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	<title>LEU Archivi - ilcaffeonline</title>
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	<title>LEU Archivi - ilcaffeonline</title>
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		<title>I vaccini e l&#8217;Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Susta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2021 16:55:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>LeU e Lega (Speranza e Giorgetti) uniti nell&#8217;attaccare l&#8217;Europa. Il secondo non ha responsabilità specifiche e non era al Governo, poteva tacere ma che leghista sarebbe ancora se non attaccasse neanche più l&#8217;UE? Il primo, invece, farebbe bene solo a tacere. A chi spettava potenziare le terapie intensive? O i posti letto covid negli ospedali? O potenziare la medicina di base? Chi sapeva da un anno che i vaccini sarebbero&#8230;</p>
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<p>LeU e Lega (Speranza e Giorgetti) uniti nell&#8217;attaccare l&#8217;Europa. Il secondo non ha responsabilità specifiche e non era al Governo, poteva tacere ma che leghista sarebbe ancora se non attaccasse neanche più l&#8217;UE? Il primo, invece, farebbe bene solo a tacere. </p>



<p>A chi spettava potenziare le terapie intensive? O i posti letto covid negli ospedali? O potenziare la medicina di base? Chi sapeva da un anno che i vaccini sarebbero arrivati e non ha predisposto alcun piano? Chi, se non il ministro della Salute? </p>



<p>E attendiamo con fiducia, ma anche con apprensione, l&#8217;indagine in corso per sapere &#8220;chi&#8221; ha la responsabilità di non aver mai aggiornato il piano nazionale contro le pandemie che ci ha fatto trovare impreparati all&#8217;appuntamento con il covid.</p>



<p>Torno sull&#8217;Europa (cioè l&#8217;UE), accusata da Speranza e da Giorgetti di &#8220;avere fallito&#8221; per dire che non andrebbe mai dimenticata la raccomandazione evangelica di badare prima alle proprie travi che alle pagliuzze altrui.</p>



<p>Sicuramente ci sono state degli errori da parte della Commissione Europea. E anche delle ingenuità. Come quella di fidarsi dei contratti scritti da parte di aziende produttrici insediate in altri Stati, che hanno intimato loro che &#8220;la prima carità l&#8217;è cula &#8216;dl&#8217; us (per chi non capisse il piemontese va tradotto &#8220;la prima carità è quella di casa propria&#8221;). </p>



<p>Ma l&#8217;assenza, nei Paesi europei, di una capacità produttiva su larga scala dei vaccini non è certo attribuibile &#8220;all&#8217;Europa&#8221; (cioè all&#8217;UE) e per quanto riguarda l&#8217;Italia viene da lontano. Da molto lontano!</p>



<p>Se per combattere la corruzione abbiamo, con l&#8217;acqua sporca, buttato via anche il bambino (cioè l’industria chimica, ma potremmo parlare anche di siderurgia, informatica, in parte automotive) è colpa dell&#8217;Europa, cioè, nel linguaggio comune, dell&#8217;UE? </p>



<p>Se non riusciamo a smaltire neanche le dosi che abbiamo per disorganizzazione e carenza di personale è colpa dell&#8217;UE? Se riusciamo a trovare il modo persino di superare furbescamente le precedenze nelle vaccinazioni è colpa dell&#8217;UE?</p>



<p>Basta con questo gioco del &#8220;passaggio di cerino&#8221;! E&#8217; davvero stucchevole e non può che far crescere la rabbia sociale questo sfuggire sempre dalle proprie responsabilità.</p>
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		<title>Governo Draghi occasione unica per superare divisione dell&#8217;area liberal-democratica in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Mar 2021 12:27:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Continua il confronto avviato da ilcaffeonline sul modo in cui le tradizioni politiche italiane ed europee affronteranno i cambiamenti di scenario dovuti alla pandemia. Pubblichiamo il contributo di Gianluca Susta, già vicepresidente dell&#8217;ALDE Group al Parlamento Europeo e capo-delegazione della Margherita. Il Presidente della Fondazione Luigi Einaudi, Giuseppe Benedetto, sul Corriere della Sera del 24 febbraio, ha posto con lucidità il tema della mancanza di riferimenti politici per l&#8217;area liberal-democratica&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Continua il confronto avviato da ilcaffeonline sul modo in cui le tradizioni politiche italiane ed europee affronteranno i cambiamenti di scenario dovuti alla pandemia. Pubblichiamo il contributo di Gianluca Susta, <em>già vicepresidente dell&#8217;ALDE Group al Parlamento Europeo e capo-delegazione della Margherita</em>.</em></p>



<p>Il Presidente della Fondazione Luigi Einaudi, Giuseppe Benedetto, sul Corriere della Sera del 24 febbraio, ha posto con lucidità il tema della mancanza di riferimenti politici per l&#8217;area liberal-democratica nel nostro Paese.</p>



<p>Il ripiegamento su stessa della politica italiana, l&#8217;incapacità di guardare le vicende politiche al di là del proprio naso, l&#8217;incoerenza tra scelte nazionali e scelte europee di forze politiche e loro leadership che dovrebbero avere, invece, saldi riferimenti nelle famiglie europee, richiede oggi un cambiamento radicale di approccio e una coerenza coraggiosa, guardando proprio all&#8217;esperienza europea. Vale per tutti, ma vale soprattutto per l&#8217;area liberal-democratica.</p>



<p>Sono non da oggi tra i fautori di una “Margherita 2.0” che, in un quadro che pare orientarsi verso un sistema fondamentalmente proporzionale, guardi all&#8217;esperienza di Renew Europe, nata nel 2019, con l&#8217;ingresso di “En marche” di Macron, sulle ceneri dell&#8217;Alleanza dei Liberali e Democratici Europei, promossa dai liberali dell&#8217;ELDR (poi divenuto Alde party) e dal Partito Democratico Europeo (PDE) dopo le elezioni europee del 2004.</p>



<p>Per dirla in sintesi occorre riprendere quell&#8217; esperienza e dare vita a una “cosa” che sia la proiezione politica in Italia di Renew Europe, che unisce il liberalismo dell&#8217; “Alde Party” con la tradizione democratica e liberalsociale del Partito Democratico Europeo che, fin dal 2004, è stata la casa europea della Margherita presieduta da Francesco Rutelli.</p>



<p>La crisi di sistema sfociata nel Governo Draghi spinge le forze politiche a scomporsi e ricomporsi in un&#8217;ottica che ha come riferimento le grandi famiglie europee.</p>



<p>Mi pare di poter azzardare la previsione che in Europa il M5S verrà assorbito dal Gruppo socialista, presidiato da PD e LeU e l&#8217;intergruppo formato da queste forze in Senato, oltre alla rivendicazione dell&#8217;esperienza del Governo Conte II, siano segni inequivocabili della direzione presa dal nuovo corso della sinistra democratica e del PD in particolare. </p>



<p>Non si può, inoltre, non vedere la marcia di avvicinamento della Lega al PPE, da tempo “casa comune” di Forza Italia e UDC. E la stessa presidenza da parte di Giorgia Meloni del Partito Conservatore Europeo (ECR), che raccoglie la destra euroscettica e nazionalista, indica il profilo che vuole assumere Fratelli d’Italia.</p>



<p>In questo quadro solo la famiglia liberal-democratica, da sempre terza o quarta forza al Parlamento Europeo, parte determinate della “maggioranza Ursula”, resta priva di riferimenti nel panorama politico italiano.</p>



<p>Non so se Renzi voglia davvero indicare a Italia Viva questo obiettivo, come anche alcuni parlamentari a lui vicini hanno lasciato intendere nei giorni scorsi. Tutto lascia presumere di sì e ciò è bene e anche gli altri leader delle formazioni “di area” dovrebbero cogliere questa opportunità.</p>



<p>Penso che questo obiettivo sia ciò che si attende una fetta significativa di opinione pubblica; che in questa direzione va l&#8217;appello firmato da personalità di diversa estrazione apparso su Linkiesta qualche giorno fa, poi ripreso dal Corriere e su cui è intervenuto il Presidente della Fondazione Einaudi. </p>



<p>So che da sole Azione, Italia Viva, +Europa, Demos, Base Italia, ecc. non possono più concepirsi come “cespugli” sotto una metaforica e rassicurante “quercia”, in un centro sinistra di derivazione ulivista che non ha più senso in uno schema maggioritario bipolare travolto dagli eventi.</p>



<p>E penso che occorra riprendere, pur nell&#8217;emergenza che viviamo o forse proprio per questo, un disegno di riforma complessivo delle nostre Istituzioni che ripensi al rapporto tra Stato centrale e governance locale; al rapporto tra governabilità e rappresentanza; tra libertà economica e giustizia sociale, temi a cui la cultura liberale e democratica nonché il popolarismo hanno dedicato gran parte della loro elaborazione politica (si pensi a Sturzo, Dahrendorf, Popper, Ropke, solo per citarne alcuni).</p>



<p>Una sfida grande, in cui il riferimento alla Margherita non è tanto per la sua collocazione, visto che quella esperienza era funzionale a caratterizzare in senso “democratico”, all&#8217;interno di un sistema bipolare, un centro sinistra destinato ad essere invece caratterizzato in senso “socialista”quanto all&#8221;intuizione, che fu soprattutto di Rutelli, di dare vita ad un partito unendo e non dividendo ciò che c&#8217;era di disponibile e indicandone, immediatamente, la proiezione europea nella famiglia liberal-democratica.</p>



<p>Chi come me non vive (più) la dimensione politica nazionale e da tempo non frequenta “il palazzo” può dire che nella base del corpo elettorale la divisione in tanti frammenti dell&#8217;area liberal-democratica è vissuta come un grave e grande limite, che va superato con uno sforzo di generosità e di sapiente visione, analogo a quello che compirono nel 2001 i promotori della Margherita i quali non avevano meno ragioni di diversità e, in qualche caso, di risentimento tra loro per scelte precedenti, di quanto non abbiano oggi le formazioni e i leader che dovrebbero concorrere a definire questa operazione.</p>



<p>Ecco perché bisogna sforzarsi di includere il più possibile tutto ciò che si muove in quest&#8217;area, fin dai primi passi. A mio giudizio hanno…abbiamo… una sola opzione: provarci! Perché un&#8217;occasione come questa potrebbe non ripresentarsi per lungo tempo.</p>
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		<title>Nulla sarà come prima. Draghi non aspetti il risultato di Rousseau</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2021 14:50:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Se, come pare, Fratelli d’Italia resterà fuori dal governo Draghi, sarà l’unico partito a non aver partecipato a nessuno dei tre governi di questa legislatura, caratterizzata da elezioni che non hanno decretato alcun vero vincitore. Tanto da consentire la formazione di tre esecutivi sostenuti da maggioranze tanto diverse quanto impensabili prima della loro creazione. Quanto pagherà la coerenza della Meloni lo vedremo quando si tornerà alle urne. Il resto dei&#8230;</p>
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<p>Se, come pare, Fratelli d’Italia resterà fuori dal governo Draghi, sarà l’unico partito a non aver partecipato a nessuno dei tre governi di questa legislatura, caratterizzata da elezioni che non hanno decretato alcun vero vincitore. Tanto da consentire la formazione di tre esecutivi sostenuti da maggioranze tanto diverse quanto impensabili prima della loro creazione.</p>



<p>Quanto pagherà la coerenza della Meloni lo vedremo quando si tornerà alle urne. Il resto dei partiti e dei leader politici, da inizio legislatura a oggi si sono cimentati in piroette e volteggi degni del Cirque du Soleil.</p>



<p>Questo giornale, da sempre schierato contro qualunque forma di populismo, non ha risparmiato critiche al M5S, al PD e a Giuseppe Conte, che si è mosso come un elefante tra i cristalli delle nostre Istituzioni. Né le ha mandate a dire, a suo tempo, alla Lega e al suo leader Matteo Salvini. Ma oggi ci troviamo davanti a un potenziale cambiamento di lunga durata del nostro sistema politico. Non capirlo sarebbe da irresponsabili e da stolti.</p>



<p>Il presidente della Repubblica è stato chiaro dopo il fallimento dell’esplorazione affidata a Roberto Fico: “Avverto il dovere di rivolgere un appello a tutte le forze politiche presenti in Parlamento perché conferiscano la fiducia a un Governo di alto profilo, che non debba identificarsi con alcuna formula politica”.</p>



<p>L’ostinazione con la quale l’ex maggioranza M5S-PD-LEU si ostina a chiedere un governo politico, inteso come appendice allargata del Conte due, è pari solo alla cocciutaggine con la quale hanno provato a imporre un Conte ter, senza Italia Viva e con i responsabili raccattati da Clemente Mastella. Appare inoltre profondamente irrispettoso nei confronti dell’appello rivolto da Sergio Mattarella.</p>



<p>Poco ci importa di quel che farà il M5S, destinato a chiudere la propria deleteria parabola politica con la fine di questa legislatura. Molto di più ci preme che questo cambiamento, questa opportunità sia compresa e colta da chi dovrà rappresentare il campo progressista e quello conservatore in Italia nei prossimi anni.</p>



<p>Nessuno può continuare a porre veti o rivendicare false primogeniture. Tutti, ma proprio tutti, stanno facendo il contrario di quanto sostenuto fino a una settimana fa, che per nulla combaciava con ciò che ogni partito dichiarava solo il mese passato o durante la campagna elettorale del 2018.</p>



<p>L’Italia potrà solo trarre beneficio da una Lega pronta finalmente a divenire forza di governo moderata, europeista e atlantista. Le conseguenze di questa svolta saranno avvertite a Bruxelles e in tutta Europa. Il risultato delle presidenziali americane a questo fine è stato determinante e restiamo ancora sorpresi che a Conte e Di Maio risultasse indifferente la vittoria di Biden o di Trump.</p>



<p>Il PD ha l’occasione per tornare a essere il partito laburista a vocazione maggioritaria, affrancandosi dalla scia qualunquista del M5S. Che il gruppo dirigente democratico si ostini a non comprendere il livello della sfida che abbiamo davanti è francamente inspiegabile.</p>



<p>Nulla sarà come prima. L’auspicio è che il cambiamento possa avviarsi già mercoledì sera, quando Mario Draghi finirà il secondo giro di consultazione. Sarebbe un segnale importante se salisse immediatamente al Quirinale a sciogliere la riserva, senza attendere l’esito, scontato quanto inutile, del voto su quella burla che è sempre stata la piattaforma Rousseau.</p>
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		<title>Ritrovare calma e lucidità, senza prove muscolari dall’esito incerto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Nannicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2021 09:29:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il segretario Zingaretti ha aggiornato la direzione del Pd sulla crisi di governo, senza aprire al momento un dibattito in quella sede. Due i punti della relazione del segretario che condivido. Primo: Italia Viva ha sbagliato i tempi e i modi per aprire una crisi al buio. Secondo: accanto a scelte importanti per il bene del Paese, come quella di aver garantito un forte ancoraggio all’Europa, il governo ha mostrato&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/01/18/nannicini-ritrovare-calma-e-lucidita-senza-prove-muscolari-da-esito-incerto/">Ritrovare calma e lucidità, senza prove muscolari dall’esito incerto</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il segretario Zingaretti ha aggiornato la direzione del Pd sulla crisi di governo, senza aprire al momento un dibattito in quella sede. Due i punti della relazione del segretario che condivido. Primo: Italia Viva ha sbagliato i tempi e i modi per aprire una crisi al buio. Secondo: accanto a scelte importanti per il bene del Paese, come quella di aver garantito un forte ancoraggio all’Europa, il governo ha mostrato limiti evidenti, tanto che il Pd chiede da tempo una svolta e un rinnovato programma di legislatura. Al Pd non interessa una governabilità fine a sé stessa.</p>



<p>Proprio perché condivido queste due premesse, però, penso che ci siano altri tre punti da chiarire.</p>



<p>Primo: su quali elementi di merito il Pd sollecita un’autocritica seria di fronte al Paese da parte del governo e della maggioranza? Se non parliamo di lavoro, welfare, scuole, trasporti, politica industriale e accelerazione del piano vaccinale per non favorire l’insorgere di nuove varianti del virus, nel merito delle scelte, il richiamo a una generica svolta rischia di essere risucchiato nel teatrino della politica e le persone faranno fatica a capire che cosa di diverso chieda il Pd.</p>



<p>Secondo: come si concilia un passaggio parlamentare di mera conta dei voti sul Conte bis con la richiesta di una svolta? Come e dove dovrebbero materializzarsi segnali di discontinuità, sfuggendo a una logica puramente muscolare e ai personalismi? Non sarebbe più ordinato e trasparente, dopo il passaggio alla Camera, permettere al presidente Conte di gestire in maniera trasparente consultazioni sotto l’egida del Presidente della Repubblica, per capire se esistono i margini politici per ricostruire un accordo all’interno dell’attuale maggioranza o eventualmente per costruirne una allargata, mettendo al primo posto le esigenze drammatiche dell’Italia? In virtù della sua forza, il Pd dovrebbe essere il partito che parla con tutti, senza mettere o accettare veti, per trovare una soluzione alla crisi.</p>



<p>Terzo: alcuni esponenti del governo e del Pd sembrano prefigurare una scelta strategica di lungo periodo che usi questo passaggio parlamentare per cementare una nuova alleanza pseudo-progressista tra Pd, M5S e Leu. Ma non è quello di cui dovremmo discutere. Questo è un tema da congresso, non da conte parlamentari, perché ridisegna l’identità del nostro partito. Adesso, capiamo come rilanciare il programma di un governo “necessitato” dalla situazione drammatica che stiamo vivendo. Di alleanze strategiche, candidati premier e identità politiche parleremo quando sarà il momento e consultando tutti i militanti e gli elettori del Pd con un dibattito vero.</p>



<p>Senza risposte chiare a questi punti, il quadro politico rischia di avvitarsi. Il ministro Di Maio ha detto che non c’è nessun mercato dei voti alla ricerca di trasformisti, ma che il governo presenterà un programma in aula, appellandosi alla responsabilità di ogni singolo senatore. Ma a quel punto, seguendo questa logica, ciascun senatore, compreso il sottoscritto, dovrà fare valutazioni di merito sulla solidità del nuovo quadro politico e sui segnali di discontinuità che molti chiedono da tempo, prima di fare una scelta che parli alla propria coscienza di fronte al dramma che sta vivendo il nostro Paese. Per carità, ci sta, ma ritrovare la calma e la lucidità senza prove muscolari dall’esito incerto sarebbe forse preferibile.</p>
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		<title>Sulla sanità in Calabria serve piena assunzione di responsabilità da parte di Conte e Speranza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2020 12:12:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Whatever it takes]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Mantovani]]></category>
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<p>50 anni sono passati dall’ultima volta che i calabresi si sono incazzati. Era il luglio del 1970. Lo hanno fatto in modo particolare i reggini, contro lo Stato, accusato (a loro avviso e per me, reggino, giustamente) di aver commesso una profonda ingiustizia assegnando il capoluogo di regione a Catanzaro invece che a Reggio Calabria. Fu una rivolta di popolo, dei cittadini, tutti, di ogni classe sociale, di ogni ideologia politica. Per lunghe settimane nessun partito avallò la rivolta. Solo a un certo punto il MSI di Almirante capì che poteva essere conveniente sostenere le ragioni dei cittadini reggini. Ma chi conosce quel moto di indignazione e rabbia, per averlo vissuto o per averlo studiato davvero, in modo non ideologico, sa bene che è stato e resta una rivolta di popolo.</p>



<p>Dieci, cento, mille volte i calabresi avrebbero avuto le ragioni per tornare a protestare. Non lo hanno potuto fare, in questi decenni, per non protestare contro se stessi, contro la classe dirigente &#8211; politica e non solo &#8211; scelta dagli stessi calabresi, che ha sprecato ingenti, enormi, non quantificabili risorse economiche destinate alla Calabria dallo Stato italiano e dall’Europa. Soldi finiti nel buco nero degli interessi particolari e non investiti per il bene della comunità. E così è nata e cresciuta una cittadinanza abituata a chiedere assistenza e non pretendere opportunità.</p>



<p>Questo è il contesto in cui anche Giuseppi, l’avvocato del popolo, durante il governo M5S-Lega, ha chiesto il 7 dicembre 2018 a Saverio Cotticelli, generale dei Carabinieri in pensione, di fare da commissario straordinario della sanità calabrese. Solo chi non si è mai interessato di come era organizzata, di come è organizzata, la sanità della regione Calabria; solo chi non ha messo neppure una segretaria a fare un foglio excel con i posti covid da approntare negli ospedali, durante l’estate, in vista della certa seconda fase pandemica, poteva pensare di confermare il generale Cotticelli. Lo ha fatto il Conte due, a guida M5S-PD-LEU-IV.</p>



<p>Lo dico da calabrese, lo dico da reggino che per varie ragioni conosce come è organizzata la sanità regionale. Quello dei posti covid è l’ultimo e il meno importante forse dei problemi. E’ solo la punta dell’iceberg, contro la quale oggi l’opinione pubblica nazionale è andata a scontrarsi. Alla Calabria serviva e serve una guida, politica o commissariale, autorevole e competente. Competente. COM &#8211; PE &#8211; TEN &#8211; TE.</p>



<p>Il governo Conte due, a guida M5S-PD-LEU-IV, cosa fa? Si accorge, grazie a una inchiesta giornalistica, che Cotticelli sembra essere davvero inadeguato a ricoprire quell’incarico. Fiat Lux. Tardi ma non tardissimo. Manderanno il più bravo che c’è in Italia. Ma che dico in Italia, in Europa. Ma quale Europa, manderanno il più bravo al mondo, ho pensato. Si, sarà Carlo Cottarelli oppure chiederanno aiuto a Anthony Fauci. E Fauci indicherà probabilmente Alberto Mantovani, il direttore scientifico dell’Humanitas, il più autorevole e competente scienziato italiano al mondo.</p>



<p>Sveglia, il nuovo commissario non sarà Alberto Mantovani e neppure Carlo Cottarelli, ma Giuseppe Zuccatelli. Nel 2018 candidato con LEU, il partito del ministro Speranza. Ha esordito nel suo nuovo incarico spiegando che le mascherine non servono a un piffero e che per prendere il covid bisogna limonare almeno 15 minuti con un positivo o una positiva. Ora capisco anche perché non funziona la APP Immuni, scelta sempre dallo stesso ministero alla Sanità: chi volete che si metta a dichiarare di questi tempi di aver limonato per 15 minuti con qualcuno?</p>



<p>Mentre il ministro Speranza era impegnato a difendere Zuccatelli, “Frasi sbagliate non cancellano 30 anni di curriculum” (che ancora non abbiamo visto), domenica sera ci è toccato ascoltare, grazie a Massimo Giletti, la difesa di Saverio Cotticelli: “Non mi riconosco. Ero in stato confusionale. Forse mi hanno drogato”.</p>



<p>Sono cresciuto, come uomo e come cittadino, cercando di rispettare sempre alcune regole: una su tutte, non derogare mai al principio dell’assunzione piena di responsabilità individuale. E mai mi sarei aspettato che un generale dei Carabinieri in pensione si potesse comportare come un mediocre politico qualunque: “Quel tweet? Non sono stato io ma uno dei miei collaboratori”.</p>



<p>Almeno la dignità di una piena assunzione di responsabilità. Non ci sentiamo di poterla chiedere né a Cotticelli né a Zuccatelli, sarebbe tempo perso. Ma se lo stato confusionale non ha finito per travolgere l’intero governo, cosa di cui dubitiamo considerati i provvedimenti che sono stati presi dall’esecutivo da giugno in avanti e in modo particolare dall’inizio della seconda fase pandemica, questa assunzione di responsabilità la pretendiamo da Conte e da Speranza, la chiediamo ai segretari di tutti i partiti di maggioranza. Da chi è perché è stato scelto e confermato Cotticelli? Da chi e perché è stato scelto Zuccatelli? Chi ha deciso? Chi sapeva? Chi ha avallato?</p>



<p>Nello spirito di solidarietà nazionale invocato dal Presidente Sergio Mattarella, l’unica Istituzione che oggi può ancora chiedere fiducia agli italiani, noi facciamo finta che Zuccatelli non sia stato mai indicato dal Governo. Ha sbagliato un segretario, un social media manager, un addetto stampa, un autista. Ancora meglio, è stata colpa del T9. Conte e Speranza volevano indicare Cottarelli e il T9 ha scritto Zuccatelli. Chiediamo scusa al signor Zuccatelli per il disturbo arrecato, gli consentiamo di tornare a studiare a tempo pieno la teoria alquanto affascinante del Covid-19 trasmesso solo limonando, e chiediamo a Carlo Cottarelli o Alberto Mantovani, o a entrambi, di occuparsi della sanità calabrese. Lo pretendiamo. E’ davvero uno dei motivi per cui i cittadini calabresi, nel rispetto delle regole imposte dalla legge, dovrebbero sentire l’esigenza di tornare a esprimere tutta la propria indignazione. Se ritengono di averne ancora.</p>
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