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	<title>Kore Archivi - ilcaffeonline</title>
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		<title>Sicilia mitica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Tinnirello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Mar 2022 18:36:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tradizionario]]></category>
		<category><![CDATA[Ade]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni terra possiede un mito di fondazione. V’è però una terra ove il mito che la genera viene rovesciato ed eviscerato: la Sicilia. I Greci conquistano l’Isola con le navi; questo viaggio sigla la nascita dell’Occidente. Sull’Isola, gli Elleni- presi dalla nostalgia della madrepatria- proiettano poi il cono d’ombra del loro Pantheon luminista. La Trinacria diviene così lo spazio a rovescio, il luogo del fondo esemplificato sulle pareti cave di&#8230;</p>
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<p>Ogni terra possiede un mito di fondazione. V’è però una terra ove il mito che la genera viene rovesciato ed eviscerato: la Sicilia. I Greci conquistano l’Isola con le navi; questo viaggio sigla la nascita dell’Occidente. Sull’Isola, gli Elleni- presi dalla nostalgia della madrepatria- proiettano poi il cono d’ombra del loro Pantheon luminista. La Trinacria diviene così lo spazio a rovescio, il luogo del fondo esemplificato sulle pareti cave di Etna.</p>



<p>Se l’Ellade è la patria storica del mito, la Sicilia ne è la regione, la casa della vita e della morte, l’incavo metafisico che ricaccia indietro ogni epos inabissandolo altrove. La Sicilia non trattiene la storia ma la rilascia sempre sotto forma di miti e leggende, differenziandosi dal nomos greco che l’ha fatta. Nell’isola non si combatte e non si comanda- si riposa del sonno mitologico, si viene per fare visita a Ade, onorare i morti, le ombre, le necropoli, le grotte, le cavità.</p>



<p>In Sicilia anche la natura è mitica. Qui i sassi parlano e sono deità residenti e immote. Pensate alle sacre pietre di Pantalica, antica dimora dei popoli nativi. Ed è così che i miti greci in Sicilia si riversano in doppi, gemelli, repliche fantasmatiche degli dèi olimpici. </p>



<p>Pensiamo ai Dioscuri al quale è consacrato un celebre tempio agrigentino. Ma, su tutti, domina Ade. Questi, fratello di Zeus, rapisce la sua sposa, Proserpina, nei pressi di Enna. Il dio infero è sovrano di un antispazio identico a quello del padre degli dèi, ma inabissato nelle viscere della terra siciliana. Il popolo dell’Ade è fatto di morti, fantasmi dei vivi, copie invisibili del corpo visibile, simulacri del vivente. Aides, re del mondo infero, governa un popolo umbratile, un regno di immagini.</p>



<p>La Sicilia, domicilio di Ade, è una terra di figurazioni, la Grecia secreta, il doppio notturno della civiltà.<br>Gli Eroi e gli dèi sono in patria a banchettare di vittorie, a dire parole che pesano come piombo. In Sicilia invece c’è l&#8217;Artefice zoppo Efesto che, dalla fucina di Etna, fabbrica armi per guerre che non deve combattere; in Sicilia ci sono i Giganti che hanno perso la grande lotta mitopolitica con gli Olimpi; qui abitano pure i Ciclopi che vedono appena e vivono al buio tra le pendici del vulcano. E sempre da questo set inesauribile di miti, Empedocle raggiunge l’altra parte gettandosi nel cratere.</p>



<p>Questa terra cintata dal mare è la regione senza ragioni, la casa delle manie, dei mostri e dello Stige e, soprattutto, la dimora della Gorgone alata che fa linguacce. Lei ci parla col suo riso arcaico e ci dice dello stupore di essere vivi in un mondo di forze sommerse, minacciose e iperboliche. Tali numi ci compaiono ancora nel sonno o mentre guardiamo un paesaggio di spighe auree nel quale Demetra ci cinge; ci invitano su una spiaggia assolata o emergono dal mare che non finisce mai sospinto dal vento di Eolo.</p>



<p>Sono i momenti del kairos, quelli nel quale le divinità ritornano come forme belle o manie oniriche e ci fanno cenno. Ci vogliono ancora, vogliono parlare attraverso la nostra bocca e riempirci gli occhi di immagini assolate per farci addormentare accecati di luce.</p>



<p>Ogni civiltà, in fondo, riposa dei suoi sonni ancora possibili. Noi possediamo questa riserva mitica ed è in un luogo ben preciso, la Sicilia. Lei ha preso spazi inespugnabili che rimangono a rimirare il fondo pieno di tesori che la storia non intacca poiché vi dimora da sempre, Plutone, il ricco, insieme alla Kore, madre di superfici e profondità e al corteo infero dai mille volti.</p>
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		<title>Il Museo del mito a Enna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Ugo Vicari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2020 18:31:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tradizionario]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Demetra]]></category>
		<category><![CDATA[Enna]]></category>
		<category><![CDATA[Kore]]></category>
		<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[Museo del mito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono nato su di un monte intriso di miti fondativi, e vissuto sulle rive di un lago carico di segni. Ho viaggiato molto ed oggi vivo nel ventre di un altro gigante della mitologia classica. Sin dall&#8217;infanzia ho udito molte narrazioni su Demetra e Kore, alcune dotte, ctonie, discendenti verso il centro della terra, altre più lievi, perfino maccheroniche, ascendenti verso la luce. Ma mai nessuna mi aveva colpito così&#8230;</p>
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<p>Sono nato su di un monte intriso di miti fondativi, e vissuto sulle rive di un lago carico di segni. Ho viaggiato molto ed oggi vivo nel ventre di un altro gigante della mitologia classica. Sin dall&#8217;infanzia ho udito molte narrazioni su Demetra e Kore, alcune dotte, ctonie, discendenti verso il centro della terra, altre più lievi, perfino maccheroniche, ascendenti verso la luce. Ma mai nessuna mi aveva colpito così duramente come il racconto per suoni, parole e immagini del nuovo &#8216;Museo del mito&#8217; ad Enna.</p>



<p>L&#8217;avverbio non è usato a caso né ha valore negativo, tutt&#8217;altro. Per &#8216;duramente&#8217; intendo un fortissimo impatto poetico di fronte alla bellezza di un territorio che si pensava di conoscere a fondo ma che si era sempre meditato da una prospettiva convenzionale. Qui invece tutto è aereo, vertiginoso.</p>



<p>Un museo senza oggetti e di due sole sale che museo è, vi chiederete, e perché dargli tanta importanza? Un museo senza oggetti e con due sale pirotecniche è un &#8216;grande museo&#8217;, da annoverare tra i migliori della sua generazione. La vertigine non è data solamente dall&#8217;esperienza che compi, come &#8220;al paese dei Tarahumara&#8221;, al punto che sei costretto a tenerti su di una mensola per non cadere; vertiginosi sono anche i suoni uditi, la lingua parlata, le immagini composte intorno al mito delle Dee madre e figlia nella &#8216;caverna d&#8217;antimateria&#8217; della seconda sala.</p>



<p>Se Landart e videoarte hanno significato qualcosa dagli anni &#8217;60 in avanti, l&#8217;uso che ne fanno i progettisti di questo piccolo gioiello posto al centro dell&#8217;isola è magistrale. Visitandolo, molti si concentreranno sugli aspetti ludici della tecnologia 3D nella prima sala, rimarranno con il naso all&#8217;insù nel diorama della seconda sala, come quando si chiudono le feste patronali nelle notti d&#8217;estate. Sotto il profilo museologico, già questo è un ottimo risultato. Altri potranno spingersi oltre e cogliere l&#8217;arditezza non del mezzo (fatalmente destinato all&#8217;obsolescenza tecnologica), ma del fine mitopoietico.</p>



<p>Non aggiungo altro. La peste finirà, Trittolemo avrà successo e Demetra ci ridarà le sospirate messi. Quando sarà nuovamente possibile andate a visitare la rocca come in pellegrinaggio, in espiazione entrate nell&#8217;antro e fate esperienza di questo museion come in un volo estatico. Siate sciamani con la sola forza dei sensi risvegliati e riappropriatevi per un istante del principale mito di fondazione culturale a Eleusi con nuova e potente consapevolezza.</p>



<p>Museo del mito<br>Comune di Enna<br>Rocca di Cerere, i Capannicoli<br>Realizzazione: Sarteria, Roma<br>Info e prenotazioni: museodelmito.enna@gmail.com</p>
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