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	<title>Sovranisti Archivi - ilcaffeonline</title>
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		<title>Parlamento Europeo: Roberta Metsola è la nuova Presidente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ottavia Munari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jan 2022 14:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Roberta Metsola, con 458 voti, è stata nominata Presidente del Parlamento Europeo. È la più giovane Presidente di sempre, eletta il giorno del suo quarantatreesimo compleanno. Terza donna a ricoprire tale carica dopo Simone Veil e Nicole Fontaine. La sua storia professionale, ma anche privata, è una storia molto europea. Classe 1979, formazione giuridica, appassionata di politica fin da giovane, dal Partito nazionalista maltese, affiliato al Ppe, è divenuta eurodeputata&#8230;</p>
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<p>Roberta Metsola, con 458 voti, è stata nominata Presidente del Parlamento Europeo. È la più giovane Presidente di sempre, eletta il giorno del suo quarantatreesimo compleanno. Terza donna a ricoprire tale carica dopo Simone Veil e Nicole Fontaine.</p>



<p>La sua storia professionale, ma anche privata, è una storia molto europea. Classe 1979, formazione giuridica, appassionata di politica fin da giovane, dal Partito nazionalista maltese, affiliato al Ppe, è divenuta eurodeputata nel 2013.</p>



<p>La maltese ha collezionato, oltre ai voti del suo partito, quelli dei Socialisti e Liberali, assieme al consenso di Conservatori e Riformisti. La maggioranza Ursula ha lasciato spazio ad una maggioranza ancor più vasta, inclusiva anche nei confronti dei sovranisti che ora hanno guadagnato un posto al tavolo delle decisioni.</p>



<p>In questa inedita sfida per la leadership europea, tutta al femminile, i Verdi e il gruppo della sinistra Gue hanno incassato qualche consenso in più rispetto al numero di eletti dei loro gruppi, un segno di dissenso che non è stato però sufficiente per proclamare vittoria.</p>



<p>Pur essendo rappresentante del Partito popolare europeo, Metsola ha lavorato nella Commissione Libertà Civili anche su tematiche più vicine all’ala sinistra del Parlamento, scrivendo report sulla redistribuzione dei richiedenti asilo e contro l’omofobia e discriminazioni di genere.</p>



<p>Alcune sue posizioni, in particolare quelle antiabortiste, sembravano ostacolare, almeno in un primo momento, la sua elezione. Tuttavia, Metsola ha dichiarato di voler pienamente rimettersi alle decisioni del Parlamento, affermando che le sue posizioni sui diversi temi, aborto compreso, saranno quelle dell’Aula.</p>



<p>È decisa l’intenzione di perseguire l’impegno del suo precursore, Sassoli, sempre attento al dialogo e alla cooperazione; “voglio rafforzare la cultura del dibattito” ha infatti affermato la neo eletta.</p>



<p>Ascoltando il suo discorso di insediamento, si odono parole carismatiche e di profondo rispetto per le istituzioni europee. La Metsola ha ribadito che, al giorno d’oggi, vi sono pressioni che inducono gli Stati europei a erigere muri e costruire nuovi confini, annullando la freedom zone europea, così da lei denominato lo spazio Schengen nel suo spot elettorale.</p>



<p>“Coloro che cercano di distruggere l’Europa sappiano che questo Parlamento la difenderà (…) per coloro che minacciano lo stato di diritto sappiano che non indeboliranno l’unità di questo Parlamento” – è una Europa forte, pragmatica, quella delineata da queste parole.</p>



<p>E ancora, la maltese cita Adenauer, toccando poi i più disparati argomenti: dalla tutela delle minoranze alle crisi che imperversano negli estremi confini ucraini e bielorussi, fino al green deal, definito come “un’occasione per l’Europa per reinventarsi”.</p>



<p>Altra tematica affrontata dalla Presidente, è la disinformazione. Fortemente posta in risalto dalla crisi pandemica, essa è un male che ha alimentato isolazionismo e nazionalismo, due false illusioni agli antipodi di ciò che è la vera anima europea. È nella celebrazione delle differenze, e nell’armonia e nell’inclusione, che va cercato lo spirito d’Europa.</p>



<p>Sarà così? Alcuni temono che, dietro queste buone intenzioni, si celi l’impossibilità di ottenere fatti concreti &#8211; dubbio dovuto soprattutto alla presenza di elementi sovranisti nella nuova coalizione. Avranno realmente le forze progressiste meno potere decisionale? Vi saranno derive nazionalistiche in Parlamento?</p>



<p>Sicuramente un cambiamento nella scena politica è avvenuto, il precedente equilibrio si ritrova ora decentrato, con un fronte europeista più debole nella contrattazione. Eppure, la linea dettata dal primo discorso di Metsola da Presidente sembra voler mantenere determinante il ruolo dell’Europarlamento, presentando un’Europa unita che non si lascia scalfire da egoismi e manie di protagonismo degli Stati membri. Noi ci auguriamo che sia così. Buon lavoro Presidente.</p>
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		<title>Attendiamo il rimpasto. Non come la sentinella l’aurora, ma come a tavola il menù del giorno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Cuzzocrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2021 13:02:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I due giorni di dibattito parlamentare sulla fiducia al governo Conte 2 hanno occupato le cronache italiane, aperto interrogativi e, probabilmente, fornito poche risposte utili agli italiani per affrontare i prossimi mesi. Qualcuno ha provato ad argomentare che tutto ciò non rappresenti il Paese e le sue emergenze, ma niente è più reale delle forme in cui la democrazia manifesta il proprio stato. I discorsi parlamentari ascoltati, le repliche e&#8230;</p>
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<p>I due giorni di dibattito parlamentare sulla fiducia al governo Conte 2 hanno occupato le cronache italiane, aperto interrogativi e, probabilmente, fornito poche risposte utili agli italiani per affrontare i prossimi mesi. Qualcuno ha provato ad argomentare che tutto ciò non rappresenti il Paese e le sue emergenze, ma niente è più reale delle forme in cui la democrazia manifesta il proprio stato.</p>



<p>I discorsi parlamentari ascoltati, le repliche e le dichiarazioni di voto, si sono susseguite in una ritualità a cui siamo abituati da decenni. Chi siede in Parlamento, oggi come nelle legislature precedenti, rappresenta lo “stato della Nazione”. Cambiamo leggi elettorali, modifichiamo collegi, inventiamo nomi nuovi per partiti vecchi, il risultato è sempre lo stesso: una rappresentazione del popolo e una classe dirigente diretta espressione, nel bene e nel male, dei proprietari della sovranità.</p>



<p>Le tre grandi novità politiche degli ultimi 30 anni, negli ultimi giorni hanno probabilmente perso l’identità che le contraddistingueva, segnando un passaggio verso un futuro pieno di interrogativi.</p>



<p>Forza Italia ha sancito la sua marginalità, abbandonando per irrilevanza il ruolo di argine alla prevalenza di sovranisti e nazionalisti nel centrodestra italiano. Dimostrazione evidente sono state le continue voci sulla fuga verso i lidi governativi di onorevoli e deputati, espresse in maniera solenne e simbolica dalla fiducia al governo di due esponenti rappresentativi degli ultimi anni, Polverini alla Camera e Rossi al Senato. Archiviata la promessa rivoluzione liberale, restano le dichiarazioni alla stampa di Tajani, che con i suoi categorici “è fuori da Forza Italia” faceva sorridere chi vede il partito berlusconiano incalzato nei consensi da Azione di Calenda.</p>



<p>Il Partito Democratico ha definitivamente abbandonato la propria vocazione maggioritaria. Nonostante le ragioni che hanno portato alla sua nascita siano ancora attuali e reali (come ha detto l’ex segretario Fassino in una recente intervista su queste pagine), non è più attuale il modo in cui la sua leadership eserciti l’aspirazione alla realizzazione di tali ragioni. In un’immagine continua di incapacità di dettare i temi e i tempi dell’agenda politica, in un continuo inseguire altri, l’adesione alla nuova legge elettorale proporzionale promessa da Conte segna la fine della capacità del Pd di guidare il cambiamento in Italia. </p>



<p>Unita con la riduzione dei seggi parlamentari, probabilmente, consentirà a Bersani ed altri di rientrare nel Pd che verrà. Il rischio è che non rientri l’elettorato che ha visto nel percorso dall’Ulivo al Pd la possibilità di modernizzare l’Italia. La sensazione è che gli elettori “nativi democratici” non siano in grado di definire una propria identità politica, perché lontani dagli schemi novecenteschi con cui Bettini e Zingaretti governano il partito e ne determinano il futuro. Nella vittoria di ieri rischia di annidarsi la sconfitta di domani.</p>



<p>Il Movimento 5 Stelle ha completato il suo itinerario di omologazione. Governo da soli, governo con la Lega, governo con il Pd, governo con chi ci sta. Partiti da no euro, no vax, no xylella, gilet gialli, impeachment a Mattarella, nella scatoletta di tonno ci sono finiti loro e stanno trascinando anche noi.</p>



<p>Ogni legislatura ha i suoi Ciampolillo, ogni crisi di governo ha i suoi protagonisti, impegnati in estenuanti – per “i cittadini a casa” se vogliamo usare la triste espressione del presidente Conte &#8211; acrobazie televisive. Attendiamo il rimpasto. Non come la sentinella l’aurora, ma come a tavola il menù del giorno.</p>
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		<title>Conte, la Merkel e noi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Susta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2020 16:24:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Che cosa penso di Giuseppe Conte l&#8217;ho scritto più volte. Non serve ripetermi. Dico solo che sta lì anche grazie al mio voto e questo mi pesa non poco. Ma ciò che mi indigna maggiormente è la totale assenza in lui della consapevolezza del suo ruolo, di ciò che comporta sul piano comportamentale, sulle conseguenze di quello che dice e di quello che fa. Tutto da lui viene sacrificato sull&#8217;altare&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Che cosa penso di Giuseppe Conte l&#8217;ho scritto più volte. Non serve ripetermi. Dico solo che sta lì anche grazie al mio voto e questo mi pesa non poco. Ma ciò che mi indigna maggiormente è la totale assenza in lui della consapevolezza del suo ruolo, di ciò che comporta sul piano comportamentale, sulle conseguenze di quello che dice e di quello che fa. Tutto da lui viene sacrificato sull&#8217;altare della propaganda e della comunicazione.</p>



<p>L&#8217;Italia e l&#8217;Europa stanno vivendo momenti molto difficili, ma siccome negli USA, in America Latina, in Russia e in Cina gli effetti del virus sono ben maggiori che da noi, abbiamo davanti a noi un&#8217;autostrada di opportunità. Abbiamo un&#8217;occasione unica per rilanciare il progetto europeo. Ma per fare &#8211; e trarne i giusti vantaggi &#8211; occorre capire chi siamo, cosa fare, come e con chi farlo. E qui. ..ed è proprio il caso di dirlo. ..&#8221;casca l&#8217;asino&#8221;.</p>



<p>Cinque tra i più grandi giornali del mondo hanno nei giorni scorsi intervistato Angela Merkel. Tra questi La Stampa. In quell&#8217;intervista tra tante cose importanti dette (condivisibili o meno sempre tali restano) ha caldeggiato l&#8217;uso da parte dell&#8217;Italia del MES. Il &#8220;nostro&#8221; premier &#8211; dimostrando secondo i neo sovranisti patrioti, che per altri versi sono ancora sulle barricate post sessantottine, la &#8220;schiena dritta&#8221;- non ha saputo dire altro che &#8220;al bilancio italiano ci pensano lui e Gualtieri&#8221;. Ma il problema qual è si chiederà qualcuno?</p>



<p>I neo sovranisti no, ma Conte dovrebbe sapere che i cinque tra i giornali più importanti del mondo non hanno intervistato la Merkel &#8220;in quanto&#8221; Cancelliera tedesca ma in quanto prossimo Presidente di turno dell&#8217;Unione Europea, vale a dire del &#8220;Consiglio dei ministri&#8221; dell&#8217;Unione Europea, cioè di una delle due Camere legislative dell&#8217;UE (l&#8217;altra è il Parlamento Europeo), di cui lo stesso Conte, con tutti i suoi Ministri, ciascuno per la propria competenza, fa parte.</p>



<p>In una comunità condivisa è naturale che chi la presiede indirizzi le scelte dei &#8220;soci&#8221;; se il presidente di una qualsiasi società si sente rispondere da un socio a cui propone di utilizzare uno degli strumenti in possesso della società per migliorare i propri affari &#8220;fatti c….i tuoi&#8221; a) non è un buon modo per vivere la società condivisa b) è lecito attendersi una qualche, quanto meno stizzita, reazione (che la Merkel quale vero leader è non ha avuto).</p>



<p>Conte dimostra, quindi, di non sapere che, oltre ad essere il premier dell&#8217;Italia (buon per lui, male per noi….), lui è anche co-legislatore europeo, il che impone diritti e doveri. Il primo dovere è quello di rispettare le Istituzioni di cui si fa parte. Conte non ha replicato stizzito alla Germania ma al prossimo Presidente di turno dell&#8217;UE. Al &#8220;bar sport&#8221; del circo mediatico certe distinzioni sono bazzecole, nelle relazioni europee o internazionali no.</p>



<p>Abbiamo trascorso i primi due mesi della&#8221;covidsegregazione&#8221; imprecando contro la mancanza di solidarietà europea. Nonostante non siamo il Paese messo peggio in rapporto alla popolazione siamo il maggiore destinatario di aiuti europei. Per Conte &amp; C. &#8220;solidarietà&#8221; vuol dire &#8220;dateci quel che vogliamo e non rompeteci le scatole&#8221;. Tra questa UE e il sogno europeo dei Padri fondatori forse ce ne passa, ma nessuno mi venga a dire che il sogno era dare vita a una vacca da mungere &#8220;senza se e senza ma&#8221;. Per Conte &amp; C. questo dovrebbe essere l&#8217;UE, al punto che vagheggia di usare i fondi europei per diminuire l&#8217;IVA, tagliare il cuneo fiscale, aumentare i sussidi e questo mentre gli altri hanno bilanci che ci fanno arrossire di vergogna.</p>



<p>Se a tutto ciò aggiungiamo il disprezzo per il nostro Parlamento che non è mai stato chiamato a votare nessun mandato a trattare i provvedimenti in discussione in sede europea, perché lui il &#8220;Parlamento lo informa&#8221; ma non vuole che voti, abbiamo il quadro di incompetenza e di inaffidabilità di questo Professore chiamato a svolgere un compito più grande di lui. Sulla nostra pelle ovviamente.</p>
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