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	<title>Letta Archivi - ilcaffeonline</title>
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		<title>2 giugno: c’è posto per tutti, dalla parte della Democrazia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2021 14:42:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ci sedemmo dalla parte del torto, perché tutti gli altri posti erano occupati&#8221;. Così la leader di Fratelli d&#8217;Italia Giorgia Meloni, citando il drammaturgo tedesco Bertolt Brecht, ha aperto l&#8217;intervento in Aula in dichiarazione di voto sulla fiducia al Governo Draghi. Noi, al contrario, abbiamo la presunzione di essere sempre stati dalla parte della ragione, per formazione ma anche perché poco avevamo (e abbiamo) da condividere con quanti &#8211; a&#8230;</p>
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<p>&#8220;Ci sedemmo dalla parte del torto, perché tutti gli altri posti erano occupati&#8221;. Così la leader di Fratelli d&#8217;Italia Giorgia Meloni, citando il drammaturgo tedesco Bertolt Brecht, ha aperto l&#8217;intervento in Aula in dichiarazione di voto sulla fiducia al Governo Draghi.</p>



<p>Noi, al contrario, abbiamo la presunzione di essere sempre stati dalla parte della ragione, per formazione ma anche perché poco avevamo (e abbiamo) da condividere con quanti &#8211; a qualunque titolo &#8211; hanno occupato, spesso con fare violento, la parte del torto.</p>



<p>Nulla abbiamo mai condiviso dei modi di fare dei grillini, sin dal primo VaffaDay, cioè “il giorno del vaffanculo”. Bonjour finesse. Come mai siamo stati vicini, in alcun modo, a qualunque specie di qualunquismo e populismo. Mai ci siamo arruffianati a quel tipo di potere pur di occupare uno strapuntino.</p>



<p>Da questo punto di vista è da accogliere con sollievo la dichiarazione di Luigi Di Maio che, con una lettera inviata a “Il Foglio”, ha rinnegato, facendo finalmente autocritica, gli atteggiamenti forcaioli e sommariamente giustizialisti che sono stati alla base della nascita e di tutte le evoluzioni, sino a questa finale, di quel che resta del M5S.</p>



<p>Oggi il M5S, o la parte che si rifà a Conte, insieme a quella orientata da Di Maio, sembrerebbe non avere più nulla in comune con il movimento inventato da Casaleggio padre insieme a Beppe Grillo. Ma non si sono ancora trasformati in nulla di nuovo, al punto che non si capisce bene chi è il capo, qual è il programma e su quali truppe può contare.</p>



<p>Se questo ripensamento, insieme a quello che si registra dalle parti della Lega, se almeno dovesse portarci ad avere, in Italia e in Europa, un quadro politico composto da partiti che, per prima cosa, si impegnano a rinnegare il qualunquismo e il populismo, avremmo l’obbligo politico di riconoscere tala conversione e dare il benvenuto a tutti dalla parte giusta della storia.</p>



<p>Ma su quali macerie stiamo camminando? Lo sanno Mattarella, Draghi e Letta, chiamato a guidare un partito che per varie ragioni aveva perso i motivi della sua fondazione. Lo sappiamo tutti noi, che da anni lottiamo a difesa della Repubblica democratica, con l’obiettivo di proteggerla e preservarla integra e solida sino all’arrivo o al rientro di tutti i concittadini riconquistati alla civiltà della ragione.</p>



<p>Ma quante pietre, quanto fango sono stati lanciati contro le vetrate della democrazia italiana ed europea. Tanto peggio tanto meglio è stato il ragionamento anche di molti nostri amici e conoscenti, che non hanno avuto la forza o la dignità di resistere alle sirene del populismo: per “punire” il sistema, per dare una lezione ai partiti, qualcuno anche per offrire una opportunità “ai nuovi”. In quanti hanno tirato quelle pietre? Ce lo chiediamo oggi che la linea del populismo sembra essere finalmente crollata. Ne riconosciamo tanti. Troppi.</p>



<p>Non sarà facile dialogare con Luigi Di Maio dimenticando la volta in cui si affacciò a quel balcone, quando pensò di denunciare il Capo dello Stato o le innumerevoli volte in cui ha seminato divisione, odio e rancore tra i cittadini, attaccando fino a vilipenderle tutte le Istituzioni, italiane ed europee.</p>



<p>Dovremo farlo? Ce lo impone la democrazia liberale che abbiamo sempre, strenuamente, difeso. Quanto sarà vero e affidabile quel pentimento, se non sarà solo strategico, lo scopriremo presto. Il rispetto del limite del terzo mandato sarà forse la prova del nove. Prima verranno amministrative importanti e la scelta del nuovo Capo dello Stato,</p>



<p>Buon due giugno. Buona festa della Repubblica. Auguri e grazie soprattutto al Presidente Sergio Mattarella, arrivato al suo ultimo due giugno al Quirinale, paziente e inflessibile baluardo a difesa della Costituzione repubblicana e dell’Europa. C’è posto per tutti, dalla parte della democrazia.</p>
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		<title>Chi è in confusione?</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/05/11/susta-chi-e-in-confusione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Susta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 May 2021 10:00:29 +0000</pubDate>
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<p>L&#8217;ex Capogruppo del PD in Senato, Marcucci, leader dell&#8217;anima &#8220;liberale&#8221; del PD, (ex?) renziano di ferro, dice che i &#8220;5S sono in confusione&#8221; e che questo &#8220;rende difficile il dialogo con loro&#8221;.</p>



<p>Ricapitolando: il M5S ha piazzato due assessori nella Giunta regionale del Lazio (Zingaretti), disinnescando così la candidatura dell&#8217;ex segretario del PD a Sindaco di Roma (non ci si può dividere sul Campidoglio e rimanere insieme a guidare la Regione); ha messo Conte leader e Casaleggio alle corde archiviando il regno della sua &#8220;piattaforma Rousseau&#8221;; ha mantenuto tutti i ministri, compresi alcuni inguardabili, nel Governo Draghi; ha rispolverato e rilanciato la disastrosa Raggi che, stando ai sondaggi, va dritta al ballottaggio vanificando il corteggiamento di Letta (che, nonostante tutte queste amenità, continua a vedere solo &#8220;il patto strategico con il M5S e con Conte&#8221;). E questi sarebbero in confusione? Pensate cosa farebbero se fossero lucidi!</p>



<p>Ma quando la smettono dalle parti del Nazareno di considerare gli altri sempre o dei deficienti o degli incapaci o dei soggetti pericolosi? Che piaccia o no il M5S ha messo il PD alle corde nelle ultime settimane e, adesso, Letta sposta tutto &#8220;ai ballottaggi&#8221; e invece di puntare a Roma su Calenda, facendo capire ai grillini che un&#8217;alternativa al populismo sinistrorso c&#8217;è, lancia Gualtieri, chiudendosi nel fortino delle antiche certezze dei vari Bettini, Morassut, D&#8217;Alema.</p>



<p>Spero proprio che Calenda non si ritiri e che finisca questo perenne ricatto secondo cui, così facendo, &#8220;si fa un regalo alla destra&#8221; (quanti regali alla destra &#8211; storicamente &#8211; hanno fatto i tragici errori della sinistra?).</p>



<p>Se solo il PD riscoprisse un minimo dello &#8220;spirito&#8221; che ne ha determinato la nascita capirebbe che la via per battere la destra nazionalista e sovranista non è quella di assecondare il populismo o la sinistra d&#8217;antan fondandola sull&#8217;assistenzialismo e sullo statalismo (nel giro di un paio d&#8217;anni il nodo del debito pubblico tornerà a gravare sul Paese), ma basandola su un patto tra i produttori che liberi le energie delle imprese, del lavoro autonomo, delle professioni, represse da un sistema soffocante. </p>



<p>Ma quando capiranno i &#8220;capi&#8221; del PD che il lavoro non lo crea la politica, che bisogna combattere la povertà e non la ricchezza, che la &#8220;giustizia giusta&#8221; non tollera né giustizialismi né violazioni del rispetto del principio di presunzione d&#8217;innocenza, che la svolta green dell&#8217;economia è incompatibile con le battaglie del M5S e di parte del PD stesso e della sinistra contro eolico, solare termico, gasdotti, ecc., che la rivoluzione digitale esige la diffusione del 5G, che la scuola è fatta per gli alunni/studenti e non per gli insegnanti, che il merito è la condizione perché la PA produca servizi di qualità? </p>



<p>Queste battaglie non si possono fare con il M5S che è tutto un trionfo di &#8220;decrescita (in)felice&#8221;, appiattimento, assistenzialismo, immobilismo. Certo, senza il M5S e una sinistra costretta nei suoi vecchi recinti mentali, che non sa vedere chi sono i veri impoveriti dalla crisi finanziaria prima e dal Covid dopo, si può anche perdere la competizione contro questa destra. Ma non è proprio la storia del PCI che ci dimostra che anche dall&#8217;opposizione si può concorrere al Governo del Paese? </p>



<p>Prima, però, di dare per scontato che un&#8217;aggregazione diversa da quella con M5S e sinistra sia perdente per definizione, guardiamoci intorno. Sarebbe stata possibile l&#8217;esplosione dei Verdi in Germania se l&#8217;SPD si fosse alleata a sinistra con la LINKE invece che accettare la &#8220;grossa coalizione&#8221; con la CDU? </p>



<p>E Macron in Francia non è forse la risposta alla scomparsa del Partito Socialista e della profonda crisi della destra gollista? E credete che sia davvero possibile liquidare solo come pericoloso il successo a Madrid della popolare Ayuso senza riflettere sull&#8217; altrettanto inaccettabile, perché evanescente e populista, parabola di Podemos che adesso mette in difficoltà un PSOE che, pure, è molto più riformista del PD (si guardi solo a come ha gestito la finanza pubblica in questi anni)?</p>



<p>L&#8217;Italia ha bisogno di una proposta innovatrice e riformatrice. Di scomporre destra e sinistra e di una coalizione fondata su un diverso blocco sociale che veda al centro il ceto medio impoverito, riconverta i disoccupati con politiche attive del lavoro efficaci e non con meri sussidi (si riparta da Biagi ed Ichino), incoraggi gli investimenti privati produttivi. Occorre avere il cuore a sinistra e il volante (cioè il cervello) al centro. Solo così sconfiggeremo la destra, riformeremo l&#8217;Italia e davvero potremo dire di aver saputo coniugare le due eterne parole del progresso: Libertà e Giustizia sociale.</p>
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