quartiere in cui i librai sono in grado di riprendere il contatto fisico e consigliare una lettura a una persona e non ad un’entità astratta.</p>



<p><strong>Qual è stato l&#8217;impatto del lockdown sul mondo dell’editoria? L’impressione è che sia stato fortemente negativo. Pensa che sia recuperabile?</strong><br>Devastante, l’impatto è stato devastante. Basti vedere i dati dell’AIE per rendersi conto che il danno è enorme. Onestamente non so dire se sia recuperabile, ma il danno è incommensurabile, su questo non ci sono dubbi. Tutta la filiera è messa a durissima prova.</p>



<p><strong>Nella vita quotidiana lei unisce la direzione di un grande evento al lavoro di autore. Quanto incide dirigere il Salone sull&#8217;attività di scrittore?</strong><br>Dirigere il Salone del Libro è un’esperienza umana che mi ha arricchito tantissimo, che implica l’aver a che fare contemporaneamente con la politica, l’economia, e le istituzioni pubbliche e private. Per quanto riguarda l’attività pratica di scrittura, ho riorganizzato tutto il mio lavoro, svegliandomi alle cinque del mattino e scrivendo fino alle dieci per poi iniziare a lavorare per il Salone. Adesso ho finito un libro che uscirà, per Einaudi, credo in autunno.</p>



<p><strong>Proprio Einaudi quest&#8217;anno pubblica una nuova edizione delle opere di Pavese a 70 anni dalla morte. Com’è stata l’esperienza di scrivere l’introduzione a una di queste nuove edizioni?</strong><br>É stata interessantissima perché mi sono ri-tuffato in “Tre Donne Sole”. In verità, mi era stato chiesto di quale libro di Pavese mi sarebbe piaciuto di più scrivere l’introduzione, tra quelli rimandati in stampa. Ho scelto “Tre Donne Sole”, lo avevo già letto da ragazzo, ma riprendendolo in mano mi sono reso conto che l&#8217;esperienza di vita che hai fatto ti restituisce la possibilità di scavare ancor più in profondità e ho trovato questo libro molto più oscuro, inquietante e claustrofobico di quanto non ricordassi. Io poi ho cercato di fare del mio meglio, durante la stesura dell’introduzione, ma la cosa più avvincente è stata la possibilità di rileggere un libro splendido come quello.</p>



<p><strong>Lei è stato per alcuni anni tra i selezionatori della Mostra del Cinema di Venezia, questa esperienza è stata utile per proporre una via originale alla direzione del Salone del Libro?</strong><br>Cinema e letteratura hanno due linguaggi, secondo me, completamente diversi. Entrambi sono forme narrative e questo aspetto ovviamente le accomuna, rendendole più vicine rispetto al binomio letteratura/arti figurative, per esempio. Detto questo, ripeto, il linguaggio è completamente diverso, il cinema è prettamente visuale, la letteratura è interamente basata sulla scrittura. L’aver partecipato alla Mostra del Cinema è stato utilissimo anche dal punto di vista organizzativo, rispetto al Salone, perché per tre anni ho avuto il privilegio di vedere all’opera una persona che stimo moltissimo, Alberto Barbera. Seguire Barbera durante le fasi organizzative di un evento internazionale mi è stato davvero utile per lavorare alla direzione del Salone del Libro.</p>



<p><strong>Cosa sta leggendo in questo momento?</strong><br>Sto leggendo un saggio di divulgazione scientifica: L’albero intricato, di David Quammen, l’autore di Spillover e ho l’impressione che sia più ambizioso rispetto al precedente, perché tratta di nuove scoperte scientifiche relative all’evoluzione degli esseri viventi; evoluzione che, a quanto pare, avanzerebbe non soltanto in verticale, come insegna Darwin, ma anche in orizzontale. Sto leggendo anche Gli Addii, di Juan Carlos Onetti, un libro molto malinconico. Juan Carlos Onetti è considerato una specie William Faulkner sudamericano.</p>



<p><strong>I ragazzi che oggi finiscono la maturità hanno trascorso un anno stranissimo. Ci sono dei libri che vorrebbe consigliare ai diciottenni per questa estate?</strong><br>Io non mi sento di consigliare un libro ai ragazzi, i libri sono delle storie d’amore, soprattutto per una persona di diciotto anni; trovare il libro giusto è un’esperienza fortissima e io non darei a nessuno un consiglio sulla persona di cui dovrebbe innamorarsi. Il mio suggerimento è di andare in libreria e imporre le mani su quello che credono sia il libro giusto. A me è successo così, entrai in libreria senza mai aver sentito parlare di Beppe Fenoglio, cominciai a sfogliare “Una questione privata” e iniziai ad avvertire una sensazione fortissima. Consiglierei questo a un diciottenne: entrare in una libreria, sfogliare, perdersi e uscire con il libro che sembra corrispondere al proprio sentimento. A ognuno è destinato un libro speciale dell&#8217;estate dei diciotto anni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/06/26/intervista-lagioia-salone-libro-torino/">Nicola Lagioia: ai diciottenni dico entrate in libreria e trovate il libro della vostra estate</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
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		<title>Ministero degli Esteri e Italiafestival insieme per la cultura italiana nel mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Pafumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2020 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#cafechantant]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Danza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domenica scorsa ha avuto luogo la Festa Europea della Musica, grande evento internazionale che si ripete da più di 25 anni e che vede coinvolti molti Paesi del mondo, Italia compresa. La festa non si è fermata quest’anno, nonostante il coronavirus e, anzi, ha avuto il valore simbolico di rappresentare la data del primo importante concerto con pubblico in Italia dopo l’emergenza COVID-19. Si tratta del concerto inaugurale del Ravenna&#8230;</p>
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<p>Domenica scorsa ha avuto luogo la Festa Europea della Musica, grande evento internazionale che si ripete da più di 25 anni e che vede coinvolti molti Paesi del mondo, Italia compresa. La festa non si è fermata quest’anno, nonostante il coronavirus e, anzi, ha avuto il valore simbolico di rappresentare la data del primo importante concerto con pubblico in Italia dopo l’emergenza COVID-19. Si tratta del concerto inaugurale del Ravenna Festival che ha visto il Maestro Riccardo Muti dirigere l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini.</p>



<p>L’evento ha dato il via all’ Estate all’italiana Festival 2020, un tour dei principali festival italiani che saranno trasmessi in streaming, divenendo così accessibili a un’utenza internazionale.<br>Il progetto è frutto di un sodalizio fra il Ministero degli Affari Esteri (con la sua rete di Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura), e l’Associazione Italiafestival.</p>



<p>“L’idea di promuovere i festival italiani nel mondo alla fine del periodo di isolamento – ha dichiarato Francesco Maria Perrotta, presidente di Italiafestival – ci ha condotti verso una duplice direzione: celebrare la ripartenza delle attività di spettacolo con la presenza del pubblico, per la quale Italiafestival ha alacremente lavorato al fianco di Agis e Mibact, e lanciare un messaggio di vicinanza agli spettatori del resto del mondo mediante la presenza in streaming, in attesa di poter tornare ad accogliere i tantissimi appassionati che vivono fuori dai confini nazionali e che non potranno assistere, dal vivo, ai tantissimi eventi realizzati dai nostri festival”.</p>



<p>Per accedere agli eventi streaming e on demand, basterà iscriversi a un’apposita piattaforma e registrarsi al sito web italiafestival.tv, nel quale gli spettacoli saranno disponibili online e gratuitamente. Il pubblico globale avrà così accesso a oltre due mesi di programmazione di spettacoli di grande qualità.</p>



<p>La ripartenza della realtà culturale del nostro paese si manifesta come una grande occasione. Ben 21 spettacoli, inseriti nella programmazione dei più grandi festival italiani, saranno esposti in una vera e propria vetrina internazionale. Si tratta di un palinsesto che accoglie manifestazioni provenienti da tutto il territorio nazionale e di consolidata qualità, come il già citato Ravenna Festival, per proseguire poi con il Puccini Festival a Viareggio, il Napoli Teatro Festival Italia, il Festival della Valle d’Itria, l’Emilia-Romagna Festival, Borgate dal vivo in Piemonte, il Festival internazionale di mezza estate di Tagliacozzo in Abruzzo e molti altri. Per conoscere il calendario nel dettaglio, basta visionare il sito italiafestival.it.</p>
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		<title>Scenari estivi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco De Fossis]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2020 09:24:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#comesefosseantani]]></category>
		<category><![CDATA[assistentecivico]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[spiaggia]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Civico, come fosse una condanna,di chi vuol rilassarsi sulla spiaggia,seduto sulla sdraio o in pompa magna,come lo vede ulula: mannaggia! Civico, senza reddito sia chiaro,perché se non sia mai ha busta pagadiventa il suo destin cinico e baroe la finanza tosto giunge e indaga Civico, come fosse un assistente,che assiste al mio dolore di bagnanteche mentre dorme e sogna di far nientericeve la domanda imbarazzante: &#8220;Mi scusi cittadino villeggianterisponda, e&#8230;</p>
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<p>Civico, come fosse una condanna,<br>di chi vuol rilassarsi sulla spiaggia,<br>seduto sulla sdraio o in pompa magna,<br>come lo vede ulula: mannaggia!</p>



<p>Civico, senza reddito sia chiaro,<br>perché se non sia mai ha busta paga<br>diventa il suo destin cinico e baro<br>e la finanza tosto giunge e indaga</p>



<p>Civico, come fosse un assistente,<br>che assiste al mio dolore di bagnante<br>che mentre dorme e sogna di far niente<br>riceve la domanda imbarazzante:</p>



<p>&#8220;Mi scusi cittadino villeggiante<br>risponda, e bene, a questa mia domanda:<br>questa biondina con fare adorante<br>che le sorregge allegra la bevanda</p>



<p>è forse una congiunta o una parente?<br>possiede la qualifica legale<br>o forse è qui sol arbitrariamente<br>e devo tosto fare un bel verbale?&#8221;</p>



<p>Civico, tu sei un gran fortunato,<br>ti dico io, cronometro alla mano,<br>quattro secondi è il tempo appropriato,<br>vola lontano, come quel gabbiano!</p>
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