<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Senato della Repubblica Archivi - ilcaffeonline</title>
	<atom:link href="https://ilcaffeonline.it/tag/senato-della-repubblica/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/senato-della-repubblica/</link>
	<description>Il coraggio di conoscere</description>
	<lastBuildDate>Sun, 16 Oct 2022 20:27:52 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.4.2</generator>

<image>
	<url>https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/cropped-avatar-ilcaffeonline-32x32.png</url>
	<title>Senato della Repubblica Archivi - ilcaffeonline</title>
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/senato-della-repubblica/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Apertura della XIX legislatura del Senato della Repubblica. Discorso della senatrice a vita Liliana Segre</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/10/14/redazione-discorso-di-apertura-xix-legislatura/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/10/14/redazione-discorso-di-apertura-xix-legislatura/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Oct 2022 16:02:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Whatever it takes]]></category>
		<category><![CDATA[ancien regime]]></category>
		<category><![CDATA[Art. 3]]></category>
		<category><![CDATA[articolo 138]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni 25 settembre]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Matteotti]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[istituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Liliana Segre]]></category>
		<category><![CDATA[Marcia su Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[Partiti]]></category>
		<category><![CDATA[Piero Calamandrei]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Senato]]></category>
		<category><![CDATA[Senato della Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Uguaglianza]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[XIX legislatura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4646</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Buongiorno a tutti, colleghe senatrici e colleghi senatori.Rivolgo il più caloroso saluto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e a quest&#8217;Assemblea. Con rispetto, rivolgo un pensiero a Papa Francesco. Certa di interpretare i sentimenti di tutta l&#8217;Assemblea, desidero indirizzare al presidente emerito Giorgio Napolitano, che non ha potuto presiedere la seduta odierna, i più fervidi auguri, con la speranza di vederlo ritornare presto ristabilito in Senato. Il presidente Napolitano mi incarica&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/10/14/redazione-discorso-di-apertura-xix-legislatura/">Apertura della XIX legislatura del Senato della Repubblica. Discorso della senatrice a vita Liliana Segre</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>&#8220;Buongiorno a tutti, colleghe senatrici e colleghi senatori.<br>Rivolgo il più caloroso saluto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e a quest&#8217;Assemblea. Con rispetto, rivolgo un pensiero a Papa Francesco.</p>



<p>Certa di interpretare i sentimenti di tutta l&#8217;Assemblea, desidero indirizzare al presidente emerito Giorgio Napolitano, che non ha potuto presiedere la seduta odierna, i più fervidi auguri, con la speranza di vederlo ritornare presto ristabilito in Senato. Il presidente Napolitano mi incarica di condividere con voi queste sue parole: «<em>Desidero esprimere a tutte le senatrici e i senatori di vecchia e nuova nomina i migliori auguri di buon lavoro al servizio esclusivo del nostro Paese e dell&#8217;istituzione parlamentare, ai quali ho dedicato larga parte della mia vita</em>».&nbsp;</p>



<p>Anch&#8217;io, ovviamente, rivolgo un saluto particolarmente caloroso a tutte le nuove colleghe e a tutti i nuovi colleghi, che immagino sopraffatti dal pensiero della responsabilità che li attende e dall&#8217;austera solennità di quest&#8217;Aula, così come fu per me quando vi entrai per la prima volta in punta di piedi. Come da consuetudine, vorrei però anche esprimere alcune brevi considerazioni personali.</p>



<p>Incombe su tutti noi, in queste settimane, l&#8217;atmosfera agghiacciante della guerra tornata nella nostra Europa, vicino a noi, con tutto il suo carico di morte, distruzione, crudeltà, terrore, in una follia senza fine. Mi unisco alle parole puntuali del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «<em>La pace è urgente e necessaria. La via per ricostruirla passa da un ristabilimento della verità, del diritto internazionale, della libertà del popolo ucraino</em>».</p>



<p>Oggi sono particolarmente emozionata di fronte al ruolo che in questa giornata la sorte mi riserva. In questo mese di ottobre, nel quale cade il centenario della marcia su Roma, che dette inizio alla dittatura fascista, tocca proprio a me assumere momentaneamente la Presidenza di questo tempio della democrazia che è il Senato della Repubblica. Il valore simbolico di questa circostanza casuale si amplifica nella mia mente, perché &#8211; vedete &#8211; ai miei tempi la scuola iniziava in ottobre ed è impossibile, per me, non provare una specie di vertigine ricordando che quella stessa bambina che in un giorno come questo del 1938, sconsolata e smarrita, fu costretta dalle leggi razziste a lasciare vuoto il suo banco della scuola elementare e oggi si trova, per uno strano destino, addirittura sul banco più prestigioso del Senato.&nbsp;</p>



<p>Il Senato della XIX legislatura è un&#8217;istituzione profondamente rinnovata non solo negli equilibri politici e nelle persone degli eletti, non solo perché per la prima volta hanno potuto votare anche per questa Camera i giovani dai diciotto ai venticinque anni, ma anche e soprattutto perché per la prima volta gli eletti sono ridotti a duecento.</p>



<p>L&#8217;appartenenza a un così rarefatto consesso non può che accrescere in tutti noi la consapevolezza che il Paese ci guarda, che grandi sono le nostre responsabilità, ma al tempo stesso grandi le opportunità di dare l&#8217;esempio. Dare l&#8217;esempio non vuol dire solo fare il nostro semplice dovere, cioè adempiere al nostro ufficio con disciplina e onore, impegnarsi per servire le istituzioni e non per servirsi di esse. Potremmo anche concederci il piacere di lasciare fuori da questa Assemblea la politica urlata, che tanto ha contribuito a far crescere la disaffezione dal voto<em>,</em>&nbsp;interpretando invece una <strong>politica alta e nobile </strong>che, senza nulla togliere alla fermezza dei diversi convincimenti, dia prova di rispetto per gli avversari, si apra sinceramente all&#8217;ascolto, si esprima con gentilezza, perfino con mitezza.</p>



<p>Le elezioni del 25 settembre hanno visto &#8211; come è giusto che sia &#8211; una vivace competizione tra i diversi schieramenti che hanno presentato al Paese programmi alternativi e visioni spesso contrapposte. Il popolo ha deciso: è l&#8217;essenza della democrazia. La maggioranza uscita dalle urne ha il diritto-dovere di governare; le minoranze hanno il compito altrettanto fondamentale di fare opposizione. Comune a tutti deve essere l&#8217;imperativo di preservare le istituzioni della Repubblica, che sono di tutti, che non sono proprietà di nessuno, che devono operare nell&#8217;interesse del Paese e devono garantire tutte le parti.</p>



<p>Le grandi democrazie mature dimostrano di essere tali se, al di sopra delle divisioni partitiche e dell&#8217;esercizio dei diversi ruoli, sanno ritrovarsi unite in un nucleo essenziale di valori condivisi, di istituzioni rispettate, di emblemi riconosciuti.</p>



<p>In Italia il principale ancoraggio attorno al quale deve manifestarsi l&#8217;unità del nostro popolo è la Costituzione repubblicana che &#8211; come dice Piero Calamandrei &#8211; non è un pezzo di carta, ma il testamento di 100.000 morti caduti nella lunga lotta per la libertà; una lotta che non inizia nel settembre del 1943, ma che vede idealmente come capofila Giacomo Matteotti.</p>



<p>Il popolo italiano ha sempre dimostrato grande attaccamento alla sua Costituzione, l&#8217;ha sempre sentita amica. In ogni occasione in cui sono stati interpellati, i cittadini hanno sempre scelto di difenderla, perché da essa si sono sentiti difesi. Anche quando il Parlamento non ha saputo rispondere alla richiesta di intervenire su normative non conformi ai principi costituzionali &#8211; e purtroppo questo è accaduto spesso &#8211; la nostra Carta fondamentale ha consentito comunque alla Corte costituzionale e alla magistratura di svolgere un prezioso lavoro di applicazione giurisprudenziale, facendo sempre evolvere il diritto.</p>



<p>Naturalmente anche la Costituzione è perfettibile e può essere emendata, come essa stessa prevede all&#8217;articolo 138. Ma consentitemi di osservare che, se le energie che da decenni vengono spese per cambiare la Costituzione, peraltro con risultati modesti, talora peggiorativi, fossero state invece impiegate per attuarla&nbsp;, il nostro sarebbe un Paese più giusto e anche più felice.</p>



<p>Il pensiero corre inevitabilmente all&#8217;articolo 3, nel quale i Padri e le Madri costituenti non si accontentarono di bandire quelle discriminazioni basate su sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali, che erano state l&#8217;essenza dell&#8217;<em>ancien régime</em>. Essi vollero anche lasciare un compito perpetuo alla Repubblica: «<em>rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese</em>». Non è poesia&nbsp;e non è utopia. È la stella polare che dovrebbe guidarci tutti, anche se abbiamo programmi diversi per seguirla: rimuovere gli ostacoli.</p>



<p>Le grandi Nazioni, poi, dimostrano di essere tali anche riconoscendosi coralmente nelle festività civili, ritrovandosi affratellate attorno alle ricorrenze scolpite nel grande libro della storia patria. Perché non dovrebbe essere così per il popolo italiano? Perché mai dovrebbero essere vissute come date divisive, anziché con autentico spirito repubblicano, il 25 aprile, festa della liberazione, il 1° maggio, festa del lavoro, il 2 giugno, festa della Repubblica? Anche su questo tema della piena condivisione delle feste nazionali, delle date che scandiscono un patto tra le generazioni, tra memoria e futuro, grande potrebbe essere il valore dell&#8217;esempio, di gesti nuovi e magari inattesi.</p>



<p>Altro terreno sul quale è auspicabile il superamento degli steccati e l&#8217;assunzione di una comune responsabilità è quello della lotta contro la diffusione del linguaggio dell&#8217;odio, contro l&#8217;imbarbarimento del dibattito pubblico&nbsp;e contro la violenza dei pregiudizi e delle discriminazioni.</p>



<p>Permettetemi di ricordare un precedente virtuoso della passata legislatura, i lavori della Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo, istigazione all&#8217;odio e alla violenza; questi lavori si sono conclusi con l&#8217;approvazione all&#8217;unanimità di un documento di indirizzo, segno di una consapevolezza e di una volontà trasversali agli schieramenti politici, che è essenziale permangano.</p>



<p><strong>Concludo con due auguri</strong>. Mi auguro che la nuova legislatura veda un impegno concorde di tutti i membri di quest&#8217;Assemblea per tenere alto il prestigio del Senato, tutelare in modo sostanziale le sue prerogative e riaffermare, nei fatti e non a parole, la centralità del Parlamento. Da molto tempo vengono lamentate, da più parti, una deriva e una mortificazione del ruolo del potere legislativo, a causa dell&#8217;abuso della decretazione d&#8217;urgenza e del ricorso al voto di fiducia, e le gravi emergenze che hanno caratterizzato gli ultimi anni non potevano che aggravare la tendenza.</p>



<p>Nella mia ingenuità di madre di famiglia, ma anche secondo un mio fermo convincimento, credo che occorra interrompere la lunga serie di errori del passato e per questo basterebbe che la maggioranza si ricordasse degli abusi che denunciava da parte dei Governi quando era minoranza e che le minoranze si ricordassero degli eccessi che imputavano alle opposizioni quando erano loro a governare.</p>



<p><strong>Una sana e leale collaborazione istituzionale</strong>, senza nulla togliere alla fisiologica distinzione dei ruoli, consentirebbe di riportare la gran parte della produzione legislativa nel suo alveo naturale, garantendo al tempo stesso tempi certi per le votazioni.</p>



<p>Auspico, infine, che tutto il Parlamento, con unità di intenti, sappia mettere in campo, in collaborazione col Governo, un impegno straordinario e urgentissimo per rispondere al grido di dolore che giunge da tante famiglie e da tante imprese che si dibattono sotto i colpi dell&#8217;inflazione e dell&#8217;eccezionale impennata dei costi dell&#8217;energia, che vedono un futuro nero e che temono che disuguaglianze e ingiustizie si dilatino ulteriormente, anziché ridursi.</p>



<p>In questo senso, avremo sempre al nostro fianco l&#8217;Unione europea, con i suoi valori e la concreta solidarietà di cui si è mostrata capace negli ultimi anni di grave crisi sanitaria e sociale. Non c&#8217;è un momento da perdere. Dalle istituzioni democratiche deve venire il segnale chiaro che nessuno verrà lasciato solo, prima che la paura e la rabbia possano raggiungere livelli di guardia e tracimare.</p>



<p><strong>Senatrici e senatori, cari colleghi, buon lavoro</strong>.&#8221;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/10/14/redazione-discorso-di-apertura-xix-legislatura/">Apertura della XIX legislatura del Senato della Repubblica. Discorso della senatrice a vita Liliana Segre</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/10/14/redazione-discorso-di-apertura-xix-legislatura/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Noi, insieme, responsabili del futuro della nostra Repubblica</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/02/03/mattarella-messaggio-del-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-al-parlamento-nel-giorno-del-giuramento/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/02/03/mattarella-messaggio-del-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-al-parlamento-nel-giorno-del-giuramento/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Feb 2022 19:09:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Whatever it takes]]></category>
		<category><![CDATA[Alleati]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Antisemitismo]]></category>
		<category><![CDATA[Anziani]]></category>
		<category><![CDATA[Arti]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea]]></category>
		<category><![CDATA[Autonomie]]></category>
		<category><![CDATA[Avvocatura]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Camera dei Deputati]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna vaccinazione]]></category>
		<category><![CDATA[Capitale italiana della cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Carceri]]></category>
		<category><![CDATA[Carta Costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[Coesione]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Superiore Magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[Corpi sociali intermedi]]></category>
		<category><![CDATA[Corpo Diplomatico]]></category>
		<category><![CDATA[Corte Costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita]]></category>
		<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[David Sassoli]]></category>
		<category><![CDATA[Declino demografico]]></category>
		<category><![CDATA[Delegati regionali]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Dignità]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto alla vita]]></category>
		<category><![CDATA[Disuguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[Divario tecnologico e digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Ecosistemi]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[Fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[Figli]]></category>
		<category><![CDATA[Forze armate]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra fredda]]></category>
		<category><![CDATA[Imprese]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione libera]]></category>
		<category><![CDATA[Interesse generale]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Italiani all&#039;estero]]></category>
		<category><![CDATA[La speranza siamo noi]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Parelli]]></category>
		<category><![CDATA[Mafie]]></category>
		<category><![CDATA[Magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[Maternità]]></category>
		<category><![CDATA[Medici]]></category>
		<category><![CDATA[Morti sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite]]></category>
		<category><![CDATA[Next Generation EU]]></category>
		<category><![CDATA[Operatori sanitari]]></category>
		<category><![CDATA[Ordinamento Giudiziario]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Pari dignità sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento Europeo]]></category>
		<category><![CDATA[Partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[Partiti politici]]></category>
		<category><![CDATA[Passione civile]]></category>
		<category><![CDATA[Patto costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Pluralismo]]></category>
		<category><![CDATA[Povertà]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente della Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Presidenza della Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Quirinale]]></category>
		<category><![CDATA[Razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Riforme]]></category>
		<category><![CDATA[Schiavitù degli esseri umani]]></category>
		<category><![CDATA[Senato della Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[Solitudine]]></category>
		<category><![CDATA[Speranza]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[Trattato del Nord Atlantico]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Unità della repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccini]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
		<category><![CDATA[Volontà Popolare]]></category>
		<category><![CDATA[Volontariato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4039</guid>

					<description><![CDATA[<p>Messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Parlamento nel giorno del giuramento Signori Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, Signori parlamentari e delegati regionali, il Parlamento e i rappresentanti delle Regioni hanno preso la loro decisione. È per me una nuova chiamata – inattesa &#8211; alla responsabilità; alla quale tuttavia non posso e non ho inteso sottrarmi. Ritorno dunque di fronte a questa Assemblea, nel&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/02/03/mattarella-messaggio-del-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-al-parlamento-nel-giorno-del-giuramento/">Noi, insieme, responsabili del futuro della nostra Repubblica</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" id="messaggio-del-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-al-parlamento-nel-giorno-del-giuramento">Messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Parlamento nel giorno del giuramento</h2>



<p>Signori Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, Signori parlamentari e delegati regionali, il Parlamento e i rappresentanti delle Regioni hanno preso la loro decisione.</p>



<p><strong>È per me una nuova chiamata – inattesa &#8211; alla responsabilità; alla quale tuttavia non posso e non ho inteso sottrarmi.</strong></p>



<p>Ritorno dunque di fronte a questa Assemblea, nel <strong>luogo più alto della rappresentanza democratica</strong>, dove la volontà popolare trova la sua massima espressione.</p>



<p>Vi ringrazio per la fiducia che mi avete manifestato chiamandomi per la seconda volta a rappresentare <strong>l’unità della Repubbl</strong>ica.</p>



<p>Adempirò al mio dovere secondo i principi e le norme della <strong>Costituzione</strong>, cui ho appena rinnovato il giuramento di fedeltà, e a cui ho cercato di attenermi in ogni momento nei sette anni trascorsi.</p>



<p>La lettera e lo spirito della nostra Carta continueranno a essere il punto di riferimento della mia azione.</p>



<p><strong>Il mio pensiero, in questo momento, è rivolto a tutte le italiane e a tutti gli italiani: di ogni età, di ogni Regione, di ogni condizione sociale, di ogni orientamento politico. E, in particolare, a quelli più in sofferenza, che si attendono dalle istituzioni della Repubblica garanzia di diritti, rassicurazione, sostegno e risposte al loro disagio.</strong></p>



<p>Queste attese sarebbero state fortemente compromesse dal prolungarsi di uno stato di profonda incertezza politica e di tensioni, le cui conseguenze avrebbero potuto mettere a rischio anche risorse decisive e le prospettive di rilancio del Paese impegnato a uscire da una condizione di gravi difficoltà.</p>



<p>Leggo questa consapevolezza nel voto del Parlamento che ha concluso i giorni travagliati della scorsa settimana.</p>



<p><strong>Travagliati per tutti, anche per me.</strong></p>



<p>È questa stessa consapevolezza la ragione del mio sì e sarà al centro del mio impegno di Presidente della nostra Repubblica nell’assolvimento di questo nuovo mandato.</p>



<p>Nel momento in cui i Presidenti di Camera e Senato mi hanno comunicato l’esito della votazione, ho parlato delle <strong>urgenze &#8211; sanitaria, economica, sociale &#8211; che ci interpellano. Non possiamo permetterci ritardi, né incertezze.</strong></p>



<p><strong>La lotta contro il virus non è conclusa</strong>, la campagna di vaccinazione ha molto ridotto i rischi, ma non ci sono consentite disattenzioni.</p>



<p>È di piena evidenza come la ripresa di ogni attività sia legata alla diffusione dei vaccini che proteggono noi stessi e gli altri.</p>



<p>Questo impegno si unisce a quello per la ripresa, per la costruzione del nostro futuro.</p>



<p>L’Italia è un grande Paese.</p>



<p>Lo spirito di iniziativa degli italiani, la loro creatività e solidarietà, lo straordinario impegno delle nostre imprese, le scelte delle istituzioni ci hanno permesso di ripartire. Hanno permesso all’economia di raggiungere risultati che adesso ci collocano nel gruppo di testa dell’Unione. Ma questa ripresa, per consolidarsi e non risultare effimera, ha bisogno di <strong>progettualità</strong>, di <strong>innovazione</strong>, di <strong>investimenti nel capitale sociale</strong>, di un vero e proprio salto di efficienza del sistema-Paese.</p>



<p>Nuove difficoltà si presentano.<strong> Le famiglie e le imprese</strong> dovranno fare i conti con gli aumenti del <strong>prezzo dell’energia</strong>. Preoccupa la scarsità e l’aumento del prezzo di alcuni beni di importanza fondamentale per i settori produttivi.</p>



<p>Viviamo una fase straordinaria in cui l’agenda politica è in gran parte definita dalla strategia condivisa in sede europea.</p>



<p>L’Italia è al centro dell’impegno di ripresa dell’<strong>Europa</strong>. Siamo i maggiori beneficiari del programma <strong>Next Generation</strong> e dobbiamo rilanciare l’economia all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione, nell’ambito della transizione ecologica e digitale.</p>



<p>La stabilità di cui si avverte l’esigenza è, quindi, fatta di dinamismo, di lavoro, di sforzo comune.</p>



<p>I tempi duri che siamo stati costretti a vivere ci hanno lasciato una lezione: dobbiamo dotarci di strumenti nuovi per prevenire futuri possibili pericoli globali, per gestirne le conseguenze, per mettere in sicurezza i nostri concittadini.</p>



<p>L’impresa alla quale si sta ponendo mano richiede il concorso di ciascuno.</p>



<p><strong>Forze politiche e sociali, istituzioni locali e centrali, imprese e sindacati, amministrazione pubblica e libere professioni, giovani e anziani, città e zone interne, comunità insulari e montane. Vi siamo tutti chiamati.</strong></p>



<p>L’esempio ci è stato offerto da medici, operatori sanitari, volontari, da chi ha garantito i servizi essenziali nei momenti più critici, dai sindaci, dalle <strong>Forze Armate e dalle Forze dell’ordine</strong>, impegnate a sostenere la campagna vaccinale: a tutti va riaffermata la nostra riconoscenza.</p>



<p>Questo è l’orizzonte che abbiamo davanti.</p>



<p>Dobbiamo disegnare e iniziare a costruire, in questi prossimi anni, l’Italia del dopo emergenza.</p>



<p>È ancora tempo di un impegno comune per rendere più forte la nostra Patria, ben oltre le difficoltà del momento.</p>



<p>Un’Italia più giusta, più moderna, intensamente legata ai popoli amici che ci attorniano.</p>



<p>Un Paese che cresca in unità.</p>



<p>In cui le disuguaglianze &#8211; territoriali e sociali &#8211; che attraversano le nostre comunità vengano meno.</p>



<p>Un’Italia che offra ai suoi giovani percorsi di vita nello studio e nel lavoro per garantire la <strong>coesione del nostro popolo.</strong></p>



<p>Un’Italia che sappia superare il <strong>declino demografico</strong> a cui l’Europa sembra condannata.</p>



<p>Un’Italia che tragga vantaggio dalla valorizzazione delle sue bellezze, offrendo il proprio modello di vita a quanti, nel mondo, guardano ad essa con ammirazione.</p>



<p>Un’Italia impegnata nella difesa dell’<strong>ambiente</strong>, della <strong>biodiversità</strong>, degli <strong>ecosistemi</strong>, consapevole delle responsabilità nei confronti delle future generazioni.</p>



<p>Una Repubblica capace di riannodare il patto costituzionale tra gli italiani e le loro istituzioni libere e democratiche.</p>



<p>Rafforzare l’Italia significa, anche, metterla in grado di orientare il processo per rilanciare l’Europa, affinché questa divenga più efficiente e giusta; rendendo stabile e strutturale la svolta che è stata compiuta nei giorni più impegnativi della <strong>pandemia.</strong></p>



<p>L’apporto dell’Italia non può mancare: servono idee, proposte, coerenza negli impegni assunti.</p>



<p>La <strong>Conferenza sul futuro dell’Europa</strong> non può risolversi in un grigio passaggio privo di visione storica ma deve essere l’occasione per definire, con coraggio, una Unione protagonista nella comunità internazionale.</p>



<p>In aderenza alle scelte della nostra <strong>Costituzione</strong>, la Repubblica ha sempre perseguito una politica di pace. In essa, con ferma adesione ai principi che ispirano l’<strong>Organizzazione delle Nazioni Unite</strong>, il <strong>Trattato del Nord Atlantico</strong>, l’<strong>Unione Europea</strong>, abbiamo costantemente promosso il dialogo reciprocamente rispettoso fra le diverse parti affinché prevalessero i principi della cooperazione e della giustizia.</p>



<p>Da molti decenni i Paesi europei possono godere del dividendo di pace, concretizzato dall’integrazione europea e accresciuto dal venir meno della Guerra fredda.</p>



<p>Non possiamo accettare che ora, senza neppure il pretesto della competizione tra sistemi politici ed economici differenti, si alzi nuovamente il vento dello scontro; in un continente che ha conosciuto le tragedie della Prima e della Seconda guerra mondiale.</p>



<p>Dobbiamo fare appello alle nostre risorse e a quelle dei <strong>Paesi alleati </strong>e amici affinché le esibizioni di forza lascino il posto al reciproco intendersi, affinché nessun popolo debba temere l’aggressione da parte dei suoi vicini.</p>



<p>I popoli dell’<strong>Unione Europea</strong> devono anche essere consapevoli che ad essi tocca un ruolo di sostegno ai processi di stabilizzazione e di pace nel martoriato panorama mediterraneo e medio-orientale. Non si può sfuggire alle sfide della storia e alle relative responsabilità.</p>



<p>Su tutti questi temi – all’interno e nella dimensione internazionale &#8211; è intensamente impegnato il Governo guidato dal <strong>Presidente Draghi</strong>; nato, con ampio sostegno parlamentare, nel pieno dell’emergenza e ora proiettato a superarla, ponendo le basi di una stagione nuova di crescita sostenibile del nostro Paese e dell’Europa. Al Governo esprimo un convinto ringraziamento e gli auguri di buon lavoro.</p>



<p>I grandi cambiamenti che stiamo vivendo a livello mondiale impongono soluzioni rapide, innovative, lungimiranti, che guardino alla complessità dei problemi e non soltanto agli interessi particolari.</p>



<p>Una riflessione si propone anche sul funzionamento della nostra democrazia, a tutti i livelli.</p>



<p>Proprio la velocità dei cambiamenti richiama, ancora una volta, al bisogno di costante inveramento della democrazia.</p>



<p>Un’autentica democrazia prevede il doveroso rispetto delle regole di formazione delle decisioni, discussione, partecipazione. L’esigenza di governare i cambiamenti sempre più rapidi richiede risposte tempestive. Tempestività che va comunque sorretta da quell’indispensabile approfondimento dei temi che consente puntualità di scelte.</p>



<p>Occorre evitare che i problemi trovino soluzione senza l’intervento delle istituzioni a tutela dell’interesse generale: questa eventualità si traduce sempre a vantaggio di chi è in condizioni di maggiore forza.</p>



<p>Poteri economici sovranazionali tendono a prevalere e a imporsi, aggirando il processo democratico.</p>



<p>Su un altro piano, i regimi autoritari o autocratici tentano ingannevolmente di apparire, a occhi superficiali, più efficienti di quelli democratici, le cui decisioni, basate sul libero consenso e sul coinvolgimento sociale, sono, invece, più solide ed efficaci.</p>



<p><strong>La sfida – che si presenta a livello mondiale – per la salvaguardia della democrazia riguarda tutti e anzitutto le istituzioni.</strong></p>



<p>Dipenderà, in primo luogo, dalla forza del Parlamento, dalla elevata qualità della attività che vi si svolge, dai necessari adeguamenti procedurali.</p>



<p>Vanno tenute unite due esigenze irrinunziabili: rispetto dei percorsi di garanzia democratica e, insieme, tempestività delle decisioni.</p>



<p>Per questo <strong>è cruciale il ruolo del Parlamento, come</strong> luogo della partecipazione. Il luogo dove si costruisce il consenso attorno alle decisioni che si assumono. Il luogo dove la politica riconosce, valorizza e immette nelle istituzioni ciò che di vivo emerge dalla società civile.</p>



<p><strong>Così come è decisivo il ruolo e lo spazio delle autonomie.</strong> Il pluralismo delle istituzioni, vissuto con spirito di collaborazione – come abbiamo visto nel corso dell’emergenza pandemica – rafforza la democrazia e la società.</p>



<p><strong>Non compete a me indicare percorsi riformatori da seguire. Ma dobbiamo sapere che dalle risposte che saranno date a questi temi dipenderà la qualità della nostra</strong> democrazia.</p>



<p>Quel che appare comunque necessario – nell’indispensabile dialogo collaborativo tra Governo e Parlamento è che &#8211; particolarmente sugli atti fondamentali di governo del Paese – il Parlamento sia posto in condizione sempre di poterli esaminare e valutare con tempi adeguati. La forzata compressione dei tempi parlamentari rappresenta un rischio non certo minore di ingiustificate e dannose dilatazioni dei tempi.</p>



<p>Appare anche necessario un ricorso ordinato alle diverse fonti normative, rispettoso dei limiti posti dalla Costituzione.</p>



<p>La qualità stessa e il prestigio della rappresentanza dipendono, in misura non marginale, dalla capacità dei partiti di esprimere ciò che emerge nei diversi ambiti della vita economica e sociale, di favorire la partecipazione, di allenare al confronto.</p>



<p><strong>I partiti sono chiamati a rispondere alle domande di apertura che provengono dai cittadini e dalle forze sociali.</strong></p>



<p><strong>Senza partiti coinvolgenti, così come senza corpi sociali intermedi, il cittadino si scopre solo e più indifeso. </strong>Deve poter far affidamento sulla politica come modalità civile per esprimere le proprie idee e, insieme, la propria appartenenza alla Repubblica.</p>



<p>Il Parlamento ha davanti a sé un compito di grande importanza perché, attraverso nuove regole, può f<strong>avorire una stagione di partecipazione.</strong></p>



<p>Anche sul piano etico e culturale è necessario – proprio nel momento della difficoltà – sollecitare questa passione che in tanti modi si esprime nella nostra comunità. <strong>Tutti i giovani in primo luogo, tutti, particolarmente loro, sentono sulle proprie spalle la responsabilità di prendere il futuro del Paese, portando nella politica e nelle istituzioni novità ed entusiasmo.</strong></p>



<p>Rivolgo un saluto rispettoso alla Corte Costituzionale, presidio di garanzia dei principi della nostra Carta.</p>



<p>Nell’inviare un saluto alle nostre Magistrature – elemento fondamentale del sistema costituzionale e della vita della società –mi preme sottolineare che un profondo processo riformatore deve interessare anche il versante della giustizia.</p>



<p>Per troppo tempo è divenuta un terreno di scontro che ha sovente fatto perdere di vista gli interessi della collettività.</p>



<p><strong>Nella salvaguardia dei principi, irrinunziabili, di autonomia e di indipendenza della Magistratura – uno dei cardini della nostra Costituzione &#8211; l’ordinamento giudiziario e il sistema di governo autonomo della Magistratura devono corrispondere alle pressanti esigenze di efficienza e di credibilità, come richiesto a buon titolo dai cittadini.</strong></p>



<p>È indispensabile che le riforme annunciate giungano con immediatezza a compimento affinché il Consiglio Superiore della Magistratura possa svolgere appieno la funzione che gli è propria, valorizzando le indiscusse alte professionalità su cui la Magistratura può contare, superando logiche di appartenenza che, per dettato costituzionale, devono restare estranee all’Ordine giudiziario.</p>



<p>Occorre per questo che venga recuperato un profondo rigore.</p>



<p>In sede di Consiglio Superiore ho da tempo sottolineato che indipendenza e autonomia sono principi preziosi e basilari della Costituzione ma che il loro presidio risiede nella coscienza dei cittadini: questo sentimento è fortemente indebolito e va ritrovato con urgenza.</p>



<p>I<strong> cittadini devono poter nutrire convintamente fiducia e non diffidenza verso la giustizia e l’Ordine giudiziario. Neppure devono avvertire timore per il rischio di decisioni arbitrarie o imprevedibili che, in contrasto con la certezza del diritto, incidono sulla vita delle persone.</strong></p>



<p>Va sempre avvertita la grande delicatezza della necessaria responsabilità che la Repubblica affida ai magistrati.</p>



<p>La Magistratura e l’Avvocatura sono chiamate ad assicurare che il processo riformatore si realizzi, facendo recuperare appieno prestigio e credibilità alla funzione giustizia, allineandola agli standard europei.</p>



<p>Alle Forze Armate, sempre più strumento di pace, elemento significativo nella politica internazionale della Repubblica, alle Forze dell<strong>’</strong>ordine, garanzia di libertà nella sicurezza, esprimo il mio apprezzamento, unitamente al rinnovo del cordoglio per quanti hanno perduto la vita nell’ assolvimento del loro dovere.</p>



<p>Nel salutare il <strong>Corpo Diplomatico accreditato</strong>,&nbsp;ringrazio per l’amicizia e la collaborazione espressa nei confronti del nostro Paese.</p>



<p>Ai numerosi nostri connazionali presenti nelle più diverse parti del globo va il mio saluto affettuoso, insieme al riconoscimento per il contributo che danno alla comprensione dell’identità italiana nel mondo.</p>



<p>A <strong>Papa Francesco</strong>, al cui magistero l’Italia guarda con grande rispetto, esprimo i sentimenti di riconoscenza del popolo italiano.</p>



<p>Un messaggio di amicizia invio alle numerose comunità straniere presenti in Italia: la loro affezione nei confronti del nostro Paese in cui hanno scelto di vivere e il loro apporto alla vita della nostra società sono preziosi.</p>



<p><strong>L’Italia è, per antonomasia, il Paese della bellezza, delle arti, della cultura.</strong> Così nel resto del mondo guardano, fondatamente, verso di noi.</p>



<p><strong>La cultura non è il superfluo: è un elemento costitutivo dell’identità italiana.</strong></p>



<p>Facciamo in modo che questo patrimonio di ingegno e di realizzazioni – da preservare e sostenere – divenga ancor più una risorsa capace di generare conoscenza, accrescimento morale e un fattore di sviluppo economico. Risorsa importante particolarmente per quei giovani che vedono nelle università, nell’editoria, nelle arti, nel teatro, nella musica, nel cinema un approdo professionale in linea con le proprie aspirazioni.</p>



<p>Consentitemi di ricordare, per renderle omaggio, una grande protagonista del nostro cinema e del nostro Paese: <strong>Monica Vitti.</strong></p>



<p><strong>Sosteniamo una scuola che sappia accogliere e trasmettere preparazione e cultura</strong>, come complesso dei valori e dei principi che fondano le ragioni del nostro stare insieme; <strong>scuola volta ad assicurare parità di condizioni e di opportunità.</strong></p>



<p>C<strong>ostruire un’Italia più moderna è il nostro compito.</strong></p>



<p>Ma affinché la modernità sorregga la qualità della vita e un modello sociale aperto, animato da libertà, diritti e solidarietà, è necessario assumere la lotta alle diseguaglianze e alle povertà come asse portante delle politiche pubbliche.</p>



<p>Nell’ultimo periodo gli indici di occupazione sono saliti &#8211; ed è un dato importante &#8211; ma ancora tante donne sono escluse dal lavoro, e la marginalità femminile costituisce uno dei fattori di rallentamento del nostro sviluppo, oltre che un segno di ritardo civile, culturale, umano.</p>



<p><strong>Tanti, troppi giovani sono sovente costretti in lavori precari e malpagati, quando non confinati in periferie esistenziali.</strong></p>



<p><strong>È doveroso ascoltare la voce degli studenti,</strong> che avvertono tutte le difficoltà del loro domani e cercano di esprimere esigenze, domande volte a superare squilibri e contraddizioni.</p>



<p><strong>La pari dignità sociale è un caposaldo di uno sviluppo giusto ed effettivo.</strong></p>



<p><strong>Le diseguaglianze non sono il prezzo da pagare alla crescita. Sono piuttosto il freno per ogni prospettiva reale di&nbsp;crescita.</strong></p>



<p>Nostro compito – come prescrive la Costituzione – è rimuovere gli ostacoli.</p>



<p>Accanto alla dimensione sociale della dignità, c’è un suo significato etico e culturale che riguarda il valore delle persone e chiama in causa l’intera società.&nbsp;&nbsp;</p>



<p><strong>La dignità.</strong></p>



<p><strong>Dignità è azzerare le morti sul lavoro,</strong> che feriscono la società e la coscienza di ognuno di noi. Perché la sicurezza del lavoro, di ogni lavoratore, riguarda il valore che attribuiamo alla vita.</p>



<p><strong>Mai più tragedie come quella del giovane Lorenzo Parelli, entrato in fabbrica per un progetto scuola-lavoro.</strong></p>



<p>Quasi ogni giorno veniamo richiamati drammaticamente a questo primario dovere del nostro Paese.</p>



<p><strong>Dignità è opporsi al razzismo e all’antisemitismo</strong>, aggressioni intollerabili, non soltanto alle minoranze fatte oggetto di violenza, fisica o verbale, ma alla coscienza di ognuno di noi.</p>



<p><strong>Dignità è impedire la violenza sulle donne</strong>, piaga profonda e inaccettabile che deve essere contrastata con vigore e sanata con la forza della cultura, dell’educazione, dell’esempio.</p>



<p><strong>La nostra dignità è interrogata dalle migrazioni,</strong> soprattutto quando non siamo capaci di difendere il diritto alla vita, quando neghiamo nei fatti dignità umana agli altri.</p>



<p><strong>È anzitutto la nostra dignità che ci impone di combattere, senza tregua, la tratta e la schiavitù degli esseri umani.</strong></p>



<p><strong>Dignità è diritto allo studio, lotta all’abbandono scolastico, annullamento del divario tecnologico e digitale.</strong></p>



<p><strong>Dignità è rispetto per gli anziani</strong> che non possono essere lasciati alla solitudine, e neppure possono essere privi di un ruolo che li coinvolga.</p>



<p><strong>Dignità è contrastare le povertà, </strong>la precarietà disperata e senza orizzonte che purtroppo mortifica le speranze di tante persone.</p>



<p><strong>Dignità è non dover essere costrette a scegliere tra lavoro e maternità.</strong></p>



<p><strong>Dignità è un Paese dove le carceri non siano sovraffollate e assicurino il reinserimento sociale dei detenuti. Questa è anche la migliore garanzia di sicurezza.</strong></p>



<p><strong>Dignità è un Paese non distratto di fronte ai problemi quotidiani che le persone con disabilità devono affrontare.</strong> Confidiamo in un Paese&nbsp;capace di rimuovere gli ostacoli che immotivatamente incontrano nella loro vita.</p>



<p><strong>Dignità è un Paese libero dalle mafie, dal ricatto della criminalità, libero anche dalla complicità di chi fa finta di non vedere.</strong></p>



<p><strong>Dignità è&nbsp;assicurare e garantire il diritto dei cittadini a un’informazione libera e indipendente.</strong></p>



<p>La dignità, dunque, come pietra angolare del nostro impegno, della nostra passione civile.</p>



<p>A questo riguardo – concludendo &#8211; desidero ricordare in quest’aula il Presidente di un’altra Assemblea parlamentare, quella europea, <strong>David Sassoli.</strong></p>



<p>La sua testimonianza di uomo mite e coraggioso, sempre aperto al dialogo e capace di rappresentare le democratiche istituzioni ai livelli più alti, è entrata nell’animo dei nostri concittadini.</p>



<p><strong>“Auguri alla nostra speranza” sono state le sue ultime parole in pubblico.</strong></p>



<p>Dopo avere appena detto: “La speranza siamo noi”.</p>



<p><strong>Ecco, noi, insieme, responsabili del futuro della nostra Repubblica.</strong></p>



<p><strong>Viva la Repubblica, viva l’Italia!</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/02/03/mattarella-messaggio-del-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-al-parlamento-nel-giorno-del-giuramento/">Noi, insieme, responsabili del futuro della nostra Repubblica</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/02/03/mattarella-messaggio-del-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-al-parlamento-nel-giorno-del-giuramento/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Franco Marini e il ruolo dei cattolici</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/02/10/assogna-franco-marini-e-il-ruolo-dei-cattolici/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/02/10/assogna-franco-marini-e-il-ruolo-dei-cattolici/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonello Assogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2021 11:31:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eppur si muove]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Moro]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Donat Cattin]]></category>
		<category><![CDATA[CGIL]]></category>
		<category><![CDATA[CISL]]></category>
		<category><![CDATA[DC]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia Cristiana]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Tarantelli]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Marini]]></category>
		<category><![CDATA[L&#039;Aquila]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Popolare Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Pierre Carniti]]></category>
		<category><![CDATA[PPI]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblico impiego]]></category>
		<category><![CDATA[Senato della Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[sindacato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2645</guid>

					<description><![CDATA[<p>Devo tornare alla mia infanzia per ricordare il primo incontro con Franco Marini. Era il periodo a cavallo tra gli anni ’60 e ’70; il fermento sociale nel Paese stava raggiungendo l’apice e il sindacato e ampi settori della politica cercavano di interpretare e rappresentare al meglio le istanze provenienti dal mondo del lavoro e dalla società in generale. Le fabbriche del Nord Italia rappresentavano per l’opinione pubblica l’idea di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/02/10/assogna-franco-marini-e-il-ruolo-dei-cattolici/">Franco Marini e il ruolo dei cattolici</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Devo tornare alla mia infanzia per ricordare il primo incontro con Franco Marini. Era il periodo a cavallo tra gli anni ’60 e ’70; il fermento sociale nel Paese stava raggiungendo l’apice e il sindacato e ampi settori della politica cercavano di interpretare e rappresentare al meglio le istanze provenienti dal mondo del lavoro e dalla società in generale. Le fabbriche del Nord Italia rappresentavano per l’opinione pubblica l’idea di un nuovo protagonismo dei lavoratori.</p>



<p>Erano poi gli anni in cui si stava consolidando un gruppo dirigente, che avrebbe poi caratterizzato lunghi periodi della storia del movimento sindacale italiano. Una generazione che fece del sindacato un soggetto credibile e garante non soltanto del sistema di relazioni sindacali, ma anche delle Istituzioni democratiche, sottoposte all’attacco del terrorismo, che cercava spazio a partire dai posti di lavoro.&nbsp;Di quella generazione uno dei principali interpreti fu proprio Franco Marini.</p>



<p>Franco Marini non proveniva dalle fabbriche del Nord Italia, ma dopo la formazione al Centro Studi CISL di Firenze e un periodo quale responsabile in alcune sedi zonali dell’organizzazione, assunse gradualmente un ruolo primario tra i lavoratori del Pubblico Impiego. La sua azione, a partire dalla seconda metà degli anni ’60 insieme ad altri giovani dirigenti della CISL di allora, indirizzò il tradizionale “corporativismo” dei lavoratori della Pubblica Amministrazione verso una cultura confederale, di solidarietà e di condivisione delle questioni sociali aperte nel Paese.</p>



<p>Emerse con forza proprio in quel periodo, la sua visione del ruolo dei cattolici come movimento propositivo di sollecitazioni sociali e regolatore dei meccanismi distorsivi del mercato.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Franco Marini e Pierre Carniti furono i dirigenti che ebbero la capacità di superare le diverse sensibilità culturali interne alla CISL, rafforzando la progettualità dell’organizzazione nella lotta all’inflazione – che viaggiava oltre il 20% &#8211; nel superamento delle rigidità del mercato del lavoro, nella realizzazione di nuovi assetti contrattuali con la valorizzazione del livello aziendale a garanzia del potere d’acquisto reale dei redditi da lavoro, nelle nuove politiche degli orari di lavoro. Sono i temi principali che portarono ad accordi fondamentali come il lodo Scotti del 1983 e l’accordo di San Valentino del 1984.</p>



<p>Gli anni della concertazione furono uno dei “banchi di prova” del riformismo italiano, che determinarono una frattura significativa all’interno del movimento sindacale, con la mancata sigla della CGIL all’intesa del febbraio 1984 con il Governo Craxi (il già citato accordo di San Valentino). La scelta di andare al referendum abrogativo dell’accordo da parte del PCI provocò la fine dell’esperienza federativa unitaria di CGIL-CISL e UIL. La CISL di Carniti e Marini con fermezza riaffermò la centralità della proposta riformista dell’Organizzazione, accettando la sfida elettorale e mostrandosi decisiva per la vittoria nel referendum. La CISL pagò un prezzo enorme per questa determinazione con l’uccisione da parte delle BR di Ezio Tarantelli, principale ispiratore delle politiche cisline di revisione dei meccanismi salariali.&nbsp;</p>



<p>Negli anni successivi Franco Marini, assumendo nel 1985 la guida della CISL, dopo le lacerazioni del referendum, operò pazientemente per il recupero del rapporto unitario con la CGIL senza cedimenti, ma con l’intelligenza politica che lo caratterizzava. Questa scelta di indirizzo, proseguita da Sergio D’Antoni, eletto nel 1991 alla nomina di Marini a Ministro del Lavoro, portò poi nel 1993 alla sigla del Protocollo Ciampi, uno degli accordi strutturali nella realizzazione di un modello condiviso di relazioni sindacali tra sindacato, imprese e governo.</p>



<p>La nomina a ministro del Lavoro e l’assunzione della leadership della sinistra sociale della DC con la scomparsa di Carlo Donat Cattin, fu la continuità in politica dell’esperienza sindacale.&nbsp;E poi la fermezza nella costruzione di un centrosinistra plurale, con un ruolo del PPI non subalterno e la realizzazione del progetto della Margherita e del PD, continuò a vedere Franco Marini con una sua funzione centrale e determinante, come tessitore di una rete politica a garanzia della provenienza delle varie esperienze politiche dell’alleanza progressista, senza mai perdere la capacità di dialogo con il fronte politico opposto. </p>



<p>La sua elezione a Presidente del Senato nel 2006 fu il vertice di questa parabola politica ed umana, che non meritava, a mia opinione, la mancata elezione nel 2013 a Presidente della Repubblica. A fine 2018, quando iniziò il mio lavoro nella Fondazione Ezio Tarantelli, dopo un lungo percorso nella CISL a vari livelli, ritrovai Franco Marini nella sede della Fondazione, quale componente del comitato scientifico. </p>



<p>Il mio antico rapporto con lui si è rafforzato e spesso ci siamo ritrovati in lunghi colloqui sulla politica e sulla storia degli ultimi 50 anni del Paese. Tanti sono stati gli episodi che ho avuto l’onore di sentirmi raccontare: dalla sua reazione al rapimento Moro alle tensioni successive all’accordo di San Valentino; da quando fu avvertito da parte della DIGOS dell’uccisone del Prof. Ezio Tarantelli ad alcune vicende della politica italiana che lo hanno visto protagonista. Per gran parte di noi è stato un maestro ed una guida.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/02/10/assogna-franco-marini-e-il-ruolo-dei-cattolici/">Franco Marini e il ruolo dei cattolici</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/02/10/assogna-franco-marini-e-il-ruolo-dei-cattolici/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ora serve la politica, quella che ieri era assente</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/01/20/nannicini-ora-serve-la-politica-quella-che-ieri-era-assente/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/01/20/nannicini-ora-serve-la-politica-quella-che-ieri-era-assente/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Nannicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2021 20:04:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#iltempodiuncaffe]]></category>
		<category><![CDATA[AvantiConConte]]></category>
		<category><![CDATA[Camera dei Deputati]]></category>
		<category><![CDATA[Conte bis]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Conte]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Viva]]></category>
		<category><![CDATA[Legge elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[M5S]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[Partite Iva]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Populismo]]></category>
		<category><![CDATA[Progressisti]]></category>
		<category><![CDATA[Proporzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Plan]]></category>
		<category><![CDATA[Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[Ristori]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Senato della Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Tommaso Nannicini]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[Veltroni]]></category>
		<category><![CDATA[Zingaretti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2550</guid>

					<description><![CDATA[<p>Continuo a pensare, a maggior ragione oggi, che il Conte bis debba essere superato per trovare un governo all’altezza della situazione drammatica che stiamo vivendo. Dobbiamo costruire un patto politico più ambizioso partendo dalla maggioranza che l’ha fatto nascere e provando ad allargarla con un programma di legislatura. Per farlo, non serve la caccia ai transfughi ma quella alle idee. Non servono i tifosi ma i politici. Serve la politica,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/01/20/nannicini-ora-serve-la-politica-quella-che-ieri-era-assente/">Ora serve la politica, quella che ieri era assente</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Continuo a pensare, a maggior ragione oggi, che il Conte bis debba essere superato per trovare un governo all’altezza della situazione drammatica che stiamo vivendo. Dobbiamo costruire un patto politico più ambizioso partendo dalla maggioranza che l’ha fatto nascere e provando ad allargarla con un programma di legislatura. Per farlo, non serve la caccia ai transfughi ma quella alle idee. Non servono i tifosi ma i politici. Serve la politica, che ieri è stata evidentemente assente.</p>



<p>I miei ragionamenti hanno bisogno di tre passaggi: </p>



<p><strong>(1) I limiti dell’azione di governo e il discorso di Conte</strong><br>Che il governo — al di là di due punti di forza come il ritrovato ancoraggio all’Europa e la difficile gestione di una pandemia che ha colto tutti di sorpresa — mostrasse ormai evidenti limiti di visione e di azione non era un segreto. Anche Zingaretti chiedeva da tempo una svolta e un rilancio programmatico. Il problema è che il Pd non ha mai sostanziato con forza su quali proposte dovrebbe basarsi questa svolta. E che il discorso di Conte alla Camera e poi al Senato di tutto si è fatto carico tranne che della consapevolezza di dover voltare pagina. C’è stato solo un lungo elenco di cose fatte e qualche titolo generico sul futuro. Niente visione, niente proposte. In una parola: niente politica. E questo è stato un limite di Conte, ma anche di chi gli ha fatto credere, accodandosi all’hashtag #AvantiConConte, che il problema fosse solo quello di fare le barricate intorno al suo nome e non di cambiare passo sui contenuti. Le uniche richieste chiaramente di fonte Pd che sono finite nel discorso di Conte sono state l’assicurazione che faremo una legge proporzionale e il riconoscimento di un piccolo taglio delle tasse sul lavoro che ha portato il bonus Renzi da 80 a 100 euro. Troppo poco, troppo tardi.</p>



<p>Mi sarei aspettato un’analisi su che cosa ha funzionato e che cosa no. Invece niente, nemmeno una contestualizzazione dei temi generali. Conte ha parlato dei 100 miliardi per l’emergenza, che per carità andavano dati, ma non una sillaba sui ritardi o sul perché si son dati pochi aiuti a giovani, disoccupati e partite iva. Non ha parlato delle scuole chiuse, dei ritardi nel reclutamento, di misure straordinarie per contrastare la povertà educativa. Non ha parlato di ammortizzatori sociali universali, di dare un reddito di formazione o di aggiustare quello di cittadinanza, come chiede fin dall’inizio non solo il Pd ma l’Alleanza contro la povertà. Non ha parlato di che cosa si debba fare dopo la fine dello stop ai licenziamenti e della cassa integrazione d’emergenza. Non ha parlato di un Recovery Plan che non fissa obiettivi seri e misurabili come chiede l’UE. Non ha parlato di come si concilia l’obiettivo della transizione ecologica con investire più della metà dei soldi disponibili sull’efficienza energetica residenziale, e non sul restante 83% delle emissioni. Non ha parlato di come costruire un fisco più giusto. Ha parlato solo per titoli del lavoro di donne e giovani, citando due piccole decontribuzioni insufficienti e con mille problemi attuativi, piuttosto che rilanciare proposte forti e chiare. C’è stata, insomma, scarsa consapevolezza su temi cruciali affinché il governo la smetta di vivacchiare.</p>



<p><strong>(2) Gli errori di Italia Viva e il discorso di Renzi</strong><br>Detto tutto questo, penso che innescare una crisi al buio sarebbe stato un errore. Italia Viva ha sbagliato tempi e modi. I tempi: non perché si debba cancellare il conflitto politico durante una pandemia. Anzi. Ma perché ci sono dossier aperti, come ristori e Recovery Plan, che potevano essere chiusi col contributo di tutti prima di aprire il confronto (e anche il conflitto) su un nuovo patto di legislatura. Il Recovery Plan è solo un documento, ancora da migliorare in Parlamento, ma poi la vera partita si giocherà dopo sulla sua attuazione e sulle riforme da affiancargli perché quei soldi non siano un’occasione persa. I modi: perché il quadro politico che abbiamo è noto e non si sciolgono i nodi con l’accetta, servono ago e filo. Con tutte le critiche che si possono muovere alla maggioranza di governo (di cui Italia Viva ha fatto parte fino all’altro ieri) non c’è un pericolo democratico alle porte. Che Conte non fosse un campione del progressismo europeista lo si sapeva dall’inizio, anche quando Renzi ha spinto perché fosse confermato. Quando la priorità era la lotta al voto e non la lotta al populismo andava tutto bene: confermare Conte, mettere nel programma il taglio grillino dei parlamentari e non metterci la revisione di quota 100 e del reddito di cittadinanza.</p>



<p>L’azione politica deve rispondere alle condizioni date, non a quelle che si vorrebbero. La debolezza dei progressisti è figlia della sconfitta alle elezioni del 2018 e adesso serve la talpa del riformismo, che scava e costruisce vie di uscita, non gli escamotage tattici o le prove muscolari. Detto anche questo, il discorso di Matteo Renzi è stato uno dei pochi che ha posto temi di merito, dalla scuola al Recovery Plan. Condividendo la centralità dei temi che ha posto e il suo richiamo alla centralità della politica, vorrei che tutti, a cominciare dal mio partito, raccogliessero la sfida rilanciando sulle proposte che servono (alcune delle quali invece non condivido, come le critiche “divaniste” al reddito di cittadinanza di Italia Viva). Per lo stesso motivo penso che i tempi e i modi sbagliati della crisi non facciano un buon servizio a quei temi. Così come a suo tempo ho pensato che non facesse loro un buon servizio una scissione che ha reso più deboli i progressisti.</p>



<p><strong>(3) I perché del mio voto e che cosa mi aspetto adesso</strong><br>Perché ho votato la fiducia quindi? Anzitutto per disciplina di partito e per rispetto della comunità politica a cui appartengo. E perché non mi sembrava il momento di una crisi al buio. Capisco che al di fuori di chi fa politica, il tema del “partito” sembri un po’ demodé, ma io nei partiti — aperti, plurali, non personali e contendibili — continuo a credere, anche se non mi fanno impazzire quelli che ci sono a partire dal mio. Senza partiti la democrazia è debole e i cittadini sono soli di fronte ai ricatti o ai capricci di chi li rappresenta. Uscire dal mio non è una scelta che farei alla leggera, tantomeno nel mezzo di uno scontro muscolare e di uno show mediatico che trasforma il Parlamento in un catalizzatore di gossip su come votano Tizio o Caio, piuttosto che nel luogo per un dibattito alto tra forze politiche mature nell’interesse del Paese.</p>



<p>Detto questo, i partiti, ancorché fondamentali, sono strumenti non obiettivi. Se non funzionano e la speranza di cambiarli si riduce al lumicino, ognuno fa le sue valutazioni, giuste o sbagliate che siano, motivandole con ragionamenti articolati e trasparenti. E così farò anch’io nei prossimi mesi e anni. Nell’immediato, sono nel Pd perché credo nella funzione nazionale del Partito democratico nato con Veltroni e lì faccio la mia battaglia di minoranza, perché mi sembra che il senso di quella funzione lo stiamo un po’ smarrendo.</p>



<p>Rispetto al governo, spero che maturi una maggiore consapevolezza per le sfide che ci attendono, a partire dalla crisi occupazionale dietro l’angolo. Dobbiamo costruire qualcosa di nuovo e per farlo servono politici, non tifosi. Serve un patto di legislatura con una maggioranza che abbia una visione chiara. Meno bonus e più riforme. Meno task force e più ministri in grado di governare le burocrazie. E occorre parlare con tutti, anche con Italia Viva che ha sì innescato la crisi ma, ricordiamolo, ha deciso di astenersi per far sì che ci sia ancora una maggioranza. Mi auguro che non prevalga l’illusione che si possa andare avanti come prima. C’è un fatto politico nuovo e la caccia ai transfughi non può essere la soluzione.</p>



<p>Insomma, mi aspetto che il Pd si assuma la responsabilità di una svolta e non si accontenti di una governabilità fine a sé stessa. Spero che qualche timidezza di troppo con i nostri alleati sia dettata solo dall’emergenza. E che non sia usata come scusa per fondare un movimento 6 stelle in cui la sesta stella sono le correnti del Pd, perché questo passaggio meriterebbe almeno un congresso. La partita per avere un governo all’altezza della situazione drammatica che stiamo vivendo non si è conclusa ieri. Casomai si è aperta. Al lavoro e alla lotta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/01/20/nannicini-ora-serve-la-politica-quella-che-ieri-era-assente/">Ora serve la politica, quella che ieri era assente</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/01/20/nannicini-ora-serve-la-politica-quella-che-ieri-era-assente/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le ragioni del SI: una piccola riforma, imperfetta, che ha il valore di mettere fine ad una discussione eterna</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/09/17/bellini-lamberti-le-ragioni-del-si/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2020/09/17/bellini-lamberti-le-ragioni-del-si/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Bellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2020 10:53:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eppur si muove]]></category>
		<category><![CDATA[Camera dei Deputati]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamentari]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Riforme]]></category>
		<category><![CDATA[Senato della Repubblica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=1821</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Michele Bellini e Andrea Lamberti Quale impatto avrà il referendum costituzionale sull&#8217;effettiva qualità della nostra rappresentanza? Molto probabilmente nessuno. Che si passi a 600 parlamentari o si resti agli attuali 945, non cambierà un granché. Non ci hanno, quindi, convinto le tante voci che si sono alzate da entrambi gli schieramenti per raccontare il voto di domenica come una minaccia o come un toccasana per la nostra democrazia. Sarebbe, infatti, semplicistico, se non&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/09/17/bellini-lamberti-le-ragioni-del-si/">Le ragioni del SI: una piccola riforma, imperfetta, che ha il valore di mettere fine ad una discussione eterna</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di Michele Bellini e Andrea Lamberti<br> <br>Quale impatto avrà il referendum costituzionale sull&#8217;effettiva qualità della nostra rappresentanza? Molto probabilmente nessuno. Che si passi a 600 parlamentari o si resti agli attuali 945, non cambierà un granché. Non ci hanno, quindi, convinto le tante voci che si sono alzate da entrambi gli schieramenti per raccontare il voto di domenica come una minaccia o come un toccasana per la nostra democrazia. Sarebbe, infatti, semplicistico, se non addirittura preoccupante, pensare che basti cambiare il numero degli eletti per incidere così tanto sulla qualità di un sistema democratico.<br> <br>È da questa considerazione che partiamo per motivare il nostro SI al voto di domenica, convinti che il miglioramento della nostra democrazia e della qualità della rappresentanza – di cui abbiamo un disperato bisogno – non possa avvenire senza che prima il sistema politico abbia riconquistato credibilità.<br> <br>Una credibilità perduta dopo anni di promesse, fatte perché convenienti in termini di consenso, ma non mantenute perché considerate lesive dei propri interessi. Sono, infatti, almeno quarant’anni – dunque da ben prima dell’avvento del “populismo” – che circola l’idea di ridurre il numero di parlamentari. Poco importa il tipo di elettorato, il colore politico o le motivazioni di fondo, la diminuzione dei seggi a Montecitorio e Palazzo Madama si è trasformata negli anni in uno di quegli argomenti “sicuri”, che non fanno perdere voti, poiché godono di un sostegno popolare largo e trasversale. Parlarne è diventato un po’ come ribadire “l’importanza dei giovani” o la necessità di “fare le riforme”: formule sentite troppe volte, senza poi vedere risultati concreti.<br> <br>Oggi si presenta l’opportunità di interrompere questo meccanismo dannoso e, così facendo, avviare un cammino di miglioramento della nostra democrazia rappresentativa. Una piccola riforma, sicuramente imperfetta, ma che ha il valore di mettere fine ad una discussione eterna. Anche questo è un punto cruciale: la politica deve imparare che non esistono solo le scadenze elettorali, ma anche quelle relative agli impegni presi. E, come per qualsiasi altra attività lavorativa, quando non si vedono i risultati, si perde credibilità. Non solo; se prendi un impegno e non lo realizzi, si crea un vuoto. E in politica ogni vuoto, prima o poi, viene colmato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/09/17/bellini-lamberti-le-ragioni-del-si/">Le ragioni del SI: una piccola riforma, imperfetta, che ha il valore di mettere fine ad una discussione eterna</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2020/09/17/bellini-lamberti-le-ragioni-del-si/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pierluigi Castagnetti: se prevale il SI vince il M5S. Se passa il NO a festeggiare saranno i cittadini</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/09/11/cuzzocrea-castagnetti-se-prevale-il-si-vince-il-m5s-se-passa-il-no-festeggiano-i-cittadini/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2020/09/11/cuzzocrea-castagnetti-se-prevale-il-si-vince-il-m5s-se-passa-il-no-festeggiano-i-cittadini/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Cuzzocrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2020 16:01:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo viso non mi è nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Camera dei Deputati]]></category>
		<category><![CDATA[Camere]]></category>
		<category><![CDATA[Casta]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Cottarelli]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Legge elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamentari]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente della Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[Salvini]]></category>
		<category><![CDATA[Senato della Repubblica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=1791</guid>

					<description><![CDATA[<p>La storia delle riforme costituzionali in Italia è la storia di una lunga serie di fallimenti. Tra qualche giorno potremo decidere sulla legge che riduce di oltre un terzo i parlamentari. Quali sono le sue impressioni sul dibattito che si è sviluppato?In effetti il dibattito è stato intenzionalmente tenuto di tono basso sino a pochi giorni fa. Non essendoci il quorum, la speranza dei proponenti era quella di un cammino&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/09/11/cuzzocrea-castagnetti-se-prevale-il-si-vince-il-m5s-se-passa-il-no-festeggiano-i-cittadini/">Pierluigi Castagnetti: se prevale il SI vince il M5S. Se passa il NO a festeggiare saranno i cittadini</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>La storia delle riforme costituzionali in Italia è la storia di una lunga serie di fallimenti. Tra qualche giorno potremo decidere sulla legge che riduce di oltre un terzo i parlamentari. Quali sono le sue impressioni sul dibattito che si è sviluppato?</strong><br>In effetti il dibattito è stato intenzionalmente tenuto di tono basso sino a pochi giorni fa. Non essendoci il quorum, la speranza dei proponenti era quella di un cammino elettorale il più felpato possibile: pochi elettori, poche spiegazioni e discussioni, e tutto passa.</p>



<p><strong>La riduzione dei parlamentari, non accompagnata da altre modifiche, che impatto avrà sugli equilibri disegnati dalla Carta costituzionale e sul funzionamento delle Camere?</strong><br>Obiettivamente scarso. Se possibile, poiché il bicameralismo diventerà ancora più paritario ora che si omogeneizzano anche gli elettorati delle due camere, l’efficienza del lavoro parlamentare diminuirà ulteriormente. Se lo stesso lavoro legislativo dopo essere stato fatto da una camera di 400 membri passerà a quella di 200, composta nello stesso modo della prima, questa impiegherà prevedibilmente il doppio tempo.</p>



<p><strong>Il referendum confermativo sulle leggi di revisione costituzionale è l’unico valido a prescindere dal quorum dei votanti. Come giudica la scelta di accorparlo con le elezioni amministrative?</strong><br>Non opportuno per la sovrapposizione di due campagne elettorali molto diverse, ma comprensibilmente quasi inevitabile.</p>



<p><strong>Come influirà la riforma sulla composizione dell&#8217;Assemblea dei grandi elettori del Presidente della Repubblica?</strong><br>In parte dipenderà anche dall’esito delle contestuali elezioni regionali. Se si verificasse ciò che auspica Salvini, cioè un 7 a 0 a favore della destra, ma io lo escludo, gli equilibri si modificherebbero in modo decisivo. In ogni caso l’equilibrio parlamento/consigli regionali verrà alterato in una direzione non prevista e non voluta dal costituente.</p>



<p><strong>È corretto subordinare la riforma della Costituzione alla modifica di una legge ordinaria come quella elettorale?</strong><br>No, non lo è, trattandosi di ranghi legislativi diversi anche se correlati. Ma si rende necessario per attenuare l’impatto negativo di alterazione della rappresentanza con la riduzione del numero dei parlamentari: se oggi il nostro rapporto è tra i più alti d’Europa, con l’approvazione di questa sedicente riforma diventerà il più alto in assoluto: 1 deputato ogni 150.000 abitanti, 1 senatore ogni 300.000. Le minoranze politiche e territoriali verranno fortemente penalizzate, cioè non garantite. In ciò consiste il grosso sfregio del principio della rappresentanza voluto dal costituente. Anche se il tema della rappresentanza evoca anche altri dati di cui le forze politiche negli ultimi decenni non hanno voluto tenere conto.</p>



<p><strong>Gli argomenti principali di chi sostiene il Sì sono sempre stati il risparmio di spesa pubblica e la lotta alla casta. Valgono una riforma costituzionale?</strong><br>Il risparmio, come Cottarelli ha dimostrato, sarà esiguo e non vale il costo democratico. La lotta alla casta è esattamente ciò che viene perseguito, in modo paradossale e masochistico, dalle forze politiche che non si accorgono di esserne loro stesse il bersaglio. </p>



<p><strong>C’è poi chi ha detto che voterà Sì perché così si dovrà necessariamente mettere mano ad altre riforme. Cosa ne pensa?</strong><br>Penso che sia un atto di fede, non supportato da alcun argomento. Anzi si potrebbe/dovrebbe sostenere il contrario.</p>



<p><strong>Il bicameralismo perfetto voluto dai costituenti sembra aver fatto il suo tempo, ma il potere legislativo risiede ancora nelle Camere? La riduzione dei parlamentari che impatto avrebbe sui diversi organi coinvolti nella costruzione della legislazione?</strong><br>Evidentemente no. Il trasferimento di competenze all’Unione Europea e alle Regioni, ha ridotto di molto le competenze legislative del Parlamento nazionale. Ma soprattutto lo ha fatto l’ormai strutturale avocazione di poteri legislativi di cosiddetta urgenza da parte del governo, da molti anni per la verità. Però il Parlamento continua a dimenticarsi dell’altra sua grande prerogativa costituzionale: il sindacato sugli atti del Governo. Dovrebbe essere il Parlamento a controllare il Governo, mentre si sta verificando, ormai senza reazione alcuna, esattamente il contrario: il governo controlla sempre di più il parlamento. Proprio in questi giorni un sottosegretario dei 5S ha dichiarato: un Parlamento ridotto è più facile da controllare. Ormai ci si abitua a tutto, senza mai reagire. Io penso che sia giunto il momento di farlo. Io personalmente mi rifiuto di diventare capote.</p>



<p><strong>Il PD in Parlamento ha votato per tre volte contro la riduzione dei parlamentari, cambiando la propria scelta nell’ultima votazione in funzione dell’accordo di governo attuale e della promessa dell’adozione di correttivi, che però non sono arrivati. Non si rischia così di confondere i propri elettori? </strong><br>Assolutamente si. Ma soprattutto ha sbagliato quando ha definito l’accordo politico di governo, scelta che io ho condiviso, accettando il taglio dei parlamentari senza pretendere il contestuale avvio di un altro disegno di riforma costituzionale per differenziare ruoli e competenze delle due camere. Oggi non ci troveremmo in questa palude. E senza pretendere l’intesa su una nuova legge elettorale che restituisse agli elettori la prerogativa di scegliere i propri rappresentanti, o con l’introduzione delle preferenze o con la definizione di collegi abbastanza piccoli, sì da poter scegliere veramente. Da dove nasce molta parte della sfiducia popolare? Da questa confisca di potere di scelta dei propri rappresentanti. Perché mai partiti che non sono più tali, essendosi perlopiù ridotti a un leader e i suoi fedelissimi, dovrebbe continuare ad avere il potere di scegliere non già i candidati ma gli eletti in parlamento? Se le forze politiche non si decidono di uscire dal bunker in cui si sono ficcate rischiano di essere travolte.</p>



<p><strong>Tutti i partiti principali sono schierati per il Sì. Se la riforma passa chi festeggia? </strong><br>Legittimamente il Movimento 5S</p>



<p><strong>E se vincesse il No?</strong><br>I cittadini</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/09/11/cuzzocrea-castagnetti-se-prevale-il-si-vince-il-m5s-se-passa-il-no-festeggiano-i-cittadini/">Pierluigi Castagnetti: se prevale il SI vince il M5S. Se passa il NO a festeggiare saranno i cittadini</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2020/09/11/cuzzocrea-castagnetti-se-prevale-il-si-vince-il-m5s-se-passa-il-no-festeggiano-i-cittadini/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
