<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ebrei Archivi - ilcaffeonline</title>
	<atom:link href="https://ilcaffeonline.it/tag/ebrei/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/ebrei/</link>
	<description>Il coraggio di conoscere</description>
	<lastBuildDate>Tue, 31 Jan 2023 13:24:06 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.4.2</generator>

<image>
	<url>https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/cropped-avatar-ilcaffeonline-32x32.png</url>
	<title>Ebrei Archivi - ilcaffeonline</title>
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/ebrei/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Ecco perché abbiamo camminato senza memoria</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2023/01/30/deluca-perche-abbiamo-camminato-senza-memoria-senatrice-segre/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2023/01/30/deluca-perche-abbiamo-camminato-senza-memoria-senatrice-segre/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pietro De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2023 13:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Whatever it takes]]></category>
		<category><![CDATA[27 gennaio]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Frank]]></category>
		<category><![CDATA[Auschwitz]]></category>
		<category><![CDATA[campi di concentramento]]></category>
		<category><![CDATA[Ebrei]]></category>
		<category><![CDATA[fascimo]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata della Memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi razziali]]></category>
		<category><![CDATA[Liliana Segre]]></category>
		<category><![CDATA[per non dimenticare]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Levi]]></category>
		<category><![CDATA[se questo è un uomo]]></category>
		<category><![CDATA[Senatrice]]></category>
		<category><![CDATA[shoah]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4877</guid>

					<description><![CDATA[<p>La senatrice a vita Liliana Segre si è lasciata sfuggire – lei, ottimista e coraggiosa come pochi in questa nostra Italia – un lieve lamento: “Fra qualche anno della Shoah non rimarrà che qualche riga appena nei libri di storia” perché già si brontola “basta con questi ebrei, che cosa noiosa!”. Desidereremmo tanto rassicurarla che così non sarà. E questo perché siamo solo all’inizio di questo capitolo storico tutto da&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2023/01/30/deluca-perche-abbiamo-camminato-senza-memoria-senatrice-segre/">Ecco perché abbiamo camminato senza memoria</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La senatrice a vita <strong>Liliana Segre</strong> si è lasciata sfuggire – lei, ottimista e coraggiosa come pochi in questa nostra Italia – un lieve lamento: “<em>Fra qualche anno della Shoah non rimarrà che qualche riga appena nei libri di storia” perché già si brontola “basta con questi ebrei, che cosa noiosa!</em>”.</p>



<p>Desidereremmo tanto rassicurarla che così non sarà. E questo perché siamo solo all’inizio di questo capitolo storico tutto da leggere e studiare. Se solo interviene chi può mostrare una laurea in lettere, ma anche in filosofia e forse pure in storia, conseguita nei primi decenni del secolo scorso, candidamente e sia pure con scorno, confesserà: “E’ stato il mio caso che qualche riga ho letto, adesso e solo adesso ne so di più”. Se questo è accaduto al laureato, peggio ancora se l’è trascorsa il liceale o il ragazzo di terza media di primo grado per il semplice fatto che quel laureato è stato poi insegnante nelle due scuole. Da qui viene fuori il triste ritornello che in tanti, tantissimi, finiamo per snocciolare: “Con il programma di storia sono arrivato alle ‘cause dello scoppio della seconda guerra mondiale’, in terza media così come all’ultimo delle superiori”. Ed è detto tutto, quasi per dichiarare che c’è sempre qualcuno prima di me che ha un po’ della mia colpa. Allo scoppio della seconda guerra mondiale la conoscenza della storia si è inceppata nella mente di molti che oggi hanno età matura.</p>



<p>Norimberga 1946, Gerusalemme 1961, respiro europeo di storia per saperne di più, sono stati autentici tabù per libri di testo, riviste, giornali e televisione. <strong>Primo Levi </strong>con “<em>Se questo è un uomo</em>” è stato letto quasi in clandestinità perché pubblicato anche in clandestinità prima che apparire nei tipi della casa editrice Einaudi. </p>



<p>Siamo in tanti digiuni o a mezzo cervello in conoscenza di storia, materia scolastica che prima di andare in uggia agli studenti lo era agli insegnanti a loro volta studenti. E anche quei professori di storia e filosofia di liceo conoscevano bene il trucco di prolungarsi o sbrodolarsi in filosofia e tenersi avari di storia che, per essere raccontata agli studenti, doveva comunque essere almeno letta il giorno prima sul manuale di classe. Affidata alla sola cura degli studenti, leggete e poi interroghiamo? Un po’ come dire: “A voi lupi affido queste pecore!”. </p>



<p>Ed è avvenuto anche per questo che abbiamo camminato senza memoria, senza sapere chi ci ha preceduto, come e perché, per quali vie. Negli anni del dopoguerra abbiamo chinato la testa e ci siamo dedicati alla ricostruzione fino alle soglie del boom economico. Nessuno sguardo all’indietro, tutti protesi in avanti, tutti a ritenerci gli inventori di ogni cosa e di qualsiasi corso della storia a venire. Fino al punto di sbandierare nostalgie di fascismo, ignorandolo e pertanto fantasticandone gesta e urgenza di ripristino. Nessun racconto critico, nessun cenno alle leggi razziali e alla deriva razzistica. Quasi un silenzio tombale. Per non dire che a tanto fascismo si contrapponeva nei discorsi un antifascismo senza punteggiatura, senza citazioni, senza andare a vedere – e quindi senza conoscenza – se nello stesso album di famiglia c’erano parenti o congiunti che nei campi di concentramento erano caduti o se a quei campi di concentramento avevano accompagnato in divisa qualche altro.</p>



<p>Alla senatrice Segre vorremmo dire che oggi abbiamo altra consapevolezza, sappiamo almeno che il problema esiste, che tanti come lei hanno parlato e scritto e ci hanno fatto il gran dono di conoscere, afferrare il toro dell’ignoranza per le corna ed eseguire una ricerca anatomopatologica come mai prima era avvenuta. </p>



<p>A scuola, di questi giorni, si lavora sulla <strong>Shoah</strong> come mai era avvenuto nei decenni passati. I ragazzi mostrano empatia verso<strong> Anna Frank</strong> e vivono la loro condizione squisitamente affettuosa e ricca di tenerezza e di ascolto verso quelle donne e uomini – nonni per loro, padri per noi – che ci stanno insegnando la fecondità della memoria. Che non è solo recupero della loro storia. E’ anche recupero della nostra identità. Non sapevamo come era andata. Non sapevamo neanche chi siamo, che cos’è il bene e che cos’è il male, di che cosa è capace l’uomo che sognavamo di essere. E, adesso, se proprio vogliamo, qualcosa di più vero possiamo scoprire. E dire <strong>grazie.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2023/01/30/deluca-perche-abbiamo-camminato-senza-memoria-senatrice-segre/">Ecco perché abbiamo camminato senza memoria</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2023/01/30/deluca-perche-abbiamo-camminato-senza-memoria-senatrice-segre/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Da via Fani a Kiev, l&#8217;esigenza di una ribellione morale e politica nei confronti di tutto ciò che giustifica la violenza  contro la libertà</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/03/16/susta-da-via-fani-a-kiev-esigenza-di-una-ribellione-morale-e-politica-nei-confronti-di-tutto-cio-che-giustifica-la-violenza-contro-la-liberta/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/03/16/susta-da-via-fani-a-kiev-esigenza-di-una-ribellione-morale-e-politica-nei-confronti-di-tutto-cio-che-giustifica-la-violenza-contro-la-liberta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Susta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Mar 2022 15:40:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eppur si muove]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Moro]]></category>
		<category><![CDATA[Cattivi maestri]]></category>
		<category><![CDATA[Comunismo]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[DC]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia Cristiana]]></category>
		<category><![CDATA[Ebrei]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Giustificazionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra fredda]]></category>
		<category><![CDATA[Kissinger]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[Occidente]]></category>
		<category><![CDATA[Partico Comunista]]></category>
		<category><![CDATA[PCI]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi segreti]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
		<category><![CDATA[Stato borghese]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
		<category><![CDATA[Tremonti]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Via Fani]]></category>
		<category><![CDATA[Yalta]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4118</guid>

					<description><![CDATA[<p>44 anni. Son passati 44 anni da quando fummo tutti raggiunti dalla tragica notizia del rapimento di Aldo Moro e dall&#8217;uccisione della sua scorta. Nella Torino i quegli anni vivevamo in un clima grigio, soffocante. Era difficile studiare e vivere con serenità. Nelle nostre Città del nord industriale, a Torino soprattutto, si percepiva più che altrove che il terrorismo aveva contatti sociali significativi, ramificazione nelle fabbriche, nel disagio sociale, tra&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/03/16/susta-da-via-fani-a-kiev-esigenza-di-una-ribellione-morale-e-politica-nei-confronti-di-tutto-cio-che-giustifica-la-violenza-contro-la-liberta/">Da via Fani a Kiev, l&#8217;esigenza di una ribellione morale e politica nei confronti di tutto ciò che giustifica la violenza  contro la libertà</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>44 anni. Son passati 44 anni da quando fummo tutti raggiunti dalla tragica notizia del rapimento di Aldo Moro e dall&#8217;uccisione della sua scorta.</p>



<p>Nella Torino i quegli anni vivevamo in un clima grigio, soffocante. Era difficile studiare e vivere con serenità. Nelle nostre Città del nord industriale, a Torino soprattutto, si percepiva più che altrove che il terrorismo aveva contatti sociali significativi, ramificazione nelle fabbriche, nel disagio sociale, tra i giovani che coltivavano i sogni rivoluzionari predicati dai “cattivi maestri”.</p>



<p>Un clima di guerra, molto diverso da quello che emanava dalle lotte sociali che avevano attraversato la storia repubblicana nell&#8217;aspro confronto, a volte scontro, tra le forze democratiche di governo, da sempre guidato dalla Democrazia Cristiana, e il più grande Partito Comunista dell&#8217;Occidente libero.</p>



<p>Da un lato di percepiva la consapevolezza crescente che il movimento operaio e il vertice del PCI vedevano nello Stato anche il “loro” Stato, dall&#8217;altro molti (troppi!) continuavano a ritenere che verso questo Stato si dovessero ancora applicare le categorie del secondo &#8216;800 e del primo &#8216;900 sul violento abbattimento dello “Stato borghese”.&nbsp;</p>



<p>Ricordo quando, come segretario regionale dei giovani DC, il giorno dopo il rapimento di Moro entrai, accompagnato da due amici, da una porta secondaria nell&#8217;aula magna di Palazzo Nuovo, sede dell&#8217;Università, e presi la parola in un&#8217;Aula brulicante di giustificazionisti, di giovani ed anche professori (uno, poi, lo ritrovai in Parlamento dalla stessa mia parte politica 25 anni dopo) che spiegavano come Moro fosse stato colpito perché simbolo della conservazione, del potere “borghese”, dello Stato oppressore sulle masse.</p>



<p>Mi sono ritornate in mente in questi giorni quelle discussioni infinite, che accompagnarono, con la costante paura di poter essere nel “mirino” del terrorismo, gli anni più belli della nostra vita. Si viveva la tragedia del tempo e la spensieratezza della giovinezza, in quei giorni tragici, in cui, ieri come oggi, in troppi, confondevano vittima e carnefice, aggredito ed aggressore, fondando il giustificazionismo dell&#8217;aggressione con motivazioni analoghe a quelle che oggi portano molti a giustificare l&#8217;aggressione verso una Nazione libera e indipendente e che consistevano (e consistono) nell&#8217;odio, incomprensibile, verso quello che, con tutti i suoi difetti, resta, mi riferisco all&#8217;Occidente democratico e all&#8217;Unione Europea, il più grande spazio di libertà, benessere e giustizia sociale che l&#8217;uomo sia riuscito a creare nella sua storia, con metodi democratici.</p>



<p>L&#8217;uccisione di Moro, al di là delle verità processuali, mai emerse del tutto, oggettivamente era funzionale a chi non voleva il superamento della guerra fredda e la divisione del mondo sulla base degli accordi pattuiti a Yalta per sconfiggere il nazismo, come se la storia debba essere qualcosa di immutabile in cui il crescere di vocazioni diverse, illuminate dal progresso scientifico, culturale, sociale e politico sia un qualcosa di casuale rispetto al determinismo immutabile dettato dalla “Storia”.</p>



<p>Quando sento persone come Tremonti che dicono che, in fondo, ciò che sta avvenendo in Ucraina&nbsp; altro non è che la “Storia” che si impone sulla politica, mi si accappona la pelle perché è come dire che esiste un disegno imperituro in forza del quale chi guida una Nazione è legittimato, in nome della Storia, ad agire per ripristinare ciò che la casualità del tempo ha modificato.</p>



<p>In quegli anni la destra più radicale internazionale, con i suoi tentacoli nei servizi segreti delle Nazioni democratiche e in apparati deviati degli Stati (non solo dell&#8217;Italia) aveva lo stesso obiettivo delle frange più estreme del comunismo al potere nei Paesi dell&#8217;est: impedire il superamento della guerra fredda, soprattutto là, in Italia, dove il più grande partito comunista dell&#8217;Occidente libero raggiungeva il 30% dei consensi e guidava importanti Città, Province, Regioni, in una fase di logoramento dei rapporti tra le forze democratiche e di appannamento del loro appeal elettorale. </p>



<p>Il Presidente della DC convinse il partito che era stato l&#8217;argine dell&#8217;avanzata comunista in Italia ad aprire il confronto con quel PCI, confronto il cui scopo finale doveva essere l&#8217;alternanza al potere tra un grande partito di sinistra “socialdemocratizzato” e un grande partito popolare come la DC.</p>



<p>Da giovane DC, al tempo nel gruppo “moroteo”, mi permetto di&nbsp; dire che Moro non aveva in testa una permanente “alleanza” di governo col PCI, ma il suo disegno era quello di liberare l&#8217;Italia dal fattore “K” e di gettare le basi per un&#8217;alternanza al potere tra forze democratiche diverse, ma entrambe legittimate dal consenso popolare e dalla fedeltà alla Costituzione.</p>



<p>Il combinato disposto di chi scelse il terrorismo per costringere le Istituzioni a ripiegare sulla repressione e, quindi, a creare le condizioni per l&#8217;insurrezione rivoluzionaria, e di chi voleva fermare un processo di allargamento dell&#8217;area democratica e di Governo in un Paese strategico per il superamento della “guerra fredda”, portò all&#8217;attacco al “cuore” del processo politico in atto che si concretizzò nel rapimento e nell&#8217;uccisione di Moro. Sappiamo cosa è successo dopo. L&#8217;impero sovietico si è disgregato e decine di milioni di persone sono diventati padroni del proprio destino.</p>



<p>Nel nostro Paese, nonostante contraddizioni, difetti, a volte drammi, è stato costruito un sistema di alternanza di cui persino forze populiste e neo sovraniste hanno potuto avvalersi. Ma nessun fattore “K” ha potuto più bloccare una fisiologica alternanza e/o dialettica politica.</p>



<p>Assistiamo, però a un tentativo concentrico di forze apparentemente opposte che spingono, anche in Occidente e nell&#8217;Unione Europea (che ha fatto passi da gigante nel suo processo di integrazione rispetto ai tempi di Moro, quando Kissinger sarcasticamente si chiedeva “quale fosse il numero di telefono dell&#8217;UE”…), a ricreare muri e confini che sanciscono quanto meno lo “status quo” che – e qui sta il problema – per qualcuno coincide non con la realtà venutasi a creare in questi quasi 40 anni, ma con lo “status quo ante”, cioè con “la Storia”.</p>



<p>Putin vuole questo. Lo “status quo ante”. La “Storia” che si impone sulla politica! A qualsiasi costo! Esattamente come avveniva nei secoli passati e come il nazismo e il comunismo sovietico hanno cercato di imporre nel &#8216;900. Non c&#8217;è spazio, in Putin, per l&#8217;autodeterminazione dei popoli dei Paesi che appartenevano all&#8217;Impero sovietico e, prima, russo.</p>



<p>Ieri come oggi quei movimenti che hanno dissolto l&#8217;URSS e generato dei paesi liberi e indipendenti, anche di scegliere la loro collocazione internazionale, sono, per l&#8217;autocrate che siede oggi al Cremlino, solo il prodotto dell&#8217;Imperialismo dell&#8217;Occidente, degli USA, della Gran Bretagna e dell&#8217;UE e, quindi, vanno ricondotti alla loro “Storia”. Che Lui interpreta.</p>



<p>E su questa strada incontra coloro che sostengono “prima l&#8217;America”o “prima gli Italiani”, che non accettano l&#8217;esito di libere elezioni o assaltano il Parlamento o spargono il terrore contro gli Ebrei e le minoranze in genere o vogliono rialzare muri contro l&#8217;invasione straniera.</p>



<p>Come nel 1978 chi vuole costruire processi fondati su principi di libertà, democrazia, autodeterminazione, trova sulla sua strada resistenze anche armate di chi&nbsp; vuole imporre la propria interpretazione della storia e delle relazioni politiche.</p>



<p>Da qui l&#8217;esigenza di una ribellione morale, prima ancora che politica, nei confronti di tutto ciò che giustifica, ieri come oggi, la violenza e l&#8217;aggressione contro la libertà di cercare strade nuove di convivenza e di vera pace, che non può mai essere confusa, con il generico pacifismo. A 44 anni di distanza è anche questo un modo per onorare la memoria di un martire: Aldo Moro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/03/16/susta-da-via-fani-a-kiev-esigenza-di-una-ribellione-morale-e-politica-nei-confronti-di-tutto-cio-che-giustifica-la-violenza-contro-la-liberta/">Da via Fani a Kiev, l&#8217;esigenza di una ribellione morale e politica nei confronti di tutto ciò che giustifica la violenza  contro la libertà</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/03/16/susta-da-via-fani-a-kiev-esigenza-di-una-ribellione-morale-e-politica-nei-confronti-di-tutto-cio-che-giustifica-la-violenza-contro-la-liberta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ventiduesima Giornata europea della cultura ebraica: “Dialoghi”</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/10/04/ventiduesima-giornata-europea-della-cultura-ebraica-dialoghi/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/10/04/ventiduesima-giornata-europea-della-cultura-ebraica-dialoghi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lina Di Lembo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Oct 2021 07:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Ebrei]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[giornata europea]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4759</guid>

					<description><![CDATA[<p>Domenica 10 ottobre si celebrerà la ventiduesima Giornata europea della cultura ebraica, la manifestazione che apre le porte di sinagoghe, musei e altri siti ebraici alla cittadinanza. L’evento, che propone inoltre centinaia di appuntamenti culturali, interesserà ben 108 località in 16 regioni, il numero più alto nella storia della manifestazione in Italia. &#160;La presentazione del programma si è svolta presso il Ministero della Cultura alla presenza del ministro Dario Franceschini&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/10/04/ventiduesima-giornata-europea-della-cultura-ebraica-dialoghi/">Ventiduesima Giornata europea della cultura ebraica: “Dialoghi”</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Domenica 10 ottobre si celebrerà la ventiduesima Giornata europea della cultura ebraica, la manifestazione che apre le porte di sinagoghe, musei e altri siti ebraici alla cittadinanza.</p>



<p>L’evento, che propone inoltre centinaia di appuntamenti culturali, interesserà ben 108 località in 16 regioni, il numero più alto nella storia della manifestazione in Italia. &nbsp;La presentazione del programma si è svolta presso il Ministero della Cultura alla presenza del ministro Dario Franceschini e della presidentessa dell&#8217;Unione delle comunità ebraiche italiane, Noemi Di Segni.</p>



<p>L’iniziativa di quest’anno, che vede l’adesione di 35 Paesi europei, avrà come tema &#8220;Dialoghi&#8221;. Come suggerisce il tema, quindi, la manifestazione si concentrerà sull&#8217;importanza dell&#8217;incontro e del confronto interculturale, autentico <em>trait d’union</em> della celebrazione.</p>



<p>Il tema del dialogo sarà declinato nelle numerose iniziative con diverse modalità: visite guidate, incontri d&#8217;autore, concerti e spettacoli teatrali, mostre d&#8217;arte e degustazione kasher, contributi video, momenti di approfondimento e attività per famiglie.</p>



<p>Introducendo la conferenza, il moderatore Corrado&nbsp;Augias ha sottolineato come la storia degli ebrei venga vista come una storia appartata rispetto al contesto nazionale, ma ciò non corrisponda assolutamente alla realtà storica. &nbsp;Augias ha poi proseguito evidenziando come “accanto alla storia dolorosa degli ebrei ce ne è un&#8217;altra fatta di musica, cinema, arti. Questi apporti della cultura ebraica disegnano un&#8217;altra storia rispetto a quella dolorosa&#8221;.</p>



<p>Il ministro della Cultura Dario Franceschini ha voluto sottolineare come lo scopo della Giornata Europea della Cultura Ebraica sia quello di “mettere al centro il dialogo e la conoscenza reciproca, in un momento in cui la globalizzazione si porta con sé molte paure: paura della diversità, paura dello straniero, paura del non conosciuto”.</p>



<p>La presidente dell&#8217;Unione delle Comunità ebraiche Italiane, Noemi Di Segni, ha ribadito nel suo intervento l’importanza di “rimarcare che l&#8217;ebraismo non è solo Shoah, è parte integrante del respirare della cultura italiana, scambio con le altre religioni e con l&#8217;intera società che ha portato anche a luminosi esempi di convivenza&#8221;.</p>



<p>La presidente Ucei ha ricordato poi la scelta di Padova, esempio di cultura ebraica dialogante, come città capofila di questa edizione in cui si terrà l&#8217;inaugurazione ufficiale. Di Segni ha anche voluto rimarcare l’auspicio che la giornata sia un ulteriore tassello per favorire un dialogo interculturale sempre più necessario.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/10/04/ventiduesima-giornata-europea-della-cultura-ebraica-dialoghi/">Ventiduesima Giornata europea della cultura ebraica: “Dialoghi”</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/10/04/ventiduesima-giornata-europea-della-cultura-ebraica-dialoghi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Due popoli, due Stati? Ne manca uno</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/05/21/nannicini-due-popoli-due-stati-ne-manca-uno/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/05/21/nannicini-due-popoli-due-stati-ne-manca-uno/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Nannicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 May 2021 15:04:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eppur si muove]]></category>
		<category><![CDATA[Antisemitismo]]></category>
		<category><![CDATA[Apartheid]]></category>
		<category><![CDATA[David Ben Gurion]]></category>
		<category><![CDATA[Ebrei]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Netanyahu]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Sionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Tregua]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Zeev Jabotinsky]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3254</guid>

					<description><![CDATA[<p>Due popoli, due Stati. Si dice. Lo dice la politica italiana di fronte al dramma mediorientale, che&#160;sembra sempre uguale a sé stesso, ma che è più diverso di quanto appaia. Questo sapore di “déjà vu” del nostro dibattito lascia un senso di frustrazione, perché lava la nostra coscienza mentre recitiamo le nostre cantilene, ma non porta niente di nuovo (e di utile) a chi soffre. È bene porsi il problema&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/05/21/nannicini-due-popoli-due-stati-ne-manca-uno/">Due popoli, due Stati? Ne manca uno</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Due popoli, due Stati. Si dice. Lo dice la politica italiana di fronte al dramma mediorientale, che&nbsp;sembra sempre uguale a sé stesso, ma che è più diverso di quanto appaia. Questo sapore di “déjà vu” del nostro dibattito lascia un senso di frustrazione, perché lava la nostra coscienza mentre recitiamo le nostre cantilene, ma non porta niente di nuovo (e di utile) a chi soffre. È bene porsi il problema ora che si annuncia una tregua che purtroppo rischia di lasciare presto il campo ad altri conflitti armati; una tregua rispetto alla quale Unione Europea e Italia non hanno giocato alcun ruolo.</p>



<p>Due popoli, due Stati. D’accordo, ma aggiungiamo due postille. La prima è che ne manca all’appello uno, di Stati: quello del popolo palestinese. E che la politica di quello che c’è, Israele, rischia di allontanare ogni soluzione “bistatuale”. Lo so, la colpa è dei paesi arabi e dei palestinesi che non accettarono quella soluzione nel 1947 e nel 1967, e di chi ancora oggi predica la distruzione dello Stato d’Israele. Tutto vero. L’ho ripetuto mille volte anch’io. Ed è uno dei tanti motivi per cui anni fa mi sono avvicinato a “Sinistra per Israele”. Ma vogliamo svegliarci e dire che il tempo è passato per tutti, anche per noi? </p>



<p>Oggi le politiche di Netanyahu per la colonizzazione “etnica” di territori che non appartengono allo Stato d’Israele secondo il diritto internazionale rischiano di mettere una pietra tombale su qualsiasi ipotesi di Stato palestinese. Il punto è: come pensiamo di fermarlo? Questo è il problema che condiziona il presente.</p>



<p>Questo vecchio&nbsp;<a href="https://www.ilpost.it/giovannifontana/2012/11/19/la-mappa-bugiarda-su-israele-e-palestina/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articolo di Giovanni Fontana sul Post</a>&nbsp;demistifica la propaganda anti-israeliana, di chi vorrebbe che l’unico Stato che oggi c’è scomparisse dalle cartine geografiche. Quell’analisi, però, mette in luce che l’attuale aggressività d’Israele non è solo sproporzionata ma mal indirizzata, e rischia di affossare per sempre qualsiasi soluzione. Senza dimenticare che c’è un muro che non viene usato solo per difendersi, ma per alimentare miseria e povertà dall’altra parte.</p>



<p>La seconda postilla è che quella formula non vuol dire che servono due Stati “etnici” ma due società aperte. E la politica di Netanyahu ormai da anni va in un’altra, terribile direzione. Non è solo David Ben Gurion a rigirarsi nella tomba, ma anche Zeev Jabotinsky. Pure la destra israeliana ha sempre sottolineato che la prospettiva nazionale doveva andare a braccetto con l’universalismo dei diritti.</p>



<p>Netanyahu sta rottamando l’ingrediente democratico ed egualitario — nel senso di eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge — del movimento sionista. Sancire per legge che Israele è lo “stato nazionale del popolo ebraico” non è stata solo una rivendicazione di principio, ma ha portato a concrete, inumane discriminazioni razziali.</p>



<p>Per questo nella crisi attuale quello che dovrebbe spaventare di più non sono i razzi di Hamas, ma le violenze interne della popolazione araba d’Israele, esacerbate anche del risentimento creato da politiche di apartheid. Per carità: dobbiamo combattere con tutte le nostre forze l’antisemitismo che si cela in tante proteste contro Israele in giro per l’Europa, ma questa denuncia sarà più forte se verrà accompagnata da una condanna concreta, non solo a parole, delle scelte che preparano uno Stato etnico e religioso.</p>



<p>Quando ho visitato Israele e i territori palestinesi per la prima volta, mi ricordo l’ansia che mi aggrediva dopo ogni conversazione, che ruotava intorno a un solo argomento: il fatto che ogni pietra che visitavamo, ogni luogo, dimostrava che “c’erano prima loro” (chiunque fosse il “loro” che parlava). Da noi i giovani dirigenti di partito studiano legge o economia, lì archeologia. </p>



<p>È la storia che non passa, che si fa presenza immanente, ti toglie il respiro e ti impedisce di vivere. L’unico momento (fugace) in cui quell’ansia e quel senso di oppressione mi hanno abbandonato è stato in un campetto di calcio, con bambine e bambini, israeliani e arabi, che rincorrevano insieme una palla. Una palla che corre al posto di pietre che ti schiacciano. La vita che fa capolino.</p>



<p>Forse è il tempo di cambiare come “parliamo” di quel dramma. Perché le parole hanno un loro potere. Dimentichiamoci anche noi un po’ della storia e delle nostre preferenze, e guardiamo negli occhi il presente, per quanto duro e difficile possa essere. E forse è anche il tempo di non limitarci alle parole, ma fare opere che possano raggiungere quelle bambine e quei bambini, aiutarli a costruire un futuro diverso per loro e per le loro terre.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/05/21/nannicini-due-popoli-due-stati-ne-manca-uno/">Due popoli, due Stati? Ne manca uno</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/05/21/nannicini-due-popoli-due-stati-ne-manca-uno/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Festa della memoria</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/01/31/roberti-festa-della-memoria/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/01/31/roberti-festa-della-memoria/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nada Roberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2021 10:42:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#biblioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Ebrei]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgno della memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[Sterminio]]></category>
		<category><![CDATA[Tè]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2602</guid>

					<description><![CDATA[<p>È passata l’ora canonica del tè, ma mi dico che ogni ora è buona per una buona tazza di tè. È passato anche Natale con tutte le feste correlate e anche il mio compleanno, ma mi dico che ogni giorno è buono per un tè speciale e pertanto verso in abbondanza le profumate foglie del&#160;Cristmas Spice. Che bontà! e quanto evocativo. Mi assale tutta intera la memoria della famiglia&#160;riunita, se&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/01/31/roberti-festa-della-memoria/">Festa della memoria</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È passata l’ora canonica del tè, ma mi dico che ogni ora è buona per una buona tazza di tè. È passato anche Natale con tutte le feste correlate e anche il mio compleanno, ma mi dico che ogni giorno è buono per un tè speciale e pertanto verso in abbondanza le profumate foglie del&nbsp;Cristmas Spice. Che bontà! e quanto evocativo. Mi assale tutta intera la memoria della famiglia&nbsp;riunita, se pure non quest’anno, per le vigilie di Natale. E’&nbsp;sull’onda di questa nostalgia&nbsp; che apro su WhatsApp la pagina destinata al gruppo-famiglia:&nbsp;Familias!&nbsp;</p>



<p>Familias!&nbsp;ha sostituito i diari della mia adolescenza.&nbsp;Non cancello nulla e ogni tanto vado indietro a rileggere e riguardare. &nbsp;</p>



<p>La pagina di oggi si apre con una poesia scritta da Adele, quinta elementare, per il Giorno della memoria. Il componimento è di quattro quartine in rima baciata. Il titolo è La festa della memoria. Ha ragione Adi, è comunque una festa, più che un giorno, quando un popolo ricorda. Cari Ebrei che siete lassù/ spero che abbiate una vita migliore di quaggiù/ Tutti voi siete stati massacrati/ma da noi verrete sempre ricordati. Brava Adele, ricordare, meditare su quanto è stato, progettare un mondo migliore per non commettere gli stessi errori o magari anche peggiori, (per restare nella rima baciata).</p>



<p>Mi commuovo, si sa i vecchi si commuovono facilmente, al pensiero di Adi china sul foglio con la mente piena di pensieri e il cuore che muove la penna nel tentativo di rendere comunque giustizia, magari lassù, a quel diritto alla felicità che è di ogni uomo. Vorrei poterle raccontare ancora che gli orchi vivono solo nelle fiabe e non hanno il volto del vicino. Vorrei poterla proteggere dall’uomo della pietra e della fionda che allora come ancora, come sempre, come uccisero i padri non rinnega lo sterminio. E sì, il mezzo più efficace che abbiamo è la memoria, anzi la festa della memoria.&nbsp;</p>



<p>Scrivo subito un breve ma indicativo messaggio &#8211; Bellissima! Brava Adil!-&nbsp;che si legge&nbsp; ufficialmente come un complimento &nbsp;e &nbsp;in linguaggio &nbsp;criptico &nbsp;suona:&nbsp;Avviso per tutta la famiglia: leggete la poesia di Adele e regolatevi di conseguenza con modalità appropriate e personali. A questo punto la “Familias” non può accampare scuse e dimenticanze. Tutti, ad eccezione di &nbsp;Stano che &#8211; pur essendo membro effettivo della famiglia nella qualità di figlio, fratello, zio, e membro storico del gruppo Familias &#8211; non partecipa, non commenta e ha elaborato, sorretto dalle sue competenze informatiche, una strategia per non lasciare alcuna traccia di sé nella rete social che riguarda i suoi consanguinei.&nbsp;</p>



<p>Seguono selfie &nbsp;dei più giovani. Appaiono faccine perplesse (da quando Adi si è convertita alla poesia?) o ripetute mani plaudenti, o pollici in alto o corone di alloro. Poi la comunicazione si sposta verso il prosieguo&nbsp;della giornata e delle attività di tutta la Familias. Compaiono foto di Zip che sperimenta i suoi primi pericolosi lavoretti con martello e chiodi &#8211; martello vero, Nonna &#8211; di Adele in primo piano con in testa una gigantesca&nbsp;cacchina-emoticon sorridente&nbsp;(suo fratello Vincenzo non è evidentemente cultore dell’Ars poetica che sta studiando con la Dad), di un rosso cuore che pulsa&nbsp;da parte di Lulli alla cugi Adi,&nbsp;dell’orto sul&nbsp; balcone di Annalisa che in confronto il bosco verticale di Boeri è solo un’inezia, di improbabili video sulla Juve che Luigi condivide non si sa bene con chi, di sontuosi palazzi barocchi lungo la passeggiata in solitaria per Catania (e per non impazzire) di Maurizio e poi, all’una un essenziale:&nbsp;La maestra mi ha dato 10 con lode per la poesia,&nbsp;seguito da&nbsp;&#8220;Che poesia?&#8221;&nbsp;con tanto di selfie di Emanuele che si è appena alzato e sta facendo colazione, un brunch direi vista l’ora. &nbsp;</p>



<p>A parte Emanuele, non ci sono altre immediate reazioni al successo di Adele.&nbsp;La giornata familiare è infatti andata avanti e si è spostata su altri interessi. Le cuginette sono &nbsp;prese dalle&nbsp;Lol&nbsp;che sono arrivate via Amazon, la generazione precedente è impegnata in attività ordinarie e straordinarie, Roberta sta scolando la pasta e io sto per pranzare in compagnia di Zanchini&nbsp;con le su Quante Storie. Stano tace e questo, nel suo criptico linguaggio, vuol dire che tutto è a posto. </p>



<p>Improvvisamente la suoneria di WhatsApp scuote contemporaneamente il gruppo familiare di&nbsp;Familias! Eccola ritratta in tutta la sua gloria: quaderno in mano, 10 e lode in bellavista&nbsp;e aria soddisfatta. La reazione è immediata e varia: messaggi, faccine, emoji, marce trionfali.&nbsp;Ma l’eccezionale importanza dell’evento si riassume tutta nel&nbsp;Wow&nbsp;di Stano.&nbsp;<br>&nbsp;<br><strong>Patologia</strong>: tendenza alla dimenticanza&nbsp;<br><strong>Terapia</strong>: il tè è stato già detto, quello delle feste, il libro, quello di Liliana Segre:&nbsp;Fino a quando la mia stella brillerà. Lo regaleremo ad Adele perché sappia di quella bianca&nbsp;signora che si sente nonna di tutti i bambini e a loro vuole passare il testimone del ricordo, a tutti noi, giovani e vecchi, perché attraverso la pace e il superamento dell’odio sappiamo, come lei, scegliere la vita e diventare liberi. &nbsp;&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/01/31/roberti-festa-della-memoria/">Festa della memoria</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/01/31/roberti-festa-della-memoria/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Caro lettore postmoderno</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/01/27/vicari-giornata-memoria-caro-lettore-postmoderno/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/01/27/vicari-giornata-memoria-caro-lettore-postmoderno/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Ugo Vicari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2021 21:54:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#iltempodiuncaffe]]></category>
		<category><![CDATA[27 gennaio]]></category>
		<category><![CDATA[Auschwitz]]></category>
		<category><![CDATA[Ebrei]]></category>
		<category><![CDATA[Fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata della Memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[Nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[Olocausto]]></category>
		<category><![CDATA[Postmoderno]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda guerra mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Ugo Vicari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2593</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ogni 27 gennaio celebriamo la Giornata della memoria e tutti, a diverso titolo, si interrogano almeno per un giorno sul suo valore con gli anni che passano. Quelli che sempre più affannosamente tentano di mantenere vivo il ricordo; quelli che strumentalmente vorrebbero si passasse oltre; quelli che dicono &#8220;perché ricordare solo le stragi nazi-fasciste e non anche quelle sovietiche o cinesi&#8221;; quelli che oggettivamente non gliene frega niente, perché mai&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/01/27/vicari-giornata-memoria-caro-lettore-postmoderno/">Caro lettore postmoderno</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ogni 27 gennaio celebriamo la Giornata della memoria e tutti, a diverso titolo, si interrogano almeno per un giorno sul suo valore con gli anni che passano.</p>



<p>Quelli che sempre più affannosamente tentano di mantenere vivo il ricordo; quelli che strumentalmente vorrebbero si passasse oltre; quelli che dicono &#8220;perché ricordare solo le stragi nazi-fasciste e non anche quelle sovietiche o cinesi&#8221;; quelli che oggettivamente non gliene frega niente, perché mai niente gli è fregato di niente e pure si infastidiscono al solo pensiero, ma non lo dicono per quel decoro tutto borghese che fa del qualunquismo l&#8217;ingrediente più rassicurante per se stessi, in famiglia, per la nazione.</p>



<p>Io penso che sulla memoria dell&#8217;olocausto si giochi oggi una partita diversa (come potrebbe essere diversamente, a distanza di quasi un secolo?) ma non meno significativa e importante. Innanzitutto sotto il profilo didattico, affinché le nuove generazioni no &#8220;non dimentichino&#8221;, ma prendano dimestichezza, si appassionino alla disciplina storica che rimane, malgrado l&#8217;endemico sfacelo della pubblica istruzione, il fondamento delle civiltà. Dunque la memoria, ma intesa come conoscenza e coscienza del proprio passato.</p>



<p>Secondariamente, per l&#8217;affermazione di una didattica adulta, qualcosa che serva più a noi, i cattivi maestri, quelli che tornano a casa raccontando ai figli che, tanto, tutto è uguale a tutto, che si stava meglio quando si stava peggio, che della storia, recente o antica che sia, fanno un frullato di opinioni massificate attraverso il chiacchiericcio distorto dei social.</p>



<p>Una riassunzione collettiva del valore della memoria in senso lato, farebbe si che le diverse &#8220;giornate&#8221; del calendario repubblicano si saldassero in un unico programma storico, in difesa dei valori costituzionali e democratici, sottraendo i singoli appuntamenti celebrativi al rischio, ogni anno più avvertito, di revisionismo d&#8217;un lato, di retorica dall&#8217;altro. Farebbe dell&#8217;ormai fitto calendario di occasioni commemorative un sistema a rete in cui si affermi il primo e più importante valore civile ed etico di una nazione: quello della consapevolezza collettiva.</p>



<p>Il ricordo dell&#8217;olocausto, da tale prospettiva, aiuterebbe anche chi, nello squallore della politica divisiva e miserabile messa in scena proprio in questi giorni, non riesce a capire che i passi indietro, nell&#8217;arco lungo della storia, non sempre sono grandi ed eclatanti come ai tempi del nazi-fascismo.</p>



<p>A volte le civiltà regrediscono impercettibilmente, giorno dopo giorno, anno dopo anno verso il baratro, e quel baratro praticamente mai assomiglia al passato. Più facilmente finisce per non assomigliare a niente di già visto, eppure fa orrore per la sua crudeltà.</p>



<p>Ricordare, talvolta, serve ad evitare che si formino nuove categorie di pensiero nichilista, serve a tenere ben salda la rotta delle conquiste democratiche, serve, in definitiva, a non scivolare nell&#8217;oblio. Chi sa un poco di scienze sociali e cognitive capisce quello che intendo dire. L&#8217;essere umano è portato alla dimenticanza per costituzione sua propria e collettiva. Se lo ha capito il figlio di un falegname duemila e venti anni fa, ne sono certo, potrai capirlo anche tu, mio caro lettore postmoderno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/01/27/vicari-giornata-memoria-caro-lettore-postmoderno/">Caro lettore postmoderno</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/01/27/vicari-giornata-memoria-caro-lettore-postmoderno/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
