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	<title>Cultura Archivi - ilcaffeonline</title>
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	<title>Cultura Archivi - ilcaffeonline</title>
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		<title>Premio “Arte: sostantivo femminile 2023” a Cristina Fogazzi, l&#8217;Estetista cinica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberta Valerioti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2023 08:54:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Visibilmente emozionata Cristina Fogazzi (aka L&#8217;Estetista Cinica) annuncia alla sua community di essere vincitrice del premio &#8220;Arte: sostantivo femminile 2023&#8220;, il riconoscimento in rosa promosso dalla Presidente dell’Associazione A3M – Amici dell’Arte Moderna a Valle Giulia Maddalena Santeroni e dalla Direttrice della Galleria Nazionale Cristiana Collu. L&#8217;edizione 2022 ha visto premiate, tra le altre, la Senatrice Liliana Segre, la scrittrice Dacia Maraini e, come ricorda l&#8217;imprenditrice della skin care, nel&#8230;</p>
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<p>Visibilmente emozionata Cristina Fogazzi (aka L&#8217;<strong>Estetista Cinica</strong>) annuncia alla sua community di essere vincitrice del premio &#8220;<strong>Arte: sostantivo femminile 2023</strong>&#8220;, il riconoscimento in rosa promosso dalla Presidente dell’Associazione A3M – Amici dell’Arte Moderna a Valle Giulia Maddalena Santeroni e dalla Direttrice della Galleria Nazionale Cristiana Collu. L&#8217;edizione 2022 ha visto premiate, tra le altre, la <strong>Senatrice Liliana Segre</strong>, la scrittrice <strong>Dacia Maraini</strong> e, come ricorda l&#8217;imprenditrice della skin care, nel 2019 anche Marina Abramović ha ricevuto lo stesso onore presso la Galleria Nazionale di Arte moderna e contemporanea di Roma.</p>



<p>La Fogazzi non nasconde il proprio genuino imbarazzo e il suo sentirsi poco meritevole nel ricevere un premio che vanta di edizione in edizione una rosa di donne brillanti che si sono distinte per aver apportato beneficio al mondo dell&#8217;<strong>arte</strong> e della<strong> cultura</strong>.<br>Umiltà e inadeguatezza cronica a parte, il premio è invece esattamente nelle mani della persona giusta, una donna che ha messo a servizio della cultura la propria voce social, una voce che viene ascoltata quotidianamente da un milione di persone.</p>



<p><strong>Cristina Fogazzi</strong>, CEO della sua azienda Veralab, assoluta eccellenza del beauty made in Italy, sui social elargisce consigli di bellezza, non limitandosi però alla sola cura di quella esteriore, riferendosi spesso invece alla bellezza eterna, quella che non è vittima della cellulite e del segno del tempo, quella che non sfiorisce mai:<strong> il Bello assoluto, il Bello dell&#8217;arte</strong>. <br>Da una passione personale per il mondo dell&#8217;arte e per i musei che la custodiscono la bresciana Fogazzi alimenta la buona pratica comunicativa che si concretizza in una peculiare divulgazione democratica dell&#8217;arte, in particolare contemporanea, ben più efficace di molte politiche di promozione tradizionali. A lei va il plauso per saper veicolare il messaggio artistico attraverso un medium digitale che troppo di frequente viene bistrattato e banalizzato, ma, come testimonia il fare della Fogazzi, se gestito da mani competenti e da occhi che fagocitano bellezza, esso diventa un canale preferenziale di <strong>diffusione culturale</strong>.</p>



<p>È proprio questo il merito della Fogazzi: essere una eccellente promotrice/supporter dell&#8217;Arte.  Dai &#8220;biglietti sospesi&#8221; per le mostre da lei visitate e promosse sui propri profili social, all&#8217;organizzazione del tour &#8220;<strong>Bellezze al museo</strong>&#8220;, fino alla pubblicazione del suo libro &#8220;<strong>Il mio Grand tour</strong>&#8221; in cui l&#8217;esperienza artistica e l&#8217;esperienza di vita si rincorrono, l&#8217;Estetista cinica rimane fedele ad una<strong> mission ben precisa</strong>: praticare un&#8217;idea più alta di Bellezza, darle risonanza, renderla fruibile ad una più larga platea di &#8220;<em>followers</em>&#8220;, accorciare la distanza tra le sale museali e le Instagram stories.</p>



<p>L&#8217;azione artistica della Fogazzi si può registrare come una forma moderna di Mecenatismo, volta alla valorizzazione mediatica del patrimonio culturale italiano e al marketing della destinazione turistica che si attiva attorno ai siti e alle istituzioni museali coinvolti nell&#8217;esperienza virtuosa di essere esposti alla benefica &#8220;Luce liquida&#8221;.</p>
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		<title>Un viaggio introspettivo nella Sicilia di Libero Elio Romano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simona Di Stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2023 18:00:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una mostra che racconta una Sicilia famigliare e familiare, quella di Libero Elio Romano 1909-1996, ancora attiva al Palazzo della Cultura di Catania fino al 20 gennaio 2023. La mostra, nata da un’idea del Centro Studi d’Arte “Elio Romano”, dal figlio Guido Romano e nipote Elio, poi studiata e progettata nei minimi dettagli dal curatore il Prof. Vittorio Ugo Vicari docente di Storia dell’arte contemporanea e Storia della moda e&#8230;</p>
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<p>Una mostra che racconta una Sicilia famigliare e familiare, quella di Libero Elio Romano 1909-1996, ancora attiva al Palazzo della Cultura di Catania<strong> fino al 20 gennaio 2023</strong>. <br><br>La mostra, nata da un’idea del <strong>Centro Studi d’Arte</strong> <strong>“Elio Romano”</strong>, dal figlio Guido Romano e nipote Elio, poi studiata e progettata nei minimi dettagli dal curatore il Prof. Vittorio Ugo Vicari docente di Storia dell’arte contemporanea e Storia della moda e del costume presso l’Accademia di Belle Arti di Catania, è stata anche e soprattutto un laboratorio didattico e occasione di collaborazione professionale tra docenti, cultori e studenti dell’Accademia.   <br><br>Il percorso è un crescendo di emozioni osservando le opere di uno dei maestri del Novecento che meglio ha saputo narrare gli spazi e i luoghi dell’entroterra siciliano con la sua capacità di raffigurare realmente l’aria pallida dell’estate e i cieli assolati. Gli spazi, intesi come le ampie distese di colline e prati in quel di Assoro in provincia di Enna, e i luoghi, quelli più calorosi, ci immergono nella vita casalinga dell’artista e ci mostrano momenti di vita quotidiana tra uno sguardo e l’altro. Con le sue pennellate è riuscito nell’intento probabilmente di comunicare la realtà cruda e nuda senza enfatizzare il sottile sentimento che abbraccia le terre siciliane, così aride ma anche così amate. <br><br>Sono cinque le sezioni in cui si divide il percorso. La prima parte racconta gli anni della formazione a Catania, la gioventù nella sua casa a Morra raccontata attraverso scorci di ricordi tra l’interno famigliare e il paesaggio dei “<em><strong>Mandorli spogli</strong></em>” dal nome di una delle opere esposte. La mostra prosegue poi con la sezione fotografica, caratterizzata da una produzione in bianco e nero, anche questa volta a raccontare le emozioni di una vita vissuta godendo di attimi di felicità. Nella terza sezione si può notare il suo naturalismo dettagliato espresso tramite dipinti raffigurati di un Guido Romano ancora bimbo.<br><br>Continua con la quarta parte caratterizzata in particolare da una serie di incisioni a china, produzione derivata dalla sua esperienza come professore all’Istituto d’Arte di Catania, e da ritratti/studio di donna come “Nudo disteso” conferendo un’autentica e naturale intimità al suo lavoro.  Novità espositive all’interno del percorso sono l’istallazione rappresentativa del giardino dell’artista, creata dal Prof. Umberto Naso nonché ex allievo di Romano, ed un emozionante racconto animato in cui le opere di Elio Romano prendono vita come in una pellicola cinematografica.<br><br>Le opere di Libero Elio Romano sono caratterizzate da un mix di tecniche, dai ritratti in carboncino, ai dipinti su tela, alla fotografia e dulcis in fundo anche dalle mini sculture come la “<em><strong>Giovinetta stante</strong></em>” tra le altre, che ritroviamo nella quinta e ultima sezione della mostra a conclusione del percorso espositivo, un viaggio introspettivo nella vita di Libero Elio Romano.</p>
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		<title>Polis delle Arti: l’orchestra giovanileporta nelle chiese un incontro di tradizioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Turco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2022 10:23:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 14, 15 e 16 dicembre la giovane orchestra – formata in occasione della rassegna “La Polis delle Arti” – ha portato in tre chiese un concerto d’orchestra con il coordinamento artistico di Maurizio Cuzzocrea, musicista, ricercatore e presidente dell’associazione locale AreaSud, e la direzione del Maestro Alberigo Maria Ferlito. I tre concerti hanno ravvivato le chiese catanesi di Santa Maria dell’Aiuto, Santa Maria della Salute e Santa Rita. Non&#8230;</p>
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<p>Il 14, 15 e 16 dicembre la giovane orchestra – formata in occasione della rassegna “<strong>La Polis delle Arti</strong>” – ha portato in tre chiese un concerto d’orchestra con il coordinamento artistico di <strong>Maurizio Cuzzocrea</strong>, musicista, ricercatore e presidente dell’associazione locale AreaSud, e la direzione del Maestro <strong>Alberigo Maria Ferlito</strong>.</p>



<p>I tre concerti hanno ravvivato le chiese catanesi di Santa Maria dell’Aiuto, Santa Maria della Salute e Santa Rita. Non una novità per gli eventi firmati <strong>AreaSud</strong> e <strong>Associazione Darshan</strong>: le due associazioni mettono sempre in primo piano l’importanza del locale, unendo allo spettacolo dal vivo la riscoperta di luoghi in periferia che<strong> raccontano l’arte e la storia della propria terra</strong>.</p>



<p>La riscoperta dei luoghi di culto e della propria storia è una tematica presente anche nel laboratorio che i musicisti della giovane orchestra. Tutti provenienti da indirizzi scolastici musicali, hanno frequentato dopo esser stati selezionati da una vera e propria commissione di professionisti del Teatro Massimo Vincenzo Bellini. Infatti, il repertorio scelto per le tre serate è il risultato del lavoro di fusione della <strong>tradizione colta</strong> (Bartòk, Verdi, Barch e altri della tradizione europea) e quella <strong>popolare</strong>, <strong>siciliana </strong>e <strong>meridionale</strong>, proprio con l’obiettivo di creare un dialogo fra le due e di poter riappropriarsi della propria storia.</p>



<p>Il ritrovo sotto un unico tetto di studenti con la stessa passione riesce a creare un <strong>clima sociale positivo</strong> e la <strong>valorizzazione dei singoli e delle loro peculiarità</strong>. La scelta del laboratorio prima e dei concerti porta i ragazzi a creare più situazioni nel tempo di ritrovo e d’inclusione culturale e sociale. Vedere questi giovani musicisti mostrare al pubblico – composto principalmente dalle loro famiglie e i loro cari – il risultato di un percorso artistico e d’apprendimento è stato magico soprattutto sotto Natale. Un periodo un cui lo stare insieme e la condivisione non possono mancare. I ragazzi hanno conquistato così tanto il pubblico da fare pure dei bis!</p>



<p>“La Polis delle Arti” continua, dunque, il suo lavoro con i giovani con l’obiettivo di sviluppare il loro potenziale, spesso nascosto. Questo lo fa unendo virtualmente tre aree della città di Catania &#8211; i quartieri di<strong> </strong>Antico Corso, Cibali e Picanello &#8211; pensate come luoghi ideali nei quali i giovani possano venire aiutati a recuperare il valore della propria persona mediante il <strong>potente mezzo dell’arte</strong>. La rassegna vuole ricreare il clima delle piazze di una volta, come la Polis dell’antica Grecia, dove le persone si incontravano e si trasferivano conoscenze e abilità con l’apprendimento e la pratica.</p>
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		<title>La lira in epoca storica: uno strumento fantasma?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Amedeo Fera]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Dec 2022 07:57:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La motivazione della presenza della lira (o meglio delle lire) in Calabria costituisce un enigma di difficilissima risoluzione, su cui, probabilmente, possono essere fatte solo delle ipotesi. Questo strumento è stato rilevato esclusivamente in contesti rurali (sebbene esista qualche testimonianza del suo uso in contesti più urbani) e, nel momento in cui diventa oggetto della ricerca etnomusicologica, la sua area di diffusione in Calabria è ristretta a due piccole zone&#8230;</p>
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<p>La motivazione della presenza della lira (o meglio delle lire) in Calabria costituisce un enigma di difficilissima risoluzione, su cui, probabilmente, possono essere fatte solo delle ipotesi. Questo strumento è stato rilevato esclusivamente in contesti rurali (sebbene esista qualche testimonianza del suo uso in contesti più urbani) e, nel momento in cui diventa oggetto della ricerca etnomusicologica, la sua area di diffusione in Calabria è ristretta a due piccole zone della parte centro-meridionale della regione. In&nbsp; una di queste (quella del monte Poro in provincia di Vibo Valentia), la lira era presente solo nella memoria ma non nell&#8217;uso mentre nell&#8217;area ionica del sidernese era suonata da qualche anziano ma pressoché scomparsa dalla vita musicale dell&#8217;area.&nbsp;</p>



<p><strong>La lira viene&nbsp; considerata un&#8217;eredità della cultura ellenica</strong> della regione e collegata alla famiglia più ampia delle lire del mediterraneo orientale con cui condivide le caratteristiche principali: forma a pera, assenza di tastiera e capotasto, cavigliere con piroli a inserimento sagittale.</p>



<p><strong>L&#8217;arrivo di questo strumento in Calabria è ancora oggetto di dibattito</strong>. Le due ipotesi principali suppongono da un lato la comparsa dello strumento come conseguenza dell&#8217;occupazione bizantina (è&nbsp; l&#8217;ipotesi che fa Goffredo Plastino, leggi&nbsp;<a href="http://www.anticabibliotecarossanese.it/wp-content/uploads/2018/01/Plastino-Goffredo.-Sull_origine_della_lira_calabrese..pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a>&nbsp;un suo articolo) e dall&#8217;altro l&#8217;arrivo della lira insieme alle ondate di profughi provenienti dalla Grecia in seguito alle varie fasi dell&#8217;occupazione ottomana (leggi&nbsp;<a href="https://www.academia.edu/45134852/Lire_migranti_Etnografia_e_immaginazione_sulle_origini_storiche_della_lira_in_Calabria?fbclid=IwAR1nZisZv_9oTRVMzo9KrDqto8_YLR51WG0xEtlaKu8LqAz4j9hAOR60_V4" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a>&nbsp;un articolo di Ettore Castagna su questo tema). In un caso quindi si tratterebbe di un&#8217;eredità altomedievale e relativamente autoctona, mentre nel secondo caso viene interpretata come un&#8217;acquisizione più recente e alloctona. Sebbene il termine lira compaia in vari documenti tra medioevo e rinascimento, non esistono però testimonianze iconografiche che possano comprovare la presenza di questo specifico strumento nel Meridione se non alcuni sparuti esempi di raffigurazioni pittoriche che sono solo vagamente riconducibili alla lira (ad esempio gli affreschi nella cappella Palatina di Palermo e la ribeca raffigurata nell&#8217;Assunzione cinquecentesca di Antonio il Panormita custodita a Palazzo Abatellis a Palermo).&nbsp;</p>



<p><strong>Si tratta quindi di un fantasma?</strong> Purtroppo ancora non è stata fatta una ricerca estensiva alla ricerca di fonti iconografiche che possano permettere una ricostruzione dello strumento in epoche anteriori alla metà del &#8216;700 (epoca di costruzione del più antico esemplare pervenutoci). Inoltre le catastrofi naturali e le dispersioni di archivi non agevolano la ricostruzione della storia più antica della lira in Calabria. In questo senso però, occorre porre una questione in merito alla cosiddetta prassi storicamente informata. Posto che uno strumento come la lira potrebbe aver avuto un ruolo molto simile a quello della ribeca con cui condivide diverse caratteristiche (in sostanza la ribeca aggiunge alla lira una tastiera e un capotasto, ma per il resto si tratta dello stesso strumento), nel momento in cui si esegua musica rinascimentale o barocca proveniente dall&#8217;area calabrese, sarebbe più corretto attenersi agli studi musicologici correnti (che però si riferiscono ad altri contesti geografici) o partire anche dal dato etnomusicologico utilizzando questo strumento come una forma locale di ribeca?</p>



<p>Nel video che segue una coppia di ribeche esegue musica barocca (vedi <a href="https://youtu.be/FYUdGi275FA" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a>). Lo strumento era considerato (in un&#8217;ottica evoluzionista) uno strumento medievale, per cui non utilizzato per suonare musiche del rinascimento e del barocco. Questo pregiudizio non ha permesso di includere nella prassi esecutiva di alcuni repertori questo strumento, contraddicendo anche le evidenze documentarie e iconografiche. Non sarebbe il caso di ripensare anche la lira calabrese da questo punto di vista, svincolandolo dal fatto che esso ci sia pervenuto come strumento popolare e ripensandone ruolo e funzioni nel repertorio della musica antica?&nbsp;</p>
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		<title>Quando più arti si incontrano: Novena Itinerante a San Nicolò l’Arena</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Turco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2022 08:10:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La rassegna catanese Zampognarea ritorna con la sua diciottesima edizione (1° dicembre &#8211; 7 gennaio) all’insegna di concerti e mostre dedicate alla zampogna e alle cornamuse. Parte di ItaliaFestival, si pone l’obiettivo di portare la musica nelle periferie e mostrare agli spettatori lo splendore architettonico delle chiese sparse per la città di Catania. L’evento, che non poteva assolutamente mancare nella rassegna dicembrina, è la riuscita novena itinerante “Natus Est” nella&#8230;</p>
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<p>La rassegna catanese <strong>Zampognarea</strong> ritorna con la sua diciottesima edizione (<strong>1° dicembre &#8211; 7 gennaio</strong>) all’insegna di concerti e mostre dedicate alla zampogna e alle cornamuse. Parte di ItaliaFestival, si pone l’obiettivo di portare la musica nelle periferie e mostrare agli spettatori lo splendore architettonico delle chiese sparse per la città di Catania.</p>



<p>L’evento, che non poteva assolutamente mancare nella rassegna dicembrina, è la riuscita novena itinerante “<strong>Natus Est</strong>” nella chiesa di San Nicolò l’Arena, giorno 8 dicembre, eseguita da Franco Barbanera (zampogna, cornamusa e flauti), Roberto Catalano (voce e plettri), Maurizio Cuzzocrea (voce, chitarre, pipita e percussioni), Vincenzo Cuzzocrea (fisarmonica e organetto) e Vittorio Ugo Vicari (voce e chitarre).</p>



<p>Per novena si intende una preghiera non ufficiale che fa parte della tradizione popolare e risale al 1720, quando fu eseguita per la prima volta in una casa di missionari di Torino nella Chiesa dell’Immacolata. Normalmente viene eseguita ogni giorno nei nove giorni che precedono la nascita di Gesù, dal 16 al 24 dicembre, per preparare spiritualmente il credente al suo arrivo e supplicarne la venuta. “Natus Est”, titolo della novena, &#8220;<em>nasce dalla rilettura della tradizione musicale legata al Natale, nel repertorio orale siciliano e dell&#8217;Italia meridionale, partendo dai canti narrativi della Novena natalizia e da quelli paraliturgici</em>&#8221; scrivono gli organizzatori. Il concerto, quindi, offre una rivisitazione della tradizione musicale natalizia italiana grazie agli strumenti e alla potenza della semplice voce, con l’intento di portare all’attenzione del pubblico la <strong>tradizione popolare </strong>del nostro Paese.</p>



<p>Centrale in questo evento è anche l’aspetto itinerante che si lega al secondo obiettivo della rassegna: lasciare che gli spettatori scoprano o riscoprano pezzi di architettura catanese mentre assistono ad un concerto. Lo spettatore segue gli artisti che si spostano all’interno del sito, accompagnandoli con la musica e la voce nella scoperta di un luogo storico e culturale. Nel caso di giorno 8 dicembre, il luogo scelto è stato la<strong> Chiesa San Nicolò l’Arena</strong>: chiesa a croce latina d’ispirazione barocca e neoclassica, fu costruita dopo l’eruzione del 1669 ed è la più alta e grande della Sicilia. Possiede numerose opere artistiche all’interno, come le varie tele nelle campate, i ricchi marmi usati per i manufatti e le cappelle, o il prezioso organo da 2.378 canne costruito da Donato del Piano.</p>



<p><strong>Quando più arti si incontrano</strong> – musica, architettura, pittura e artigianato – non può che presentarsi quella sopraffazione positiva, uditiva e visiva, che solo la creatività e il genio degli artisti possono creare. Il singolo evento, ma in realtà l’intera rassegna, dà così la possibilità di godere della rilettura della nostra tradizione popolare e visitare un luogo sacro, riavvicinando i cittadini all’arte e abituandoli a circondarsene.</p>
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		<title>Festival Zampognarea: tra librerie e luoghi d’arte la mostra itinerante di cornamuse e zampogne del mondo</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2022 07:41:24 +0000</pubDate>
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<p>CATANIA – E’ stata inaugurata la&nbsp;<strong>mostra itinerante di strumenti musicali all’interno del ricco calendario di Zampognarea, il Festival dedicato alle zampogne e alle cornamuse, che animerà il centro storico della città di Catania fino al 7 gennaio 2023.</strong></p>



<p><strong>Sette luoghi del centro storico catanese,&nbsp;</strong>tra librerie, associazioni e luoghi d’arte, v<strong>edranno esposti gli strumenti musicali della tradizione del Natale,</strong>&nbsp;zampogne e cornamuse, e vivranno le incursioni artistiche dei musicisti protagonisti del festival.</p>



<p>Tra gli strumenti, appartenenti alla collezione delle associazioni promotrici del Festival, ci saranno&nbsp;<strong>zampogne provenienti dalla Sicilia, Calabria e Campania&nbsp;</strong>e c<strong>ornamuse internazionali, provenienti da Cina, Ungheria, Spagna e Tunisia&nbsp;</strong>al fine di mettere in risalto la diffusione di strumenti simili in differenti culture e territori.</p>



<p>La mostra è animata da<strong> iniziative diffuse nel corso delle giornate di apertura, </strong>durante le quali i musicisti delle associazioni AreaSud e Darshan si recheranno nei diversi luoghi per fare ascoltare, dal vivo, il suono degli strumenti tradizionali e raccontarne anche la storia. L&#8217;obiettivo principale della mostra itinerante è quello di portare gli strumenti della tradizione in luoghi diversi per fare conoscere storie ed esperienze artistico-culturali della città. I luoghi che accoglieranno la mostra, visibili nella cartina, sono: <strong>Legatoria Prampolini, Libreria san Paolo di Catania, Officine Culturali, Società Storica Catanese, Locanda del Samaritano, Trame di Quartiere e l’Atelier Immaginario. </strong></p>



<p>Oltre alla mostra itinerante,&nbsp;<strong>continuano gli eventi musicali della XVIII edizione di Zampognarea</strong>, che animeranno le chiese del centro storico e le periferie catanesi: il 14, 15 e 16 dicembre alle ore 19:00 (presso la&nbsp;Chiesa di Santa Maria dell&#8217;Aiuto, la Chiesa di Santa Maria della Salute e la Chiesa di Santa Rita)&nbsp;avrà luogo il concerto&nbsp;<strong>dell’Orchestra Giovanile della Polis</strong>, un progetto ideato nell’ambito dell’avviso pubblico “Palcoscenico Catania. La bellezza senza confini” per la diffusione dello spettacolo dal vivo nelle periferie delle città metropolitane, finanziato dal Ministero della Cultura e dal Comune di Catania.&nbsp;Il progetto nasce per la valorizzazione delle esperienze musicali giovanili del territorio catanese e si avvale della preziosa collaborazione della&nbsp;<strong>Catania Philharmonic Orchestra</strong>, con cui Darshan e AreaSud hanno già sperimentato dal 2021 un modo comune di pensare alla crescita artistica e culturale della città.&nbsp;</p>



<p>Il&nbsp;<strong>19 dicembre,&nbsp;</strong>alle ore 21:00,&nbsp;avrà luogo lo spettacolo&nbsp;<strong>“La bella noeva”&nbsp;</strong>(Chiesa di Sant’Orsola in Piazza Scamacca); il 30 dicembre, alle ore 19:00, sarà il momento di&nbsp;<strong>“Isolitudine – Racconto della Sicilia tra teatro e musica”&nbsp;</strong>(Salone Papotto Via Zurria 7).</p>



<p>Gli appuntamenti musicali,&nbsp;<strong>distribuiti tra le chiese del centro storico e delle periferie catanesi</strong>, continueranno fino a gennaio 2023,&nbsp;con l’obiettivo di offrire anche occasioni di conoscenza del ricco patrimonio architettonico e della costante azione di animazione del territorio delle diverse realtà associative.&nbsp;</p>



<p><strong>Zampognarea, organizzato dalle Associazioni Areasud e Darshan, che fa parte di Italiafestival</strong>, la principale associazione italiana di spettacolo dal vivo e multidisciplinare, è realizzato anche grazie al patrocinio e contributo della Regione Siciliana, Assessorato del Turismo Sport e Spettacolo e al sostegno di una ricca rete associativa.</p>
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		<title>A Catania torna Zampognarea: per la XVIII edizione una mostra itinerante e concerti alla scoperta delle tradizioni del Natale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[nicole-aronica]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2022 10:31:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>CATANIA &#8211; Con la presentazione del programma della XVIII edizione, ritorna a Catania Zampognarea, il Festival dedicato alle zampogne e alle cornamuse, che animerà il centro storico del capoluogo etneo dal 1° dicembre 2022 al 7 gennaio 2023. Un’edizione ricca di appuntamenti musicali che le associazioni AreaSud e Darshan hanno costruito grazie alla costante attenzione al mondo dello spettacolo dal vivo e al ruolo che musica e musicisti hanno per la crescita culturale e sociale del Paese. Undici&#8230;</p>
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<p>CATANIA &#8211; Con la presentazione del programma della <strong>XVIII edizione</strong>, <strong>ritorna a Catania Zampognarea</strong>, il <strong>Festival dedicato alle zampogne e alle cornamuse</strong>, che animerà il centro storico del capoluogo etneo <strong>dal 1° dicembre 2022 al 7 gennaio 2023</strong>. Un’edizione ricca di <strong>appuntamenti musicali</strong> che le <strong>associazioni AreaSud e Darshan</strong> hanno costruito grazie alla costante attenzione al mondo dello spettacolo dal vivo e al ruolo che musica e musicisti hanno per la crescita culturale e sociale del Paese. <strong>Undici concerti, distribuiti tra le chiese del centro storico e delle periferie catanesi</strong>, vedranno alternarsi sul palco giovani musicisti, amatori e professionisti, con l’obiettivo <strong>di riconciliare musica e vita</strong>, perché la pratica musicale sia sempre di più un’esperienza condivisa e capace di arricchire le persone.</p>



<p>Il Festival, la cui <strong>direzione artistica è affidata al musicista e ricercatore Maurizio Cuzzocrea</strong>, avrà inizio il 1° dicembre, alle ore 21:00 nella Badia di Sant’Agata, con la prima esecuzione del concerto <strong>“Puer Natus. Canti di culla dall’Appennino al Mare”</strong>, un progetto in coproduzione tra il Festival catanese, il Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone e l’Appennino Festival del territorio delle Quattro Province. Sarà un viaggio musicale nei repertori tradizionali italiani, per scoprire commoventi canti di culla dedicati al “Figlio” accompagnati da due gruppi di ricerca del Nord e del Sud Italia. Sei musicisti diversi per geografia, ma simili per passioni, propongono il canto d’amore per eccellenza, partendo dal Monastero di Bobbio per giungere fino all’Etna, la Muntagna al centro del Mediterraneo, dopo aver attraversato gli Appennini delle Quattro Province e della Calabria. Un itinerario non solo nello spazio ma anche nel tempo, dal Medioevo alla ricerca etnomusicologica del XX secolo. La conclusione della rassegna sarà affidata all’<strong>Orchestra Amatoriale Vincenzo Scontrino</strong>, una delle novità della scena musicale siciliana, che<strong> il 7 gennaio, nella Chiesa della SS. Trinità alle ore 19:00</strong>, concluderà l’anno dedicato al compositore e didatta trapanese Antonio Scontrino, nel centenario della morte.</p>



<p><strong>Il programma di concerti toccherà poi le chiese di San Nicolò l’Arena, di Sant’Anna, di Santa Rita, di Santa Maria dell’Aiuto e gli auditorium delle parrocchie di San Michele Arcangelo e della Madonna della Salute</strong>, con l’obiettivo di offrire anche occasioni di conoscenza del ricco patrimonio architettonico e della costante azione di animazione del territorio delle diverse realtà associative. </p>



<p>Da segnalare anche l’impegno per la promozione della musica d’insieme tra i giovanissimi, con <strong>tre concerti dell’Orchestra Giovanile della Polis</strong>, un progetto ideato nell’ambito dell’avviso pubblico “Palcoscenico Catania. La bellezza senza confini” per la diffusione dello spettacolo dal vivo nelle periferie delle città metropolitane, finanziato dal Ministero della Cultura e dal Comune di Catania.</p>



<p>Al centro del progetto ritorna la <strong>mostra itinerante di strumenti musicali </strong>appartenenti alla collezione delle associazioni promotrici del festival che quest’anno assume una forma nuova. <strong>Dal 13 dicembre, in sette luoghi del centro storico catanese, con una mappa distribuita in occasione dei concerti,</strong> sarà possibile vedere e conoscere <strong>zampogne e cornamuse provenienti dalla Sicilia e dal mondo</strong>. Librerie, associazioni e luoghi d’arte vedranno esposti gli strumenti musicali della tradizione e vivranno le incursioni artistiche dei musicisti protagonisti del festival.</p>



<p><strong>Zampognarea, che fa parte di Italiafestival</strong>, la principale associazione italiana di spettacolo dal vivo e multidisciplinare, è realizzato anche grazie al patrocinio e contributo della Regione Siciliana, Assessorato del Turismo Sport e Spettacolo e al sostegno di una ricca rete associativa.</p>



<p></p>
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		<title>Contrappunto, il festival dedicato ad Antonio Scontrino anima la Chiesa di Sant’Anna a Catania</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Turco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Nov 2022 09:46:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A 100 anni dalla morte del compositore trapanese, le associazioni AreaSud e Orchestra Scontrino esordiscono con la prima edizione della rassegna “Contrappunto. Festival Internazionale Antonio Scontrino”, in onore del compositore trapanese: tre serate (11-12-13 novembre) di musica classica e aggregazione. Inserito all’interno di Italiafestival, si pone l’obiettivo di offrire opportunità di crescita agli amatori di musica classica siciliani ed europei, valorizzando i giovani musicisti siciliani. La seconda serata del festival&#8230;</p>
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<p>A 100 anni dalla morte del compositore trapanese, le associazioni<strong> AreaSud</strong> e <strong>Orchestra Scontrino </strong>esordiscono con la prima edizione della rassegna “<strong>Contrappunto. Festival Internazionale Antonio Scontrino</strong>”, in onore del compositore trapanese: tre serate (11-12-13 novembre) di musica classica e aggregazione. Inserito all’interno di <strong>Italiafestival</strong>, si pone l’obiettivo di offrire opportunità di crescita agli amatori di musica classica siciliani ed europei, valorizzando i giovani musicisti siciliani.</p>



<p>La seconda serata del festival ha visto la chiesa catanese di Sant’Anna aprire le sue porte al giovane <strong>Quartetto Katàne</strong> che ha eseguito il raro Quartetto in La minore di Antonio Scontrino, insieme al Quartetsatz di Franz Schubert. Il quartetto catanese, composto da Ricardo Urbina e Dario Militano al violino, Clelia Lavenia alla viola e Giulio Nicolosi al violoncello, ha accolto l’invito della direzione artistica del festival e si è dedicato allo studio dell’opera di Scontrino, trascinando il pubblico nella ricca tessitura musicale del compositore. L’apprezzamento del pubblico e la brillante esecuzione fanno pensare a un possibile ulteriore percorso di ricerca, che faccia scoprire e ascoltare dal vivo altre composizioni dell’autore protagonista del festival, che meritano di avere maggiore risonanza.</p>



<p>La piccola e intima chiesa dedicata a Sant’Anna, luogo di esecuzione del concerto, venne eretta molti secoli fa <strong>nel cuore barocco</strong> della città di Catania: le prime notizie risalgono alla metà del XVII secolo, quando i Padri Trinitari vi si stabilirono. La struttura affrontò ben tre ricostruzioni: la prima dopo il terremoto del 1693, la seconda dalla famiglia Di Mauro che ne ridusse le dimensioni e l’ultima nel 2008. Il luogo è anche sede del Gran Magistero dell’Ordine Militare del Collare di Sant’Agata dei Paternò, un ordine militare fondato dai Re aragonesi di Majorca per difendere i mari dai pirati e le terre dall’islamismo; gli stemmi sono presenti all’interno della chiesa.</p>



<p>La chiesa non possiede solamente collegamenti con ordini religiosi e militari, ma si trova in un punto “culturale” della città di Catania, proprio al lato della casa dello scrittore verista Giovanni Verga e nei pressi di quella del compositore Vincenzo Bellini. Secondo il Polo Regionale di Catania per i siti Culturali, la casa era impiantata in strutture preesistenti del convento, poi comprato dalla famiglia<br>materna. Una piccola Chiesa dedicata alla Santa che mise al mondo la Vergine Maria possiede una storia lunga secoli e ci ricorda quanto i monumenti, anche quelli meno conosciuti, raccontino di noi e della nostra terra.</p>
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		<title>Musica: al Castello Ursino di Catania dal 30 settembre al 9 ottobre torna Classica &#038; Dintorni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2022 06:43:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ricerca e tradizione, musica per film e sonorità orientali.Il M° Ketty Teriaca: “Prima esecuzione in Sicilia del Diario del tempo che verrà di Marco Betta, trascrizioni per quartetto Italianvibes delle colonne sonore di tre film di Roberto Andò” CATANIA, 28 settembre 2022 – Dalle musiche per il cinema e il teatro &#8211; che con contributi di grandi compositori contemporanei hanno scritto un nuovo capitolo nella letteratura musicale del Novecento &#8211;&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/09/29/redazione-musica-castello-ursino-30-settembre-9-ottobre-classica-dintorni-2022/">Musica: al Castello Ursino di Catania dal 30 settembre al 9 ottobre torna Classica &#038; Dintorni</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-left">Ricerca e tradizione, musica per film e sonorità orientali.<br>Il M° Ketty Teriaca: “<em>Prima esecuzione in Sicilia del Diario del tempo che verrà di Marco Betta, trascrizioni per quartetto Italianvibes delle colonne sonore di tre film di Roberto Andò</em>”</p>



<p><strong>CATANIA, 28 settembre 2022</strong> – Dalle musiche per il cinema e il teatro &#8211; che con contributi di grandi compositori contemporanei hanno scritto un nuovo capitolo nella letteratura musicale del Novecento &#8211; alle geografie sonore di lontani paesi orientali; dai canti della tradizione lettone, alle partiture dei classici europei. Tra ricerca e tradizione, anche quest’anno, alle soglie dell’autunno e del ritrovato piacere dell’ascolto della musica negli spazi al chiuso, il Castello Ursino di Catania risuona della magica atmosfera di <strong>Classica &amp; Dintorni [30 settembre – 9 ottobre 2022]</strong>.</p>



<p>E per questa 19°edizione la direttrice artistica <strong>Ketty Teriaca</strong> – pianista e docente del<strong> Conservatorio Scarlatti di Palermo </strong>– confeziona una rassegna raffinata e nel segno della contaminazione fra i generi scandita in due weekend lunghi, dal venerdì alla domenica. Tutti i concerti saranno ospitati al <strong>Castello Ursino </strong>e inizieranno alle 21. Inserita nel cartellone del <strong>Catania Summer Fest</strong>, Classica &amp; Dintorni 2022 sarà ad <strong>ingresso gratuito</strong> fino a esaurimento posti e sarà sufficiente prenotarsi via whatsapp al numero 331 4861931.</p>



<p>Si comincia venerdì 30 settembre con la grazia assoluta dei quartetti di Mozart e una formazione “indigena”, ovvero nata e cresciuta a Catania e già accreditata nei circuiti nazionali e internazionali. Si chiama <strong>Katanè</strong> e per il concerto inaugurale di Classica &amp; Dintorni vedrà la presenza del flautista <strong>Domenico Testaì</strong> insieme con i giovani componenti <strong>Ricardo Urbina</strong> e <strong>Dario Militano</strong> al violino, <strong>Clelia Lavenia</strong> alla viola e <strong>Giulio Nicolosi</strong> al violoncello.</p>



<p><strong>Sabato 1 ottobre</strong> è in programma una autentica chicca: “Quaderni. Diario del tempo che verrà”, un regalo del<strong> M° Marco Betta</strong> – compositore, sovrintendente e direttore artistico del Teatro Massimo di Palermo – per l’<strong>Italianvibes Ensemble.</strong> Si tratta delle trascrizioni per quartetto – vere e proprie miniature sonore – di brani composti per il cinema e il teatro che Betta ha voluto rielaborare per la formazione dell’Italianvibes composto da <strong>Giovanni Mareggini</strong> (flauto), <strong>Luca Ranieri</strong> (viola), <strong>Maria Cecilia Berioli</strong> (violoncello) e dalla stessa <strong>Ketty Teriaca</strong> al pianoforte. <em>“Siamo lusingati – spiega Teriaca – di questo regalo pensato per la nostra formazione, brani che eseguiamo in Sicilia per la prima volta dopo una parziale anteprima in Umbria e in Friuli l’estate scorsa. Si tratta di musiche composte da Betta per tre film diretti dal regista <strong>Roberto Andò</strong>: “Viaggio segreto”, “Viva la libertà” e “Il Manoscritto del Principe”. Mentre la seconda parte del concerto è dedicata alla figura dell’imprenditore palermitano <strong>Ferruccio Barbera</strong> con brani che scandiscono la sua vita, interrotta prematuramente a 53 anni. E poi due pezzi da pièces teatrali, una di <strong>Andrea Camilleri</strong> e l’altra di <strong>Ruggero Cappuccio</strong> nel solco della ricerca e della divulgazione di autori del passato meno conosciuti e di compositori contemporanei di grande valore”</em>. </p>



<p><strong>Domenica 2 ottobre</strong> viaggio sonoro verso le rotte dell’Afganistan e dell’India con il duo di <strong>Davide Livornese</strong> al rabab e <strong>Riccardo Gerbino</strong> al tabla, strumenti tradizionali dei due paesi ai quali i due musicisti hanno dedicato studi in campo internazionale componendo musiche inedite ispirate alle tradizioni locali. Le composizioni sono immaginari sonori che rievocano antiche danze e andature ipnotiche lungo paesaggi melodici armoniosi e improvvisati.</p>



<p>Nel secondo weekend, al Castello Ursino<strong> venerdì 7 ottobre</strong> si esibirà il <strong>Trio Quiròs</strong> con <strong>Francesca</strong> <strong>Adamo Sollima</strong> (soprano), <strong>Mauro Schembri</strong> (mandolinio) e <strong>Fernando Mangifesta</strong> (fisarmonica). In programma musiche di Hahn, Weill, Piazzolla, Ramirez, Angulo, Gershwin e Bernstein. </p>



<p><strong>Sabato 8 </strong>sono attese le <strong>Saucejas</strong>, formazione di origine lettone tutta al femminile che proporrà canti e arrangiamenti della tradizione. </p>



<p>Infine, <strong>domenica 9 ottobre</strong>, chiusura con musiche di Vivaldi, Bach, Rameau e Telemann con <strong>Ensemble Harmonia Urbis</strong>: Giusi Ledda (traversiere), Iben Bagvad Kejser (violino), Andrea Fossà (violoncello), Ugo Di Giovanni (liuto), Marco Silvi (clavicembalo e direzione).</p>



<p>L’edizione 2022 è organizzata dall’associazione culturale <strong>Darshan</strong> e dall’associazione di promozione sociale AreaSud con il contributo di <strong>Ministero della Cultura, Regione Siciliana &#8211; Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo, Città di Catania &#8211; Assessorato alla Cultura, Catania Summer Fest</strong>. Info <a href="http://www.associazione-darshan.it/">Associazione Darshan</a>. </p>
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		<title>Vivi la vita più che puoi e sorridi sempre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Tinnirello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 13:09:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Vanessa Viscogliosi, giornalista, blogger e autrice romana, ha scritto un libro dedicato ai più piccoli che rinnova l’incanto del vivere attraverso il quotidiano e le sue meraviglie. Il suo libro, con le bellissime illustrazioni di Tiziana Longo, è uscito alla fine del 2021 ed ha subito riscosso l’attenzione di grandi e piccini per la bellezza del tema, il linguaggio vivido e immediato e le splendide immagini che lo accompagnano. Vanessa,&#8230;</p>
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<p><a href="http://www.vanessaviscogliosi.it/2021/10/uau-che-giorni-arriva-in-libreria.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vanessa Viscogliosi</a>, giornalista, blogger e autrice romana, ha scritto un libro dedicato ai più piccoli che rinnova l’incanto del vivere attraverso il quotidiano e le sue meraviglie. Il suo libro, con le bellissime illustrazioni di Tiziana Longo, è uscito alla fine del 2021 ed ha subito riscosso l’attenzione di grandi e piccini per la bellezza del tema, il linguaggio vivido e immediato e le splendide immagini che lo accompagnano.</p>



<p><strong>Vanessa, com’è nata l’idea di scrivere un libro per bambini?</strong><br>L’editoria per bambini e in special modo quella legata al mondo degli albi illustrati mi ha sempre affascinato e stimolato. Ogni pagina è il risultato di uno scambio dialogico costante, imprevedibile e per questo prezioso, tra parola e immagine. Da questo canto a due voci la lettura si espande, così anche i significati, le connessioni, i personaggi, le storie. Spesso si è portati a pensare che l’albo illustrato sia solo un prodotto per bambini destinato ad essere accantonato in età adulta. Le lunghe narrazioni, con la maturità, infatti prendono il sopravvento. Non sempre, però, i libri grandi sono grandi libri. È molto probabile, invece, che in libri brevi e dalla foliazione ridotta sbocci autorevole letteratura.</p>



<p><strong>Serviva l’incontro giusto, quello con l’editore.</strong><br>Si, perché l’idea di scrivere un libro per bambini ha sempre occupato un posto speciale nel mio cassetto dei sogni da realizzare. Questo cassetto è stato aperto da Daniele Cavallaro di <a href="https://www.gammazita.it/lunaria-edizioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lunaria Edizioni</a>, agli inizi del 2020, quando mi ha proposto di farlo per la neonata casa editrice. A marzo dello stesso anno ho scritto di getto il testo di “UAU che giorni!” e, dopo l’estate e qualche titubanza, ho deciso di sottoporlo al suo vaglio e a quello della coordinatrice editoriale, Veronica Palmeri,&nbsp; che fin da subito si è dimostrata entusiasta.</p>



<p><strong>Tu sei mamma di una bimba. La sua presenza ha giocato un ruolo importante nella genesi di questo lavoro?</strong><br>A mia figlia Cecilia ho dedicato il libro e soprattutto il messaggio primario in esso contenuto: vivi la vita più che puoi e sorridi sempre.</p>



<p><strong>Parlaci un po’ della tua collaborazione con l’illustratrice, Tiziana Longo. Come avete fatto a raggiungere una sinergia tra testo e immagini così calzante?</strong><br>Lavorare con Tiziana è stato semplice e rilassante perché siamo entrate in sintonia fin dal primo momento. Le illustrazioni non sono quindi il frutto di un lavoro travagliato e di notti in bianco, tutt’altro. Il racconto visivo e quello testuale si sostengono vicendevolmente e ben rappresentano le nostre anime e quella del libro.</p>



<p><strong>Il tuo testo è costruito sulla meraviglia destata dai cinque sensi; questi hanno un effetto sinestetico sul piccolo lettore (e non solo). Cosa ti ha spinto a partire proprio dalle sensazioni per il tuo libro?</strong><br>Mi ha spinto una giornata non proprio uau, una di quelle da dimenticare e che ho la sfortuna di vivere spesso perché soffro di attacchi di emicrania molto forti. Quando va bene durano 48 ore, quando va male il giorno e la notte si susseguono così come le nausee, i problemi con la luce, gli odori. Persino la risata di tua figlia, in quelle ore, si tramuta in un incubo sonoro. Da  pessime “esperienze” sinestetiche, paradossalmente, sono nate quelle piacevoli di “UAU che giorni!”. La scrittura, d’altronde, è sempre stata per me la migliore terapia d’urto.  </p>



<p><strong>Se dovessi descrivere il tuo libro con poche parole rivolgendoti a un pubblico adulto cosa diresti? E se invece parlassi &nbsp;direttamente ai tuoi piccoli lettori?</strong><br>Direi ai grandi, ma pure ai piccini, che il libro aiuta a disegnare stelle nei giorni neri e a restare sole nei giorni a colori.</p>



<p><strong>Leggendo il libro mi ha colpito la grande profondità del testo che si può leggere a più livelli, essendo ricco di rimandi semantici e di giochi di parole semplici che introducono termini più complessi. Come hai fatto a ottenere una notevole ricchezza di contenuto attraverso un testo che si presenta essenziale, perfetto per essere letto trasversalmente dai tre anni in su?</strong><br>Il testo nasce da un lavoro istintivo di sottrazione. Togliere senza compromettere la complessità di cui parli non è facile. Si rischia la superficialità e la banalizzazione. Ho un grande rispetto per le parole e forse anche per questo non sono una grande chiacchierona. Preferisco scrivere: il foglio bianco mi permette di sceglierle con cura.<br>Il libro, hai ragione, viaggia su più livelli. Ha più facce e offre diversi spunti di riflessione. Da un lato la mia attenzione si focalizza sull&#8217;unicità della vita e sulla gioia delle piccole cose, dall&#8217;altro cela ma non troppo le mie posizioni su alcune tematiche complesse e delicate, dall’accoglienza dei migranti ai diritti civili. Parlare di cose da grandi con i piccoli non è complicato, né occorrono grandi paroloni. Servono solo parole oneste.</p>



<p><strong>In una parte del volume, una bimba di spalle osserva “La Primavera” di Botticelli degli Uffizi e tu scrivi: (questi) “Sono i giorni capolavoro . Ti guardano dentro e tu piangi fuori”. La tua frase mi ha molto colpito perché porta i bambini al cuore dell’esperienza estetica. Anche tu hai ancora questo rapporto viscerale con l’arte? Ricordiamo ai lettori che hai ideato e diretto per anni, insieme a Giacomo Alessandro Fangano, la prima rivista dedicata alle arti visive in Sicilia, Tribe art</strong>.<br>Questa illustrazione racconta di un attacco, non emicranico, ma per fortuna da Sindrome di Stendhal: la prima volta che ho visitato la Galleria degli Uffizi ho letteralmente pianto di fronte a questo capolavoro dell’arte italiana. Ho suggerito quindi a Tiziana di tradurre in immagine la mia vertigine, che ho poi scoperto, essere stata anche la sua. La bellezza continua a commuovermi e il mio rapporto con l’arte in tutte le sue molteplici forme è ancora profondissimo. Ho ereditato da mia nonna paterna il “master” in incanti e meraviglie e non la ringrazierò mai abbastanza.<br>&nbsp;<br><strong>Vanessa Viscogliosi</strong>, giornalista, autrice e blogger romana, vive a Catania dal 2003. Sebbene non ami le etichette, si definisce un’operaia culturale con manie di piccolezza. “UAU che giorni!” è il suo primo albo illustrato.<br><strong>Tiziana Longo</strong>, illustratrice, nata a Catania, laureata in Pittura e restauro, studia poi illustrazione e ne fa la sua professione. Pubblica prevalentemente per l’editoria inglese, americana e italiana illustrando libri educativi e di narrativa per bambini e giovani adulti.</p>
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