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	<title>USA 2020 Archivi - ilcaffeonline</title>
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	<title>USA 2020 Archivi - ilcaffeonline</title>
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		<title>USA 2020: l’ultimo dibattito non cambia la sostanza delle cose, quel che è in ballo è il carattere del Paese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Maran]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2020 19:43:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Più di 47 milioni di americani hanno già votato, ed è poco probabile che quelli che non lo hanno ancora fatto siano tuttora incerti sulla scelta da compiere. Nel secondo ed ultimo dibattito presidenziale, il presidente Trump non ha detto nulla che possa convincere gli indecisi che si è guadagnato un secondo mandato. Il candidato democratico Joe Biden, d’altra parte, ha dimostrato padronanza degli argomenti e serietà di intenti; il&#8230;</p>
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<p>Più di 47 milioni di americani hanno già votato, ed è poco probabile che quelli che non lo hanno ancora fatto siano tuttora incerti sulla scelta da compiere. Nel secondo ed ultimo dibattito presidenziale, il presidente Trump non ha detto nulla che possa convincere gli indecisi che si è guadagnato un secondo mandato. Il candidato democratico Joe Biden, d’altra parte, ha dimostrato padronanza degli argomenti e serietà di intenti; il che dovrebbe rassicurare gli elettori ancora alle prese con la scelta.</p>



<p>Il dibattito (condotto stavolta abilmente da Kristen Walker) è stato molto più «normale» del primo. I due candidati si sono interrotti a vicenda solo saltuariamente e hanno discusso di questioni politiche importanti come il coronavirus, la politica estera ed altro ancora. Tuttavia, per gli standard americani, il dibattito non è stato normale. Non è stato normale perché uno dei due candidati &#8211; l’attuale presidente &#8211; ha detto una bugia dopo l’altra. Lo ha fatto sul virus, sulla Corea del Nord, sulla Cina, sulla Russia, sul cambiamento climatico, sulla sua politica sanitaria, sulla politica sanitaria di Joe Biden, sui conti di Biden e sui migranti bambini che sono stati separati dai genitori. Le menzogne di Trump non si possono certo definire delle sorprese, ma, come ha scritto David Leonhardt del New York Times, «ignorarle significherebbe perdersi la notizia più importante: un presidente che cerca di costruire la propria realtà. Come possono gli elettori scegliere tra, poniamo, due piani sanitari, se uno dei candidati inventa storie su entrambi i piani?».</p>



<p>Trump stavolta doveva rimediare al danno che si è procurato nel corso del primo dibattito, quando le sue interruzioni incontenibili hanno ridicolizzato l’idea stessa di uno scambio di opinioni. Da lì in avanti, Trump ha continuato a minimizzare la serietà della pandemia da Covid-19 (nonostante abbia contratto l’infezione) definendo il dottor Anthony Fauci un «disastro»; si è accalorato pubblicamente affinché il suo ministro della giustizia promuova (o almeno annunci) un’indagine su Biden e sul figlio Hunter prima delle elezioni, un rilancio domestico del tentativo di ricattare il presidente ucraino che ha condotto alla sua incriminazione.</p>



<p>A differenza del primo disastroso incontro, stavolta Trump ha dato retta ai consiglieri ed è stato molto più controllato e disciplinato della prima volta. Tuttavia, ha propinato un cocktail di balle, colpi bassi e dichiarazioni assurde, come l’affermazione sbalorditiva che avrebbe fatto di più per gli afroamericani di ogni altro presidente da Abramo Lincoln.</p>



<p>La sfida per Biden era diversa. Dato il suo vantaggio nei sondaggi, l’ex vice presidente doveva rassicurare gli elettori che non aveva niente a che vedere con la figura descritta da Trump: un sostenitore del primato pubblico nel servizio sanitario, una pedina della sinistra radicale, un politico corrotto che ha tratto vantaggio (economicamente) dall’incarico pubblico. Biden ha superato la prova, nonostante qualche passo falso e l’utilizzo nelle sue risposte di qualche frase ad effetto prefabbricata.</p>



<p>Sul coronavirus, Biden ha ridicolizzato l’affermazione di Trump, «stiamo imparando a conviverci», dicendo «ci stiamo morendo». Dopo uno scambio intenso sulle rispettive famiglie e sulle accuse di corruzione, Biden si è rivolto alla telecamera ed ha detto: «Non ha a che fare con la sua famiglia o la mia famiglia. Riguarda la vostra famiglia». E quando il dibattito si è concentrato sulla razza, Biden è uscito con questa battuta su Trump: «Questo tipo ha un dog whistle grande come una sirena antinebbia» (dog whistle in politica è un messaggio «in codice» rivolto a chi ha orecchie per intendere, da chi , in genere, strizza l’occhio a razzisti, nazionalisti bianchi e neonazisti ).</p>



<p>Ma, al di là delle battute che gireranno sui social, Biden ha rintuzzato efficacemente l’accusa di Trump che gli ha imputato di voler imporre la sanità pubblica, ricordando che nelle primarie democratiche ha sconfitto i candidati che sostenevano il Medicare per tutti; e ha spiegato abilmente che Trump, che vuole l’annullamento dell’Affordable Care Act, non ha presentato nessun piano per salvaguardare la gente con malattie preesistenti. Inoltre, ha usato argomenti convincenti contro la pessima gestione della crisi provocata dal coronavirus da parte di Trump e ha incolpato efficacemente il presidente per non aver lavorato con il Congresso per approvare uno stimolo economico aggiuntivo. </p>



<p>Trump ha insistito nel proporre una visione eccessivamente ottimistica dell’andamento del virus, promettendo che il vaccino sarà presto a disposizione. Biden ha gestito efficacemente anche l’affermazione di Trump che lui e la sua famiglia hanno approfittato del suo incarico di vicepresidente dicendo: «Non ho mai preso un penny in vita mia da nessuna fonte straniera». Ed ha ribadito che i funzionari dell’amministrazione che hanno testimoniato nel corso del procedimento di impeachment hanno detto di non aver riscontrato nessun difetto nella sua condotta relativa all’Ucraina.</p>



<p>Prima del dibattito, quel pezzetto di elettori che erano ancora indecisi dovevano scegliere tra un incumbent straordinariamente incompetente e corrotto e un politico serio e stagionato che ascolta gli esperti e non considera la presidenza come un reality show televisivo. Il dibattito è stato certo un incontro più tradizionale e tranquillo del primo, ma non ha cambiato la natura di quella scelta. «Quel che è in ballo &#8211; ha detto Biden &#8211; è il carattere di questo paese».</p>
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		<title>Signor Vicepresidente, sto parlando io!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Maran]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2020 14:31:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il primo (ed unico) dibattito tra Mike Pence e Kamala Harris è stato molto più civile di quello tra il presidente Trump e l’ex vicepresidente Joe Biden. Il candidato vicepresidente democratico Kamala Harris (che viene da una famiglia multirazziale della West Coast progressista) e Mike Pence (un bianco conservatore ed evangelico, che viene dal cuore profondo del paese) rappresentano in modo appropriato le due Americhe che si stanno disputando le&#8230;</p>
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<p>Il primo (ed unico) dibattito tra Mike Pence e Kamala Harris è stato molto più civile di quello tra il presidente Trump e l’ex vicepresidente Joe Biden.</p>



<p>Il candidato vicepresidente democratico Kamala Harris (che viene da una famiglia multirazziale della West Coast progressista) e Mike Pence (un bianco conservatore ed evangelico, che viene dal cuore profondo del paese) rappresentano in modo appropriato le due Americhe che si stanno disputando le elezioni. Entrambi hanno fatto quel che i politici convenzionali sofisticati devono fare: hanno assestato dei colpi, sondato le reciproche debolezze e schivato le domande per le quali non avevano una risposta (politica) sicura.</p>



<p>Harris ha passato la serata a punzecchiare Pence in merito alla pessima gestione della pandemia da coronavirus che ha ucciso più di 210.000 americani. Il vicepresidente uscente ha fatto il possibile per rigirare la frittata descrivendola come un grande successo, ma non poteva fare molto per nascondere l’elefante nella stanza.</p>



<p>La serata si è conclusa probabilmente con un pareggio. Pence ha fatto del suo meglio per difendere il suo capo (che, convalescente, era sicuramente incollato alla Tv). La Harris ha inchiodato l’amministrazione al suo più grande fallimento e non ha fatto errori tali da rallentare la corsa di Biden, ancora in testa nei sondaggi.</p>



<p>Secondo Chris Cillizza della Cnn, «i migliori 15 minuti della senatrice della California, sono stati i primi 15 minuti dal dibattito. Aiutata dal particolare rilievo posto sul Covid-19 e dalla gestione raffazzonata della pandemia da parte dell’amministrazione Trump, Harris ha annientato Pence con i dati relativi all’amministrazione di cui fa parte. ‘Sapevano e hanno taciuto’, ha detto di Trump che ha ammesso di aver minimizzato intenzionalmente la gravità del virus». Harris è stata meno efficace nel difendere Biden dagli attacchi di Pence che ha rimpoverato all’ex vicepresidente di aver detto che avrebbe abrogato tutti i tagli fiscali di Trump e messo fine al fracking (la tecnica per estrarre gas contenuti in certi tipi di rocce presenti nel sottosuolo). «Nel complesso, comunque, credo che Harris abbia fatto quello che un buon vicepresidente dovrebbe fare. Ha criticato duramente Trump, in particolare sul Covid-19 e ha focalizzato l’attenzione sull’amministrazione in carica. L’ho fatto con un atteggiamento calmo, disinvolto e misurato; quando Pence l’ha interrotta, ha usato il silenzio e lo sguardo, alle volte più efficace di ogni parola. E la sua frase, ‘Signor vicepresidente, sto parlando io’, sarà, per i democratici, una di quelle da ricordare».</p>



<p>Il vicepresidente, ha scritto Cillizza, «è un argomentatore molto solido e sottovalutato» e «si è comportato egregiamente». I suoi momenti migliori sono venuti quando criticava le dichiarazioni passate (sulle tasse, sul fracking, sul Green New Deal, sulla Cina) di Biden e di Harris. Ma cercare di difendere le azioni (e l’inerzia) di Trump sulla pandemia è «un compito erculeo». Era il lavoro che Pence aveva di fronte l’altra sera e non c’è da sorprendersi che non ci sia riuscito. «Pence ha sorvolato sullo scetticismo reiterato di Trump riguardo alle misure di mitigazione comprovate (indossare le mascherine, il distanziamento sociale, evitare gli assembramenti), e invece ha cercato di portare il discorso sulla libertà individuale. Il problema della libertà individuale è che non sei libero di fare cose che incidono sulla salute e sulla sicurezza altrui. Contenere il Covid-19 non ha a che fare con le libertà individuali, riguarda l’azione collettiva. L’incapacità di Trump di capirlo è indifendibile &#8211; e Pence non è riuscito a difenderlo».</p>



<p>Le domande della conduttrice, Suzanne Page di USA Today, che ha faticato a tenere a freno Pence, sono state invece eccezionali: «acute, meditate, e sfortunatamente in gran parte senza risposte». Al punto che Tanya Snyder e Katy O’Donnell, su Politico, hanno elencato sette delle principali questioni eluse dai candidati: il tasso di mortalità del Covid in America, i presidenti vecchi bacucchi, la salute, la Cina, l’aborto, la Corte suprema. «‘Il nostro tasso di mortalità è due volte e mezzo quello del Canada’, ha chiesto Page a Pence. ‘Lei ha guidato la task force dell’amministrazione sul coronavirus. Perché il tasso di mortalità americano ha una percentuale più alta di quasi ogni altro paese del mondo?’. Pence ha parlato invece della sospensione dei viaggi dalla Cina, di ‘ripensare i test’ e di consegnare le forniture di emergenza agli operatori sanitari, nonché di mettersi al lavoro per sviluppare un vaccino. Ma non ha spiegato perché l’azione del governo americano non ha ottenuto risultati comparabili con quelli degli altri paesi». In molti hanno scritto di aver perso il conto di quante volte Harris e Pence hanno ignorato platealmente le domande poste da Page. L’esempio più lampante è stato quando Harris ha eluso la domanda di Page sull’età di Biden (e se avessero mai parlato dell’eventualità di un trasferimento del potere presidenziale) e ha impiegato due minuti per raccontare la storia della sua vita.</p>



<p>C’è stata poi la mosca. I media, si sa, si concentrano sulle cose meno importanti. Eppure, come ha scritto Chris Cillizza, «c’era una dannata mosca sui capelli di Pence per due minuti buoni! (Non è un esagerazione sono stati davvero due minuti). Una mosca ha mai avuto una tale visibilità?». E mentre il dibattito stava ancora andando avanti, Biden ha caricato sui social una sua foto con la paletta per le mosche, lanciando un appello per la raccolta di fondi. «Se non credete &#8211; ha chiosato il commentatore della Cnn- che questa dibattito sarà ricordato come «il dibattito della mosca», beh, allora, permettetevi di presentarvi la politica».</p>



<p>A chi, invece, della politica (quella di una volta) avesse davvero nostalgia, consiglio di ascoltare (o di leggere) discorso che Joe Biden ha tenuto martedì scorso in Pennsylvania. A meno di un mese dall’Election Day, Joe Biden ha scelto il campo di battaglia di Gettysburg per pronunciare un grande discorso. Quella di Gettysburg è considerata una delle battaglie più importanti della guerra di secessione americana e si è conclusa con una netta vittoria delle forze dell&#8217;Unione dell&#8217;Armata del Potomac, che arrestarono l&#8217;offensiva in Pennsylvania dell&#8217;esercito confederato dell&#8217;Armata della Virginia Settentrionale. Affacciato sul campo di battaglia, Biden ieri ha invocato la leadership riconciliante di Abraham Lincoln e si è impegnato a rimettere in sesto la «casa divisa» degli americani («Una casa divisa al suo interno non può stare in piedi», diceva infatti Abramo Lincoln). «Possiamo porre fine a questo periodo di divisione. Possiamo porre fine all&#8217;odio e alla paura. Possiamo essere quello che siamo al nostro meglio: gli Stati Uniti d’America». È stato forse il miglior discorso della campagna di Biden.</p>
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		<title>Trump: infiammare gli elettori più leali e arrabbiati può spianargli la strada per un secondo mandato?</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/08/26/maran-trump-infiammare-gli-elettori-piu-leali-puo-spianargli-la-strada-per-un-secondo-mandato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Maran]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2020 07:23:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Whatever it takes]]></category>
		<category><![CDATA[Afroamericani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Donald Trump è un uomo di stato autorevole e caritatevole (amico degli afroamericani), che ha fermato l’avanzata del coronavirus. Se vi siete persi gli ultimi quattro anni e vi siete appena sintonizzati sulle elezioni presidenziali americane, questa potrebbe essere l&#8217;impressione che ricaverete assistendo alla prima serata della Convenzione repubblicana: un&#8217;ode al presidente di due ore e mezza (https://www.cnn.com/politics/live-news/rnc-2020-day-1/index.html). La sua celebre furia, i suoi tweet, la sua leadership imprevedibile, i&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/08/26/maran-trump-infiammare-gli-elettori-piu-leali-puo-spianargli-la-strada-per-un-secondo-mandato/">Trump: infiammare gli elettori più leali e arrabbiati può spianargli la strada per un secondo mandato?</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
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<p>Donald Trump è un uomo di stato autorevole e caritatevole (amico degli afroamericani), che ha fermato l’avanzata del coronavirus. Se vi siete persi gli ultimi quattro anni e vi siete appena sintonizzati sulle elezioni presidenziali americane, questa potrebbe essere l&#8217;impressione che ricaverete assistendo alla prima serata della Convenzione repubblicana: un&#8217;ode al presidente di due ore e mezza (<a href="https://www.cnn.com/politics/live-news/rnc-2020-day-1/index.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.cnn.com/politics/live-news/rnc-2020-day-1/index.html</a>).</p>



<p>La sua celebre furia, i suoi tweet, la sua leadership imprevedibile, i suoi litigi con i paesi alleati, l’istigazione delle divisioni sociali e razziali, gli attacchi allo stato di diritto, la richiesta ad alta voce se l’ingestione un disinfettante potrebbe curare dal Covid-19, non sono state citate. Un nuovo arrivato, al termine dello show, potrebbe pensare davvero che Joe Biden e Kamala Harris vogliano spalancare le porte degli Stati Uniti agli estremisti che odiano l’America; privare i suoi cittadini della libertà; e come hanno detto Trump e suo figlio Donald jr., trascinare gli americani “nel buio”.</p>



<p>La Convenzione repubblicana si è presa molte libertà con la verità (nessuno ha menzionato il fatto che gli Stati Uniti hanno predisposto una delle peggiori risposte al mondo alla pandemia e sono ancora impantanati in una crisi profonda) e ci sono stati più presagi di sventura di quanto sarebbe lecito aspettarsi da un evento che i leader repubblicani hanno promesso si sarebbe concentrato sulla &#8220;positività&#8221; e sull’ “ottimismo.&#8221; Eppure, lo spettacolo è risultato a suo modo avvolgente e senza dubbio efficaci i video nei quali degli americani raccontano come le decisioni del presidente in merito alla liberazione degli ostaggi, all&#8217;assistenza sanitaria e all&#8217;economia, abbiano cambiato le loro vite.</p>



<p>Ma la domanda chiave, per ora, è ancora senza risposta: infiammare gli elettori più leali e arrabbiati di Trump, può spianargli la strada per un secondo mandato o il presidente si è così inimicato tutti gli altri che ormai non può più essere rieletto?</p>
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