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	<title>Legge Archivi - ilcaffeonline</title>
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	<description>Il coraggio di conoscere</description>
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	<title>Legge Archivi - ilcaffeonline</title>
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		<title>La domanda etica di fondo sul modello Riace di Mimmo Lucano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Ugo Vicari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Oct 2021 10:17:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sia chiaro: quest&#8217;articolo non ha alcun fondamento giuridico, né ha la pretesa di apparire apologetico a priori. Esso si interroga solamente sulla sostanza umana delle cose, su come possa ritenersi illecita la cura delle persone, il loro inserimento o reinserimento con dignità nel tessuto sociale; se sia possibile o meno derogare dalla norma giuridica per tutelare il valore della solidarietà, quando una serie di eventi porti a forzare il sistema&#8230;</p>
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<p>Sia chiaro: quest&#8217;articolo non ha alcun fondamento giuridico, né ha la pretesa di apparire apologetico a priori. Esso si interroga solamente sulla sostanza umana delle cose, su come possa ritenersi illecita la cura delle persone, il loro inserimento o reinserimento con dignità nel tessuto sociale; se sia possibile o meno derogare dalla norma giuridica per tutelare il valore della solidarietà, quando una serie di eventi porti a forzare il sistema per un fine superiore.</p>



<p>È il principio per cui don Milani ha potuto fare quello che a fatto per i ragazzi di Barbiana, Danilo Dolci per i braccianti di Trappeto e Partinico, Basaglia per i malati psichiatrici, prima che la norma si adeguasse a quelle esperienze necessarie e rivoluzionarie. Prima, quando gli apparati ecclesiastici mettevano i bastoni tra le ruote alla pedagogia del parroco di campagna, la mafia seminava il panico tra i contadini siciliani col tacito assenso degli apparati di governo isolani, quando il malato psichiatrico era uno scandalo per la società borghese e si internavano i parenti anche solo per il carattere ribelle di alcuni di loro.</p>



<p>Voglio dire che la nostra bellissima Costituzione e le conquiste sociali che essa ha assicurato a noi, alle nostre madri e padri, ai nostri figli senza che questi ultimi se ne rendano più conto, è nata da legiferatori che fino a qualche anno prima erano fuorilegge. Si, i vari La Pira, Calamandrei, Togliatti, Einaudi, Moro … fuorilegge. Come Mimmo Lucano?</p>



<p>Che esagerato, voi penserete e forse avete ragione; forse il caso Riace è solo un fastidioso inciampo sul cammino della democrazia, e bene hanno fatto il Ministero dell&#8217;Interno prima, la magistratura adesso, a indagare e condannare il modello sociale ivi sperimentato negli ultimi anni. Ma la domanda etica di fondo resta.</p>



<p>Per converso, mi chiedo quale pena spetterebbe ai sindaci che hanno consentito e consentono, in tutta Italia, la ghettizzazione degli immigrati costringendoli nelle baraccopoli, chiudendo gli occhi sullo sfruttamento feroce a cui essi sono sottoposti nei campi di mezzo meridione, con paghe da fame.</p>



<p>Perché Riace e non, ad esempio, Gioia Tauro o Manfredonia? Quale ufficio del Ministero dell&#8217;Interno, quale magistratura indaga e condanna quelle amministrazioni? Basta rispondere che la legge non lo consente? Forse non lo consente, ma la sensazione che tale vulnus sia enormemente più grave dell&#8217;operato di Mimmo Lucano a Riace è più forte di qualunque condanna a tredici anni e passa di galera.</p>
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		<title>Caro Grillo, la violenza non è una scia chimica</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/04/20/raco-caro-grillo-la-violenza-non-e-una-scia-chimica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Apr 2021 09:42:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Whatever it takes]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
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		<category><![CDATA[Stupro]]></category>
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		<category><![CDATA[Violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con 24 ore di ritardo interveniamo anche noi sulla difesa che Beppe Grillo ha fatto del figlio, accusato di stupro insieme a dei suoi amici. Il ritardo vuole essere un segno di solidarietà e rispetto alla ragazza che ha denunciato lo stupro sette giorni dopo i fatti. Perché Beppe Grillo, con quel suo video, approfittando della sua notorietà, anche politica, ha provato a smontare &#8211; per fini privati &#8211; decenni&#8230;</p>
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<p>Con 24 ore di ritardo interveniamo anche noi sulla difesa che Beppe Grillo ha fatto del figlio, accusato di stupro insieme a dei suoi amici. Il ritardo vuole essere un segno di solidarietà e rispetto alla ragazza che ha denunciato lo stupro sette giorni dopo i fatti. Perché Beppe Grillo, con quel suo video, approfittando della sua notorietà, anche politica, ha provato a smontare &#8211; per fini privati &#8211; decenni di lotte e conquiste che lo Stato italiano ha riconosciuto alle vittime di ogni violenza.</p>



<p>La nostra legislazione, basata sullo stato di diritto e non sulle teorie forcaiole e giustizialiste con le quali ha fatto fortuna Beppe Grillo, concede alle vittime di ogni tipo di violenza, da quella sessuale al mobbing sul luogo di lavoro, il tempo ritenuto congruo e necessario per denunciare alle autorità competenti i soprusi subiti.</p>



<p>Lo fa perché la violenza non è come una scia chimica, un ufo o una sirena. Per poter superare la paura, l’angoscia, spesso anche la vergogna, serve tempo. Alcune volte c’è di mezzo quello che viene erroneamente ritenuto amore, altre volte la famiglia da informare, i colleghi da guardare in faccia. In moltissimi casi c’è condizionamento psicologico, il terrore di perdere il posto di lavoro o di non essere creduti. Tante volte serve solo razionalizzare, parlarne con persone fidate, trovare il coraggio.</p>



<p>Per questo la legge italiana concede tempo e supporto alle vittime di violenza. Si può denunciare dopo una settimana e anche di più. Perché la violenza non è una scia chimica o una sirena, che chiunque vede per la prima volta nella vita ha il desiderio di fotografare e mettere sui social, con la speranza poi  di conquistare un posto in Parlamento. No, la violenza è una ferita al corpo, all’anima e alla mente, che nessuno ha voglia di pubblicizzare e socializzare.</p>



<p>Lasciamo anche sullo sfondo, al momento, le contraddizioni di Grillo politico, giustizialista col resto del mondo e garantista con la propria famiglia, che sia quella di sangue o di partito. Le sue parole sono uno sfregio al nostro diritto, alle vittime di ogni violenza e alle loro famiglie.</p>



<p>Sarà la magistratura a stabilire se ci sia stata o no violenza nel caso del figlio di Grillo. In quel caso, se previsto dalle leggi, in carcere ci andrà il ragazzo, non il padre. Anche questo è previsto dal nostro ordinamento, che Grillo farebbe bene a conoscere e rispettare.</p>
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		<title>Ius soli e ius sanguinis: sangue, terra e cultura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavio Fucà]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2021 11:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eppur si muove]]></category>
		<category><![CDATA[Carl Schmitt]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadinanza]]></category>
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		<category><![CDATA[Legge]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E' stato il neo-segretario del PD Enrico Letta a rispolverare la questione intorno allo ius soli ed allo ius culturae. Introdurre una riforma della cittadinanza che apra allo ius soli e all’elemento culturale  appare sempre più necessario, se si vuole rispondere alle esigenze di giustizia ed equità di migliaia di esseri umani e se si vuole salvaguardare, nel lungo termine, la solidità delle basi del pluralismo, del costituzionalismo, dello stato di diritto e della democrazia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/03/24/ius-soli-ius-sanguinis-sangue-terra-cultura/">Ius soli e ius sanguinis: sangue, terra e cultura</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
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<p>Dagli anni ‘90 in Italia, ciclicamente, si torna a parlare di riforma della normativa sull’acquisto della cittadinanza. Questa volta è stato il neo-segretario del PD Enrico Letta a rispolverare la questione intorno allo ius soli ed allo ius culturae, scatenando sciami di argomentazioni sia a favore che contrarie.</p>



<p>Ma procediamo con ordine. Cosa si intende con ius soli e ius sanguinis? Si tratta di due istituti giuridici per l’acquisto della cittadinanza, cioè per essere considerati titolari di diritti e doveri verso la società e lo Stato; essere cittadini, ovvero far parte di una comunità.</p>



<p>Decidere sul diritto di cittadinanza è ancora dominio riservato dello Stato. In Italia la legislazione vigente predilige l’acquisizione tramite linea di sangue: se si nasce o si è adottati da cittadini italiani.</p>



<p>Tuttavia, la L.91/1992, che regola la materia, prevede una possibilità residuale di iure soli per i figli di apolidi, di genitori ignoti o impossibilitati a trasmettere la cittadinanza al figlio. Per gli stranieri che invece arrivano nel territorio italiano occorre fare richiesta al Ministero dell&#8217;Interno e dimostrare il possesso di alcuni requisiti, tra i quali: residenza continuativa di 10 anni e un impiego con cui mantenersi.</p>



<p>Sul piano diametralmente opposto allo ius sanguinis vi è il concetto di ius soli, adottato da molti Paesi in forma pura, prevalentemente nel continente americano, o condizionata, come in Sudafrica. </p>



<p>Parliamo di ius soli in forma pura quando ci riferiamo ad una normativa che prevede, come condizione prevalente e indipendente per l’acquisto della cittadinanza, l’essere nati all’interno del territorio nazionale dello Stato; parliamo di forma condizionata quando invece vengono poste, affianco al requisito di territorialità, ulteriori condizioni che possono variare a seconda dello Stato.</p>



<p>In Italia, le ultime proposte di riforma della cittadinanza (focalizzate sulla figura degli stranieri di seconda generazione) sono orientate verso l’introduzione di uno ius soli temperato da elementi di ius culturae: istituto giuridico che prevede la possibilità di acquisire la cittadinanza per un minore, che abbia regolarmente frequentato uno o più percorsi di studio o formazione professionale nella penisola.<br>Il requisito di territorialità e di cultura prevale su sangue e discendenza.</p>



<p>Una cosa è bene ribadire però, definirsi cittadini significa anche marcare una linea di confine tra chi è come noi e sta dentro la comunità e chi invece non lo è e rimane fuori, tra chi partecipa alla vita politica e chi no, “tra chi è amico e chi nemico”, come direbbe Carl Schmitt. </p>



<p>Guardando a quel che succede da anni nelle periferie di tutta Europa, dove le diseguaglianze, la marginalità e l’approccio securitario favoriscono lo sviluppo di enclave, di ideologie e radicalismi identitari, introdurre una riforma della cittadinanza che apra allo ius soli e all’elemento culturale (come fattore potenzialmente aggregatore) appare sempre più necessario, se si vuole rispondere alle esigenze di giustizia ed equità di migliaia di esseri umani e se si vuole salvaguardare, nel lungo termine, la solidità delle basi del pluralismo, del costituzionalismo, dello stato di diritto e della democrazia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/03/24/ius-soli-ius-sanguinis-sangue-terra-cultura/">Ius soli e ius sanguinis: sangue, terra e cultura</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
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