<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Speranza Archivi - ilcaffeonline</title>
	<atom:link href="https://ilcaffeonline.it/tag/speranza/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/speranza/</link>
	<description>Il coraggio di conoscere</description>
	<lastBuildDate>Thu, 30 Mar 2023 06:18:59 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.4.2</generator>

<image>
	<url>https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/cropped-avatar-ilcaffeonline-32x32.png</url>
	<title>Speranza Archivi - ilcaffeonline</title>
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/speranza/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2023/01/01/redazione-messaggio-di-fine-anno-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2023/01/01/redazione-messaggio-di-fine-anno-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jan 2023 09:41:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Whatever it takes]]></category>
		<category><![CDATA[2023]]></category>
		<category><![CDATA[coraggio]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[crisi energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[dovere]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Federazione Russa]]></category>
		<category><![CDATA[Futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Messaggio di fine anno]]></category>
		<category><![CDATA[Occidente]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[papa benedetto XVI]]></category>
		<category><![CDATA[papa emerito]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[PNRR]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente della Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[rispetto]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[sfide globali]]></category>
		<category><![CDATA[Speranza]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[trasformazione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4842</guid>

					<description><![CDATA[<p>Care concittadine e cari concittadini,un anno addietro, rivolgendomi a voi in questa occasione, definivo i sette anni precedenti come impegnativi e complessi.Lo è stato anche l’anno trascorso, così denso di eventi politici e istituzionali di rilievo. L’elezione del Presidente della Repubblica, con la scelta del Parlamento e dei delegati delle Regioni che, in modo per me inatteso, mi impegna per un secondo mandato.Lo scioglimento anticipato delle Camere e le elezioni&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2023/01/01/redazione-messaggio-di-fine-anno-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella/">Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Care concittadine e cari concittadini,<br>un anno addietro, rivolgendomi a voi in questa occasione, definivo i sette anni precedenti come impegnativi e complessi.<br>Lo è stato anche l’anno trascorso, così denso di eventi politici e istituzionali di rilievo.</p>



<p>L’elezione del Presidente della Repubblica, con la scelta del Parlamento e dei delegati delle Regioni che, in modo per me inatteso, mi impegna per un secondo mandato.<br>Lo scioglimento anticipato delle Camere e le elezioni politiche, tenutesi, per la prima volta, in autunno.<br>Il chiaro risultato elettorale ha consentito la veloce nascita del nuovo governo, guidato, per la prima volta, da una donna.</p>



<p>E’ questa una novità di grande significato sociale e culturale, che era da tempo matura nel nostro Paese, oggi divenuta realtà.<br>Nell’arco di pochi anni si sono alternate al governo pressoché tutte le forze politiche presenti in Parlamento, in diverse coalizioni parlamentari.<br>Quanto avvenuto le ha poste, tutte, in tempi diversi, di fronte alla necessità di misurarsi con le difficoltà del governare.</p>



<p>Riconoscere la complessità, esercitare la responsabilità delle scelte, confrontarsi con i limiti imposti da una realtà sempre più caratterizzata da fenomeni globali: dalla pandemia alla guerra, dalla crisi energetica a quella alimentare, dai cambiamenti climatici ai fenomeni migratori.<br>La concretezza della realtà ha così convocato ciascuno alla responsabilità.<br>Sollecita tutti ad applicarsi all’urgenza di problemi che attendono risposte.</p>



<p>La nostra democrazia si è dimostrata dunque, ancora una volta, una democrazia matura, compiuta, anche per questa esperienza, da tutti acquisita, di rappresentare e governare un grande Paese.</p>



<p>E’ questa consapevolezza, nel rispetto della dialettica tra maggioranza e opposizione, che induce a una comune visione del nostro sistema democratico, al rispetto di regole che non possono essere disattese, del ruolo di ciascuno nella vita politica della Repubblica.<br>Questo corrisponde allo spirito della Costituzione.</p>



<p>Domani, primo gennaio, sarà il settantacinquesimo anniversario della sua entrata in vigore.<br><strong>La Costituzione resta la nostra bussola, il suo rispetto il nostro primario dovere</strong>; anche il mio.</p>



<p>Siamo in attesa di accogliere il nuovo anno ma anche in queste ore il pensiero non riesce a distogliersi dalla guerra che sta insanguinando il nostro Continente.<br>Il 2022 è stato l’anno della folle guerra scatenata dalla Federazione russa. La risposta dell’Italia, dell’Europa e dell’Occidente è stata un pieno sostegno al Paese aggredito e al popolo ucraino, il quale con coraggio sta difendendo la propria libertà e i propri diritti.</p>



<p>Se questo è stato l’anno della guerra, dobbiamo concentrare gli sforzi affinché il 2023 sia l’anno della fine delle ostilità, del silenzio delle armi, del fermarsi di questa disumana scia di sangue, di morti, di sofferenze.<br>La pace è parte fondativa dell’identità europea e, fin dall’inizio del conflitto, l’Europa cerca spiragli per raggiungerla nella giustizia e nella libertà.<br>Alla pace esorta costantemente Papa Francesco, cui rivolgo, con grande affetto, un saluto riconoscente, esprimendogli il sentito cordoglio dell’Italia per la morte del Papa emerito Benedetto XVI.</p>



<p>Si prova profonda tristezza per le tante vite umane perdute e perché, ogni giorno, vengono distrutte case, ospedali, scuole, teatri, trasformando città e paesi in un cumulo di rovine. Vengono bruciate, per armamenti, immani quantità di risorse finanziarie che, se destinate alla fame nel mondo, alla lotta alle malattie o alla povertà, sarebbero di sollievo per l’umanità.</p>



<p>Di questi ulteriori gravi danni, la responsabilità ricade interamente su chi ha aggredito e non su chi si difende o su chi lo aiuta a difendersi.<br>Pensiamoci: se l’aggressione avesse successo, altre la seguirebbero, con altre guerre, dai confini imprevedibili.<br>Non ci rassegniamo a questo presente.<br>Il futuro non può essere questo.</p>



<p>La speranza di pace è fondata anche sul rifiuto di una visione che fa tornare indietro la storia, di un oscurantismo fuori dal tempo e dalla ragione. Si basa soprattutto sulla forza della libertà. Sulla volontà di affermare la civiltà dei diritti.<br>Qualcosa che è radicato nel cuore delle donne e degli uomini. Ancor più forte nelle nuove generazioni.<br>Lo testimoniano le giovani dell’Iran, con il loro coraggio. Le donne afghane che lottano per la loro libertà. Quei ragazzi russi, che sfidano la repressione per dire il loro no alla guerra.</p>



<p>Gli ultimi anni sono stati duri. Ciò che abbiamo vissuto ha provocato o ha aggravato tensioni sociali, fratture, povertà.<br>Dal Covid &#8211; purtroppo non ancora sconfitto definitivamente – abbiamo tratto insegnamenti da non dimenticare.<br>Abbiamo compreso che la scienza, le istituzioni civili, la solidarietà concreta sono risorse preziose di una comunità, e tanto più sono efficaci quanto più sono capaci di integrarsi, di sostenersi a vicenda. Quanto più producono fiducia e responsabilità nelle persone.<br>Occorre operare affinché quel presidio insostituibile di unità del Paese rappresentato dal Servizio sanitario nazionale si rafforzi, ponendo sempre più al centro la persona e i suoi bisogni concreti, nel territorio in cui vive.</p>



<p>So bene quanti italiani affrontano questi mesi con grandi preoccupazioni. L’inflazione, i costi dell’energia, le difficoltà di tante famiglie e imprese, l’aumento della povertà e del bisogno.<br>La carenza di lavoro sottrae diritti e dignità: ancora troppo alto è il prezzo che paghiamo alla disoccupazione e alla precarietà.<br>Allarma soprattutto la condizione di tanti ragazzi in difficoltà. La povertà minorile, dall’inizio della crisi globale del 2008 a oggi, è quadruplicata.<br>Le differenze legate a fattori sociali, economici, organizzativi, sanitari tra i diversi territori del nostro Paese – tra Nord e Meridione, per le isole minori, per le zone interne &#8211; creano ingiustizie, feriscono il diritto all’uguaglianza.</p>



<p>Ci guida ancora la Costituzione, laddove prescrive che la Repubblica deve rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che ledono i diritti delle persone, la loro piena realizzazione. Senza distinzioni.<br><strong>La Repubblica siamo tutti noi. Insieme.</strong></p>



<p>Lo Stato nelle sue articolazioni, le Regioni, i Comuni, le Province. Le istituzioni, il Governo, il Parlamento. Le donne e gli uomini che lavorano nella pubblica amministrazione. I corpi intermedi, le associazioni. La vitalità del terzo settore, la generosità del volontariato.</p>



<p>La Repubblica – la nostra Patria – è costituita dalle donne e dagli uomini che si impegnano per le loro famiglie.<br>La Repubblica è nel senso civico di chi paga le imposte perché questo serve a far funzionare l’Italia e quindi al bene comune.</p>



<p>La Repubblica è nel sacrificio di chi, indossando una divisa, rischia per garantire la sicurezza di tutti. In Italia come in tante missioni internazionali.<br>La Repubblica è nella fatica di chi lavora e nell’ansia di chi cerca il lavoro. Nell’impegno di chi studia. Nello spirito di solidarietà di chi si cura del prossimo. Nell’iniziativa di chi fa impresa e crea occupazione.</p>



<p>Rimuovere gli ostacoli è un impegno da condividere, che richiede unità di intenti, coesione, forza morale.<br>E’ grazie a tutto questo che l’Italia ha resistito e ha ottenuto risultati che inducono alla fiducia.</p>



<p>La nostra capacità di reagire alla crisi generata dalla pandemia è dimostrata dall’importante crescita economica che si è avuta nel 2021 e nel 2022.<br>Le nostre imprese, a ogni livello, sono state in grado, appena possibile, di ripartire con slancio: hanno avuto la forza di reagire e, spesso, di rinnovarsi.<br>Le esportazioni dei nostri prodotti hanno tenuto e sono anzi aumentate.</p>



<p>L’Italia è tornata in brevissimo tempo a essere meta di migliaia di persone da ogni parte del mondo. La bellezza dei nostri luoghi e della nostra natura ha ripreso a esercitare una formidabile capacità attrattiva.<br>Dunque ci sono ragioni concrete che nutrono la nostra speranza ma è necessario uno sguardo d’orizzonte, una visione del futuro.</p>



<p>Pensiamo alle nuove tecnologie, ai risultati straordinari della ricerca scientifica, della medicina, alle nuove frontiere dello spazio, alle esplorazioni sottomarine. Scenari impensabili fino a pochi anni fa e ora davanti a noi.<br>Sfide globali, sempre.</p>



<p>Perché è la modernità, con il suo continuo cambiamento, a essere globale.<br>Ed è in questo scenario, per larghi versi inedito, che misuriamo il valore e l’attualità delle nostre scelte strategiche: l’Europa, la scelta occidentale, le nostre alleanze. La nostra primaria responsabilità nell’area che definiamo Mediterraneo allargato. Il nostro rapporto privilegiato con l’Africa.</p>



<p>Dobbiamo stare dentro il nostro tempo, non in quello passato, con intelligenza e passione.<br>Per farlo dobbiamo cambiare lo sguardo con cui interpretiamo la realtà. Dobbiamo imparare a leggere il presente con gli occhi di domani.</p>



<p>Pensare di rigettare il cambiamento, di rinunciare alla modernità non è soltanto un errore: è anche un’illusione. Il cambiamento va guidato, l’innovazione va interpretata per migliorare la nostra condizione di vita, ma non può essere rimossa.</p>



<p>La sfida, piuttosto, è <strong>progettare il domani con coraggio.</strong><br>Mettere al sicuro il pianeta, e quindi il nostro futuro, il futuro dell’umanità, significa affrontare anzitutto con concretezza la questione della transizione energetica.</p>



<p>L’energia è ciò che permette alle nostre società di vivere e progredire. Il complesso lavoro che occorre per passare dalle fonti tradizionali, inquinanti e dannose per salute e ambiente, alle energie rinnovabili, rappresenta la nuova frontiera dei nostri sistemi economici.</p>



<p>Non è un caso se su questi temi, e in particolare per l’affermazione di una nuova cultura ecologista, registriamo la mobilitazione e la partecipazione da parte di tanti giovani.</p>



<p>L’altro cambiamento che stiamo vivendo, e di cui probabilmente fatichiamo tuttora a comprendere la portata, riguarda la trasformazione digitale.<br>L’uso delle tecnologie digitali ha già modificato le nostre vite, le nostre abitudini e probabilmente i modi di pensare e vivere le relazioni interpersonali. Le nuove generazioni vivono già pienamente questa nuova dimensione.</p>



<p>La quantità e la qualità dei dati, la loro velocità possono essere elementi posti al servizio della crescita delle persone e delle comunità. Possono consentire di superare arretratezze e divari, semplificare la vita dei cittadini e modernizzare la nostra società.<br>Occorre compiere scelte adeguate, promuovendo una cultura digitale che garantisca le libertà dei cittadini.</p>



<p>Il terzo grande investimento sul futuro è quello sulla scuola, l’università, la ricerca scientifica. E’ lì che prepariamo i protagonisti del mondo di domani. Lì che formiamo le ragazze e i ragazzi che dovranno misurarsi con la complessità di quei fenomeni globali che richiederanno competenze adeguate, che oggi non sempre riusciamo a garantire.</p>



<p>Il Piano nazionale di ripresa e resilienza spinge l’Italia verso questi traguardi. Non possiamo permetterci di perdere questa occasione.<br>Lo dobbiamo ai nostri giovani e al loro futuro.</p>



<p>Parlando dei giovani vorrei – per un momento &#8211; rivolgermi direttamente a loro:<br>siamo tutti colpiti dalla tragedia dei tanti morti sulle strade.<br>Troppi ragazzi perdono la vita di notte per incidenti d’auto, a causa della velocità, della leggerezza, del consumo di alcol o di stupefacenti.<br>Quando guidate avete nelle vostre mani la vostra vita e quella degli altri. Non distruggetela per un momento di imprudenza.<br>Non cancellate il vostro futuro.</p>



<p>Care concittadine e cari concittadini,<br><strong>guardiamo al domani con uno sguardo nuovo. Guardiamo al domani con gli occhi dei giovani. Guardiamo i loro volti, raccogliamo le loro speranze. Facciamole nostre.</strong></p>



<p>Facciamo sì che il futuro delle giovani generazioni non sia soltanto quel che resta del presente ma sia il frutto di un esercizio di coscienza da parte nostra. Sfuggendo la pretesa di scegliere per loro, di condizionarne il percorso.</p>



<p><strong>La Repubblica vive della partecipazione di tutti.</strong><br>E’ questo il senso della libertà garantita dalla nostra democrazia.<br>E’ anzitutto questa la ragione per cui abbiamo fiducia.<br><strong>Auguri!</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2023/01/01/redazione-messaggio-di-fine-anno-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella/">Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2023/01/01/redazione-messaggio-di-fine-anno-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Noi, insieme, responsabili del futuro della nostra Repubblica</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/02/03/mattarella-messaggio-del-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-al-parlamento-nel-giorno-del-giuramento/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/02/03/mattarella-messaggio-del-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-al-parlamento-nel-giorno-del-giuramento/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Feb 2022 19:09:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Whatever it takes]]></category>
		<category><![CDATA[Alleati]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Antisemitismo]]></category>
		<category><![CDATA[Anziani]]></category>
		<category><![CDATA[Arti]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea]]></category>
		<category><![CDATA[Autonomie]]></category>
		<category><![CDATA[Avvocatura]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Camera dei Deputati]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna vaccinazione]]></category>
		<category><![CDATA[Capitale italiana della cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Carceri]]></category>
		<category><![CDATA[Carta Costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[Coesione]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Superiore Magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[Corpi sociali intermedi]]></category>
		<category><![CDATA[Corpo Diplomatico]]></category>
		<category><![CDATA[Corte Costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita]]></category>
		<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[David Sassoli]]></category>
		<category><![CDATA[Declino demografico]]></category>
		<category><![CDATA[Delegati regionali]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Dignità]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto alla vita]]></category>
		<category><![CDATA[Disuguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[Divario tecnologico e digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Ecosistemi]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[Fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[Figli]]></category>
		<category><![CDATA[Forze armate]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra fredda]]></category>
		<category><![CDATA[Imprese]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione libera]]></category>
		<category><![CDATA[Interesse generale]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Italiani all&#039;estero]]></category>
		<category><![CDATA[La speranza siamo noi]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Parelli]]></category>
		<category><![CDATA[Mafie]]></category>
		<category><![CDATA[Magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[Maternità]]></category>
		<category><![CDATA[Medici]]></category>
		<category><![CDATA[Morti sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite]]></category>
		<category><![CDATA[Next Generation EU]]></category>
		<category><![CDATA[Operatori sanitari]]></category>
		<category><![CDATA[Ordinamento Giudiziario]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Pari dignità sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento Europeo]]></category>
		<category><![CDATA[Partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[Partiti politici]]></category>
		<category><![CDATA[Passione civile]]></category>
		<category><![CDATA[Patto costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Pluralismo]]></category>
		<category><![CDATA[Povertà]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente della Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Presidenza della Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Quirinale]]></category>
		<category><![CDATA[Razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Riforme]]></category>
		<category><![CDATA[Schiavitù degli esseri umani]]></category>
		<category><![CDATA[Senato della Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[Solitudine]]></category>
		<category><![CDATA[Speranza]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[Trattato del Nord Atlantico]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Unità della repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccini]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
		<category><![CDATA[Volontà Popolare]]></category>
		<category><![CDATA[Volontariato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4039</guid>

					<description><![CDATA[<p>Messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Parlamento nel giorno del giuramento Signori Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, Signori parlamentari e delegati regionali, il Parlamento e i rappresentanti delle Regioni hanno preso la loro decisione. È per me una nuova chiamata – inattesa &#8211; alla responsabilità; alla quale tuttavia non posso e non ho inteso sottrarmi. Ritorno dunque di fronte a questa Assemblea, nel&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/02/03/mattarella-messaggio-del-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-al-parlamento-nel-giorno-del-giuramento/">Noi, insieme, responsabili del futuro della nostra Repubblica</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" id="messaggio-del-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-al-parlamento-nel-giorno-del-giuramento">Messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Parlamento nel giorno del giuramento</h2>



<p>Signori Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, Signori parlamentari e delegati regionali, il Parlamento e i rappresentanti delle Regioni hanno preso la loro decisione.</p>



<p><strong>È per me una nuova chiamata – inattesa &#8211; alla responsabilità; alla quale tuttavia non posso e non ho inteso sottrarmi.</strong></p>



<p>Ritorno dunque di fronte a questa Assemblea, nel <strong>luogo più alto della rappresentanza democratica</strong>, dove la volontà popolare trova la sua massima espressione.</p>



<p>Vi ringrazio per la fiducia che mi avete manifestato chiamandomi per la seconda volta a rappresentare <strong>l’unità della Repubbl</strong>ica.</p>



<p>Adempirò al mio dovere secondo i principi e le norme della <strong>Costituzione</strong>, cui ho appena rinnovato il giuramento di fedeltà, e a cui ho cercato di attenermi in ogni momento nei sette anni trascorsi.</p>



<p>La lettera e lo spirito della nostra Carta continueranno a essere il punto di riferimento della mia azione.</p>



<p><strong>Il mio pensiero, in questo momento, è rivolto a tutte le italiane e a tutti gli italiani: di ogni età, di ogni Regione, di ogni condizione sociale, di ogni orientamento politico. E, in particolare, a quelli più in sofferenza, che si attendono dalle istituzioni della Repubblica garanzia di diritti, rassicurazione, sostegno e risposte al loro disagio.</strong></p>



<p>Queste attese sarebbero state fortemente compromesse dal prolungarsi di uno stato di profonda incertezza politica e di tensioni, le cui conseguenze avrebbero potuto mettere a rischio anche risorse decisive e le prospettive di rilancio del Paese impegnato a uscire da una condizione di gravi difficoltà.</p>



<p>Leggo questa consapevolezza nel voto del Parlamento che ha concluso i giorni travagliati della scorsa settimana.</p>



<p><strong>Travagliati per tutti, anche per me.</strong></p>



<p>È questa stessa consapevolezza la ragione del mio sì e sarà al centro del mio impegno di Presidente della nostra Repubblica nell’assolvimento di questo nuovo mandato.</p>



<p>Nel momento in cui i Presidenti di Camera e Senato mi hanno comunicato l’esito della votazione, ho parlato delle <strong>urgenze &#8211; sanitaria, economica, sociale &#8211; che ci interpellano. Non possiamo permetterci ritardi, né incertezze.</strong></p>



<p><strong>La lotta contro il virus non è conclusa</strong>, la campagna di vaccinazione ha molto ridotto i rischi, ma non ci sono consentite disattenzioni.</p>



<p>È di piena evidenza come la ripresa di ogni attività sia legata alla diffusione dei vaccini che proteggono noi stessi e gli altri.</p>



<p>Questo impegno si unisce a quello per la ripresa, per la costruzione del nostro futuro.</p>



<p>L’Italia è un grande Paese.</p>



<p>Lo spirito di iniziativa degli italiani, la loro creatività e solidarietà, lo straordinario impegno delle nostre imprese, le scelte delle istituzioni ci hanno permesso di ripartire. Hanno permesso all’economia di raggiungere risultati che adesso ci collocano nel gruppo di testa dell’Unione. Ma questa ripresa, per consolidarsi e non risultare effimera, ha bisogno di <strong>progettualità</strong>, di <strong>innovazione</strong>, di <strong>investimenti nel capitale sociale</strong>, di un vero e proprio salto di efficienza del sistema-Paese.</p>



<p>Nuove difficoltà si presentano.<strong> Le famiglie e le imprese</strong> dovranno fare i conti con gli aumenti del <strong>prezzo dell’energia</strong>. Preoccupa la scarsità e l’aumento del prezzo di alcuni beni di importanza fondamentale per i settori produttivi.</p>



<p>Viviamo una fase straordinaria in cui l’agenda politica è in gran parte definita dalla strategia condivisa in sede europea.</p>



<p>L’Italia è al centro dell’impegno di ripresa dell’<strong>Europa</strong>. Siamo i maggiori beneficiari del programma <strong>Next Generation</strong> e dobbiamo rilanciare l’economia all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione, nell’ambito della transizione ecologica e digitale.</p>



<p>La stabilità di cui si avverte l’esigenza è, quindi, fatta di dinamismo, di lavoro, di sforzo comune.</p>



<p>I tempi duri che siamo stati costretti a vivere ci hanno lasciato una lezione: dobbiamo dotarci di strumenti nuovi per prevenire futuri possibili pericoli globali, per gestirne le conseguenze, per mettere in sicurezza i nostri concittadini.</p>



<p>L’impresa alla quale si sta ponendo mano richiede il concorso di ciascuno.</p>



<p><strong>Forze politiche e sociali, istituzioni locali e centrali, imprese e sindacati, amministrazione pubblica e libere professioni, giovani e anziani, città e zone interne, comunità insulari e montane. Vi siamo tutti chiamati.</strong></p>



<p>L’esempio ci è stato offerto da medici, operatori sanitari, volontari, da chi ha garantito i servizi essenziali nei momenti più critici, dai sindaci, dalle <strong>Forze Armate e dalle Forze dell’ordine</strong>, impegnate a sostenere la campagna vaccinale: a tutti va riaffermata la nostra riconoscenza.</p>



<p>Questo è l’orizzonte che abbiamo davanti.</p>



<p>Dobbiamo disegnare e iniziare a costruire, in questi prossimi anni, l’Italia del dopo emergenza.</p>



<p>È ancora tempo di un impegno comune per rendere più forte la nostra Patria, ben oltre le difficoltà del momento.</p>



<p>Un’Italia più giusta, più moderna, intensamente legata ai popoli amici che ci attorniano.</p>



<p>Un Paese che cresca in unità.</p>



<p>In cui le disuguaglianze &#8211; territoriali e sociali &#8211; che attraversano le nostre comunità vengano meno.</p>



<p>Un’Italia che offra ai suoi giovani percorsi di vita nello studio e nel lavoro per garantire la <strong>coesione del nostro popolo.</strong></p>



<p>Un’Italia che sappia superare il <strong>declino demografico</strong> a cui l’Europa sembra condannata.</p>



<p>Un’Italia che tragga vantaggio dalla valorizzazione delle sue bellezze, offrendo il proprio modello di vita a quanti, nel mondo, guardano ad essa con ammirazione.</p>



<p>Un’Italia impegnata nella difesa dell’<strong>ambiente</strong>, della <strong>biodiversità</strong>, degli <strong>ecosistemi</strong>, consapevole delle responsabilità nei confronti delle future generazioni.</p>



<p>Una Repubblica capace di riannodare il patto costituzionale tra gli italiani e le loro istituzioni libere e democratiche.</p>



<p>Rafforzare l’Italia significa, anche, metterla in grado di orientare il processo per rilanciare l’Europa, affinché questa divenga più efficiente e giusta; rendendo stabile e strutturale la svolta che è stata compiuta nei giorni più impegnativi della <strong>pandemia.</strong></p>



<p>L’apporto dell’Italia non può mancare: servono idee, proposte, coerenza negli impegni assunti.</p>



<p>La <strong>Conferenza sul futuro dell’Europa</strong> non può risolversi in un grigio passaggio privo di visione storica ma deve essere l’occasione per definire, con coraggio, una Unione protagonista nella comunità internazionale.</p>



<p>In aderenza alle scelte della nostra <strong>Costituzione</strong>, la Repubblica ha sempre perseguito una politica di pace. In essa, con ferma adesione ai principi che ispirano l’<strong>Organizzazione delle Nazioni Unite</strong>, il <strong>Trattato del Nord Atlantico</strong>, l’<strong>Unione Europea</strong>, abbiamo costantemente promosso il dialogo reciprocamente rispettoso fra le diverse parti affinché prevalessero i principi della cooperazione e della giustizia.</p>



<p>Da molti decenni i Paesi europei possono godere del dividendo di pace, concretizzato dall’integrazione europea e accresciuto dal venir meno della Guerra fredda.</p>



<p>Non possiamo accettare che ora, senza neppure il pretesto della competizione tra sistemi politici ed economici differenti, si alzi nuovamente il vento dello scontro; in un continente che ha conosciuto le tragedie della Prima e della Seconda guerra mondiale.</p>



<p>Dobbiamo fare appello alle nostre risorse e a quelle dei <strong>Paesi alleati </strong>e amici affinché le esibizioni di forza lascino il posto al reciproco intendersi, affinché nessun popolo debba temere l’aggressione da parte dei suoi vicini.</p>



<p>I popoli dell’<strong>Unione Europea</strong> devono anche essere consapevoli che ad essi tocca un ruolo di sostegno ai processi di stabilizzazione e di pace nel martoriato panorama mediterraneo e medio-orientale. Non si può sfuggire alle sfide della storia e alle relative responsabilità.</p>



<p>Su tutti questi temi – all’interno e nella dimensione internazionale &#8211; è intensamente impegnato il Governo guidato dal <strong>Presidente Draghi</strong>; nato, con ampio sostegno parlamentare, nel pieno dell’emergenza e ora proiettato a superarla, ponendo le basi di una stagione nuova di crescita sostenibile del nostro Paese e dell’Europa. Al Governo esprimo un convinto ringraziamento e gli auguri di buon lavoro.</p>



<p>I grandi cambiamenti che stiamo vivendo a livello mondiale impongono soluzioni rapide, innovative, lungimiranti, che guardino alla complessità dei problemi e non soltanto agli interessi particolari.</p>



<p>Una riflessione si propone anche sul funzionamento della nostra democrazia, a tutti i livelli.</p>



<p>Proprio la velocità dei cambiamenti richiama, ancora una volta, al bisogno di costante inveramento della democrazia.</p>



<p>Un’autentica democrazia prevede il doveroso rispetto delle regole di formazione delle decisioni, discussione, partecipazione. L’esigenza di governare i cambiamenti sempre più rapidi richiede risposte tempestive. Tempestività che va comunque sorretta da quell’indispensabile approfondimento dei temi che consente puntualità di scelte.</p>



<p>Occorre evitare che i problemi trovino soluzione senza l’intervento delle istituzioni a tutela dell’interesse generale: questa eventualità si traduce sempre a vantaggio di chi è in condizioni di maggiore forza.</p>



<p>Poteri economici sovranazionali tendono a prevalere e a imporsi, aggirando il processo democratico.</p>



<p>Su un altro piano, i regimi autoritari o autocratici tentano ingannevolmente di apparire, a occhi superficiali, più efficienti di quelli democratici, le cui decisioni, basate sul libero consenso e sul coinvolgimento sociale, sono, invece, più solide ed efficaci.</p>



<p><strong>La sfida – che si presenta a livello mondiale – per la salvaguardia della democrazia riguarda tutti e anzitutto le istituzioni.</strong></p>



<p>Dipenderà, in primo luogo, dalla forza del Parlamento, dalla elevata qualità della attività che vi si svolge, dai necessari adeguamenti procedurali.</p>



<p>Vanno tenute unite due esigenze irrinunziabili: rispetto dei percorsi di garanzia democratica e, insieme, tempestività delle decisioni.</p>



<p>Per questo <strong>è cruciale il ruolo del Parlamento, come</strong> luogo della partecipazione. Il luogo dove si costruisce il consenso attorno alle decisioni che si assumono. Il luogo dove la politica riconosce, valorizza e immette nelle istituzioni ciò che di vivo emerge dalla società civile.</p>



<p><strong>Così come è decisivo il ruolo e lo spazio delle autonomie.</strong> Il pluralismo delle istituzioni, vissuto con spirito di collaborazione – come abbiamo visto nel corso dell’emergenza pandemica – rafforza la democrazia e la società.</p>



<p><strong>Non compete a me indicare percorsi riformatori da seguire. Ma dobbiamo sapere che dalle risposte che saranno date a questi temi dipenderà la qualità della nostra</strong> democrazia.</p>



<p>Quel che appare comunque necessario – nell’indispensabile dialogo collaborativo tra Governo e Parlamento è che &#8211; particolarmente sugli atti fondamentali di governo del Paese – il Parlamento sia posto in condizione sempre di poterli esaminare e valutare con tempi adeguati. La forzata compressione dei tempi parlamentari rappresenta un rischio non certo minore di ingiustificate e dannose dilatazioni dei tempi.</p>



<p>Appare anche necessario un ricorso ordinato alle diverse fonti normative, rispettoso dei limiti posti dalla Costituzione.</p>



<p>La qualità stessa e il prestigio della rappresentanza dipendono, in misura non marginale, dalla capacità dei partiti di esprimere ciò che emerge nei diversi ambiti della vita economica e sociale, di favorire la partecipazione, di allenare al confronto.</p>



<p><strong>I partiti sono chiamati a rispondere alle domande di apertura che provengono dai cittadini e dalle forze sociali.</strong></p>



<p><strong>Senza partiti coinvolgenti, così come senza corpi sociali intermedi, il cittadino si scopre solo e più indifeso. </strong>Deve poter far affidamento sulla politica come modalità civile per esprimere le proprie idee e, insieme, la propria appartenenza alla Repubblica.</p>



<p>Il Parlamento ha davanti a sé un compito di grande importanza perché, attraverso nuove regole, può f<strong>avorire una stagione di partecipazione.</strong></p>



<p>Anche sul piano etico e culturale è necessario – proprio nel momento della difficoltà – sollecitare questa passione che in tanti modi si esprime nella nostra comunità. <strong>Tutti i giovani in primo luogo, tutti, particolarmente loro, sentono sulle proprie spalle la responsabilità di prendere il futuro del Paese, portando nella politica e nelle istituzioni novità ed entusiasmo.</strong></p>



<p>Rivolgo un saluto rispettoso alla Corte Costituzionale, presidio di garanzia dei principi della nostra Carta.</p>



<p>Nell’inviare un saluto alle nostre Magistrature – elemento fondamentale del sistema costituzionale e della vita della società –mi preme sottolineare che un profondo processo riformatore deve interessare anche il versante della giustizia.</p>



<p>Per troppo tempo è divenuta un terreno di scontro che ha sovente fatto perdere di vista gli interessi della collettività.</p>



<p><strong>Nella salvaguardia dei principi, irrinunziabili, di autonomia e di indipendenza della Magistratura – uno dei cardini della nostra Costituzione &#8211; l’ordinamento giudiziario e il sistema di governo autonomo della Magistratura devono corrispondere alle pressanti esigenze di efficienza e di credibilità, come richiesto a buon titolo dai cittadini.</strong></p>



<p>È indispensabile che le riforme annunciate giungano con immediatezza a compimento affinché il Consiglio Superiore della Magistratura possa svolgere appieno la funzione che gli è propria, valorizzando le indiscusse alte professionalità su cui la Magistratura può contare, superando logiche di appartenenza che, per dettato costituzionale, devono restare estranee all’Ordine giudiziario.</p>



<p>Occorre per questo che venga recuperato un profondo rigore.</p>



<p>In sede di Consiglio Superiore ho da tempo sottolineato che indipendenza e autonomia sono principi preziosi e basilari della Costituzione ma che il loro presidio risiede nella coscienza dei cittadini: questo sentimento è fortemente indebolito e va ritrovato con urgenza.</p>



<p>I<strong> cittadini devono poter nutrire convintamente fiducia e non diffidenza verso la giustizia e l’Ordine giudiziario. Neppure devono avvertire timore per il rischio di decisioni arbitrarie o imprevedibili che, in contrasto con la certezza del diritto, incidono sulla vita delle persone.</strong></p>



<p>Va sempre avvertita la grande delicatezza della necessaria responsabilità che la Repubblica affida ai magistrati.</p>



<p>La Magistratura e l’Avvocatura sono chiamate ad assicurare che il processo riformatore si realizzi, facendo recuperare appieno prestigio e credibilità alla funzione giustizia, allineandola agli standard europei.</p>



<p>Alle Forze Armate, sempre più strumento di pace, elemento significativo nella politica internazionale della Repubblica, alle Forze dell<strong>’</strong>ordine, garanzia di libertà nella sicurezza, esprimo il mio apprezzamento, unitamente al rinnovo del cordoglio per quanti hanno perduto la vita nell’ assolvimento del loro dovere.</p>



<p>Nel salutare il <strong>Corpo Diplomatico accreditato</strong>,&nbsp;ringrazio per l’amicizia e la collaborazione espressa nei confronti del nostro Paese.</p>



<p>Ai numerosi nostri connazionali presenti nelle più diverse parti del globo va il mio saluto affettuoso, insieme al riconoscimento per il contributo che danno alla comprensione dell’identità italiana nel mondo.</p>



<p>A <strong>Papa Francesco</strong>, al cui magistero l’Italia guarda con grande rispetto, esprimo i sentimenti di riconoscenza del popolo italiano.</p>



<p>Un messaggio di amicizia invio alle numerose comunità straniere presenti in Italia: la loro affezione nei confronti del nostro Paese in cui hanno scelto di vivere e il loro apporto alla vita della nostra società sono preziosi.</p>



<p><strong>L’Italia è, per antonomasia, il Paese della bellezza, delle arti, della cultura.</strong> Così nel resto del mondo guardano, fondatamente, verso di noi.</p>



<p><strong>La cultura non è il superfluo: è un elemento costitutivo dell’identità italiana.</strong></p>



<p>Facciamo in modo che questo patrimonio di ingegno e di realizzazioni – da preservare e sostenere – divenga ancor più una risorsa capace di generare conoscenza, accrescimento morale e un fattore di sviluppo economico. Risorsa importante particolarmente per quei giovani che vedono nelle università, nell’editoria, nelle arti, nel teatro, nella musica, nel cinema un approdo professionale in linea con le proprie aspirazioni.</p>



<p>Consentitemi di ricordare, per renderle omaggio, una grande protagonista del nostro cinema e del nostro Paese: <strong>Monica Vitti.</strong></p>



<p><strong>Sosteniamo una scuola che sappia accogliere e trasmettere preparazione e cultura</strong>, come complesso dei valori e dei principi che fondano le ragioni del nostro stare insieme; <strong>scuola volta ad assicurare parità di condizioni e di opportunità.</strong></p>



<p>C<strong>ostruire un’Italia più moderna è il nostro compito.</strong></p>



<p>Ma affinché la modernità sorregga la qualità della vita e un modello sociale aperto, animato da libertà, diritti e solidarietà, è necessario assumere la lotta alle diseguaglianze e alle povertà come asse portante delle politiche pubbliche.</p>



<p>Nell’ultimo periodo gli indici di occupazione sono saliti &#8211; ed è un dato importante &#8211; ma ancora tante donne sono escluse dal lavoro, e la marginalità femminile costituisce uno dei fattori di rallentamento del nostro sviluppo, oltre che un segno di ritardo civile, culturale, umano.</p>



<p><strong>Tanti, troppi giovani sono sovente costretti in lavori precari e malpagati, quando non confinati in periferie esistenziali.</strong></p>



<p><strong>È doveroso ascoltare la voce degli studenti,</strong> che avvertono tutte le difficoltà del loro domani e cercano di esprimere esigenze, domande volte a superare squilibri e contraddizioni.</p>



<p><strong>La pari dignità sociale è un caposaldo di uno sviluppo giusto ed effettivo.</strong></p>



<p><strong>Le diseguaglianze non sono il prezzo da pagare alla crescita. Sono piuttosto il freno per ogni prospettiva reale di&nbsp;crescita.</strong></p>



<p>Nostro compito – come prescrive la Costituzione – è rimuovere gli ostacoli.</p>



<p>Accanto alla dimensione sociale della dignità, c’è un suo significato etico e culturale che riguarda il valore delle persone e chiama in causa l’intera società.&nbsp;&nbsp;</p>



<p><strong>La dignità.</strong></p>



<p><strong>Dignità è azzerare le morti sul lavoro,</strong> che feriscono la società e la coscienza di ognuno di noi. Perché la sicurezza del lavoro, di ogni lavoratore, riguarda il valore che attribuiamo alla vita.</p>



<p><strong>Mai più tragedie come quella del giovane Lorenzo Parelli, entrato in fabbrica per un progetto scuola-lavoro.</strong></p>



<p>Quasi ogni giorno veniamo richiamati drammaticamente a questo primario dovere del nostro Paese.</p>



<p><strong>Dignità è opporsi al razzismo e all’antisemitismo</strong>, aggressioni intollerabili, non soltanto alle minoranze fatte oggetto di violenza, fisica o verbale, ma alla coscienza di ognuno di noi.</p>



<p><strong>Dignità è impedire la violenza sulle donne</strong>, piaga profonda e inaccettabile che deve essere contrastata con vigore e sanata con la forza della cultura, dell’educazione, dell’esempio.</p>



<p><strong>La nostra dignità è interrogata dalle migrazioni,</strong> soprattutto quando non siamo capaci di difendere il diritto alla vita, quando neghiamo nei fatti dignità umana agli altri.</p>



<p><strong>È anzitutto la nostra dignità che ci impone di combattere, senza tregua, la tratta e la schiavitù degli esseri umani.</strong></p>



<p><strong>Dignità è diritto allo studio, lotta all’abbandono scolastico, annullamento del divario tecnologico e digitale.</strong></p>



<p><strong>Dignità è rispetto per gli anziani</strong> che non possono essere lasciati alla solitudine, e neppure possono essere privi di un ruolo che li coinvolga.</p>



<p><strong>Dignità è contrastare le povertà, </strong>la precarietà disperata e senza orizzonte che purtroppo mortifica le speranze di tante persone.</p>



<p><strong>Dignità è non dover essere costrette a scegliere tra lavoro e maternità.</strong></p>



<p><strong>Dignità è un Paese dove le carceri non siano sovraffollate e assicurino il reinserimento sociale dei detenuti. Questa è anche la migliore garanzia di sicurezza.</strong></p>



<p><strong>Dignità è un Paese non distratto di fronte ai problemi quotidiani che le persone con disabilità devono affrontare.</strong> Confidiamo in un Paese&nbsp;capace di rimuovere gli ostacoli che immotivatamente incontrano nella loro vita.</p>



<p><strong>Dignità è un Paese libero dalle mafie, dal ricatto della criminalità, libero anche dalla complicità di chi fa finta di non vedere.</strong></p>



<p><strong>Dignità è&nbsp;assicurare e garantire il diritto dei cittadini a un’informazione libera e indipendente.</strong></p>



<p>La dignità, dunque, come pietra angolare del nostro impegno, della nostra passione civile.</p>



<p>A questo riguardo – concludendo &#8211; desidero ricordare in quest’aula il Presidente di un’altra Assemblea parlamentare, quella europea, <strong>David Sassoli.</strong></p>



<p>La sua testimonianza di uomo mite e coraggioso, sempre aperto al dialogo e capace di rappresentare le democratiche istituzioni ai livelli più alti, è entrata nell’animo dei nostri concittadini.</p>



<p><strong>“Auguri alla nostra speranza” sono state le sue ultime parole in pubblico.</strong></p>



<p>Dopo avere appena detto: “La speranza siamo noi”.</p>



<p><strong>Ecco, noi, insieme, responsabili del futuro della nostra Repubblica.</strong></p>



<p><strong>Viva la Repubblica, viva l’Italia!</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/02/03/mattarella-messaggio-del-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-al-parlamento-nel-giorno-del-giuramento/">Noi, insieme, responsabili del futuro della nostra Repubblica</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/02/03/mattarella-messaggio-del-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-al-parlamento-nel-giorno-del-giuramento/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I vaccini e l&#8217;Europa</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/04/14/susta-i-vaccini-e-leuropa/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/04/14/susta-i-vaccini-e-leuropa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Susta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2021 16:55:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#iltempodiuncaffe]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgetti]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[LEU]]></category>
		<category><![CDATA[Ospedali]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[Speranza]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2881</guid>

					<description><![CDATA[<p>LeU e Lega (Speranza e Giorgetti) uniti nell&#8217;attaccare l&#8217;Europa. Il secondo non ha responsabilità specifiche e non era al Governo, poteva tacere ma che leghista sarebbe ancora se non attaccasse neanche più l&#8217;UE? Il primo, invece, farebbe bene solo a tacere. A chi spettava potenziare le terapie intensive? O i posti letto covid negli ospedali? O potenziare la medicina di base? Chi sapeva da un anno che i vaccini sarebbero&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/04/14/susta-i-vaccini-e-leuropa/">I vaccini e l&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>LeU e Lega (Speranza e Giorgetti) uniti nell&#8217;attaccare l&#8217;Europa. Il secondo non ha responsabilità specifiche e non era al Governo, poteva tacere ma che leghista sarebbe ancora se non attaccasse neanche più l&#8217;UE? Il primo, invece, farebbe bene solo a tacere. </p>



<p>A chi spettava potenziare le terapie intensive? O i posti letto covid negli ospedali? O potenziare la medicina di base? Chi sapeva da un anno che i vaccini sarebbero arrivati e non ha predisposto alcun piano? Chi, se non il ministro della Salute? </p>



<p>E attendiamo con fiducia, ma anche con apprensione, l&#8217;indagine in corso per sapere &#8220;chi&#8221; ha la responsabilità di non aver mai aggiornato il piano nazionale contro le pandemie che ci ha fatto trovare impreparati all&#8217;appuntamento con il covid.</p>



<p>Torno sull&#8217;Europa (cioè l&#8217;UE), accusata da Speranza e da Giorgetti di &#8220;avere fallito&#8221; per dire che non andrebbe mai dimenticata la raccomandazione evangelica di badare prima alle proprie travi che alle pagliuzze altrui.</p>



<p>Sicuramente ci sono state degli errori da parte della Commissione Europea. E anche delle ingenuità. Come quella di fidarsi dei contratti scritti da parte di aziende produttrici insediate in altri Stati, che hanno intimato loro che &#8220;la prima carità l&#8217;è cula &#8216;dl&#8217; us (per chi non capisse il piemontese va tradotto &#8220;la prima carità è quella di casa propria&#8221;). </p>



<p>Ma l&#8217;assenza, nei Paesi europei, di una capacità produttiva su larga scala dei vaccini non è certo attribuibile &#8220;all&#8217;Europa&#8221; (cioè all&#8217;UE) e per quanto riguarda l&#8217;Italia viene da lontano. Da molto lontano!</p>



<p>Se per combattere la corruzione abbiamo, con l&#8217;acqua sporca, buttato via anche il bambino (cioè l’industria chimica, ma potremmo parlare anche di siderurgia, informatica, in parte automotive) è colpa dell&#8217;Europa, cioè, nel linguaggio comune, dell&#8217;UE? </p>



<p>Se non riusciamo a smaltire neanche le dosi che abbiamo per disorganizzazione e carenza di personale è colpa dell&#8217;UE? Se riusciamo a trovare il modo persino di superare furbescamente le precedenze nelle vaccinazioni è colpa dell&#8217;UE?</p>



<p>Basta con questo gioco del &#8220;passaggio di cerino&#8221;! E&#8217; davvero stucchevole e non può che far crescere la rabbia sociale questo sfuggire sempre dalle proprie responsabilità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/04/14/susta-i-vaccini-e-leuropa/">I vaccini e l&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/04/14/susta-i-vaccini-e-leuropa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Arrivano i responsabili</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/01/14/de-fossis-arrivano-i-responsabili/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/01/14/de-fossis-arrivano-i-responsabili/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco De Fossis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2021 18:07:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Francamente me ne infischio]]></category>
		<category><![CDATA[Bettini]]></category>
		<category><![CDATA[Cencelli]]></category>
		<category><![CDATA[Conte]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi di governo]]></category>
		<category><![CDATA[Di Maio]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Conte]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo Misto]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Mastella]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[Responsabili]]></category>
		<category><![CDATA[Speranza]]></category>
		<category><![CDATA[Transatlantico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2493</guid>

					<description><![CDATA[<p>Arrivano i responsabilicon passo furtivo e plasticoli trovi nel Transatlanticosaranno veloci ed abili Arrivano i responsabiliCencelli risorge estaticoMastella il più carismaticoal Colle già accreditabili Arrivano i responsabilise Conte fa l’acrobaticoBettini fa il diplomaticonel Misto sono abbordabili Arrivano i responsabiliDi Maio lo vedo umbraticoSperanza sinallagmaticocampioni incommensurabili Arrivano i responsabiliio cerco, presto, un viaticomi sento meteoropaticoio non ce la faccio più</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/01/14/de-fossis-arrivano-i-responsabili/">Arrivano i responsabili</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Arrivano i responsabili<br>con passo furtivo e plastico<br>li trovi nel Transatlantico<br>saranno veloci ed abili</p>



<p>Arrivano i responsabili<br>Cencelli risorge estatico<br>Mastella il più carismatico<br>al Colle già accreditabili</p>



<p>Arrivano i responsabili<br>se Conte fa l’acrobatico<br>Bettini fa il diplomatico<br>nel Misto sono abbordabili</p>



<p>Arrivano i responsabili<br>Di Maio lo vedo umbratico<br>Speranza sinallagmatico<br>campioni incommensurabili</p>



<p>Arrivano i responsabili<br>io cerco, presto, un viatico<br>mi sento meteoropatico<br>io non ce la faccio più</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/01/14/de-fossis-arrivano-i-responsabili/">Arrivano i responsabili</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/01/14/de-fossis-arrivano-i-responsabili/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un Natale povero</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/12/31/roberti-un-natale-povero/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2020/12/31/roberti-un-natale-povero/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nada Roberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Dec 2020 09:18:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#biblioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[biblioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[dpcm]]></category>
		<category><![CDATA[feste religiose]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Ungaretti]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Luminarie]]></category>
		<category><![CDATA[Messa]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[Speranza]]></category>
		<category><![CDATA[Tè]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2412</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un Natale povero, non misero o trascurato o raffazzonato. Un Natale povero non è per nulla semplice o sbrigativo. Richiede tempi lunghi di pensieri e scelte,  gioca a eliminare, e se ci pensiamo è molto più difficile togliere che aggiungere. Nell&#8217;abbondanza, di qualsiasi genere, si trova sempre qualcosa che ci va bene. Un vestito in un armadio zeppo, un cibo in un ricco buffet, un compagno in una classe, un&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/12/31/roberti-un-natale-povero/">Un Natale povero</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un Natale povero, non misero o trascurato o raffazzonato. Un Natale povero non è per nulla semplice o sbrigativo. Richiede tempi lunghi di pensieri e scelte,  gioca a eliminare, e se ci pensiamo è molto più difficile togliere che aggiungere. Nell&#8217;abbondanza, di qualsiasi genere, si trova sempre qualcosa che ci va bene. Un vestito in un armadio zeppo, un cibo in un ricco buffet, un compagno in una classe, un film su Netflix, una poesia in una antologia, un quadro in una mostra, un paesaggio in un viaggio e mi fermo qui.</p>



<p>Un Natale povero è sobrio, semplice e intenso. Diverso,  secondo i dettami dell&#8217;imprevista e inimmaginabile pandemia, del Dpcm, dell&#8217;avvedutezza personale e collettiva. Dunque eliminare, ma cosa?</p>



<p>I primi tagli sono i più facili: la confusione, il chiasso, i distratti abbracci e baci, i regali obbligatori, i convitati insopportabili, l&#8217;affanno. A stretto giro segue lo sfarzo kitsch di luminarie a giorno da balconi e finestre, le tavolate dalle dubbie e sparigliate apparecchiature, il numero infinito di cibarie copiate dai video di stellati o sedicenti chef, la serie di sciarpe o portachiavi da destinare subito, mentalmente, ai prossimi ricicli. L&#8217; alternativa tra la Messa di mezzanotte e il più comico dei film di Natale, tanto a quell&#8217;ora e con gli alcolici che abbiamo bevuto, l&#8217;indomani non ricorderemo dove è caduta la scelta. </p>



<p>Eliminiamo la noia, la stanchezza, il peso,  e il prossimo anno alle Hawaii. Rottamiamo i finti sentimenti di bontà.  E per finire liberiamoci dalle lagne insulse, dal piagnucolio infantile, dall&#8217;incapacità di leggere i numeri, i dolori, le mancanze, le tragedie, gli eroismi della porta accanto di questo nostro tempo. Liberiamoci dal sentirci l&#8217;ombelico del mondo.  </p>



<p>E dopo le eliminazioni, salvare.</p>



<p>Salviamo gli affetti, siano conviventi, congiunti o distanti. Per fortuna l&#8217;andirivieni dell&#8217;amore non ha bisogno di aerei, treni, auto. Possiede corsie preferenziali dove si procede lentamente o velocemente, tanto si arriva sempre e c&#8217;è perfino un sentiero malinconicamente autunnale per quelli che non possiamo più vedere nemmeno in videochiamata.</p>



<p>Salviamo il presepe, l&#8217;albero, la ghirlanda, l&#8217;angioletto o quanto le nostre tradizioni o fantasie ci suggeriscono. Salviamo la processione, anche se di taglia xs, per portare il Bambinello e accettiamo che quest&#8217; anno non ne abbia 5 ma 50 anni chi avrà il privilegio di deporlo nella mangiatoia. E sulla tovaglia ricamata facciamo scorrere i piatti del nostro personalissimo ricettario natalizio, anche se l&#8217;effluvio del baccalà aleggerà per i giorni a venire. </p>



<p>Salviamo i doni, non regali, studiati, pensati in anticipo per non farci sorprendere da qualche ritardo di Amazon. Riscopriamo l&#8217;essenza profonda dei riti. Salviamo il silenzio con le sue voci, la musica che trasporta, i libri che ci mettono le ali.</p>



<p>Salviamo una preghiera, devozionale o laica a scelta, che ringrazi per la Luce che sempre e comunque torna dopo il buio. Salviamo i ricordi, il presente,  il futuro. </p>



<ol><li>E visto che abbiamo parlato di un Natale povero</li><li>Visto che abbiamo detto che povertà vuol dire eliminare</li><li>Visto che vogliamo portare come esempio Francesco che ha eliminato ad una ad una ogni veste ostentando il fulgore della nudità (subito coperta dai benpensanti che dell’autenticità della bellezza hanno spesso paura)</li><li>Visto che la povertà è nella sua accezione nobile, non in quella di bisogno, aspirazione alla libertà</li><li>Visto che se scelta, la povertà è rottura di schemi e proclamazione di un nuovo punto di vista </li><li>Visto che la povertà ha per unità di misura la bellezza (quella che salva il mondo) </li><li>Visto che impoverire alla fine significa arricchire</li><li>Visto tutti questi visto, <br>salvo il Natale povero di quest&#8217;anno e con lui la speranza. Ma non la speranza abusata di #andràtuttobene, di facili quanto labili buonismi, di promesse di marinaio, di castelli di carta, quella che vola sull&#8217;onda della paura e che si inabissa quando il pericolo personale scompare.<br>Salvo la speranza che questa nostra fragile e contraddittoria umanità saprà costruire insieme con l&#8217;impegno, la fatica, il coraggio, la generosità,  l&#8217;intelligenza del cuore. L&#8217;amore in una parola. <br>Quella che di un bambino in una mangiatoia ha fatto un dio.</li></ol>



<p><strong>Patologia:</strong> forme di infantile capricciosità</p>



<p><strong>Terapia: </strong>e se invece del tè una bella camomilla con valeriana che giova sia all&#8217;umore che a una probabile difficoltà di digestione? Non un libro, basta una sola poesia,  <em>Natale </em>di Giuseppe Ungaretti, da Allegria di naufragi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/12/31/roberti-un-natale-povero/">Un Natale povero</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2020/12/31/roberti-un-natale-povero/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sulla sanità in Calabria serve piena assunzione di responsabilità da parte di Conte e Speranza</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/11/09/raco-sulla-sanita-in-calabria-serve-piena-assunzione-di-responsabilita-da-parte-di-conte-e-speranza/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2020/11/09/raco-sulla-sanita-in-calabria-serve-piena-assunzione-di-responsabilita-da-parte-di-conte-e-speranza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2020 12:12:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Whatever it takes]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Mantovani]]></category>
		<category><![CDATA[calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[Competenza]]></category>
		<category><![CDATA[Conte]]></category>
		<category><![CDATA[Cottarelli]]></category>
		<category><![CDATA[Cotticelli]]></category>
		<category><![CDATA[Giletti]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Viva]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[LEU]]></category>
		<category><![CDATA[M5S]]></category>
		<category><![CDATA[Mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Speranza]]></category>
		<category><![CDATA[Zuccatelli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2167</guid>

					<description><![CDATA[<p>50 anni sono passati dall’ultima volta che i calabresi si sono incazzati. Era il luglio del 1970. Lo hanno fatto in modo particolare i reggini, contro lo Stato, accusato (a loro avviso e per me, reggino, giustamente) di aver commesso una profonda ingiustizia assegnando il capoluogo di regione a Catanzaro invece che a Reggio Calabria. Fu una rivolta di popolo, dei cittadini, tutti, di ogni classe sociale, di ogni ideologia&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/11/09/raco-sulla-sanita-in-calabria-serve-piena-assunzione-di-responsabilita-da-parte-di-conte-e-speranza/">Sulla sanità in Calabria serve piena assunzione di responsabilità da parte di Conte e Speranza</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>50 anni sono passati dall’ultima volta che i calabresi si sono incazzati. Era il luglio del 1970. Lo hanno fatto in modo particolare i reggini, contro lo Stato, accusato (a loro avviso e per me, reggino, giustamente) di aver commesso una profonda ingiustizia assegnando il capoluogo di regione a Catanzaro invece che a Reggio Calabria. Fu una rivolta di popolo, dei cittadini, tutti, di ogni classe sociale, di ogni ideologia politica. Per lunghe settimane nessun partito avallò la rivolta. Solo a un certo punto il MSI di Almirante capì che poteva essere conveniente sostenere le ragioni dei cittadini reggini. Ma chi conosce quel moto di indignazione e rabbia, per averlo vissuto o per averlo studiato davvero, in modo non ideologico, sa bene che è stato e resta una rivolta di popolo.</p>



<p>Dieci, cento, mille volte i calabresi avrebbero avuto le ragioni per tornare a protestare. Non lo hanno potuto fare, in questi decenni, per non protestare contro se stessi, contro la classe dirigente &#8211; politica e non solo &#8211; scelta dagli stessi calabresi, che ha sprecato ingenti, enormi, non quantificabili risorse economiche destinate alla Calabria dallo Stato italiano e dall’Europa. Soldi finiti nel buco nero degli interessi particolari e non investiti per il bene della comunità. E così è nata e cresciuta una cittadinanza abituata a chiedere assistenza e non pretendere opportunità.</p>



<p>Questo è il contesto in cui anche Giuseppi, l’avvocato del popolo, durante il governo M5S-Lega, ha chiesto il 7 dicembre 2018 a Saverio Cotticelli, generale dei Carabinieri in pensione, di fare da commissario straordinario della sanità calabrese. Solo chi non si è mai interessato di come era organizzata, di come è organizzata, la sanità della regione Calabria; solo chi non ha messo neppure una segretaria a fare un foglio excel con i posti covid da approntare negli ospedali, durante l’estate, in vista della certa seconda fase pandemica, poteva pensare di confermare il generale Cotticelli. Lo ha fatto il Conte due, a guida M5S-PD-LEU-IV.</p>



<p>Lo dico da calabrese, lo dico da reggino che per varie ragioni conosce come è organizzata la sanità regionale. Quello dei posti covid è l’ultimo e il meno importante forse dei problemi. E’ solo la punta dell’iceberg, contro la quale oggi l’opinione pubblica nazionale è andata a scontrarsi. Alla Calabria serviva e serve una guida, politica o commissariale, autorevole e competente. Competente. COM &#8211; PE &#8211; TEN &#8211; TE.</p>



<p>Il governo Conte due, a guida M5S-PD-LEU-IV, cosa fa? Si accorge, grazie a una inchiesta giornalistica, che Cotticelli sembra essere davvero inadeguato a ricoprire quell’incarico. Fiat Lux. Tardi ma non tardissimo. Manderanno il più bravo che c’è in Italia. Ma che dico in Italia, in Europa. Ma quale Europa, manderanno il più bravo al mondo, ho pensato. Si, sarà Carlo Cottarelli oppure chiederanno aiuto a Anthony Fauci. E Fauci indicherà probabilmente Alberto Mantovani, il direttore scientifico dell’Humanitas, il più autorevole e competente scienziato italiano al mondo.</p>



<p>Sveglia, il nuovo commissario non sarà Alberto Mantovani e neppure Carlo Cottarelli, ma Giuseppe Zuccatelli. Nel 2018 candidato con LEU, il partito del ministro Speranza. Ha esordito nel suo nuovo incarico spiegando che le mascherine non servono a un piffero e che per prendere il covid bisogna limonare almeno 15 minuti con un positivo o una positiva. Ora capisco anche perché non funziona la APP Immuni, scelta sempre dallo stesso ministero alla Sanità: chi volete che si metta a dichiarare di questi tempi di aver limonato per 15 minuti con qualcuno?</p>



<p>Mentre il ministro Speranza era impegnato a difendere Zuccatelli, “Frasi sbagliate non cancellano 30 anni di curriculum” (che ancora non abbiamo visto), domenica sera ci è toccato ascoltare, grazie a Massimo Giletti, la difesa di Saverio Cotticelli: “Non mi riconosco. Ero in stato confusionale. Forse mi hanno drogato”.</p>



<p>Sono cresciuto, come uomo e come cittadino, cercando di rispettare sempre alcune regole: una su tutte, non derogare mai al principio dell’assunzione piena di responsabilità individuale. E mai mi sarei aspettato che un generale dei Carabinieri in pensione si potesse comportare come un mediocre politico qualunque: “Quel tweet? Non sono stato io ma uno dei miei collaboratori”.</p>



<p>Almeno la dignità di una piena assunzione di responsabilità. Non ci sentiamo di poterla chiedere né a Cotticelli né a Zuccatelli, sarebbe tempo perso. Ma se lo stato confusionale non ha finito per travolgere l’intero governo, cosa di cui dubitiamo considerati i provvedimenti che sono stati presi dall’esecutivo da giugno in avanti e in modo particolare dall’inizio della seconda fase pandemica, questa assunzione di responsabilità la pretendiamo da Conte e da Speranza, la chiediamo ai segretari di tutti i partiti di maggioranza. Da chi è perché è stato scelto e confermato Cotticelli? Da chi e perché è stato scelto Zuccatelli? Chi ha deciso? Chi sapeva? Chi ha avallato?</p>



<p>Nello spirito di solidarietà nazionale invocato dal Presidente Sergio Mattarella, l’unica Istituzione che oggi può ancora chiedere fiducia agli italiani, noi facciamo finta che Zuccatelli non sia stato mai indicato dal Governo. Ha sbagliato un segretario, un social media manager, un addetto stampa, un autista. Ancora meglio, è stata colpa del T9. Conte e Speranza volevano indicare Cottarelli e il T9 ha scritto Zuccatelli. Chiediamo scusa al signor Zuccatelli per il disturbo arrecato, gli consentiamo di tornare a studiare a tempo pieno la teoria alquanto affascinante del Covid-19 trasmesso solo limonando, e chiediamo a Carlo Cottarelli o Alberto Mantovani, o a entrambi, di occuparsi della sanità calabrese. Lo pretendiamo. E’ davvero uno dei motivi per cui i cittadini calabresi, nel rispetto delle regole imposte dalla legge, dovrebbero sentire l’esigenza di tornare a esprimere tutta la propria indignazione. Se ritengono di averne ancora.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/11/09/raco-sulla-sanita-in-calabria-serve-piena-assunzione-di-responsabilita-da-parte-di-conte-e-speranza/">Sulla sanità in Calabria serve piena assunzione di responsabilità da parte di Conte e Speranza</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2020/11/09/raco-sulla-sanita-in-calabria-serve-piena-assunzione-di-responsabilita-da-parte-di-conte-e-speranza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Angelo Scola: riscoprire la speranza</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/05/13/angelo-scola-riscoprire-la-speranza/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2020/05/13/angelo-scola-riscoprire-la-speranza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2020 15:43:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo viso non mi è nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetto XVI]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Paolo II]]></category>
		<category><![CDATA[Laudato si]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[Parrocchie]]></category>
		<category><![CDATA[Scola]]></category>
		<category><![CDATA[Speranza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=890</guid>

					<description><![CDATA[<p>Eminenza, siamo da poco entrati nella “fase 2” di questo tempo condizionato dal coronavirus, dopo una lunga fase di chiusura pressoché totale che ha investito tutti gli aspetti della nostra vita, quello sociale e quello economico, quello umano e quello religioso. Può sembrare un controsenso, ma per rispettare il distanziamento sociale siamo obbligati ad accorgerci della presenza dell&#8217;altro, di chi ci sta intorno. Se il mondo prima del coronavirus era&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/05/13/angelo-scola-riscoprire-la-speranza/">Angelo Scola: riscoprire la speranza</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Eminenza, siamo da poco entrati nella “fase 2” di questo tempo condizionato dal coronavirus, dopo una lunga fase di chiusura pressoché totale che ha investito tutti gli aspetti della nostra vita, quello sociale e quello economico, quello umano e quello religioso. Può sembrare un controsenso, ma per rispettare il distanziamento sociale siamo obbligati ad accorgerci della presenza dell&#8217;altro, di chi ci sta intorno. Se il mondo prima del coronavirus era afflitto dal male dell&#8217;indifferenza, c&#8217;è speranza che quello post-Covid sia il tempo della prossimità e dell&#8217;attenzione all&#8217;altro?</strong><br>Sicuramente siamo di fronte ad una occasione tragica ed impensabile per imparare a sperare in un cambiamento, a condizione di riscoprire che cosa significhi speranza in senso pieno. La lingua francese, a differenza della nostra, impiega due diverse parole per dire speranza: espoir, per indicare una speranza naturale, che attende la soddisfazione di un proprio progetto, ed espérance per indicare la virtù teologale che attende da Dio la vita eterna, una speranza in grado di agire contro ogni speranza. In questo contesto è necessario che il distanziamento sociale urga a recuperare la presenza integrale dell’altro, con tutti i fattori del bene del singolo e del bene comune. Senza questo dubito che il tempo post-Covid sarà migliore. La tragedia del coronavirus dev’essere affrontata mediante un ripensamento globale dei tratti religiosi, culturali, sociali e politici della nostra società plurale.</p>



<p><strong>In questi mesi stiamo assistendo a un atteggiamento quasi cinico nei confronti degli anziani, partito da un pensiero che accomunava malattia ed età quasi inesorabilmente. Ora è scoppiato il caso dei decessi nelle RSA. Che ruolo hanno gli anziani nella nostra società? Sono diventati solo un peso?</strong><br>Debbo dire che, stante la mia età, l’atteggiamento che lei denuncia mi ha particolarmente infastidito. Senza scomodare il riferimento a derive eutanasiche, vedo qui un grave rischio di imbarbarimento delle nostre democrazie, spesso formali. Come Papa Francesco ci ha richiamato gli anziani rappresentano un anello decisivo nella catena delle generazioni. Non mi riferisco solo a quello pur importante della memoria o, quando c’è, a quello della saggezza, ma più in generale al loro compito educativo verso i nipoti. Nei miei trent’anni di episcopato ho spesso visto come il valore di certi aspetti decisivi dell’esistenza – penso alla fedeltà, alla fatica, alla sofferenza e alla morte – passa ai nipoti più facilmente dai nonni che dai genitori. Dicevo sempre che i nonni non devono fare solo i baby-sitter, ma assumere questo loro compito educativo senza sostituire i genitori.</p>



<p><strong>Uno dei soggetti più colpiti della pandemia è sicuramente la famiglia, che già incontra numerose difficoltà nella società contemporanea. Lei vede un sovraccarico educativo e di impegno per i genitori che non hanno più il supporto educativo delle altre agenzie formative, quali la scuola, le comunità parrocchiali, le associazioni?</strong><br>La questione della famiglia è assolutamente cruciale, soprattutto per noi cristiani. Senza famiglia il cristianesimo si disincarna e, soprattutto, si clericalizza. In questo senso il sovraccarico educativo per le famiglie dovrà essere temporaneo, al limite fino alla scoperta di cure adeguate o del vaccino. Dovrà essere anche sostenuto adeguatamente dallo Stato, chiamato ad aiutare tutte le agenzie formative. Per tornare al mondo cattolico, personalmente ho speranza che la famiglia possa svolgere il suo ruolo di soggetto attivo della vita ecclesiale e non ridursi ad un semplice oggetto della pastorale. Senza la famiglia il compito dei laici non potrà certo fiorire. Il loro impegno in questi tempi difficili è encomiabile, tuttavia dovrà essere totale senza sostituire la natura sacramentale dell’organismo ecclesiale. E non dimentichiamo che la famiglia ha bisogno del popolo, cioè della comunità più grande in cui trova la sua dimora stabile. Non può essere concepita come autosufficiente.</p>



<p><strong>Lo sforzo educativo della chiesa italiana in ambito scolastico è sempre stato alto. Le scuole e in particolari gli studenti oggi subiscono la chiusura forzata delle attività. Una comunità, come è quella scolastica, può vivere di solo web e didattica a distanza? Non rischiamo che i nostri ragazzi di fatto stiano perdendo un anno di studi, di crescita personale e di relazione con i propri pari?</strong><br>Pur non sottovalutando l’uso dei new-media che in questa occasione hanno mostrato di possedere un aspetto di utilità relazionale importante, è fuori discussione che quest’anno scolastico risulta mortificato sia per gli studi (penso a cosa è stato per me e per i miei coetanei l’esame di maturità…!), ma soprattutto per la perdita del senso di comunità entro il quale fiorisce la personalità. Senza questo, al di là di tutti i tentativi, il giovane resta in solitudine. Se l’io non è in relazione non “vive”. Purtroppo ci si accorge di rado quando, magari nella stessa scuola e nella stessa settimana, due ragazzi si suicidano inspiegabilmente.<br>Mi permetto di aggiungere che in Italia il problema della scuola, nonostante gli sforzi compiuti nel dopoguerra, non è ancora stato affrontato dalla politica in termini adeguati. Penso alla grande differenza di trattamento riservato alla scuola paritaria rispetto alla scuola di stato. Mi rendo conto che la genesi risorgimentale del sistema scolastico italiano ha avuto il grande compito di coltivare una unità nazionale formando il cittadino italiano. Tuttavia far riferimento ancora oggi a questo compito è diventato un pregiudizio. Reputo più equo e più efficace un sistema che riconosca a entrambi i modelli (scuola statale e scuola paritaria) parità di condizioni giuridiche ed economiche a parità di verifica da parte degli organi statuali competenti.</p>



<p><strong>Questi ultimi anni hanno visto crescere nel Paese un clima di odio e rancore, tra i cittadini e nei confronti delle istituzioni nazionali ed europee. Questo lungo periodo di stasi economica e sociale aiuterà la società a rigenerarsi? Quali emozioni ed esperienze vissute pensa che possano aiutare l’uomo a riconsiderare il proprio ruolo nella società?</strong><br>La società, soprattutto negli ultimi tre o quattro decenni, è diventata plurale. Imparare a vivere in essa significa fare riferimento al grande valore di carattere pratico: volenti o nolenti dobbiamo vivere insieme. È un valore sociale che dev’essere scelto consapevolmente come valore politico. È l’alveo per esprimere ogni possibile senso di vita e per attuarlo creativamente. Mi sembra la strada maestra per contenere forme di odio e di rancore verso persone, gruppi intermedi, società civile, stato e organismi sovranazionali. Se questa opzione non sarà promossa con vigore la grande crisi in atto faticherà assai ad imboccare una via d’uscita o addirittura a trovarla. Io credo che le esperienze da lei auspicate possano facilmente essere rinvenute e comunicate facendo riferimento ai tanti che in questa occasione hanno riscoperto le dimensioni essenziali del vivere quotidiano: gli affetti, il lavoro e il riposo. Lo documentano: il recupero dei legami familiari, la vita donata da parte di molti medici ed operatori sanitari, di tutti coloro che hanno assicurato i servizi essenziali, l’impegno del volontariato, la scoperta del valore comunitario del condominio, del quartiere, della parrocchia e degli altri ambiti ecclesiali, della nazione e dello stato.</p>



<p><strong>In questi anni stiamo assistendo a una inedita intensità di attacchi al Papa dall’interno della Chiesa e spesso si ha l’impressione che venga fatto un uso strumentale della persona e del pensiero del Papa emerito. Ci aiuta a capire cosa sta avvenendo nella Chiesa? E’ in discussione il ruolo del Papa o sono altri i problemi che emergono?</strong><br>La Chiesa, come tutte le istituzioni, è segnata dal cambiamento d’epoca – come ben l’ha definito papa Francesco – ed è in travaglio. Personalmente reputo che si debba ripensare in profondità il rapporto circolare tra fede e culture. È una conseguenza della natura plurale della società. Come diceva san Giovanni Paolo II, se la fede non diventa cultura rischia di non sapersi comunicare. Ma bisogna considerare anche il fatto che le culture che in questa società plurale si incontrano e si scontrano, interpretano la fede. È per dover fare i conti con questo che la Chiesa oggi è in difficoltà. Gli attacchi al Papa, quando non sono frutto di pura reattività al suo stile pastorale, risentono di questa difficoltà. Sono cioè legati alla concezione di Chiesa che non può non tener conto dell’interpretazione culturale della fede. Per esempio se io riduco la fede a cemento della società la trasformo in religione civile. Se dico che la fede si esaurisce nel puro portare la croce di Cristo, e tutto il resto – implicazioni etiche, economiche e politiche – non c’entra con essa, di fatto propugno una diaspora dei cattolici. Secondo me il ruolo del Papa non è in discussione, né lo è la differenza di stile nell’esercizio del papato tra Francesco e Benedetto. Non dimentichiamo che nella storia della Chiesa è necessaria non solo la continuità ma anche la discontinuità. Quanto poi agli attacchi a Francesco, Benedetto non ne subisce di meno. In questi giorni è uscita una grossa biografia (più di mille pagine) del papa emerito scritta da Peter Seewald nella quale si citano le seguenti parole papa Ratzinger: «Il sospetto che io mi immischi regolarmente in pubblici dibattiti è una distorsione maligna della realtà. […] Lo spettacolo delle reazioni della teologia tedesca è così sciocco e così cattivo che è meglio non parlarne. I veri motivi per cui vogliono silenziare la mia voce non voglio analizzarli».</p>



<p><strong>Guardando &#8220;dal di fuori&#8221; certi atteggiamenti dei cattolici oggi vediamo un conflitto tra chi difende orgogliosamente i simboli e le tradizioni, ma poi, spesso, contraddice in pratica il messaggio di carità proprio del Vangelo, oppure, all&#8217;opposto, attribuisce ormai poca importanza ai simboli, alla liturgia, alla tradizione e interpreta &#8220;l&#8217;opzione preferenziale per i poveri&#8221; come una sorta di riduzione del Cristianesimo a messaggio di amore e carità universale. Quale sforzo, anche culturale, deve fare la Chiesa per &#8220;ricondurre tutto il gregge&#8221; a una vera unità in cui non ci siano valori di serie A e valori di serie B?</strong><br>Il conflitto è legato a quanto abbiamo detto nella risposta precedente e risente di decenni di lettura ideologica della fede. Non a caso lei parla di necessità di uno sforzo culturale. Aggiungo che qui non si tratta di una cultura libresca che, come diceva Maritain, è sempre un pensiero di secondo grado, ma di una cultura dell’esperienza: “Il significato essenziale della cultura consiste nel fatto che essa è una caratteristica della vita umana come tale… La cultura è un modo specifico dell&#8217;«esistere» e dell&#8217;«essere» dell&#8217;uomo. L’uomo vive sempre secondo una cultura” (Giovanni Paolo II, Discorso all’Unesco, 2 giugno 1980). La radice della cultura è allora l’esperienza. Quindi compito della Chiesa è annunciare il Cristo vivo, incontrabile e vivibile all’interno della comunità ecclesiale. Da questa tensione soltanto può nascere un’equilibrata proposta di tutte le implicazioni della vita cristiana, anzitutto della liturgia, dei valori antropologici di amore e di carità, dall’opzione preferenziale per i poveri a una autentica giustizia sociale fino al ripensamento di un nuovo ordine mondiale.</p>



<p><strong>Il tema dell’accoglienza dei migranti interroga ferocemente la politica e la società, anche se oggi la pandemia sembra averlo messo in secondo piano. Qual è il ruolo delle religioni per favorire il dialogo tra uomini e culture? La globalizzazione economica che oggi sembra in crisi può essere sostituita da un nuovo umanesimo mondiale sostenuto da un dialogo interreligioso che sia capace di condizionare positivamente le scelte politiche?</strong><br>Ha molta ragione di dire che, per trovare una risposta adeguata, il problema dei migranti ha bisogno delle religioni, come ha mostrato l’incontro di Papa Francesco con il Grande Imam Al Tayyib ad Abu Dhabi attraverso il Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune. Le religioni hanno la possibilità e il compito di contribuire a questo nuovo umanesimo, avendo il coraggio di esplicitare tutta la loro forza critica rigenerativa anche nei confronti della globalizzazione economica. È stato triste per me in questi mesi di lockdown constatare lo scarso peso dato dai mass-media alla lettura religiosa del problema. Esso non può essere ridotto alla pur decisiva questione della celebrazione eucaristica col popolo, ma deve mostrare tutte le sue implicazioni a livello di vita culturale, sociale e politica.</p>



<p><strong>L’Enciclica “Laudato si’ “ha posto in evidenza l’attenzione del magistero nei confronti della terra e delle questioni ambientali, strettamente legati ai temi sociali e a un’ecologia integrale. Oggi l’emergenza sanitaria ha messo in evidenza come un rapporto più responsabile nei confronti della natura può portare solo giovamento all’uomo. Scienza e fede, che Papa Paolo IV definì le “due lampade della verità”, possono trovare un orizzonte comune per la cura dell’umanità e della casa comune?</strong><br>L’espressione ecologia integrale, ripetutamente presente nella Laudato si’ mostra l’inevitabile continuità tra il cammino dell’uomo, della società e l’evoluzione del creato. Per una ecologia integrale è necessario evitare gli opposti estremismi che, di fatto, sembrano oggi prevalere nella considerazione dell’ambiente. Da una parte la posizione, più diffusa, del “dominio” che si relaziona all’ambiente secondo una logica che potremmo definire “predatoria o di sfruttamento” ad esclusivo vantaggio dell’attuale generazione; dall’altra una sorta di “sacralizzazione”, altrettanto indiscriminata, dell’ambiente che propugna un cosmocentrismo che, alla fine, rivendica pari diritti per ogni forma di vita, dimenticando lo specifico umano. Solo superando queste opposte posizioni l’uomo può pensare ad un rapporto con il pianeta responsabile e capace di cura. Una simile ecologia integrale – che implica un’antropologia – domanda un deciso cambio di rotta in campo economico e tecnocratico. In questo senso l’ecologia integrale favorisce l’armonia tra scienza e fede.</p>



<p><strong>La storia dell’Italia repubblicana è segnata dal ruolo che hanno avuto e che hanno i cattolici in politica. Archiviato il tema del partito unico dei cattolici, qual è il ruolo dei laici oggi? Su quali basi possono trovare unità anche nelle distinzioni delle scelte e degli orientamenti partitici?</strong><br>L’unità dei cattolici in politica si giocherà ormai nel portare entro i diversi ambiti della società plurale un’antropologia integrale capace di testimoniare, anzitutto nelle questioni etiche essenziali, la contemporaneità dell’avvenimento di Cristo, risorto e vivo. Questo sarà però praticamente impossibile se gli stessi cattolici non sapranno mostrare la decisività di questo annuncio in tutti gli ambiti della vita sociale, a fortiori nella politica. Come già diceva Platone, il politico dev’essere un abile tessitore, capace di usare un solido ordito ed una delicata trama, con cui ottenere una stoffa nello stesso tempo resistente e morbida. L’immagine suggerisce l’idea di una societas carica di amicizia civica, duttile e capace di affrontare la pluralità in tensione con l’unità.</p>



<p><strong>Lei è arcivescovo emerito di Milano, come ha visto la città e tutta la regione in questi mesi drammatici? Quali forze le consentiranno di rialzarsi?</strong><br>Mi limito a dire che quanto sta facendo il mio successore, l’arcivescovo Mario Delpini, con i suoi collaboratori, rappresenta la risposta efficace a queste domande. Mi sembra inutile aggiungere altre parole. Invito tutti, in particolar modo i cattolici, a seguire questa intelligente azione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/05/13/angelo-scola-riscoprire-la-speranza/">Angelo Scola: riscoprire la speranza</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2020/05/13/angelo-scola-riscoprire-la-speranza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
