<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Consiglio dei Ministri Archivi - ilcaffeonline</title>
	<atom:link href="https://ilcaffeonline.it/tag/consiglio-dei-ministri/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/consiglio-dei-ministri/</link>
	<description>Il coraggio di conoscere</description>
	<lastBuildDate>Wed, 21 Apr 2021 07:27:02 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.4.2</generator>

<image>
	<url>https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/cropped-avatar-ilcaffeonline-32x32.png</url>
	<title>Consiglio dei Ministri Archivi - ilcaffeonline</title>
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/consiglio-dei-ministri/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Vogliamo lasciare un buon pianeta, non solo una buona moneta</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/02/20/susta-vogliamo-lasciare-un-buon-pianeta-non-solo-una-buona-moneta/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/02/20/susta-vogliamo-lasciare-un-buon-pianeta-non-solo-una-buona-moneta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Susta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Feb 2021 12:47:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Whatever it takes]]></category>
		<category><![CDATA[5G]]></category>
		<category><![CDATA[Alitalia]]></category>
		<category><![CDATA[Atlantico]]></category>
		<category><![CDATA[Banchiere]]></category>
		<category><![CDATA[BCE]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[Biden]]></category>
		<category><![CDATA[Ciampi]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio dei Ministri]]></category>
		<category><![CDATA[Conte]]></category>
		<category><![CDATA[De Gasperi]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Dini]]></category>
		<category><![CDATA[Dracula]]></category>
		<category><![CDATA[Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[EU]]></category>
		<category><![CDATA[Euro]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Green]]></category>
		<category><![CDATA[Ilva]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[M5S]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Monti]]></category>
		<category><![CDATA[Moneta unica]]></category>
		<category><![CDATA[MPS]]></category>
		<category><![CDATA[Next Generation EU]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[Populismo]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Salvini]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Sovranismo]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[Trump]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2668</guid>

					<description><![CDATA[<p>E&#8217; questa, a mio avviso, la miglior sintesi dei discorsi programmatici di Mario Draghi in Parlamento. Una sintesi che dimostra (noi ne eravamo convinti già prima) che l&#8217;uomo non è il freddo banchiere tutto denaro e finanza rappresentato dalle destre sovraniste e dai populisti in questi anni, ma uno che ha una visione che è figlia delle migliori intuizioni che la politica italiana ed europea hanno saputo offrire dalla fine&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/02/20/susta-vogliamo-lasciare-un-buon-pianeta-non-solo-una-buona-moneta/">Vogliamo lasciare un buon pianeta, non solo una buona moneta</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>E&#8217; questa, a mio avviso, la miglior sintesi dei discorsi programmatici di Mario Draghi in Parlamento. Una sintesi che dimostra (noi ne eravamo convinti già prima) che l&#8217;uomo non è il freddo banchiere tutto denaro e finanza rappresentato dalle destre sovraniste e dai populisti in questi anni, ma uno che ha una visione che è figlia delle migliori intuizioni che la politica italiana ed europea hanno saputo offrire dalla fine della guerra ad oggi: la scelta di libertà e di democrazia, un sistema di difesa condiviso tra le due sponde dell&#8217;Atlantico, la costruzione della casa comune europea, l&#8217;impegno assoluto per la legalità, uno sviluppo economico attento alla persona e alle esigenze di giustizia sociale che l&#8217;economia sociale di mercato ha istituzionalizzato nelle regole che presiedono all&#8217;UE. A ciò vanno aggiunte le sfide di questo tempo: la sostenibilità ambientale e la rivoluzione digitale.</p>



<p>Come sono lontani (per fortuna!) i tempi in cui Beppe Grillo e il M5S paragonavano Draghi a Dracula e invocavano un processo contro l&#8217;ex Presidente della BCE per il crac del Monte dei Paschi di Siena, come se fosse stata colpa di Draghi e della BCE la cattiva gestione di quella Banca. E come sono distanti le sparate del “capitano” della Lega costretto alla fine ad ammettere che comunque il tema di un&#8217;eventuale superamento dell&#8217;euro “non è attuale”, e che può solo più rispondere con le battute all&#8217;irreversibilità del processo di integrazione europeo e della moneta unica puntualmente richiamati dal neo presidente del Consiglio presentati come “condizione” di esistenza del Governo.</p>



<p>Un altro mondo rispetto al suo predecessore che, senza che nessuno si scandalizzasse, non faceva distinzioni tra Trump e Biden, tra UE e Russia, tra USA e Cina, secondo il vecchio detto “O Francia o Spagna basta che se magna…” che, ahinoi, appartiene al DNA di un&#8217; Italietta mai definitivamente archiviata.</p>



<p>Nei suoi interventi asciutti, lucidi, pacati, senza nessuna indulgenza alla retorica, Draghi ha cercato di ridare dignità e orgoglio all&#8217;Italia migliore, con uno stile che mi hanno ricordato due persone su tutte: De Gasperi e Ciampi. Stesso rigore, stessa severità, identico calore umano. Stesso eloquio poco incline all&#8217;altrui compiacenza.</p>



<p>Certo, dai discorsi di Draghi in Parlamento non è uscito un programma dettagliato. A mio avviso c&#8217;è stato anche qualche eccesso di ottimismo rispetto al contesto e al tempo a disposizione (la legislatura finisce tra due anni nella migliore delle ipotesi), ad esempio sulla riforma fiscale e della pubblica amministrazione, ma i titoli sono serviti a definire la cornice. Estremamente significativi l&#8217;accenno alla possibilità di allungare orario e calendario scolastico, all&#8217;esigenza di uno Stato meno pervasivo (ce l&#8217;aveva con i miliardi buttati in ILVA e ALITALIA?), alla produzione di energia da fonti rinnovabili e alla reti di comunicazione 5G. </p>



<p>Appare chiaro l&#8217;orizzonte in cui ci si muove, vale a dire quello di una crescita sostenibile, che utilizza al meglio le nuove tecnologie per un&#8217;evoluzione “green” del nostro apparato produttivo, ma senza indulgere in assistenzialismi (“il governo dovrà proteggere tutti i lavoratori ma sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attività economiche”) che metterebbero a rischio l&#8217;intero sistema produttivo. E&#8217; questo l&#8217;orizzonte a cui deve guardare il programma nazionale di ripresa e resilienza finanziato con i fondi europei del Next Generation Eu. </p>



<p>Fin qui Draghi e il suo programma. Non stupisca il suo atteggiamento rispettoso verso la politica. La piccola bugia con cui ha gratificato gli astanti dicendo che la politica non esce sconfitta dall&#8217;incarico a lui affidato è, appunto, una piccola bugia che però fa capire chi è Mario Draghi. Draghi era ed è un “civil servant” e, quindi, ha ben presente che, nonostante i corti-circuiti che la mandano in crisi, è la politica che indica i percorsi e che, in fin dei conti, dai partiti, quali intermediari tra il popolo e le Istituzioni democratiche, non si può prescindere.</p>



<p>In questo Draghi, da buon romano, ancorché “nordizzato”, è molto meno tecnico di Monti o di Dini. E infatti, con un Gabinetto che in alcuni casi lascia molto a desiderare, ha compiuto una scelta che gli consente di tenere legate le principali forze politiche, per quanto attraversate da malumori, evitando i rischi del Governo meramente “amico” che, ad esempio, dopo pochi mesi fece fallire il primo Governo del Presidente (quello da Giuseppe Pella) e non consentì a Mario Monti di portare a compimento quella fase due che assomigliava molto al progetto presentato da Draghi.</p>



<p>Questa sua consapevolezza secondo cui la politica non può essere espulsa dal processo democratico, riducendo il Parlamento di oggi a una conventicola di notabili come quello dello Stato post unitario in decadenza che spalancò le porte al fascismo, è ciò che rende maggiormente convincente questa operazione, per certi aspetti necessaria e per altri obbligata. Se fosse possibile sognare sarebbe auspicabile che mentre il Governo governa le emergenze che abbiamo di fronte e getta le basi per i cambiamenti citati, le forze politiche si dedicassero a riformare lo Stato.</p>



<p>Recuperare lo “spirito repubblicano” invocato da Draghi comporterebbe il dover riprendere in mano la riforma della Costituzione. Così come l&#8217;Unione Europea non riuscirà ad adempiere fino in fondo ai suoi doveri sino a quando il modello intergovernativo coesisterà con quello comunitario, aggravando il processo decisionale di una complessità che contraddice con la necessità di affrontare con tempestività le sfide globali, così l&#8217;Italia non uscirà dalle sue difficoltà se non si incide profondamente sul suo sistema istituzionale. Rapporto Stato-Regioni, Parlamento-Governo, sistema elettorale, definizione del sistema giudiziario (“ordine” o “potere”?) sono nodi da cui dipende la capacità di un sistema di governare il continuo cambiamento che lega il presente al futuro, l&#8217;oggi al domani.</p>



<p>Ma si è mai visto un potere costituito (il Parlamento di oggi) che diventa potere costituente (il costruttore dell&#8217;edificio della Repubblica di domani)? Per ora nessuno ci è riuscito, ma ciò non toglie che anche questo sia assolutamente urgente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/02/20/susta-vogliamo-lasciare-un-buon-pianeta-non-solo-una-buona-moneta/">Vogliamo lasciare un buon pianeta, non solo una buona moneta</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/02/20/susta-vogliamo-lasciare-un-buon-pianeta-non-solo-una-buona-moneta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Con Draghi torna al Governo la comunicazione istituzionale</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/02/13/ranucci-con-draghi-torna-al-governo-la-comunicazione-istituzionale/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/02/13/ranucci-con-draghi-torna-al-governo-la-comunicazione-istituzionale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Romana Ranucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Feb 2021 19:45:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Francamente me ne infischio]]></category>
		<category><![CDATA[CdM]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio dei Ministri]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Fake]]></category>
		<category><![CDATA[Instagram]]></category>
		<category><![CDATA[Lockdown]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Chigi]]></category>
		<category><![CDATA[Premier]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2651</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo immagino il professor Mario Draghi che all&#8217;inizio del Consiglio dei Ministri sequestra i cellulari ai suoi, e lo riconsegna alla fine della riunione. &#8220;Ragazzi durante i miei Consigli dei Ministri non si twitta, non si scrivono post, non si mandano messaggini agli amici giornalisti. Ascoltate, prendete appunti, proponete ma niente social quando ci sono io&#8221;. E già perché il nuovo inquilino di palazzo Chigi non ha profili sui social&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/02/13/ranucci-con-draghi-torna-al-governo-la-comunicazione-istituzionale/">Con Draghi torna al Governo la comunicazione istituzionale</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Lo immagino il professor Mario Draghi che all&#8217;inizio del Consiglio dei Ministri sequestra i cellulari ai suoi, e lo riconsegna alla fine della riunione. &#8220;Ragazzi durante i miei Consigli dei Ministri non si twitta, non si scrivono post, non si mandano messaggini agli amici giornalisti. Ascoltate, prendete appunti, proponete ma niente social quando ci sono io&#8221;.</p>



<p>E già perché il nuovo inquilino di palazzo Chigi non ha profili sui social e sicuramente è un uomo di poche parole. Certo la comunicazione, anche quella istituzionale, ormai corre su Twitter, Facebook, Instagram,&nbsp;quindi anche lui dovrà adeguarsi, ma siamo sicuri lo farà seguendo il suo stile low profile. E mentre un profilo istituzionale, sopra le righe si chiude per sempre, quello dell&#8217;ex presidente americano Donald Trump, un altro, oltreoceano, si aprirà presto. Per ora gli unici Mario Draghi che leggiamo sono profili fake.&nbsp;</p>



<p>Sicuramente leggeremo ancora la formula &#8220;a quanto si apprende da fonti istituzionali&#8221;, fa parte delle regole non scritte della comunicazione politica; vedremo ancora circolare bozze di provvedimenti, ma di certo non assisteremo alle scene viste durante il lockdown: gente impazzita che scappa dalla città, dopo fughe di notizie su decreti quanto mai delicati.</p>



<p>Non assisteremo a scene di tavolini, apparecchiati con mille microfoni, in mezzo ad una piazza, quasi sacra, per ascoltare dichiarazioni improvvisate del presidente del Consiglio. Non assisteremo ad annunci di dirette Facebook, conferenze stampa, di premier e ministri, trasmesse anche con ore di ritardo. Il famoso #Matteorisponde sarà solo un lontano ricordo. Non leggeremo più veline diffuse da chi sa quale portavoce, solo per vedere l&#8217;effetto che fa.</p>



<p>Fossi un giornalista che segue il presidente del Consiglio, a questo giro sarei anche intimorita a fare domande al premier durante le conferenze stampa, mi sentirei sempre sotto esame: ”capace che quello dopo la mia domanda mette il voto&#8221;. E i suoi ministri social seguiranno questo low profile comunicativo? Vedremo quanto si sapranno trattenere. Per molti sarà un esercizio molto difficile.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/02/13/ranucci-con-draghi-torna-al-governo-la-comunicazione-istituzionale/">Con Draghi torna al Governo la comunicazione istituzionale</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/02/13/ranucci-con-draghi-torna-al-governo-la-comunicazione-istituzionale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pippo, Ciccio e il MES</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/10/26/pippo-ciccio-e-il-mes/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2020/10/26/pippo-ciccio-e-il-mes/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Salvo Spagano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2020 14:27:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Whatever it takes]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio dei Ministri]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[dpcm]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[M5S]]></category>
		<category><![CDATA[MES]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2115</guid>

					<description><![CDATA[<p>A guidare un governo in tempo di bonaccia potrebbe riuscire pure Paperoga, specie se coadiuvato dalle altissime competenze di una burocrazia come quella italiana, che s’è mostrata capace di mitigare perfino qualche azzardo geografico dell’inquilino attuale della Farnesina. Durante una burrasca, però, già occorrerebbe chiamare a gran voce Gastone, o ancor meglio Topolino per chi fosse affezionato al raziocinio, per quanto fumettistico. Ma quando il mare è in tempesta servono&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/10/26/pippo-ciccio-e-il-mes/">Pippo, Ciccio e il MES</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A guidare un governo in tempo di bonaccia potrebbe riuscire pure Paperoga, specie se coadiuvato dalle altissime competenze di una burocrazia come quella italiana, che s’è mostrata capace di mitigare perfino qualche azzardo geografico dell’inquilino attuale della Farnesina. Durante una burrasca, però, già occorrerebbe chiamare a gran voce Gastone, o ancor meglio Topolino per chi fosse affezionato al raziocinio, per quanto fumettistico. Ma quando il mare è in tempesta servono gli statisti. Gli statisti non servono per dire che cosa e quando e per quanto tempo chiudere, o che cos’altro lasciare aperto. A quello può badare qualche seconda o perfino terza fila. Gli statisti servono per decidere di salire al volo su quel particolare tipo di treno, che passa una volta soltanto, mentre gli altri ti gridano di non muoverti da là.</p>



<p>Nell’aprile di questo disgraziatissimo anno si discuteva animatamente della possibilità di accedere ad un prestito di 37 miliardi di euro, disponibili subito, ad interessi prossimi allo zero, all’unica condizione di spenderli, per intero, per necessità sanitarie riconducibili alla pandemia: (una parte de) il famigerato Meccanismo Europeo di Stabilità. Sono passati sei mesi e quei soldi sono ancora lì. L’Italia non li ha chiesti, e non li ha chiesti perché il primo partito in Parlamento, azionista di maggioranza del governo, non ha voluto. E perché non ha voluto? Perché tra gli slogan sbandierati per strappare facili consensi c’era quello del no al MES e a qualunque altro acronimo europeo, senza distinzioni.</p>



<p>Potremmo ricordare che quello slogan, ammesso che avesse un senso e non credo ne avesse di robusti, si riferiva comunque a ciò che per MES si intendeva in un’altra era geologica. Egualmente potremmo argomentare perché accedere a quei fondi ci sarebbe convenuto perfino di fronte ai mercati finanziari. Potremmo, ma sarebbe inutile, perché il problema ha a che fare con la percezione e non con la realtà dei fatti o con la logica. Il timore del gruppo dirigente del M5s era quello di essere tacciati, una volta accettato il MES, di collaborazionismo, di intelligenza col nemico. Avendo predicato per anni con toni apocalittici, il timore era che sarebbero stati trattati da apostati, da convertiti alle perversioni dell’alta finanza, a quelle della casta, o – non sia mai – di una élite. D’altro canto accettare il MES, o almeno pensarci, avrebbe implicato l’onere di spiegare, di persuadere gli elettori, che è poi quello che avrebbe fatto un politico decente. Al contrario, il no al MES è divenuto argomento di scontro interno su chi fosse più puro, riposi in pace Nenni.</p>



<p>Veniamo ai fumetti. Lo statista, mettiamo un capo di governo o un segretario di partito, in una situazione del genere avrebbe rischiato di andare a casa pur di prendere quei soldi. Perché i migliori scienziati italiani, più d’uno su queste pagine, avevano avvertito per tempo che il ritorno del Covid in autunno era cosa certa e quei soldi, subito disponibili, sarebbero serviti per mille cose. Sarebbero anzitutto serviti per non lasciare nulla d’intentato, ché quando si tratta di vite umane è imperativo categorico. Sarebbero serviti poi, più prosaicamente e politicamente, per non dovere, sei mesi dopo, mangiarsi le mani per non averli presi. Ecco che cosa fa uno statista. Vede e provvede per tempo, e il tempo si premura di dargli infine ragione, lo statista. A noi sono toccati Pippo e Ciccio di Nonna Papera. Bravi ragazzi, ma statisti no.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/10/26/pippo-ciccio-e-il-mes/">Pippo, Ciccio e il MES</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2020/10/26/pippo-ciccio-e-il-mes/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Costituzione violata</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/04/27/costituzione-violata/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2020/04/27/costituzione-violata/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2020 12:31:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Francamente me ne infischio]]></category>
		<category><![CDATA[CdM]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio dei Ministri]]></category>
		<category><![CDATA[Conte]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=723</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Fabrizio Valerio Bonanni Saraceno In questi 3 mesi drammatici di crisi sanitaria ed economica, causata dal Covid-19, abbiamo visto il Presidente del Consiglio inventare una nuova fonte del Diritto, ossia la Legge di delega governativa al Presidente del Consiglio dei Ministri, che ha rotto ogni equilibrio ed ogni garanzia costituzionale, surrogando la Legge di delega parlamentare al Governo, prevista dalla Costituzione con precisi limiti sostanziali e temporali. L’Italia è&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/04/27/costituzione-violata/">Costituzione violata</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di Fabrizio Valerio Bonanni Saraceno</p>



<p>In questi 3 mesi drammatici di crisi sanitaria ed economica, causata dal Covid-19, abbiamo visto il Presidente del Consiglio inventare una nuova fonte del Diritto, ossia la Legge di delega governativa al Presidente del Consiglio dei Ministri, che ha rotto ogni equilibrio ed ogni garanzia costituzionale, surrogando la Legge di delega parlamentare al Governo, prevista dalla Costituzione con precisi limiti sostanziali e temporali.</p>



<p>L’Italia è una Repubblica parlamentare, il Parlamento esercita il potere legislativo, in quanto rappresentante del popolo. Il Parlamento delega al Governo i compiti e ne definisce sia i poteri e i modi d’esercizio sia i loro limiti temporali. Tale funzione non può essere esercitata dal Presidente del Consiglio, che in modo autonomo e quindi arbitrario si attribuisce poteri straordinari, per giunta senza alcun vincolo sostanziale e di tempo.</p>



<p>La Costituzione italiana prevede un’unica ipotesi di stato di emergenza (lo Stato di Guerra, ex art. 78 Cost.) e dispone che siano le Assemblee rappresentative a deciderlo e che, una volta decretato e poi dichiarato dal Presidente della Repubblica, sia sempre il Parlamento a conferire al Governo i necessari poteri e a controllarne l’operato. Di più. Secondo la legge del 1978 sul Servizio Sanitario Nazionale, è di competenza del ministro della Salute e non del Presidente del Consiglio, emettere provvedimenti in caso di crisi sanitaria.</p>



<p>Conte rischia l’imputazione di attentato alla Costituzione, un grave reato penale (ex art. 283 c.p.) che genera effetti giuridici di natura civilistica. L’opposizione sarebbe dovuta essere intransigente nell’ostacolare la violazione della Costituzione da parte del Governo, con atti efficaci, a cominciare da quello di indurre il Presidente della Repubblica a intervenire per impedire che venissero promulgati Dpcm incostituzionali. Avrebbe dovuto esigere che Conte ricevesse questi poteri straordinari per delega del Parlamento e non per delega del Governo, ovvero avrebbe dovuto esigere, sempre secondo quanto prevede la Costituzione della nostra Repubblica Parlamentare, che Conte non esautorasse le funzioni legislative e di controllo del Parlamento. L’opposizione non ha esercitato questa funzione, ma si è limitata a rivendicare al Presidente della Repubblica e ai media una partecipazione nelle decisioni del Governo per la gestione di questa crisi sanitaria ed economica, che ovviamente non c’è stata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/04/27/costituzione-violata/">Costituzione violata</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2020/04/27/costituzione-violata/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
