<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Maurizio Cuzzocrea, Autore presso ilcaffeonline</title>
	<atom:link href="https://ilcaffeonline.it/author/maurizio-cuzzocrea/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ilcaffeonline.it/author/maurizio-cuzzocrea/</link>
	<description>Il coraggio di conoscere</description>
	<lastBuildDate>Fri, 09 Jul 2021 08:21:05 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.4.2</generator>

<image>
	<url>https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/cropped-avatar-ilcaffeonline-32x32.png</url>
	<title>Maurizio Cuzzocrea, Autore presso ilcaffeonline</title>
	<link>https://ilcaffeonline.it/author/maurizio-cuzzocrea/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Lia Quartapelle: la cittadinanza italiana a Zaki è un segno molto forte di pressione sull’Egitto</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/07/09/cuzzocrea-quartapelle-la-cittadinanza-italiana-a-zaki-e-un-segno-molto-forte-di-pressione-sullegitto/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/07/09/cuzzocrea-quartapelle-la-cittadinanza-italiana-a-zaki-e-un-segno-molto-forte-di-pressione-sullegitto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Cuzzocrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2021 08:18:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo viso non mi è nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Sisi]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Ballerini]]></category>
		<category><![CDATA[Arresti]]></category>
		<category><![CDATA[Carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione d&#039;inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[Corea del Sud]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia Liberale]]></category>
		<category><![CDATA[Diplomazia]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[FdI]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli d&#039;Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Regeni]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Lia Quartapelle]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Occidente]]></category>
		<category><![CDATA[Orban]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi Arabi]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[Patrick Zaki]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia]]></category>
		<category><![CDATA[Regeni]]></category>
		<category><![CDATA[Regime egiziano]]></category>
		<category><![CDATA[Regimi]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Colaiocco]]></category>
		<category><![CDATA[Strasburgo]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[Unheria]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Verità]]></category>
		<category><![CDATA[Zaki]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3278</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Camera ha approvato all&#8217;unanimità la mozione per la cittadinanza a Patrick Zaki. E&#8217; un messaggio per il governo italiano, cosa dobbiamo aspettarci?In verità c’è stata l’astensione di FdI, comunque il consenso parlamentare è stato davvero molto ampio. Ora tocca al governo fare la sua parte, ci aspettiamo che l’istruttoria già avviata dal ministero dell’Interno sulla concessione della cittadinanza arrivi a un esito positivo. Se venisse concessa la cittadinanza italiana&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/07/09/cuzzocrea-quartapelle-la-cittadinanza-italiana-a-zaki-e-un-segno-molto-forte-di-pressione-sullegitto/">Lia Quartapelle: la cittadinanza italiana a Zaki è un segno molto forte di pressione sull’Egitto</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>La Camera ha approvato all&#8217;unanimità la mozione per la cittadinanza a Patrick Zaki. E&#8217; un messaggio per il governo italiano, cosa dobbiamo aspettarci?</strong><br>In verità c’è stata l’astensione di FdI, comunque il consenso parlamentare è stato davvero molto ampio. Ora tocca al governo fare la sua parte, ci aspettiamo che l’istruttoria già avviata dal ministero dell’Interno sulla concessione della cittadinanza arrivi a un esito positivo.</p>



<p><strong>Se venisse concessa la cittadinanza italiana a Zaki, quali sarebbero i passi successivi?</strong><br>La cittadinanza italiana a Zaki è un segno molto forte di pressione sull’Egitto. Credo che serva – nell’attesa che si completi l’istruttoria – continuare a fare tutta la pressione possibile, sia a livello bilaterale, sia a livello europeo, affinché Zaki sia liberato. Ogni giorno di carcere è un giorno in più di una situazione intollerabile. Ci aspettiamo che oltre alle valutazioni sulla cittadinanza il governo aumenti la pressione sull’Egitto, facendosi aiutare anche dall’Europa. I promotori della petizione della cittadinanza a Zaki sono andati a Strasburgo per chiedere sostegno anche dalle Istituzioni europee.</p>



<p><strong>Sarebbe anche cittadino europeo. Gli stati della UE condividono posizioni e azioni sui diritti umani o il recente caso della legge ungherese è la dimostrazione che si va in ordine sparso?</strong><br>Altri stati hanno casi simili, ma non tutti i governi europei agiscono allo stato modo e credo che questo ci indebolisca molto. Credo anche che i governi europei debbano rendersi conto della vera natura del regime egiziano.</p>



<p><strong>Del caso Regeni ancora non abbiamo chiarezza. Perché?</strong><br>Non è vero che non c’è chiarezza sul caso Regeni. E’ in corso un processo al Tribunale di Roma, che è stato possibile grazie al lavoro straordinario della procura di Roma e del sostituto procuratore Sergio Colaiocco e al lavoro investigativo svolto dalle tante articolazioni dello Stato. Si è arrivati a questo anche grazie alla pressione diplomatica e soprattutto grazie alla tenacia della famiglia e dell’avvocato Alessandra Ballerini. Non è vero che è un caso insoluto.</p>



<p><strong>Come andrà a finire il processo?</strong><br>Per quello che abbiamo potuto vedere, come Commissione d’inchiesta, è un’indagine molto solida. Quello che non c’è, è un segno di collaborazione da parte della giustizia egiziana e questo è molto grave. Tutto quello che è stato ottenuto per costruire il quadro indiziario del processo, è stato ottenuto grazie alla professionalità italiana. L’Egitto non ci ha aiutato. In alcuni casi ha organizzato materialmente dei depistaggi. Questo è il problema, noi avremo la verità ma non avremo mai giustizia.</p>



<p><strong>Cosa lega i casi Regeni e Zaki?</strong><br>Sono due casi per certi versi distinti, nel senso che Giulio non c’è più, era un italiano messo per lungo tempo nel mirino dei servizi egiziani, rapito torturato ed ucciso. Patrick è un ragazzo egiziano che è stato arrestato al suo rientro in patria. Sappiamo dove si trova al contrario di Giulio, di cui non si è saputo dove si trovasse. Ciò che li accomuna è che entrambi i casi svelano la reale natura del regime egiziano, che è un regime brutale, molto violento e che opera nella totale arbitrarietà organizzata da corpi dello Stato.</p>



<p><strong>La democrazia liberale può essere un modello anche per i paesi arabi?</strong><br>Credo che possano esistere democrazie in contesti diversi da quello occidentale. La Corea del Sud e la Tunisia rappresentano la prova che le democrazie possono attecchire in contesti diversi, come l’Asia e paesi musulmani. Certo, come in tutti i luoghi le istituzioni democratiche hanno bisogno di tempo per poter maturare e radicarsi. Anche in Occidente ci sono democrazie in grande crisi, i cui principi sono messi in discussione. Pensiamo all’Ungheria o alla Polonia.</p>



<p><strong>Cosa può fare l’Occidente?</strong><br>Lottare per i diritti, per la libertà, per lo stato di diritto, per un processo giusto, per arrivare alla verità di quello che hanno fatto gli apparati egiziani nel caso ad esempio di Giulio Regeni, significa lottare anche per principi democratici universali che devono valere anche in un Paese come l’Egitto. Così, contrapporsi all’arbitrarietà degli arresti, al fatto che le accuse non vengono mai formalizzate in quel Paese, al fatto che gli arresti possono essere rinnovati ogni quarantacinque giorni, a tutti questi elementi di una giustizia persecutoria in cui il cittadino non può difendersi, equivale a lottare per dei principi di carattere universale. Sostenere che la democrazia sia appannaggio esclusivo dell’OccIdente equivale a lasciare miliardi di persone in balia di regimi fortemente brutali e fortemente arbitrari.</p>



<p><strong>L&#8217;Italia, storicamente, ha avuto un ruolo strategico nella diplomazia mediterranea. Negli ultimi anni lo abbiamo perso?</strong><br>Penso che sia giunto il momento di un ripensamento strategico del tipo di interazione che la politica estera italiana vuole avere nel Mediterraneo. Negli anni passati siamo rimasti molto disorientati dalle iniziative del presidente Trump, che ha completamente sposato le cause di alcuni autocrati: non dimentichiamo che chiamava Al Sisi “il mio dittatore preferito”, con un certo compiacimento. Ora è il tempo di ripensare ad una presenza strategica in quel contesto, una presenza che parli di sviluppo, di migliori condizioni di libertà e di migliore distribuzione della ricchezza, perché non dobbiamo dimenticare che questi paesi spesso viaggiano con un sistema corruttivo e di appropriazione delle ricchezze molto accentrato sui detentori del potere. Su tutto questo l’Italia, essendo una potenza regionale importante, può dire la propria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/07/09/cuzzocrea-quartapelle-la-cittadinanza-italiana-a-zaki-e-un-segno-molto-forte-di-pressione-sullegitto/">Lia Quartapelle: la cittadinanza italiana a Zaki è un segno molto forte di pressione sull’Egitto</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/07/09/cuzzocrea-quartapelle-la-cittadinanza-italiana-a-zaki-e-un-segno-molto-forte-di-pressione-sullegitto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pierluigi Castagnetti: restituire ai cittadini la soggettività politica. Così tornerà la credibilità della politica</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/06/02/cuzzocrea-castagnetti-restituire-ai-cittadini-la-soggettivita-politica-cosi-tornera-anche-la-credibilita-della-politica/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/06/02/cuzzocrea-castagnetti-restituire-ai-cittadini-la-soggettivita-politica-cosi-tornera-anche-la-credibilita-della-politica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Cuzzocrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jun 2021 08:54:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo viso non mi è nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[1946]]></category>
		<category><![CDATA[2 Giugno]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Moro]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea Costituente]]></category>
		<category><![CDATA[Capo dello Stato]]></category>
		<category><![CDATA[DC]]></category>
		<category><![CDATA[De Gasperi]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Dossetti]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Letta]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Legge elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[M5S]]></category>
		<category><![CDATA[Mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[monarchia]]></category>
		<category><![CDATA[Pierluigi Castagnetti]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[PPI]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3125</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 2 giugno è iniziata la nostra avventura repubblicana e le donne votano per la prima volta. Perché la condizione femminile è ancora un tema di grande attualità?Perché la condizione femminile non allude solo a materie di competenza della legge, ma a un quadro più generale che coinvolge la dimensione culturale in generale e quella antropologica in particolare, a pregiudizi e a giudizi molto risalenti, indotti dai costumi, abitudini e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/06/02/cuzzocrea-castagnetti-restituire-ai-cittadini-la-soggettivita-politica-cosi-tornera-anche-la-credibilita-della-politica/">Pierluigi Castagnetti: restituire ai cittadini la soggettività politica. Così tornerà la credibilità della politica</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Il 2 giugno è iniziata la nostra avventura repubblicana e le donne votano per la prima volta. Perché la condizione femminile è ancora un tema di grande attualità?</strong><br>Perché la condizione femminile non allude solo a materie di competenza della legge, ma a un quadro più generale che coinvolge la dimensione culturale in generale e quella antropologica in particolare, a pregiudizi e a giudizi molto risalenti, indotti dai costumi, abitudini e spesso influenze morali di natura religiosa, i cui cambiamenti normalmente non avvengono rapidamente, in Italia e anche negli altri paesi. Con ciò non voglio negare la responsabilità della politica nel ritardo con cui si è provveduto a estendere una parte dei diritti costituzionali alle donne. Se pensiamo che le donne fino al 1956 non potevano accedere ai concorsi in magistratura, che il nuovo diritto di famiglia è stato approvato solo negli anni settanta e che ancora alla fine degli anni sessanta Aldo Moro accusava la maggioranza delle forze politiche di non accorgersi che stavano maturando nel paese le condizioni di una sorta di “rivoluzione femminile e giovanile”, ben si capisce a cosa mi riferisco.</p>



<p><strong>Il 2 giugno va anche ricordato per la prima applicazione del suffragio universale.</strong><br>Il 75’ anniversario di questo “2 giugno” va anche ricordato per la prima applicazione del suffragio universale, prima nelle elezioni amministrative nella primavera del 1946 poi in quelle referendarie e costituenti, voluto dal governo De Gasperi e da tutte le forze della Resistenza. Era diffusa in quei mesi la convinzione che l’estensione del voto alle donne avrebbe aumentato l’astensionismo, e invece accadde il contrario, anche nel mezzogiorno votarono più donne che uomini. Sul tema del referendum istituzionale vi erano delle resistenze in alcune forze della sinistra convinte che il voto femminile avrebbe favorito la monarchia, e invece si verificò uno scarto di ben 2 milioni di voti a favore della repubblica.</p>



<p><strong>Ha avuto ragione De Gasperi?</strong><br>Si, ha avuto ragione De Gasperi, che pure non volle che la DC facesse una scelta di merito precisa per non regalare il consenso monarchico tutto alla destra, pur non impedendo ai suoi due vicesegretari, Dossetti e Mattarella, di fare campagna attivissima a favore della repubblica – quando, assieme ad altri per la verità, si oppose all’idea di affidare la scelta istituzionale all’Assemblea costituente, nella convinzione che per non spaccare il paese occorresse mettere tale scelta nelle sue mani. E così il 2 giugno divenne veramente festa di tutti.</p>



<p><strong>Lo stesso referendum segnava una differenza di consenso tra Repubblica e Monarchia tra nord e sud. Le differenze di allora sono state motivo del diverso modello di crescita politica ed economica del secondo dopoguerra?</strong><br>No. Le ragioni furono diverse. Al sud non c’era, diversamente dal nord, una preesistenza industriale importante, se si fa eccezione per il polo di Napoli che, ad esempio nell’industria bellica, non era inferiore. Ma al sud mancava un vero spirito d’impresa: ciò che esisteva era industria di stato. Dipendenza dallo Stato vs. intraprendenza privata fu il dilemma decisivo. E poi le infrastrutture. Non solo nella viabilità, ma anche nei nascenti settori della finanza, della ricerca e dell’università. Tutti gap che hanno trascinato la loro influenza nei decenni successivi. Senza parlare della criminalità organizzata per lo più risalente alla fine dell’ottocento: già allora si parlava di mafia, ‘ndrangheta e camorra. E, purtroppo, del suo rapporto con la politica (al riguardo mi permetto suggerire la lettura di un testo di storia interessantissimo, uscito nel 1904 e ristampato in anastatica da Laterza nel 2001, “L’Italia d’oggi” di Bolton King e Thomas Okey).</p>



<p><strong>In una sola tornata elettorale gli italiani scelsero la Repubblica e la composizione dell&#8217;Assemblea Costituente. Cosa pensa della proposta di una nuova costituente?</strong><br>Non sono d’accordo. I vecchi costituzionalisti erano soliti dire che “le costituzioni sono quelle leggi che i popoli si danno nei loro momenti di maggiore saggezza per difendersi dai momenti di maggiore dissennatezza”. La nostra costituzione assolve ancora benissimo a questa missione di difesa del popolo italiano e del suo destino.</p>



<p><strong>Dopo l&#8217;ultima riforma costituzionale erano stati promessi dei correttivi alla riduzione dei parlamentari. Cosa pensa del ritardo a riguardo?</strong><br>Ne penso malissimo. Sono molto preoccupato. Paradossalmente l’attuale condizione parlamentare che non definisce maggioranze veramente autosufficienti, rappresenta una condizione ideale per scrivere una riforma elettorale genuinamente condivisa. Il rischio è che torniamo a votare con questa legge elettorale e che nella prossima legislatura, se si determinerà una maggioranza netta, si faccia una legge elettorale secondo le proprie convenienze, come è accaduto purtroppo più di una volta negli ultimi venti anni. Ma non si capisce perché non si proceda neppure a modificare i regolamenti delle Camere per adeguarli al minor numero di parlamentari, disattendendo a indicazioni precise della Corte e a ripetute esortazioni del Capo dello Stato.</p>



<p><strong>In Italia l&#8217;affluenza al voto è andata diminuendo&nbsp;con il tempo. Il diritto di voto ai sedicenni può dare un impulso alla partecipazione democratica?</strong><br>Personalmente ho molte riserve al riguardo. Sono d’accordissimo con la scelta di Enrico Letta di mettere al centro del dibattito parlamentare e della politica del governo la “questione giovanile” e la perdurante “questione femminile”. Però dubito che l’estensione del voto ai sedicenni sia decisiva al riguardo. Non ne faccio questione di maturità, i giovani oggi sono maturi più di quanto non si pensi. Semmai di interesse per la politica, in un’età in cui ancora nessuno li ha preparati, neppure la scuola. Ma occorre andare al cuore del problema che è quello di offrire ai ragazzi una prospettiva di futuro concreta e credibile. Non sono un “benaltrista”, anzi, tutto quello che muove la storia mi interessa. Ma penso appunto a una strategia di lotta alle diseguaglianze crescenti, tra generazioni, condizioni occupazionali, accessibilità ai servizi nei diversi contesti territoriali, rimozione degli ostacoli di partenza. Occorre agire urgentemente, prima che la situazione possa esplodere.</p>



<p><strong>I partiti del 1946 sono molto diversi da quelli di oggi, così come è molto diversa la società. È il momento di dare piena attuazione alla previsione del &#8220;metodo democratico&#8221; richiamata dall&#8217;art 49?</strong><br>È sempre il momento, visto che tutti i tentativi al riguardo sono falliti. Dal punto di vista democratico ciò continua a rappresentare oggettivamente un vulnus. I partiti non si capisce cosa siano oggi: non hanno sedi, non hanno organi decisionali collegiali, non hanno controlli nell’uso delle risorse, non c’è neppure un “diritto dei partiti” nell’ordinamento e, per questo, neppure una giurisprudenza, al punto che quando si manifestano conflitti – come accadde ieri nel PPI e oggi nei 5S – tutto si paralizza. Mi rendo conto che la situazione della forma-partito è molto cambiata rispetto a 75 anni fa, la rivoluzione digitale ha cambiato le modalità di partecipazione non solo per la politica, ma non si può accettare il totale capovolgimento della soggettività politica definita dall’art.49. Dobbiamo restituire ai cittadini ciò che loro è stato confiscato, la soggettività politica, appunto. E così tornerà anche la credibilità della politica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/06/02/cuzzocrea-castagnetti-restituire-ai-cittadini-la-soggettivita-politica-cosi-tornera-anche-la-credibilita-della-politica/">Pierluigi Castagnetti: restituire ai cittadini la soggettività politica. Così tornerà la credibilità della politica</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/06/02/cuzzocrea-castagnetti-restituire-ai-cittadini-la-soggettivita-politica-cosi-tornera-anche-la-credibilita-della-politica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pietro Bartolo: il nostro Paese è stato capace di accogliere ma non di includere</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/05/25/cuzzocrea-bartolo-il-nostro-paese-e-stato-capace-di-accogliere-ma-non-di-includere/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/05/25/cuzzocrea-bartolo-il-nostro-paese-e-stato-capace-di-accogliere-ma-non-di-includere/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Cuzzocrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 May 2021 19:26:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo viso non mi è nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Associazionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Balcani]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Confini]]></category>
		<category><![CDATA[Decreti sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Letta]]></category>
		<category><![CDATA[Est]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[Ius soli]]></category>
		<category><![CDATA[Lampedusa]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[Mare Nostrum]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazione]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Bartolo]]></category>
		<category><![CDATA[Porti]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Sbarchi]]></category>
		<category><![CDATA[Stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[Volontariato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3077</guid>

					<description><![CDATA[<p>La sua figura è stata capace di aggiungere al tradizionale elettorato del PD, che ha proposto la sua candidatura al Parlamento Europeo, il consenso proveniente dal mondo dell’associazionismo, del volontariato, dell’impegno sociale, sino al mondo ecclesiale. Avverte questo senso di responsabilità?Certamente sì, è una grande responsabilità, che viene dall’aver ricevuto un consenso così grande e in modo trasversale e questo mi ha rincuorato molto. La buona risposta elettorale è stata&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/05/25/cuzzocrea-bartolo-il-nostro-paese-e-stato-capace-di-accogliere-ma-non-di-includere/">Pietro Bartolo: il nostro Paese è stato capace di accogliere ma non di includere</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>La sua figura è stata capace di aggiungere al tradizionale elettorato del PD, che ha proposto la sua candidatura al Parlamento Europeo, il consenso proveniente dal mondo dell’associazionismo, del volontariato, dell’impegno sociale, sino al mondo ecclesiale. Avverte questo senso di responsabilità?</strong><br>Certamente sì, è una grande responsabilità, che viene dall’aver ricevuto un consenso così grande e in modo trasversale e questo mi ha rincuorato molto. La buona risposta elettorale è stata raggiunta, con oltre 270 mila voti, grazie alla capacità di ascoltare le esigenze della gente, delle associazioni e di tutto il territorio. Ho ricevuto molti consensi da chi si era allontanato dalla politica, sfiduciato da certi comportamenti dei governanti, come sul tema della migrazione. In questo credo che la mia professione di medico e il mio impegno diretto in prima linea, in una realtà come quella di Lampedusa, abbiano trovato riscontro nelle preferenze ricevute.</p>



<p><strong>Cos’è la politica per lei?</strong><br>Credo che la politica sia qualcosa di straordinario. Deve essere un servizio svolto con passione, con onestà e correttezza. Deve saper dare risposte alle esigenze della gente e anche a temi importanti come il futuro dei giovani e la tutela dell’ambiente. Ho fatto sempre politica, occupandomi dei bisogni degli altri, della mia gente, dei migranti. Sono stato in trincea e ho sentito il bisogno di raccontare la verità attraverso la pubblicazione di libri e la realizzazione di film. Credo nella rete di persone che ci mettono la faccia tutti i giorni, nei volontari, nei giovani e in quei sindaci che senza mezzi e risorse, sono chiamati a fronteggiare gli sbarchi dei migranti e le relative implicazioni.</p>



<p><strong>Pandemia e migrazioni sono due temi di grande attualità, quali connessioni hanno?</strong><br>Sicuramente la sanità, il diritto alla salute. Molte persone fragili e malate hanno bisogno di una sanità migliore. La pandemia ha messo a nudo le inefficienze del nostro sistema, dovute alla mala gestione della politica. Sapevamo che la sanità pubblica era molto insufficiente e carente nel sud dell’Italia. Poi abbiamo scoperto che anche al nord la sanità è molto carente e che concentrarsi sulla sanità privata è un disastro. Dobbiamo batterci per la sanità pubblica che è per tutti. Non possiamo privilegiare certi settori a sfavore di chi non ha i mezzi per accedere alla sanità, che siano i nostri concittadini o che siano anche i cittadini che vengono da fuori, quindi persone perché a me non piace chiamarli migranti.</p>



<p><strong>Spesso la sensazione è che la migrazione avvenga solo con i barconi, dal Mediterraneo. Che cosa sta succedendo ad Est?</strong><br>La rotta balcanica, in realtà, è solo una tra le rotte: lì, come altrove, avvengono cose disumane e immorali. L’Europa non ha un proprio esercito e la polizia croata esegue ordini da chi subdolamente vuole creare una Fortezza Europa. In questo modo si è creata una linea difensiva militare per difenderci da “nemici” pericolosissimi, che sono queste persone che scappano da guerre, fame, miseria. Ci sono anche bambini e minori, noi li consideriamo nemici e quindi ci proteggiamo, ci chiudiamo per combattere persone fragili, in difficoltà. Dovremmo indignarci della posizione che il mondo occidentale assume in questo contesto, ignorando le sofferenze della guerra, le violenze, gli stupri, le torture e la miseria di popoli meno fortunati. Ho visto in faccia bambini, uomini e donne che mi hanno raccontato i loro sogni, le loro sofferenze e le loro ambizioni con speranza e dignità.</p>



<p><strong>C’è un’idea di confine che si sta affermando in Europa come lei diceva o la difesa dei confini è solo uno slogan, cioè un tentativo di non affrontare il problema?</strong><br>Io non credo nei confini. Le persone che raggiungono le nostre coste non sono dei nemici o degli invasori e non vengono armati. La migrazione è un fenomeno strutturale che è sempre esistito ed esisterà sempre e non ci saranno muri o fili spinati che potranno fermarlo. Chiudere i porti e i confini è un atto criminale. Molta gente è informata male, anche da alcuni personaggi politici e da alcuni giornalisti. Buttare fango dicendo che sono dei nemici, violenti, portatori di malattie, invasori che ci rubano il lavoro, ai quali diamo 35 euro al giorno.</p>



<p><strong>Ma c’è chi ci crede.</strong><br>Tante volte la gente crede a tutte queste menzogne ma colpa non ne ha. Io non ce l’ho con le persone che la pensano diversamente da me, non penso siano cattive, ma che siano cattivamente e strategicamente informate. Ci sono irresponsabili attivi nel creare questo disagio sociale, mettendo gli uni contro gli altri, gli ultimi contro gli ultimi, i più deboli contro i più deboli. Il compito del politico è quello di affrontare il problema e risolverlo, poiché si tratta di esseri umani.</p>



<p>C<strong>he differenza c’è tra accogliere e includere?</strong><br>Conosco il mare e l’esperienza di attendere che qualcuno ti venga a salvare. Prima di diventare medico, ero un pescatore, figlio di pescatore. Il nostro paese è stato capace di accogliere ma non di includere, è facile organizzare le operazioni di sbarco ma più complicato è dimostrare di offrire concretamente delle opportunità umane e sociali ai migranti. Il percorso per la definizione di misure di legge, per il riconoscimento della cittadinanza secondo il principio dello ius soli e di provvedimenti di sicurezza più flessibili, è ancora lungo.</p>



<p><strong>Nel Governo Draghi, che unisce quasi tutti i partiti presenti in Parlamento, è presente anche la Lega. Questo vuol dire che in qualche modo ci sarà il rilancio di un approccio di chiusura rispetto al problema della migrazione?</strong><br>L’entrata nel governo della Lega non è stata un bella notizia. Tante volte vedo usare il tema delle migrazioni come un cavallo di battaglia, che è servito da anni e che serve ancora per un tornaconto elettorale. Anche in sede europea dobbiamo battere i pugni per consentire che ci sia una ridistribuzione automatica e obbligatoria, per chi sbarca sulle nostre coste, su tutti gli stati membri. Ciò nonostante confido molto nei propositi del nuovo segretario del PD Enrico Letta, che ha formalmente dichiarato la propria disponibilità al riconoscimento dello ius soli. Io credo nella politica e sono il primo ad occuparmi di questa tematica. Mi batterò, come ho sempre fatto, anche per migliorare il patto sulla migrazione, che deve essere rivisto in una visione più ampia e lungimirante.</p>



<p><strong>Enrico Letta è stato il protagonista di “Mare Nostrum”, un’operazione tutta italiana motivata dalla grande crisi della migrazione in quei tempi e dalle grandi tragedie che avvenivano. Oggi sentiamo di indagini delle procure siciliane su paventati accordi economici per il trasbordo di migranti tra scafisti e organizzazioni non governative. Lei cosa pensa di questo?</strong><br>Personalmente mi sento di ringraziare le ONG per le attività di salvataggio svolte. Le ONG hanno coperto un vuoto lasciato dagli stati membri dopo quell’azione di grande civiltà che ha voluto fare l’Italia con “Mare Nostrum”, salvando migliaia di vite. Qualcuno ha voluto accusare le ONG. I decreti sicurezza hanno criminalizzato le persone che salvano le persone, con l’imposizione di sanzioni. Se si vogliono bloccare le ONG ci deve essere un’alternativa che al momento non c’è.</p>



<p><strong>Forse sta diventando scontata e ovvia la presenza delle navi delle ONG nel Mediterraneo?</strong><br>La ONG devono lasciare il Mediterraneo, devono andarsene le navi che salvano in mare. Queste persone devono arrivare attraverso canali regolari, ecco perchè le dico che è necessaria una buona gestione, una buona governance del fenomeno migratorio. Dobbiamo togliere le persone dalle mani dei trafficanti di esseri umani e fare in modo che quel mare non sia più un cimitero. Io sono certo che le ONG, perché ci ho lavorato, non vedono l’ora di andarsene e che tutto questo problema possa risolversi, non è vero che sono là per guadagnare.</p>



<p><strong>C’è un modo per attenuare, se non risolvere, il problema delle migrazioni?</strong><br>Dall’inizio del mio lavoro in politica mi sono impegnato per portare una soluzione che prevedeva l’istituzione di una missione europea di ricerca e soccorso in mare, con le varie capitanerie degli stati membri. Purtroppo ho perso questa battaglia. Dobbiamo fare in modo che queste persone arrivino tramite canali regolari, questa è una visione diversa, un cambio di paradigma. Un’altra strada è quella di fornire aiuti ai territori di provenienza, con progetti di finanziamento: nessuno vuole lasciare il proprio paese e i propri affetti se non è costretto. Dobbiamo dare loro questa opportunità, aiutando quei paesi a crescere e svilupparsi. Solo allora potremo dire che stiamo facendo una buona politica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/05/25/cuzzocrea-bartolo-il-nostro-paese-e-stato-capace-di-accogliere-ma-non-di-includere/">Pietro Bartolo: il nostro Paese è stato capace di accogliere ma non di includere</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/05/25/cuzzocrea-bartolo-il-nostro-paese-e-stato-capace-di-accogliere-ma-non-di-includere/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il caso Open Arms, Salvini e la ricerca del consenso</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/03/23/cuzzocrea-salvini-open-arms-procura-palermo/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/03/23/cuzzocrea-salvini-open-arms-procura-palermo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Cuzzocrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Mar 2021 16:38:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Whatever it takes]]></category>
		<category><![CDATA[Confini]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Letta]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Salvini]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Open arms]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[Patria]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Salvini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2811</guid>

					<description><![CDATA[<p>Chissà se il bombardamento del pollaio friulano è stato frutto di una troppo attenta immedesimazione patriottica di un carrista. In un continuo discendere della linea politica, che dai vertici corre verso gli uffici e gli esecutori, potrebbe capitare che qualcuno si lasci prendere la mano dalla difesa dei confini. Il tempo rapido della politica italiana è segnato periodicamente da slogan, frasi e termini che nelle intenzioni dei protagonisti dovrebbero garantire&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/03/23/cuzzocrea-salvini-open-arms-procura-palermo/">Il caso Open Arms, Salvini e la ricerca del consenso</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Chissà se il bombardamento del pollaio friulano è stato frutto di una troppo attenta immedesimazione patriottica di un carrista. In un continuo discendere della linea politica, che dai vertici corre verso gli uffici e gli esecutori, potrebbe capitare che qualcuno si lasci prendere la mano dalla difesa dei confini.</p>



<p>Il tempo rapido della politica italiana è segnato periodicamente da slogan, frasi e termini che nelle intenzioni dei protagonisti dovrebbero garantire un consenso elettorale. La pandemia ha agito anche su questo, forse una delle poche cose buone. Dilatando i tempi del rinnovo di consigli regionali e comunali, ha alleggerito la comunicazione politica e declassato personaggi e dichiarazioni a sottofondo – spesso spiacevole – dei problemi della quotidianità.</p>



<p>In occasione dell’udienza del 20 marzo, la Procura della Repubblica di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio di Matteo Salvini, ritenendo fondate e sostenibili in giudizio le accuse di sequestro di persona e rifiuto d’atti d’ufficio. </p>



<p>L’udienza decisiva sarà il 17 aprile e fino ad allora non sapremo se la visione salviniana del potere – rendere il decisore politico esente da responsabilità – è sufficiente a sfuggire alla verifica delle proprie azioni in sede giudiziaria. Ma già l’ammissione di ventuno costituzioni di parte civile, segna la dimensione del caso: responsabilità politiche e penali sulle quali fare luce, contrapposte idee di comunità e senso dell’impegno politico che si confrontano.</p>



<p>Salvini ha rivendicato per l’ennesima volta la difesa dei confini nazionali. Condita con il continuo tentativo di spalmare la responsabilità su più soggetti e terminata con il vittimismo dell’essere “imputato mentre il capitano non è andato in Spagna e ha rifiutato i porti&#8221;, fa emergere la misura del personaggio (che probabilmente ignora dove sia Algeciras e cosa avrebbe significato, per i migranti sulla Open Arms, un viaggio fino alle colonne d’Ercole).</p>



<p>Nell’inseguimento del consenso che sempre premia la demagogia xenofoba, proponendo, di volta in volta, stranieri nuovi di cui avere paura, Salvini interpreta bene la tradizione leghista degli ultimi trent’anni.</p>



<p>Ma nella corsa al voto ha molti contendenti, sia quelli interni al suo partito, sia quelli esterni. Distribuiti, questi ultimi, sia nel campo del centrodestra, sia in quello del centrosinistra, con al centro della scena politica un nuovo protagonista: Enrico Letta. Già dalle prime uscite, il segretario del Pd ha scelto Salvini quale avversario principale, scommettendo su un Italia diversa.</p>



<p>Sarà un possibile effetto della pandemia fermare la catena di odio per lo straniero di turno? Potrà emergere, con l’uscita dalla crisi sanitaria, un’idea di comunità diversa, non egoistica, sull’esempio dei medici, degli infermieri e del mondo del terzo settore, che hanno affrontato la più grande crisi sociale ed economica dai tempi della seconda guerra mondiale? Chi vincerà la sfida tra Salvini, che cerca di scaricare la propria responsabilità sugli altri, e gli italiani, che da oltre un anno condividono le proprie?</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/03/23/cuzzocrea-salvini-open-arms-procura-palermo/">Il caso Open Arms, Salvini e la ricerca del consenso</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/03/23/cuzzocrea-salvini-open-arms-procura-palermo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ci sfugge il Congo, l’Africa e tutto ciò che rappresenta</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/02/22/cuzzocrea-ci-sfugge-il-congo-lafrica-e-tutto-cio-che-rappresenta/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/02/22/cuzzocrea-ci-sfugge-il-congo-lafrica-e-tutto-cio-che-rappresenta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Cuzzocrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2021 17:14:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#iltempodiuncaffe]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[Belgio]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Colonizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Congo]]></category>
		<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra fredda]]></category>
		<category><![CDATA[Kinshasa]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Attanasio]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Umanità]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccini]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Iacovacci]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2685</guid>

					<description><![CDATA[<p>Che effetto farà all’Italia e agli italiani l’agguato con il quale sono stati assassinati l’ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci? Tra le indignazioni per la mancata apertura delle piste da sci e la preoccupazione per il colore che assumerà la nostra regione domani o dopodomani, non ci stiamo rendendo conto che la pandemia non ha determinato una sospensione del tempo. In attesa di certezze sul piano vaccinale italiano&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/02/22/cuzzocrea-ci-sfugge-il-congo-lafrica-e-tutto-cio-che-rappresenta/">Ci sfugge il Congo, l’Africa e tutto ciò che rappresenta</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Che effetto farà all’Italia e agli italiani l’agguato con il quale sono stati assassinati l’ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci? Tra le indignazioni per la mancata apertura delle piste da sci e la preoccupazione per il colore che assumerà la nostra regione domani o dopodomani, non ci stiamo rendendo conto che la pandemia non ha determinato una sospensione del tempo. In attesa di certezze sul piano vaccinale italiano ed europeo, la nostra concentrazione è tutta sull’Occidente. Ci sfugge il Congo, l’Africa e tutto ciò che rappresenta.</p>



<p>La morte di due giovani al servizio dello Stato, impegnati in una missione umanitaria all’estero, ha risvolti drammatici e, per la sua dimensione eclatante, rischia di annacquarsi in un cordoglio di circostanza, che non potrà dare consolazione né alle famiglie, né alla Repubblica italiana.</p>



<p>Oltre il dolore, oltre il dramma e lo sgomento, c’è qualcosa che potrà restarci da un evento così tragico. Luca Attanasio e sua moglie sono due persone che si sono fatte carico dell’umanità. Fuori dalla logica della carriera e dell’individualismo, operano insieme per una vita migliore, per sé e per chi gli sta intorno. Anche se questo “intorno” può essere più o meno lontano, non hanno voltato lo sguardo dove era più facile.</p>



<p>Non sono queste le pagine dove raccontare la storia dello sfruttamento e dell’indipendenza del Congo, né dove affrontare i problemi che ancora vive il continente africano in risposta, e a seguito, della colonizzazione europea o delle tensioni della Guerra fredda. Ma in questi ultimi decenni, e anche in futuro, in Africa si gioca una partita nuova, ma sempre uguale.</p>



<p>Gli interessi per i giacimenti di materie prime e per i vasti territori da sfruttare, ancora oggi attirano le potenze internazionali, che non sono più il Belgio del 1800 o la Francia, ma Cina, Russia e tutti coloro che vedono risorse per le proprie economie laddove servirebbero risorse per l’indipendenza e per la crescita civile ed economica, unico argine al dramma dell’attuale flusso migratorio che non accenna a fermarsi.</p>



<p>Una modesta proposta. Prima di spartirsi nuovamente l’Africa, le super potenze di oggi potrebbero distribuire vaccini e medicinali a tappeto. Non solo contro il Covid, ma anche contro tutte quelle malattie che noi abbiamo dimenticato, ma ancora oggi fanno la differenza tra un bambino che nasce a Roma e uno che nasce a Kinshasa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/02/22/cuzzocrea-ci-sfugge-il-congo-lafrica-e-tutto-cio-che-rappresenta/">Ci sfugge il Congo, l’Africa e tutto ciò che rappresenta</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/02/22/cuzzocrea-ci-sfugge-il-congo-lafrica-e-tutto-cio-che-rappresenta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Senza Tricolore: i pasticci dei governi Conte umiliano lo sport italiano</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/01/25/cuzzocrea-alle-olimpiadi-senza-bandiera/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/01/25/cuzzocrea-alle-olimpiadi-senza-bandiera/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Cuzzocrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2021 16:40:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#iltempodiuncaffe]]></category>
		<category><![CDATA[Bach]]></category>
		<category><![CDATA[Bandiera]]></category>
		<category><![CDATA[Carta Olimpica]]></category>
		<category><![CDATA[CIO]]></category>
		<category><![CDATA[Coni]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Dorando Pietri]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Malagò]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Inno Mameli]]></category>
		<category><![CDATA[Inno nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[M5S]]></category>
		<category><![CDATA[Olimpiadi]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Petrucci]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Tricolore]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2577</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una delle immagini simbolo delle Olimpiadi è italiana. Dorando Pietri che barcolla mentre taglia il traguardo della maratona di Londra 1908, sorretto dai giudici di gara. E’ da lì che inizia una lunga pagina di sport e politica, con il ricorso degli americani subito accolto e il campione italiano squalificato. Come per una sconfitta Pietri è diventato famoso, così, per una disastrosa disfatta, il 27 gennaio 2021 potrebbe essere scritta&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/01/25/cuzzocrea-alle-olimpiadi-senza-bandiera/">Senza Tricolore: i pasticci dei governi Conte umiliano lo sport italiano</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Una delle immagini simbolo delle Olimpiadi è italiana. Dorando Pietri che barcolla mentre taglia il traguardo della maratona di Londra 1908, sorretto dai giudici di gara. E’ da lì che inizia una lunga pagina di sport e politica, con il ricorso degli americani subito accolto e il campione italiano squalificato.</p>



<p>Come per una sconfitta Pietri è diventato famoso, così, per una disastrosa disfatta, il 27 gennaio 2021 potrebbe essere scritta una nuova pagina nella storia dello sport italiano. Il timore però è che questa storia potrebbe non avere il lieto fine. Non arriverà una coppa da parte della regina Alessandra, ma solo l’umiliazione riservata a pochissimi precedenti.</p>



<p>I fatti sono semplici. Il Cio contesta all’Italia la scelta di porre il Coni sotto l’indirizzo e la vigilanza del Governo. La storia non inizia in questi giorni. Già a novembre del 2018, Bach, il presidente del Cio, esprime le preoccupazioni dell’organismo internazionale sulle scelte normative italiane. Due anni e tre mesi dopo, l’allarme e la preoccupazione del mondo dello sport italiano sono ancora inascoltate. Eppure è pubblica la corrispondenza intercorsa e sono note le continue prese di posizione internazionali, quasi un disperato appello a rispettare le regole della Carta Olimpica.</p>



<p>Se non arriverà un decreto-legge in tempi brevissimi, gli atleti italiani potranno partecipare alle Olimpiadi, ma senza inno e bandiera. Trattamento riservato solo ai casi più gravi, nazioni in cui il Governo determina ogni aspetto della vita dei propri cittadini, in altri termini dittature. Oppure a chi ha frodato, commettendo la peggiore scorrettezza in ambito sportivo: il doping.</p>



<p>Ancora una volta, ai disastri del governo M5S-Lega, non ha posto rimedio il governo M5S-Pd, troppo preoccupato di mantenere i propri equilibri interni per occuparsi di questo e altri temi. La legge delega sullo sport è scaduta il 30 novembre 2020. Come sempre c’è un rimpallo di responsabilità, tra ministro e forze politiche. Il rischio dell’umiliazione è altissimo e sia Malagò, sia altri importanti dirigenti, come Petrucci, lo hanno sottolineato.</p>



<p>La soluzione di necessità e urgenza è invocata da più parti ma, nei giorni della crisi di governo, sembra che il tema interessi meno del nome del futuro ministro dell’agricoltura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/01/25/cuzzocrea-alle-olimpiadi-senza-bandiera/">Senza Tricolore: i pasticci dei governi Conte umiliano lo sport italiano</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/01/25/cuzzocrea-alle-olimpiadi-senza-bandiera/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Attendiamo il rimpasto. Non come la sentinella l’aurora, ma come a tavola il menù del giorno</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/01/20/cuzzocrea-attendiamo-il-rimpasto-come-a-tavola-il-menu-del-giorno/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/01/20/cuzzocrea-attendiamo-il-rimpasto-come-a-tavola-il-menu-del-giorno/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Cuzzocrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2021 13:02:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Whatever it takes]]></category>
		<category><![CDATA[Azione]]></category>
		<category><![CDATA[Bersani]]></category>
		<category><![CDATA[Bettini]]></category>
		<category><![CDATA[Calenda]]></category>
		<category><![CDATA[Centrodestra]]></category>
		<category><![CDATA[Ciampolillo]]></category>
		<category><![CDATA[Classe dirigente]]></category>
		<category><![CDATA[Conte]]></category>
		<category><![CDATA[Conte 2]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Fassino]]></category>
		<category><![CDATA[Fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[Forza Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Gilet gialli]]></category>
		<category><![CDATA[Impeachment]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[Legge elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[M5S]]></category>
		<category><![CDATA[Mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[movimento cinque stelle]]></category>
		<category><![CDATA[Nazionalisti]]></category>
		<category><![CDATA[Nazione]]></category>
		<category><![CDATA[No Euro]]></category>
		<category><![CDATA[No Vax]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Polverini]]></category>
		<category><![CDATA[Popolo]]></category>
		<category><![CDATA[Proporzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivoluzione liberale]]></category>
		<category><![CDATA[Sovranisti]]></category>
		<category><![CDATA[Tajani]]></category>
		<category><![CDATA[Ulivo]]></category>
		<category><![CDATA[Vocazione maggioritaria]]></category>
		<category><![CDATA[Zingaretti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2543</guid>

					<description><![CDATA[<p>I due giorni di dibattito parlamentare sulla fiducia al governo Conte 2 hanno occupato le cronache italiane, aperto interrogativi e, probabilmente, fornito poche risposte utili agli italiani per affrontare i prossimi mesi. Qualcuno ha provato ad argomentare che tutto ciò non rappresenti il Paese e le sue emergenze, ma niente è più reale delle forme in cui la democrazia manifesta il proprio stato. I discorsi parlamentari ascoltati, le repliche e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/01/20/cuzzocrea-attendiamo-il-rimpasto-come-a-tavola-il-menu-del-giorno/">Attendiamo il rimpasto. Non come la sentinella l’aurora, ma come a tavola il menù del giorno</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I due giorni di dibattito parlamentare sulla fiducia al governo Conte 2 hanno occupato le cronache italiane, aperto interrogativi e, probabilmente, fornito poche risposte utili agli italiani per affrontare i prossimi mesi. Qualcuno ha provato ad argomentare che tutto ciò non rappresenti il Paese e le sue emergenze, ma niente è più reale delle forme in cui la democrazia manifesta il proprio stato.</p>



<p>I discorsi parlamentari ascoltati, le repliche e le dichiarazioni di voto, si sono susseguite in una ritualità a cui siamo abituati da decenni. Chi siede in Parlamento, oggi come nelle legislature precedenti, rappresenta lo “stato della Nazione”. Cambiamo leggi elettorali, modifichiamo collegi, inventiamo nomi nuovi per partiti vecchi, il risultato è sempre lo stesso: una rappresentazione del popolo e una classe dirigente diretta espressione, nel bene e nel male, dei proprietari della sovranità.</p>



<p>Le tre grandi novità politiche degli ultimi 30 anni, negli ultimi giorni hanno probabilmente perso l’identità che le contraddistingueva, segnando un passaggio verso un futuro pieno di interrogativi.</p>



<p>Forza Italia ha sancito la sua marginalità, abbandonando per irrilevanza il ruolo di argine alla prevalenza di sovranisti e nazionalisti nel centrodestra italiano. Dimostrazione evidente sono state le continue voci sulla fuga verso i lidi governativi di onorevoli e deputati, espresse in maniera solenne e simbolica dalla fiducia al governo di due esponenti rappresentativi degli ultimi anni, Polverini alla Camera e Rossi al Senato. Archiviata la promessa rivoluzione liberale, restano le dichiarazioni alla stampa di Tajani, che con i suoi categorici “è fuori da Forza Italia” faceva sorridere chi vede il partito berlusconiano incalzato nei consensi da Azione di Calenda.</p>



<p>Il Partito Democratico ha definitivamente abbandonato la propria vocazione maggioritaria. Nonostante le ragioni che hanno portato alla sua nascita siano ancora attuali e reali (come ha detto l’ex segretario Fassino in una recente intervista su queste pagine), non è più attuale il modo in cui la sua leadership eserciti l’aspirazione alla realizzazione di tali ragioni. In un’immagine continua di incapacità di dettare i temi e i tempi dell’agenda politica, in un continuo inseguire altri, l’adesione alla nuova legge elettorale proporzionale promessa da Conte segna la fine della capacità del Pd di guidare il cambiamento in Italia. </p>



<p>Unita con la riduzione dei seggi parlamentari, probabilmente, consentirà a Bersani ed altri di rientrare nel Pd che verrà. Il rischio è che non rientri l’elettorato che ha visto nel percorso dall’Ulivo al Pd la possibilità di modernizzare l’Italia. La sensazione è che gli elettori “nativi democratici” non siano in grado di definire una propria identità politica, perché lontani dagli schemi novecenteschi con cui Bettini e Zingaretti governano il partito e ne determinano il futuro. Nella vittoria di ieri rischia di annidarsi la sconfitta di domani.</p>



<p>Il Movimento 5 Stelle ha completato il suo itinerario di omologazione. Governo da soli, governo con la Lega, governo con il Pd, governo con chi ci sta. Partiti da no euro, no vax, no xylella, gilet gialli, impeachment a Mattarella, nella scatoletta di tonno ci sono finiti loro e stanno trascinando anche noi.</p>



<p>Ogni legislatura ha i suoi Ciampolillo, ogni crisi di governo ha i suoi protagonisti, impegnati in estenuanti – per “i cittadini a casa” se vogliamo usare la triste espressione del presidente Conte &#8211; acrobazie televisive. Attendiamo il rimpasto. Non come la sentinella l’aurora, ma come a tavola il menù del giorno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/01/20/cuzzocrea-attendiamo-il-rimpasto-come-a-tavola-il-menu-del-giorno/">Attendiamo il rimpasto. Non come la sentinella l’aurora, ma come a tavola il menù del giorno</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/01/20/cuzzocrea-attendiamo-il-rimpasto-come-a-tavola-il-menu-del-giorno/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dall&#8217;arresto di Navalnyi un messaggio per il mondo che verrà dopo la pandemia</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/01/18/cuzzocrea-dallarresto-di-navalnyi-un-messaggio-per-il-mondo-che-verra-dopo-la-pandemia/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/01/18/cuzzocrea-dallarresto-di-navalnyi-un-messaggio-per-il-mondo-che-verra-dopo-la-pandemia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Cuzzocrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2021 16:04:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eppur si muove]]></category>
		<category><![CDATA[Aleksej Navalnyi]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[Biden]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Laschet]]></category>
		<category><![CDATA[Lavrov]]></category>
		<category><![CDATA[Merkel]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Plan]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Stato di diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2535</guid>

					<description><![CDATA[<p>Abituati, come siamo, ai tempi della giustizia italiana e ai rinvii di udienza per errori e difetti nelle notifiche, la notizia dell’avvio del processo ad Aleksej Navalnyi si pone all’estremo opposto della agognata semplificazione burocratica e della sempre richiesta migliore efficienza della giustizia italiana. Da agosto in Germania, dopo il coma per avvelenamento, Navalnyi è stato arrestato al suo rientro in Russia. Arresto preannunciato, perché già “promesso” nell’assurda idiozia burocratica&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/01/18/cuzzocrea-dallarresto-di-navalnyi-un-messaggio-per-il-mondo-che-verra-dopo-la-pandemia/">Dall&#8217;arresto di Navalnyi un messaggio per il mondo che verrà dopo la pandemia</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Abituati, come siamo, ai tempi della giustizia italiana e ai rinvii di udienza per errori e difetti nelle notifiche, la notizia dell’avvio del processo ad Aleksej Navalnyi si pone all’estremo opposto della agognata semplificazione burocratica e della sempre richiesta migliore efficienza della giustizia italiana.</p>



<p>Da agosto in Germania, dopo il coma per avvelenamento, Navalnyi è stato arrestato al suo rientro in Russia. Arresto preannunciato, perché già “promesso” nell’assurda idiozia burocratica russa, per l’asserita mancata presentazione davanti al giudice di sorveglianza, durante il periodo di ricovero e convalescenza all&#8217;estero.</p>



<p>Mai nominato direttamente da Putin o dal suo portavoce, nella negazione del nome è il tentativo dell’annientamento dell’identità. Ma nel tempo del villaggio globale, in cui i social network si assumono l’onere e si autolegittimano dispensatori di libertà, bloccando l’account del presidente degli Stati Uniti, la voce del più noto oppositore al regime oligarchico russo arriva in tutto il mondo.</p>



<p>Non sappiamo se il rientro a Mosca sia una voluta provocazione, un atto di eroismo o una forma di assicurazione sulla vita, perché di avvelenamenti russi all’estero sono ricche le cronache passate e recenti.</p>



<p>Di certo un processo convocato in una stazione di polizia, con la notifica all’avvocato difensore un minuto prima dell’inizio e i giornalisti non ammessi – se non quelli filo-governativi – rappresenta a tratti, se non fosse reale, la parodia di un film, come già visto per l’aggressione violenta a Capitol Hill di pochi giorni fa.</p>



<p>Ma il potere che agisce disprezzando le regole e anche la propria immagine nazionale ed estera, è davvero potere reale? O il tentativo della propaganda può tornare a colpire i protagonisti come un boomerang?</p>



<p>L’impressione è che la risposta sia nelle parole del ministro degli esteri russo Lavrov, quando accusa i politici occidentali di difendere Navalnyi e criticare la Russia in moda da “poter distrarre in questo modo l&#8217;opinione pubblica dalle profonde crisi che il modello liberale di sviluppo sta attraversando”.</p>



<p>Il vero bersaglio russo non è Navalnyi, ma l’occidente. Lo stato di diritto e le libertà individuali sono i nemici degli oligarchi russi e dei tentativi di governo autocratico e nazionalista, che anche le giovani democrazie dell’est europeo stanno vivendo. Dimostrazione ampia ne è stata il dibattito sul Recovery Plan europeo nei mesi scorsi.</p>



<p>Nei giorni in cui gli Stati Uniti si preparano al giuramento di Biden, un presidente all’estremo opposto di chi lo ha preceduto, e la Cina continua a proporsi come dispensatrice di soluzioni, con la distribuzione di vaccini non certificati dalle autorità dell’area euroatlantica, è evidente che le tre forze a carattere imperialista stanno giocando una partita per definire i nuovi equilibri che si delineeranno una volta passata la pandemia.</p>



<p>Questo forse è il tempo per l’ultima chiamata per l’Unione Europea. Tra la Brexit e le pressioni interne ed esterne, si annunciano tempi decisivi per il ruolo che la regione europea potrà giocare nello scenario internazionale. Probabilmente sarà ancora la Germania, con la transizione da Merkel a Laschet, a determinare le linee guida dell’Unione, con una leadership nuova, nei contenuti e nella storia personale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/01/18/cuzzocrea-dallarresto-di-navalnyi-un-messaggio-per-il-mondo-che-verra-dopo-la-pandemia/">Dall&#8217;arresto di Navalnyi un messaggio per il mondo che verrà dopo la pandemia</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/01/18/cuzzocrea-dallarresto-di-navalnyi-un-messaggio-per-il-mondo-che-verra-dopo-la-pandemia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vaccini all&#8217;Università di Catania: il primato del potere e del privilegio</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/12/31/cuzzocrea-vaccini-universita-catania-primato-potere-privilegio/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2020/12/31/cuzzocrea-vaccini-universita-catania-primato-potere-privilegio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Cuzzocrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Dec 2020 17:05:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#iltempodiuncaffe]]></category>
		<category><![CDATA[catania]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[De Luca]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[Università di Catania]]></category>
		<category><![CDATA[V-Day]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccino]]></category>
		<category><![CDATA[Vax Day]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2420</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nelle incertezze organizzative dei primi giorni di vaccinazione contro il Coronavirus, mentre non risulta che siano stati vaccinati il Presidente della Repubblica o quello del Consiglio dei Ministri – la cui vaccinazione avrebbe avuto un alto valore simbolico e comunicativo – dalla stampa giunge notizia di almeno due casi che vanno a stuzzicare i pensieri sul tema. Se della vaccinazione del presidente della Campania, De Luca, potremmo anche non stupirci,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/12/31/cuzzocrea-vaccini-universita-catania-primato-potere-privilegio/">Vaccini all&#8217;Università di Catania: il primato del potere e del privilegio</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nelle incertezze organizzative dei primi giorni di vaccinazione contro il Coronavirus, mentre non risulta che siano stati vaccinati il Presidente della Repubblica o quello del Consiglio dei Ministri – la cui vaccinazione avrebbe avuto un alto valore simbolico e comunicativo – dalla stampa giunge notizia di almeno due casi che vanno a stuzzicare i pensieri sul tema.</p>



<p>Se della vaccinazione del presidente della Campania, De Luca, potremmo anche non stupirci, perché egli ha fatto della battaglia comunicativa, verbale e simbolica contro il virus (e contro certi comportamenti irresponsabili diffusi, in verità, in tutta Italia) la propria scelta politica, la notizia più curiosa è la vaccinazione di sei studenti dell’Università degli Studi di Catania.</p>



<p>La verifica delle fonti è facile, anzi facilissima. Basta andare su un motore di ricerca o direttamente qui <a href="http://bollettino.unict.it/articoli/unict-sei-rappresentanti-degli-studenti-i-primi-vaccinati-contro-il-covid" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://bollettino.unict.it/articoli/unict-sei-rappresentanti-degli-studenti-i-primi-vaccinati-contro-il-covid</a></p>



<p>La Regione Siciliana chiede di individuare per il V-Day una serie di soggetti che siano rappresentativi e chiede di farlo anche all’università catanese. Il rettore in persona sceglie i rappresentanti degli studenti nel consiglio d’amministrazione dell’ateneo e nel senato accademico.</p>



<p>Non ci è dato sapere se i sei siano laureandi in medicina, magari tirocinanti in luoghi a rischio. Le uniche informazioni che abbiamo sono la fotografia che li ritrae felici e in buona forma davanti al luogo della vaccinazione, il fatto che siano tutti di sesso maschile e il loro ruolo negli organismi universitari.</p>



<p>E’ questo il primato della politica. Che, amaramente, tradotto alle latitudini etnee e siciliane significa, ma soprattutto comunica e invita ad emulazione, il primato del potere e del privilegio.</p>



<p>Quante scelte avrebbe potuto fare il rettore di Catania. Una studentessa donna, uno studente disabile, una matricola, uno studente proveniente dall’estero, uno studente con i migliori voti. L’elenco potrebbe continuare a lungo.</p>



<p>O, forse meglio, avrebbe potuto restituire il privilegio e chiedere alla regione di destinare i sei simbolici vaccini a sei medici di base, a sei operatori sanitari, a sei autisti di ambulanza, a sei clochard.</p>



<p>Ma se dobbiamo dirla tutta, in una regione dove la giunta regionale è composta da soli uomini e un deputato regionale può affermare “ciò che conta non è ciò che gli assessori hanno in mezzo alle gambe ma ciò che hanno in mezzo alle orecchie”, la scelta del rettore catanese – purtroppo – non ci stupisce.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/12/31/cuzzocrea-vaccini-universita-catania-primato-potere-privilegio/">Vaccini all&#8217;Università di Catania: il primato del potere e del privilegio</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2020/12/31/cuzzocrea-vaccini-universita-catania-primato-potere-privilegio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tiziano Treu: troppa genericità sui fondi del Next Generation EU. Il Sud può dare il via a un autentico salto tecnologico. Giusto chiedere il MES</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/12/22/cuzzocrea-treu-troppa-genericita-sui-fondi-next-generation-eu-giusto-chiedere-il-mes/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2020/12/22/cuzzocrea-treu-troppa-genericita-sui-fondi-next-generation-eu-giusto-chiedere-il-mes/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Cuzzocrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2020 10:27:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo viso non mi è nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon]]></category>
		<category><![CDATA[Assistenza]]></category>
		<category><![CDATA[Boschi]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[CNEL]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Liberisti]]></category>
		<category><![CDATA[MES]]></category>
		<category><![CDATA[Mezzogiorno]]></category>
		<category><![CDATA[Next Generation EU]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[Partecipazioni statali]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Smart working]]></category>
		<category><![CDATA[Sud]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[Telelavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[Tiziano Treu]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Welfare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2313</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Cnel, che lei presiede, è uno degli organi forse meno conosciuti tra quelli previsti dalla Costituzione. Se ne dovesse spiegare il ruolo a un ragazzo che va a votare per la prima volta, come lo farebbe?Noi ci occupiamo di lavoro, di impresa e dell’economia tutta. Senza un sano sistema economico non vengono garantiti i diritti fondamentali dei cittadini. Nel nostro organismo è rappresentata la società civile organizzata e questo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/12/22/cuzzocrea-treu-troppa-genericita-sui-fondi-next-generation-eu-giusto-chiedere-il-mes/">Tiziano Treu: troppa genericità sui fondi del Next Generation EU. Il Sud può dare il via a un autentico salto tecnologico. Giusto chiedere il MES</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Il Cnel, che lei presiede, è uno degli organi forse meno conosciuti tra quelli previsti dalla Costituzione. Se ne dovesse spiegare il ruolo a un ragazzo che va a votare per la prima volta, come lo farebbe?</strong><br>Noi ci occupiamo di lavoro, di impresa e dell’economia tutta. Senza un sano sistema economico non vengono garantiti i diritti fondamentali dei cittadini. Nel nostro organismo è rappresentata la società civile organizzata e questo fa si che i rappresentanti del mondo del lavoro, dell’impresa e del terzo settore si confrontino costantemente e cerchino soluzioni per migliorare quantità e qualità dell’economia del nostro Paese. Da questo confronto, scaturiscono i pareri che, per legge, forniamo al Governo e al Parlamento; forti dell’esperienza di tutte le associazioni che rappresentano milioni di persone del mondo del lavoro. È una cosa che va fatta con calma, con continuità e studiando. Questo è il CNEL.</p>



<p><strong>Quando, nel 2016, ci fu il referendum costituzionale sulla riforma Renzi–Boschi, si proponeva l’abolizione del CNEL. Cosa ci saremmo persi?</strong><br>Abbiamo sempre detto che, al di là di situazioni specifiche in cui è possibile che il CNEL non abbia svolto bene il proprio lavoro, la nostra non è una funzione opzionale, tant’è vero che la Costituzione gli attribuisce l’iniziativa legislativa. Questa è una peculiarità rispetto ad organi similari come i Consigli economici e sociali dei singoli Paesi europei. Il CNEL esiste perché la nostra democrazia non è soltanto rappresentativa e politica ma è anche partecipativa, nel senso che coinvolge non solo gli individui, ma anche quelli che la Costituzione chiama corpi intermedi. Per valorizzare questi, e le forze sociali che li esprimono, la Costituzione istituisce il CNEL. Per conseguire, appunto, il risultato della partecipazione della società organizzata alle grandi scelte del Paese. Volerlo abolire era, secondo noi, un vulnus proprio a questa idea fondamentale della nostra democrazia. Poi si può realizzare lo stesso obiettivo in altre forme come accade in altri Paesi, ma il principio deve esserci. Combattere questo è proprio fuori dalla nostra idea di Costituzione.</p>



<p><strong>L’Italia rischia davvero, come temono molti analisti, di sprecare i fondi del Next Generation EU? Quali le priorità?</strong><br>Il rischio, come abbiamo detto molte volte come CNEL, è soprattutto quello di non fare le cose che decidiamo. Prima bisogna scegliere le priorità, perché ci sono tanti soldi ma anche tanti bisogni da soddisfare. Non tutti possono essere soddisfatti e tocca dunque individuare delle priorità. L’Europa ne indica già alcune, nel momento in cui decide di investire in modo che lo sviluppo sia sostenibile, e quindi nell’economia verde e nell’ambiente. Decide inoltre di investire negli strumenti digitali che cambieranno il nostro mondo. Queste sono le grandi priorità al cui interno bisogna, come hanno fatto altri Paesi, individuare un numero limitato di progetti. Finora non ci siamo, vedo troppa genericità. Soprattutto, quando le priorità interne saranno state decise, occorrerà avere gli strumenti giusti per farle funzionare bene e nei tempi giusti, il che significa rendere operativi i progetti. Questa, purtroppo, è una difficoltà che abbiamo.</p>



<p><strong>Potrà essere questa la grande occasione per il Mezzogiorno?</strong><br>Abbiamo appena svolto una discussione al CNEL con il ministro Provenzano e i rappresentanti dell’area di Taranto e constatavamo quanti progetti importanti sono stati messi in campo per il Mezzogiorno. Ma non riusciamo a farli funzionare, al punto che non spendiamo nemmeno i soldi che l’Europa ci ha già assegnato. Le P.A. dovrebbero essere tutte mobilitate. Noi come CNEL abbiamo anche proposto di dare pubblicità, mese per mese, a ciò che viene fatto e a ciò che invece non viene fatto, affinché tutti possano sapere e, ove possibile, si intervenga per correggere.</p>



<p><strong>Quindi è il momento di dare una svolta su tempi e modalità?</strong><br>Questa è effettivamente una grande occasione, non solo perché non ci sono mai stati fondi così ingenti, ma anche perché sarebbe l’occasione di fare nel Mezzogiorno ciò che tante volte si sarebbe dovuto fare. Anche perché le nuove tecnologie e i nuovi tipi di sviluppo permettono oggi di fare un vero salto di scala. Siccome il Sud ha molti talenti potrebbe dare il via ad un autentico salto tecnologico com’è avvenuto per altri Paesi: saltare invece di camminare lentamente o di non camminare affatto. C’è bisogno per fare questo di grandi investimenti e di capacità attuative, soprattutto delle Pubbliche Amministrazioni, che sono state in passato spesso inadeguate.</p>



<p><strong>Come fare a generare sviluppo e non solo assistenza, come è accaduto per decenni?</strong><br>Occorre anzitutto capire che di assistenza si muore. L’Europa dice esplicitamente: non vi diamo questi soldi per l’assistenza. Se i progetti presentati non riguarderanno investimenti per le grandi prospettive di futuro, non saranno finanziati. Non solo non li finanziano in questo caso ma, anche dove i progetti venissero ritenuti meritevoli ma non trovassero poi applicazione, le risorse tornerebbero indietro.</p>



<p><strong>È stato un errore non chiedere ancora i fondi messi a disposizione dal MES per la sanità? Si fa ancora in tempo?</strong><br>Non si vede perché non debbano essere richiesti. Non si tratta più del meccanismo che costringeva le economie, come nel caso che fu della Grecia. Questi soldi hanno l’unico vincolo di dover essere effettivamente spesi per la sanità, quindi è stato secondo noi un errore non utilizzare il meccanismo. Siamo ancora in tempo, ma serve che le parti politiche assumano una decisione, che non è ancora giunta per contrasti relativi a questioni che all’interno del CNEL riteniamo superate.</p>



<p><strong>Come giudica la decisione del governo di tornare alle partecipazioni statali? È solo la conseguenza della crisi pandemica o un cambio di direzione duraturo? Più Stato e meno mercato?</strong><br>Una maggiore presenza dello Stato si è vista per l’emergenza, perché anche gli Stati più liberisti di fronte a una crisi come questa non possono che intervenire. Ma non si tratta di tornare alle partecipazioni statali, che peraltro in un primo periodo sono andate bene e solo una cattiva interpretazione ha portato a una degenerazione. Come CNEL abbiamo pubblicato uno dei nostri quaderni dal titolo “Il mondo che verrà” in cui abbiamo chiesto a sedici personaggi di individuare delle prospettive per il futuro. All’interno abbiamo proprio posto la questione di come sarà il futuro rapporto fra Stato e mercato. È emerso che lo Stato deve intervenire per le emergenze, mentre per il futuro deve fare interventi di stimolo e orientamento al mercato, cioè sulle grandi direzioni. Così hanno fatto molti altri Paesi, dove grandi scelte sulla medicina o sulle tecnologie sono tutte orientate dallo Stato. Poi i privati devono metterci del loro e gestire, perché lo Stato deve essere uno stimolatore, ma non un gestore.</p>



<p><strong>Il mondo del lavoro è stato travolto dalla pandemia e lo smart-working è diventato quasi lo standard dell&#8217;organizzazione delle aziende pubbliche e private. Sarà una soluzione stabile in futuro?</strong><br>Non c’è dubbio che anche qui c’è stata una reazione all’emergenza: praticamente tutto quello che poteva essere fatto a distanza è stato fatto, non solo nel pubblico ma anche nelle imprese private. Senz’altro nella siderurgia e in tutte quelle attività che prevedono interventi manuali non si può lavorare in modalità smart-working, ma tutto il lavoro di ufficio può essere fatto da remoto. In tutto il mondo si sta palesando che questa modalità, se ben gestita, se non diventa fonte di stress e non si trasforma in un’ossessione, potrà durare. Il problema è che lo smart-working deve essere gestito bene. Del resto tutte le tecnologie, dalla macchina a vapore in poi, hanno caratteristiche di duplicità: dipende dall’uso che se ne fa. Tutte le grandi imprese hi-tech e i mostri come Google e Amazon, lavorano moltissimo a distanza. Il punto è, ripeto, usare bene la tecnologia.</p>



<p><strong>Facciamo un passo indietro. Lei è stato ispiratore e protagonista di un&#8217;ampia riforma del lavoro in Italia, riforma che è anche stata un ripensamento della società. Finita la crisi, si dovrà ripensare il welfare. Come?</strong><br>È evidente che ci sono stati bisogni molto acuti che si sono manifestati in questo periodo, a partire dalla necessità di prevenzione dal rischio del contagio, che è un tipo di bisogno che non è stato avvertito a sufficienza, e che anche nella sanità pubblica è mancato. C’è stata una grande attività di contrasto, ma c’è stata una minore sensibilità al tema della prevenzione dal contagio. Questo è uno di quei cambiamenti di bisogno cui lo Stato sociale, come il welfare privato, devono adeguarsi. Un altro bisogno deriva dalla maggiore instabilità del lavoro, che non può essere corretta per legge. Bisogna che il welfare si attrezzi con maggiore formazione per mettere in grado gli individui di stare al passo con i cambiamenti tecnologici, ma anche con politiche di sostegno al lavoro. Non basteranno gli ammortizzatori sociali, che devono intervenire in tempi di crisi, ma saranno necessari altri servizi di accompagnamento quando, al di fuori delle crisi, occorrerà affrontare un mercato del lavoro divenuto comunque ormai più fluido.</p>



<p><strong>Dalla sua lunga esperienza di docente universitario, come vede la situazione della ricerca e della didattica in Italia? Quale futuro c&#8217;è per i nostri giovani?</strong><br>Questo è un tasto dolente perché sono anni che tutti, anche noi professori quando siamo stati al governo, diciamo che investiamo troppo poco rispetto agli altri Paesi europei, sia in formazione, sia in ricerca. I Paesi del Sud Est dell’Asia stanno investendo tantissimo, soprattutto nelle nuove generazioni. Quando si parla di società della conoscenza non è un modo di dire. Oggi le conoscenze sono molte di più di quelle che si avevano nel mondo industriale. Questa è una delle grandi priorità del finanziamento europeo, per esempio. Non basterà mettere robot e computer nelle macchine e nelle fabbriche. L’intelligenza artificiale non può sostituire quella umana, ma serve un intervento in alfabetizzazione digitale. Serve un investimento di enormi dimensioni, e non penso tanto all’Italia quanto all’Europa, perché per concorrere nell’alta tecnologia con colossi come gli USA e la Cina ci vogliono degli sforzi di dimensione comunitaria, altrimenti rimarremo inadeguati e sostanzialmente schiavi. I giovani, in tutto questo, pagano il costo più alto perché questo è il loro futuro e, se escono con livelli di formazione più bassi rispetto alle frontiere dell’innovazione, comporranno una generazione molto indebolita. Questa è una responsabilità di tutti noi che siamo più anziani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/12/22/cuzzocrea-treu-troppa-genericita-sui-fondi-next-generation-eu-giusto-chiedere-il-mes/">Tiziano Treu: troppa genericità sui fondi del Next Generation EU. Il Sud può dare il via a un autentico salto tecnologico. Giusto chiedere il MES</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2020/12/22/cuzzocrea-treu-troppa-genericita-sui-fondi-next-generation-eu-giusto-chiedere-il-mes/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
