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	<title>Musei Archivi - ilcaffeonline</title>
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	<title>Musei Archivi - ilcaffeonline</title>
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		<title>Casalinghe, professoresse e frigoriferi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pietro De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Oct 2021 11:34:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#iltempodiuncaffe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Va bene che era napoletano e spiritoso, ma quel giorno che sul Corriere della Sera scrisse un articolo sulla crisi della scuola, dette proprio l’impressione di esagerare Giuseppe Galasso, storico, docente universitario, parlamentare e giornalista. A proposito di insegnanti donne ne fece passare talune per “insegnanti-casalinghe” (così, con il tratto d’unione). E lasciò impegnati i suoi lettori nel determinare la prevalenza dell’una sull’altra professione.&#160; Chi lesse a suo tempo quell’editoriale&#8230;</p>
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<p>Va bene che era napoletano e spiritoso, ma quel giorno che sul Corriere della Sera scrisse un articolo sulla crisi della scuola, dette proprio l’impressione di esagerare Giuseppe Galasso, storico, docente universitario, parlamentare e giornalista. A proposito di insegnanti donne ne fece passare talune per “insegnanti-casalinghe” (così, con il tratto d’unione). E lasciò impegnati i suoi lettori nel determinare la prevalenza dell’una sull’altra professione.&nbsp;</p>



<p>Chi lesse a suo tempo quell’editoriale ci restò un po’ maluccio. Un’esagerazione. Fa la tara a quell’esagerazione quello stesso lettore che oggi legge una notizia giunta da Lamezia Terme. Gli agenti della Guardia di Finanza stavano eseguendo una verifica di routine. Fattura dopo fattura scoprono una bella birichinata. Sessantadue (non uno o due per caso) insegnanti hanno praticato questo giochino. Si presentavano nel gran negozio di prodotti elettrici ed elettronici e facevano il loro bell’acquisto di uno di quei dispositivi prelevabili con la cosiddetta “Carta del Docente”.</p>



<p>Che cos’è questa carta? Alla buona: un documento con tanto di autorizzazione ministeriale e precisa intestazione alla persona, della consistenza di Euro 500, per pagare libri, pubblicazioni, biglietti per musei e teatri, prodotti hardware e software. E tutto questo allo scopo di offrire un supporto monetario a quanto già un insegnante sostiene in uscita dal suo stipendio per tenersi aggiornato.</p>



<p>Preso in mano lo scontrino, il diligente insegnante (parliamo di quei 62, e se altri ve ne siano stati non è dato conoscere), guardandolo e riguardandolo, precipitava nel precedente e consolidato convincimento, quello di prima che gli arrivasse la “carta”: “Aggiornarmi? Io? E perché mai? Un libro, un computer, un software? E per farci cosa?”. Il ministero vorrebbe: per meglio adeguarsi alla funzione docente.</p>



<p>Breve esitazione per poi subito rientrare in negozio e recuperare pragmatismo. Più o meno così: riconsegna dello scontrino per passare all’altro reparto, quello più utile e divertente: smart–tv, smartphone e, soprattutto, elettrodomestici.&nbsp;</p>



<p>E qui torna Giuseppe Galasso. Non la prevalenza del professore o della professoressa sulla casalinga, ma della casalinga sul professore o sulla professoressa. Non con libri e computer si preserva la funzione docente, ma con tv ed elettrodomestici. Tanto più questi attrezzi sono efficienti e affidabili, tanto più garantiscono ai docenti tranquillità mentre sono a scuola o nel pomeriggio quando studiano e visionano elaborati.&nbsp;</p>



<p>Questa notizia non ci voleva. Ma il fatto, se le cose stanno veramente così, non ci voleva. Gli insegnanti non si vogliono bene, non si aiutano, non collaborano a ricostruire di sé stessi un’immagine più consona, più aderente al loro status. Sanno che sono nell’occhio del ciclone, invisi ai genitori dei loro alunni più di quanto lo siano degli alunni stessi, che pure in gran numero continuano ad amarli e ammirarli.</p>



<p>Dovrebbero recuperare scienza, abilità comunicativa, spessore culturale che è anche aggiornamento. Una rivista al mese, un libro all’anno, una visita museale, una serata a teatro ci starebbero a meraviglia. Quella “carta” era proprio per questo. Anche perché per le altre categorie di lavoratori pare non ci siano carte-recanti-euro per la lavatrice o la cucina da rottamare. L’aiuto era mirato, era anche sulla parola e prima ancora su un’intesa – quella di aggiornarsi – che non poteva non essere condivisa.</p>



<p>Un anziano preside della scuola che fu soleva ripetere: “Gli insegnanti sono eterni alunni”, quelli che non smettono mai di chiedere di uscire per andare al bagno e poi dirigersi al piano di sotto per salutare la morosa. Sarà, però questa volta al piano di sotto non incontrano la dirigente. Incontrano gli agenti della Guardia di Finanza. E qualcuno di questi potrebbe essere persino un ex alunno. Ma non lo dirà, ne siamo certi.</p>
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		<title>ITsART: l’arte e la cultura con un click</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/05/07/napoli-itsart-arte-e-cultura-con-un-click/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Arianna Napoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 May 2021 11:19:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tradizionario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 31 Maggio 2021 sarà operativa la nuova piattaforma digitale ITsART (Italy is Art). Voluta dal Ministro della cultura Dario Franceschini, il servizio offrirà la possibilità di accedere a contenuti artistici e culturali in live e on demand. Da molti definita come la “Netflix della cultura”, la piattaforma consentirà di poter disporre di centinaia di contenuti e di partecipare “virtualmente” a eventi teatrali, concerti, mostre e manifestazioni culturali. ITsART sarà&#8230;</p>
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<p>Il 31 Maggio 2021 sarà operativa la nuova piattaforma digitale ITsART (Italy is Art). Voluta dal Ministro della cultura Dario Franceschini, il servizio offrirà la possibilità di accedere a contenuti artistici e culturali in live e on demand. Da molti definita come la “Netflix della cultura”, la piattaforma consentirà di poter disporre di centinaia di contenuti e di partecipare “virtualmente” a eventi teatrali, concerti, mostre e manifestazioni culturali.</p>



<p>ITsART sarà suddivisa in tre sezioni: palco, luoghi e storie; all’interno di esse gli operatori culturali e le istituzioni proporranno progetti e lavori, avvalendosi di artisti affermati e di nuovi talenti. In questo modo risulteranno valorizzati luoghi d’arte e spazi museali: un palcoscenico interattivo, presente nelle case degli italiani e in qualunque parte del mondo, per fruire liberamente dei lavori e del pensiero degli artisti attivi nel nostro Paese. Il canale comprenderà anche un’ampia proposta di film e documentari e un palinsesto in continuo aggiornamento.</p>



<p>L’idea è quella di mantenere vivo l’interesse per l’arte e la cultura anche “a distanza”, in un periodo di restrizioni determinate dalla pandemia e a garanzia del sostentamento degli operatori del settore.</p>



<p>La società individuata come partner è la Chili, già presente online con i propri servizi di streaming in diversi Paesi del mondo. Il Ministro Franceschini ha sottolineato che tale scelta è stata operata poiché la compagnia, oltre a garantire la diffusione dei contenuti audiovisivi a livello internazionale, ha già adottato modalità di pagamento e strumenti operativi analoghi a quelli previsti da ITsART.</p>



<p>Gli utenti, dopo aver proceduto con la registrazione, avranno la possibilità di accedere a singoli e molteplici contenuti, tramite acquisito diretto. Per il alcuni di essi la visione sarà gratuita. Non può escludersi, però, che in futuro l’accesso al servizio divenga subordinato alla sottoscrizione di un abbonamento.</p>



<p>Ad inaugurare l’avvio di questa nuova esperienza mediale, saranno alcuni eventi esclusivi: i concerti dei Maestri Riccardo Muti e Zubin Mehta e l’esibizione live di Claudio Baglioni.</p>
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		<title>Vietato criticare, in Italia va tutto alla grande</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Romana Ranucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Dec 2020 07:37:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Francamente me ne infischio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vietato criticare il governo, vietato criticare la maggioranza, vietato criticare il super commissario Arcuri. Siamo in stato di emergenza, in piena pandemia, la situazione è difficile quindi se non ci fossero stati loro al governo oggi staremo peggio. Peggio come? Visto che l’Italia ha il primato i mortalità in Europa per Covid-19, medici che non partecipano nemmeno ai bandi, migliaia di posti di lavoro persi, scuole, musei, università ancora chiuse,&#8230;</p>
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<p>Vietato criticare il governo, vietato criticare la maggioranza, vietato criticare il super commissario Arcuri. Siamo in stato di emergenza, in piena pandemia, la situazione è difficile quindi se non ci fossero stati loro al governo oggi staremo peggio. Peggio come? Visto che l’Italia ha il primato i mortalità in Europa per Covid-19, medici che non partecipano nemmeno ai bandi, migliaia di posti di lavoro persi, scuole, musei, università ancora chiuse, attività commerciali che hanno abbassato le saracinesche per sempre. Grandi inaugurazioni di padiglioni per ospitare malati Covid mai entrati in funzione, grande show per l’arrivo di nove mila fiale del vaccino anti-Covid, contro ben altri numeri dei nostri vicini. </p>



<p>Non possiamo criticare cosa si fa a casa nostra ma almeno possiamo vedere cosa fanno gli altri e prendere esempio? No, non si può nemmeno questo, perché i paragoni con Germania, Francia, Gran Bretagna non si devono fare, sono paesi diversi dall’Italia. Negli altri paesi il piano di vaccinazione sta funzionando meglio, e siamo solo all’inizio, però da noi ora arrivano le primule, padiglioni a forma di fiore dove la gente potrà vaccinarsi, vuoi mettere? Arriveranno prima le primule, i medici formati per fare i vaccini, o i vaccini? Si accettano scommesse.</p>



<p>Si sono arrabbiati tutti con la Germania cattiva perché,&nbsp;grazie ad un accordo bilaterale con la Biontech, ha acquistato 30 milioni di dosi in più fuori dagli accordi europei. Qualche giorno dopo esce la notizia che il vaccino AstraZeneca non arriverà prima di febbraio. Un duro colpo per il piano Arcuri, ci aveva puntato tutto. Invece di manifestare sempre insofferenza verso chi fa meglio, si potrebbe copiare qualcosa dagli altri, a fin di bene.</p>



<p>Vabbè consoliamoci, il governo ha assicurato che il 7 riprenderemo gran parte delle attività, a partire dalla scuola. Eh no frena, le scuole non riapriranno il 7, e nemmeno gli impianti sciistici, palestre, piscine, musei.</p>
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		<title>Il Museo del mito a Enna</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/11/02/vicari-il-museo-del-mito-a-enna/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Ugo Vicari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2020 18:31:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono nato su di un monte intriso di miti fondativi, e vissuto sulle rive di un lago carico di segni. Ho viaggiato molto ed oggi vivo nel ventre di un altro gigante della mitologia classica. Sin dall&#8217;infanzia ho udito molte narrazioni su Demetra e Kore, alcune dotte, ctonie, discendenti verso il centro della terra, altre più lievi, perfino maccheroniche, ascendenti verso la luce. Ma mai nessuna mi aveva colpito così&#8230;</p>
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<p>Sono nato su di un monte intriso di miti fondativi, e vissuto sulle rive di un lago carico di segni. Ho viaggiato molto ed oggi vivo nel ventre di un altro gigante della mitologia classica. Sin dall&#8217;infanzia ho udito molte narrazioni su Demetra e Kore, alcune dotte, ctonie, discendenti verso il centro della terra, altre più lievi, perfino maccheroniche, ascendenti verso la luce. Ma mai nessuna mi aveva colpito così duramente come il racconto per suoni, parole e immagini del nuovo &#8216;Museo del mito&#8217; ad Enna.</p>



<p>L&#8217;avverbio non è usato a caso né ha valore negativo, tutt&#8217;altro. Per &#8216;duramente&#8217; intendo un fortissimo impatto poetico di fronte alla bellezza di un territorio che si pensava di conoscere a fondo ma che si era sempre meditato da una prospettiva convenzionale. Qui invece tutto è aereo, vertiginoso.</p>



<p>Un museo senza oggetti e di due sole sale che museo è, vi chiederete, e perché dargli tanta importanza? Un museo senza oggetti e con due sale pirotecniche è un &#8216;grande museo&#8217;, da annoverare tra i migliori della sua generazione. La vertigine non è data solamente dall&#8217;esperienza che compi, come &#8220;al paese dei Tarahumara&#8221;, al punto che sei costretto a tenerti su di una mensola per non cadere; vertiginosi sono anche i suoni uditi, la lingua parlata, le immagini composte intorno al mito delle Dee madre e figlia nella &#8216;caverna d&#8217;antimateria&#8217; della seconda sala.</p>



<p>Se Landart e videoarte hanno significato qualcosa dagli anni &#8217;60 in avanti, l&#8217;uso che ne fanno i progettisti di questo piccolo gioiello posto al centro dell&#8217;isola è magistrale. Visitandolo, molti si concentreranno sugli aspetti ludici della tecnologia 3D nella prima sala, rimarranno con il naso all&#8217;insù nel diorama della seconda sala, come quando si chiudono le feste patronali nelle notti d&#8217;estate. Sotto il profilo museologico, già questo è un ottimo risultato. Altri potranno spingersi oltre e cogliere l&#8217;arditezza non del mezzo (fatalmente destinato all&#8217;obsolescenza tecnologica), ma del fine mitopoietico.</p>



<p>Non aggiungo altro. La peste finirà, Trittolemo avrà successo e Demetra ci ridarà le sospirate messi. Quando sarà nuovamente possibile andate a visitare la rocca come in pellegrinaggio, in espiazione entrate nell&#8217;antro e fate esperienza di questo museion come in un volo estatico. Siate sciamani con la sola forza dei sensi risvegliati e riappropriatevi per un istante del principale mito di fondazione culturale a Eleusi con nuova e potente consapevolezza.</p>



<p>Museo del mito<br>Comune di Enna<br>Rocca di Cerere, i Capannicoli<br>Realizzazione: Sarteria, Roma<br>Info e prenotazioni: museodelmito.enna@gmail.com</p>
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		<title>Un nuovo museo del costume in Sicilia: il MUDECO a Donnafugata</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2020/10/17/vicari-un-nuovo-museo-del-costume-in-sicilia-il-mudeco-a-donnafugata/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Ugo Vicari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2020 16:45:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tradizionario]]></category>
		<category><![CDATA[Brancaccio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri ho visitato il MUDECO, Museo del Costume al Castello di Donnafugata, rinnovata struttura espositiva allestita nelle scuderie del palazzo in territorio di Ragusa. Si tratta di un progetto che parte da lontano e che è stato portato a compimento per la strenua volontà di Giuseppe Nuccio Iacono, architetto museologo di solida formazione. Il museo accoglie il nucleo originario di &#8216;Tre secoli di moda in Sicilia&#8217;, la più importante e&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ieri ho visitato il MUDECO, Museo del Costume al Castello di Donnafugata, rinnovata struttura espositiva allestita nelle scuderie del palazzo in territorio di Ragusa. Si tratta di un progetto che parte da lontano e che è stato portato a compimento per la strenua volontà di Giuseppe Nuccio Iacono, architetto museologo di solida formazione.</p>



<p>Il museo accoglie il nucleo originario di &#8216;Tre secoli di moda in Sicilia&#8217;, la più importante e cospicua collezione di abiti e loro accessori nell&#8217;isola, tra le più grandi ed eminenti d&#8217;Europa, già raccolta da Gabriele Arezzo di Trifiletti ed acquistata dal Comune di Ragusa in anni recenti.</p>



<p>Si tratta di una fondo che conosco molto bene per trascorsi che non è il caso di approfondire in questa sede. Quello che posso dire è che esso rappresenta, con i suoi tremila e passa esemplari, lo specchio maggiormente fedele e rappresentativo delle élite siciliane tra Sette e Novecento, anche perché supportato, a differenza di altre esperienze collezionistiche, da un nutritissimo archivio storico, maggior vanto ed intuizione del suo ideatore.</p>



<p>Il nuovo allestimento del MUDECO (negli anni passati la collezione era transitoriamente ordinata al piano nobile del maniero) è davvero ben fatto, in linea con le più recenti guide internazionali d&#8217;indirizzo museologico e museografico. Sviluppato prevalentemente in senso cronologico, esso ci conduce in un breve e suggestivo viaggio nel tempo, senza cadere, come spesso si fa in Sicilia sbagliando grandemente, nella oleografia gattopardesca, ultima cosa di cui sentiamo il bisogno per uscire finalmente dalle false vestigia del passato. Al contrario, l&#8217;allestimento di Iacono e dello staff di progettazione parla una lingua contemporanea ed intellettuale, se per &#8216;intellettuale&#8217; intendiamo la capacità di muovere le idee verso il futuro.</p>



<p>Chiaramente, a Donnafugata come nel resto della Sicilia e del Meridione d&#8217;Italia, molto resta ancora da fare. Ad esempio, è auspicabile che il MUDECO non rimanga isolato nel dibattito museologico internazionale, e subito si agganci ad una rete virtuosa di altre esperienze collezionistiche in Italia e nel mondo. Recentemente, da consulente storico, mi è capitato di fare un&#8217;esperienza simile a Palermo, per la realizzazione di &#8216;Palazzo Chiazzese&#8217;, la Casa museo del costume teatrale della famiglia Pipi. Anche lì, nel cuore del quartiere Brancaccio, nasceva l&#8217;esigenza di sottrarre la splendida collezione della più grande, illustre e rinomata Sartoria teatrale del Meridione d&#8217;Italia, a uno statuto localistico. Ed anche lì si è subito provveduto a stabilire contatti sodali con il mondo della ricerca scientifica e della museologia contemporanea, con risultati incoraggianti.</p>



<p>Questo è l&#8217;auspicio anche per il MUDECO di Donnafugata, che rispetto a Brancaccio, capirete bene, ha potenzialità territoriali di gran lunga superiori. Se la sua direzione avrà la forza di dialogare ai più alti livelli con il mondo della cultura museale; se sarà capace di non scivolare sulle molte bucce di banana che l&#8217;isola ancora getta sul suo cammino, contribuirà fattivamente al prestigio dell&#8217;antica Contea di Modica ed ai fasti della Val di Noto, primo e più importante distretto UNESCO della Sicilia.</p>
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		<title>Potevo farlo anche io! Il cittadino comune e l&#8217;arte del Novecento.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Ugo Vicari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2020 16:18:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tradizionario]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[Novecento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Davanti a un taglio di Lucio Fontana, all&#8217;ascolto di una partitura di Stockhausen, ad un tentativo destrutturante di Perec, guardando basiti Carmelo Bene in delirio. Quando ancora, nel 2020, affermiamo assertivi: &#8220;potevo farla anche io. Com&#8217;era semplice e bella l&#8217;arte del passato!&#8221; A tali domande di comune sentire oppongo un legittimo dubbio e dico: ne sei sicuro, buon padre di famiglia che cammini smarrito tra i corridoi di una Galleria&#8230;</p>
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<p>Davanti a un taglio di Lucio Fontana, all&#8217;ascolto di una partitura di Stockhausen, ad un tentativo destrutturante di Perec, guardando basiti Carmelo Bene in delirio. Quando ancora, nel 2020, affermiamo assertivi: &#8220;potevo farla anche io. Com&#8217;era semplice e bella l&#8217;arte del passato!&#8221; A tali domande di comune sentire oppongo un legittimo dubbio e dico: ne sei sicuro, buon padre di famiglia che cammini smarrito tra i corridoi di una Galleria d&#8217;arte contemporanea? Se ti dicessi che dietro l&#8217;apparente semplicità di un Raffaello si cela una quantità di significati coltissimi e nascosti, da fare impallidire l&#8217;action painting di Pollock; che la lettura e la comprensione (la comprensione!) della Divina commedia sono di un&#8217;arditezza estrema; che all&#8217;ascolto di un gregoriano d&#8217;età medievale rischieresti di smarrirti come in un labirinto. Se, infine, ti costringessi a considerare tutte le implicazioni e i rimandi classicisti dell&#8217;Orfeo di Monteverdi o del Macbeth di Verdi, saresti ancora sicuro che l&#8217;arte del passato, così semplice, così piana all&#8217;apparenza, sia maggiormente comprensibile di un Quadrato nero su fondo bianco?</p>



<p>O forse non sarebbe meglio accettare la propria caduta verso il fondo del barile, fino alla raschiatura, e da lì risalire con un atteggiamento più curioso, paziente ed interessato a questo novecento così vilipeso dalla nostra grassa ignoranza? Perché, a ben vedere, anche se tu non lo sai, l&#8217;attuazione della civiltà costituzionale che garantisce tanto a te quanto a me la pubblica istruzione, la sanità pubblica, il pubblico impiego (tutto ciò che è patrimonio della polis contemporanea, per dirla in breve), deve molto &#8211; per quanto strano possa sembrarti &#8211; anche ai Pasolini, ai Montale, ai Nono, ai Kounellis, agli Stratos, agli Eco, ai Vedova, ai Fontana, ai Ronconi di turno. Perché oggi, a bocce ferme, avremmo tutti gli strumenti necessari per comprendere appieno il ruolo svolto dalle avanguardie storiche e dalle neo avanguardie nella composizione (faticosissima, per nulla scontata) di una società che possa dirsi moderna, repubblicana, democratica, egalitaria, ecumenica e cosmopolita. Quella res pubblica in cui tanto io quanto tu possiamo spararle grosse senza che qualcuno ci venga sotto casa la sera a manganellarci e portarci al confino.</p>



<p>Allora, quando alla prossima gita aziendale ti ritroverai davanti a un apparente pasticcio di colori, fermati un altro poco a pensare. Nel tragitto che ti porta verso l&#8217;indigesto museo d&#8217;arte contemporanea, leggi qualche libro in più e qualche cronaca sportiva o rivista mondana in meno. Alla plutocrazia (sic) degli smartphone e dei social opponi (è questa l&#8217;impresa eroica e più ardita, pensa un po&#8217;, a cui saresti chiamato) un minuto di sana contemplazione e sospensione del giudizio. La vita ti apparirà più sapida e quel secolo in cui sei nato tuo malgrado, meno ostile e incomunicante di quanto tu possa credere e trasmettere ai figli.</p>
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