<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>COVID19 Archivi - ilcaffeonline</title>
	<atom:link href="https://ilcaffeonline.it/tag/covid19/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/covid19/</link>
	<description>Il coraggio di conoscere</description>
	<lastBuildDate>Sat, 26 Nov 2022 15:33:55 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.4.2</generator>

<image>
	<url>https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/cropped-avatar-ilcaffeonline-32x32.png</url>
	<title>COVID19 Archivi - ilcaffeonline</title>
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/covid19/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Whatever it took</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/06/14/spagano-whatever-it-takes-draghi-lagarde-bce/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/06/14/spagano-whatever-it-takes-draghi-lagarde-bce/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Salvo Spagano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jun 2022 05:10:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Whatever it takes]]></category>
		<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[2022]]></category>
		<category><![CDATA[BCE]]></category>
		<category><![CDATA[BTP]]></category>
		<category><![CDATA[Christine Lagarde]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[Debito]]></category>
		<category><![CDATA[Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lagarde]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[PNRR]]></category>
		<category><![CDATA[Titoli di Stato]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4309</guid>

					<description><![CDATA[<p>Col celeberrimo “Whatever it takes”, leggasi “a qualunque costo”, il 26 luglio 2012 l’allora presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, batté un così vigoroso, benché metaforico, pugno sul tavolo del tiro a bersaglio contro i debiti sovrani, che i poverelli speculatori rimpicciolirono in fretta di stazza e numero fino a togliere il disturbo quasi fischiettando indifferenti. Per dare corso reale a quella minaccia senza precedenti, occorreva che la BCE&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/06/14/spagano-whatever-it-takes-draghi-lagarde-bce/">Whatever it took</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Col celeberrimo “Whatever it takes”, leggasi “a qualunque costo”, il 26 luglio 2012 l’allora presidente della <strong>Banca Centrale Europea</strong>, <strong>Mario Draghi</strong>, batté un così vigoroso, benché metaforico, pugno sul tavolo del tiro a bersaglio contro i debiti sovrani, che i poverelli speculatori rimpicciolirono in fretta di stazza e numero fino a togliere il disturbo quasi fischiettando indifferenti.</p>



<p>Per dare corso reale a quella minaccia senza precedenti, occorreva che la BCE mettesse mano al portafoglio, ossia comprasse, con larghezza di tempo e quantità, enormi masse di titoli, soprattutto titoli del debito sovrano. Questo avrebbe neutralizzato ogni tentativo di corsari finanziari, vetusti o improvvisati che fossero, di aggredire i singoli paesi, specie i più indebitati e fragili. Si discetterà a lungo sull’efficacia di quella mossa inedita, che frattanto è entrata di diritto nei manuale di politica economica e monetaria. Ma d’ora in poi se ne discetterà al passato. Forse anche al futuro, ma non più al presente.</p>



<p>Perché <strong>Christine Lagarde</strong> ha annunciato ufficialmente, preceduta da rumors sufficienti a preavvertire tutti gli operatori, che l’acquisto poderoso di titoli, protrattosi per più di dieci anni, giungeva al termine. La frenata tecnicamente non è troppo brusca, perché non si passerà dall’acquisto alla vendita, cioè a rimettere sul mercato, a rivendere quegli stessi titoli che la BCE aveva acquistato, ma è certo che gli acquisti si fermeranno. Per buona misura, Lagarde ha annunciato un ulteriore intervento restrittivo: a breve i tassi d’interesse subiranno un paio di ritocchi al rialzo, correggendo la lunga politica di tassi accomodanti, concepita per rendere conveniente per le banche offrire di denaro, e appetibile per investitori e consumatori domandarne.</p>



<p>Che si stesse vivendo un quindicennio straordinario era semplicemente ovvio: crisi finanziaria mondiale del 2008-2009, crisi economica europea del 2011-2012, sconvolgimento da Covid-19 e conseguente paralisi negli ultimi due anni e mezzo, per finire con il ritorno della guerra in Europa. Al netto di quest’ultima, terribile vicenda, e a voler essere ottimisti, si potrebbe anche guardare a questa doppia mossa come ad un segnale a lungo atteso di -parziale e fragile, s’intende- inizio di ritorno alla <em>normalità</em>: le ragioni alla base di un intervento tanto straordinario cominciano a rientrare, che si cominci a far rientrare dunque anche l’artiglieria pesante adoperata per contrastarle. Purtroppo questa è soltanto una mezza verità.</p>



<p>L’altra mezza è che la mossa era obbligata e probabilmente tempestivamente assunta, poiché l’inflazione che sta imperversando in Occidente erode potere d’acquisto e opportunità di crescita. Ove mai si combinasse con una recessione, prenderebbe forma l’incubo economico per eccellenza: la stagflazione, prodromo di ulteriori lunghi periodi di crisi economica.</p>



<p>L’inflazione che registriamo ha molti padri. In primo luogo, i colli di bottiglia che la produzione ha incontrato all’indomani della ripartenza economica post-covid, che hanno prodotto una brusca impennata dei prezzi di alcuni componenti industriali, elettronici prima di tutto, e che a sua volta ha innescato l’incremento dei prezzi dei prodotti finiti. Poi, l’incremento dei costi dell’energia, che però solo parzialmente può essere riferito al conflitto in Ucraina, considerato che era dato osservarlo già ben prima del conflitto.</p>



<p>Due, ed immediate, sono state le reazioni dei mercati finanziari. Due, ed immediate, le brutte notizie per il nostro Paese. La prima è che, interrotta la garanzia dell’acquisto dei nostri titoli da parte della BCE, con il debito pubblico monstre che ci ritroviamo sul groppone, diventiamo debitori meno affidabili di appena qualche giorno fa. Certamente siamo meno sicuri dei tedeschi, ed ecco che il nostro spread, che misura proprio la differenza di affidabilità tra i titoli tedeschi e quelli italiani, appare in ottima forma e ringalluzzito. La seconda, puntuale come un’ovvia conseguenza della prima, è che convincere gli investitori a comprare i nostri titoli ci costerà più di prima, ed ecco che i rendimenti dei nostri titoli hanno cominciato subito a prendere il largo.</p>



<p>Per l’Italia quindi è suonata la campanella della maturità &#8211; è giusto tempo. Ci riporta all’amara verità di un debito che dobbiamo anzitutto evitare di alimentare e poi, auspicabilmente, cominciare a limare. La stessa campanella ci richiama però ad un dovere dietro al quale sta un’opportunità storica:  l’enorme ricchezza che il <strong>PNRR</strong>, ove ben attuato e speso, potrà innescare sul nostro territorio. Ove ben attuato e speso, però: per la prima volta dal dopoguerra le risorse non mancano, ma la Banca Centrale Europea ci ha appena tolto entrambi i braccioli.</p>



<p>Imparare a nuotare, d’ora in poi, sarà responsabilità esclusivamente nostra. Colare a picco colpa nostra, raggiungere la riva merito nostro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/06/14/spagano-whatever-it-takes-draghi-lagarde-bce/">Whatever it took</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/06/14/spagano-whatever-it-takes-draghi-lagarde-bce/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Crisi non solo politica ma di identità e metodo</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/02/03/de-luca-crisi-non-solo-politica-ma-di-identita-e-metodo/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/02/03/de-luca-crisi-non-solo-politica-ma-di-identita-e-metodo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pietro De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Feb 2022 15:17:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Whatever it takes]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Montecitorio]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente della Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Sanremo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4034</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una settimana per eleggere il Presidente della Repubblica e una settimana per votare il vincitore del 72° Festival di Sanremo. Nel mezzo, riposo assoluto. Fermo anche il pallone. Domenica prossima potremo fare bilancio e forse segnare sul nostro diario quale delle due sarà filata più liscia, ci avrà entusiasmato di più. Ad occhio prevediamo Sanremo. Non foss’altro perché le 13 votazioni presidenziali di Montecitorio stanno 6 volte in quelle di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/02/03/de-luca-crisi-non-solo-politica-ma-di-identita-e-metodo/">Crisi non solo politica ma di identità e metodo</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Una settimana per eleggere il Presidente della Repubblica e una settimana per votare il vincitore del 72° Festival di Sanremo. Nel mezzo, riposo assoluto. Fermo anche il pallone. Domenica prossima potremo fare bilancio e forse segnare sul nostro diario quale delle due sarà filata più liscia, ci avrà entusiasmato di più.</p>



<p>Ad occhio prevediamo Sanremo. Non foss’altro perché le 13 votazioni presidenziali di Montecitorio stanno 6 volte in quelle di Sanremo e quindi il meccanismo si presenta meglio oleato e scorrevole.</p>



<p>E comunque, per come è andata la settimana parlamentare, essa ci è apparsa come una sceneggiata tipicamente scolastica e i 1.009 cosiddetti grandi elettori hanno fatto la figura dei piccoli alunni di scuola media. Campioni di improvvisazione. Che nulla hanno imparato dall’esperienza nefasta di quando si vuole redigere un compito o sostenere un’interrogazione e non si è studiato l’argomento.</p>



<p>L’elezione del Presidente della Repubblica, per questo Parlamento, sarebbe dovuta equivalere ad uno degli adempimenti portanti, per non dire a quello più importante, di questa legislatura. Esserci arrivati in piena confusione, destinare ad una settimana incontri, colloqui e dialoghi, è stata operazione malaccorta, al limite della superficialità. Facevamo così, la domenica sera all’ultim’ora, quando ad alta voce, prima di andare a letto, ce ne uscivamo con “adesso ricordo che dovevo fare un compito che non ho fatto, e domani? Come farò domani a scuola?”. “Domani prenderai un brutto voto e te lo terrai” – era la risposta della mamma.</p>



<p>Ora, che 1.009 grandi elettori abbiano fatto questa figura sotto gli occhi dell’implacabile telecamera è stato spettacolo poco gradito. I cittadini che hanno votato e mandato in Parlamento i loro prescelti, ad essi avevano affidato anche questo compito. Se non addirittura primariamente. Che non è un compito qualsiasi. L’elezione del Presidente della Repubblica è una delle scelte più solenni della Repubblica e dello Stato. E’ anche un giorno di festa poiché si porta in alto (al posto più alto) quella personalità che dell’Italia rappresenta l’unità ed esercita l’azione di equilibrio dei tre poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario.</p>



<p>Fare confusione, non arrivare preparati allo svolgimento del compito è già disattendere.</p>



<p>Le mille chiacchiere prodotte una dopo l’altra hanno manifestato l’improvvisazione propria di chi non ha le idee chiare, di chi va per tentativo e approssimazione, appunto come facevamo in classe, da bambini, davanti all’ostinazione dell’insegnante che non ammetteva il procrastinarsi della prova in calendario. Tuonava: “Era per oggi questo compito, non per domani o dopodomani”.</p>



<p>Che cosa pensare: che anche quando non ci sono le telecamere in diretta le cose vanno per altri adempimenti così come sono andate per l’elezione del Presidente?</p>



<p>E allora, la crisi, prima ancora della politica, è crisi di identità e di metodo. Di identità, perché non è da uomini maturi far scorrere in tal modo i propri compiti. Di metodo, perché non è ammissibile continuare ad adottare quello spensierato e (forse) tipico dell’età fanciulla. Se una squadra di Vigili del Fuoco facesse altrettanto? Se una squadra di medici facesse in egual modo in sala operatoria? Quando senza metodo si muove una squadra di calciatori in campo, l’occhio dello spettatore corre lontano fin da subito e pronostica quello che si paleserà alla fine: sconfitta.</p>



<p>Noi siamo caduti bene perché un padre della patria stava meritatamente per accomodarsi in panchina e l’abbiamo chiamato a rientrare in gioco. Ma non è così che si fa. Non si può chiedere ad altri di rispondere al senso del dovere quando si è mancati al proprio. A ciascuno il suo compito. E anche il giusto riposo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/02/03/de-luca-crisi-non-solo-politica-ma-di-identita-e-metodo/">Crisi non solo politica ma di identità e metodo</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/02/03/de-luca-crisi-non-solo-politica-ma-di-identita-e-metodo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Massimo Luciani: sarebbe opportuno che le forze politiche trovassero un saldo accordo su un nome condiviso</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/01/18/raco-davola-massimo-luciani-sarebbe-opportuno-che-le-forze-politiche-trovassero-un-saldo-accordo-su-un-nome-fortemente-condiviso/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/01/18/raco-davola-massimo-luciani-sarebbe-opportuno-che-le-forze-politiche-trovassero-un-saldo-accordo-su-un-nome-fortemente-condiviso/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jan 2022 17:20:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo viso non mi è nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Centrodestra]]></category>
		<category><![CDATA[Centrosinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Ciampi]]></category>
		<category><![CDATA[Consulta]]></category>
		<category><![CDATA[Corte Costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Costituenti]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[Emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Legge elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[Legislatura]]></category>
		<category><![CDATA[Manfred Weber]]></category>
		<category><![CDATA[Mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Chigi]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[Partiti]]></category>
		<category><![CDATA[Pertini]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente della Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Quirinale]]></category>
		<category><![CDATA[Rielezione]]></category>
		<category><![CDATA[Riforme]]></category>
		<category><![CDATA[Unita nazionale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3906</guid>

					<description><![CDATA[<p>Abbiamo visto che i poteri del Quirinale sono come un elastico, pronti a estendersi o a comprimersi, a seconda della forza e della credibilità degli altri poteri. Quanto pesa l’eredità di Sergio Mattarella sulla scelta del nuovo Presidente della Repubblica?Tanto quanto può e deve pesare l’esperienza di una Presidenza che è stata caratterizzata sia da una grande sapienza istituzionale che dalla capacità di rappresentare appieno l’unità nazionale. Le accoglienze trionfali&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/01/18/raco-davola-massimo-luciani-sarebbe-opportuno-che-le-forze-politiche-trovassero-un-saldo-accordo-su-un-nome-fortemente-condiviso/">Massimo Luciani: sarebbe opportuno che le forze politiche trovassero un saldo accordo su un nome condiviso</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Abbiamo visto che i poteri del Quirinale sono come un elastico, pronti a estendersi o a comprimersi, a seconda della forza e della credibilità degli altri poteri. Quanto pesa l’eredità di Sergio Mattarella sulla scelta del nuovo Presidente della Repubblica?</strong><br>Tanto quanto può e deve pesare l’esperienza di una Presidenza che è stata caratterizzata sia da una grande sapienza istituzionale che dalla capacità di rappresentare appieno l’unità nazionale. Le accoglienze trionfali che il Presidente riceve in ogni sua apparizione pubblica dimostrano che i cittadini italiani l’hanno capito perfettamente. Insomma: chiunque sarà chiamato al Quirinale avrà un’eredità davvero difficile da raccogliere.</p>



<p><strong>Quanto è diversa la condizione che portò Napolitano ad accettare la rielezione a termine confrontata con la ferma determinazione di Mattarella di non imporre questa eccezione come una regola?</strong><br>È bene ricordare che fu una scelta consapevole dei Costituenti la mancata regolazione dell’ipotesi della rielezione. Consapevole, insisto, perché si volle evitare di prevederla esplicitamente, ma allo stesso tempo non la si volle escludere: se il Presidente in carica fosse stato il più adatto a ricoprire ancora quel ruolo, si ragionò, perché privarsi della possibilità di rieleggerlo?<br>La rielezione, insomma, non venne concepita come la regola, ma come l’eccezione, eppure può essere proprio questa la scelta da adottare quando altre soluzioni sono impraticabili (magari perché troppo divisive e incapaci di creare un largo consenso). Valuteranno le forze politiche, adesso, se ci troviamo in questa situazione e valuterà il Presidente Mattarella se, una volta che la prospettiva della sua rielezione fosse ampiamente condivisa, recedere dalla intenzione (che parrebbe implicita in alcune sue dichiarazioni) di non ricevere un altro mandato.</p>



<p><strong>Per la prima volta nella storia della Repubblica il centrodestra sembra poter essere nelle condizioni di proporre il nome del nuovo presidente. È così oppure nessuno schieramento, oggi, ha questa forza?</strong><br>A questa domanda è impossibile rispondere. L’attuale Parlamento è davvero indecifrabile, se solo si pensa all’enorme numero di passaggi di gruppo che si sono avuti nel corso della Legislatura. Centrodestra e centrosinistra sono, ovviamente, etichette che contano, ma &#8211; come si suol dire &#8211; nel segreto dell’urna tutto può accadere. Certo, proprio per questo sarebbe opportuno che le forze politiche evitassero di sedersi al tavolo da poker e trovassero un saldo accordo su un nome fortemente condiviso. A quel punto, i dérapages di singoli parlamentari sarebbero molto più difficili.</p>



<p><strong>Presidente di tutti &#8211; da Pertini a Ciampi e Mattarella &#8211; si nasce o si diventa?</strong><br>Entrambe le cose, ovviamente. Si diventa, perché il difficile “mestiere” di capo dello Stato si apprende solo esercitandolo, ma si può diventarlo solo se si è nati con una cultura politica del dialogo, della comprensione e &#8211; perché no &#8211; della mediazione, rifuggendo dallo scontro a tutti i costi e dagli estremismi aprioristici, che non portano da nessuna parte.</p>



<p><strong>La candidatura di un leader di partito, qualunque esso sia, è una forzatura che il Paese in una fase di unità nazionale può permettersi?</strong><br>Non la definirei una forzatura, per la semplice ragione che qualunque cittadino italiano che abbia almeno cinquant’anni e goda dei diritti civili e politici può aspirare a salire al Quirinale. Vero è, però, che l’esperienza insegna che in cima a quel Colle sono arrivati personaggi molto autorevoli, sì, ma che non erano leader di partito. Forse la funzione di rappresentanza dell’unità nazionale che il Presidente deve assolvere spiega sufficientemente il perché.</p>



<p><strong>A proposito di Silvio Berlusconi, Manfred Weber ha dichiarato: “è stato un leader forte, ora lasciategli mostrare che è pronto a unire”. È d’accordo?</strong><br>Sulla prima parte dell’affermazione nessuno potrebbe dissentire, mi pare. Sulla seconda è questione di valutazioni di opportunità. Ma credo che lei stia conversando con me per avere la mia opinione di studioso, non per ascoltare le mie opinioni personali sulle opzioni politiche praticabili.</p>



<p><strong>Che vuol dire per un costituzionalista ascoltare l’affermazione: “è arrivato il momento di una donna al Quirinale”?</strong><br>Che si è finalmente diffusa l’idea che uomo e donna non sono eguali solo per proclamazione costituzionale, ma devono esserlo anche nei fatti. Il che ovviamente non significa, però, che basti un’appartenenza di genere per essere la persona giusta.</p>



<p><strong>Sembra che non sia ancora chiaro se sarà consentito il voto a distanza? Nel caso di numerosi grandi elettori positivi, come ci si comporterà? C’è il rischio di considerare l’elezione contestata?</strong><br>L’elezione sarà comunque pienamente legittima e chi parla di un Presidente potenzialmente “azzoppato” si assume una grave responsabilità. È il problema politico che, semmai, c’è tutto, ma non è possibile risolverlo con forzature e improvvisazioni. A mio avviso, il voto da remoto, allo stato attuale, non è consentito perché lo rendono impraticabile le norme regolamentari e anche una corretta lettura di quelle costituzionali. Più opportuno trovare accorgimenti tecnici che, nel rispetto delle esigenze di tutela della salute, consentano di esprimere in sicurezza un voto in presenza.</p>



<p><strong>L’unica cosa certa è che per la prima volta nella storia della Repubblica il nuovo Capo dello Stato non potrà tenere il discorso a Camere riunite. Sarà un appello ai cittadini che rafforzerà la disintermediazione nella comunicazione politica che abbiamo vissuto negli ultimi anni?</strong><br>Ma no! Un fatto eccezionale non può essere scambiato per la certificazione di una crisi della rappresentanza. Sappiamo bene che da anni le istituzioni rappresentative vivono un’esperienza complicata; sappiamo che i partiti sono sempre più deboli; sappiamo che le nuove tecnologie hanno reso possibile scavalcare i tradizionali soggetti della mediazione. Ma da qui a sostenere che un problema materiale dovuto all’emergenza pandemica sia la pietra tombale della mediazione ce ne corre.</p>



<p><strong>Non si registrano precedenti di elezione del Presidente del Consiglio in carica. Quale sarebbe la procedura da seguire nel caso in cui fosse eletto Draghi?</strong><br>Questione delicata. Penso che in questo caso l’eletto dovrebbe immediatamente (intendo: subito dopo essere stato proclamato) rassegnare le proprie dimissioni nelle mani del capo dello Stato uscente, che, pertanto, dirigerebbe la prima parte della crisi di governo. Così non si porrebbero problemi di sovrapposizione di ruoli istituzionali: ricordo che il Presidente della Repubblica assume le funzioni col giuramento, sicché fino a quel momento l’eletto non è ancora il capo dello Stato. C’è dunque tempo per risolvere la questione.</p>



<p><strong>Il problema di avere e voler tenere uno come Draghi a Chigi vuol dire che per il Quirinale bisogna trovare una o un Presidente tanto autorevole quanto lui? Siamo da più di due anni in stato di emergenza. Quando questo si protrae per un periodo prolungato è legittimo continuare ad adottare mezzi straordinari? Per quanto tempo la Costituzione può essere derogata per esigenze di fatto?</strong><br>In che senso la Costituzione è stata derogata? Non mi pare proprio. È stato proclamato, nel rispetto delle norme di legge vigenti, uno stato di emergenza e sono stati limitati i diritti dei cittadini molto pesantemente, certo, ma in osservanza dei limiti formali e sostanziali della Costituzione. Si sono avute magari singole violazioni e singole slabbrature, ma non c’è stata nessuna rottura della legalità costituzionale, nessuna deroga.<br>Se, invece, lei mi sta chiedendo quanto possa durare uno stato di emergenza, allora è altra cosa. E le rispondo che non può durare all’infinito, perché l’emergenza non può trasformarsi in ordinarietà (dottrina e giurisprudenza hanno sempre insistito sul suo carattere necessariamente temporaneo). Il legislatore dovrà al più presto, dunque, intervenire per assicurare un ordinato passaggio alla normale ordinarietà.</p>



<p><strong>Cosa pensa della riduzione del numero dei parlamentari? È una riforma che può determinare effetti sugli equilibri costituzionali?</strong><br>Mi sono già espresso pubblicamente a suo tempo. È stata una scelta affrettata, non meditata e frutto di una stagione della nostra politica che non sembra più in corso. Quando si tocca la Costituzione si dovrebbe guardare lontano, non piegarsi alle convenienze contingenti del momento.</p>



<p><strong>Si riusciranno a fare altre riforme in questo scorcio di legislatura, a cominciare dalla riforma elettorale che non è in Costituzione?</strong><br>Dovrebbe chiederlo ai rappresentanti dei partiti. Dico solo che un Parlamento che ha subito per due volte l’onta di vedere la legge elettorale politica dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale dovrebbe avere l’orgoglio di reagire e di trovare una soluzione non imposta da Palazzo della Consulta. È un problema politico delicato, è ovvio, ma forse è prima ancora un problema istituzionale.</p>



<p>Massimo Luciani è Professore Ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico presso la Facoltà di Giurisprudenza &#8211; Università degli Studi di Roma &#8211; La Sapienza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/01/18/raco-davola-massimo-luciani-sarebbe-opportuno-che-le-forze-politiche-trovassero-un-saldo-accordo-su-un-nome-fortemente-condiviso/">Massimo Luciani: sarebbe opportuno che le forze politiche trovassero un saldo accordo su un nome condiviso</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/01/18/raco-davola-massimo-luciani-sarebbe-opportuno-che-le-forze-politiche-trovassero-un-saldo-accordo-su-un-nome-fortemente-condiviso/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lotta alla pandemia. A tutti è chiesto un patto d’onore</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/01/15/deluca-lotta-alla-pandemia-a-tutti-e-chiesto-un-patto-donore/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/01/15/deluca-lotta-alla-pandemia-a-tutti-e-chiesto-un-patto-donore/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pietro De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jan 2022 15:14:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#iltempodiuncaffe]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[Divulgazione]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Igiene]]></category>
		<category><![CDATA[Mascherine]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Scienzieati]]></category>
		<category><![CDATA[Siciertà]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccino]]></category>
		<category><![CDATA[Varianti]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3902</guid>

					<description><![CDATA[<p>Siamo stanchi – ripete più d’uno. E anche oltremodo posti a dura prova da questa pandemia che non accenna ad andarsene. Purtroppo è così. Se, però, riuscissimo in qualche modo a mettere un po’ d’ordine nei nostri pensieri, certamente da questi stati d’animo toglieremmo quella dose in eccesso di ansia che li accompagna. Se riavvolgiamo il nastro e partiamo dai primi giorni del marzo 2020, potremmo ricordare alcuni pronunciamenti che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/01/15/deluca-lotta-alla-pandemia-a-tutti-e-chiesto-un-patto-donore/">Lotta alla pandemia. A tutti è chiesto un patto d’onore</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Siamo stanchi – ripete più d’uno. E anche oltremodo posti a dura prova da questa pandemia che non accenna ad andarsene. Purtroppo è così. Se, però, riuscissimo in qualche modo a mettere un po’ d’ordine nei nostri pensieri, certamente da questi stati d’animo toglieremmo quella dose in eccesso di ansia che li accompagna.</p>



<p>Se riavvolgiamo il nastro e partiamo dai primi giorni del marzo 2020, potremmo ricordare alcuni pronunciamenti che con molta chiarezza (allora, sì) vennero espressi da quegli scienziati subito contattati e che noi conoscemmo per la prima volta in quella occasione. Ci dissero: è una cosa nuova, si tratta di un virus, abbiamo bisogno di un po’ di tempo per studiare come è fatto, appena lo guarderemo in faccia provvederemo a combatterlo con un vaccino, per il vaccino occorre tempo, ipotizziamo che il virus procederà con varianti, possiamo dire che nasce e muore e che più si espande più perde forza.<br>In seguito anche noi imparammo tante cose: necessità del distanziamento, igiene accurata, uso delle mascherine, mentre un linguaggio più preciso cominciava a definire pandemia quella che all’inizio fu detta epidemia.</p>



<p>Poteva esistere un metodo per affrontare tutto questo processo che ci ha portato fino ad oggi? Certamente, no; soprattutto per noi che conosciamo poco la storia e in materie scientifiche manteniamo scarsa formazione, per non dire fumose conoscenze, miste a credenze perlopiù contaminanti. Sarà stato anche per questi motivi che cresce l’ansia e la confusione quando guardiamo – se ancora guardiamo – al volgere delle cose.</p>



<p>Diciamo “gli scienziati in televisione litigano e non sappiamo a chi credere”. E’ una fortuna vedere litigare gli scienziati quando espongono ipotesi o soluzioni. Gli scienziati, per fortuna nostra e loro, si fanno domande. Ora, una domanda è buona quando ne suscita un’altra. Ed è così che di domanda in domanda si procede e si fa ricerca. Scienziati che dovessero parlare in coro sarebbero una rovina per la scienza. Non sarebbero scienziati. Altro è il caso quando essi stessi non specificano a noi da che parte stanno guardando la materia: se, per esempio, parla un clinico, egli non può che descrivere che cosa accade in un reparto d’ospedale; se parla un epidemiologo, egli ci parla di come e perché il virus si diffonde.</p>



<p>Un’osservazione qui si può fare: allo scienziato si addice la chiarezza e anche la capacità di ricordarsi a chi parla. Altro è l’aula di università, altro il congresso scientifico, altro la televisione. Ma agli scienziati nessuno aveva detto prima che un giorno avrebbero dovuto fare anche divulgazione televisiva. Gliel’ha imposto la pandemia. E la pandemia non è cosa bella. Se a questo poi si aggiunge che una trasmissione televisiva ha l’esigenza di produrre ascolti e più ne produce se in studio si litiga, allora il discorso si fa altro e ne richiama un altro ancora.</p>



<p>Appunto, quello della comunicazione. E qui possiamo dire di aver fatto esperienze diverse. Possiamo e vogliamo essere grati a tutti quegli uomini e donne che ci stanno aiutando a capire. Lo fanno quando misurano le parole, riescono a dire con pacatezza e anche fermezza verità scomode soprattutto quando si rivolgono agli impegni della politica e di noi singoli cittadini.</p>



<p>Del resto, non sono i medici che governano. Governano i politici. Fossero meglio informati, farebbero certamente meno confusione. Se il nemico comune a tutti i politici resta il virus, il Paese è salvo. Se il virus viene messo da parte o accampato a pretesto per fare lotta politica, allora il discorso cambia e può nuocere non poco. Da qui si può valutare la serietà della lotta e la responsabilità dinanzi ai cittadini.</p>



<p>C’entrano pure la filosofia, il diritto e la sociologia con il Covid19? C’entrano e come. Dinanzi alla pandemia c’è tutta la nostra vita e pertanto devono vegliare tutte le sentinelle perché la società non si ammali e vadano in crisi libertà, persona, salute, lavoro, economia. Una pandemia è devastante, e noi ne stiamo scorgendo i pericoli. A tutti è chiesto un patto d’onore: che la stima e il servizio all’uomo venga prima di ogni altra mira. Solo così ci faremo buona compagnia in questi giorni al chiaroscuro. Con meno ansia possibile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/01/15/deluca-lotta-alla-pandemia-a-tutti-e-chiesto-un-patto-donore/">Lotta alla pandemia. A tutti è chiesto un patto d’onore</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/01/15/deluca-lotta-alla-pandemia-a-tutti-e-chiesto-un-patto-donore/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>«Oggi, esprimo una certezza…»</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/12/25/maran-oggi-esprimo-una-certezza/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/12/25/maran-oggi-esprimo-una-certezza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Maran]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Dec 2021 11:11:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eppur si muove]]></category>
		<category><![CDATA[America]]></category>
		<category><![CDATA[Build Back Better]]></category>
		<category><![CDATA[Chiacchiere intorno al caminetto]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[D-Day]]></category>
		<category><![CDATA[Economist]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[FDR]]></category>
		<category><![CDATA[Fireside Chats]]></category>
		<category><![CDATA[Frandlin Delano Roosevelt]]></category>
		<category><![CDATA[Futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Joe Biden]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[Omicron]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[PNRR]]></category>
		<category><![CDATA[Presente]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda guerra mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza economica]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3881</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sono passati due anni dallo scoppio della pandemia e l’uscita dal tunnel sembra ancora lontana: ora imperversa la variante Omicron e buona parte del mondo, al di fuori delle nazioni più ricche, aspetta invano i vaccini. Inoltre, a differenza di altre crisi che ci hanno tormentato in epoca moderna (le recessioni economiche, la pandemia di HIV/AIDS, disordini civili, povertà endemica e disastri nazionali), stavolta probabilmente non c&#8217;è un solo essere&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/12/25/maran-oggi-esprimo-una-certezza/">«Oggi, esprimo una certezza…»</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sono passati due anni dallo scoppio della pandemia e l’uscita dal tunnel sembra ancora lontana: ora imperversa la variante Omicron e buona parte del mondo, al di fuori delle nazioni più ricche, aspetta invano i vaccini.</p>



<p>Inoltre, a differenza di altre crisi che ci hanno tormentato in epoca moderna (le recessioni economiche, la pandemia di HIV/AIDS, disordini civili, povertà endemica e disastri nazionali), stavolta probabilmente non c&#8217;è un solo essere umano che non abbia visto la propria libertà ridursi, la salute messa a rischio, le proprie prospettive indebolirsi o i legami familiari interrompersi a causa del Covid-19. Al punto che secondo Stephen Collinson e Shelby Rose della CNN, per trovare qualcosa di simile alla comune sofferenza sperimentata dall’America, bisogna riandare ai pericoli corsi e alle privazioni patite dai soldati americani che combattevano all’estero e alla mobilitazione civile di massa in nome dello sforzo bellico in patria nel corso della Seconda guerra mondiale. Ed anche allora, i ricordi della vita pre-crisi stavano svanendo e l’orizzonte era oscurato dalla paura e dalla tragedia. Non per caso, i due giornalisti hanno rievocato uno dei celebri discorsi al caminetto di Franklin Delano Roosevelt.</p>



<p>Roosevelt fu il primo presidente a rivolgersi regolarmente al pubblico americano attraverso la radio. Fu lui infatti a istituire la tradizione dei discorsi settimanali alla radio. Il presidente le chiamò «chiacchierate attorno al caminetto» e furono un mezzo per comunicare col popolo americano ed infondere fiducia a una nazione provata dalla crisi. La formula delle «Fireside Chats» chiacchierate funzionò: con un tono presidenziale, ma colloquiale Roosevelt spiegava agli americani le sue opinioni. Questo lo rese molto popolare e molto amato dalle famiglie e, durante la guerra, la sua voce servì da sostegno alle famiglie preoccupate per le sorti delle migliaia e migliaia di ragazzi che erano al fronte sia in Europa sia nel Pacifico.</p>



<p>Nel suo discorso di Natale del 1943, di ritorno dai colloqui con i leader della Russia, della Cina e della Gran Bretagna, il presidente americano cercò di istillare ottimismo e determinazione tra i suoi compatrioti e di prepararli alle perdite a venire asserendo che la vita di una volta sarebbe ritornata meglio di prima. Prevedendo la vittoria finale, promise istruzione, lavoro e sicurezza economica ai milioni di americani che combattevano all&#8217;estero quando sarebbero tornati a casa (per capirci, una prima versione del Build Back Better di Joe Biden o del nostro, più limitato, Recovery Fund) e sei mesi prima del D-Day (la Campagna d’Italia era già cominciata: gli alleati erano sbarcati in Sicilia, avevano liberato Napoli e andavano all’assalto della linea Gustav), FDR mise la parola fine ai rovesci patiti in precedenza nella lotta contro il «gangsterismo internazionale e la brutale aggressione in Europa e in Asia».</p>



<p>Ricordando le due precedenti feste di Natale in tempo di guerra, osservò: «Abbiamo detto Buon Natale e felice anno nuovo, ma in fondo al cuore sapevamo che le nubi che incombevano sul nostro mondo ci avrebbero impedito di dirlo con totale sincerità e piena convinzione». Dalla sua casa in Hyde Park a New York, continuò: «Quest’anno alla vigila di Natale, posso dirvi che finalmente possiamo guardare al futuro con la reale, fondata fiducia che, anche se il costo sarà grande, la pace in terra per gli uomini di buona volontà può essere e sarà realizzata ed assicurata. Quest’anno lo posso dire. L’anno scorso non potevo fare altro che esprimere una speranza. Oggi esprimo una certezza &#8211; sebbene il costo possa essere alto e il tempo possa essere lungo».</p>



<p>Roosevelt aveva speso un decennio per plasmare una relazione con gli americani a cui si rivolgeva chiamandoli «amici miei» attraverso le sue «Fireside Chats» alla radio. Ascoltandolo a decenni di distanza, è difficile immaginare che un leader politico americano (ma vale per tutti) sia capace di suscitare un tale senso di unità nazionale di fronte ad una crisi collettiva. </p>



<p>A ben guardare, negli Stati Uniti la pandemia ha mandato in frantumi ogni illusione che il bene comune possa superare la politica divisiva di un periodo così amaro per il paese. Ma le sue parole rammentano che per quanto fosco sembri il presente, le speranze nel futuro non si possono mai soffocare del tutto e sottolineano il potere di una forte leadership politica. Che è tanto gradita oggi, mentre l’America e noi tutti contempliamo il terzo anno di pandemia, come lo era dopo due anni di guerra, alla viglia del Natale di 78 anni fa (quando il fascismo era parte del Male assoluto ed i cattivi eravamo noi).</p>



<p>Questa volta, va detto, l’Italia è riuscita a far meglio. L’Economist ha scritto che in Mario Draghi l’Italia ha trovato un capo di governo «competente e rispettato a livello internazionale» e che&nbsp;«per una volta, un’ampia maggioranza di politici ha messo da parte le proprie divergenze per sostenere un programma di riforme profonde», ovvero il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per utilizzare i fondi dell’Unione europea per la ripresa dalla pandemia. Per questo l’Economist ha scelto l’Italia come paese dell’anno per il 2021. Vediamo perciò, come dice dalle nostre parti, di non mandare tutto a remengo. Buon Natale a tutti!</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/12/25/maran-oggi-esprimo-una-certezza/">«Oggi, esprimo una certezza…»</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/12/25/maran-oggi-esprimo-una-certezza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La rivoluzione può attendere</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/12/25/deluca-la-rivoluzione-puo-attendere/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/12/25/deluca-la-rivoluzione-puo-attendere/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pietro De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Dec 2021 09:15:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#iltempodiuncaffe]]></category>
		<category><![CDATA[Concussione]]></category>
		<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Costume]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[Disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Galera]]></category>
		<category><![CDATA[Guardia di Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Indigenza]]></category>
		<category><![CDATA[Norberto Bobbio]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Povertà]]></category>
		<category><![CDATA[Rivoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Rubare]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
		<category><![CDATA[Sussidi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3872</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Ci vorrebbe una rivoluzione!”. E’ così – e con altre varianti più colorite e altre ancora forcaiole – che usiamo commentare notizie di corruzione, concussione o spregio del denaro pubblico. L’esclamazione prende il via e prosegue con argomentazioni più o meno appropriate fino a quando arriva quella suggerita dal buon senso di chi si chiede: “Perfetto, la rivoluzione ci vuole, ma sapreste dirmi poi chi la farebbe?”. “Facile, la rivoluzione&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/12/25/deluca-la-rivoluzione-puo-attendere/">La rivoluzione può attendere</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>“Ci vorrebbe una rivoluzione!”. E’ così – e con altre varianti più colorite e altre ancora forcaiole – che usiamo commentare notizie di corruzione, concussione o spregio del denaro pubblico. L’esclamazione prende il via e prosegue con argomentazioni più o meno appropriate fino a quando arriva quella suggerita dal buon senso di chi si chiede: “Perfetto, la rivoluzione ci vuole, ma sapreste dirmi poi chi la farebbe?”. “Facile, la rivoluzione la dovrebbero fare con leggi severe: chi ruba va in galera e, semplicemente, ci rimane più a lungo possibile”.</p>



<p>Come dire: siamo alle solite, la rivoluzione è sempre quella trovata risolutiva concepita da molti e assegnata a pochi. E comunque, anche in questo caso, la rivoluzione sarebbe politica.</p>



<p>C’è stato in Italia – e ci sono ancora le sue lezioni e i suoi testi – un grande filosofo della politica, Norberto Bobbio, che un giorno disse chiaro e tondo ad un amico: “Le vere rivoluzioni sono quelle del costume, non quelle politiche”.&nbsp;</p>



<p>Quelle che investono il costume sono radicali, pervasive, impiegano mente e volontà, anche cuore perché nascono per essere desiderate e volute, scaturiscono da un lungo cammino che ha percorso la vita di singoli e di comunità. Producono valori condivisi e assicurano colore e sapore alla convivenza.&nbsp;</p>



<p>Guardiamo velocemente ad un caso avvenuto di fresco. La Guardia di finanza, che sicuramente dispone di una banca dati di non trascurabile potenza, ha preso in esame 400 richieste di benefici in tempo di Covid19. Parliamo di persone appartenenti a nuclei familiari che nei tristi mesi di restrizione e di vuoto lavorativo hanno dichiarato qualcosa che voleva dire: “Ci troviamo in condizioni di difficoltà economica e di indigenza tali che non ci consentono il minimo approvvigionamento di generi alimentari di prima necessità”. Segue data e firma. Il tutto sotto personale responsabilità. Cosa può seguire a tale richiesta, meglio, cosa ha fatto seguito? L’assegnazione di un sussidio calcolabile tra i 100 e i 1000 Euro. Chi ha chiesto certamente non poteva aspettare. Più urgente di quella posizione altre non ne esistono.&nbsp;</p>



<p>Controllare sarebbe stata operazione impraticabile, anche se più di qualcuno ne aveva ravvisata la necessità. Siccome, però, i nodi vengono al pettine e il pettine non lo usano solo i parrucchieri ma anche i finanzieri, giunge notizia che 110 di quei firmatari (su 400 richieste inoltrate) non hanno dichiarato il vero. Quello stato di indigenza (o di prostrazione economica) fa a botte vuoi in qualche caso con un reddito di cittadinanza percepito, in qualche altro con una indennità di disoccupazione e in qualche altro, addirittura, con l’intestazione di un regolare contratto di lavoro. Siamo dinanzi a documenti falsi. Sottoscritti in tempo di Covid19, del quale non si è smesso mai di dire che non ci avesse ucciso lui direttamente, ci avrebbe fatto uccidere dalla fame. Per adesso sappiamo una cosa: che la fame non ha ucciso, che gli Euro elargiti sono stati, in questo caso, 40.000 e che ne dovranno essere restituiti 120.000.&nbsp;</p>



<p>Cantilenava un amico in dialetto napoletano: “Chi è abituato a lamentarsi, si lamenta sempre, e anche quando ha fatto ambo dirà che per un punto ha perso il terno”. E’ lamento senza tregua, è “piatto ricco mi ci ficco”, che cos’è? Per caso, convinzione che allo Stato bisogna chiedere e finanche rubare sempre, senza mancare neanche un’occasione? Che cos’è? Fosse per caso costume? Cioè qualcosa che attraversa in lungo e in largo la mente e l’agire del cittadino che non si sente uomo giusto e retto se non allunga la mano nella buona e nella cattiva congiuntura? Che altro è? Una maledizione inguaribile che acceca e non fa vedere la vera e la falsa necessità e che acceca le menti anche quando intorno infuria una pandemia?</p>



<p>Non troviamo risposta. Per adesso ci sentiamo di dover dare ragione a Norberto Bobbio: la rivoluzione può attendere. Se a cambiare le cose potrebbe essere solo quella del costume, per la rivoluzione non siamo pronti. Non la possiamo fare. E non possiamo fare neanche quella politica per il semplice motivo che elettori ed eletti abbiamo la stessa testa, siamo fatti della stessa pasta. Gli eretici sono poco più di una minoranza, tra essi molti risultano invisibili. E va a finire che nei tristi giorni del Covid19 nessuno li ha guardati in faccia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/12/25/deluca-la-rivoluzione-puo-attendere/">La rivoluzione può attendere</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/12/25/deluca-la-rivoluzione-puo-attendere/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’Italia investe nella cultura</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/12/09/litalia-investe-nella-cultura/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/12/09/litalia-investe-nella-cultura/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lina Di Lembo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Dec 2021 19:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[PNRR]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4764</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il rapporto “Cultura nei piani nazionali di ripresa e resilienza in Ue” (Culture in the EU&#8217;s National Recovery and Resilience Plans) realizzato da Culture Action Europe, la principale rete culturale europea, evidenzia come l’Italia sia, dopo la Repubblica Ceca, il Paese europeo che ha destinato più risorse dal piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) ai settori culturale e creativo. Lo studio si è soffermato sullo status dei PNRR di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/12/09/litalia-investe-nella-cultura/">L’Italia investe nella cultura</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il rapporto “Cultura nei piani nazionali di ripresa e resilienza in Ue” (Culture in the EU&#8217;s National Recovery and Resilience Plans) realizzato da Culture Action Europe, la principale rete culturale europea, evidenzia come l’Italia sia, dopo la Repubblica Ceca, il Paese europeo che ha destinato più risorse dal piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) ai settori culturale e creativo.</p>



<p>Lo studio si è soffermato sullo status dei PNRR di 26 dei 27 Stati membri interessati (i Paesi Bassi devono ancora presentare il loro piano) rispetto alle destinazioni al comparto culturale a un anno dal lancio della campagna promossa da diverse reti culturali di destinare almeno il 2% delle risorse provenienti dal Next Generation Eu ai settori creativi e culturali, un obiettivo condiviso anche dal Parlamento Europeo, che però non è riuscito a rendere vincolante il criterio. Solo tre Paesi, Repubblica Ceca (4%), Italia (2,1%) e Francia (2%) hanno superato la soglia richiesta dagli operatori del comparto. Lo studio evidenzia come la maggior parte degli investimenti sia mobilitata per le infrastrutture. L’Italia, insieme alla maggior parte dei Paesi, ha dato priorità alla digitalizzazione del patrimonio e dei contenuti culturali e dell’audiovisivo, ma è l’unico Paese ad aver dato &#8220;sostegno alla ripresa attraverso la cultura&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/12/09/litalia-investe-nella-cultura/">L’Italia investe nella cultura</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/12/09/litalia-investe-nella-cultura/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Europa c&#8217;è. Viva l&#8217;Europa.</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/12/01/raco-europa-ce-viva-europa/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/12/01/raco-europa-ce-viva-europa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Dec 2021 19:46:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Whatever it takes]]></category>
		<category><![CDATA[Anarchia]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[CTS]]></category>
		<category><![CDATA[DAD]]></category>
		<category><![CDATA[Di Maio]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Farmacie]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Green pass]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Minniti]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[PNRR]]></category>
		<category><![CDATA[Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Ursula von der Leyen]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3826</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ci vuole una cieca e inattaccabile fiducia nella scienza e nelle Istituzioni, nazionali ed europee, per superare questa crisi. Non bisogna essere insomma un Di Maio qualunque, che l’educazione civica ha iniziato ad apprenderla dopo quasi dieci anni di presenza attiva tra le seggiole più delicate e prestigiose della nostra Repubblica. Diversamente il rischio, comprensibile, rischia di essere quello di ribaltare il tavolo e salirci sopra, sventolando la bandiera dell’anarchia.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/12/01/raco-europa-ce-viva-europa/">L&#8217;Europa c&#8217;è. Viva l&#8217;Europa.</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ci vuole una cieca e inattaccabile fiducia nella scienza e nelle Istituzioni, nazionali ed europee, per superare questa crisi. Non bisogna essere insomma un Di Maio qualunque, che l’educazione civica ha iniziato ad apprenderla dopo quasi dieci anni di presenza attiva tra le seggiole più delicate e prestigiose della nostra Repubblica. Diversamente il rischio, comprensibile, rischia di essere quello di ribaltare il tavolo e salirci sopra, sventolando la bandiera dell’anarchia.</p>



<p>Non si spiegherebbe altrimenti perché anche il governo guidato dal Migliore, anche la struttura commissariale guidata dal Migliore, rischiano quotidianamente ormai di cadere negli stessi errori di chi migliore non era, non è stato e probabilmente mai sarà.</p>



<p>In poche settimane la validità del green pass è stata portata da sei a dodici mesi. Poi a nove, nuovamente a sei e infine a cinque.</p>



<p>Gli Hub vaccinali sono stati chiusi proprio in previsione della quarta ondata pandemica e ora servirà del tempo per rimettere la macchina a regime.</p>



<p>Fortunatamente sono operative le farmacie, che meno di un anno fa venivano osteggiate perché ritenute rifugio dei liberali da salotto piuttosto che rete di protezione e assistenza nazionale.</p>



<p>In una settimana si è prima stabilito che con un solo studente positivo si doveva mandare in DAD l’intera classe. Poi una direttiva commissariare ha superato l’interpretazione ministeriale tornando alla decisione di mandare in DAD solo le classi con tre studenti positivi. In realtà dipende dalle classi, ma sorvoliamo sui particolari.</p>



<p>Di esempi, spulciando le comunicazioni del governo, della struttura commissariale e delle regioni se ne potrebbero trovare alcune altre decine. Non abbiamo analizzato, ad esempio, la linea discontinua per non dire schizofrenica sulle manifestazioni pubbliche e sulla sicurezza. Né è entrato nel vivo il confronto sui vaccini ai più piccoli.</p>



<p>Ancora più devastante appare il quadro se solo allarghiamo l’obiettivo all’Europa e al resto del mondo. Pur volendoci solo mantenere al versante Occidentale. Un comportamento a elastico, spesso irrazionale e irragionevole, che ha moltiplicato i dubbi nella scienza e nella corretta e lucida amministrazione.</p>



<p>Insomma, la linea della ragione sembra dileguarsi davanti a questa bestia che è la pandemia da Covid19. Solo una impermeabile fiducia nella scienza e nelle Istituzioni può consentire che quell’elasticità non si spezzi frustando, come nel gioco che facevamo quando eravamo bambini, le nostre Istituzioni insieme alle nostre dita.</p>



<p>È vero che spesso si va ancora a tentoni, dopo quasi due anni di pandemia. L’arrivo di una nuova variante, in poche ore, è capace di mandare in tilt mesi di analisi e di programmazione.</p>



<p>Di sicuro però i governi e le stesse commissioni tecniche, a partire dal CTS, devono imparare a comunicare meglio quello che prima analizzano e poi decidono.</p>



<p>Altrimenti anche la più incrollabile fede nelle Istituzioni, alla lunga, rischia di incrinarsi. Col pericolo, come ha ben spiegato Marco Minniti a questo giornale, di affidare le diverse e tutte legittime paure che spaventano i cittadini ai tanti cattivi maestri che operano per indebolire la forza della democrazia.</p>



<p>Fortunatamente c&#8217;è l&#8217;Europa. Ursula Von der Leyan ha giustamente aperto all&#8217;obbligo vaccinale. Si tratta di un passaggio fondamentale ed epocale per consentirci di percorrere, in modo unitario e non isolato, l&#8217;ultimo metro della lotta comune alla pandemia, la peggiore minaccia sociale dell&#8217;ultimo secolo. Dopo il PNRR, l&#8217;obbligo vaccinale. L&#8217;Europa c&#8217;è. Viva l&#8217;Europa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/12/01/raco-europa-ce-viva-europa/">L&#8217;Europa c&#8217;è. Viva l&#8217;Europa.</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/12/01/raco-europa-ce-viva-europa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Guido Rasi: il vaccino è sicuro, non è sperimentale</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/11/25/raco-guido-rasi-vaccino-sicuro-non-sperimentale/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/11/25/raco-guido-rasi-vaccino-sicuro-non-sperimentale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Nov 2021 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo viso non mi è nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia Europea per i medicinali]]></category>
		<category><![CDATA[AIFA]]></category>
		<category><![CDATA[Anagrafe vaccinale]]></category>
		<category><![CDATA[Brevetti]]></category>
		<category><![CDATA[Cepi]]></category>
		<category><![CDATA[Covax]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[Ebola]]></category>
		<category><![CDATA[EMA]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Figliuolo]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Green pass]]></category>
		<category><![CDATA[Guido Rasi]]></category>
		<category><![CDATA[Igiene]]></category>
		<category><![CDATA[Immunità]]></category>
		<category><![CDATA[Immunologo]]></category>
		<category><![CDATA[Long covid]]></category>
		<category><![CDATA[Mascherine]]></category>
		<category><![CDATA[mRNA]]></category>
		<category><![CDATA[Obbligatorietà]]></category>
		<category><![CDATA[OMS]]></category>
		<category><![CDATA[Oncologia]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione Mondiale Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Ospedali]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Pediatria]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[Scuole]]></category>
		<category><![CDATA[Stato di emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[tamponi]]></category>
		<category><![CDATA[Terza dose]]></category>
		<category><![CDATA[Trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3919</guid>

					<description><![CDATA[<p>A che punto siamo con il virus in Italia. Possiamo dire di essere all’inizio di quella che viene definita la quarta ondata pandemica?Sicuramente siamo all’inizio della quarta ondata pandemica. Siamo ancora in un equilibrio relativamente buono, con la possibilità di entrare in una fase di plateau, di relativa stabilità. Ovviamente è un equilibrio estremamente fragile. I nostri comportamenti saranno fondamentali e le misure che si stanno studiando sono finalizzate a&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/11/25/raco-guido-rasi-vaccino-sicuro-non-sperimentale/">Guido Rasi: il vaccino è sicuro, non è sperimentale</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>A che punto siamo con il virus in Italia. Possiamo dire di essere all’inizio di quella che viene definita la quarta ondata pandemica?</strong><br>Sicuramente siamo all’inizio della quarta ondata pandemica. Siamo ancora in un equilibrio relativamente buono, con la possibilità di entrare in una fase di plateau, di relativa stabilità. Ovviamente è un equilibrio estremamente fragile. I nostri comportamenti saranno fondamentali e le misure che si stanno studiando sono finalizzate a stabilizzare questa situazione molto delicata. In Europa siamo invece circondati da situazioni esplosive.</p>



<p><strong>Come mai in Europa si vivono situazioni che lei definisce più “esplosive” di quella italiana?</strong><br>Mi piacerebbe dire, in modo breve, perché siamo stati più bravi. Sicuramente abbiamo una delle percentuali di vaccinazione più alta, fatta in tempi relativamente brevi. La velocità ha un valore enorme perché riduce le possibilità del virus di circolare e infettare altre fette di popolazione. Mediamente, come comportamenti individuali, molti italiani osservano in modo automatico le raccomandazioni più comuni, come l’uso della mascherina e una corretta igiene. </p>



<p><strong>Poi abbiamo introdotto il green pass.</strong><br>Che è uno strumento controverso ma che ha un suo grande valore in termini di salute pubblica, in termini di gestione delle pandemie. In definitiva identifica una popolazione a minor rischio rispetto a una popolazione a maggior rischio e consente alla popolazione a minor rischio un grado di confidenza e di azione più ampia. E questo ha funzionato, anche indirettamente, come incentivo per le vaccinazioni. Non va sottovalutato. Noi abbiamo questo vantaggio e ce lo dobbiamo tenere stretto.</p>



<p><strong>Questi sono i punti forti. Se dovesse individuare i punti deboli nella lotta italiana al covid, quali indicherebbe?</strong><br>I due punti deboli della campagna vaccinale sono la disomogeneità per territorio e per età. La disomogeneità crea delle comunità di non vaccinati dove il virus ha grande facilità di essere mantenuto in circolo. L’altra grossa debolezza è quella di non avere fatto misure strutturali. Il primo grosso elemento di debolezza sono i trasporti pubblici. Giustamente usiamo il green pass per i treni a lunga percorrenza mentre nel quotidiano non abbiamo usato le stesse misure. </p>



<p><strong>Di chi è la responsabilità?</strong><br>Direi che le autorità locali hanno sicuramente mancato un po’ di iniziativa. Bisognava investire in personale che aiutava le persone a mantenersi a distanza. Quello che con maggiore attenzione abbiamo adottato e osservato durante la prima fase pandemica. Questo è mancato, a scuola come nei trasporti, è mancato nella gestione dei flussi.</p>



<p><strong>L’utilizzo del vaccino è stato determinante e il generale Figliuolo ha imposto un cambio di passo evidente. Stanno per arrivare anche i primi farmaci antivirali che conviveranno col vaccino?</strong><br>I farmaci antivirali sono molto benvenuti perché si uniscono al vaccino. Tradizionalmente la lotta alle malattie infettive si basa su questi due cardini: la vaccinazione per prevenire e il farmaco per curare quando la prevenzione non sia andata in porto. Teniamo conto che per motivi immunologici il 6% dei vaccinati non risponde al vaccino, spesso perché ha delle patologie sottostanti. C’è poi un declino complessivo nei sei mesi che speriamo di compensare con la terza dose. Anche i vaccinati in misura molto minore, nove volte meno degli altri, si infettano quindi avere i farmaci è fondamentale. </p>



<p><strong>Sappiamo già che efficacia hanno?</strong><br>Vedremo come performano questi farmaci che, essendo antivirali sono validi solo i primi quattro o cinque giorni, dopo non hanno più effetto, quando subentra la fase infiammatoria della malattia. Ma benvengano, insieme a un maggiore uso dei monoclonali, coi quali si sta prendendo confidenza. Avere un arsenale di armi diversificate è un grande vantaggio.</p>



<p><strong>Pe quanti anni sarà necessario effettuare regolarmente il vaccino così come succede con l’antinfluenzale?</strong><br>E’ una domanda molto impegnativa, come tutte le previsioni. Da immunologo qualche speranza sulla terza dose, che duri un po’ di più, la ho. E’ la logica del sistema immunitario: con la prima dose hai lo stampo, capisci quale anticorpo produrre; con la seconda dose ne produci in grande quantità; con la terza stabilizzi la memoria immunologica. Se anche questo virus ci consente di essere nei canoni classici di immunologia, cosa che non è detta, potremmo con la terza dose avere un po’ più di respiro. </p>



<p><strong>Si arriverà a una fase di endemizzazione di questo virus?</strong><br>Prima o poi accadrà e quindi il massimo che potrà succedere è di fare una dose ogni anno, soprattutto per le categorie fragili. C’è ancora la speranza, tra un anno o un anno e mezzo, di non sentirne più parlare. Ma è una speranza. Non ho la sfera di cristallo e qui di sfere di cristallo si parla. Non ci sono altri elementi scientifici per questo tipo di previsioni.</p>



<p><strong>Lo vediamo anche con il continuo cambio di durata del green pass.</strong><br>Mi rendo conto che è molto impopolare questo continuo cambio. Non aiuta all’accettazione delle regole, però è un dato di fatto. La diminuzione della copertura immunologica dopo sei mesi era una ipotesi ma è stata verificata solo di recente. L&#8217;attendibilità dei tamponi antigenici, ormai eseguiti anche da tanti operatori non addestrati a farlo, è scesa intorno al 60% e se ne sta prendendo atto adesso. Necessariamente i pochi strumenti che abbiamo dobbiamo utilizzarli adattandoli alla realtà.</p>



<p><strong>Lei è stato il direttore di EMA. Alle agenzie c’è chi rimprovera che sono state tralasciate le certificazione per farmaci che curano altri tipi di malattie per concentrarsi sui vaccini per il covid. E&#8217; così?</strong><br>E’ vero solo in parte. Non ci sono grandi ritardi. Io posso parlare per l’EMA, dove è stata organizzata una task force imponente per quanto riguarda il covid con persone esperte in virologia e malattie infettive. Gli oncologi ad esempio hanno continuato a lavorare nei tavoli dell’oncologia. I comitati decisionali sono stati un po’ ingolfati dal covid? Sicuramente si ma non è lì il grosso ritardo. Purtroppo il grosso ritardo non è nelle agenzie regolatrici ma negli ospedali che hanno dovuto riconvertirsi e dedicare tutte le energie al Covid.</p>



<p><strong>Molti cittadini scettici chiedono: come si è arrivati in pochi mesi ad avere il vaccino contro il covid quando generalmente ci vogliono anni per ottenere questi risultati?</strong><br>E’ uno dei dubbi ricorrenti che poi si completa con la frase: &#8220;è ancora sperimentale&#8221;. La risposta è molto semplice. C’è stato uno spiegamento di forze intellettuali, scientifiche ed economiche massivo. La sperimentazione è stata rapida. Faccio l’esempio dell’Ebola. Per l’Ebola ci sono voluti cinque anni perché nel momento in cui doveva esser fatta la sperimentazione sulle persone finiva l’outbreak pandemico. Quindi per arruolare tremila persone per l’Ebola ci sono voluti cinque anni, perché non c’erano &#8211; fortunatamente &#8211; sufficienti malati. Qui questo problema non c’è stato. In tre, quattro settimane si son potuti arruolare quarantamila pazienti. </p>



<p><strong>Quanto serve mediamente per un vaccino?</strong><br>Un vaccino medio viene approvato con cinque/seimila pazienti. Col covid si è trovata la disponibulità di quarantamila persone in poche settimane perché il virus c’era, l’esposizione c’era, i malati c’erano. Quindi il primo fattore è stato la riduzione da cinque anni a tre settimane per disponibilità del materiale &#8211; mi spiace usare così il temine &#8211; umano.</p>



<p><strong>Secondo motivo?</strong><br>Quindici miliardi messi ad aprile su un consorzio di 120 ditte che condividevano i brevetti. Sequenza del virus a disposizione di 120 potenziali produttori in sette giorni. Con l’Ebola ci sono voluti 12 anni. Questi sono le cose che hanno fatto la differenza. La tecnologia a mRNA, in studio da vent’anni, già approvata dall’EMA, prima al mondo, per un tumore, quindi già sperimentata sull’uomo, ha avuto la forza economica per poter essere messa a sistema. </p>



<p><strong>Altra accusa è che il vaccino è ancora sperimentale.</strong><br>Le tre classiche fasi sperimentali sono state completate, quindi non è sperimentale il vaccino. Uno dei tre pilastri dell’approvazione è la qualità. E’ stato imposto fino al 2023 di continuare a certificare la qualità perché sappiamo che per un farmaco nuovo la stabilità non è un dato scontato, soprattutto quando si continua ad aprire nuovi stabilimenti e a riprodurre lo stesso sistema dove non c’è stata esperienza. Fino al 2023 è la qualità che deve essere continuamente certificata. Altre due condizioni sono state imposte.</p>



<p><strong>Quali?</strong><br>L’obbligo di continuare la sperimentazione su altre popolazioni, segnatamente le fasce di età dai 18 ai 12 anni e dagli 11 ai 5. Sperimentazioni che eticamente avvengono di solito dopo una certa esperienza sugli adulti. L’altra condizione, ancora più importante, è la stabilità del prodotto, soprattutto per quelli a mRNA. Si ricorda che all’inizio si conservavano solo a meno settanta gradi, adesso sono stati stabilizzati un po’ di più. Come EMA abbiamo imposto di continuare le prove di stabilità sino al 2023 per provare a consegnarli e distribuirli rapidamente nei posti più remoti del mondo dove non sono garantite le condizioni che abbiamo in Europa per la stabilità della sostanza. Queste sono le tre condizioni e nulla hanno a che fare con la sperimentazione. E’ un tema che viene usato in buona fede, e in non buona fede, per dire che è ancora sperimentale. Non è sperimentale.</p>



<p><strong>Per i più giovani l’EMA dovrebbe dare l’autorizzazione a breve. Qual è la situazione?</strong><br>L’EMA dovrebbe dare l’autorizzazione entro lunedì 29 novembre. E’ già importante avere un vaccino disponibile, alla dose giusta, che ha dato nelle prove sperimentali ottimi risultati, sia di efficacia che di sicurezza. Sarà l’AIFA a decidere sull’uso del vaccino su questa popolazione ma io sono convinto che l’ultima parola spetterà ai pediatri, che monitorizzano negli ospedali e sanno cosa vedono. Sappiamo già che il 20/25% di tutti gli infettati in questo momento in Italia sono in quella fascia di età. </p>



<p><strong>Sembra tantissimo.</strong><br>Per questo direi che hanno titolo a parlare le agenzie regolatorie per quanto riguarda efficacia e sicurezza, i pediatri per quanto riguarda l’opportunità di vaccinare in massa o singole sottopopolazioni di pazienti pediatrici che abbiano particolare rischio per gli effetti del covid. Ricordo che nel bambino già si è visto qualcosa che può essere assimilabile al long covid nell’adulto. Non sappiamo se i danni del long covid del bambino saranno permanenti o solo molto prolungati. Con questo dubbio, se toccasse a me decidere, mio figlio lo vaccinerei.</p>



<p><strong>Se toccasse a lei decidere se rendere il vaccino obbligatorio?</strong><br>Prima di renderlo obbligatorio di massa dai 5 agli 11 anni vorrei vedere i dati pediatrici. La società italiana di pediatria si è espressa già a favore. Si è riservata di vedere quali sono i termini autorizzativi, qual è il beneficio/rischio che dichiarerà l’agenzia regolatoria. Se l’agenzia regolatoria si regolasse così e se le società di pediatria dicono questo io lo renderei obbligatorio.</p>



<p><strong>Per il resto della popolazione? Renderlo obbligatorio?</strong><br>Tendenzialmente si. Mi rendo conto della difficile implementabilità e quindi pragmaticamente direi: obbligatorietà a tutte quelle popolazioni che costituiscono un reale rischio di circolazione e mi riferisco a dipendenti pubblici e forze dell’ordine. Poi tutte le popolazioni che sono a stretto contatto stretto col pubblico: da chi sta alle casse dei supermercati al personale di trasporto. Per tutte queste persone sicuramente ci vuole l’obbligo. </p>



<p><strong>Il suo parere?</strong><br>Personalmente io sono favorevole all’obbligo ma non sono un giurista, non so quali problemi pone e siccome mi sembra che l’obbligo ragionato, per categorie a oggettivo maggiore rischio stia funzionando, ritengo che sia una buona via da perseguire.</p>



<p><strong>In che tempi potranno essere sviluppati quei programmi che puntano a portare i vaccini nei paesi economicamente meno forti?</strong><br>E’ fondamentale che tutti questi programmi siano sempre più sviluppati. Inutile ripetere quanto è importante la vaccinazione globale per avere anche effetti locali. Il problema dei vaccini nei paesi che sono indietro con la vaccinazione non è solo un problema di dosi, non è solo la conservazione, per risolvere la quale dovrebbero arrivare i vaccini proteici, a più facile distribuibilità e conservazione.</p>



<p><strong>Qual è allora?</strong><br>Uno dei problemi più grossi è la distribuzione sul territorio. Servono interventi importanti dei governi locali e dell’ONU, che dovrebbero organizzare programmi di distribuzione e sensibilizzazione. Ci sono interi paesi dove le religioni locali e meno locali sono il vero ostacolo.</p>



<p><strong>Cosa ci dice sulla proposta di liberalizzare il brevetto?</strong><br>E’ una stupidaggine pensare che la liberalizzazione del brevetto dia la possibilità di produrre vaccini in tutto il mondo. Il trasferimento di tecnologie così complesse e articolate non è semplicemente rilasciare il brevetto ma fare il trasferimento tecnologico, mettere su impianti della sofisticatezza adeguata a produrre un prodotto complesso. Bisognerebbe fare dei ragionamenti un po’ meno populistici e più seri, con programmi articolati. Covax è un buon programma; Cepi è un altro buon programma. Però ci vuole l’autorità mondiale, che è l’OMS, che li metta insieme e inizi a mettere i governi interessati al tavolo per far si che le risorse che vengono distribuite non siano carità ma progetti organici ed efficaci.</p>



<p><strong>Lei crede che la vaccinazione potrà procedere anche senza lo stato di emergenza?</strong><br>Non sono un giurista quindi parlo di stato di emergenza in termini di salute pubblica. Lo stato di emergenza dipende dalla capienza delle strutture sanitarie e dalla possibilità che queste non diventino ostacolo a creare altre emergenze su altre patologie che sono rimaste indietro di quasi due anni. Questa per me, da persona della salute, è l’emergenza. Sono i numeri che la detteranno. La vaccinazione sta seguendo il suo corso: chi ha fatto due dosi secondo me è propenso a fare anche la terza. Non credo che sia la vaccinazione ad aver bisogno di stati di emergenza. Credo sia lo stato complessivo in cui esce la sanità pubblica se il virus continuerà a girare e se le varianti si riveleranno particolarmente ostiche.</p>



<p><strong>Qual è secondo lei lo zoccolo duro che non si riuscirà a scalfire, qual è l’obiettivo che realisticamente possiamo porci e quali sono le azioni che avete in animo di mettere in campo per raggiungere il limite massimo che potrà essere perseguito con la vaccinazione?</strong><br>Secondo un recente sondaggio il vero zoccolo duro non è più del 7%, quindi ne mancherebbe un altro 5/6% per raggiungere quel livello. Una buona notizia. Le nuove vaccinazioni hanno ripreso ad essere sopra le diecimila al giorno da una settimana circa. Questo vuol dire che si possono avere in un mese circa trecentomila nuovi vaccinati. Infatti quei 7,5 milioni sono già scesi a 6,7 milioni. C’è quindi un lento e continuo reclutamento di persone che avevano esitato. </p>



<p><strong>Dove si è inceppata la macchina sinora?</strong><br>Io credo che non si sia giocata bene, più a livello locale che a livello commissariale, la carta dei medici di famiglia. I medici di famiglia sono il fattore dirimente. Una iniziativa in atto, che io condivido, è di valutare le percentuali di vaccinazione per medico di famiglia, in modo da intercettare anche i medici no-vax. Su quelli sarei dell’idea di fare un’azione molto più perentoria. Ci sono dei medici che hanno scoraggiato i loro pazienti e i numeri cominciano a essere molto evidenti. Lì forse c’è un’area di intervento, portando i pazienti a contatto con medici più informati, che hanno studiato un po’ meglio durante il loro corso di laurea.</p>



<p><strong>Professore, le voglio esporre un caso personale che penso coinvolga centinaia di migliaia di italiani. Io potrei fare la terza dose ma lavorando a Roma ed avendo la residenza in altra regione, o aspetto di rientrare nella mia città o sono obbligato a scegliere un medico provvisorio nel Lazio. Non le sembra un intoppo burocratico senza senso?</strong><br>E’ assurdo. E’ assolutamente assurdo. Il problema c’è, lo risolvemmo nella prima ondata con gli hub dove chiunque, anche di passaggio, poteva vaccinarsi per poi essere registrato. Lei mi ha chiesto prima delle debolezze del sistema. Questa è una: non c’è un’anagrafe vaccinale nazionale, nonostante io avessi chiesto, nel 2019, a tutti i governi, incluso quello italiano, di preparare le anagrafi vaccinali nazionali. Non è stato fatto. Lei è una delle vittime di questa debolezza che abbiamo.</p>



<p>Guido Rasi, immunologo, è consulente scientifico del commissario Figliuolo. Ex direttore dell’EMA, l’Agenzia europea per i medicinali, è direttore scientifico di Consulcesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/11/25/raco-guido-rasi-vaccino-sicuro-non-sperimentale/">Guido Rasi: il vaccino è sicuro, non è sperimentale</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/11/25/raco-guido-rasi-vaccino-sicuro-non-sperimentale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Discorso sullo Stato dell’Unione, Von Der Leyen: &#8220;Rendiamola più forte, insieme&#8221;</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/09/25/munari-discorso-sullo-stato-dellunione-von-der-leyen-rendiamola-piu-forte-insieme/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/09/25/munari-discorso-sullo-stato-dellunione-von-der-leyen-rendiamola-piu-forte-insieme/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ottavia Munari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Sep 2021 13:21:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eppur si muove]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[ALMA]]></category>
		<category><![CDATA[asia]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Convenzione di Dublino]]></category>
		<category><![CDATA[COP26]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[De Gasperi]]></category>
		<category><![CDATA[Debito comune]]></category>
		<category><![CDATA[Discorso sullo Stato dell&#039;Unione]]></category>
		<category><![CDATA[Diversità]]></category>
		<category><![CDATA[Epidemia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Green Deal]]></category>
		<category><![CDATA[HERA]]></category>
		<category><![CDATA[Il Messaggero]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Nato]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite]]></category>
		<category><![CDATA[Neet]]></category>
		<category><![CDATA[Next Generation EU]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento Europeo]]></category>
		<category><![CDATA[Responsabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[Romano Prodi]]></category>
		<category><![CDATA[Sovranità]]></category>
		<category><![CDATA[Strasburgo]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Von der Leyen]]></category>
		<category><![CDATA[Xi Jinping]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3558</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 15 settembre, a Strasburgo, la Presidente Von Der Leyen ha pronunciato il discorso sullo Stato dell’Unione dinanzi al Parlamento europeo. Ascoltando l’insieme di progetti e riforme in agenda si comprende che la linea Von Der Leyen è riassumibile nella frase di De Gasperiana memoria, “politica vuol dire realizzarsi”. Seppur non troppo dettagliate, le proposte di cui la Presidente ha discusso delineano un cambio di passo. Si auspica maggiore pragmatismo.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/09/25/munari-discorso-sullo-stato-dellunione-von-der-leyen-rendiamola-piu-forte-insieme/">Discorso sullo Stato dell’Unione, Von Der Leyen: &#8220;Rendiamola più forte, insieme&#8221;</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 15 settembre, a Strasburgo, la Presidente Von Der Leyen ha pronunciato il discorso sullo Stato dell’Unione dinanzi al Parlamento europeo. Ascoltando l’insieme di progetti e riforme in agenda si comprende che la linea Von Der Leyen è riassumibile nella frase di De Gasperiana memoria, “politica vuol dire realizzarsi”. </p>



<p>Seppur non troppo dettagliate, le proposte di cui la Presidente ha discusso delineano un cambio di passo. Si auspica maggiore pragmatismo. Forte centralità è stata data alla valorizzazione e al rafforzamento dell’anima della nostra Unione. Viene ritratta un’Europa forte, unita nelle avversità e nella ripresa, un’Europa dove valori come la libertà, la diversità e la responsabilità verso gli altri tornano al centro assieme alle grandi tematiche e alle sfide del nostro tempo.</p>



<p>Vi sono state inconsistenze e incomprensioni tra gli stati membri dell’Unione, la stessa Presidente lo ammette, pur affermando che “per quanto sia imperfetta, la nostra Unione è straordinaria nella sua unicità e unica nella sua straordinarietà”. Alcuni hanno letto tra le linee soltanto tanta retorica. Sicuramente quello della Von Der Leyen è un discorso volutamente privo di polemiche. Eppure, si è rivelato decisamente ricco di riflessioni. </p>



<p>La pandemia è stata un acceleratore formidabile in termini di sforzi congiunti e collaborazione tra gli Stati membri: di ciò l’integrazione europea ne ha sicuramente giovato. Il Covid-19 ha colto tutti allo sbaraglio ma, nonostante questo, la Commissione è stata in grado di raggiungere obiettivi essenziali nell’azione di contenimento del virus, ed ora, con l’autorità operativa HERA, s’appresta a “garantire che mai più nessun virus trasformi un’epidemia locale in una pandemia globale”.</p>



<p>Sulla politica fiscale, la Presidente presenta NextGenerationEU – primo esempio di debito comune – come un investimento a lungo termine. Sicuramente una discussione profonda riguardante il patto di stabilità emergerà nei prossimi mesi, i cui equilibri saranno fortemente influenzati dal voto per la leadership tedesca.</p>



<p>Nuovo e con una impronta decisa è l’intento di presentare una nuova legge europea sui semiconduttori, vitali nella produzione dei chip, settore del digitale oggi troppo dipendente dall’Asia. “Non si tratta solo di competitività. Si tratta anche di sovranità tecnologica”. La Commissione è convinta della qualità della ricerca e produzione europea.</p>



<p>Intrecciato con ricerca e sviluppo è il programma ALMA, proposto sulla falsariga dei programmi di scambi europei già esistenti, il quale consentirà ai giovani NEET di fare una esperienza professionale in un altro paese europeo. </p>



<p>In svariati passaggi del discorso viene richiamata l’attenzione al destino delle generazioni future; la pandemia ha causato un accumulo di “tempo perduto che non potremo più restituire ai nostri giovani” afferma infatti la Presidente, “questa deve essere la loro Conferenza”.</p>



<p>Altro tema toccato è stato il Green Deal. È netta la posizione della Von Der Leyen: l’Europa verserà ingenti finanziamenti per il clima ma essa non può agire da sola – la COP26 di Glasgow sarà il vero turning point sulle posizioni di tutta la comunità mondiale. L’annuncio da parte del Presidente cinese riguardante l’interruzione della costruzione di nuove centrali a carbone all’estero ha una notevole portata; pur non fermando le centrali interne del paese, la promessa di Xi Jinping denota un’attenzione a metodi di produzione energetici più rispettosi nei paesi in via di sviluppo dove la Cina opera.</p>



<p>Riguardo la geopolitica, la gestione del Medio Oriente è il principale scenario su cui l’Europa ha deciso di concentrarsi. Il ritiro degli Stati Uniti d’America dalla scena e le conseguenze della crisi afghana, ancora poco visibili, hanno sicuramente fatto emergere preoccupanti questioni all’interno della NATO.</p>



<p>La Presidente è stata ferma sul fatto che “non esistono problemi di sicurezza e di difesa per i quali la risposta sia una minore cooperazione”. L’Europa dovrà scegliere se restare dipendente, in modo esclusivo, dalla NATO o se vorrà seguire una linea più audace e diversa, quella di elaborare una strategia europea di difesa autonoma. </p>



<p>Romano Prodi, in un articolo pubblicato dal Messaggero, ha ipotizzato in tal senso una rivoluzione guidata dalla Francia – l’unico paese europeo a possedere il diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e l’armamento nucleare, due strumenti necessari per permettere la costruzione di una difesa europea comune. Vedremo se i francesi coglieranno al volo questo consiglio o se preferiranno mantenere una linea nazionale.</p>



<p>Fortemente connesso all’instabilità del Medio Oriente, ma anche del continente africano, il tema dell’accoglienza di rifugiati e migranti rimane scottante. L’Unione è divisa tra chi difende la Convenzione di Dublino del 1990 e chi chiede nuove regole per la redistribuzione tra gli stati membri.</p>



<p>Gli argomenti trattati da Ursula Von Der Leyen sono stati innumerevoli. Il filo rosso che connette ogni tematica è sicuramente l’augurio della Commissione che l’Europa possa rafforzarsi ed essere unita di fronte alle sfide globali che l’attendono.</p>



<p>La Presidente ha ribadito più volte il bisogno non soltanto di mettere in campo ingenti strumenti economici e politici ma anche la necessità di coltivare uno spirito europeo. È quella stessa anima che spinse i padri fondatori a sedersi ad un tavolo e fondare l’Unione che la Von der Leyen auspica possa nuovamente riemergere. </p>



<p>È l’anima dell’Unione, allora nata tra le macerie di una guerra mondiale. Ritrovare quel sentimento è ciò che la Presidente ha invitato tutti gli stati membri a fare. Speriamo che l’appello venga accolto con determinazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/09/25/munari-discorso-sullo-stato-dellunione-von-der-leyen-rendiamola-piu-forte-insieme/">Discorso sullo Stato dell’Unione, Von Der Leyen: &#8220;Rendiamola più forte, insieme&#8221;</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/09/25/munari-discorso-sullo-stato-dellunione-von-der-leyen-rendiamola-piu-forte-insieme/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
