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	<title>Danza Archivi - ilcaffeonline</title>
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	<title>Danza Archivi - ilcaffeonline</title>
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		<title>Le Coincidenze del Festival della Piana del Cavaliere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Pafumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jun 2021 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#cafechantant]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Leonardi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la presentazione del programma, nelle sale della Biblioteca comunale di Orvieto, parte l&#8217;attesa per la quinta edizione del Festival della Piana del Cavaliere, la rassegna di eventi culturali, teatrali e di musica classica, che quest&#8217;anno avrà sede nella città umbra. Il tema scelto per il 2021 è Coincidenze, ispirato da due importanti anniversari: i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri ed i 100 anni dalla nascita di Leonardo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con la presentazione del programma, nelle sale della Biblioteca comunale di Orvieto, parte l&#8217;attesa per la quinta edizione del <a href="https://www.festivalpianadelcavaliere.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Festival della Piana del Cavaliere</a>, la rassegna di eventi culturali, teatrali e di musica classica, che quest&#8217;anno avrà sede nella città umbra. </p>



<p>Il tema scelto per il 2021 è <strong>Coincidenze</strong>, ispirato da due importanti anniversari: i <strong>700 anni</strong> dalla morte di <strong>Dante Alighieri </strong>ed i <strong>100 anni</strong> dalla nascita di <strong>Leonardo Sciascia</strong>. Il tema e il ricordo dei due grandi autori italiani costituiscono il filo conduttore che guida tutto il percorso artistico.</p>



<p>Nato nel 2017 a Pereto, nella terra abruzzese della Marsica da cui prende il nome, il festival ha lo scopo di promuovere la cultura in tutte le sue manifestazioni artistiche, con un occhio sempre attento alla qualità dell’offerta e degli artisti coinvolti. Infatti, gli eventi prendono vita da reti di collaborazione con eccellenti artisti e formazioni musicali di fama nazionale e internazionale.</p>



<p>La città di <strong>Orvieto</strong>, dal 1° al 12 settembre 2021, vedrà incrementare la proposta artistica e musicale in un territorio già caratterizzato da un grande valore culturale. Partendo con le <em>masterclass</em>, caratteristiche dell&#8217;evento, saranno 15 giorni di grande spettacolo, con un cartellone di 27 eventi che spaziano in diversi ambiti artistici: lirica, arte, performance teatrali, produzioni inedite e concerti. A questi, si aggiungono eventi collaterali come le arti sceniche di teatro-danza e teatro musicale, le conferenze tematiche, le passeggiate e degustazioni enogastronomiche.</p>



<p>I giorni del Festival si prefigurano come una vera e propria immersione nella musica, nella storia, nella tradizione e nella cultura del territorio. In questo caso, di <strong>Orvieto </strong>che per la prima volta ospita la manifestazione grazie ad una convenzione firmata con il Comune, il quale ha concesso il patrocinio e gli spazi per gli eventi. Il festival è socio di <a href="https://www.italiafestival.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ItaliaFestival</a> e fa parte della rete dell’<a href="https://www.efa-aef.eu/en/home/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">European Festivals Association</a>, sostenendo e consentendo la creazione, la produzione e la partecipazione artistica e condividendone la <em>mission</em> per cui la partecipazione alla cultura e alle arti è un diritto umano.</p>



<p>Il festival ha ottenuto anche l’Alto Patrocinio del <strong>Parlamento Europeo</strong> e il Patrocinio della <strong>Regione Umbria</strong>. Inoltre, è reso possibile grazie alla collaborazione con la Fondazione per il Centro Studi “Città di Orvieto”, il CAI Orvieto, Cittaslow Orvieto e la Scuola Comunale di Musica “Adriano Casasole”.</p>



<p><strong>Anna Leonardi</strong>, che firma la direzione artistica del festival, proietta con decisione il suo sguardo verso una dimensione multidisciplinare intelligente e internazionale, contribuendo alla creazione di un ambiente favorevole alla scoperta e al sostegno di giovani artisti emergenti.</p>



<p>L’obiettivo del Festival è di avvicinare alla cultura musicale un pubblico eterogeneo e di favorire l’incontro tra generazioni e il dialogo interculturale. Genera, così, un forte scambio di storie ed energie tra gli artisti, ma anche fra questi e il pubblico. È una realtà a cui bisognerebbe ispirarsi per una rinascita culturale e sociale a cui il nostro Paese, dopo la durezza dei mesi che abbiamo attraversato, aspira con gran forza.</p>



<p><strong>ilcaffeonline </strong>vi invita a scoprire il ricco programma e la storia del festival e seguirne gli eventi tramite il sito <a href="https://www.festivalpianadelcavaliere.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Festival della Piana del Cavaliere</a> </p>
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		<title>Bando Boarding Pass Plus 2020: i vincitori</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/05/14/bando-boarding-pass-plus-2020-i-vincitori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lina Di Lembo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 May 2021 09:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Direzione generale Spettacolo del Ministero della Cultura ha comunicato, tramite un avviso sul proprio sito istituzionale, i vincitori del bando Boarding Pass Plus 2020, ai quali verranno stanziati fondi per un totale di 1.050.000 euro. Si tratta di 21 organismi professionali dello spettacolo che hanno presentato progetti di teatro, danza, musica e circo che prevedono percorsi di carattere internazionale, orientati al confronto e allo scambio di pratiche artistiche finalizzate&#8230;</p>
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<p>La Direzione generale Spettacolo del Ministero della Cultura ha comunicato, tramite un avviso sul proprio sito istituzionale, i vincitori del bando Boarding Pass Plus 2020, ai quali verranno stanziati fondi per un totale di 1.050.000 euro.</p>



<p>Si tratta di 21 organismi professionali dello spettacolo che hanno presentato progetti di teatro, danza, musica e circo che prevedono percorsi di carattere internazionale, orientati al confronto e allo scambio di pratiche artistiche finalizzate alla creazione di progetti innovativi.</p>



<p>Nell’ambito Danza e Multidisciplinare sono stati selezionati 6 progetti.</p>



<p>Gli organismi vincitori sono il Comune di Bassano del Grappa, l&#8217;Associazione KLM – Kinkaleri, Le Supplici, MK di Prato, l&#8217;Associazione ArtGarage di Pozzuoli, l&#8217;Associazione Contart di Milano, Marche Teatro Scrl di Ancona e la Fondazione Scuole Civiche di Milano. Il contributo totale per questo ambito è di 302.250 euro. Cinque sono invece i progetti assegnatari delle risorse nell’ambito Teatro e Multidisciplinare: L&#8217;Associazione Nuovo Teatro Sanità di Napoli, che riceve 51.515 euro, l&#8217;Associazione Segni d&#8217;Infanzia di Mantova, che riceve 50.303 euro, il Teatro della Città di Catania, che riceve 49.697 euro, e 369 Gradi srl di Roma, che riceve 48.485 euro. Per quel che concerne l’ambito Musica e Multidisciplinare i vincitori sono la Emilia Romagna Concerti S.C.R.L., l’Orchestra della Magna Grecia di Taranto e Potenza, l’Associazione Cidim di Roma, l’associazione Hendel di Milano, l’associazione Zo Centro Cultura Contemporanee di Catania e l’Associazione L&#8217;Amoroso di Bari. Ad aggiudicarsi i contributi della Dg Spettacolo per l’ambito circo sono l’associazione culturale Circuito Lombardia (54.663 euro), l&#8217;Associazione Sistema 23 (53.376 euro), L&#8217;Associazione Teatro Necessario di Colorno (46.945 euro) e l&#8217;ASD Quattro x 4 (45.016 euro).</p>
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		<title>Alkantara Fest, musiche contro l&#8217;isolamento</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/10/24/miduzzi-alkantara-fest-musiche-contro-la-pandemia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Miduzzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2020 10:09:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«L’emergenza sanitaria dettata dalla pandemia ci sta abituando alla chiusura dei confini, non solo tra nazioni, ma anche tra individui. Un’esperienza come quella di Alkantara Fest può rappresentare uno stimolo a opporsi a ciò che rischia di diventare un nuovo stile di vita: l’isolamento. Noi stiamo lavorando in questa direzione, immaginando romanticamente come sarà questa ripartenza, e siccome siamo dei sognatori pensiamo che è dall’arte e dalla cultura che dovremmo&#8230;</p>
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<p>«L’emergenza sanitaria dettata dalla pandemia ci sta abituando alla chiusura dei confini, non solo tra nazioni, ma anche tra individui. Un’esperienza come quella di Alkantara Fest può rappresentare uno stimolo a opporsi a ciò che rischia di diventare un nuovo stile di vita: l’isolamento. Noi stiamo lavorando in questa direzione, immaginando romanticamente come sarà questa ripartenza, e siccome siamo dei sognatori pensiamo che è dall’arte e dalla cultura che dovremmo tutti provare a ripartire: dalle realtà locali, dalle nostre piccole comunità, guardandoci in faccia, negli occhi. Ma dobbiamo ripartire più sani, più motivati, più sinceri, più veri, più artisti di prima». Il direttore artistico Mario Gulisano è partito da qui per dare il via alla XVI edizione dell&#8217;Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music: ridotto nei giorni, ma forse più intenso.</p>



<p>Più “glocal” rispetto alle precedenti edizioni, comunque di ricco di prestigiosi appuntamenti, alcuni anche di respiro internazionale. Dopo la serata inaugurale del 29 luglio, che per la prima volta si è svolta all&#8217;Anfiteatro comunale di Zafferana Etnea, il festival organizzato dall&#8217;Associazione Darshan si è trasferito a Pisano, trasformando la frazione di Zafferana Etnea, dove sono ancora visibili e tangibili i segni dello spaventoso terremoto di Santo Stefano (2018), in un piccolo villaggio della gioia, dove c&#8217;è stato spazio per la presentazione di libri, workshop, corsi di danze popolari e tantissima giovialità, ma è stata la musica a farla da padrona.</p>



<p>«L’identità “glocal” (globale e locale) che stiamo costruendo all’Alkantara Fest costituisce un unicum della realtà culturale siciliana, e rappresenta anche una sfida per il territorio – dice Gulisano &#8211; . “Territorio” del resto è un concetto molto astratto, e andrebbe ridefinito il suo ambito. Nel corso di questi 16 anni Alkantara fest ha più volte cambiato pelle, spazi, formula e location, assecondando i gusti delle piazze, delle amministrazioni, dei sindaci e delle mode di turno in un territorio indefinito, vago e qualunque. Così abbiamo finalmente deciso di appropriarci noi del &#8220;territorio&#8221;, di definirne nuovamente i confini, di identificarci con un luogo e uno spazio in cui è il pubblico a scegliere di venire a trovarci. Da qualche anno a questa parte infatti, stiamo lentamente rifondando lo spirito identitario di una comunità, la piccola frazione di Pisano, dove pian piano il festival sta guadagnando fiducia e consensi, come un seme che ha sapientemente aspettato il suo tempo per germogliare, e adesso sbuca dalla terra per affrontare una nuova vita». E questa piantina sembra aver messo germogli e radici tra l&#8217;Azienda agricola Il Pigno e il B&amp;B Sotto i Pini che, insieme, delimitano il quartiere generale in cui per quattro giorni si è mossa la grande famiglia di Alkantara Fest.</p>



<p>Nel corso della quattro giorni – dal 29 luglio al 2 agosto &#8211; ci si è immersi in un&#8217;atmosfera folk di ampio respiro, dove c&#8217;è stato spazio per i grandi talenti nostrani ma anche per formazioni internazionali. Un intento chiaro sin dal debutto, quando sul palco si sono alternati il cantautore siracusano Carlo Muratori, il Nufolk Global Connections 4et &#8211; una costola dell&#8217;orchestra folk europea nata dal progetto dell&#8217;Associazione Darshan, sostenuto dal Programma Cultura di Europa Creativa, che coinvolge sei Paesi europei – con il polistrumentista acese Davide Urso, e i musicisti calabresi Nando Brusco e Maurizio Cuzzocrea.</p>



<p>La prima giornata di Festival a Pisano è stata inaugurata dalla partecipata esibizione della O.R.P.S., l&#8217;Orchestra Rete Permacultura Sicula, formazione nata nel 2019 per esprimere in musica i principi dell’ecologia, della permacultura e dell’amore per la Terra, che ha subito travolto il pubblico in danze popolari di gruppo (per ciò che la normativa anti Covid ha consentito). Nella stessa serata si è potuto godere dell&#8217;apprezzata esibizione del Trio Ecanes e di quella del Quartetto Areasud, progetto dedito alle musiche tradizionali calabresi e siciliane, inevitabilmente influenzate dalle culture mediterranee.<br>Quest&#8217;anno Alkantara Fest ha voluto sottolineare il suo essere family friend inserendo alcuni appuntamenti adatti anche ai più piccoli, come di Circo Storto &amp; Ale Damò, due divertenti buskers che hanno affascinato il pubblico di ogni età con le loro gag comiche e divertenti sketch prima di lasciare spazio ai live di due cantautori: quello dello spagnolo Pedro Makay e, successivamente, quello del cantautore siciliano Marco Corrao che ha presentato il suo ultimo disco “Pietre su Pietre”.</p>



<p>All&#8217;Alkantara Fest non c&#8217;è mai tempo per annoiarsi, ed è impossibile stressarsi. Immersi nel verde di una natura lussureggiante e genuina, con l&#8217;Etna talmente vicina che sembra di poterne ascoltare il respiro, la mattina ha davvero l&#8217;oro in bocca. Nel villaggio di Alkantara Fest ogni mattina c&#8217;è una nuova attività da svolgere: prima la lezione di yoga con Caterina Allegra accompagnata dal tabla di Riccardo Gerbino, poi la jam session al bar di Pisano con tutti i musicisti del Festival che si esibiscono mentre si fa colazione con l&#8217;immancabile granita e brioches; e poi c&#8217;è ancora spazio per un&#8217;escursione sull&#8217;Etna con Anima Munti, il gruppo di guide convenzionate con il festival. Un&#8217;esperienza incredibile!</p>



<p>Le attività collaterali di Alkantara Fest continuano anche nel corso del pomeriggio, quasi si trattasse di un “riscaldamento” pre-concerto: dal divertentissimo workshop di danze folk inglesi di Joanna Clare a quello sull&#8217;improvvisazione corporea “KidiMpro” di Stefania Milazzo. Ma l&#8217;ultimo giorno, sorpresa delle sorprese, abbiamo assistito alla prima presentazione nazionale del libro “Alfio Antico. Il dio tamburo. Storia di un pastore entrato nell&#8217;Olimpo della musica” del giornalista Giuseppe Attardi, a cui ha preso parte anche il musicista lentinese, virtuoso del tamburo, che nella stessa sera si è esibito in una formazione ancora inedita, per presentare per la prima volta in Sicilia il suo ultimo disco “Trema la terra”.</p>



<p>Perché ad Alkantara Fest si attende la musica che anche quest&#8217;anno non ha mancato di essere di respiro internazionale. Nel corso del festival infatti, abbiamo avuto il piacere di apprezzare gli svedesi Kolonien &#8211; formazione di stampo “familiare” che dopo essere cresciuti a suon di musica popolare tradizionale hanno contaminato la musica delle loro radici con ricche armonie vocali e ritmi aggressivi – e i musicisti di Ethno Sicily: una piccola delegazione di Ethno, composta da musicisti che aderiscono al programma di mobilità della rete Ethno World, ai quali si sono uniti alcuni musicisti siciliani selezionali da Ethno Sicily.</p>



<p>E con un concerto all&#8217;insegna della contaminazione si è anche conclusa la XVI edizione di Alkantara Fest che ha voluto sul palco un&#8217;altra stella siciliana, da anni emigrata in Francia: la cantante e percussionista messinese Maura Guerrera che ha presentato “Spartenza”, il progetto condiviso con il polistrumentista algerino naturalizzato in Provenza Malik Ziad.<br>E&#8217; tempo di tornare a casa, con la gioia nel cuore e la consapevolezza di esserci arricchiti, di essere riusciti a nutrire l&#8217;anima. Mario Gulisano ha ragione, “La musica è l&#8217;antidoto contro l’isolamento”. Vissuta così, poi…</p>
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		<title>Ministero degli Esteri e Italiafestival insieme per la cultura italiana nel mondo</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/06/25/pafumi-ministero-degli-esteri-e-italiafestival-insieme-per-la-cultura-italiana-nel-mondo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Pafumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2020 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#cafechantant]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domenica scorsa ha avuto luogo la Festa Europea della Musica, grande evento internazionale che si ripete da più di 25 anni e che vede coinvolti molti Paesi del mondo, Italia compresa. La festa non si è fermata quest’anno, nonostante il coronavirus e, anzi, ha avuto il valore simbolico di rappresentare la data del primo importante concerto con pubblico in Italia dopo l’emergenza COVID-19. Si tratta del concerto inaugurale del Ravenna&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Domenica scorsa ha avuto luogo la Festa Europea della Musica, grande evento internazionale che si ripete da più di 25 anni e che vede coinvolti molti Paesi del mondo, Italia compresa. La festa non si è fermata quest’anno, nonostante il coronavirus e, anzi, ha avuto il valore simbolico di rappresentare la data del primo importante concerto con pubblico in Italia dopo l’emergenza COVID-19. Si tratta del concerto inaugurale del Ravenna Festival che ha visto il Maestro Riccardo Muti dirigere l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini.</p>



<p>L’evento ha dato il via all’ Estate all’italiana Festival 2020, un tour dei principali festival italiani che saranno trasmessi in streaming, divenendo così accessibili a un’utenza internazionale.<br>Il progetto è frutto di un sodalizio fra il Ministero degli Affari Esteri (con la sua rete di Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura), e l’Associazione Italiafestival.</p>



<p>“L’idea di promuovere i festival italiani nel mondo alla fine del periodo di isolamento – ha dichiarato Francesco Maria Perrotta, presidente di Italiafestival – ci ha condotti verso una duplice direzione: celebrare la ripartenza delle attività di spettacolo con la presenza del pubblico, per la quale Italiafestival ha alacremente lavorato al fianco di Agis e Mibact, e lanciare un messaggio di vicinanza agli spettatori del resto del mondo mediante la presenza in streaming, in attesa di poter tornare ad accogliere i tantissimi appassionati che vivono fuori dai confini nazionali e che non potranno assistere, dal vivo, ai tantissimi eventi realizzati dai nostri festival”.</p>



<p>Per accedere agli eventi streaming e on demand, basterà iscriversi a un’apposita piattaforma e registrarsi al sito web italiafestival.tv, nel quale gli spettacoli saranno disponibili online e gratuitamente. Il pubblico globale avrà così accesso a oltre due mesi di programmazione di spettacoli di grande qualità.</p>



<p>La ripartenza della realtà culturale del nostro paese si manifesta come una grande occasione. Ben 21 spettacoli, inseriti nella programmazione dei più grandi festival italiani, saranno esposti in una vera e propria vetrina internazionale. Si tratta di un palinsesto che accoglie manifestazioni provenienti da tutto il territorio nazionale e di consolidata qualità, come il già citato Ravenna Festival, per proseguire poi con il Puccini Festival a Viareggio, il Napoli Teatro Festival Italia, il Festival della Valle d’Itria, l’Emilia-Romagna Festival, Borgate dal vivo in Piemonte, il Festival internazionale di mezza estate di Tagliacozzo in Abruzzo e molti altri. Per conoscere il calendario nel dettaglio, basta visionare il sito italiafestival.it.</p>
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		<title>Castagna: la tarantella non esiste, ma avanti così (e speriamo bene)</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/06/19/cuzzocrea-castagna-la-tarantella-non-esiste/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Cuzzocrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2020 11:32:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tradizionario]]></category>
		<category><![CDATA[Ballo]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[Danza]]></category>
		<category><![CDATA[Folk]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ettore Castagna è musicista e antropologo. Da 40 anni ricerca, insegna e scrive. Inizia con lui una serie di conversazioni con i protagonisti del mondo musicale che si confronta con le tradizioni italiane e internazionali. Calabrese a Bergamo, come hai vissuto questo periodo di quarantena?In modo non molto originale. Ho scritto e suonato molto. È stata pure un’occasione per tirare fuori composizioni nuove, rivedere oggetti sepolti in cantina, videotape del&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/06/19/cuzzocrea-castagna-la-tarantella-non-esiste/">Castagna: la tarantella non esiste, ma avanti così (e speriamo bene)</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
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<p><em>Ettore Castagna è musicista e antropologo. Da 40 anni ricerca, insegna e scrive. Inizia con lui una serie di conversazioni con i protagonisti del mondo musicale che si confronta con le tradizioni italiane e internazionali.  </em></p>



<p><strong>Calabrese a Bergamo, come hai vissuto questo periodo di quarantena?</strong><br>In modo non molto originale. Ho scritto e suonato molto. È stata pure un’occasione per tirare fuori composizioni nuove, rivedere oggetti sepolti in cantina, videotape del giurassico.</p>



<p><strong>Un giorno mi è stato detto: &#8220;Tu fai quella musica che poi arrivano quelle ragazze carine con le gonne larghe che ballano sorridenti?&#8221;. Sono svenuto. Tu? Che musica fai?</strong><br>Devi sapere una cosa: se sei tu quello che suona le ragazze carine le vedi solo da lontano. Per avvicinarti devi essere quello che balla. Io sono quello che suona. Alla mia veneranda età ho suonato di tutto: ballabile, non ballabile, ascoltabile, inascoltabile. E poi rock, un po’ di pop e quella zuppa indefinita che si chiama folk, acustica, popolare, etnica. Vai a capire…</p>



<p><strong>Ma molti anni prima c&#8217;era chi si stupiva perché andavamo a fare concerti senza &#8220;pacchianedde&#8221;. Possibile che non vada mai bene?</strong><br>Una volta, con il mio storico Re Niliu, ci dissero che avrebbero gradito il gruppo con le ballerine, ma in costume. Era agosto e ci presentammo tuti maschi e in costume da bagno. Era in Sicilia, non posso dire dove ovviamente, ma ho anche le foto. Rischiò di finire a legnate.</p>



<p><strong>Di una cosa forse possiamo ringraziare il coronavirus, questa estate non ci sarà la solita omogenea di distribuzione di sagre-festival che consumano panini con salsiccia e tarantelle e c&#8217;è già chi si lamenta per la perdita economica. E&#8217; vera perdita?</strong><br>Non credo proprio. A me dispiace sinceramente per i musicisti senza lavoro, ma devo dire che senza lavoro lo eravamo pure lo stesso prima, dato che festival e piazze sono invase da cover band spesso sotto la soglia dell’ascoltabilità. Per cui, in questo senso, del reset non sono dispiaciuto.</p>



<p><strong>Se volessimo definire in breve la danza della tarantella? Esiste o non esiste?</strong><br>Ci ho scritto un libro intero sulla vicenda (U sonu, Squilibri, Roma, 2006). Storicamente parlando, la tarantella non è mai esistita. L’espressione “tarantella” è un’invenzione prima aristocratica, poi borghese e poi dei gruppi folcloristici creati dal fascismo. I mondi contadini un tempo avevano le loro danze che con le tarantelle di oggi c’entrano, citando Garcia Marquez, come il cazzo con l’equinozio. In ogni caso ai ragazzi urbanizzati in cerca di radici, oltre la foresta di centri commerciali e codici a barre, tutto ciò piace, quindi avanti così.</p>



<p><strong>Cosa pensi del fenomeno del balfolk? Pensi che gli appassionati abbiano sofferto in questi mesi di lockdown o il digiuno avrà fatto bene?</strong><br>Sicuramente avranno sofferto. Io no. L’astinenza fa sempre bene. Attizza il desiderio. Come nel sesso.</p>



<p><strong>Senza uno spazio pubblico resta solo il ballo con il congiunto o l&#8217;affetto stabile. E&#8217; sufficiente? Chi ci perde?</strong><br>La dimensione sociale del ballo è già scomparsa da tempo. Una volta il ballo era occasione spontanea di incontro delle comunità. Oggi senza un palco, un&#8217;amplificazione, dei manifesti, striscioni e fumogeni la gente non si lascia coinvolgere. Direi che abbiamo già perso. C’è da sperare che in futuro si sappia ritrovare l’umanità di una musica analogica, reale, suonata e di un ballo che porti altrettante caratteristiche umane.</p>
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