<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Migranti Archivi - ilcaffeonline</title>
	<atom:link href="https://ilcaffeonline.it/tag/migranti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/migranti/</link>
	<description>Il coraggio di conoscere</description>
	<lastBuildDate>Fri, 30 Sep 2022 15:20:49 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.4.2</generator>

<image>
	<url>https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/cropped-avatar-ilcaffeonline-32x32.png</url>
	<title>Migranti Archivi - ilcaffeonline</title>
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/migranti/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Sui roghi notturni delle donne persiane ed altre storie.</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/09/30/vicari-sui-roghi-notturni-delle-donne-persiane-ed-altre-storie/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/09/30/vicari-sui-roghi-notturni-delle-donne-persiane-ed-altre-storie/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Ugo Vicari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2022 13:59:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tradizionario]]></category>
		<category><![CDATA[diritti di genere]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[donne iraniane]]></category>
		<category><![CDATA[donne persiane]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[parità]]></category>
		<category><![CDATA[roghi]]></category>
		<category><![CDATA[roghi notturni]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[velo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4581</guid>

					<description><![CDATA[<p>Mentre in Italia aspettiamo &#8211; trepidanti o fatalistici, secondo la parte &#8211; che il centenario del fascismo al governo si incarni, dall&#8217;Iran giungono immagini che assomigliano alla classica boccata d&#8217;aria. Non mi fraintendere lettrice, lettore, nessun parallelismo, nessuno scongiuro, nessun facile confronto. Spero sempre che all&#8217;avvento di una destra al governo, con la prima donna presidente del consiglio in Italia, non corrisponda nulla che assomigli al becero e retrivo patriarcato&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/09/30/vicari-sui-roghi-notturni-delle-donne-persiane-ed-altre-storie/">Sui roghi notturni delle donne persiane ed altre storie.</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Mentre in Italia aspettiamo &#8211; trepidanti o fatalistici, secondo la parte &#8211; che il centenario del fascismo al governo si incarni, dall&#8217;Iran giungono immagini che assomigliano alla classica boccata d&#8217;aria. Non mi fraintendere lettrice, lettore, nessun parallelismo, nessuno scongiuro, nessun facile confronto. Spero sempre che all&#8217;avvento di una destra al governo, con la prima donna presidente del consiglio in Italia, non corrisponda nulla che assomigli al becero e retrivo patriarcato che tentiamo faticosamente, tutti, di lasciarci alle spalle. Ma certo, che bello vedere le donne persiane mandare al rogo i loro odiosissimi veli in dispregio alla legge coranica!</p>



<p>Abbandono il sentiero delle scivolose questioni interne e mi concentro su quel documento visivo che spero presto diventi storico oltre che virale.</p>



<p>Nel palazzo in cui tengo studio assieme a mia moglie &#8216;avvocata&#8217;, incrocio ogni mattina decine di fieri uomini africani che vanno al lavoro; profumatissimi e diffidenti, non ti danno mai il saluto per primi e quando lo ricambiano lo fanno con una specie di risposta masticata tra i denti. Sono i migranti di prima generazione, come noi nel nord Italia, nell&#8217;America, nell&#8217;Australia, nel Belgio o nella Germania di un novecento troppo presto dimenticato. Anche allora tutti si abbassava lo sguardo se si incrociava una donna &#8216;emancipata&#8217; che andava a lavoro, e fioccavano dalle labbra commenti lussuriosi, ludibri.</p>



<p>Qualche tempo fa ho avuto in aula una ragazza nordafricana; fra triennio e biennio ha seguito le mie lezioni dai diciotto ai ventitre anni circa. Era fiera, caparbia, orgogliosa e portava fieramente, caparbiamente, orgogliosamente il velo. Mentre mi parlava dall&#8217;altra parte della cattedra, mi sono chiesto più volte cosa la spingesse a condividere nell’Italia contemporanea un’usanza così inattuale e<br>arcaica. Cosa la spingesse a farsi interprete di un maschilismo e un patriarcato talmente ovvio ai miei occhi ma talmente granitico nelle sue convinzioni giovanili.</p>



<p>Anche qui, cara lettrice, caro lettore, non mi fraintendere.</p>



<p>Sono uno scettico e sospendo sempre ogni forma di giudizio, un poco per non entrare troppo dentro la vita delle persone, ma anche per non dare l&#8217;impressione di un moralità del tutto estranea alle mie convinzioni.<br>La guardavo e da scettico, completamente laico e amorale, a mio modo la rispettavo. Non che non avessi il diritto anche solo accademico di porre la fatidica domanda: &#8220;<em>chi te lo fa fare</em>?&#8221;.</p>



<p>Insegno Storia della moda e avrei potuto farne motivo di un genuino interesse culturale e didattico da condividere con il resto della classe. Ma davvero la mia educazione non mi consente facili giudizi.  La ragazza ha continuato così, per la sua strada, indisturbata e senza alcun commento.</p>



<p>Entro il 1377-80, la bottega in cui opera il &#8220;<em>Maestro del compagno del Falconiere</em>&#8221; completava il soffitto ligneo di Palazzo Chiaramonte (oggi Steri) a Palermo, con splendide storie dipinte.<br>In alcuni episodi del ciclo decorativo la vita della città panormita pulsa al punto da apparire estremamente attuale. In uno dei lacunari una donna interamente velata addita se stessa come a dire: &#8220;<em>Eccomi qui, io sono quella</em>&#8220;. Nell&#8217;altra mano sgrana un rosario. Del suo viso ci concede solo gli occhi, il resto del corpo è gelosamente imbozzolato nelle vesti.</p>



<p><em>Quale distanza separa quella donna saracena nella Palermo del tardo Trecento dalla mia fiera allieva?<br>Cosa separa la mia fiera allieva dalle donne iraniane che giusto ieri, finalmente, davano fuoco ai veli?</em></p>



<p>Davvero non saprei, ma come uomo del XXI secolo che attende ancora la piena parità dei diritti di genere (di tutti i generi) e la piena integrazione delle genti migranti (di tutte le genti migranti), non me ne vogliano la misteriosa palermitana del 1377-80 né la mia brava e gentile allieva, di gran lunga preferisco i roghi notturni delle donne persiane.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/09/30/vicari-sui-roghi-notturni-delle-donne-persiane-ed-altre-storie/">Sui roghi notturni delle donne persiane ed altre storie.</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/09/30/vicari-sui-roghi-notturni-delle-donne-persiane-ed-altre-storie/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Discorso sullo Stato dell’Unione, Von Der Leyen: &#8220;Rendiamola più forte, insieme&#8221;</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/09/25/munari-discorso-sullo-stato-dellunione-von-der-leyen-rendiamola-piu-forte-insieme/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/09/25/munari-discorso-sullo-stato-dellunione-von-der-leyen-rendiamola-piu-forte-insieme/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ottavia Munari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Sep 2021 13:21:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eppur si muove]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[ALMA]]></category>
		<category><![CDATA[asia]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Convenzione di Dublino]]></category>
		<category><![CDATA[COP26]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[De Gasperi]]></category>
		<category><![CDATA[Debito comune]]></category>
		<category><![CDATA[Discorso sullo Stato dell&#039;Unione]]></category>
		<category><![CDATA[Diversità]]></category>
		<category><![CDATA[Epidemia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Green Deal]]></category>
		<category><![CDATA[HERA]]></category>
		<category><![CDATA[Il Messaggero]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Nato]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite]]></category>
		<category><![CDATA[Neet]]></category>
		<category><![CDATA[Next Generation EU]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento Europeo]]></category>
		<category><![CDATA[Responsabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[Romano Prodi]]></category>
		<category><![CDATA[Sovranità]]></category>
		<category><![CDATA[Strasburgo]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Von der Leyen]]></category>
		<category><![CDATA[Xi Jinping]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3558</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 15 settembre, a Strasburgo, la Presidente Von Der Leyen ha pronunciato il discorso sullo Stato dell’Unione dinanzi al Parlamento europeo. Ascoltando l’insieme di progetti e riforme in agenda si comprende che la linea Von Der Leyen è riassumibile nella frase di De Gasperiana memoria, “politica vuol dire realizzarsi”. Seppur non troppo dettagliate, le proposte di cui la Presidente ha discusso delineano un cambio di passo. Si auspica maggiore pragmatismo.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/09/25/munari-discorso-sullo-stato-dellunione-von-der-leyen-rendiamola-piu-forte-insieme/">Discorso sullo Stato dell’Unione, Von Der Leyen: &#8220;Rendiamola più forte, insieme&#8221;</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 15 settembre, a Strasburgo, la Presidente Von Der Leyen ha pronunciato il discorso sullo Stato dell’Unione dinanzi al Parlamento europeo. Ascoltando l’insieme di progetti e riforme in agenda si comprende che la linea Von Der Leyen è riassumibile nella frase di De Gasperiana memoria, “politica vuol dire realizzarsi”. </p>



<p>Seppur non troppo dettagliate, le proposte di cui la Presidente ha discusso delineano un cambio di passo. Si auspica maggiore pragmatismo. Forte centralità è stata data alla valorizzazione e al rafforzamento dell’anima della nostra Unione. Viene ritratta un’Europa forte, unita nelle avversità e nella ripresa, un’Europa dove valori come la libertà, la diversità e la responsabilità verso gli altri tornano al centro assieme alle grandi tematiche e alle sfide del nostro tempo.</p>



<p>Vi sono state inconsistenze e incomprensioni tra gli stati membri dell’Unione, la stessa Presidente lo ammette, pur affermando che “per quanto sia imperfetta, la nostra Unione è straordinaria nella sua unicità e unica nella sua straordinarietà”. Alcuni hanno letto tra le linee soltanto tanta retorica. Sicuramente quello della Von Der Leyen è un discorso volutamente privo di polemiche. Eppure, si è rivelato decisamente ricco di riflessioni. </p>



<p>La pandemia è stata un acceleratore formidabile in termini di sforzi congiunti e collaborazione tra gli Stati membri: di ciò l’integrazione europea ne ha sicuramente giovato. Il Covid-19 ha colto tutti allo sbaraglio ma, nonostante questo, la Commissione è stata in grado di raggiungere obiettivi essenziali nell’azione di contenimento del virus, ed ora, con l’autorità operativa HERA, s’appresta a “garantire che mai più nessun virus trasformi un’epidemia locale in una pandemia globale”.</p>



<p>Sulla politica fiscale, la Presidente presenta NextGenerationEU – primo esempio di debito comune – come un investimento a lungo termine. Sicuramente una discussione profonda riguardante il patto di stabilità emergerà nei prossimi mesi, i cui equilibri saranno fortemente influenzati dal voto per la leadership tedesca.</p>



<p>Nuovo e con una impronta decisa è l’intento di presentare una nuova legge europea sui semiconduttori, vitali nella produzione dei chip, settore del digitale oggi troppo dipendente dall’Asia. “Non si tratta solo di competitività. Si tratta anche di sovranità tecnologica”. La Commissione è convinta della qualità della ricerca e produzione europea.</p>



<p>Intrecciato con ricerca e sviluppo è il programma ALMA, proposto sulla falsariga dei programmi di scambi europei già esistenti, il quale consentirà ai giovani NEET di fare una esperienza professionale in un altro paese europeo. </p>



<p>In svariati passaggi del discorso viene richiamata l’attenzione al destino delle generazioni future; la pandemia ha causato un accumulo di “tempo perduto che non potremo più restituire ai nostri giovani” afferma infatti la Presidente, “questa deve essere la loro Conferenza”.</p>



<p>Altro tema toccato è stato il Green Deal. È netta la posizione della Von Der Leyen: l’Europa verserà ingenti finanziamenti per il clima ma essa non può agire da sola – la COP26 di Glasgow sarà il vero turning point sulle posizioni di tutta la comunità mondiale. L’annuncio da parte del Presidente cinese riguardante l’interruzione della costruzione di nuove centrali a carbone all’estero ha una notevole portata; pur non fermando le centrali interne del paese, la promessa di Xi Jinping denota un’attenzione a metodi di produzione energetici più rispettosi nei paesi in via di sviluppo dove la Cina opera.</p>



<p>Riguardo la geopolitica, la gestione del Medio Oriente è il principale scenario su cui l’Europa ha deciso di concentrarsi. Il ritiro degli Stati Uniti d’America dalla scena e le conseguenze della crisi afghana, ancora poco visibili, hanno sicuramente fatto emergere preoccupanti questioni all’interno della NATO.</p>



<p>La Presidente è stata ferma sul fatto che “non esistono problemi di sicurezza e di difesa per i quali la risposta sia una minore cooperazione”. L’Europa dovrà scegliere se restare dipendente, in modo esclusivo, dalla NATO o se vorrà seguire una linea più audace e diversa, quella di elaborare una strategia europea di difesa autonoma. </p>



<p>Romano Prodi, in un articolo pubblicato dal Messaggero, ha ipotizzato in tal senso una rivoluzione guidata dalla Francia – l’unico paese europeo a possedere il diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e l’armamento nucleare, due strumenti necessari per permettere la costruzione di una difesa europea comune. Vedremo se i francesi coglieranno al volo questo consiglio o se preferiranno mantenere una linea nazionale.</p>



<p>Fortemente connesso all’instabilità del Medio Oriente, ma anche del continente africano, il tema dell’accoglienza di rifugiati e migranti rimane scottante. L’Unione è divisa tra chi difende la Convenzione di Dublino del 1990 e chi chiede nuove regole per la redistribuzione tra gli stati membri.</p>



<p>Gli argomenti trattati da Ursula Von Der Leyen sono stati innumerevoli. Il filo rosso che connette ogni tematica è sicuramente l’augurio della Commissione che l’Europa possa rafforzarsi ed essere unita di fronte alle sfide globali che l’attendono.</p>



<p>La Presidente ha ribadito più volte il bisogno non soltanto di mettere in campo ingenti strumenti economici e politici ma anche la necessità di coltivare uno spirito europeo. È quella stessa anima che spinse i padri fondatori a sedersi ad un tavolo e fondare l’Unione che la Von der Leyen auspica possa nuovamente riemergere. </p>



<p>È l’anima dell’Unione, allora nata tra le macerie di una guerra mondiale. Ritrovare quel sentimento è ciò che la Presidente ha invitato tutti gli stati membri a fare. Speriamo che l’appello venga accolto con determinazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/09/25/munari-discorso-sullo-stato-dellunione-von-der-leyen-rendiamola-piu-forte-insieme/">Discorso sullo Stato dell’Unione, Von Der Leyen: &#8220;Rendiamola più forte, insieme&#8221;</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/09/25/munari-discorso-sullo-stato-dellunione-von-der-leyen-rendiamola-piu-forte-insieme/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pietro Bartolo: il nostro Paese è stato capace di accogliere ma non di includere</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/05/25/cuzzocrea-bartolo-il-nostro-paese-e-stato-capace-di-accogliere-ma-non-di-includere/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/05/25/cuzzocrea-bartolo-il-nostro-paese-e-stato-capace-di-accogliere-ma-non-di-includere/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Cuzzocrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 May 2021 19:26:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo viso non mi è nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Associazionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Balcani]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Confini]]></category>
		<category><![CDATA[Decreti sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Letta]]></category>
		<category><![CDATA[Est]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[Ius soli]]></category>
		<category><![CDATA[Lampedusa]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[Mare Nostrum]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazione]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Bartolo]]></category>
		<category><![CDATA[Porti]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Sbarchi]]></category>
		<category><![CDATA[Stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[Volontariato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3077</guid>

					<description><![CDATA[<p>La sua figura è stata capace di aggiungere al tradizionale elettorato del PD, che ha proposto la sua candidatura al Parlamento Europeo, il consenso proveniente dal mondo dell’associazionismo, del volontariato, dell’impegno sociale, sino al mondo ecclesiale. Avverte questo senso di responsabilità?Certamente sì, è una grande responsabilità, che viene dall’aver ricevuto un consenso così grande e in modo trasversale e questo mi ha rincuorato molto. La buona risposta elettorale è stata&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/05/25/cuzzocrea-bartolo-il-nostro-paese-e-stato-capace-di-accogliere-ma-non-di-includere/">Pietro Bartolo: il nostro Paese è stato capace di accogliere ma non di includere</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>La sua figura è stata capace di aggiungere al tradizionale elettorato del PD, che ha proposto la sua candidatura al Parlamento Europeo, il consenso proveniente dal mondo dell’associazionismo, del volontariato, dell’impegno sociale, sino al mondo ecclesiale. Avverte questo senso di responsabilità?</strong><br>Certamente sì, è una grande responsabilità, che viene dall’aver ricevuto un consenso così grande e in modo trasversale e questo mi ha rincuorato molto. La buona risposta elettorale è stata raggiunta, con oltre 270 mila voti, grazie alla capacità di ascoltare le esigenze della gente, delle associazioni e di tutto il territorio. Ho ricevuto molti consensi da chi si era allontanato dalla politica, sfiduciato da certi comportamenti dei governanti, come sul tema della migrazione. In questo credo che la mia professione di medico e il mio impegno diretto in prima linea, in una realtà come quella di Lampedusa, abbiano trovato riscontro nelle preferenze ricevute.</p>



<p><strong>Cos’è la politica per lei?</strong><br>Credo che la politica sia qualcosa di straordinario. Deve essere un servizio svolto con passione, con onestà e correttezza. Deve saper dare risposte alle esigenze della gente e anche a temi importanti come il futuro dei giovani e la tutela dell’ambiente. Ho fatto sempre politica, occupandomi dei bisogni degli altri, della mia gente, dei migranti. Sono stato in trincea e ho sentito il bisogno di raccontare la verità attraverso la pubblicazione di libri e la realizzazione di film. Credo nella rete di persone che ci mettono la faccia tutti i giorni, nei volontari, nei giovani e in quei sindaci che senza mezzi e risorse, sono chiamati a fronteggiare gli sbarchi dei migranti e le relative implicazioni.</p>



<p><strong>Pandemia e migrazioni sono due temi di grande attualità, quali connessioni hanno?</strong><br>Sicuramente la sanità, il diritto alla salute. Molte persone fragili e malate hanno bisogno di una sanità migliore. La pandemia ha messo a nudo le inefficienze del nostro sistema, dovute alla mala gestione della politica. Sapevamo che la sanità pubblica era molto insufficiente e carente nel sud dell’Italia. Poi abbiamo scoperto che anche al nord la sanità è molto carente e che concentrarsi sulla sanità privata è un disastro. Dobbiamo batterci per la sanità pubblica che è per tutti. Non possiamo privilegiare certi settori a sfavore di chi non ha i mezzi per accedere alla sanità, che siano i nostri concittadini o che siano anche i cittadini che vengono da fuori, quindi persone perché a me non piace chiamarli migranti.</p>



<p><strong>Spesso la sensazione è che la migrazione avvenga solo con i barconi, dal Mediterraneo. Che cosa sta succedendo ad Est?</strong><br>La rotta balcanica, in realtà, è solo una tra le rotte: lì, come altrove, avvengono cose disumane e immorali. L’Europa non ha un proprio esercito e la polizia croata esegue ordini da chi subdolamente vuole creare una Fortezza Europa. In questo modo si è creata una linea difensiva militare per difenderci da “nemici” pericolosissimi, che sono queste persone che scappano da guerre, fame, miseria. Ci sono anche bambini e minori, noi li consideriamo nemici e quindi ci proteggiamo, ci chiudiamo per combattere persone fragili, in difficoltà. Dovremmo indignarci della posizione che il mondo occidentale assume in questo contesto, ignorando le sofferenze della guerra, le violenze, gli stupri, le torture e la miseria di popoli meno fortunati. Ho visto in faccia bambini, uomini e donne che mi hanno raccontato i loro sogni, le loro sofferenze e le loro ambizioni con speranza e dignità.</p>



<p><strong>C’è un’idea di confine che si sta affermando in Europa come lei diceva o la difesa dei confini è solo uno slogan, cioè un tentativo di non affrontare il problema?</strong><br>Io non credo nei confini. Le persone che raggiungono le nostre coste non sono dei nemici o degli invasori e non vengono armati. La migrazione è un fenomeno strutturale che è sempre esistito ed esisterà sempre e non ci saranno muri o fili spinati che potranno fermarlo. Chiudere i porti e i confini è un atto criminale. Molta gente è informata male, anche da alcuni personaggi politici e da alcuni giornalisti. Buttare fango dicendo che sono dei nemici, violenti, portatori di malattie, invasori che ci rubano il lavoro, ai quali diamo 35 euro al giorno.</p>



<p><strong>Ma c’è chi ci crede.</strong><br>Tante volte la gente crede a tutte queste menzogne ma colpa non ne ha. Io non ce l’ho con le persone che la pensano diversamente da me, non penso siano cattive, ma che siano cattivamente e strategicamente informate. Ci sono irresponsabili attivi nel creare questo disagio sociale, mettendo gli uni contro gli altri, gli ultimi contro gli ultimi, i più deboli contro i più deboli. Il compito del politico è quello di affrontare il problema e risolverlo, poiché si tratta di esseri umani.</p>



<p>C<strong>he differenza c’è tra accogliere e includere?</strong><br>Conosco il mare e l’esperienza di attendere che qualcuno ti venga a salvare. Prima di diventare medico, ero un pescatore, figlio di pescatore. Il nostro paese è stato capace di accogliere ma non di includere, è facile organizzare le operazioni di sbarco ma più complicato è dimostrare di offrire concretamente delle opportunità umane e sociali ai migranti. Il percorso per la definizione di misure di legge, per il riconoscimento della cittadinanza secondo il principio dello ius soli e di provvedimenti di sicurezza più flessibili, è ancora lungo.</p>



<p><strong>Nel Governo Draghi, che unisce quasi tutti i partiti presenti in Parlamento, è presente anche la Lega. Questo vuol dire che in qualche modo ci sarà il rilancio di un approccio di chiusura rispetto al problema della migrazione?</strong><br>L’entrata nel governo della Lega non è stata un bella notizia. Tante volte vedo usare il tema delle migrazioni come un cavallo di battaglia, che è servito da anni e che serve ancora per un tornaconto elettorale. Anche in sede europea dobbiamo battere i pugni per consentire che ci sia una ridistribuzione automatica e obbligatoria, per chi sbarca sulle nostre coste, su tutti gli stati membri. Ciò nonostante confido molto nei propositi del nuovo segretario del PD Enrico Letta, che ha formalmente dichiarato la propria disponibilità al riconoscimento dello ius soli. Io credo nella politica e sono il primo ad occuparmi di questa tematica. Mi batterò, come ho sempre fatto, anche per migliorare il patto sulla migrazione, che deve essere rivisto in una visione più ampia e lungimirante.</p>



<p><strong>Enrico Letta è stato il protagonista di “Mare Nostrum”, un’operazione tutta italiana motivata dalla grande crisi della migrazione in quei tempi e dalle grandi tragedie che avvenivano. Oggi sentiamo di indagini delle procure siciliane su paventati accordi economici per il trasbordo di migranti tra scafisti e organizzazioni non governative. Lei cosa pensa di questo?</strong><br>Personalmente mi sento di ringraziare le ONG per le attività di salvataggio svolte. Le ONG hanno coperto un vuoto lasciato dagli stati membri dopo quell’azione di grande civiltà che ha voluto fare l’Italia con “Mare Nostrum”, salvando migliaia di vite. Qualcuno ha voluto accusare le ONG. I decreti sicurezza hanno criminalizzato le persone che salvano le persone, con l’imposizione di sanzioni. Se si vogliono bloccare le ONG ci deve essere un’alternativa che al momento non c’è.</p>



<p><strong>Forse sta diventando scontata e ovvia la presenza delle navi delle ONG nel Mediterraneo?</strong><br>La ONG devono lasciare il Mediterraneo, devono andarsene le navi che salvano in mare. Queste persone devono arrivare attraverso canali regolari, ecco perchè le dico che è necessaria una buona gestione, una buona governance del fenomeno migratorio. Dobbiamo togliere le persone dalle mani dei trafficanti di esseri umani e fare in modo che quel mare non sia più un cimitero. Io sono certo che le ONG, perché ci ho lavorato, non vedono l’ora di andarsene e che tutto questo problema possa risolversi, non è vero che sono là per guadagnare.</p>



<p><strong>C’è un modo per attenuare, se non risolvere, il problema delle migrazioni?</strong><br>Dall’inizio del mio lavoro in politica mi sono impegnato per portare una soluzione che prevedeva l’istituzione di una missione europea di ricerca e soccorso in mare, con le varie capitanerie degli stati membri. Purtroppo ho perso questa battaglia. Dobbiamo fare in modo che queste persone arrivino tramite canali regolari, questa è una visione diversa, un cambio di paradigma. Un’altra strada è quella di fornire aiuti ai territori di provenienza, con progetti di finanziamento: nessuno vuole lasciare il proprio paese e i propri affetti se non è costretto. Dobbiamo dare loro questa opportunità, aiutando quei paesi a crescere e svilupparsi. Solo allora potremo dire che stiamo facendo una buona politica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/05/25/cuzzocrea-bartolo-il-nostro-paese-e-stato-capace-di-accogliere-ma-non-di-includere/">Pietro Bartolo: il nostro Paese è stato capace di accogliere ma non di includere</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/05/25/cuzzocrea-bartolo-il-nostro-paese-e-stato-capace-di-accogliere-ma-non-di-includere/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il caso Open Arms, Salvini e la ricerca del consenso</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/03/23/cuzzocrea-salvini-open-arms-procura-palermo/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/03/23/cuzzocrea-salvini-open-arms-procura-palermo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Cuzzocrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Mar 2021 16:38:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Whatever it takes]]></category>
		<category><![CDATA[Confini]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Letta]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Salvini]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Open arms]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[Patria]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Salvini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2811</guid>

					<description><![CDATA[<p>Chissà se il bombardamento del pollaio friulano è stato frutto di una troppo attenta immedesimazione patriottica di un carrista. In un continuo discendere della linea politica, che dai vertici corre verso gli uffici e gli esecutori, potrebbe capitare che qualcuno si lasci prendere la mano dalla difesa dei confini. Il tempo rapido della politica italiana è segnato periodicamente da slogan, frasi e termini che nelle intenzioni dei protagonisti dovrebbero garantire&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/03/23/cuzzocrea-salvini-open-arms-procura-palermo/">Il caso Open Arms, Salvini e la ricerca del consenso</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Chissà se il bombardamento del pollaio friulano è stato frutto di una troppo attenta immedesimazione patriottica di un carrista. In un continuo discendere della linea politica, che dai vertici corre verso gli uffici e gli esecutori, potrebbe capitare che qualcuno si lasci prendere la mano dalla difesa dei confini.</p>



<p>Il tempo rapido della politica italiana è segnato periodicamente da slogan, frasi e termini che nelle intenzioni dei protagonisti dovrebbero garantire un consenso elettorale. La pandemia ha agito anche su questo, forse una delle poche cose buone. Dilatando i tempi del rinnovo di consigli regionali e comunali, ha alleggerito la comunicazione politica e declassato personaggi e dichiarazioni a sottofondo – spesso spiacevole – dei problemi della quotidianità.</p>



<p>In occasione dell’udienza del 20 marzo, la Procura della Repubblica di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio di Matteo Salvini, ritenendo fondate e sostenibili in giudizio le accuse di sequestro di persona e rifiuto d’atti d’ufficio. </p>



<p>L’udienza decisiva sarà il 17 aprile e fino ad allora non sapremo se la visione salviniana del potere – rendere il decisore politico esente da responsabilità – è sufficiente a sfuggire alla verifica delle proprie azioni in sede giudiziaria. Ma già l’ammissione di ventuno costituzioni di parte civile, segna la dimensione del caso: responsabilità politiche e penali sulle quali fare luce, contrapposte idee di comunità e senso dell’impegno politico che si confrontano.</p>



<p>Salvini ha rivendicato per l’ennesima volta la difesa dei confini nazionali. Condita con il continuo tentativo di spalmare la responsabilità su più soggetti e terminata con il vittimismo dell’essere “imputato mentre il capitano non è andato in Spagna e ha rifiutato i porti&#8221;, fa emergere la misura del personaggio (che probabilmente ignora dove sia Algeciras e cosa avrebbe significato, per i migranti sulla Open Arms, un viaggio fino alle colonne d’Ercole).</p>



<p>Nell’inseguimento del consenso che sempre premia la demagogia xenofoba, proponendo, di volta in volta, stranieri nuovi di cui avere paura, Salvini interpreta bene la tradizione leghista degli ultimi trent’anni.</p>



<p>Ma nella corsa al voto ha molti contendenti, sia quelli interni al suo partito, sia quelli esterni. Distribuiti, questi ultimi, sia nel campo del centrodestra, sia in quello del centrosinistra, con al centro della scena politica un nuovo protagonista: Enrico Letta. Già dalle prime uscite, il segretario del Pd ha scelto Salvini quale avversario principale, scommettendo su un Italia diversa.</p>



<p>Sarà un possibile effetto della pandemia fermare la catena di odio per lo straniero di turno? Potrà emergere, con l’uscita dalla crisi sanitaria, un’idea di comunità diversa, non egoistica, sull’esempio dei medici, degli infermieri e del mondo del terzo settore, che hanno affrontato la più grande crisi sociale ed economica dai tempi della seconda guerra mondiale? Chi vincerà la sfida tra Salvini, che cerca di scaricare la propria responsabilità sugli altri, e gli italiani, che da oltre un anno condividono le proprie?</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/03/23/cuzzocrea-salvini-open-arms-procura-palermo/">Il caso Open Arms, Salvini e la ricerca del consenso</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/03/23/cuzzocrea-salvini-open-arms-procura-palermo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ci sfugge il Congo, l’Africa e tutto ciò che rappresenta</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/02/22/cuzzocrea-ci-sfugge-il-congo-lafrica-e-tutto-cio-che-rappresenta/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/02/22/cuzzocrea-ci-sfugge-il-congo-lafrica-e-tutto-cio-che-rappresenta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Cuzzocrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2021 17:14:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#iltempodiuncaffe]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[Belgio]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Colonizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Congo]]></category>
		<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra fredda]]></category>
		<category><![CDATA[Kinshasa]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Attanasio]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Umanità]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccini]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Iacovacci]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2685</guid>

					<description><![CDATA[<p>Che effetto farà all’Italia e agli italiani l’agguato con il quale sono stati assassinati l’ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci? Tra le indignazioni per la mancata apertura delle piste da sci e la preoccupazione per il colore che assumerà la nostra regione domani o dopodomani, non ci stiamo rendendo conto che la pandemia non ha determinato una sospensione del tempo. In attesa di certezze sul piano vaccinale italiano&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/02/22/cuzzocrea-ci-sfugge-il-congo-lafrica-e-tutto-cio-che-rappresenta/">Ci sfugge il Congo, l’Africa e tutto ciò che rappresenta</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Che effetto farà all’Italia e agli italiani l’agguato con il quale sono stati assassinati l’ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci? Tra le indignazioni per la mancata apertura delle piste da sci e la preoccupazione per il colore che assumerà la nostra regione domani o dopodomani, non ci stiamo rendendo conto che la pandemia non ha determinato una sospensione del tempo. In attesa di certezze sul piano vaccinale italiano ed europeo, la nostra concentrazione è tutta sull’Occidente. Ci sfugge il Congo, l’Africa e tutto ciò che rappresenta.</p>



<p>La morte di due giovani al servizio dello Stato, impegnati in una missione umanitaria all’estero, ha risvolti drammatici e, per la sua dimensione eclatante, rischia di annacquarsi in un cordoglio di circostanza, che non potrà dare consolazione né alle famiglie, né alla Repubblica italiana.</p>



<p>Oltre il dolore, oltre il dramma e lo sgomento, c’è qualcosa che potrà restarci da un evento così tragico. Luca Attanasio e sua moglie sono due persone che si sono fatte carico dell’umanità. Fuori dalla logica della carriera e dell’individualismo, operano insieme per una vita migliore, per sé e per chi gli sta intorno. Anche se questo “intorno” può essere più o meno lontano, non hanno voltato lo sguardo dove era più facile.</p>



<p>Non sono queste le pagine dove raccontare la storia dello sfruttamento e dell’indipendenza del Congo, né dove affrontare i problemi che ancora vive il continente africano in risposta, e a seguito, della colonizzazione europea o delle tensioni della Guerra fredda. Ma in questi ultimi decenni, e anche in futuro, in Africa si gioca una partita nuova, ma sempre uguale.</p>



<p>Gli interessi per i giacimenti di materie prime e per i vasti territori da sfruttare, ancora oggi attirano le potenze internazionali, che non sono più il Belgio del 1800 o la Francia, ma Cina, Russia e tutti coloro che vedono risorse per le proprie economie laddove servirebbero risorse per l’indipendenza e per la crescita civile ed economica, unico argine al dramma dell’attuale flusso migratorio che non accenna a fermarsi.</p>



<p>Una modesta proposta. Prima di spartirsi nuovamente l’Africa, le super potenze di oggi potrebbero distribuire vaccini e medicinali a tappeto. Non solo contro il Covid, ma anche contro tutte quelle malattie che noi abbiamo dimenticato, ma ancora oggi fanno la differenza tra un bambino che nasce a Roma e uno che nasce a Kinshasa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/02/22/cuzzocrea-ci-sfugge-il-congo-lafrica-e-tutto-cio-che-rappresenta/">Ci sfugge il Congo, l’Africa e tutto ciò che rappresenta</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/02/22/cuzzocrea-ci-sfugge-il-congo-lafrica-e-tutto-cio-che-rappresenta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Stato di diritto in UE, fino a che punto si possono accettare compromessi senza tradire la propria identità?</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/09/01/bellini-ue-fino-a-che-punto-si-possono-accettare-compromessi-senza-tradire-la-propria-identita/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2020/09/01/bellini-ue-fino-a-che-punto-si-possono-accettare-compromessi-senza-tradire-la-propria-identita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Bellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2020 15:37:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Whatever it takes]]></category>
		<category><![CDATA[Budapest]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Europeo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Lesbo]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento Europeo]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
		<category><![CDATA[Sovranismo]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=1677</guid>

					<description><![CDATA[<p>C’è un filo rosso che unisce Budapest alle coste della Tripolitania, l’isola di Lesbo alla Polonia: è la difficoltà dell’UE – stati membri e istituzioni comunitarie – a trovare un approccio efficace su questioni legate ai valori fondamentali che dovrebbero definirci come europei. La dignità umana dei migranti e il rispetto dello stato di diritto passano spesso in secondo piano, quando difenderli richiede un prezzo, in termini di consenso o di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/09/01/bellini-ue-fino-a-che-punto-si-possono-accettare-compromessi-senza-tradire-la-propria-identita/">Stato di diritto in UE, fino a che punto si possono accettare compromessi senza tradire la propria identità?</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>C’è un filo rosso che unisce Budapest alle coste della Tripolitania, l’isola di Lesbo alla Polonia: è la difficoltà dell’UE – stati membri e istituzioni comunitarie – a trovare un approccio efficace su questioni legate ai valori fondamentali che dovrebbero definirci come europei. </p>



<p>La dignità umana dei migranti e il rispetto dello stato di diritto passano spesso in secondo piano, quando difenderli richiede un prezzo, in termini di consenso o di veti incrociati. È la complessa ricerca di un equilibrio tra pragmatismo e identità, dove l’importanza di quest’ultima è frequentemente sottovalutata. Fino a che punto, infatti, si possono accettare compromessi senza finire per tradire la propria identità? Questo vale per una forza politica, un paese e qualsiasi comunità che si definisca tale. Vale soprattutto per l’UE, che proprio su democrazia, stato di diritto e diritti umani fonda le sue ambizioni di potenza globale “gentile”. Per questi due grandi capitoli, i prossimi mesi saranno decisivi. </p>



<p>Per sbloccare lo stallo sui migranti, la Commissione presenterà una nuova proposta, fino ad ora tenuta in sospeso per non complicare ulteriormente le negoziazioni sul Recovery Fund. Sullo stato di diritto, sarà il Parlamento europeo – che proprio in questi giorni ha iniziato le consultazioni istituzionali con il Consiglio sul prossimo bilancio UE – a tentare di rendere vincolanti i vaghi riferimenti inseriti nell’accordo di luglio, nonostante spazi e tempi di manovra ridotti. Non sarà facile, ma la posta in gioco è alta: a forza di tradire i valori fondamentali di una comunità, si rischia di dimenticare i motivi per cui, oltre alla mera convenienza, si è deciso di stare insieme. A quel punto, come si potrebbe essere credibili nel contrastare l’azione sovranista, che proprio sull’assenza di un’identità europea chiara costruisce il proprio messaggio di opposizione all’integrazione comunitaria? </p>



<p>La mancanza di coraggio oggi crea i presupposti per crisi ancora più acute domani. Servono leadership e lungimiranza, per iniziare a vedere l’aderenza ai nostri valori come un elemento indispensabile delle politiche europee. Un elemento di assoluta valenza strategica, perché solo così è possibile rafforzare un’identità comune definita, senza la quale nessun progetto politico ha futuro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2020/09/01/bellini-ue-fino-a-che-punto-si-possono-accettare-compromessi-senza-tradire-la-propria-identita/">Stato di diritto in UE, fino a che punto si possono accettare compromessi senza tradire la propria identità?</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2020/09/01/bellini-ue-fino-a-che-punto-si-possono-accettare-compromessi-senza-tradire-la-propria-identita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
