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	<title>Earl Grey Archivi - ilcaffeonline</title>
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	<description>Il coraggio di conoscere</description>
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	<title>Earl Grey Archivi - ilcaffeonline</title>
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		<title>Proliferazione di interrogativi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nada Roberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2020 19:53:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#biblioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Earl Grey]]></category>
		<category><![CDATA[Libro]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>#andràtuttobene abbiamo ostentato nella fase 1 con la forza della disperazione. Avevamo ragione? Forse. Intanto gli arcobaleni, gli applausi dalle finestre, i cori improbabili, ci hanno dato se non sempre coraggio almeno elemento di distrazione. Ora siamo alla fase 2 perché  la curva è (?) in discesa o perché  comunque sia dobbiamo andare avanti.  E qui potrebbero, e in effetti stanno, proliferando svariate hashtag #saremomigliori #saremopeggiori #saràunmondonuovo #saràunmondopeggiore #saràlastessacosa. Ognuno&#8230;</p>
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<p>#andràtuttobene abbiamo ostentato nella fase 1 con la forza della disperazione. Avevamo ragione? Forse. Intanto gli arcobaleni, gli applausi dalle finestre, i cori improbabili, ci hanno dato se non sempre coraggio almeno elemento di distrazione. Ora siamo alla fase 2 perché  la curva è (?) in discesa o perché  comunque sia dobbiamo andare avanti.  E qui potrebbero, e in effetti stanno, proliferando svariate hashtag #saremomigliori #saremopeggiori #saràunmondonuovo #saràunmondopeggiore #saràlastessacosa. Ognuno si iscriva al partito che preferisce tanto #ilmondocomunqueandrà. (forse)</p>



<p>Io intanto mi avvicino alle lattine del tè e come ogni mattina ne scelgo una a seconda dell&#8217;umore, del tempo, dell&#8217;alternanza, della disponibilità. La apro e l&#8217;annuso. Sì, è quello il profumo che mi aspettavo e che pur tuttavia ogni volta mi sorprende con una nota nuova, d&#8217;altronde ogni giorno che inizia ci pare di riconoscerlo, così simile ai precedenti e pur sappiamo che è un giorno tutto nuovo. Con un sapore solo suo.</p>



<p>Earl Grey. Tè nero aromatizzato con olio di bergamotto. Il conte Charles Grey (1764-1845) pare che lo abbia ricevuto in dono da un Mandarino cinese al quale avrebbe salvato la vita o in altra e più prosaica versione, il Mandarino sperava di migliorare le relazioni commerciali con l&#8217;Inghilterra. Eroico o banale: come sarà questo giorno di fase 2?</p>



<p>Due cucchiaini di miscela, acqua bollente, infusione di tre minuti. La tazza è in bilico sul bracciolo della poltrona, basterebbe una piccola disattenzione per farla cadere. Anche i miei pensieri, dopo il primo sorso di tè, in queste ore del mattino, sono in bilico tra il bisogno di una rassicurante quotidianità&nbsp;a cui la fase #iorestoacasa mi aveva allenata e la rischiosa ma eccitante novità di uscire e di constatare con i miei passi se il mondo sta cambiando o addirittura è già cambiato.</p>



<p>Basta crederci in un mondo nuovo? Credere che il male che abbiamo e stiamo patendo ha il seme del bene, che si può e magari si deve, inventare una diversa economia, ecologia, politica, globalizzazione. Un mai pensato pensiero. Che si possono sperimentare altri rapporti fra le persone. Che l&#8217;uguaglianza e la solidarietà non si confinano nelle terre dell&#8217;utopia o delle religioni. Bisognerebbe credere che noi uomini siamo capaci di inventarcela una vita&nbsp; che non deriva dall&#8217;imprevisto di un Coronavirus, ma dal vivere in modo nuovo. Tirare fuori, perché da qualche parte ci devono pur essere, azioni, parole, pensieri imprevedibili che portino al cambiamento mio, tuo, di tutti. Insieme. Della terra, dell&#8217;universo.</p>



<p>Accompagna il mio tè &#8220;Dalla terra al cielo. Mattutino&#8221; di Gianfranco Ravasi. È un libro che propone una pagina per ogni giorno dell&#8217;anno. Prende le mosse da una rubrica del quotidiano Avvenire in cui Ravasi presentava autori e opere di varie epoche e culture. Inizia il Mattutino con un apologo tratto dalla letteratura cinese taoista &#8221; Un giorno il re chiese a Zhuang-zu il disegno di un granchio. L&#8217;artista chiese cinque anni di tempo e una villa con dodici servi. Scaduti i cinque anni, davanti al re apparve solo una parete bianca. &#8211; Ho bisogno di altri cinque anni &#8211; chiese Zhuang-zu al sovrano perplesso e infastidito. Passarono gli anni e ancora la parete era intatta. Il re stava per esplodere di collera ma Zhuang-zu davanti a lui prese un pennello e con un gesto essenziale disegnò il più perfetto granchio mai visto sulla faccia della terra.&#8221;</p>



<p>Ecco, noi uomini,&nbsp;di cinque in cinque, anni ne abbiamo già trascorsi tanti. Ma forse oggi, proprio oggi, prenderemo il pennello e infine lo disegneremo quel granchio perfetto.</p>



<p>Patologia: proliferazione di interrogativi<br>Terapia:&nbsp; tè&nbsp; Earl Grey&nbsp; &#8211; Libro: &#8220;Dalla terra al cielo. Mattutino&#8221; Gianfranco Ravasi &#8211; Piemme</p>



<p>Tè Earl Grey 80^ 3 m. di infusione. Berne una tazza. Tanto basta. Come se fosse la prima volta.<br>&#8220;Dalla terra al cielo&#8221; Leggerne una pagina. Tanto basta, badando di avere un pennello a portata di mano</p>
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		<title>La compagna di banco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nada Roberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2020 09:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#biblioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Banco]]></category>
		<category><![CDATA[Earl Grey]]></category>
		<category><![CDATA[Lavagna]]></category>
		<category><![CDATA[Libro]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Tè]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La scuola era già cambiata: la lavagna a led, il registro elettronico, i progetti fuori orario, il modo di fare i calcoli che mi fa sudare freddo quando aiuto i miei nipoti delle elementari, i laboratori, le ricerche su internet. Ma mai avrei immaginato che svuotasse le aule di studenti e insegnanti. Mai avrei immaginato che divenisse da un giorno all&#8217;altro DaD. Si faranno simposi, studi, ricerche. Si dirà tutto&#8230;</p>
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<p>La scuola era già cambiata: la lavagna a led, il registro elettronico, i progetti fuori orario, il modo di fare i calcoli che mi fa sudare freddo quando aiuto i miei nipoti delle elementari, i laboratori, le ricerche su internet. Ma mai avrei immaginato che svuotasse le aule di studenti e insegnanti. Mai avrei immaginato che divenisse da un giorno all&#8217;altro DaD. Si faranno simposi, studi, ricerche. Si dirà tutto il bene e tutto il male della scuola online. Si tenteranno soluzioni, compromessi, rivoluzioni. Si salverà &nbsp;tutto e &nbsp;si negherà &nbsp;tutto. Ma c’è una &nbsp;cosa di cui non si potrà &nbsp;fare a meno, che resisterà &nbsp;eterna nei tempi: il compagno di banco. Possiamo cambiare aule, insegnanti, classi , latino e filosofia, date ed equazioni, dispetti e risate, ma mai il compagno di banco.</p>



<p>La mia compagna il banco lo ha diviso con me dalle scuole elementari alle superiori e si può dire anche universitarie. Quando banchi non ce ne sono stati più e ognuna di noi due &nbsp;ha arredato la sua vita con poltrone e sofà, mariti e figli, lavori e &nbsp;relazioni, nuove geografie, ci siamo allontanate, ma non perse. Basterà &nbsp;tutto questo a considerarla congiunta? A poterle dire &#8220;Vieni a prendere un tè&#8221;, &nbsp;per annullare distanze di tempo e di spazio e la solitudine di questi tempi?</p>



<p>Se questo ci sarà concesso immagino, come fossi davanti a un tablet,  di vederla arrivare  puntuale come per sua natura. Puntuale e puntigliosa, precisa e minuziosa. Con lo sguardo a 360° con incorporati camera fotografica e registratore per cui saprà ripeterti, o rinfacciarti, per filo e per segno tutta la sequela del tempo trascorso insieme anche a distanza di decenni. Così come saprà elencarti tutto l’appello in ordine alfabetico di ogni classe, ti saprà menzionare numero di ore di ogni insegnante e tutte le volte che ti hanno trovata impreparata o che hai finto un mal di pancia nell’ora di matematica.</p>



<p>Ti porterà &nbsp;in regalo, la Compagna di banco, una vecchia fotografia non di quando eravate compagne di banco e ti dirà &nbsp;che è stata scattata in un’ora libera, che si era in febbraio, che tu stavi studiando per l&#8217;interrogazione di storia, che era mancato il professore di latino, assente per malattia. Che tu avevi fatto segno che no, non volevi essere fotografata perché quella mattina eri in ritardo e non ti eri nemmeno pettinata, ma che poi tuttavia ti eri arresa, come si vede dallo scatto, con un bel sorriso &nbsp;e con una pettinatura che in fondo non era poi così male.</p>



<p>A questo punto avrete capito che con la Compagna di banco non si scherza e avrete tirato fuori il servizio buono, quello autentico inglese &nbsp;aggiungendo posateria elegante, strafacendo con tovagliette damascate con tanto di frangia. Niente trionfi di fiori, ma la sobria semplicità di due margherite perché la Compagna di banco è categorica sul rispetto della natura, sull’alimentazione light, sul risparmio energetico, sulla difesa degli animali. Scegliete pertanto un ottimo ma classico tè, un Earl Grey è perfetto e coordinatelo con un dolce, che tanto dolce non sia. Aggiungete di spregiudicato qualche bon bon di cioccolato, tanto per ricordarvi quante ne avete pur combinate con la Compagna di banco.</p>



<p>A questo punto vi starete chiedendo se le lezioni online, le visite virtuali di mostre e musei, le videochiamate, di questo tempo non vi abbiano predisposto a vivere allucinazioni. Per non sentirvi soli nella percezione &nbsp;dell&#8217;indecifrabilità dei giorni &nbsp;che stiamo vivendo, accompagnatevi, tanto per restare in tema, al professore di liceo Herman Mussert che &nbsp;una mattina si ritrova in un letto di Lisbona quando la sera prima si era addormentato in uno di Amsterdam. La storia in cui ci introduce Nooteboom ha a che fare con l&#8217;enigma del tempo, con una percezione di sé tra la realtà &nbsp;e il sogno. Fra ciò che è avvenuto o abbiamo creduto sia avvenuto e che pur tuttavia possiamo ancora manipolare. Sulla possibilità &nbsp;di scrivere ancora la &#8220;storia seguente&#8221;. Ci aiuterà a pensare &nbsp;a come vogliamo raccontarcela &nbsp;da ora in avanti la nostra &#8220;storia seguente&#8221;.</p>



<p>Patologia : allucinazioni e incursioni in mondi virtuali<br>Terapia: tè Earl Grey &#8211; Libro &#8220;La storia seguente&#8221;&nbsp;di Cees &nbsp;Nooteboom &#8211; Iperborea</p>



<p>Tè: &nbsp;Earl Grey Temperatura 80^ &nbsp;Infusione &nbsp;&nbsp;2/3 m. Si raccomanda di berne qualche tazza &nbsp;solo se accompagnata con un &nbsp;dolce ricordo.<br>Libro La storia seguente:&nbsp;leggere di fila,&nbsp;(107 pagine), ponendosi spesso domande.</p>
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		<title>Quel che resta del giorno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nada Roberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2020 14:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#biblioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Casa]]></category>
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		<category><![CDATA[Insonnia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle due alle tre mi sono rigirata fra le lenzuola sperando che il sonno ritornasse. Sono ricorsa ai classici tentativi di conciliarlo. Ho contato pecore, mucche, tori, ma gli unici numeri che registravo erano quelli dei positivi, dei morti, dei degenti in terapia intensiva. Ho cercato visioni serene, ma l’unica visione era quella del bitorzoluto Coronavirus. Ho provato il “respiro consapevole” secondo il diktat della mia amica buddista, ma l’immediata&#8230;</p>
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<p>Dalle due alle tre mi sono rigirata fra le lenzuola sperando che il sonno ritornasse. Sono ricorsa ai classici tentativi di conciliarlo. Ho contato pecore, mucche, tori, ma gli unici numeri che registravo erano quelli dei positivi, dei morti, dei degenti in terapia intensiva. Ho cercato visioni serene, ma l’unica visione era quella del bitorzoluto Coronavirus. Ho provato il “respiro consapevole” secondo il diktat della mia amica buddista, ma l’immediata impressione è stata quella della mancanza d’aria. Mi sono arresa e mi sono alzata.</p>



<p>E’ strana la casa che sorprendo. E’ come se si sentisse libera di me e di vivere una solitaria vita da #iorestodisabitata. E’ come se patisse l’insofferenza della mia stabile presenza in questo tempo . E’ come se, con le sue ombre, con gli spigoli traditori, con le imposte abbassate mi salmodiasse la litania della mia mancanza. Cerco di aprire il balcone, ma una forza diabolica serra la maniglia. Tento di sedermi&nbsp;nella mia poltrona, ma oggetti puntuti me lo impediscono.&nbsp;Con mani tremanti anelo a introvabili interruttori della luce.</p>



<p>E’ questo il rassicurante nido, il focolare accogliente, la capanna di due o più cuori? Piuttosto l’antro del Coronavirus in allegra baldoria con tutti gli altri incubi preesistenti. Da dietro i vetri la città appare solitaria e silenziosa. #iorestodisabitata gode di un vuoto insperato, dimentico &nbsp;di traffico, di voci, di TV, di locali insonni.</p>



<p>Faccio un ultimo tentativo prima di arrendermi ad un giorno troppo lungo: un libro e un tè.</p>



<p>Tè deteinato, purtroppo, vista l’ora. Il sentore però del bergamotto dell’Earl Grey&nbsp;mi riconcilia con il procedimento mutilante della teina. Riapro il libro che sto leggendo del nobel Ishiguro &#8220;Quel che resta del giorno&#8221;, &nbsp;no, &nbsp;non del giorno, penso, ma della notte. Abbastanza, perché anche io come il maggiordomo Stevens possa fare un viaggio nella mia vita tentandone un rendiconto. D’altronde è quello che questa epidemia ha richiesto ad ognuno singolarmente e all’umanità nel suo insieme. Sì, la pandemia ci ha contagiati tutti, malati e no, iniettandoci il virus dell’alt. Una inedita globalizzazione: tutti fermi, soli, a pensare a dove stavamo andando uno per uno e tutta intera questa nostra umanità. Tutti a fare i conti&nbsp;inserendo l’incognita del disorientamento futuro.</p>



<p>Forse come a Mr. Stevens ci è &nbsp;stata concessa l’occasione di intraprendere il viaggio, di interrogare la nostra vita, di considerare se la fedeltà a qualcuno o a un compito è il tutto che dà senso all&#8217;esistenza o se invece non bisogna trovare il coraggio di aprire altre ali, abitare orizzonti sconosciuti. &nbsp;Usciremo da questo viaggio domandandoci dove ha portato il cammino &nbsp;costruito da noi uomini. Forse avremmo dovuto dare più spazio alla compassione reciproca. All’ Amore (sì, non storcete la bocca, quello con la maiuscola). E forse come Mr. Stevens potremmo domandarci se l&#8217;esserci ritrovati in una nuova situazione ci regala la possibilità di &nbsp;cambiare e, pur continuando nel nostro tracciato, &nbsp;andare daccapo.</p>



<p>Sussulto sentendo il libro cadermi sulle ginocchia. E dunque mi ero addormentata. Mi alzo. La tazza del tè è piena a metà, &nbsp;ma va bene così. Metto il segnalibro fra le pagine e mi avvio a letto.</p>



<p>Patologia: insonnia per Coronavirus e non solo<br>Terapia: Tè Earl Grey deteinato 80°, infusione 2 m. Bere nelle ultime ore della notte, anche una mezza tazza &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>Libro: Quel che resta del giorno: &nbsp;leggere con partecipazione finché si chiudono gli occhi</p>
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