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	<title>Tè verde Archivi - ilcaffeonline</title>
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	<description>Il coraggio di conoscere</description>
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	<title>Tè verde Archivi - ilcaffeonline</title>
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		<title>La vera colazione calabrese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nada Roberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2020 16:06:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#biblioterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Colazione. Lusso di cui ancora non riesco a capacitarmi dopo anni e anni di caffè ingollato in fretta tra figli da spronare a non fare tardi e studenti che mi aspettavano per la prima ora. Tè, un ottimo tè e i soliti biscotti del supermercato.Mi blocco con la teiera in mano. No, oggi voglio fare una colazione come si addice a una vera figlia della Calabria. &#8220;Calabria, terra mia&#8221;. Via&#8230;</p>
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<p>Colazione. Lusso di cui ancora non riesco a capacitarmi dopo anni e anni di caffè ingollato in fretta tra figli da spronare a non fare tardi e studenti che mi aspettavano per la prima ora. Tè, un ottimo tè e i soliti biscotti del supermercato.<br>Mi blocco con la teiera in mano. No, oggi voglio fare una colazione come si addice a una vera figlia della Calabria. &#8220;Calabria, terra mia&#8221;.</p>



<p>Via questi infusi provenienti direttamente dall’Inghilterra o addirittura dalla Cina, paesi stranieri che nulla hanno a che fare con le nostre belle tradizioni. Ci vuole una bella spremuta, a mano, senza spremiagrumi elettrico, (infernali aggeggi moderni) di… vediamo un po’… bergamotto. Sembra un limone, ma in realtà è tutt’altro. È l’oro della Calabria. Non lo sapevate? Ora lo sapete. Lo posso mangiare, o bere, e la buccia la farò poi macerare nell’acqua e la userò come profumo. E per la bevanda è fatta. </p>



<p>E poi? Niente dolce, salato. L’ideale è una buona fetta di soppressata. Vuoi che non l’abbia nella dispensa o nella vecchia credenza mia sorella? Presto, un salto all&#8217;antica casa con l’intonaco che cade e il portale maestoso. E sì, mia sorella me l’ha conservata la soppressata. La figlia, una ragazzina veramente a modo, con boccoli e gonna al ginocchio, mi chiede &lt;&lt;Dove vuoi che ti “porto” la soppressata? a casa?>> C’è qualcosa che non mi torna nella domanda, ma non è certo la mancanza di finocchietto. Deve essere qualcosa che ha a che fare con la grammatica della scuola elementare. Sì, grazie.</p>



<p>Torno a casa e lungo la strada approfitto per salutare la Comara che si affaccia dal balconcino e mi chiama a gran voce mentre dei ragazzi, amici dei miei figli, seduti sulla panchina (sono in ferie, hanno perso il lavoro, il lavoro non lo cercano, hanno diritto al reddito di cittadinanza, sono i risaputi fannulloni meridionali?) elegantissimi in bretelle e coppola, barba nera e folta, mi chiedono se sto andando a fare una passeggiata fra i filari di clementine. Mi fanno tornare in mente mio nonno e le profonde, esistenziali domande e risposte che ci scambiavamo.</p>



<p>A casa. Mi preparo la tavola per la sospirata colazione. Scelgo una bella tovaglia a quadretti rossi, un sobrio piatto di terracotta. Metto su una bella musichetta orecchiabile e popolare che mi accompagnerà. Mi accingo a gustare le mie delizie, ma sono interrotta da mio nipote che urla dalla strada che lo scooter non gli parte. Mi sporgo dalla finestra e lo rassicuro &lt;&lt;Puoi prendere l’asinello, a me oggi non serve>>. Mio nipote lo afferra dalla cavezza e si incammina mentre io sbracciandomi gli lancio un &#8220;Alla salute&#8221; di arrivederci.</p>



<p>Mi attardo compiaciuta a guardare la piazza sottostante dove le buone donne riempiono grandi ceste di clementine, mentre i buoni mariti fanno la partita a carte a tavoli da quattro. Meno male che hanno messo la canottiera, comincia a fare un po’ fresco, si dicono tra loro le brave massaie. Sospiro soddisfatta e chiudo le imposte dimenticando di avere poggiato sul davanzale un grande piatto rustico, ricolmo di tutti gli agrumi calabresi, che precipita giù.<br>Mi sporgo a guardare, tra il panico e la speranza, se sia caduto sulla testa giusta tutto questo bendidio della &#8220;Calabria, terra mia&#8221;.</p>



<p>Patologia: deriva insidiosa verso banalità, stereotipi, cliché.<br>Terapia: lasciate stare succhi e pregiudizi improponibili e bevete un buon tè inglese Earl Grey (tanto è aromatizzato con scorza di bergamotto) e contemporaneamente sfogliate una Grammatica italiana. Qui vi potete accontentare anche di un testo per scuola elementare.</p>
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		<title>Noi che aspettiamo il lieto fine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nada Roberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2020 09:26:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#biblioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[biblioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>#ioricomincio accoglie questo che è letteralmente un giorno nuovo con una sensazione di euforia che aveva dimenticato. Dunque Fase 2. Il decreto è stato varato. Conte ce lo ha illustrato. I TG lo hanno ripreso. I giornali vi dedicano pagine doppie. #ioriparto ha ascoltato, guardato, letto, studiato. Ha indossato un vestito leggero (non si è fatta trovare impreparata questa volta e ha fatto un seppur sommario cambio di stagione), ha&#8230;</p>
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<p>#ioricomincio accoglie questo che è letteralmente un giorno nuovo con una sensazione di euforia che aveva dimenticato. Dunque Fase 2. Il decreto è stato varato. Conte ce lo ha illustrato. I TG lo hanno ripreso. I giornali vi dedicano pagine doppie. </p>



<p>#ioriparto ha ascoltato, guardato, letto, studiato. Ha indossato un vestito leggero (non si è fatta trovare impreparata questa volta e ha fatto un seppur sommario cambio di stagione), ha ritrovato facilmente le chiavi di casa visto che le aveva già usate, ha la mascherina per ora sul collo come &#8220;l&#8217;imbecille doppio&#8221;, i guanti? No, i guanti (dopo una veloce ripassata) in borsa. All&#8217;occorrenza. </p>



<p>#ioesco ha aperto la porta. Aria, rumori, città. Sì, ora può fare veramente ciò che crede. Naturalmente in sicurezza. Meglio dare una ripassatina, comunque, come si fa prima di un esame. </p>



<p>#iostoperuscire torna indietro di qualche passo, ma lascia aperta la porta. Si tratterà di pochi minuti. Prende il giornale, pagina doppia. &#8220;Ripartenza: ecco le regole e le distanze&#8221;. Gli argomenti sono tutti evidenziati dal colore. Facile individuare ciò che interessa. Si può saltare la premessa. Si può? Gli occhi, aiutati dalle lenti da vicino sono abituati a vedere ingrandito e non sfugge pertanto la scritta &#8220;Anziani e persone fragili&#8221;. Sollievo. Non ci sono divieti per nessuna categoria (eccezion fatta che le persone anziane o con patologia dovrebbero uscire solo in casi di stretta necessità). #iostobene non si formalizza. E&#8217; allenata, per via di una nutrita schiera di figli nipoti e ulteriori congiunti, a fare un uso equilibrato delle raccomandazioni e pertanto procede.<br>Ha in programma di prendere per prima cosa un vero caffè al bar: a distanza almeno di un metro da chiunque, probabilmente nel bicchierino di carta, con la mascherina se si entra, da bere fuori e non in prossimità del bar. E per pagare? Mettere i guanti per prendere i soldi, togiere i guanti dopo il resto. E intanto il bicchierino dove lo mette? E i guanti? E la mascherina la può togliere quando beve? #iotuttosommato se lo va a fare in cucina un caffè, che fa prima ed è pure bello caldo.</p>



<p>Riprendiamo dal punto 2 del programma, taglio e piega. Non vorrà andare in giro con lunghe chiome al vento alla sua età né con l&#8217;umiliante ricrescita. Giusto per essere precisa riguarda la voce Parrucchieri. E&#8217; sicura #iomifacciobella di non avere qualche decimo di temperatura dovuto magari all&#8217;emozione dell&#8217;uscita? Il termoscanner all&#8217;ingresso del salone non la farà tornare indietro? E poi è certa che Gianni le farà shampoo, taglio, tinta, piega? &#8220;La permanenza nel locale è consentita limitatamente alle esigenze&#8221;. Le sue non saranno eccessive? &#8220;L&#8217;operatore indosserà mascherina e visiera protettiva&#8221;. Gianni le fa un po&#8217; di paura già di suo con quei 52 denti e quel ciuffo silurante. Potrà reggerne la visione con gli ulteriori aggravi? E poi siamo certi che ha sterilizzato tutto e tutti? Abbiamo assistito precedentemente a manovre di pulizia sospette… #iotuttosommato propende per uno shampoo stasera, e poi su Amazon pubblicizzano quello spray miracoloso per la ricrescita.</p>



<p>Vale la pena di andare direttamente al punto 3. Shopping.<br>Chissà se da &#8220;Eleganza e charme&#8221; c&#8217;è ancora quel vestitino che aveva adocchiato. E sì che ci <em>Sarà</em>, chi finora è stato in grado di comprarlo? Lo potrà provare in quanto indosserà mascherina, guanti, previo gel igienizzante all&#8217;ingresso. Forse <em>Sarà </em>un po&#8217; sconcertante l&#8217;immagine di sé che verrà fuori, davanti allo specchio, ma tant&#8217;è, la commessa <em>Sarà </em>almeno a 2 metri di distanza e non vedrà granché. Sempre sperando che il vestito non sia stato già provato… niente paura, nel caso <em>Sarà </em>stato sanificato. <em>Sarà</em>. Dopo tutti questi <em>Sarà </em>mi sa che #iotuttosommato ci rinuncia a quel vestito, tanto andiamo incontro all&#8217;estate. </p>



<p>#iononmiarrendo ha comunque un piano B che addirittura è più esaltante del piano A. Finalmente potrà rivedere la sua amica Silvia. A patto che non si lascino trasportare dall&#8217;affetto e, diononvoglia, cedano ad abbracci e baci, sempre che, se in casa, stiano almeno a due metri di distanza e comunque meglio se con mascherina e guanti, sempre che se vogliono prendere un bel tè tonificante, magari all&#8217;aperto, non fingano di dichiararsi conviventi, ma si adattino a un tavolo con il divisorio, sempre che Silvia che è la classica sbadata amicona di tutti, non sia stata superficiale nei comportamenti e pertanto sia passata nella categoria degli untori. Amica/nemica insomma. #iotuttosommato può sempre fare una videochiamata mentre aspetta di sentire come va questa fase 2.</p>



<p> Com&#8217;è che la porta di casa è aperta? Meglio chiuderla. #ioperoggirestoacasa può sempre contare su un bel libro. Domani si vedrà.</p>



<p>Consiglio di lettura: se avete seguito seriamente il lockdown, se rischiate di pensare che non era poi tanto male, se la fase 2 vi sembra un percorso ad ostacoli, se fate un passo avanti e uno indietro, se vi siete un po&#8217; persi d&#8217;animo, leggete quello che volete ma NON leggete Bartleby lo scrivano, di Melville. Non vi fate allettare dal suo <em>I would prefer not to</em>. Non lo raggiungete nel suo rifiuto di fare alcunché oltre il lavoro di copista. Non vi alienate dalla società rinchiudendovi, lui nel suo ufficio, voi nella vostra casa. Non vi trincerate dietro &#8220;Preferirei non fare cambiamenti&#8221;. Anche se non avete letto questo imprevedibile breve libro di Melville, non vi sarà difficile immaginare come andrà a finire. Non fa per noi che in tutto questo tempo non facciamo altro che aspettare il lieto fine.</p>



<p>Patologia: tendenza sindrome della capanna<br>Terapia: tè Tonificant breakfast &#8211; Tè verde corroborante, da bere all&#8217;aperto e in compagnia possibilmente non di congiunti<br>Controindicazione di lettura: Bartleby lo scrivano, di Herman Melville. Rimandare la lettura a epidemia finita.</p>
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		<title>E poi chi lo porta fuori il cane?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nada Roberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2020 06:45:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#biblioterapia]]></category>
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		<category><![CDATA[Akim]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Patologia: impulso compulsivo di portare fuori il cane Terapia:  tè : &#8220;Madame Butterfly &#8220;- Libro:  &#8220;E poi chi lo porta fuori il cane?&#8221; di Edmondo Berselli Inizio di un&#8217;altra giornata #iorestoacasa. Sono le otto e di fronte a me scorrono in una visione inquietante le prossime 16 ore, tutte #iostoacasa. Si accendono, prima ancora del telefonino, dolore, incredulità, panico. Subito dopo sarà la volta di cifre, notizie, notiziari, commenti, racconti.&#8230;</p>
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<p>Patologia: impulso compulsivo di portare fuori il cane</p>



<p>Terapia:  tè : &#8220;Madame Butterfly &#8220;- Libro:  &#8220;E poi chi lo porta fuori il cane?&#8221; di Edmondo Berselli</p>



<p>Inizio di un&#8217;altra giornata #iorestoacasa. Sono le otto e di fronte a me scorrono in una visione inquietante le prossime 16 ore, tutte #iostoacasa. Si accendono, prima ancora del telefonino, dolore, incredulità, panico. Subito dopo sarà la volta di cifre, notizie, notiziari, commenti, racconti.</p>



<p>Cerco di predisporre la mente verso &nbsp;una &#8220;rosselliana&#8221; proiezione positiva nei confronti del nuovo giorno e avvio il rituale della colazione. Mi concedo il lusso di scegliere il tè &nbsp;Madame Butterflay che solitamente riservo alle grandi occasioni per via del gusto, del piacere di apprezzarlo con altri ed anche del costo. Lo devo a tutti quelli che stanno combattendo in un modo o nell&#8217;altro, a tutti &nbsp;gli spiragli di pensiero positivo &nbsp;che , fra tanta tragedia, dovranno pur esserci. Ecco, Madame Butterfly con i suoi sentori di &nbsp;rose e violette, la dolcezza, il calore, &nbsp;il benessere dei suoi sorsi, a patto e condizione di sorvolare sulla tragica storia, è proprio quello che ci vuole.</p>



<p>Sono pronta a godermi questa coccola mattutina e pertanto sorrido compiaciuta ad Akim che è entrato di soppiatto nella cucina, solitamente proibita, e si è steso vicino a me in quella sua posizione, dalla quale niente lo smuove, di assoluto riposo.</p>



<p>Riposo?</p>



<p>Caro Akim, non è più tempo di riposo. Finito il tempo in cui mi strattonavi invano per essere portato fuori. Finito il tempo in cui due volte al giorno erano più &nbsp;che sufficienti. Finito il tempo in cui ti scoppiava la vescica, ma aspetta che ho da fare.<br>Smettila di sonnecchiare e sabotare.</p>



<p>Alzati subito Akim che non c&#8217;è tempo da perdere. Cappotto sul pigiama, guinzaglio, &nbsp;e via. Darò diritto ai tuoi diritti: almeno sei pipì al giorno &nbsp;e non tralasciamo il dovere della popò.</p>



<p>Se vi ritrovate in queste condizioni, niente paura. Un rimedio c&#8217;è e finanche a basso costo. Con un click assicuratevi l&#8217;ebook di Edmondo Berselli &#8220;E poi chi lo porta fuori il cane?&#8221; Mettetevi comodi, #ioleggoacasa, e finalmente voi e il vostro Akim ritroverete la giusta dimensione: voi in poltrona, Akim ai vostri piedi. Rilassati tutti e due.</p>



<p>Il libro comincia così “Io non avevo mai avuto un cane, e non avevo nessuna intenzione di averne uno”. &nbsp;Poi, suo malgrado, è &nbsp;arrivata Liù e con lei l’occasione per Berselli -nel momento più incerto della sua storia- di affermare quanto può essere intensa la vita, quante avventure &nbsp;può riservare, quanti cambiamenti radicali può chiedere, quanta riserva di forme &nbsp;di amore può regalare. Berselli ci insegna che c’è un modo diverso di percepire il tempo, specie se il tempo impazzisce , se il passato appare perduto, il presente indecifrabile, il futuro&#8230;- È &nbsp;questo tempo che divide con la sua labrador. La vita è interrogata nei pochi vocaboli con cui Liù decifra il mondo, nello scambio di sguardi entrambi e diversamente umidi, nel passeggiare legati da un condiviso guinzaglio.</p>



<p>Si, Berselli ci ha regalato proprio un bel racconto e come dice lui possiamo essere certi che “ Il cane produce effetti miracolosi. Rende tutti più buoni, più intelligenti, più sani.&#8221; &nbsp;Ci consente di uscire da casa e dalle nostre paure. Un piccolo breve giro mattina e sera. Ci consente anche di fermarci. Leggere. Pensare. Forse non diventeremo più &nbsp;buoni, più intelligenti, più altruisti. Ma intanto ci proviamo.</p>



<p>Tè verde Madame Butterfly &#8211; temperatura acqua 80^, infusione 3 m. Una o più tazze da sorseggiare pensosamente.</p>



<p>&#8220;E poi chi lo porta fuori il cane?&#8221;- Edmondo Berselli &#8211; ebook.&nbsp; Leggere lentamente assaporando ogni parola.</p>
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