<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>ISIS Archivi - ilcaffeonline</title>
	<atom:link href="https://ilcaffeonline.it/tag/isis/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/isis/</link>
	<description>Il coraggio di conoscere</description>
	<lastBuildDate>Sun, 23 Oct 2022 15:12:47 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.4.2</generator>

<image>
	<url>https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/cropped-avatar-ilcaffeonline-32x32.png</url>
	<title>ISIS Archivi - ilcaffeonline</title>
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/isis/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Requiem in memoria di Yuri Kerpatenko</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/10/23/vicari-requiem-in-memoria-di-yuri-kerpatenko/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/10/23/vicari-requiem-in-memoria-di-yuri-kerpatenko/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Ugo Vicari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Oct 2022 08:40:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tradizionario]]></category>
		<category><![CDATA[Aia]]></category>
		<category><![CDATA[Francisco Franco]]></category>
		<category><![CDATA[Futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Grande Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Hitler]]></category>
		<category><![CDATA[ISIS]]></category>
		<category><![CDATA[Khaled-al-Asaad]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Morte]]></category>
		<category><![CDATA[Mussolini]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi 2003]]></category>
		<category><![CDATA[Pinochet]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda guerra mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Stalin]]></category>
		<category><![CDATA[Umanità]]></category>
		<category><![CDATA[UNESCO]]></category>
		<category><![CDATA[Yuri Kerpatenko]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4655</guid>

					<description><![CDATA[<p>Non che la dittatura despotica e imperialista di Putin non si fosse già distinta per ferocia nella repressione degli oppositori politici. Basta richiamare alla memoria il caso Politkovskaja per far cadere ogni barriera ideologica in difesa della Grande Russia.Ma l&#8217;uccisione del direttore d&#8217;orchestra Yuri Kerparenko si fa più sapida perché richiama alla memoria l&#8217;esecuzione di Khaled al-Asaad, l&#8217;anziano archeologo fatto fuori, decapitato ed esposto alla pubblica gogna a Palmira nel&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/10/23/vicari-requiem-in-memoria-di-yuri-kerpatenko/">Requiem in memoria di Yuri Kerpatenko</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Non che la dittatura despotica e imperialista di Putin non si fosse già distinta per ferocia nella repressione degli oppositori politici. Basta richiamare alla memoria il caso Politkovskaja per far cadere ogni barriera ideologica in difesa della Grande Russia.<br>Ma l&#8217;uccisione del direttore d&#8217;orchestra <strong>Yuri Kerparenko</strong> si fa più sapida perché richiama alla memoria l&#8217;esecuzione di Khaled al-Asaad, l&#8217;anziano archeologo fatto fuori, decapitato ed esposto alla pubblica gogna a Palmira nel 2015 per mano di quei buontemponi dell&#8217;ISIS.</p>



<p>Sul tema della tutela dei beni culturali in tempo di guerra si è discusso lungamente e si continua a discutere.</p>



<p>L&#8217;UNESCO è nata, all&#8217;indomani della Seconda Guerra mondiale, con precisi scopi a tutela della vita e della civiltà democratica. Tutti i suoi atti dal 1945 in avanti contengono, a uno stadio germinale o in forme pienamente compiute, chiari indirizzi agli stati membri sulla tutela dei beni monumentali e delle opere d&#8217;arte in caso di conflitto armato (L&#8217;<strong>Aia</strong> 1954).</p>



<p>La tenuta delle Carte che da quel primo atto sono derivate al patrimonio mondiale è stata sempre precaria, in virtù dell&#8217;ipocrita adesione da parte di molti stati a vocazione guerrafondaia: quelli cattivi che la guerra la fanno e quelli buoni che la guerra la procacciano agli altri. Ad ogni buon conto, esse riguardavano le sole cose mobili e immobili, più di recente il patrimonio intangibile (Parigi 2003), ma mai le persone fisiche.</p>



<p>La morte di Khaled al-Asaad ha spostato l&#8217;asse semantico del meccanismo di tutela internazionale, significando soprattutto questo: la presa di una nuova coscienza internazionale, volta a considerare gli eroi che si immolano in difesa dei beni culturali e ambientali come nuovi oggetti di tutela.</p>



<p>La persona-<em>memoria</em>, la persona-<em>memento</em>, la persona-<em>monumento</em>.</p>



<p>Come in Fahrenheit 451 di Broadbury-Truffaut, l&#8217;eroe Kalhed al-Asaad, l&#8217;eroe Yuri Kerpatenko sono destinati a tramandare un sapere di valore inestimabile, il più alto dei saperi che corrisponde con i principi di giustizia e libertà che ispirano la fondazione dell&#8217;UNESCO. </p>



<p>Vladimir Putin carnefice, Benito Mussolini carnefice, Iosif Stalin carnefice, Adolf Hitler carnefice, Augusto Pinochet carnefice, Pol Pot carnefice, le Giunte militari sud americane carnefici, Francisco Franco carnefice, l&#8217;ISIS carnefice, tutti i dittatori, i despoti e i fanatici tra XX e XXI secolo saranno destinati alla fine ingloriosa che si riserva ai vinti solo se inizieremo a considerare gli eroi della salvaguardia di beni culturali come &#8220;monumenti&#8221; e la loro morte violenta per mano dei carnefici un crimine contro l&#8217;umanità.</p>



<p>Da tali presupposti, gente come Putin non solo non dovrebbe più avere legittimazione alcuna sul piano dei rapporti internazionali, ma andrebbe perseguito per legge e giudicato da un tribunale apposito.</p>



<p>Stabilito a priori questo ineludibile principio di legalità, sul Parnaso Apollo e Mnemosine torneranno a darci sempre nuove muse; siederanno ai loro piedi le figure allegoriche della Giustizia, della Fama e della Libertà; e tutti additando i martiri come Yuri Kerparenko a esempio per il futuro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/10/23/vicari-requiem-in-memoria-di-yuri-kerpatenko/">Requiem in memoria di Yuri Kerpatenko</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/10/23/vicari-requiem-in-memoria-di-yuri-kerpatenko/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sul Cristo deposto a Leopoli e sul valore simbolico dell&#8217;arte in tempo di guerra</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/04/19/vicari-sul-cristo-deposto-a-leopoli-e-sul-valore-simbolico-dellarte-in-tempo-di-guerra/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/04/19/vicari-sul-cristo-deposto-a-leopoli-e-sul-valore-simbolico-dellarte-in-tempo-di-guerra/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Ugo Vicari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 10:58:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tradizionario]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Bunker]]></category>
		<category><![CDATA[Cristo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[ISIS]]></category>
		<category><![CDATA[Leopoli]]></category>
		<category><![CDATA[Letizia Battaglia]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[Pasqua]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4228</guid>

					<description><![CDATA[<p>La morte di Letizia Battaglia ci ricorda quanto potenti siano le immagini d&#8217;arte e quelle fotografiche in particolare. Non c&#8217;è altro da aggiungere.&#160;Qualche anno fa, correva il tempo delle orribili imprese dell&#8217;ISIS in Medio Oriente, ricordo un servizio tra le macerie inerti, in cui si distinguevano, iconici, alcuni gialli accesissimi: un frammento di taxi o il probabile impermeabile di un bambino, testimonianze residue di una vita ostinata dove tutto intorno&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/04/19/vicari-sul-cristo-deposto-a-leopoli-e-sul-valore-simbolico-dellarte-in-tempo-di-guerra/">Sul Cristo deposto a Leopoli e sul valore simbolico dell&#8217;arte in tempo di guerra</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La morte di Letizia Battaglia ci ricorda quanto potenti siano le immagini d&#8217;arte e quelle fotografiche in particolare. Non c&#8217;è altro da aggiungere.<br>&nbsp;<br>Qualche anno fa, correva il tempo delle orribili imprese dell&#8217;ISIS in Medio Oriente, ricordo un servizio tra le macerie inerti, in cui si distinguevano, iconici, alcuni gialli accesissimi: un frammento di taxi o il probabile impermeabile di un bambino, testimonianze residue di una vita ostinata dove tutto intorno era morte e distruzione.</p>



<p>Ora Leopoli, col suo Cristo disceso dalla croce, trascinato nel sepolcro di un bunker col suo seguito di dolenti. Nicodemo e Giuseppe d&#8217;Arimatea potrebbero ben essere i due attendenti che hanno avuto il compito di seppellire la splendida statua del XV secolo nel tentativo di sottrarla alle ingiurie belliche.</p>



<p>Seppellire, seppellire, seppellire i vivi, i morti, i redivivi. Che triste primato hanno le guerre! Tutte le guerre. Le opere d&#8217;arte non sono meno vittime di quel capolavoro incompiuto che è l&#8217;uomo; anch&#8217;esse soffrono, si fanno metafora, il loro valore simbolico è tale da indurre le genti a salvarle, salvarle come si fa con i deboli, nella speranza di potere vederle tornare a splendere in un futuro migliore.</p>



<p>L&#8217;Italia sa cosa significhi questa pratica funebre transitoria, per averla praticata clandestinamente durante la Seconda guerra mondiale contro i nazisti e, paradossalmente, contro gli stessi italiani che parteggiavano (Sic) per i nazisti.</p>



<p>A futura memoria, come quando Morehshin Allahyari celava dentro il corpo opalino di statue riprodotte in stampa digitale 3D, le testimonianze fotografiche e filmiche degli scempi che i miliziani dell&#8217;ISIS compivano sugli originali scultorei ormai distrutti.</p>



<p>Il valore universale dell&#8217;arte anticipa così il valore meno universale dell&#8217;essere umano.<br>&nbsp;<br>Chissà, tra cinquant&#8217;anni i pronipoti di Putin verranno alla Cattedrale di Leopoli in pellegrinaggio o come allegri turisti per ammirarne le bellezze, e forse nemmeno percepiranno il danno di queste settimane, dei prossimi mesi, dimentichi della barbarie perpetrata dai propri avi a persone e cose. Perché gli uomini e le donne dimenticano. Così è la storia, così è la guerra, così è la vita. Quale vita, poi, non saprei dire.<br>&nbsp;<br>In questa Pasqua di sangue, la ripetizione all&#8217;infinito delle Vie Crucis per le strade cristiane amplifica a dismisura quel trasporto funebre eccezionale. Speriamo che tale amplificazione di immagini gli dia più senso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/04/19/vicari-sul-cristo-deposto-a-leopoli-e-sul-valore-simbolico-dellarte-in-tempo-di-guerra/">Sul Cristo deposto a Leopoli e sul valore simbolico dell&#8217;arte in tempo di guerra</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/04/19/vicari-sul-cristo-deposto-a-leopoli-e-sul-valore-simbolico-dellarte-in-tempo-di-guerra/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Afghanistan: missione compiuta?</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/08/10/maran-missione-compiuta/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/08/10/maran-missione-compiuta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Maran]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Aug 2021 16:05:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eppur si muove]]></category>
		<category><![CDATA[11 settembre]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[America]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Droni]]></category>
		<category><![CDATA[George W. Bush]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Iraq]]></category>
		<category><![CDATA[ISIS]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Joe Biden]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Politica estera]]></category>
		<category><![CDATA[POTUS]]></category>
		<category><![CDATA[Saddam Hussein]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
		<category><![CDATA[Tettorismo]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Washington]]></category>
		<category><![CDATA[WMD]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3413</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 14 settembre 2001, tre giorni dopo l’attentato dell’11 settembre, dal pulpito della cattedrale di San Pietro e Paolo di Washington, il presidente degli Stati Uniti George W. Bush, annunciò la «guerra al terrorismo» con queste parole: «La nostra è una nazione pacifica, ma feroce quando viene spinta all’ira. Questa guerra è stata iniziata nei tempi e nei modi che altri hanno voluto. Essa finirà nel modo e nell’ora che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/08/10/maran-missione-compiuta/">Afghanistan: missione compiuta?</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 14 settembre 2001, tre giorni dopo l’attentato dell’11 settembre, dal pulpito della cattedrale di San Pietro e Paolo di Washington, il presidente degli Stati Uniti George W. Bush, annunciò la «guerra al terrorismo» con queste parole: «La nostra è una nazione pacifica, ma feroce quando viene spinta all’ira. Questa guerra è stata iniziata nei tempi e nei modi che altri hanno voluto. Essa finirà nel modo e nell’ora che sceglieremo noi».</p>



<p>Ora quel momento é arrivato. Dopo il ritiro delle truppe americane dall’Afghanistan con una decisione che ha posto fine alla guerra più lunga dell’America, alla fine di luglio il presidente Joe Biden ha annunciato anche la fine delle «operazione di combattimento» in Iraq ed il ritiro degli uomini in loco entro la fine dell’anno.</p>



<p>Entrambe le guerre, quella in Iraq in modo più controverso, sono scaturite dall’11 settembre e dalla guerra globale al terrorismo (e a quanti davano rifugio ai terroristi) lanciata da Bush. La guerra aveva anche l’obiettivo di impedire ai gruppi islamici estremisti di dotarsi di armi di distruzione di massa; ed il fatto che, nell’Iraq di Saddam Hussein, le WMD non siano mai state trovate, ha contribuito a trasformare la guerra in Iraq in uno dei più grandi fallimenti della politica estera americana.</p>



<p>La decisione di Biden relativa all’Iraq ha un significato perlopiù simbolico. Buona parte della missione statunitense é già confinata ad un ruolo di addestramento (oltre all’intelligence e alla consulenza) concepito per arginare un ritorno su larga scala dell’ISIS. Ma l’annuncio, accompagnato dalla decisione di lasciare l’Afghanistan, è comunque importante perché rappresenta un cambiamento storico nella politica estera americana.</p>



<p>Bush ed i falchi del suo entourage definirono la lotta contro il terrorismo islamico come la principale battaglia dell’epoca. Ma, vent’anni dopo, il quadro é cambiato completamente. L’America ora ritiene che la minaccia più grande venga dalla Cina. Washington spera perciò di tenere a bada il terrorismo globale con operazioni a distanza, affidandosi agli strike aerei e ai droni, senza doversi impantanare in guerre che durano decenni. </p>



<p>Quello di spedire centinaia di migliaia di soldati nel Medio Oriente (molti dei quali destinati a morire o a rimanere invalidi per tutta la vita), ora, a distanza di anni e con il senno di poi, sembra un approccio sin dall’inizio destinato a fallire.</p>



<p>Ma l’altra lezione che si può ricavare dai primi vent’anni del XXI secolo è che i sapientoni che a Washington si occupano di politica estera possono decidere quello che vogliono, ma non c’è modo di imporre al mondo la volontà dell’America.</p>



<p>Come Biden, anche i nemici degli Stati Uniti decidono quando è il momento di scegliere. Del resto, c’è un detto che i militari americani ripetono spesso: «The enemy gets a vote». Serve a ricordare che perfino il piano meglio elaborato ed eseguito può andare in tilt perché l’altra parte userà le proprie capacità, le proprie risorse e la propria determinazione per fregarti. E proprio in queste ore, approfittando del campo libero, i talebani continuano a riprendersi una contrada dopo l’altra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/08/10/maran-missione-compiuta/">Afghanistan: missione compiuta?</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/08/10/maran-missione-compiuta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
