<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>africa Archivi - ilcaffeonline</title>
	<atom:link href="https://ilcaffeonline.it/tag/africa/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/africa/</link>
	<description>Il coraggio di conoscere</description>
	<lastBuildDate>Sat, 17 Sep 2022 09:41:00 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.4.2</generator>

<image>
	<url>https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/cropped-avatar-ilcaffeonline-32x32.png</url>
	<title>africa Archivi - ilcaffeonline</title>
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/africa/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Anche le parole hanno un&#8217;anima. Una passeggiata virtuale per l&#8217;Africa orientale</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/09/17/mengoni-anche-le-parole-hanno-unanima-passeggiata-virtuale-per-africa-orientale/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/09/17/mengoni-anche-le-parole-hanno-unanima-passeggiata-virtuale-per-africa-orientale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Mengoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Sep 2022 09:18:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#iltempodiuncaffe]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[Bongo Flava]]></category>
		<category><![CDATA[daladala]]></category>
		<category><![CDATA[lingua]]></category>
		<category><![CDATA[nyama choma]]></category>
		<category><![CDATA[orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Oxford English Dictionary]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[pole]]></category>
		<category><![CDATA[singeli]]></category>
		<category><![CDATA[Swahili]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4546</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per conoscere, da lontano, un paese, faremo una passeggiata tra le parole di una lingua lontana, lo swahili, che hanno viaggiato con le carovane mercantili nella savana e sui dhow che solcavano l’oceano indiano e non si sono mai fermate. Lo scorso luglio l’Oxford English Dictionary ha pubblicato una lista delle nuove parole africane accolte dalla grande madre dell’inglese, ormai colorato e profumato di mille spezie, tra cui molte vengono&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/09/17/mengoni-anche-le-parole-hanno-unanima-passeggiata-virtuale-per-africa-orientale/">Anche le parole hanno un&#8217;anima. Una passeggiata virtuale per l&#8217;Africa orientale</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Per conoscere, da lontano, un paese, faremo una passeggiata tra le parole di una lingua lontana, lo <strong><em>swahili</em></strong>, che hanno viaggiato con le carovane mercantili nella savana e sui dhow che solcavano l’oceano indiano e non si sono mai fermate. Lo scorso luglio l’<em>Oxford English Dictionary</em> ha pubblicato una lista delle nuove parole africane accolte dalla grande madre dell’inglese, ormai colorato e profumato di mille spezie, tra cui molte vengono dallo swahili e parecchie dalla Tanzania.</p>



<p>Sono soltanto parole, ma sono quelle che nelle loro sillabe, nell’alternarsi musicale di consonanti e vocali tipiche dello swahili, raccontano storie. Magiche, perché in grado di congiurare dall’aria il profumo di un mondo che forse non vedremo mai, se non sullo schermo di un cellulare. Parole nate sulla costa dell’Africa orientale dal matrimonio tra africani ed arabi, che oggi hanno preso il volo, a bordo di una compagnia low-cost, l’inglese, in grado di portarle in giro per il mondo, a contaminarsi con altre lingue.</p>



<p>Proviamo allora a fare una breve conversazione. No, nessuna preoccupazione, non faremo una lezione di etnolinguismo che non è tra le mie indubbie capacità.</p>



<p>Dar es Salaam, pomeriggio di sabato. Deusdedit (sui fantasiosi nomi di stampo religioso che vengono dati in Tanzania andrebbe scritto un articolo a parte) si rivolge all’amico italiano Edo:</p>



<p>“Andiamo a sentire il <strong>bongo flava.</strong> C’è birra e <strong>nyama choma</strong>.”</p>



<p>“Io preferisco il <strong>singeli</strong> e ho l’auto rotta.”</p>



<p>“<strong>Pole</strong>. Andiamo in <strong>daladala</strong>?”</p>



<p>Tutte queste espressioni fanno ormai parte dell’inglese standard anche se probabilmente non sentirete usarle a Stratford-upon-Avon.</p>



<p>Cominciamo da Bongo, che scriviamo con la lettera maiuscola, dato che si tratta di una città, anzi di <em><strong>Dar es Salaam</strong></em>, la capitale commerciale, industriale e culturale della Tanzania.  Sette milioni di abitanti in continua crescita. Scendendo verso l’aeroporto, Dar es Salaam è una sterminata distesa di casette intervallate da palme e ruscelli, piuttosto verde e tranquilla, che circonda un centro di grattacieli di origine cinese, generalmente orrendi. <em><strong>Bongo</strong></em> in swahili ha a che fare con la testa e l’intelligenza, il che vuol dire che a Dar si sta al centro delle cose. Non solo per restarci, bisogna cavarsela, essere svegli di testa e di mano.</p>



<p>Qualcuno ce la fa con la scorciatoia della musica. Da ogni radio, da ogni &#8220;tassì&#8221;, nelle discoteche della zona ricca e nei pub informali delle periferie si ascoltano i ritmi del <strong>Bongo Flava</strong>. Musica giovanile, che fonde un miscuglio di hip-hop americano con i ritmi locali. </p>



<p>Guardate su youtube i video che dipingono scene di lusso sfrenato, auto veloci, donne semi nude che si agitano su letti a otto piazze, canottiere, lingerie, occhiali da sole e piogge di dollari. </p>



<p>Il Bongo Flava, per quanto popolare, dicono, anche fuori della Tanzania, non racconta poi molto di nuovo. In realtà è del tutto innocuo tanto è vero che i grandi cantanti vengono regolarmente ingaggiati per le feste del partito al potere da sempre. Celebre il verso di Harmonize, uno dei maggiori interpreti di questo genere. Nel 2019 cantò all’allora presidente Magufuli, “vorrei incontrare Magufuli ed inginocchiarmi davanti a lui per ringrazialo.”</p>



<p>Più interessante, anche se indigesto per le nostre orecchie, è il <strong>singeli</strong>, genere musicale che forse si potrebbe definire un punk africano crudo e brutale, anche per via degli strumenti utilizzati che sarebbe un azzardo definire di fortuna: sedie, bastoni, pianole di riciclo, batterie, il tutto ad una velocità superiore ai 200 bpm e la voce di un cantante che urla frasi incomprensibili. Non è necessario conoscere lo swahili per capire che nel singeli c’è ritmo, rabbia e tanto sudore. Ad un concerto, dopo cinque minuti di velocità, le gambe iniziavano a muoversi senza controllo e solo il pudore occidentale di non rendersi ridicolo di fronte agli africani ci impedì di lanciarci in pista.</p>



<p>Anche se Bongo non è normalmente pericolosa come Nairobi o Lagos, è altamente sconsigliato aggirarsi fuori delle zone commerciali senza una guida locale sicura. Meglio evitare il <strong>daladala</strong>, il famigerato minibus che fa servizio privato su ogni strada della Tanzania (e del resto della regione). Sono ex autobus delle scuole elementari giapponesi riutilizzati fino allo sfinimento. Il costo del biglietto è irrisorio, la musica infernale e in genere si viaggia piegati a novanta gradi sotto un tetto a misura di bambino. Per evitare problemi, meglio non chiedere mai all’autista se e come abbia conseguito la patente.</p>



<p>Volendo poi avvicinarsi al cibo locale, si può optare infine per uno spiedino di carne, ovvero uno <strong>nyama choma</strong>, da nyama=carne e choma=bruciare, arrostire. Per inciso, l’OED registra altre leccornie locali, come il chipsi mayai ovvero il frittatone di patate, il mandazi, un panozzo fritto che si mangia in genere a colazione (e la cui digestione dura fino a cena), e lo mbege, bevanda fermentata alcolica che si trova solo tra i Chagga e i Meru, due gruppi tribali del Kilimanjaro e del monte Meru, nel nord della Tanzania.</p>



<p>Armati quindi di alcune parole per muoversi, mangiare e divertirsi, ci si può lanciare alla scoperta della Tanzania. Il consiglio resta quello di non fare i tirchi con i ringraziamenti (<strong>asante</strong>), meglio ancora se mille (<strong>asante sana</strong>). Muovetevi <strong>pole-pole</strong>, con calma, che di tempo ce n’è sempre in abbondanza, per non doversi sentire dire, ad un certo punto, <strong>pole</strong>, ovvero mi dispiace che ti sei preso la malaria/colera/dengue/che la macchina è rotta …</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/09/17/mengoni-anche-le-parole-hanno-unanima-passeggiata-virtuale-per-africa-orientale/">Anche le parole hanno un&#8217;anima. Una passeggiata virtuale per l&#8217;Africa orientale</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/09/17/mengoni-anche-le-parole-hanno-unanima-passeggiata-virtuale-per-africa-orientale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La diplomazia del fumetto</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/11/16/mengoni-la-diplomazia-del-fumetto/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/11/16/mengoni-la-diplomazia-del-fumetto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Mengoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2021 16:09:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#iltempodiuncaffe]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[Alan Ford]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Silvestri]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Arte pop]]></category>
		<category><![CDATA[Arte povera]]></category>
		<category><![CDATA[Attica]]></category>
		<category><![CDATA[Belgio]]></category>
		<category><![CDATA[Black Panther]]></category>
		<category><![CDATA[Bonelli]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Corto Maltese]]></category>
		<category><![CDATA[Critica fumettistica]]></category>
		<category><![CDATA[D&#039;Artagnan]]></category>
		<category><![CDATA[DC]]></category>
		<category><![CDATA[Diabolik]]></category>
		<category><![CDATA[Diplomatici]]></category>
		<category><![CDATA[Diplomazia]]></category>
		<category><![CDATA[Disney]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[Fumetti]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriel Jones]]></category>
		<category><![CDATA[Gender]]></category>
		<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Bevilacqua]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Graphic novel]]></category>
		<category><![CDATA[Hong Kong]]></category>
		<category><![CDATA[Hugo Pratt]]></category>
		<category><![CDATA[Linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Macedonia del Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Manga]]></category>
		<category><![CDATA[Marvel]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[Paperina]]></category>
		<category><![CDATA[Paperinik]]></category>
		<category><![CDATA[Paperinika]]></category>
		<category><![CDATA[PCI]]></category>
		<category><![CDATA[Persepolis]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Battaglia]]></category>
		<category><![CDATA[Pinocchio]]></category>
		<category><![CDATA[Robin Hood]]></category>
		<category><![CDATA[Sergente Fury]]></category>
		<category><![CDATA[Skopje]]></category>
		<category><![CDATA[Stan Lee]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Supereroi]]></category>
		<category><![CDATA[Superman]]></category>
		<category><![CDATA[Tex Willer]]></category>
		<category><![CDATA[Winx]]></category>
		<category><![CDATA[Wonder Woman]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3799</guid>

					<description><![CDATA[<p>I diplomatici italiani amano scrivere, fa parte delle loro competenze, ma fuori delle cancellerie c’è anche spazio per la passione. Andrea Silvestri, ambasciatore a Skopje, in Macedonia del Nord, ha quella dei fumetti, che lo hanno accompagnato nelle diverse destinazioni diplomatiche, dalla Costa d’Avorio al Belgio. Il saggio che ha scritto riflette le sue scoperte e ci conduce a zonzo tra le grandi potenze del fumetto, come gli Stati Uniti,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/11/16/mengoni-la-diplomazia-del-fumetto/">La diplomazia del fumetto</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I diplomatici italiani amano scrivere, fa parte delle loro competenze, ma fuori delle cancellerie c’è anche spazio per la passione. Andrea Silvestri, ambasciatore a Skopje, in Macedonia del Nord, ha quella dei fumetti, che lo hanno accompagnato nelle diverse destinazioni diplomatiche, dalla Costa d’Avorio al Belgio. Il saggio che ha scritto riflette le sue scoperte e ci conduce a zonzo tra le grandi potenze del fumetto, come gli Stati Uniti, la Francia, tra le potenze involontarie, come il Giappone, tra quelle emergenti, Corea, Cina, senza dimenticare che tra i paesi che hanno finora scritto la storia dei disegni con le nuvolette c’è l’Italia, una potenza inconsapevole, come spesso ci capita, e che esporta i suoi migliori autori.</p>



<p><strong>Perché un libro che unisce i fumetti alla diplomazia?</strong><br>È una passione giovanile che ho portato all’estero. La nostra è una professione nomade e in ogni paese dove sono stato, osservavo i fumetti locali, cercando in essi una chiave di lettura politica. Pensiamo soprattutto a quelli classici americani di supereroi prodotti a cavallo della Seconda Guerra Mondiale e durante la guerra fredda. In ogni linguaggio pop, andando a scavare, è possibile trovare elementi di geopolitica, nel senso che il mezzo riflette come una società si vede e come vede gli altri. Ho preso dei casi per mostrare come riflettessero alcune tesi del pensiero dominante, utilizzando anche un approccio gramsciano.</p>



<p><strong>Hai scritto una panoramica storicamente e geograficamente molto ampia del fumetto, anche proveniente da paesi esterni all’Europa. È un arte universale?</strong><br>Certamente. È più forte e radicata in alcuni paesi, in Europa e negli Stati Uniti. Anche l’Italia resta un mercato molto importante. L’Africa ha una tradizione più recente, anche per le difficoltà del mercato editoriale. I fumetti sono un arte pop che rappresenta un linguaggio universale. Ci sono personaggi che riconosciamo in tutto il mondo e che sono riconoscibili anche dalle nuove generazioni. Sono immagini unite a parole che creano empatia.</p>



<p><strong>Quali sono le superpotenze, le potenze emergenti o quelle che sono emerse del fumetto.</strong><br>Mi sono concentrato soprattutto sui fumetti popolari. Direi che come quantità troviamo ai primi posti il Giappone, che pure in origine era una produzione rivolta al mercato locale, che interpretava i valori e i sentimenti dei giapponesi, ma che ha saputo intercettare alcune corde a livello mondiale. Una superpotenza involontaria. Ci sono ovviamente gli Stati Uniti, con la loro scuola dei supereroi, mentre in Europa abbiamo la forte tradizione franco-belga. Poi c’è l’Italia. Anche se relativamente più deboli rispetto ad alcuni anni fa, abbiamo autori molto validi, sia per il mercato interno che per l’esportazione. In Asia sono potenze consolidate la Corea del Sud e Taiwan. La Cina sta crescendo, partendo da una sua tradizione nata con la rivoluzione e controllata dal partito comunista. C’era anche uno storico avamposto ad Hong Kong. Da non dimenticare la scuola latinoamericana, soprattutto argentina, dove si trasferirono nel dopoguerra autori italiani come Hugo Pratt.</p>



<p><strong>Quali altri paesi si affacceranno altri paesi? L’India, il Maghreb o il Medio oriente?</strong><br>In India ci sono interessanti esperimenti, in cui si incrocia il fumetto con la sua grande tradizione iconografica e mitologica indiana. Ci sono esperienze molto interessanti nel Medio Oriente, penso a Persepolis che è nato in Iran, anche in Libano e qualcosa anche in Egitto e nel resto dell’Africa. Del resto, il fumetto è un’arte povera, che costa poco, basta un tablet e per questo è utilizzato dalle minoranze.</p>



<p><strong>Nei fumetti classici troviamo i supereroi bianchi, americani, patriottici, che vivevano in un contesto americano ben preciso. La produzione attuale invece come riflette i cambiamenti della società?</strong><br>Ho cercato di inserire questa lettura. La critica fumettistica ha coniato l’espressione del monomito del supereore americano, come Superman, bianco, etero e fedele alla fidanzata Lara. Una volta il mercato americano era diviso tra bianchi e neri e i cambiamenti verso l’integrazione sono cominciati negli anni sessanta. Ho un aneddoto a questo proposito. Nel 1966 Stan Lee creò la serie del “Sergente Fury” che si avvaleva del primo plotone completamente interetnico nella storia del fumetto: c’erano un irlandese, un ebreo, un tedesco, un italiano e un personaggio di colore, Gabriel Jones. Il colorista non si rese conto che si trattava di un afroamericano e Lee dovette mandargli una nota per avvertirlo. Successivamente la Marvel ha cominciato ad inserire personaggi appartenenti alle minoranze, come Black Panther, ed oggi c’è molta attenzione alle tematiche gender. Ricordiamo anche Wonder Woman che ha una lunghissima vita editoriale, femminista antelitteram, che ha creato molta autostima nelle donne.</p>



<p><strong>Gli autori italiani della Disney inventarono Paperinika, dopo Paperinik.</strong><br>È un caso molto interessante. Negli anni ’60 nascono i neri in Italia, in cui i protagonisti sono ladri, assassini, esseri demoniaci. In Italia non avevamo una tradizione di eroi ed invece creammo gli antieroi. La Disney Italia pensa quindi di creare Paperinik, parodia di Diabolik, che riprende i temi classici dell’identità segreta e del rovesciamento del personaggio, per poi arrivare a questa bellissima intuizione di Paperinika, l’alter ego di Paperina, che è il personaggio dominante nel rapporto di coppia e che usa le armi femminili come la cipria.</p>



<p><strong>Nel libro metti in evidenza l’assenza di eroi in Italia. I personaggi creati durante il fascismo vengono meno dopo la guerra e appaiono gli antieroi che vanno contro i valori del tempo, oltre alle parodie. Perché?</strong><br>Ci sono varie spiegazioni, che sono state fatte anche rispetto alla letteratura italiana, dove manca un personaggio simile a D’Artagnan o a Robin Hood, che sono simboli dell’identità nazionale. Non è per forza un aspetto negativo per il fumetto, anche come probabilmente contrappasso all’esperienza di ipernazionalismo del fascismo. Dopo la guerra gli eroi prodotti in Italia, come Tex Willer, erano quasi tutti americani e perfino gli autori cambiavano il nome per non suonare italiani. Aggiungerei anche i condizionamenti dei due partiti maggiori, entrambi con orizzonti internazionalistici, la chiesa per la DC ed il comunismo per il PCI. I tempi sono cambiati e soprattutto la Bonelli ha portato molte innovazioni con una crescita dei personaggi italiani.</p>



<p><strong>Tuttavia il fumetto calato in una realtà completamente italiana sembra ancora molto debole.</strong><br>Ci sono fenomeni interessanti in Italia come le graphic novel che hanno una forte attenzione alla realtà italiana, con inchieste ambientate nel nostro paese. Poi ci sono tentativi come quello di Pietro Battaglia, un soldato trasformato in vampiro che attraversa la storia nazionale. Bisogna però dire che oggi è difficile lanciare nuovi personaggi con serie senza fine. La tendenza attuale è il modello Netflix, miniserie contenute in un numero limitato di storie.</p>



<p><strong>Eppure abbiamo un eroe italiano. Corto Maltese. Che però non è italiano ed è l’eroe anarchico per eccellenza.</strong><br>I francesi erano convinti che fosse loro. È un personaggio nomade, sradicato, figlio di una gitana e di un maltese, senza radici, che esplora ed incontra altre culture. Riflette una lontana radice italiana. Un popolo di navigatori, di emigranti ed avventurieri.</p>



<p><strong>Nel saggio parli delle Winx come un caso di fumetto italiano di grande successo internazionale che trascende completamente la realtà nazionale. Per avere successo devi diventare un prodotto globalizzato senza legami con la nazione?</strong><br>È un prodotto che appartiene al regno del fantasy, una produzione nata in Italia, realizzata in Asia e che utilizza le tecniche americane di commercializzazione e merchandising. Riflette la grande vitalità della scuola italiana del fumetto, che esposta personaggi ed anche tantissimi autori in cerca di maggiori spazio di espressività.</p>



<p><strong>Il Giappone invece smentisce la tesi della globalizzazione del gusto.</strong><br>I manga sono molto giapponesi ma funzionano bene all’estero. Anche l’Italia produce fumetti che hanno successo internazionale. In Macedonia Alan Ford è conosciutissimo, pur essendo un prodotto molto italiano, impregnato di un humour nero meneghino che non funziona nei paesi anglosassoni. In Jugoslavia il Gruppo TNT era popolare, andava ad intercettare un umorismo balcanico nero e offriva spazi di libertà ai giovani. Vorrei anche dire che perfino i supereroi americani sono più sfumati rispetto al passato, più internazionale. In fondo, si tratta di personaggi che affondano in radici storiche, religiose e mitologiche europee, utilizzando archetipi che sono riconoscibili ovunque.</p>



<p><strong>Anche gli italiani fanno manga.</strong><br>Ci sono ottimi manga fatti in Italia, per esempio Attica, pubblicato da Bonelli, di Giacomo Bevilacqua, che usa stilemi giapponesi e ha la geniale intuizione di fare di Pinocchio il cattivo.</p>



<p><strong>La globalizzazione ha scardinato i vecchi schemi del passato, economici e politici. Così anche per il fumetto, che è l’arte dell’esplorazione. Cosa hanno portato i coreani nel linguaggio fumettistico. E i cinesi?</strong><br>Nel caso dei sudcoreani mi pare che i manhwa siano stilisticamente simili ai giapponesi. Sulla Cina, non saprei dire. Avevano una tradizione propria. Bisognerà vedere quanto, nel realizzare una produzione di massa, attingeranno alla tradizione o si ispireranno a stilemi internazionali già esistenti. Sono ancora poco tradotti. La Bao ha cominciato a pubblicarne alcuni, che mi paiono più rivolti ad un pubblico colto.</p>



<p><strong>In conclusione, il futuro del fumetto sarà un misto di stili globalizzati e di radici locali.</strong><br>Oggi i fumetti non hanno la stessa centralità che avevano nel XX secolo, e i giovani se ne sono allontanati, anche se al cinema vanno a vedere i supereroi della Marvel e della DC. È un arte per un pubblico più colto ed anziano, tuttavia, i fumetti sono un linguaggio universale capace di mescolare stili diversi e di utilizzare ogni genere di tradizione locale, in grado di rinnovarsi e di esprimere in forme nuove una visione del mondo, di se stessi e degli altri, che possono essere compresi ancora come strumenti di geopolitica.</p>



<p><strong>* Conversazione con Andrea Silvestri, autore del saggio “Fumetti e potere. Eroi e supereroi come strumento geopolitico” (Edizioni NPE, 2020).</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/11/16/mengoni-la-diplomazia-del-fumetto/">La diplomazia del fumetto</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/11/16/mengoni-la-diplomazia-del-fumetto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Abdulrazak chi?</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/10/09/abdulrazak-chi/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/10/09/abdulrazak-chi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Mengoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Oct 2021 11:29:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eppur si muove]]></category>
		<category><![CDATA[Abdulrazak Gurnah]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[Africani]]></category>
		<category><![CDATA[Arabi]]></category>
		<category><![CDATA[Blowin&#039; in the Wind]]></category>
		<category><![CDATA[bob dylan]]></category>
		<category><![CDATA[Congo]]></category>
		<category><![CDATA[Dario Fo]]></category>
		<category><![CDATA[Esilio]]></category>
		<category><![CDATA[Grandi Laghi]]></category>
		<category><![CDATA[Impero Ottomano]]></category>
		<category><![CDATA[Inglesi]]></category>
		<category><![CDATA[Jean-Marie Le Clezio]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Londra]]></category>
		<category><![CDATA[Nobel]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Paradiso]]></category>
		<category><![CDATA[Stoccolma]]></category>
		<category><![CDATA[Swahili]]></category>
		<category><![CDATA[Tanganica]]></category>
		<category><![CDATA[Tanzania]]></category>
		<category><![CDATA[Zanzibar]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3643</guid>

					<description><![CDATA[<p>È la tipica domanda che angoscia la popolazione umana mediamente colta quando l’Accademia svedese sforna il suo verdetto sul premio Nobel per la letteratura. Credo che lo abbiamo ripetuto ogni anno negli ultimi quarant’anni, con l’unica eccezione di Dario Fo perché era italiano e di Bob Dylan perché è Bob Dylan. Stavolta ero preparato. Prima di andare a lavorare in Tanzania, avevo letto “Paradiso”&#160; di Abdulrazak Gurnah, neo premio Nobel&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/10/09/abdulrazak-chi/">Abdulrazak chi?</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È la tipica domanda che angoscia la popolazione umana mediamente colta quando l’Accademia svedese sforna il suo verdetto sul premio Nobel per la letteratura. Credo che lo abbiamo ripetuto ogni anno negli ultimi quarant’anni, con l’unica eccezione di Dario Fo perché era italiano e di Bob Dylan perché è Bob Dylan.</p>



<p>Stavolta ero preparato. Prima di andare a lavorare in Tanzania, avevo letto “Paradiso”&nbsp; di Abdulrazak Gurnah, neo premio Nobel per la letteratura. Partiamo da qui.</p>



<p>Siamo nel Tanganica tedesco, poco prima dell’inizio della Grande Guerra e Yusuf, dodici anni, è stato ceduto da suo padre ad un ricco mercante arabo per pagare un debito. Mentre attende il treno che lo porterà via da casa,</p>



<p>“<em>egli vide in quel momento due europei sulla banchina della stazione, i primi che avesse mai visto. Non era spaventato, non all’inizio. (…) I due europei stavano anch’essi aspettando, in piedi sotto una tenda con i loro bagagli e i loro beni che sembravano importanti accuratamente impilati a pochi piedi. (…) Yusuf ebbe la possibilità di guardarlo a lungo. E lui girandosi vide Yusuf che lo osservava. L’uomo distolse lo sguardo all’inizio e poi ritornò su Yusuf per un lungo momento. Yusuf non poté staccare gli occhi. Improvvisamente l’uomo scoprì i denti in una smorfia involontaria, arricciando le dita in un modo inspiegabile. Yusuf comprese l’avvertimento e fuggì, mormorando le parole che gli erano state insegnate in caso avesse bisogno dell’immediato e inatteso aiuto da dio.”</em></p>



<p>Sulla biografia di Gurnah i media internazionali si rimpallano le stesse notizie, segno che nessuno conosce il suo cellulare per chiedergli qualche informazione e che nessuno l’ha mai letto, neppure i redattori delle pagine culturali dei nostri prestigiosi giornali che si sono arrampicati sui proverbiali specchi in cerca di un titolo, finendo per ricadere, in mancanza di meglio, nella solita battaglia retorica sui rifugiati, come se Abdulrazak Gurnah fosse un attivista delle solite ONG e non parlasse di temi universali, come la lontananza, l’esilio ed il conflitto tra se e il nuovo mondo.</p>



<p>Il ragazzo che è costretto a lasciare casa, mentre il mondo intorno a se si popola di facce sconosciute, rappresentanti di un potere incomprensibile che divide il mondo in nativi ed esuli. Questo è il cuore della sua biografia.</p>



<p>Sappiamo che Abdurazak Gurnah è nato nel 1948 a Zanzibar e che all’età di 18 anni è fuggito dall’isola a causa delle sue origini arabe. Tutto ciò suona remoto alla mente dell’italiano medio che, pensando a Zanzibar, si riempie delle immagini del più classico dei paradisi di sabbie bianche. Certo che lo è, altrimenti non ci sarebbero andati 60.000 italiani l’anno, prima che la pandemia ci rinchiudesse a sognare la spiaggia di Ladispoli.</p>



<p>Prima di una meta di viaggi tutto compreso, per secoli Zanzibar è stata il centro meticcio di una vasta rete commerciale. I suoi mercanti si addentravano nell’interno del continente africano, fino ai Grandi Laghi ed in Congo, in cerca di oro, avorio e schiavi che poi rivendevano alle piantagioni di spezie dell’isola, nei paesi arabi e nell’Impero ottomano.</p>



<p>Una storia tragica che fece la ricchezza della città sotto il dominio dei sultani omaniti, finché gli inglesi non imposero il protettorato nel 1890 ed abolirono la schiavitù ma non gli iniqui rapporti di potere tra l’elite di origine arabo-indiana e la maggioranza nera. Quando giunse l’indipendenza nel 1963, gli africani non ci stavano più ad accettare la loro subordinazione.</p>



<p>Nel gennaio 1964 un’improvvisa insurrezione sconvolse l’isola in un’orgia di sangue che travolse l’élite araba ed indiana. I morti e gli stupri si contarono a migliaia, lasciando un trauma che ancora oggi risuona nei discorsi a Zanzibar, sussurrati, perché il regime della Tanzania (di cui Zanzibar entrò a far parte nell’aprile 1964) non vuole che si parli della strage della rivoluzione.</p>



<p>Anche il giovane Abdulrazak fu costretto a lasciare l’isola. Nel 1968 era in Gran Bretagna, ragazzo di vent’anni che si ritrovò nella faticosa opera di ricostruzione della vita, con una nuova identità e una nuova lingua che avrebbe accolto i ricordi che avrebbero costituito il centro emotivo delle sue future opere. L’inglese del gelido Mare del Nord invece della musicalità dello swahili, la lingua meticcia dell’Africa orientale, di stampo bantù e di introiezioni arabe. Gurnah non sarebbe potuto tornare a Zanzibar che molti anni dopo, nel 1984, ormai cittadino britannico.</p>



<p>In Tanzania sono giustamente orgogliosi per il primo Nobel, anche se forse il premio dovrebbe essere dato alla terra sempre troppo popolata degli esuli. A chi spetta? Al paese di nascita o al paese di crescita? Alle spiagge e ai mercati della profumata, multietnica e poco idilliaca isola o alle nebbie e al caos cosmopolita di Londra in cui i popoli delle ex colonie si scontrano con il potere della civiltà europea? C’è un caso opposto. Il francese Jean-Marie Le Clezio, premio Nobel nel 2008, è di famiglia franco-mauriziana da due secoli e ci tiene alla sua identità mauriziana, ma viene identificato, potenza della pelle, come francese.</p>



<p>Insomma, è più importante l’anagrafe, il diploma scolastico o i temi di cui uno scrittore o una scrittrice vuole occuparsi? Che, nel caso, di Gurnah, senza andare a riprendere la pomposa dichiarazione svedese, sono tutti basati in Africa orientale?</p>



<p>La risposta è soffiare nel vento, come disse un altro laureato che a Stoccolma non ci volle andare.</p>



<p>Se c’è un merito nell’Accademia di Svezia è proprio quello di avvicinarci ad autori ed autrici sconosciuti, dalla cui opera potremmo ricavare la comprensione di un altro piccolo pezzo della nostra umanità. La migliore letteratura, del resto, si disinteressa dello sventolare di pezzi di tela colorata sulle linee immaginare su cui vigilano i vigilantes con le fruste.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/10/09/abdulrazak-chi/">Abdulrazak chi?</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/10/09/abdulrazak-chi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Gioco delle Potenze e del Potere</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/10/01/ristagno-fuca-il-gioco-delle-potenze-e-del-potere/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/10/01/ristagno-fuca-il-gioco-delle-potenze-e-del-potere/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Ristagno]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Oct 2021 16:48:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#iltempodiuncaffe]]></category>
		<category><![CDATA[11 settembre]]></category>
		<category><![CDATA[2001]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[attentato]]></category>
		<category><![CDATA[AUKUS]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita]]></category>
		<category><![CDATA[egemonia americana]]></category>
		<category><![CDATA[Graham Allison]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[ricorrenza]]></category>
		<category><![CDATA[sorpasso]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[torri gemelle]]></category>
		<category><![CDATA[via della seta]]></category>
		<category><![CDATA[Xi Jimping]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3595</guid>

					<description><![CDATA[<p>Siamo parte, di fatto, della generazione che non ha vissuto la guerra fredda o la caduta del muro di Berlino, ma che ha preso coscienza dell’esistenza di un mondo ben più grande e complesso proprio con l’inizio della guerra al terrore</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/10/01/ristagno-fuca-il-gioco-delle-potenze-e-del-potere/">Il Gioco delle Potenze e del Potere</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’<strong>attentato alle torri gemelle</strong> è, per chi scrive, il primo vivido ricordo di un momento storico decisivo. Siamo parte, di fatto, della generazione che non ha vissuto la guerra fredda o la caduta del muro di Berlino, ma che ha preso coscienza dell’esistenza di un mondo ben più grande e complesso proprio con l’inizio della<strong> guerra al terrore</strong>. </p>



<p>Oggi, 21 anni dopo, dalle nostre televisioni e social media, ci giungono video e notizie di un altro <em>turning point</em> della storia contemporanea: il <strong>ritiro delle truppe USA e alleate dall’Afghanistan</strong>. Questo evento, se letto insieme agli sviluppi degli ultimi anni nella regione indo-pacifica (QUAD; AUKUS) e alle crescenti sfide che qui si pongono alla leadership americana, rappresenta la fine di un capitolo della storia recente al quale segue un riallineamento della strategia geopolitica statunitense.<br></p>



<p>La <strong>Cina</strong>, non più l’Unione Sovietica o il terrorismo internazionale infestano gli incubi dell’élite americana ed occidentale. È dal 2013 che la Cina, con <strong>Xi Jimping</strong>, muovendosi su un piano economico, diplomatico e militare, continua a costruire ed incrementare la propria legittimazione come sfidante dell’ordine egemonico americano.</p>



<p><br>Dal 2013 al 2017 la Cina registra una delle più veloci crescite economiche del mondo con una media di crescita reale intorno al 7% annuo. Nel 2014 avviene per la prima volta il<strong> sorpasso dell’economia cinese</strong> su quella americana, facendone la più grande nazione commerciale del mondo.</p>



<p><br>La crescita repentina del PIL, il sempre più importante peso economico internazionale e gli ambiziosi investimenti hanno permesso la creazione di partenariati ed accordi commerciali con i Paesi limitrofi e altri in via di sviluppo e la conseguente penetrazione nei mercati globali attraverso progetti mastodontici come l’iniziativa della Via della Seta. <strong>Relazioni</strong>, queste, rivelatesi fondamentali nel consentire alla Cina di svolgere un ruolo da protagonista nel corso dell’attuale pandemia.</p>



<p><br>La mancanza di clausole di condizionalità e di rispetto dei diritti umani fondamentali favorisce poi la pervasività degli investimenti cinesi in aree come l’Africa, l’Indo-Pacifico ed il Medio Oriente, erodendo in quelle regioni la tradizionale capacità di pressione economico-politica della coalizione occidentale.</p>



<p>Non c’è però sviluppo economico senza <strong>tecnologia</strong>. È in questo campo che forse possiamo assistere ad un vero e proprio “balzo in avanti” della Cina. Potenza che, nel giro di pochi anni, è riuscita a dotarsi di un programma per la corsa allo spazio, a modernizzare le proprie forze armate e, attraverso il <em>terraforming</em> di isole artificiali nel Mar Cinese Meridionale, a forzare gli equilibri nella regione indo-pacifica.</p>



<p><br>Ed è proprio la crescente importanza di questa regione nello scacchiere internazionale la causa dietro un maggiore impegno americano nell’area, che proprio nei giorni scorsi si è concretizzato nell’accordo <strong>AUKUS</strong>. Accordo che prevede una partnership militare e la fornitura di sottomarini a propulsione nucleare all’Australia, alleato fondamentale nella regione, fortemente dipendente dall’economia cinese e allo stesso tempo preoccupato dal crescente protagonismo della Cina e della sua marina.</p>



<p>USA e Cina saranno prevedibilmente i principali protagonisti delle decadi a venire, attori che rimodelleranno gli equilibri e le strutture della politica internazionale. Rimane da chiarire però come in futuro si svilupperà questa relazione fra le due potenze ed i loro alleati. Richiamando Graham Allison e la sua Trappola di Tucidide: “sono gli USA la Sparta del V secolo, potenza egemonica impaurita dalla crescente influenza della Cina-Atene e quindi inevitabilmente destinata allo scontro decisivo?”</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/10/01/ristagno-fuca-il-gioco-delle-potenze-e-del-potere/">Il Gioco delle Potenze e del Potere</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/10/01/ristagno-fuca-il-gioco-delle-potenze-e-del-potere/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Discorso sullo Stato dell’Unione, Von Der Leyen: &#8220;Rendiamola più forte, insieme&#8221;</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/09/25/munari-discorso-sullo-stato-dellunione-von-der-leyen-rendiamola-piu-forte-insieme/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/09/25/munari-discorso-sullo-stato-dellunione-von-der-leyen-rendiamola-piu-forte-insieme/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ottavia Munari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Sep 2021 13:21:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eppur si muove]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[ALMA]]></category>
		<category><![CDATA[asia]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Convenzione di Dublino]]></category>
		<category><![CDATA[COP26]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[De Gasperi]]></category>
		<category><![CDATA[Debito comune]]></category>
		<category><![CDATA[Discorso sullo Stato dell&#039;Unione]]></category>
		<category><![CDATA[Diversità]]></category>
		<category><![CDATA[Epidemia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Green Deal]]></category>
		<category><![CDATA[HERA]]></category>
		<category><![CDATA[Il Messaggero]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Nato]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite]]></category>
		<category><![CDATA[Neet]]></category>
		<category><![CDATA[Next Generation EU]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento Europeo]]></category>
		<category><![CDATA[Responsabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[Romano Prodi]]></category>
		<category><![CDATA[Sovranità]]></category>
		<category><![CDATA[Strasburgo]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Von der Leyen]]></category>
		<category><![CDATA[Xi Jinping]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3558</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 15 settembre, a Strasburgo, la Presidente Von Der Leyen ha pronunciato il discorso sullo Stato dell’Unione dinanzi al Parlamento europeo. Ascoltando l’insieme di progetti e riforme in agenda si comprende che la linea Von Der Leyen è riassumibile nella frase di De Gasperiana memoria, “politica vuol dire realizzarsi”. Seppur non troppo dettagliate, le proposte di cui la Presidente ha discusso delineano un cambio di passo. Si auspica maggiore pragmatismo.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/09/25/munari-discorso-sullo-stato-dellunione-von-der-leyen-rendiamola-piu-forte-insieme/">Discorso sullo Stato dell’Unione, Von Der Leyen: &#8220;Rendiamola più forte, insieme&#8221;</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 15 settembre, a Strasburgo, la Presidente Von Der Leyen ha pronunciato il discorso sullo Stato dell’Unione dinanzi al Parlamento europeo. Ascoltando l’insieme di progetti e riforme in agenda si comprende che la linea Von Der Leyen è riassumibile nella frase di De Gasperiana memoria, “politica vuol dire realizzarsi”. </p>



<p>Seppur non troppo dettagliate, le proposte di cui la Presidente ha discusso delineano un cambio di passo. Si auspica maggiore pragmatismo. Forte centralità è stata data alla valorizzazione e al rafforzamento dell’anima della nostra Unione. Viene ritratta un’Europa forte, unita nelle avversità e nella ripresa, un’Europa dove valori come la libertà, la diversità e la responsabilità verso gli altri tornano al centro assieme alle grandi tematiche e alle sfide del nostro tempo.</p>



<p>Vi sono state inconsistenze e incomprensioni tra gli stati membri dell’Unione, la stessa Presidente lo ammette, pur affermando che “per quanto sia imperfetta, la nostra Unione è straordinaria nella sua unicità e unica nella sua straordinarietà”. Alcuni hanno letto tra le linee soltanto tanta retorica. Sicuramente quello della Von Der Leyen è un discorso volutamente privo di polemiche. Eppure, si è rivelato decisamente ricco di riflessioni. </p>



<p>La pandemia è stata un acceleratore formidabile in termini di sforzi congiunti e collaborazione tra gli Stati membri: di ciò l’integrazione europea ne ha sicuramente giovato. Il Covid-19 ha colto tutti allo sbaraglio ma, nonostante questo, la Commissione è stata in grado di raggiungere obiettivi essenziali nell’azione di contenimento del virus, ed ora, con l’autorità operativa HERA, s’appresta a “garantire che mai più nessun virus trasformi un’epidemia locale in una pandemia globale”.</p>



<p>Sulla politica fiscale, la Presidente presenta NextGenerationEU – primo esempio di debito comune – come un investimento a lungo termine. Sicuramente una discussione profonda riguardante il patto di stabilità emergerà nei prossimi mesi, i cui equilibri saranno fortemente influenzati dal voto per la leadership tedesca.</p>



<p>Nuovo e con una impronta decisa è l’intento di presentare una nuova legge europea sui semiconduttori, vitali nella produzione dei chip, settore del digitale oggi troppo dipendente dall’Asia. “Non si tratta solo di competitività. Si tratta anche di sovranità tecnologica”. La Commissione è convinta della qualità della ricerca e produzione europea.</p>



<p>Intrecciato con ricerca e sviluppo è il programma ALMA, proposto sulla falsariga dei programmi di scambi europei già esistenti, il quale consentirà ai giovani NEET di fare una esperienza professionale in un altro paese europeo. </p>



<p>In svariati passaggi del discorso viene richiamata l’attenzione al destino delle generazioni future; la pandemia ha causato un accumulo di “tempo perduto che non potremo più restituire ai nostri giovani” afferma infatti la Presidente, “questa deve essere la loro Conferenza”.</p>



<p>Altro tema toccato è stato il Green Deal. È netta la posizione della Von Der Leyen: l’Europa verserà ingenti finanziamenti per il clima ma essa non può agire da sola – la COP26 di Glasgow sarà il vero turning point sulle posizioni di tutta la comunità mondiale. L’annuncio da parte del Presidente cinese riguardante l’interruzione della costruzione di nuove centrali a carbone all’estero ha una notevole portata; pur non fermando le centrali interne del paese, la promessa di Xi Jinping denota un’attenzione a metodi di produzione energetici più rispettosi nei paesi in via di sviluppo dove la Cina opera.</p>



<p>Riguardo la geopolitica, la gestione del Medio Oriente è il principale scenario su cui l’Europa ha deciso di concentrarsi. Il ritiro degli Stati Uniti d’America dalla scena e le conseguenze della crisi afghana, ancora poco visibili, hanno sicuramente fatto emergere preoccupanti questioni all’interno della NATO.</p>



<p>La Presidente è stata ferma sul fatto che “non esistono problemi di sicurezza e di difesa per i quali la risposta sia una minore cooperazione”. L’Europa dovrà scegliere se restare dipendente, in modo esclusivo, dalla NATO o se vorrà seguire una linea più audace e diversa, quella di elaborare una strategia europea di difesa autonoma. </p>



<p>Romano Prodi, in un articolo pubblicato dal Messaggero, ha ipotizzato in tal senso una rivoluzione guidata dalla Francia – l’unico paese europeo a possedere il diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e l’armamento nucleare, due strumenti necessari per permettere la costruzione di una difesa europea comune. Vedremo se i francesi coglieranno al volo questo consiglio o se preferiranno mantenere una linea nazionale.</p>



<p>Fortemente connesso all’instabilità del Medio Oriente, ma anche del continente africano, il tema dell’accoglienza di rifugiati e migranti rimane scottante. L’Unione è divisa tra chi difende la Convenzione di Dublino del 1990 e chi chiede nuove regole per la redistribuzione tra gli stati membri.</p>



<p>Gli argomenti trattati da Ursula Von Der Leyen sono stati innumerevoli. Il filo rosso che connette ogni tematica è sicuramente l’augurio della Commissione che l’Europa possa rafforzarsi ed essere unita di fronte alle sfide globali che l’attendono.</p>



<p>La Presidente ha ribadito più volte il bisogno non soltanto di mettere in campo ingenti strumenti economici e politici ma anche la necessità di coltivare uno spirito europeo. È quella stessa anima che spinse i padri fondatori a sedersi ad un tavolo e fondare l’Unione che la Von der Leyen auspica possa nuovamente riemergere. </p>



<p>È l’anima dell’Unione, allora nata tra le macerie di una guerra mondiale. Ritrovare quel sentimento è ciò che la Presidente ha invitato tutti gli stati membri a fare. Speriamo che l’appello venga accolto con determinazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/09/25/munari-discorso-sullo-stato-dellunione-von-der-leyen-rendiamola-piu-forte-insieme/">Discorso sullo Stato dell’Unione, Von Der Leyen: &#8220;Rendiamola più forte, insieme&#8221;</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/09/25/munari-discorso-sullo-stato-dellunione-von-der-leyen-rendiamola-piu-forte-insieme/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La lunga marcia per la libertà</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/09/15/delle-pagine-la-lunga-marcia-per-la-liberta/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/09/15/delle-pagine-la-lunga-marcia-per-la-liberta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo Delle Pagine]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Sep 2021 10:20:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eppur si muove]]></category>
		<category><![CDATA[Adama Barrow]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[Botswana]]></category>
		<category><![CDATA[Burkina Faso]]></category>
		<category><![CDATA[Camerun]]></category>
		<category><![CDATA[Capo Verde]]></category>
		<category><![CDATA[Ciad]]></category>
		<category><![CDATA[Colpi di Stato]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Eswatini]]></category>
		<category><![CDATA[Etiopia]]></category>
		<category><![CDATA[Freedom House]]></category>
		<category><![CDATA[Gambia]]></category>
		<category><![CDATA[Golpe]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guinea]]></category>
		<category><![CDATA[Hichilema]]></category>
		<category><![CDATA[Jammeh]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Attanasio]]></category>
		<category><![CDATA[Lungu]]></category>
		<category><![CDATA[Mali]]></category>
		<category><![CDATA[Marocco]]></category>
		<category><![CDATA[Mozambico]]></category>
		<category><![CDATA[Museveni]]></category>
		<category><![CDATA[Namibia]]></category>
		<category><![CDATA[Niger]]></category>
		<category><![CDATA[Nigeria]]></category>
		<category><![CDATA[Occidente]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Rivolte]]></category>
		<category><![CDATA[Sahara]]></category>
		<category><![CDATA[Somaliland]]></category>
		<category><![CDATA[Sudafrica]]></category>
		<category><![CDATA[Sudan]]></category>
		<category><![CDATA[Tanzania]]></category>
		<category><![CDATA[Tripoli]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia]]></category>
		<category><![CDATA[Uganda]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Africana]]></category>
		<category><![CDATA[Zambia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3526</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ho steso sul tavolo una mappa dell’Africa, di quelle in bianco e nero, e ho cominciato a colorarla. Non sono improvvisamente regredito all’infanzia, pur avendone seriamente il desiderio, ma mi interessava visualizzare l’indice della libertà in Africa elaborato da Freedom House, storica nonché controversa organizzazione americana. Non affrontiamo qui la discussione sulla passione tipicamente anglosassone per le classifiche (che cosa significherà per un nigeriano che il suo paese abbia 45&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/09/15/delle-pagine-la-lunga-marcia-per-la-liberta/">La lunga marcia per la libertà</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ho steso sul tavolo una mappa dell’Africa, di quelle in bianco e nero, e ho cominciato a colorarla. Non sono improvvisamente regredito all’infanzia, pur avendone seriamente il desiderio, ma mi interessava visualizzare l’indice della libertà in Africa elaborato da Freedom House, storica nonché controversa organizzazione americana.</p>



<p>Non affrontiamo qui la discussione sulla passione tipicamente anglosassone per le classifiche (che cosa significherà per un nigeriano che il suo paese abbia 45 punti, mentre nell’Uganda di Museveni si arriva solo a 34?), ma proviamo a fare la prova: in verde i paesi liberi, in giallo quelli parzialmente liberi e in rosso quelli oppressi. </p>



<p>La mappa si è rapidamente colorata di rosso, la mano si è stancata e la matita si è spezzata nello sconforto. Mentre mi angosciavo con i pastelli, ho dovuto rapidamente cambiare colore ad un paese, la Guinea, dove ad inizio mese si è consumato l’ennesimo golpe africano. Avevo già passato in giallo la Tunisia.</p>



<p>L’ultimo conto parla di 8 paesi liberi, 22 paesi parzialmente liberi (tra questi c’è anche il Somaliland che nessuno riconosce) e 26 non liberi (compreso il Sahara occidentale, controllato dal Marocco ma membro dell’Unione Africana).</p>



<p>Qualche anno fa la situazione politica in Africa, continente amato e sfortunato, sembrava volgere verso un tenue verde primaverile, poi i soliti problemi l’hanno riportato all’autunno. Il 2021 non è stato un grande anno. Le elezioni che si sono tenute fin ora, con rare eccezioni, sono state contraddistinte da brogli e sfacciati favoritismi per gli incombenti. L&#8217;Uganda per dire. E poi due colpi di stato in Mali, uno in Guinea, un tentato golpe in Niger, una successione dinastica militare in Ciad; la crisi separatista in Camerun, le violenze jihadiste in Mali, Burkina Faso, Nigeria; la guerra civile in Etiopia contro i ribelli tigrini che ha lambito la località sacra delle chiese nella roccia di Lalibela. Senza dimenticare le jacquéries in Sudafrica, la violenza islamista in Mozambico, l’eterna guerra nella parte occidentale della Repubblica democratica del Congo, dove ha perso la vita anche il nostro Luca Attanasio.</p>



<p>Il Gambia ci fa pensare a come gli eroici oppositori di un tempo, per effetto di una maledizione africana, si trasformino in autocrati. Il presidente Adama Barrow, che riuscì ad abbattere la dittatura di Jammeh ha rinnegato la promessa di restare al potere per solo tre anni. Barrow si prepara alle elezioni del 4 dicembre, sicuro di vincerle.</p>



<p>Insomma, i segnali mostrano un continente nuovamente alle prese con il ciclo di esclusione, frustrazione e violenza. Pochi i segnali positivi. Vogliamo seguirli?</p>



<p>Lo Zambia si è scrollato di dosso il presidente Lungu, che aveva mobilitato l’intero apparato dello Stato per strappare un nuovo mandato. La fortissima mobilitazione popolare ha spinto il candidato dell’opposizione Hichilema verso un trionfo che ha reso vane le manipolazioni del titolare. Possiamo ora solo sperare che Hichilema non segua l’esempio di altri suoi illustri colleghi aggrappati alle poltrone anche oltre scadenza. </p>



<p>Ma, al di là del significato contingente, ciò che sembra insegnare lo Zambia è che la democrazia si consolida dove si salda la passione popolare con una relativa solidità istituzionale, più evidente nei paesi dell’Africa australe, dove si concentrano i paesi liberi, come il Sudafrica, Namibia e Botswana.</p>



<p>Anche i piccoli stati insulari sono riusciti a dotarsi di stabilità e rispetto delle regole democratiche. Pochi giorni fa Sao Tome è andato alle urne facendo vincere l’opposizione di Carlos Vila Nova. Fra poco toccherà a Capo Verde. Maurizio e le Seycelles sono gli altri stati insulari con elezioni credibili e corrette. Fuori da questo ambito piuttosto angusto, tra i paesi liberi, troviamo solo il Ghana.</p>



<p>Volendo completare il giro elettorale dell’Africa, il Somaliland, entità non riconosciuta dal resto del mondo, si distingue per una situazione di pace in una regione del mondo in cui il concetto di turbolenza viene ridefinito in peggio ogni anno. Pur essendo di colore giallo, il Somaliland ha superato il test delle elezioni parlamentari 2021 (le prime da quindici anni) senza incidenti, grazie a meccanismi costituzionali che mescolano schemi occidentali e tradizionali, come il riconoscimento del ruolo dei capi tribali.</p>



<p>La battaglia è ancora in corso in Eswatini dove l’ultimo re assoluto del continente deve fronteggiare una crisi terminale di legittimità. Anche il Sudan è un campo aperto, lì le elezioni sono promesse per il 2022. Per non parlare della Libia che dovrebbe andare alle urne la vigilia di Natale di quest’anno, sempre che la fragile tregua tra le fazioni e le potenze che le sostengono riesca a durare.<br>Eppure, è proprio l’entità delle rivolte popolari che mostra come il bisogno di democrazia continui ad essere fortemente sentito dagli africani, da Tripoli a Città del Capo, da Gibuti a Dakar.</p>



<p>Ogni stato ha la sua storia e le sue caratteristiche ed è difficile fare generalizzazioni ma tra i paesi parzialmente liberi, quelli in giallo, ce ne sono numerosi che potrebbero, nel prossimo decennio, fare un decisivo salto verso solide libertà democratiche accompagnate da stabilità e sviluppo umano. Pensiamo a paesi come il Kenya, un paese con una stampa vibrante e una vivacissima dialettica politica, ma dove il momento delle elezioni si accompagna a corruzione e violenza; alla Nigeria, naturalmente, il gigante del continente, che dal 1999 è riuscita a spegnere la catena dei colpi di Stato militari; e anche alla Tanzania, dove è in corso una lentissima evoluzione verso un regime più aperto. La grande speranza per il futuro resta l’Etiopia, una volta che riuscirà a sciogliere il suo storico dilemma tra centralismo e autonomie locali, recuperando un vero equilibrio tra le diverse etnie.</p>



<p>I paesi cambiano, la storia avanza, non c’è nulla di immutabile. Gli africani reclamano libertà, giustizia e sviluppo. In momenti in cui l’occidente si interroga sui suoi valori fondamentali, forse uno sguardo all’Africa ci fa ricordare come anche qui si continua a battersi e a morire per la libertà.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/09/15/delle-pagine-la-lunga-marcia-per-la-liberta/">La lunga marcia per la libertà</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/09/15/delle-pagine-la-lunga-marcia-per-la-liberta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alberto Mantovani: la variante Delta è più infettiva. Vacciniamo il mondo per essere sicuri noi. Condivido l&#8217;obbligo per operatori sanitari e insegnanti, se la scuola è una priorità per il Paese</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/07/23/raco-barone-alberto-mantovani-la-variante-delta-e-piu-infettiva-condivido-obbligo-per-operatori-sanitari-e-insegnanti-se-la-scuola-e-una-priorita-per-il-paese/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/07/23/raco-barone-alberto-mantovani-la-variante-delta-e-piu-infettiva-condivido-obbligo-per-operatori-sanitari-e-insegnanti-se-la-scuola-e-una-priorita-per-il-paese/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2021 11:47:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo viso non mi è nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Adenovirus]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Mantovani]]></category>
		<category><![CDATA[AstraZeneca]]></category>
		<category><![CDATA[Cancro]]></category>
		<category><![CDATA[Covax]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[Due dosi]]></category>
		<category><![CDATA[Effetti collaterali]]></category>
		<category><![CDATA[EMA]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[FDA]]></category>
		<category><![CDATA[Fragili]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Green pass]]></category>
		<category><![CDATA[HIV]]></category>
		<category><![CDATA[Humanitas]]></category>
		<category><![CDATA[Immunità]]></category>
		<category><![CDATA[Insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[Long covid]]></category>
		<category><![CDATA[Malattia naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Medici]]></category>
		<category><![CDATA[Medici con l&#039;Africa]]></category>
		<category><![CDATA[MIS-C]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[No-Vax]]></category>
		<category><![CDATA[Obbligo vaccinale]]></category>
		<category><![CDATA[Ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[Oxford]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Pericolosità]]></category>
		<category><![CDATA[Pfizer]]></category>
		<category><![CDATA[Quarantena]]></category>
		<category><![CDATA[RNA messaggero]]></category>
		<category><![CDATA[SARS]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Scuole]]></category>
		<category><![CDATA[Spagnola]]></category>
		<category><![CDATA[Sterilità]]></category>
		<category><![CDATA[Terza dose]]></category>
		<category><![CDATA[Terza ondata]]></category>
		<category><![CDATA[Una dose]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccinati]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccini]]></category>
		<category><![CDATA[Variante Delta]]></category>
		<category><![CDATA[Varianti]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3372</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’impressione è di ritrovarsi davanti a una possibile terza ondata, dominata dalle cosiddette varianti. Cosa dobbiamo aspettarci dal virus nelle prossime settimane?Stiamo seguendo quello che è successo in altri paesi europei, quello che sta succedendo in Gran Bretagna ad esempio. E’ ragionevole aspettarsi un aumento di contagi, speriamo non un aumento di pressione sul servizio sanitario nazionale. Questo è quello che mi preoccupa ed è quello che ci preoccupa. Siamo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/07/23/raco-barone-alberto-mantovani-la-variante-delta-e-piu-infettiva-condivido-obbligo-per-operatori-sanitari-e-insegnanti-se-la-scuola-e-una-priorita-per-il-paese/">Alberto Mantovani: la variante Delta è più infettiva. Vacciniamo il mondo per essere sicuri noi. Condivido l&#8217;obbligo per operatori sanitari e insegnanti, se la scuola è una priorità per il Paese</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>L’impressione è di ritrovarsi davanti a una possibile terza ondata, dominata dalle cosiddette varianti. Cosa dobbiamo aspettarci dal virus nelle prossime settimane?</strong><br>Stiamo seguendo quello che è successo in altri paesi europei, quello che sta succedendo in Gran Bretagna ad esempio. E’ ragionevole aspettarsi un aumento di contagi, speriamo non un aumento di pressione sul servizio sanitario nazionale. Questo è quello che mi preoccupa ed è quello che ci preoccupa.</p>



<p><strong>Siamo pronti a fronteggiare la variante Delta e le altre varianti individuate?</strong><br>Dipende molto da noi. Se raggiungiamo e mettiamo in sicurezza, il più in fretta possibile, i due milioni di persone fragili per età e le 400 mila persone definite estremamente vulnerabili come i pazienti oncoematologici possiamo affrontare una nuova ondata con una certa serenità.</p>



<p><strong>La minore letalità del virus in questo periodo è dovuta all’efficacia del vaccino?</strong><br>Non c’è dubbio. Chiunque vive in un ospedale &#8211; come faccio io, che vivo in Humanitas &#8211; vede che le persone gravi che vengono ospedalizzate sono sostanzialmente persone non vaccinate. Questo non deve farci però sottovalutare la variante Delta e le altre che sono all’orizzonte. La variante Delta è più infettiva e trasmette un carico virale maggiore. Questo è un motivo di preoccupazione per la sua diffusione e per il fatto che vediamo una fascia di persone più giovani infettate.</p>



<p><strong>I vaccinati con due dosi in che misura possono sentirsi al riparo?</strong><br>I vaccini, sottolineo i vaccini, qualunque vaccino abbiamo fatto, proteggono molto bene nei confronti dell’ospedalizzazione e della malattia grave, che è quello che ci preoccupa. Da questo punto di vista, chi ha fatto due dosi ha ottime probabilità di sentirsi al sicuro. Anche se nessun vaccino, in generale, garantisce una protezione al cento per cento, due dosi ci mettono al riparo nella stragrande maggioranza.</p>



<p><strong>Ci faccia un esempio.</strong><br>Due dosi di vaccino sono come la cintura di sicurezza: anche se la indossiamo, quando siamo in automobile, non passiamo con il rosso, per non rischiare la nostra e la altrui incolumità. Questo vuol dire che anche se siamo vaccinati dobbiamo continuare a rispettare le regole che ci vengono dettate. Non passare col rosso.</p>



<p><strong>Quanto dura l’immunità dei vaccini?</strong><br>Non sappiamo quanto dura l’immunità e la resistenza nei confronti del virus perché abbiamo a che fare con un nemico nuovo. Conosciamo ancora in modo imperfetto il nostro sistema immunitario e conosciamo ancora in modo imperfetto come funziona la memoria immunologica. Non siamo capaci di fare delle previsioni sicure su quanto dura la risposta immunitaria e la protezione. Possiamo dire che funziona sino nove/dieci mesi, pensiamo tutti almeno un anno. Così dura la protezione.</p>



<p><strong>Ci sono dei dati aneddotici che ci possono incoraggiare?</strong><br>E’ stato possibile studiare qualche anno fa alcune persone che erano state esposte alla Spagnola e sono state trovate cellule di memoria contro quella malattia. Così per la prima ondata di SARS. E’ possibile che la memoria immunologica duri a lungo. I vaccini ci hanno stupito per la velocità con la quale sono stati realizzati e per quanto funzionano bene nei confronti della ospedalizzazione e della morte. Io sono ottimista e spero che questi vaccini ci stupiranno per la durata della protezione</p>



<p><strong>Sarà necessaria una terza dose?</strong><br>Onestamente non lo sappiamo. Partono delle sperimentazioni cliniche sulla terza dose. L’obiettivo in questo momento è principalmente quello di aumentare e migliorare la protezione contro le varianti più che sostenere la memoria. Abbiamo bisogno per questo di dati e sperimentazione.</p>



<p><strong>Perché anche i vaccinati devono fare la quarantena? Quanto sono contagiosi?</strong><br>E’ molto difficile condurre uno studio rigoroso sull’effetto dei vaccini sulla trasmissione, sul fatto che sterilizzino anche la trasmissione. Perché sappiamo ancora molto poco di come questi vaccini funzionano a livello delle nostre mucose, dove noi esportiamo il virus. Secondo alcuni dati i vaccini che utilizziamo proteggono contro la malattia asintomatica in parte e proteggono contro la trasmissione. Ma è partito uno studio rigoroso negli Stati Uniti in cui si studia esattamente la trasmissione. Anche se siamo vaccinati, atteniamoci rigorosamente alle regole, perché è possibile che alcuni di noi continuino a trasmettere, probabilmente in misura inferiore.</p>



<p><strong>Probabilmente ci dovremo vaccinare per anni. Oltre ai vaccini avremo anche cure, farmaci?</strong><br>I farmaci sono una grande speranza. Ricordiamo che un anno fa erano stati annunciati dei farmaci, game over li aveva definiti qualcuno, che non funzionavano. Adesso abbiamo migliorato la nostra capacità di trattare i pazienti. Per esempio usiamo nella finestra giusta i cortisonici, che hanno ridotto la mortalità. Probabilmente inizieremo a usare gli inibitori di quella che è stata chiamata la tempesta delle citochine. Ci sono anticorpi che nel nostro paese sono autorizzati in situazioni molto particolari. Ci sono dati che suggeriscono che anche nella malattia avanzata gli anticorpi monoclonali possono aiutare. C’è anche in sperimentazione un anticorpo italiano e questo è un motivo di grande speranza.</p>



<p><strong>Lei su cosa punterebbe.</strong><br>Io direi che la grande speranza è quella di avere farmaci nuovi, come quelli contro HIV. Degli antivirali, molecole semplici che possono essere utilizzate, sono quelle con le quali abbiamo trasformato l’AIDS in una situazione cronica che teniamo sotto controllo. Non ci sono ancora. Ci sono fasi iniziali di sperimentazione molto incoraggianti da questo punto di vista.</p>



<p><strong>Cosa pensa del richiamo con un vaccino diverso rispetto a quello della prima dose?</strong><br>Gli immunologi da molto tempo sospettano che potrebbe essere saggio utilizzare vaccini diversi e fare quello che in inglese viene chiamato “mix and match”, trovare la combinazione migliore di vaccini. Sappiamo che i vaccini a RNA messaggero attivano molto bene la produzione di anticorpi. I vaccini su una piattaforma adenovirus, quello di Oxford per intenderci, attivano un po’ meglio le risposte dei direttori dell’orchestra immunologica e dei killer professionisti che si chiamano in gergo cellule D. C’era l’idea che mescolarli poteva essere una cosa buona. Si è introdotta quella che chiamiamo vaccinazione eterologa per motivi di estrema precauzione: una seconda dose di vaccino a RNA messaggero in chi aveva già ricevuto un vaccino su piattaforma adenovirus.</p>



<p><strong>Perché parla di estrema precauzione?</strong><br>Perché in realtà sulla seconda dose il vaccino su piattaforma adenovirus, quello di Oxford, non c’erano mai stati problemi. Questa scelta è stata fatta per motivi di precauzione. Da un punto di vista immunologico funziona. Non ci sono ancora i dati che funzioni da un punto di vista della protezione, però è molto ragionevole pensare che diano un’ottima protezione. Bisogna dire che nel Regno Unito sono in corso sperimentazioni di combinazioni di sette vaccini diversi per vedere se è possibile ottimizzare e avere il meglio da ciascuna piattaforma. E’ una domanda a cui avremo risposta tra qualche mese.</p>



<p><strong>A chi è ancora scettico sull’efficacia dei vaccini o ha dubbi sulla loro pericolosità, cosa possiamo dire?</strong><br>Perché ci può essere scetticismo sui vaccini? Innanzitutto bisogna confrontarsi sui dati e i numeri che vengono dal nostro pronto soccorso dicono che raramente le persone vaccinate si ammalano o si ammalano gravemente. Invito le persone a confrontarsi sempre con i dati e con coloro che sono stati già vaccinati: i membri della mia famiglia sono stati tutti vaccinati e non abbiamo avuto problemi.</p>



<p><strong>E’ sufficiente la protezione di chi ha già avuto la malattia?</strong><br>Metto in guardia contro l’idea che la malattia naturale sia un buon vaccino. In realtà la malattia naturale, che pure dà immunità, dà protezione, vale la pena di ricordare che nella popolazione reale dà una protezione di meno del 50%. Quindi dopo la malattia naturale, anche grazie alla ricerca fatta da noi, è bene fare una dose di vaccino. Il miglior allenamento, per il nostro sistema immunitario non è la malattia naturale. Il miglior fitness è il vaccino.</p>



<p><strong>Quali sono, se ci sono, i rischi a lungo termine, conosciuti?</strong><br>I vaccini, è bene dirlo, sono stati introdotti da poco tempo, da dicembre nel Regno Unito, in Israele e negli Stati Uniti e da noi in modo massiccio da febbraio. Abbiamo avuto un tempo di monitoraggio relativamente breve. Però possiamo dire delle cose che ci tranquillizzano. Innanzitutto non è mai successo di avere conseguenze a lungo termine di vaccini dopo le primissime settimane. I problemi che potevano esserci li abbiamo visti e li conosciamo tutti: sono effetti locali e rarissimi effetti collaterali legati alla trombosi nel caso di uno dei vaccini. Non è mai successo di avere problemi a lungo termine. Molti pensano a effetti a lungo termine che non hanno alcun motivo di preoccupare.</p>



<p><strong>Diciamone qualcuno.</strong><br>Il primo è che i vaccini a RNA messaggero inducano delle modificazioni genetiche nel nostro organismo. Non c’è nessun motivo per pensare questo. Anzi, dobbiamo pensare che tutte le volte che abbiamo un’infezione virale, quando abbiamo un raffreddore, quando abbiamo una gastroenterite da virus, il virus entra e codifica quantità del suo RNA messaggero infinitamente più alte di quelle che ci vengono introdotte quando facciamo la puntura del vaccino a RNA messaggero o quando ci viene inoculato un virus con adenovirus inattivato. Quindi non c’è nessun motivo per pensare a modificazioni genetiche.</p>



<p><strong>Un’altra leggenda è che siano causa di sterilità.</strong><br>Anche in questo caso non c’è nessun motivo per pensare che i vaccini siano causa di sterilità. Non solo, ci sono dei dati che sono stati pubblicati molto recentemente sul Journal of the American Medical Association, una delle riviste scientifiche più autorevoli al mondo, che dice che la produzione di spermatozoi è assolutamente normale dopo il vaccino. Dobbiamo restare in guardia rispetto a molte notizie false che riguardano gli effetti a lungo termine dei vaccini.</p>



<p><strong>I più giovani credono di essere protetti dal contagio. Invece l’età media dei contagiati si è molto abbassata.</strong><br>Ai giovani &#8211; e per giovani intendiamo quelli con età superiore ai 16 o ai 18 anni, non i preadolescenti &#8211; vorrei raccontare un colloquio che ho avuto con un medico alcuni giorni fa. Mi ha detto: avrei voluto che queste persone fossero state con me quando ho verificato i problemi che ancora hanno due ragazzi mesi dopo aver fatto il covid. E’ vero che le persone giovani sono relativamente resistenti al covid-19 e alla malattia nella forma grave, ma la malattia li può colpire e può lasciare delle conseguenze, quelle che noi in gergo chiamiamo “long covid”.</p>



<p><strong>Quanti sono?</strong><br>Non sappiamo bene quante sono le persone colpite ma c’è un dato che a me preoccupa moltissimo: uno studio norvegese ha recentemente suggerito che quasi la metà delle persone che ha avuto il covid, anche giovani, ha delle conseguenze a medio termine. Anche alle persone giovani dico: vale la pena vaccinarsi, per la vostra salute prima di tutto e poi per proteggere le persone più fragili nella nostra comunità. Per persone fragili intendiamo quelle sulle quali il vaccino funziona male o non sappiamo ancora usarlo bene.</p>



<p><strong>E per gli adolescenti, dai 12 ai 18 anni? Abbiamo una grande responsabilità nei loro confronti, hanno già perso quasi due anni di scuola.</strong><br>Su questo voglio dare innanzitutto una mia opinione, da cittadino prima ancora che da medico e da immunologo. Da cittadino penso che la scuola debba essere l’ultima a chiudere e la prima a riaprire, perché lì si gioca il futuro dei ragazzi, il futuro del Paese, lì si gioca anche una partita di diseguaglianza sociale, di distanziamento sociale nel senso che i ragazzi delle famiglie più povere si trovano in enorme svantaggio, finendo per pagare un prezzo più alto. Questo è il mio giudizio, come cittadino di questo Paese.</p>



<p><strong>Come medico che ci dice?</strong><br>Un vaccino a RNA messaggero è stato sperimentato in una corte numerosa di oltre duemila ragazzi e ha funzionato molto bene. I dati sono stati esaminati dalla FDA negli Stati Uniti, dall’EMA e da altre agenzie regolatorie e sono stati approvati. C’è discussione nella comunità, i ragazzi in questa fascia di età sono ancor più resistenti alla malattia nelle forme gravi, tuttavia una parte di questi ragazzi si ammala, una parte ha una conseguenza a medio termine che si chiama MIS-C, che è una malattia infiammatoria cronica che colpisce proprio i ragazzi in quella fascia di età. Inoltre ci sono altri motivi di preoccupazione.</p>



<p><strong>Quali?</strong><br>Cito uno studio norvegese e uno studio italiano molto importante, che ha puntato il dito sulle conseguenze a medio termine, long covid, in età pediatrica. La cosa preoccupante è che almeno in alcuni studi queste conseguenze sono indipendenti dalla gravità della malattia. Tornando ai ragazzi la raccomandazione è di stare attenti perché anche con una malattia presa in forma modesta dal punto di vista clinico c’è il dubbio di lasciti a lungo termine. La società italiana di pediatria ha fatto una raccomandazione di vaccinare i ragazzi sopra i 12 anni. Io condivido l’opinione delle agenzie regolatorie, condivido l’opinione della società italiana di pediatria. I miei nipoti in quella fascia di età, ne ho due su otto, sono stati vaccinati.</p>



<p><strong>E’ favorevole all’obbligo di vaccinazione per alcune categorie?</strong><br>Faccio una premessa: quando c’è stata una discussione, anche molto vivace, sulla reintroduzione dell’obbligo vaccinale nel nostro Paese, qualche anno fa, io ero favorevole all’obbligo. Penso anche che se un’istituzione realizza un’opera di informazione e condivisione delle conoscenze fatta bene si possono convincere le persone. Nella nostra comunità praticamente tutti gli operatori sanitari si sono vaccinati. La prima cosa da fare è: a ogni fiala di vaccino somministrare anche una fiala di informazione e formazione sul vaccino.</p>



<p><strong>Quindi è d’accordo?</strong><br>Non ho dubbi e condivido assolutamente l’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari. Credo che la stessa cosa dovrebbe essere considerata seriamente per gli insegnanti, nella misura in cui la scuola è una priorità per il Paese. Vogliamo avere le scuole aperte in sicurezza, per gli insegnanti stessi e per i ragazzi.</p>



<p><strong>Per altre categorie?</strong><br>Per altre categorie io non credo che ci siano molti motivi per pensare che non sia il tempo di discutere di un obbligo vaccinale generalizzato. Non sappiamo quanto dura la memoria immunologica, non abbiamo ancora certezze su quanto dovremo ripetere le vaccinazioni. Ritengo che ci siano molti motivi per pensare a questa soluzione.</p>



<p><strong>Soprattutto su AstraZeneca alcune disposizioni discordanti hanno indotto i cittadini a perdere fiducia nelle istituzioni. Che è successo?</strong><br>Io penso che i nostri concittadini abbiano tutto il diritto a essere confusi. Non faccio lezioni a nessuno ma è stata fatta indubbiamente molta confusione. Sapevamo con ragionevole certezza che il vaccino di Oxford funzionava bene al di sopra dei 65 anni, sin dall’inizio. Io cerco di attenermi a tre regole dal punto di vista della comunicazione: il rispetto dei dati, perché bisogna sempre confrontarsi coi dati e spero di averlo fatto anche in questa intervista e il rispetto delle competenze. Se avessimo rispettato i dati non si sarebbe detto che il virus si era ingentilito e che era diventato buono.</p>



<p><strong>La terza regola?</strong><br>La responsabilità sociale: dobbiamo ricordare che quello che diciamo può avere delle conseguenze. Se dico che la malattia naturale è sufficiente a dare una buona protezione posso invogliare le persone a non fare una dose di vaccino mentre i dati dicono e la competenza dell’immunologo dice che il miglior modo di avere una risposta contro le varianti, per chi ha avuto la malattia, è di fare una dose di vaccino.</p>



<p><strong>Ha senso dare il green pass dopo una dose di vaccino?</strong><br>Partiamo dai dati. Sappiamo da molto tempo che anche una sola dose di vaccino dà una protezione parziale anche contro il ceppo originale del virus, quello che adesso chiamiamo Alfa. Lo sappiamo dai dati sul campo. Una dose a 15 giorni dava solo una protezione al 70%. La differenza tra una dose e due dosi diventa ancora più marcata se guardiamo alla resistenza alla variante Delta, che è quella che ci preoccupa. Il decisore politico può trovare una mediazione, ha una responsabilità perché deve mettere insieme i dati di immunologia e di protezione con le esigenze della società civile. L’importante è che chi ha fatto una sola dose, green pass o no, sappia di avere una protezione modesta.</p>



<p><strong>Gli studi, finanziati con fondi senza precedenti, per lo sviluppo dei vaccini anti covid, porterà benefici nella ricerca e nella creazione di altri vaccini, per altre malattie come il cancro?</strong><br>E’ bene ricordare che se contro il covid-19 abbiamo avuto vaccini alla velocità della luce è perché alle spalle c’erano 20 anni di ricerca. Alle spalle del vaccino di BioNTech-Pfizer ci sono tantissimi anni di ricerca per fare un vaccino contro il cancro. Il successo avuto nell’avere un vaccino contro il covid-19 sta alimentando la speranza, il lavoro e gli sforzi di tutti noi per avere vaccini curativi contro il cancro. Non solo, questa tecnologia ci aiuterà ad affrontare le varianti. Abbiamo la grande speranza che ci aiuti a prevenire grandi killer. Ne abbiamo tre: il microbatterio della tubercolosi, la malaria e l’HIV. Il progresso che abbiamo fatto è motivo di speranza per tutti noi.</p>



<p><strong>Lei è molto impegnato nel programma COVAX, per garantire vaccini ai Paesi meno sviluppati o più poveri. Come sta procedendo il progetto?</strong><br>Un continente come l’Africa ha meno dell’1% di persone vaccinate. Non è saggio lasciare i paesi poveri in balia di se stessi. Il cinismo non paga. Faccio un esempio. La variante che chiamavamo brasiliana è nata a Manaus dove circa il 60% della popolazione era venuta a contatto con il virus. Lasciare correre la malattia non è un buon modo per generare immunità, è un buon modo per far saltar fuori varianti.</p>



<p><strong>Quali sono i nostri obblighi?</strong><br>Io penso che abbiamo prima di tutto un dovere di solidarietà e un obbligo morale, perché tutte le sperimentazioni sui vaccini sono state in parte condotte in paesi a basso o medio reddito. Infine abbiamo la nostra sicurezza. Vacciniamo il mondo per essere sicuri noi. Non possiamo lasciare interi continenti a fare da incubatoi per varianti. In questo contesto c’è una iniziativa di salute globale che si chiama Covax, che mira a far avere a questi paesi vaccini sufficienti per la copertura del 20% della popolazione.</p>



<p><strong>Siamo vicini all’obiettivo?</strong><br>In realtà siamo molto lontani da quel 20% ma è ancora più importante trasformare un vaccino in una vaccinazione, fare l’ultimo miglio, arrivare all’ultimo operatore sanitario e metterlo in sicurezza. Questo lo fanno anche delle organizzazioni come Medici con l’Africa, a cui io sono molto legato, che sul terreno portano il vaccino all’ultimo miglio, all’ultimo operatore sanitario. Il mio messaggio è che noi abbiamo bisogno di SOS: solidarietà, obbligo morale a condividere i vaccini e sicurezza per la nostra sicurezza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/07/23/raco-barone-alberto-mantovani-la-variante-delta-e-piu-infettiva-condivido-obbligo-per-operatori-sanitari-e-insegnanti-se-la-scuola-e-una-priorita-per-il-paese/">Alberto Mantovani: la variante Delta è più infettiva. Vacciniamo il mondo per essere sicuri noi. Condivido l&#8217;obbligo per operatori sanitari e insegnanti, se la scuola è una priorità per il Paese</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/07/23/raco-barone-alberto-mantovani-la-variante-delta-e-piu-infettiva-condivido-obbligo-per-operatori-sanitari-e-insegnanti-se-la-scuola-e-una-priorita-per-il-paese/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ci sfugge il Congo, l’Africa e tutto ciò che rappresenta</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/02/22/cuzzocrea-ci-sfugge-il-congo-lafrica-e-tutto-cio-che-rappresenta/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/02/22/cuzzocrea-ci-sfugge-il-congo-lafrica-e-tutto-cio-che-rappresenta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Cuzzocrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2021 17:14:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#iltempodiuncaffe]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[Belgio]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Colonizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Congo]]></category>
		<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra fredda]]></category>
		<category><![CDATA[Kinshasa]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Attanasio]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Umanità]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccini]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Iacovacci]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2685</guid>

					<description><![CDATA[<p>Che effetto farà all’Italia e agli italiani l’agguato con il quale sono stati assassinati l’ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci? Tra le indignazioni per la mancata apertura delle piste da sci e la preoccupazione per il colore che assumerà la nostra regione domani o dopodomani, non ci stiamo rendendo conto che la pandemia non ha determinato una sospensione del tempo. In attesa di certezze sul piano vaccinale italiano&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/02/22/cuzzocrea-ci-sfugge-il-congo-lafrica-e-tutto-cio-che-rappresenta/">Ci sfugge il Congo, l’Africa e tutto ciò che rappresenta</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Che effetto farà all’Italia e agli italiani l’agguato con il quale sono stati assassinati l’ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci? Tra le indignazioni per la mancata apertura delle piste da sci e la preoccupazione per il colore che assumerà la nostra regione domani o dopodomani, non ci stiamo rendendo conto che la pandemia non ha determinato una sospensione del tempo. In attesa di certezze sul piano vaccinale italiano ed europeo, la nostra concentrazione è tutta sull’Occidente. Ci sfugge il Congo, l’Africa e tutto ciò che rappresenta.</p>



<p>La morte di due giovani al servizio dello Stato, impegnati in una missione umanitaria all’estero, ha risvolti drammatici e, per la sua dimensione eclatante, rischia di annacquarsi in un cordoglio di circostanza, che non potrà dare consolazione né alle famiglie, né alla Repubblica italiana.</p>



<p>Oltre il dolore, oltre il dramma e lo sgomento, c’è qualcosa che potrà restarci da un evento così tragico. Luca Attanasio e sua moglie sono due persone che si sono fatte carico dell’umanità. Fuori dalla logica della carriera e dell’individualismo, operano insieme per una vita migliore, per sé e per chi gli sta intorno. Anche se questo “intorno” può essere più o meno lontano, non hanno voltato lo sguardo dove era più facile.</p>



<p>Non sono queste le pagine dove raccontare la storia dello sfruttamento e dell’indipendenza del Congo, né dove affrontare i problemi che ancora vive il continente africano in risposta, e a seguito, della colonizzazione europea o delle tensioni della Guerra fredda. Ma in questi ultimi decenni, e anche in futuro, in Africa si gioca una partita nuova, ma sempre uguale.</p>



<p>Gli interessi per i giacimenti di materie prime e per i vasti territori da sfruttare, ancora oggi attirano le potenze internazionali, che non sono più il Belgio del 1800 o la Francia, ma Cina, Russia e tutti coloro che vedono risorse per le proprie economie laddove servirebbero risorse per l’indipendenza e per la crescita civile ed economica, unico argine al dramma dell’attuale flusso migratorio che non accenna a fermarsi.</p>



<p>Una modesta proposta. Prima di spartirsi nuovamente l’Africa, le super potenze di oggi potrebbero distribuire vaccini e medicinali a tappeto. Non solo contro il Covid, ma anche contro tutte quelle malattie che noi abbiamo dimenticato, ma ancora oggi fanno la differenza tra un bambino che nasce a Roma e uno che nasce a Kinshasa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/02/22/cuzzocrea-ci-sfugge-il-congo-lafrica-e-tutto-cio-che-rappresenta/">Ci sfugge il Congo, l’Africa e tutto ciò che rappresenta</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/02/22/cuzzocrea-ci-sfugge-il-congo-lafrica-e-tutto-cio-che-rappresenta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Romano Prodi: l’augurio è di trovare la coesione necessaria per presentarci di nuovo come un Paese. Appena sarà il mio turno farò il vaccino</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/01/01/raco-prodi-trovare-coesione-necessaria-per-presentarci-di-nuovo-come-un-paese/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/01/01/raco-prodi-trovare-coesione-necessaria-per-presentarci-di-nuovo-come-un-paese/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jan 2021 12:31:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo viso non mi è nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[5S]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[Agnelli]]></category>
		<category><![CDATA[Albania]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon]]></category>
		<category><![CDATA[America alone]]></category>
		<category><![CDATA[America first]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[BCE]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Bonus]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Cinque Stelle]]></category>
		<category><![CDATA[Coesione]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita]]></category>
		<category><![CDATA[Democratici]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[EFTA]]></category>
		<category><![CDATA[Erasmus]]></category>
		<category><![CDATA[Est]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Europei]]></category>
		<category><![CDATA[FCA-PSA]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Luigi Einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Frugali]]></category>
		<category><![CDATA[Gheddafi]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[IRI]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Joe Biden]]></category>
		<category><![CDATA[Jugoslavia]]></category>
		<category><![CDATA[Liberali]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[M5S]]></category>
		<category><![CDATA[Maggioritario]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Mezzogiorno]]></category>
		<category><![CDATA[Next Generation EU]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Poliomelite]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia]]></category>
		<category><![CDATA[Proporzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Regno Unito]]></category>
		<category><![CDATA[Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblicani]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Stellantis]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[Ulivo]]></category>
		<category><![CDATA[Ungheria]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccini]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2428</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’UE e il Regno Unito hanno sottoscritto un accordo, affatto scontato, che andrà perfezionato nel tempo. Il modo migliore per chiudere una separazione comunque molto dolorosa?È un modo decente. La Brexit con rottura totale sarebbe stata indecente. Ma è pur sempre una rottura anche perché, se da un lato si è conservato uno degli aspetti più importanti, vale a dire il commercio, d’altro canto il distacco c’è, rimane, e ha&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/01/01/raco-prodi-trovare-coesione-necessaria-per-presentarci-di-nuovo-come-un-paese/">Romano Prodi: l’augurio è di trovare la coesione necessaria per presentarci di nuovo come un Paese. Appena sarà il mio turno farò il vaccino</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>L’UE e il Regno Unito hanno sottoscritto un accordo, affatto scontato, che andrà perfezionato nel tempo. Il modo migliore per chiudere una separazione comunque molto dolorosa?</strong><br>È un modo decente. La Brexit con rottura totale sarebbe stata indecente. Ma è pur sempre una rottura anche perché, se da un lato si è conservato uno degli aspetti più importanti, vale a dire il commercio, d’altro canto il distacco c’è, rimane, e ha carattere del tutto irrazionale. Da Presidente della Commissione ho sempre avuto a che fare con l’eccezione britannica, con la sua intrinseca diversità. La cifra era: noi non siamo stati mai comandati da nessuno, non vogliamo esser comandati da Bruxelles. E ho sempre sentito tutto questo come un richiamo del passato. Io credo che sia un fatto negativo. Non sarà tragico perché in fondo abbiamo salvato alcune cose, ma ci rimetteremo negli scambi culturali, nella ricerca, nell’immigrazione e in tutti questi aspetti che erano così importanti perché la Gran Bretagna è un grande Paese. Ci rimetteremo anche nella difesa perché il loro era il più efficiente esercito europeo.</p>



<p><strong>Che cosa pensa della sospensione del programma Erasmus?</strong><br>Questa è la classica stupidità. Quando la politica si ferma sui fatti simbolici è stupida, e in questo caso l’abolizione dell’Erasmus è il simbolo di voler staccare la propria gioventù da quella europea. Ma non ci guadagna niente la Gran Bretagna. Ci guadagnava molto dall’Erasmus, spendeva poco e niente. È solo la rivendicazione di essere diversi, di non volere avere rapporti con nessuno. Queste cose andranno avanti fino a quando fra venti o venticinque anni, purtroppo io non ci sarò più, la Gran Bretagna rientrerà nell’Unione Europea. Sarà com’è stato l’altra volta: fondarono l’EFTA, l’unione doganale, con i Paesi del Nord. Poi videro che ci rimettevano e in un giorno solo sono entrati in Europa. Arriverà anche quel giorno lì.</p>



<p><strong>Continui ad allenarsi, professore, così ci sarà anche quel giorno.</strong><br>Sono arrivato pochi mesi fa alla durata della vita media del maschio. Se fossi femmina avrei statisticamente più anni di vita davanti, ma essendo maschio ritengo che sia arrivato il punto di svolta.</p>



<p><strong>Tra 20 giorni si insedierà Biden. Come cambieranno i rapporti con l’Europa e la Cina?</strong><br>Tante cose sono già cambiate in quest’intervallo. In linea di massima rimane l’ostilità americana nei confronti della Cina. Democratici e Repubblicani vedono egualmente la Cina come il grande concorrente. È ormai diventata concorrenza imperiale, e la concorrenza imperiale non perdona mai. Però son cambiate alcune cose in poche settimane. Gli americani erano partiti con un accordo commerciale con tutti i paesi del Pacifico esclusa la Cina. Trump ha rotto quell’accordo, la Cina ha fatto lei l’accordo che avrebbero dovuto fare gli Stati Uniti. Ancora con dei buchi neri, delle incertezze, ma in definitiva hanno creato un’area commerciale che è quasi un terzo del commercio mondiale. È un fatto nuovo. Fra nemici politici, ma che capiscono che la corsa alla dimensione economica è andata talmente avanti che non può essere ignorata. Si odiano politicamente, sono nemici, ma contrattano fra di loro e investono reciprocamente.</p>



<p><strong>E poi? L’Europa?</strong><br>In secondo luogo si sta forse concludendo un certo accordo europeo con la Cina sugli investimenti reciproci. Questo comporterà, se andrà in porto, alcuni cambiamenti riguardo ai fatti economici, come il riconoscimento dei brevetti, certi vincoli sul lavoro giovanile, l’ecologia. L’accordo mette assieme alcune norme che abbassano le tensioni. Questi sono gli avvenimenti di questi giorni. Su questo si innesta un cambiamento americano nei confronti dell’Europa. L’Europa sarà ancora vista in molti casi come concorrente, specie quando si tratta delle grandi società legate a internet, da Google ad Apple ad Amazon, dove l’interesse americano sarà ancora fortissimo. Ma su tante altre controversie, come Airbus o Boeing, ci sarà un avvicinamento all’Europa, anche perché è utile politicamente e militarmente.</p>



<p><strong>Cosa prevede?</strong><br>E allora, di fronte a tutto questo cambiamento, prevedo Stati Uniti e Cina ancora in forte tensione, un più stretto rapporto tra Europa e Stati Uniti, ma con l’Europa un po’ più libera di “ballare” dal punto di vista economico con la Cina. Anche perché è evento di questi giorni la constatazione che l’Europa commerci più con la Cina che con gli Stati Uniti. Questo è un fatto solo quantitativo ma che costituisce una rivoluzione intellettuale impressionante. Mettendo assieme tutti questi eventi, anche se sono ancora in fieri, io prevedo una maggior libertà d’azione per l’Europa a fronte di uno scontro ancora aspro tra USA e Cina. Questo ci conferirebbe anche la possibilità di svolgere un po’ il ruolo di arbitro in tante controversie mondiali, ma a condizione che ci sia una politica europea, e questo è un altro discorso.</p>



<p><strong>Nonostante la sconfitta, Trump ha avuto molti consensi. C’è una inquietudine che induce la classe media, in Europa come in America, a dare fiducia ai populisti?</strong><br>No, sono cose diverse. I populisti sono sì forti e importanti, ma non sono in ascesa. Non solo perché Trump non ha vinto ma perché, alle elezioni europee avrebbero dovuto fare sfracelli e così non è stato. Poi, oggi, Polonia e Ungheria hanno dovuto in qualche modo cedere. Quindi restano importanti ma certo non in ascesa. Quanto a Trump, che ha certamente avuto una valanga di voti, ricordiamoci però che è un presidente in carica che perde, e un presidente in carica che perde è sempre un evento, non una cosa normale. Poi il consenso di Trump è fatto di tante cose: non solo populismo, ma “America first”. È l’impero americano, di chi dice: faremo di tutto per essere i primi nel mondo. E questo ha un fascino incredibile, dappertutto. Io ho avuto la fortuna di insegnare in Cina e negli Stati Uniti fino a pochi anni fa e nello stesso periodo di tempo. I ragazzi avevano la stessa mentalità imperiale. L’impero è un’infezione irresistibile, altro che Covid! In questo senso c’è bisogno dell’Europa per calmare queste cose. Ripeto: quello che vedo negli Stati Uniti è solo in parte populismo. Se Trump fosse stato un po’ più intelligente politicamente e avesse puntato soltanto su “America first” e non su “American alone”, sarebbe ancora presidente.</p>



<p><strong>Sotto la sua presidenza l’Europa ha portato a compimento, tra le altre riforme, l’allargamento dell’Unione a Est. Si tratta dei Paesi che di più oggi stanno ostacolando le politiche comunitarie. Fu un errore?</strong><br>Non solo non ritengo sia stato un errore, vedendo come sono andate le cose in Ucraina: pensi se la Polonia fosse al posto dell’Ucraina. Anzi, penso non in modo provocatorio che bisogna continuare l’allargamento con i Paesi dell’ex Jugoslavia e con l’Albania. In fretta, chiudere i confini dell’Europa, definirli, riformare le istituzioni europee e avere un’Europa che comprenda tutta la cultura europea. Adesso non abbiamo nemmeno più il problema della Turchia, il caso con la Turchia è chiuso. La storia, la storia passa una volta sola. Poi è verissimo che i Paesi dell’Est hanno mille grane, però diciamoci anche la verità: io ho fatto il presidente della Commissione europea sia a quindici che a venticinque, e i problemi erano uguali. Come ho detto, avevo solo il problema della Gran Bretagna. Quelli avevano un’idea diversa, una politica diversa. Polonia e Ungheria, che stanno davvero violando ogni diritto, alla fine hanno dovuto cedere. Alla fine vedono che il loro futuro è l’Europa. Quindi vedrà, cambieranno governo e adagio adagio si avrà un’omogeneità anche con loro.</p>



<p><strong>Il problema è la storia?</strong><br>Il problema è definire i confini, che cosa siamo. Poi il passo successivo è la costruzione dell’”anello degli amici”, che io proposi nel 2002 ma venne bocciato dalla Commissione europea. Basta pensare che l’Europa non può allargarsi da questi confini. Con i Paesi che ci stanno intorno, dalla Bielorussia al Marocco, passando per Israele e Siria, si possono fare rapporti bilaterali speciali in modo da assicurarci questo anello degli amici. L’Europa avrà un significato diverso nel mondo, e non è illusione perché è interesse loro e interesse nostro. Ci metteremo cinquant’anni? E mettiamoci cinquant’anni a fare questi rapporti, ma costruiamo attorno a noi una situazione di sicurezza. Ma non vede che adesso in Libia, che è attaccata alla Sicilia, comandano la Russia e la Turchia? Ma le sembra logico? Ma dove siamo andati a finire? Che la Turchia ha il prodotto nazionale della Spagna, è lontana e comanda nel Mediterraneo?</p>



<p><strong>C’è stato un momento in cui lei stava per essere nominato alto rappresentante in Libia, lo chiedevano venticinque Paesi africani. Quello era un momento straordinario, storico, per cui l’Italia poteva avere un ruolo determinante.</strong><br>Venticinque Paesi africani lo chiesero al segretario dell’Onu, quando Gheddafi era ancora in vita e dunque si poteva ancora salvare la situazione. Il segretario dell’Onu disse che ci avrebbe pensato e poi non se ne fece nulla. C’è stato evidentemente qualcuno che si è opposto.</p>



<p><strong>In Italia?</strong><br>Berlusconi, poi qualcuno dice anche gli americani, non lo so. Io penso che fosse casa europea. Poi la cosa si ripeté anche dopo, con il governo Renzi. Io andai da lui, unica volta in cui mi recai a Palazzo Chigi, per dirgli che ricevevo queste richieste e ribadire che fossi a disposizione. Ora, può darsi che tutti questi avessero le loro ragioni, ma il problema è che dobbiamo far capire che il Mediterraneo è vitale non solo per noi ma per tutta l’Europa. L’allargamento ci ha in qualche modo definito il rapporto verso Est. Il problema adesso è il Sud, e allora noi con Francia, Spagna, Grecia, Cipro, Malta, dobbiamo fare un blocco Mediterraneo, ma non sciovinista, per dire: guardate che la frontiera debole dell’Europa è il Mediterraneo. Poi questo è anche un problema del nostro Mezzogiorno: l’idea che il nostro Mezzogiorno possa crescere senza avere di fronte dei Paesi in sviluppo è un’idea che non ha senso. Di fronte al niente non ci si sviluppa. Sono anni che propongo una cosa innocente ma anche importante: facciamo delle Università miste.</p>



<p><strong>Lei aveva proposto un Erasmus mediterraneo misto, italo-africano.</strong><br>Soprattutto nelle città miste. Adesso ci sono Università europee in Africa. È bellissimo, ma non è questo che dobbiamo avere. Io penso a delle città come Catania o Napoli, Tripoli, Cairo, Barcellona, Rabat, in cui si abbiano tanti professori del Nord del Mediterraneo quanti del Sud, tanti studenti del Nord quanti del Sud, e gli studenti devono fare tanti anni nel Nord quanti nel Sud. Se noi facciamo queste cose ricostruiamo il Mediterraneo. Centodieci anni fa nel Sud del Mediterraneo c’erano centinaia di migliaia di italiani e quanto alla lingua, dice Byron in un suo passaggio, “si parla inglese, ma la vera lingua è il napoletano-siciliano-arabo”, questo bel misto di linguaggio. Ecco, la nuova comunità del Mediterraneo non la possono fare i piccoli commercianti o i pescatori. La devono fare gli studenti, i ragazzi, che creano nuove attività comuni nel tempo. Però noi del Sud Europa non abbiamo ancora l’unità e la capacità di fare queste proposte, che il Nord adesso accetterebbe perché anche loro hanno paura delle frontiere del Sud.</p>



<p><strong>Potrebbe essere il momento giusto?</strong><br>Dovrebbe essere il momento giusto.</p>



<p><strong>L’Italia è in ritardo nella compilazione del programma nazionale di investimento dei fondi del Next Generation EU. Sembra esserci molta preoccupazione a Bruxelles. Rischiamo di fallire questa opportunità?</strong><br>Lei mi fa la domanda e io le rispondo Sì. Rischiamo. Siamo ancora a tempo, per carità, ma il Next Generation deve essere qualcosa per il futuro, qualcosa di nuovo, deve avere una missione dietro per un Paese. Guardi che è stato molto faticoso farlo, il Next Generation, perché i cosiddetti Paesi frugali non sono stati contentissimi e sono lì pronti a guardare se noi adempiamo alle norme. Guardi che ci sono quaranta pagine di norme, di un dettaglio unico, e se non si fanno i passi lì previsti i soldi non arrivano. Noi si agisce come se invece fossimo “liberi tutti”: un po’ di soldi qui, un po’ di soldi là. Ma il pensiero sulle novità su cui si deve fondare il nostro sviluppo non c’è. Tutti sono convinti, io prima di tutti, che in futuro riusciremo a pagare il nostro debito solo se ci svilupperemo con un ritmo molto forte. Il debito si paga solo in due modi: con una inflazione massacrante, galoppante o con la crescita. L’inflazione non la auguro a nessuno. La crescita l’unico strumento che abbiamo in mano.</p>



<p><strong>Quindi deve finire la politica dei bonus?</strong><br>In una primissima fase, di fronte a gente che si è impoverita, io lo capivo il bonus. Però bisognerebbe controllare a chi si è dato. E poi non si può cambiare lo schema ogni settimana. Noi abbiamo adesso bisogno di alcuni indirizzi precisi, come ci chiede l&#8217;Europa, che contengano il messaggio del tasso di sviluppo che ci sarà in futuro, delle conseguenze economiche. Altrimenti, ripeto, i soldi non arriveranno. Punto.&nbsp;</p>



<p><strong>È davvero l’ultima chiamata che hanno le nostre Istituzioni?</strong><br>Si, l’ultima chiamata. E la abbiamo ancora perché c&#8217;è stato, come si prevedeva, un po&#8217; di ritardo nelle stesse norme europee. Ma gli altri Paesi li hanno già presentati. Mi sono guardato tutto il piano francese e c&#8217;era scritto tutto: &#8220;bisogna far questo, ci vogliono tanti mesi, l’autorità delegata è questa, l&#8217;avanzamento del progetto sarà verificato così&#8221;. Direi basta, bisogna fare le cose. E far presto.&nbsp;</p>



<p><strong>Molti governi, compreso il nostro, per affrontare la crisi, hanno fatto entrare lo Stato nel capitale di molte imprese in difficoltà. Pensa che sia un intervento provvisorio o che durerà nel tempo?</strong><br>La storia economica ci insegna che ogni crisi vede l&#8217;aumento dell&#8217;intervento dello Stato. Non c&#8217;è nessuna eccezione. Nel &#8217;29 si è usciti solo con l&#8217;intervento dello Stato. Anche nell&#8217;ultima crisi finanziaria, se non ci fosse stato un riaggiustamento pubblico della Banca Centrale Europea non si usciva dalla crisi. Quando il mercato si inceppa, ci vuole dell&#8217;olio per far riprendere la corsa. Quindi smettiamola con la dietrologia e con le dottrine e&nbsp;vediamo le cose in pratica. Non si avrà una nuova IRI, la proprietà pubblica come un tempo, perché il mercato è diventato globale e i confini nazionali, dal punto di vista dell&#8217;economia, sono molto caduti. Però il sostegno pubblico c&#8217;è ovunque. Negli Stati Uniti si discute in questi giorni la dimensione quantitativa della misura, ma sul fatto che ci sia il dubbio non viene a nessuno. Anche in Italia la Cassa Depositi e Prestiti ha un suo ruolo, ma non è più lo Stato che ha la maggioranza e dirige l&#8217;economia, ma che interviene, aiuta nel capitale e naturalmente, è chiaro, tiene quel fiore di minoranza per cui si difende un certo interesse nazionale dato che sono state poste delle risorse nazionali.</p>



<p><strong>La presenza dello Stato, in questo momento, è insomma inevitabile.</strong><br>Io sono convintissimo che qualche segno di partecipazione pubblica sia indispensabile per difendere gli interessi nazionali. La chiamo &#8220;la strategia francese&#8221;. La Francia, che ha un&#8217;industria più debole della nostra, è infinitamente più potente di noi perché ha fatto una politica di grandi imprese con l&#8217;aiuto e la protezione dello Stato. Nella futura FCA-PSA, Stellantis, come è stata chiamata – che poi in un mondo che diventa sempre più cinese-anglosassone i nomi diventano sempre più latini &#8211; l’azionista maggiore è la famiglia Agnelli ma secondo lei comanda più lo Stato francese o la famiglia Agnelli? Comanda di più lo Stato francese e infatti il Consiglio di Amministrazione è in maggioranza francese. Questa è la vita. Allora, di fronte a questi equilibri, una presenza dello Stato ha un suo ruolo. Ma non lo Stato gestore.</p>



<p><strong>Quest’anno si è tenuto un referendum costituzionale promosso dalla Fondazione Einaudi sulla riduzione lineare dei parlamentari. La riforma è passata al contrario di quanto è accaduto in passato con i tentativi di operare modifiche più profonde della Costituzione. Che segnale possiamo trarre?</strong><br>Io sono convintissimo che questi interventi parziali siano dannosi. Alla riduzione dei parlamentari bisognava arrivarci ma bisognava farlo insieme alla legge elettorale, ai rapporti con le regioni, alla ricomposizione dello Stato. Prendiamola così, com&#8217;è venuta, ma lo Stato rimane con i difetti che aveva prima. Non è che la riduzione dei parlamentari migliori la situazione, io non vedo miglioramenti. Un po&#8217; di riduzione di spesa ma di fronte alla spesa di questi giorni siamo veramente di fronte non ai centesimi, ma ai millesimi. Invece noi avevamo bisogno di un cambiamento radicale della struttura dello Stato e dei modi di decidere.</p>



<p><strong>Cosa pensa a proposito della legge elettorale proporzionale voluta dalla maggioranza?</strong><br>Non l’ho mai nascosto, lo dico da 40 anni: io sono per il sistema maggioritario. E infatti, quando fondammo l&#8217;Ulivo c&#8217;era una legge fortemente maggioritaria. C&#8217;è bisogno di stabilità all&#8217;interno di un Paese, altrimenti non si ha alcun ruolo a livello internazionale. Lo ripeto sempre, anche a costo di risultare noioso. Quando diventai Presidente del Consiglio, una bella vittoria elettorale dopo una campagna elettorale difficile, come prima visita andai a trovare il Cancelliere tedesco. Fu un bel colloquio e nacque un&#8217;amicizia, nonostante le diversità politiche. Tanto è vero che il colloquio doveva durare 40 minuti ma si protrasse per due ore. Poi mi accompagnò all&#8217;elicottero, attraversando il giardino della Cancelleria, che allora era a Bonn, e mi disse: &#8220;che bello Romano, abbiamo proprio fatto una bella discussione! Chi viene la prossima volta?&#8221;. Ma lei si rende conto cos’è un Paese in cui tutto è di passaggio? Questo non è la politica. Sono memorie personali, ma sono utili per capire dove deve andare il sistema.&nbsp; Tutti adesso vogliono il proporzionale. Fatti loro. Io ripeto: con il proporzionale il Paese non si salva, con il maggioritario, forse.</p>



<p><strong>Perché in Italia non si riesce a formare un partito che rappresenti la tradizione liberale?</strong><br>È la complessità del voto della democrazia. Il voto popolare ha bisogno di tante radici locali, ha bisogno di emozioni, non è mica solo un fatto intellettuale. In Italia la democrazia liberale ha dato un grande contributo ma sempre minoritario perché non aveva come il mondo cattolico o il mondo social-comunista delle radici diffuse nel territorio. Quando si va a votare sono queste poi che contano. Ciò non toglie che abbiano invece influenzato queste radici e che le abbiano fatte evolvere verso un concetto di democrazia matura, quindi il contributo è stato lo stesso. Quando vede l’enorme e improvviso successo dei 5 Stelle, si chiede: chi è l’ideologo dei 5 Stelle? Grillo ne ha fatto una bandiera ma non c&#8217;è certo il discorso o il pensiero di Einaudi sotto. Hanno un successo colossale perché prendono un’emozione, quello che un tempo hanno fatto le parrocchie, le sedi locali dei partiti lo fa in modo frammentato la rete. È questo il problema forte della realtà di oggi. Però, ripeto, non confondiamo il successo al voto con l&#8217;influenza di lungo periodo che secondo me, nel mondo democratico e liberale italiano c&#8217;è stata, c&#8217;è stata fortemente. Quando io ho creato l&#8217;Ulivo ho voluto che ci fossero insieme a me delle forze liberali. Ci sono state e sono state molto efficaci. Il numero era quello che era ma le ritenevo parte delle radici italiane.&nbsp;</p>



<p><strong>Il M5S ha raccolto molto consenso spaccando il Paese, spargendo astio e rancore tra i cittadini, insinuando dubbi sul valore della della conoscenza. Le conseguenze le vediamo in questi giorni, con milioni di cittadini che non vogliono vaccinarsi contro il Covid per timore di essere ingannati dalla scienza e dalla politica.</strong><br>Sto studiando questo problema e devo ammettere che non è solo un caso italiano. Credo che i 5S vi abbiano contribuito con la destrutturazione del sistema, però vedo che anche in Francia questo movimento è andato molto avanti. Io credo che tornerà indietro quando arriverà il momento della responsabilità personale. Queste follie durano finché uno non ha dei parenti o degli amici che vengono infettati, finché non si prova il dolore. C&#8217;è un problema che è più complesso del dato politico. Io ho visto morire per la poliomielite, miei amici hanno portato la paralisi tutta la vita. Eppure anche allora c&#8217;era una fortissima polemica contro i vaccini. Un po&#8217; più ristretta come numero ma fortissima anche a quei tempi. Quando si è visto cosa succedeva e si è capito che il vaccino era efficacie, tutto è finito. Perché la diffidenza è nel cuore della gente. L&#8217;aspetto politico l&#8217;ha solo aumentata, ma purtroppo l&#8217;istinto anti-scientifico ce l&#8217;abbiamo profondamente. Alla sua domanda rispondo così: certamente lo hanno aggravato e lo hanno ampliato ma è qualcosa di molto più profondo con cui la nostra società deve avere a che fare e che spesso è collegato con la sfiducia per alcune colpe della società, legate a truffe e sfruttamenti subiti. Si finisce per mettere tutto in un fascio e ne deriva l&#8217;anti-scientismo cui assistiamo oggi. Un atteggiamento da demolire con comportamenti corretti, dimostrando con i fatti, come è stato con la poliomielite, che questi vaccini rappresentano il progresso. Serve democrazia e pazienza. Democrazia e pazienza.</p>



<p><strong>Quando sarà il suo turno, si vaccinerà?</strong><br>Certo, mi vaccinerò e spero che accada abbastanza presto. Anche perché io ho più di ottanta anni. Appena potrò lo farò. Se ci fosse stato lo avrei già fatto.</p>



<p><strong>Lei non ha mai lasciato il rapporto con i suoi studenti. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha dichiarato a questa rubrica che a causa della pandemia rischiamo di bucare una o più generazioni di sportivi. È lo stesso rischio che corriamo con una generazione di nostri giovani?</strong><br>La ringrazio per aver richiamato la mia attività di insegnante. Ancora oggi insegno Economia alla John Hopkins University. Io sono molto preoccupato per questo salto di anno scolastico. In rete non si raggiungono tutti ma poi non c’è la formazione: a scuola non solo si impara ma si “pascola”. E questo conta più di qualunque cosa. Dobbiamo fare di tutto per poter tornare a scuola in sicurezza, altrimenti quello che dice Malagò diviene inevitabile.</p>



<p><strong>Vogliamo fare un augurio agli italiani per il nuovo anno?</strong><br>Un augurio che non dipende da noi: speriamo che il mondo vada un po’ meglio che non in questo 2020. Un augurio che invece dipende da noi: troviamo quel minimo di coesione per capire che abbiamo provvisoriamente le risorse per cambiare il nostro cammino di sviluppo, per ridarci un futuro. L’augurio è di trovare questo minimo di coesione per presentarci di nuovo come un Paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/01/01/raco-prodi-trovare-coesione-necessaria-per-presentarci-di-nuovo-come-un-paese/">Romano Prodi: l’augurio è di trovare la coesione necessaria per presentarci di nuovo come un Paese. Appena sarà il mio turno farò il vaccino</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/01/01/raco-prodi-trovare-coesione-necessaria-per-presentarci-di-nuovo-come-un-paese/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Never Stop</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/06/18/stompo-never-stop/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2020/06/18/stompo-never-stop/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carmelo Stompo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2020 15:51:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#facciocosevedogente]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[reportage]]></category>
		<category><![CDATA[senegal]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=1326</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dal Senegal all’Italia, un viaggio fotografico per documentare il dramma della migrazione che oggi è parte del nostro quotidiano e che rischia troppo spesso di diventare invisibile. E per questo nasce Never Stop, un progetto fotografico che racconta la storia di Arouna, un giovane senegalese che a 17 anni lascia il Senegal, la famiglia, gli affetti per raggiungere l’Italia, con la speranza di renderla il luogo del suo riscatto. Nel&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/06/18/stompo-never-stop/">Never Stop</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dal Senegal all’Italia, un viaggio fotografico per documentare il dramma della migrazione che oggi è parte del nostro quotidiano e che rischia troppo spesso di diventare invisibile. E per questo nasce Never Stop, un progetto fotografico che racconta la storia di Arouna, un giovane senegalese che a 17 anni lascia il Senegal, la famiglia, gli affetti per raggiungere l’Italia, con la speranza di renderla il luogo del suo riscatto.</p>



<p>Nel mondo capitalista, l’immigrazione clandestina è un problema politico molto dibattuto, dagli occhi dei più poveri del mondo, è una decisione straziante, una decisione presa per rendere la vita migliore a sé stessi e alla propria famiglia. Essere clandestini vuol dire sentirsi in galera, sentirsi un cane randagio che non vale nulla. Non puoi fare nulla, non sei nulla, non esisti; restare nascosti in una piccola stanza abbandonata senza poter dire “buongiorno” a qualcuno. Non avere cosa mangiare, non avere un lavoro, tutto è molto difficile. Trascorrere intere giornate a camminare per aspettare di poter andare a dormire, e così tutti i giorni, i mesi, gli anni.</p>



<p>Non è questa l’Europa che Arouna si aspettava! Ci sono persone che passano per la porta d’ingresso ma Arouna è passato per la finestra, una finestra che rischia di non avere altre uscite, quel <strong><em>tra</em></strong> che le società moderne hanno creato e da cui questi ragazzi non riescono a uscirne fuori. Oggi, dopo 5 anni, Arouna vive per strada: in questi anni l&#8217;ho fotografato, l&#8217;ho ascoltato, gli ho parlato, l&#8217;ho aiutato, ho cercato di farlo sentire a casa. Ho cercato di ridargli quello che il nostro Paese non gli riconosce, l’identità, e quello&nbsp; quello che questo Paese gli ha tolto, la dignità.</p>



<p>Da mio padre ho ereditato l’amore per la giustizia sociale. Oggi si avverte una sorta di rassegnazione all&#8217;ingiustizia e a volte si percepisce un&#8217;aridità dell&#8217;anima che rende difficile sensibilizzare le coscienze. Never Stop è la storia di Arouna ma è anche la storia di tantissimi giovani che hanno un sogno, quello di rendere la loro vita migliore.</p>



<p><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.carmelostompo.com/project-category/books/" target="_blank">https://www.carmelostompo.com/project-category/books/ </a></p>



<figure class="wp-block-gallery columns-4 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_1.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="never-stop_1" data-rl_caption="" title="never-stop_1"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="850" height="567" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_1.jpg" alt="" data-id="1328" data-full-url="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_1.jpg" data-link="https://ilcaffeonline.it/?attachment_id=1328" class="wp-image-1328" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_1.jpg 850w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_1-300x200.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_1-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 850px) 100vw, 850px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_2.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="never-stop_2" data-rl_caption="" title="never-stop_2"><img decoding="async" width="850" height="567" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_2.jpg" alt="" data-id="1329" data-full-url="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_2.jpg" data-link="https://ilcaffeonline.it/?attachment_id=1329" class="wp-image-1329" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_2.jpg 850w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_2-300x200.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_2-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 850px) 100vw, 850px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_3.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="never-stop_3" data-rl_caption="" title="never-stop_3"><img decoding="async" width="850" height="567" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_3.jpg" alt="" data-id="1330" data-full-url="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_3.jpg" data-link="https://ilcaffeonline.it/?attachment_id=1330" class="wp-image-1330" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_3.jpg 850w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_3-300x200.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_3-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 850px) 100vw, 850px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_4.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="never-stop_4" data-rl_caption="" title="never-stop_4"><img loading="lazy" decoding="async" width="850" height="567" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_4.jpg" alt="" data-id="1331" data-full-url="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_4.jpg" data-link="https://ilcaffeonline.it/?attachment_id=1331" class="wp-image-1331" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_4.jpg 850w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_4-300x200.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_4-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 850px) 100vw, 850px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_5.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="never-stop_5" data-rl_caption="" title="never-stop_5"><img loading="lazy" decoding="async" width="850" height="567" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_5.jpg" alt="" data-id="1332" data-full-url="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_5.jpg" data-link="https://ilcaffeonline.it/?attachment_id=1332" class="wp-image-1332" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_5.jpg 850w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_5-300x200.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_5-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 850px) 100vw, 850px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_6.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="never-stop_6" data-rl_caption="" title="never-stop_6"><img loading="lazy" decoding="async" width="850" height="567" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_6.jpg" alt="" data-id="1333" data-full-url="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_6.jpg" data-link="https://ilcaffeonline.it/?attachment_id=1333" class="wp-image-1333" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_6.jpg 850w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_6-300x200.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_6-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 850px) 100vw, 850px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_7.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="never-stop_7" data-rl_caption="" title="never-stop_7"><img loading="lazy" decoding="async" width="850" height="567" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_7.jpg" alt="" data-id="1334" data-full-url="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_7.jpg" data-link="https://ilcaffeonline.it/?attachment_id=1334" class="wp-image-1334" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_7.jpg 850w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_7-300x200.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_7-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 850px) 100vw, 850px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_8.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="never-stop_8" data-rl_caption="" title="never-stop_8"><img loading="lazy" decoding="async" width="850" height="567" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_8.jpg" alt="" data-id="1335" data-full-url="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_8.jpg" data-link="https://ilcaffeonline.it/?attachment_id=1335" class="wp-image-1335" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_8.jpg 850w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_8-300x200.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_8-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 850px) 100vw, 850px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_9.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="never-stop_9" data-rl_caption="" title="never-stop_9"><img loading="lazy" decoding="async" width="850" height="567" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_9.jpg" alt="" data-id="1336" data-full-url="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_9.jpg" data-link="https://ilcaffeonline.it/?attachment_id=1336" class="wp-image-1336" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_9.jpg 850w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_9-300x200.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_9-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 850px) 100vw, 850px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_10.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="never-stop_10" data-rl_caption="" title="never-stop_10"><img loading="lazy" decoding="async" width="850" height="567" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_10.jpg" alt="" data-id="1337" data-full-url="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_10.jpg" data-link="https://ilcaffeonline.it/?attachment_id=1337" class="wp-image-1337" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_10.jpg 850w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_10-300x200.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_10-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 850px) 100vw, 850px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_11.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="never-stop_11" data-rl_caption="" title="never-stop_11"><img loading="lazy" decoding="async" width="850" height="567" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_11.jpg" alt="" data-id="1338" data-full-url="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_11.jpg" data-link="https://ilcaffeonline.it/?attachment_id=1338" class="wp-image-1338" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_11.jpg 850w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_11-300x200.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_11-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 850px) 100vw, 850px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_12.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="never-stop_12" data-rl_caption="" title="never-stop_12"><img loading="lazy" decoding="async" width="850" height="567" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_12.jpg" alt="" data-id="1339" data-full-url="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_12.jpg" data-link="https://ilcaffeonline.it/?attachment_id=1339" class="wp-image-1339" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_12.jpg 850w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_12-300x200.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_12-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 850px) 100vw, 850px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_13.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="never-stop_13" data-rl_caption="" title="never-stop_13"><img loading="lazy" decoding="async" width="850" height="567" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_13.jpg" alt="" data-id="1340" data-full-url="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_13.jpg" data-link="https://ilcaffeonline.it/?attachment_id=1340" class="wp-image-1340" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_13.jpg 850w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_13-300x200.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_13-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 850px) 100vw, 850px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_14.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="never-stop_14" data-rl_caption="" title="never-stop_14"><img loading="lazy" decoding="async" width="850" height="567" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_14.jpg" alt="" data-id="1341" data-full-url="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_14.jpg" data-link="https://ilcaffeonline.it/?attachment_id=1341" class="wp-image-1341" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_14.jpg 850w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_14-300x200.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_14-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 850px) 100vw, 850px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_15_.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="never-stop_15_" data-rl_caption="" title="never-stop_15_"><img loading="lazy" decoding="async" width="850" height="567" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_15_.jpg" alt="" data-id="1342" data-full-url="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_15_.jpg" data-link="https://ilcaffeonline.it/?attachment_id=1342" class="wp-image-1342" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_15_.jpg 850w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_15_-300x200.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_15_-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 850px) 100vw, 850px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_16.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="never-stop_16" data-rl_caption="" title="never-stop_16"><img loading="lazy" decoding="async" width="850" height="567" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_16.jpg" alt="" data-id="1343" data-full-url="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_16.jpg" data-link="https://ilcaffeonline.it/?attachment_id=1343" class="wp-image-1343" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_16.jpg 850w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_16-300x200.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_16-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 850px) 100vw, 850px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_17.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="never-stop_17" data-rl_caption="" title="never-stop_17"><img loading="lazy" decoding="async" width="850" height="567" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_17.jpg" alt="" data-id="1344" data-full-url="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_17.jpg" data-link="https://ilcaffeonline.it/?attachment_id=1344" class="wp-image-1344" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_17.jpg 850w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_17-300x200.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_17-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 850px) 100vw, 850px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_18.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="never-stop_18" data-rl_caption="" title="never-stop_18"><img loading="lazy" decoding="async" width="850" height="567" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_18.jpg" alt="" data-id="1345" data-full-url="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_18.jpg" data-link="https://ilcaffeonline.it/?attachment_id=1345" class="wp-image-1345" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_18.jpg 850w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_18-300x200.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_18-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 850px) 100vw, 850px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_19.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="never-stop_19" data-rl_caption="" title="never-stop_19"><img loading="lazy" decoding="async" width="850" height="567" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_19.jpg" alt="" data-id="1346" data-full-url="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_19.jpg" data-link="https://ilcaffeonline.it/?attachment_id=1346" class="wp-image-1346" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_19.jpg 850w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_19-300x200.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_19-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 850px) 100vw, 850px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a  href="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_20.jpg" data-rel="lightbox-gallery-0" data-rl_title="never-stop_20" data-rl_caption="" title="never-stop_20"><img loading="lazy" decoding="async" width="850" height="567" src="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_20.jpg" alt="" data-id="1347" data-full-url="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_20.jpg" data-link="https://ilcaffeonline.it/?attachment_id=1347" class="wp-image-1347" srcset="https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_20.jpg 850w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_20-300x200.jpg 300w, https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/06/never-stop_20-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 850px) 100vw, 850px" /></a></figure></li></ul></figure>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/06/18/stompo-never-stop/">Never Stop</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2020/06/18/stompo-never-stop/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
